Il padrino (film)

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Il padrino
Don Vito Corleone.jpg
Don Vito Corleone riceve Amerigo Bonasera
Titolo originale The Godfather
Lingua originale Inglese, Siciliano
Paese di produzione USA
Anno 1972
Durata 175 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere gangster, drammatico, noir
Regia Francis Ford Coppola
Soggetto Mario Puzo (omonimo romanzo)
Sceneggiatura Mario Puzo, Francis Ford Coppola
Produttore Albert S. Ruddy
Casa di produzione Paramount Pictures
Fotografia Gordon Willis
Montaggio William Reynolds
Peter Zinner
Effetti speciali Paul J. Lombardi
Musiche Nino Rota
Scenografia Dean Tavoularis
Costumi Anna Hill Johnstone
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2007)

(EN)
« I'm gonna make him an offer he can't refuse. »
(IT)
« Gli farò un'offerta che non potrà rifiutare. »
(Vito Corleone)

Il padrino (The Godfather) è un film del 1972 diretto da Francis Ford Coppola e interpretato da Marlon Brando, Al Pacino e James Caan, prima pellicola della trilogia omonima firmata dal regista, ispirata al romanzo omonimo di Mario Puzo.

La pellicola fu premiata con tre premi Oscar e, insieme al suo seguito, è considerata una pietra miliare della storia del cinema.

Il padrino è stata infatti considerata la seconda miglior pellicola statunitense della storia dall'American Film Institute[1], inoltre è al secondo posto della classifica dell'Internet Movie Database[2].

La rivista Empire lo considera come il film più bello di tutti i tempi, al primo posto in un elenco di 500.

Trama[modifica | modifica sorgente]

New York, 1945. Vito Corleone, padrino della famiglia Corleone, è un immigrato siciliano che, dopo anni di crimine, principalmente nell'organizzazione del gioco d'azzardo illegale e nei racket sindacali, è diventato il più potente dei capi-mafia italo-statunitensi della città. La sua organizzazione, attraverso la quale gestisce un enorme giro di affari illegali, coinvolge l'iracondo primogenito Santino detto Sonny, Fredo, secondogenito ingenuo e poco intelligente e il figliastro Tom Hagen, brillante avvocato divenuto "consigliere" cioè braccio destro del capo. Il suo potere non si basa solo sulla violenza, ma anche e soprattutto sull'"amicizia", che il Capo elargisce generosamente a chi gli chiede favori, ma che pretende ricambiata in maniera assoluta e che gli ha creato negli anni una preziosa rete di conoscenze e protezioni nel mondo cosiddetto "legale".

Dopo il fastoso matrimonio "alla siciliana" della figlia Connie, Corleone riceve Virgil Sollozzo, un pericoloso trafficante di droga chiamato "Il Turco", affiliato al clan Tattaglia, una delle cinque famiglie newyorkesi, che gli chiede protezione e l'appoggio finanziario di un milione di dollari per impiantare un traffico di stupefacenti di vasta portata. Il capo rifiuta il proprio appoggio al nascente affare della droga, nonostante il parere favorevole di Santino e di Tom, e tra le famiglie mafiose scoppia una feroce guerra fatta di reciproci attentati ai principali capi e rappresentanti.

Quando viene a sapere che il padre è in pericolo di vita a seguito di un attentato, Michael Corleone, decorato della seconda guerra mondiale e unico figlio di Don Vito a non essere stato sino ad allora coinvolto negli affari criminali della famiglia, convince il fratello Santino, che ha preso momentaneamente il comando, a farlo incontrare con Sollozzo per ucciderlo, tendendogli un tranello durante un incontro per trattare una tregua. Michael affronta lo spacciatore di droga e il capitano di polizia corrotto che lo scorta, e li uccide in un ristorante. Per evitare di essere arrestato o ucciso, il giovane lascia gli Stati Uniti e si nasconde in Sicilia. Qui incontra e s'innamora di Apollonia, giovane siciliana che sposa, ma che poco dopo muore in un attentato "al tritolo" cui egli scampa fortunosamente.

Nel frattempo a New York, Santino cade in un'imboscata in cui rimane brutalmente ucciso. Appena ripresosi, Don Vito riassume il comando e, colpito profondamente dalla morte del figlio, decide di porre fine alla faida convocando un incontro tra i capi delle principali famiglie mafiose per contrattare una tregua. Durante l'incontro, i boss decidono di permettere lo spaccio di droga, ma con alcune regole che tutti saranno tenuti a rispettare, pena una nuova guerra. In cambio della pace e della garanzia dell'incolumità di Michael, Don Vito accetta di porre le proprie protezioni giudiziarie al servizio del nascente affare.

