Metro-Goldwyn-Mayer

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Metro-Goldwyn-Mayer Inc.
Logo
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Fondazione 16 aprile 1924
Sede principale Stati Uniti Los Angeles, CA, USA
(Metro-Goldwyn-Mayer Studios, Inc.: Santa Monica, CA, USA)
Gruppo Turner Entertainment (1986-)
MGM/UA Communications Co. (1987-1992)
MGM Holdings (consorzio guidato da Sony e Comcast) (2005-)
Persone chiave Harry E. Sloan, presidente e Amministratore delegato
Settore cinema
Prodotti
Dipendenti 1.440 (2004)
Slogan «Ars gratia artis; è latino e significa Arte per amore dell'arte»
Sito web mgm.com

La Metro-Goldwyn-Mayer, anche scritta Metro Goldwyn Mayer, anche conosciuta con la sigla MGM, è una storica compagnia privata di cineproduzione degli Stati Uniti d'America.

La MGM è posseduta da un consorzio di imprenditori comprendente Providence Equity Partners, TPG Capital, Sony Corporation of America, Comcast, DLJ Merchant Banking Partners, Quadrangle Group.

La compagnia possiede la più vasta cine-libreria del mondo con oltre 4.100 titoli, più di 10.400 episodi di serie televisive ed ha vinto 208 premi Oscar.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I'MGM Tower, sede principale della compagnia cinematografica

La Metro Goldwyn Pictures (MGP), nata nel 1924 dalla fusione tra la Metro Pictures Corporation e la Goldwyn Pictures Corporation, diviene rapidamente il più importante studio hollywoodiano, anche in virtù delle consistenti risorse economiche derivanti dalle compartecipazioni bancarie e dalla infinita catena di cinema affiliati. Il primo film da essa prodotto è L'uomo che prende gli schiaffi (He Who Gets Slapped).

Sotto la guida del brillante produttore Irving Thalberg (scomparso prematuramente nel 1936) vengono prodotti capolavori del calibro di Rapacità (Greed, 1924) di Erich von Stroheim, Ben Hur (1926) di Fred Niblo, e La tragedia del Bounty (Mutiny on the Bounty, 1935), vincitore quest'ultimo del premio Oscar al miglior film. Sarà lui a reclutare i migliori artisti in circolazione e a realizzare i migliori prodotti della MGP.

Nel 1928 con l'invenzione del sonoro Leo the Lion, la mascotte della compagnia, ebbe per la prima volta un ruggito sonoro. Con l'avvento del sonoro con la MGP firmano attori come Clark Gable, Greta Garbo, Jean Harlow, Spencer Tracy, Joan Crawford, James Stewart, Judy Garland e registi del calibro di Vincente Minnelli, George Cukor, King Vidor e W.S. Van Dyke. Inizialmente il nome Metro Goldwyn Mayer era in uso in alternanza a quello di Metro Goldwyn Pictures che, defunto nel 1928, era in uso in alternanza al nome MGM. Negli anni tra la morte di Thalberg e la seconda guerra mondiale, la MGM trionfa ai botteghini con film come il kolossal da Oscar Via col vento (Gone With the Wind) e il musical Il mago di Oz (The Wizard of Oz), entrambi diretti nel 1939 da Victor Fleming, ma anche alcune serie di successo come quella de L'uomo ombra, con William Powell & Myrna Loy e quella dedicata a Tarzan.

A partire dagli anni 1940 sono iniziate per la prima volta le popolari storie a cartoni animati di Tom & Jerry.

Con lo scoppio del conflitto il famigerato boss dello studio Louis B. Mayer ordina la produzione di una serie di film propagandistici, come La signora Miniver (Mrs. Miniver, 1942). Dopo un periodo di relativa crisi dovuto alla dismissione forzata del circuito delle sale, a cavallo tra gli anni quaranta e cinquanta la MGM produce, grazie alla supervisione del musicista e produttore Arthur Freed, una serie di splendidi musical, avvalendosi di grandi musiche (come Irving Berlin e George Gershwin) e dell'uso del technicolor. È il periodo della coppia Gene Kelly & Stanley Donen (Cantando sotto la pioggia, 1952) e del mitico Fred Astaire (Ti amavo senza saperlo, 1948; Spettacolo di varietà, 1953).

Negli anni cinquanta lo Studio realizza film di qualsiasi genere, oltre al musical: si va infatti dal dramma Il bruto e la bella (The Bad and the Beautiful, 1952) di Vincente Minnelli, al kolossal, Ben-Hur (Ben Hur, 1959) di William Wyler, che stabilisce un nuovo record con 11 premi Oscar vinti.

Negli anni sessanta comincia una crisi economica che attraversa numerosi cambi di proprietà, nonostante riesca a produrre ancora film di grande livello. Nel 1962 il mondo saluta il primo Agente 007, con Sean Connery. Nel 1963 viene nominato a capo della società Robert O'Brien che riesce a produrre con grosso rischio economico alcuni tra i capolavori della MGM, tra cui Il dottor Živago (Doctor Zhivago)(1965), Quella sporca dozzina(The Dirty Dozen) (1967) e 2001: Odissea nello spazio (1968). Nonostante ciò, questi capolavori diedero profitto in un arco lungo di tempo, e gli azionisti insofferenti per i profitti immediati, costrinsero Robert H. O'Brien alle dimissioni nel 1969.

In seguito altre produzioni di rilievo furono Rocky (1976), Thelma & Louise (1991), Quattro matrimoni e un funerale (1994) e La maschera di ferro (1998).

All'inizio degli anni ottanta il rilevamento da parte della MGM della United Artists si è rilevato fallimentare.

Nei primi anni novanta una cordata di imprenditori italiani, rappresentati dai finanzieri Giancarlo Parretti e Florio Fiorini, acquisì la società, avvalendosi dell'appoggio della banca francese Crédit Lyonnais. Nell'anno successivo Parretti dichiarò fallimento cedendo l'azienda al gruppo transalpino Chargeurs.[1]

Nel 1997 viene finanziata alla United Artists la costruzione della cine-libreria più grande nel mondo.

L'8 aprile 2005 la compagnia è stata acquistata da un gruppo di investitori guidato da Sony e Comcast Corporation per 4.8 miliardi di dollari,che ha portato alla nascita della MGM Holdings. La MGM ora produce film e contenuti televisivi in collaborazione con Sony Pictures Entertainment[2].

Il logo della compagnia[modifica | modifica wikitesto]

La mascotte della MGM, e prima ancora della Goldwyn Pictures, che compare nei loghi animati delle compagnie, si chiama Leo the Lion ("Leo il leone"); storicamente, nel ruolo di Leo the Lion furono alternati cinque leoni diversi, il primo dei quali, Slats, fu addestrato da Volney Phifer a ruggire al segnale del ciak. Nato allo Zoo di Dublino il 20 marzo 1919, Slats morì nel 1936 ed è sepolto a Gillette, nel New Jersey.

A lui si sono succeduti:

  • Jackie (usato per i film in bianco e nero dal 1928 al 1956 e per quelli a colori dal 1935 al 