Rientrato in America, Michael prende il posto di Sonny nella famiglia, e in breve tempo il padre gli passa il comando ritirandosi a vita privata, continuando a consigliare il figlio da dietro le quinte. Contemporaneamente Michael sposa Kay Adams, sua antica fidanzata e compagna del college, da cui ha un figlio, Anthony.

Alla morte del padre nel 1954, Michael riceve una proposta dai capi delle altre famiglie mafiose per stipulare un nuovo accordo di pace, ma grazie ai vecchi consigli paterni, il nuovo boss sa che i capi delle cinque famiglie in realtà operano per esautorare la famiglia Corleone e che durante l'incontro lo uccideranno. Con un'audace mossa, anticipa gli eventi e fa uccidere tutti i capi rivali punendo con la morte anche chi l'ha tradito, il caporegime Tessio e il cognato Carlo Rizzi, marito di Connie, che anni prima tradì il fratello Santino. Per ordine di Michael, Carlo è strangolato dal caporegime Peter Clemenza, padrino di battesimo e precettore mafioso di Santino.

Usciti dalla guerra di mafia e riacquisito il potere a New York, i Corleone completano i preparativi per trasferirsi in Nevada, a Las Vegas e a Reno dove il gioco d'azzardo, tradizionale attività familiare, si sta espandendo in forma apparentemente legale.

Informata da Connie, la quale, sconvolta, ha fatto irruzione nello studio accusando Michael della morte del marito, Kay chiede a Michael se quanto ha gridato la cognata è vero, ma Michael mentendo lo nega, non prima di averle "ordinato" di non fargli mai domande sui suoi affari; la moglie tuttavia capisce la verità quando vede Michael, nello studio del padre, ricevere dai capiregime i deferenti omaggi dovuti al nuovo padrino.

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Il padrino (colonna sonora).

I sequel[modifica | modifica sorgente]

Il regista Francis Ford Coppola girerà poi due sequel del Padrino, Il padrino - Parte II nel 1974 e Il padrino - Parte III nel 1990, completando così una trilogia che fa oggi parte della storia del cinema.

Differenze tra film e romanzo[modifica | modifica sorgente]

Sono state tagliate molte sottotrame nel passaggio tra carta stampata e grande schermo tra cui:

  • il personaggio di Johnny Fontane nel film non è approfondito e non si parla delle sue disavventure con le donne e il suo problema alla voce, che nel romanzo è di una certa rilevanza, nel film viene appena accennato ("La mia voce se n'è scesa", riferisce al colloquio con Don Vito durante il matrimonio);
  • nel libro, alla fine del matrimonio Don Corleone e figli si recano al capezzale del fidato consigliere Genco Abbandando ricoverato in ospedale per un cancro in fase terminale (questa scena in realtà fu girata e montata ma non inserita nella versione finale del film).
  • l'adolescenza di Sonny;
  • il personaggio Jules Segal non appare nel film, sarà il nuovo compagno dell'amante di Sonny, Lucy Mancini; è anche il chirurgo che mette a posto il volto di Michael rovinato dal pugno del Capitano McCluskey, e che cura le corde vocali di Johnny Fontane;
  • la pedofilia di Jack Woltz (fu girata una scena che lasciava capire, ma non inserita nel film);
  • la vita in casa di Kay Adams e la breve separazione da Michael;
  • il passato di Luca Brasi e il suo aspetto: nel libro è descritto come piccolo, tozzo e con la faccia estremamente brutale. Nel film il suo interprete Lenny Montana, è alto e largo, con la faccia da duro, ma non particolarmente inquietante.
  • l'ascesa al potere della famiglia Corleone, la guerra per il controllo di New York, l'invio da parte di Al Capone di sicari per uccidere Vito Corleone, che però non riescono nel loro intento e il primo attentato alla vita del Boss, andato a segno con un colpo di pistola al petto, da cui si salva;
  • l'arruolamento di Al Neri nella famiglia Corleone;
  • quando Apollonia muore nell'esplosione dell'auto, anche Calò muore nel libro. Coppola invece, lo lascia vivo per poi farlo ricomparire nel terzo film della saga.
  • l'ingegnoso piano di Don Corleone per riportare Michael in America mentre è in esilio in Sicilia.
  • nel libro è presente il flashback di Don Vito ragazzo che conosce i suoi più fidi capiregime Tessio e Clemenza e l'omicidio di Don Fanucci che darà inizio all'ascesa di Don Vito al potere. Questo flashback si vedrà invece nel secondo film.
  • il finale del film ha inizio durante il funerale di Don Vito quando Tessio comunica a Michael dell'incontro con Don Barrese, mentre nel libro il tutto ha inizio il giorno successivo al funerale quando il colloquio viene comunicato telefonicamente da Tessio.

Nel film, Carmine Cuneo viene ucciso durante la scena dell'eliminazione dei capi delle Famiglie rivali, mentre nel romanzo viene risparmiato. Infatti ne "Il ritorno del padrino" sarà tra coloro che tenterà di mantenere la pace fra i Corleone ed i loro nemici.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

La genesi del film[modifica | modifica sorgente]

La Paramount Pictures acquistò i diritti de "Il padrino", il libro di Mario Puzo, per farne un film di genere. All'interno della casa di produzione c'erano però molte resistenze dopo lo scarso successo de La fratellanza (1968), un film di ambientazione simile, diretto da Martin Ritt.

In un primo momento vennero contattati per dirigerlo Elia Kazan, Sergio Leone, Arthur Penn e Costa Gavras, ma non si dimostrarono interessati. L'unico regista che si dimostrò disponibile fu Sam Peckinpah che però venne allontanato dai produttori perché insisteva nell'idea di trasformare la storia del film in una specie di western con ambientazioni gangster. Infine Robert Evans, il capo della Paramount, puntò sull'italoamericano Francis Ford Coppola, nonostante le perplessità dei produttori perché era un regista semisconosciuto. Coppola accettò principalmente l'incarico per avere denaro per finanziare il suo futuro film La conversazione[3].

Coppola venne contrastato dai produttori perché si rifiutò di spostare la collocazione temporale del film (gli anni quaranta e cinquanta) all'epoca delle riprese (1972) e l'ambientazione nella città di Saint Louis, molto più economica di New York.

Pressioni sul film[modifica | modifica sorgente]

Frank Sinatra fece pressioni sulla produzione affinché il personaggio di Johnny Fontane, che nel romanzo di Puzo si ispirava alla sua figura per via dei suoi presunti legami con Cosa nostra americana, non fosse ricondotto a lui.

Prima dell'inizio delle riprese, Joseph Colombo, boss della famiglia Colombo, iniziò una campagna per boicottare la realizzazione della pellicola, accusata di denigrare gli italoamericani ritraendoli tutti come mafiosi. Infine il produttore Albert S. Ruddy s'incontrò con Colombo e i due giunsero ad un accordo: la parola "mafia" non sarebbe comparsa nel copione e nemmeno sarebbe stata pronunciata nel film.

Il cast[modifica | modifica sorgente]

La Paramount considerò dapprima l'idea di affidare la parte di Vito Corleone a Ernest Borgnine, Edward G. Robinson, Orson Welles o George C. Scott o Gian Maria Volontè. Anche Burt Lancaster desiderava interpretare quel ruolo, ma non fu mai preso in considerazione. Francis Ford Coppola era invece indeciso se dare la parte a Laurence Olivier o a Marlon Brando. Olivier era però all'epoca troppo vecchio e malato per recitare, così la scelta definitiva cadde su Marlon Brando, di cui Coppola era un grande ammiratore. L'attore, che però all'epoca aveva 47 anni e un aspetto ancora giovanile, al provino per la parte decise di voler dare al suo personaggio un aspetto da bulldog, recitando con del cotone in bocca per appesantire le guance e apparire più anziano[4]. Questo trucco convinse definitivamente il regista, che gli assegnò la parte. Coppola però rischiò di essere licenziato per aver scelto Brando e, onde evitare questa spiacevole soluzione, il regista licenziò a sua volta molti dei suoi dipendenti che stavano premendo per il suo allontanamento.

Fu Coppola a volere fortemente l'allora semisconosciuto Al Pacino nella parte di Michael Corleone. Il regista dovette vincere le forti resistenze della produzione, che aveva offerto il ruolo a Jack Nicholson, Dustin Hoffman, Robert Redford e Ryan O'Neal. Il regista infatti sosteneva che questi ultimi non avessero una fisionomia del viso riconducibile ai siciliani ed alla fine ebbe la meglio. Inizialmente persino James Caan fu sottoposto a un provino per il ruolo di Michael.

Robert De Niro fece un convincente provino per la parte di Sonny. Tuttavia Coppola gli preferì James Caan, la cui candidatura era sostenuta apertamente da Brando. Un allora sconosciuto Sylvester Stallone venne sottoposto a un provino per il ruolo di Carlo Rizzi, così come Mia Farrow per quello di Kay Adams.

Bruce Dern, Paul Newman e Steve McQueen furono considerati per il ruolo di Tom Hagen che invece andò a Robert Duvall. Per il ruolo di Connie Corleone, Francis Ford Coppola scritturò la sorella Talia Shire.

La parte di Apollonia venne originariamente offerta a Stefania Sandrelli, che però non si mostrò interessata, e per questo venne interpretata da una giovanissima Simonetta Stefanelli, che all'epoca delle riprese non aveva ancora compiuto i 18 anni di età.

Nella pellicola ci sono tre personaggi appartenenti alla famiglia di Francis Ford Coppola. Talia Shire, sorella del regista, nella parte di Connie; Carmine Coppola, suo padre, al pianoforte nella scena d'intermezzo della pellicola; e una neonata Sofia Coppola nella parte di Michael Francis Rizzi, il bambino battezzato durante lo sterminio dei capi delle cinque famiglie.

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Marlon Brando amava molto fare scherzi sul set. Alcune "vittime" furono i due sventurati che in una scena del film, al ritorno a casa di Don Vito Corleone dall'ospedale, lo portavano su una barella in camera sua: Brando fece mettere assieme a lui sotto la coperta una serie di pesi, di modo che il tutto (barella, Brando e pesi) arrivò a pesare quasi 300 kg.

Durante le riprese della scena del matrimonio di Connie, Lenny Montana, l'interprete di Luca Brasi, si dimostrò molto teso ogni volta che doveva recitare il proprio ringraziamento al padrino in occasione dell'invito alle nozze; Montana era estremamente nervoso all'idea di recitare nella stessa scena con un mostro sacro quale Marlon Brando. Coppola allora scrisse appositamente la scena in cui Brasi prova e riprova il discorso accanto al tavolo di Michael e di Kay Adams. Addirittura, durante le prove, per stuzzicare il collega, Marlon Brando entrò in scena con un cartoncino attaccato in fronte con scritto "Vai a fare in...".

Pure Robert Duvall spesso divertiva gli altri attori con delle improvvisazioni non programmate, come ad esempio nella scena quando riferisce a Don Vito la morte del figlio Sonny.

Nella scena in cui Johnny Fontane, ottenuto il favore riguardante il film a cui vuole partecipare, esce dalla stanza dove si trova Don Vito Corleone, quando apre la porta si può notare una donna che si ferma e che subito si fa da parte. Coppola afferma che in effetti era capitata per caso nella ripresa.

Location[modifica | modifica sorgente]

La maggior parte delle riprese si sono svolte dal 29 marzo al 6 agosto 1971, per lo più a New York, con un totale di 77 giorni di riprese.

Le scene ambientate a Corleone in verità furono girate in provincia di Catania, a Fiumefreddo di Sicilia, nella fattispecie al Castello degli Schiavi. Altre scene furono girate a Forza d'Agrò, a Savoca e a Motta Camastra, in provincia di Messina.

Galleria fotografica delle location siciliane[modifica | modifica sorgente]

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

Uscito negli USA, il film incassò circa 86 milioni di dollari[5] e fu una sorpresa per la casa di produzione, che non si aspettava un incasso così alto. Uscito in altre nazioni, continuò ad avere un grosso successo, spaccando in due la critica internazionale ed entrando nell'immaginario collettivo del pubblico, arrivando a incassare un totale di 1.144.234.000 $ in tutto il mondo[6].

Marlon Brando rifiutò il suo Oscar e non si presentò alla cerimonia di premiazione, in disaccordo sui maltrattamenti degli indiani nativi d'America da parte degli Stati Uniti e di Hollywood. Al suo posto inviò alla premiazione una nativa americana di nome "Sacheen Littlefeather" per leggere il suo discorso di protesta. Brando fu il secondo attore della storia del cinema che aveva rifiutato tale premio.

Nel 1990 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[7] Nel 1998 l'American Film Institute l'ha inserito al secondo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Date di uscita[modifica | modifica sorgente]

  • USA, The Godfather, 15 marzo 1972
  • Giappone, Godfather (ゴッドファーザー Goddofāzā?), 15 giugno 1972
  • Germania, Der Pate, 24 agosto 1972
  • Italia, Il padrino 14 settembre 1972
  • Argentina, El padrino, 20 settembre 1972
  • Svezia, Gudfadern, 27 settembre 1972
  • Finlandia, Kummisetä, 29 settembre 1972
  • Francia, Le parrain 18 ottobre 1972
  • Australia, 2 novembre 1972
  • Olanda, De peetvader, 18 gennaio 1973
  • Hong Kong, 11 ottobre 1973
  • Cecoslovacchia, Kmotr, 1º gennaio 1975

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Omaggi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006 è stato creato il gioco ufficiale per PC e console multipiattaforma, in cui il protagonista è un affiliato ai Corleone, che compie la propria ascesa personale nella famiglia, partendo dal livello più basso fino a ricoprire il ruolo del padrino. Il tutto con, sullo sfondo, le vicende della pellicola. Il videogioco Conker's Bad Fur Day omaggia il film tramite il personaggio di Don Weaso, una donnola boss della mafia del gioco.

Durante la scena dell'acquisto di frutta prima dell'attentato di Vito Corleone, si può notare un manifesto su un incontro di pugilato che vede protagonista Jake LaMotta, protagonista del film di Martin Scorsese, Toro scatenato.

Collegamenti ad altre pellicole e cartoni animati[modifica | modifica sorgente]

  • Il film fu parodiato da un somigliantissimo Alighiero Noschese, ne L'altra faccia del padrino (1973), qui nel ruolo di Vito Monreale, anche egli vittima del rivale Tattaglia.
  • Nel film Robin Hood: un uomo in calzamaglia di Mel Brooks, l'attore Dom DeLuise fa una parodia di Don Vito Corleone. Ugualmente fa Tom Hanks in "C'è posta per te" (You've Got Mail).
  • Nel film Terapia e pallottole il protagonista Paul Vitti (Robert De Niro), capo di una famiglia mafiosa, in cura presso uno psicoterapeuta per problemi di stress, sogna di essere vittima di un attentato, dopo aver comprato della frutta, esattamente come accade a Don Vito Corleone.
  • La serie televisiva più premiata della storia della Tv americana, I Soprano (1999-2007), omaggia ripetutamente i film di Coppola, in modo diretto o sottinteso: fra i vari omaggi, nell'edizione in dvd collection de Il padrino vi è un easter egg proprio su I Soprano, in cui viene riproposta una famosa scena della seconda stagione (ep. 17 - Viaggio a Napoli) in cui Tony, Paulie, Pussy, Silvio e Chris sono riuniti al Bada Bing per guardare appunto Il padrino.
  • "Il Padrino" è citato anche in "Effetto notte" di François Truffaut. Ferrand, il regista/protagonista del film, deve preparare il copione di una scena, prima di cimentarsi nella scrittura, sfoglia il giornale e si accorge che in tutte le sale cinematografiche si proietta solo "Il Padrino" e afferma: "Sembra che quest'anno abbia fatto film solo Coppola".
  • Parecchie citazioni tratte dal film "Il Padrino" possiamo trovarle anche nel telefilm Tutto in famiglia.
  • Nel film Ocean's Thirteen, Reuben in un colloquio con Rusty, dice le stesse parole dette da Don Vito Corleone a Tom Hagen per sapere della morte del figlio.
  • Nel film Parto col folle, Zach Galifianakis reinterpreta la sequenza iniziale de Il Padrino, in cui Vito Corleone parla con Amerigo Bonasera.
  • Nel film Megamind, il protagonista si trasforma in un incrocio tra Jor-El (padre di Superman) ed il padrino per addestrare il suo apprendista (doppiato in italiano con accento siciliano). Da notare che anche Jor-El era interpretato da Marlon Brando.
  • Nel film Il boss e la matricola, Marlon Brando interpreta Carmine Sabatini, uguale in tutto e per tutto a Vito Corleone, tant'è che il protagonista Clark Kellogg, interpretato da Matthew Broderick, nota una "impressionante somilianza" con il boss del film "Il Padrino".
  • Il film viene citato anche nella stagione 4 puntata 18 del telefilm Castle - Detective tra le righe, quando Richard Castle imita la voce di Don Vito Corleone.
  • Nel film Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, nella scena in cui il tenente Aldo Raine (interpretato da Brad Pitt) simula di essere un famoso attore siciliano, si notano chiaramente alcuni atteggiamenti molto simili a quelli di Marlon Brando nella sua interpretazione di Don Vito Corleone. Oltretutto, Pitt, come Brando, indossa per tutto il film delle protesi interne alla bocca per conferire anche a lui delle guance "da bulldog", nonché ha dei baffetti simili a quelli di Don Vito.
  • Il personaggio del Padrino è protagonista in un episodio della serie animata Ecco Pippo!, precisamente l'episodio n° 61 intitolato Pippo e il Padrino.
  • Nell'episodio 13 della 4 stagione di Modern Family intitolato "Il Padrino", Phil cerca a modo suo di aiutare i figli nelle loro disavventure quotidiane. Dopo aver tentato di risolverli con gentilezza, finendo per aggravare le diverse situazioni, decide di cedere alla tentazione di comportarsi malvagiamente. Eccitato dall'idea di essere padrino del figlio di Jay e gloria, durante il rito delle rinunce a Satana del battesimo del piccolo Fulgenzio, si serve del figlio Luke per mettere in atto una serie ripicche, cattive ma efficaci, nei confronti delle persone con cui lui stesso o i figli avevano avuto problemi (viene riproposta anche la famosa scena dell'avvertimento tramite una testa di cavallo nel letto, sostituita dalla testa di un pupazzo a forma di zebra). A fine puntata, la moglie Claire in piedi di fronte alla porta della stanza di Phil chiede spiegazioni su come mai tutti i problemi dei loro figli siano andati a posto da soli. Phil risponde alla moglie di "non chiedere nulla riguardo ai suoi affari" ed il figlio Luke chiude la porta lasciando Claire fuori dalla stanza e dagli affari di Phil.
  • Numerose sono le citazioni anche nella serie di cartoni animati I Simpson, per esempio nella puntata "Il pony di Lisa", in cui Lisa si sveglia la mattina urlando per aver trovato il tanto desiderato pony dormirle a fianco, in riferimento alla famosa scena della testa di cavallo nel letto; o nella puntata "Le forti braccia della mamma", quando Marge reincontra il suo aggressore e lo picchia allo stesso modo, con la stessa ambientazione della scena in cui Sonny picchia Carlo.

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Le diverse edizioni[modifica | modifica sorgente]

The Godfather Saga, (in italiano, "The Godfather: 1901-1959"), è il film montato in ordine cronologico dei primi due film della saga. Un'operazione fatta nel 1977 da Coppola per finanziare il suo film Apocalypse Now. Fu fatta soprattutto per la tv e il mercato VHS. La durata è di 434 minuti; in Italia fu trasmessa da Canale 5 nel 1982, divisa in nove puntate.

Nel 1992 solo per il mercato VHS (5 cassette) fu fatta un' ulteriore versione cronologica, "Godfather Trilogy 1901-1980", comprendente anche la parte III, con scene inedite, per una durata complessiva 583 minuti.

Nel 2007 la Paramount ha prodotto una versione restaurata e digitalizzata dell'originale, con audio in Dolby surround.

Per marzo 2008 era prevista l'uscita di un cofanetto contenente le tre pellicole della saga, con più contenuti speciali e con un doppiaggio differente dall'originale italiano (voluto da Coppola in persona), per consentire un audio adatto ai nuovi sistemi d'intrattenimento domestico. La questione ha fatto crescere l'ira e le proteste dei fans, che considerano le versioni italiane originali intoccabili e d'importanza storica. Queste proteste hanno portato a un ripensamento della distribuzione, che ha inserito sia il doppiaggio originale in 2.0, sia quello nuovo in 5.1. Per questo motivo, l'uscita del cofanetto è stata spostata a giugno 2008.

  • La direzione del doppiaggio è stata affidata a Rodolfo Bianchi.
  • In questa nuova edizione è stato mantenuto il nome originale di Don Emilio Barzini (al posto di "Barrese")
  • Questa versione con il nuovo doppiaggio è stata mandata in onda in televisione per la prima volta il 13 dicembre 2010 su Rete 4.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ AFI's 100 Years... 100 Movie Quotes
  2. ^ IMDb Top 250
  3. ^ Cinema e dintorni: La conversazione di Francis Ford Coppola
  4. ^ Durante le riprese, il cotone fu sostituito da un particolare apparato costruito appositamente da un dentista, e oggi conservato in un museo dedicato al cinema di New York
  5. ^ Il padrino - Parte II - MYmovies
  6. ^ La classifica aggiornata dei maggiori incassi di tutti i tempi!
  7. ^ (EN) National Film Registry, National Film Preservation Board. URL consultato il 3 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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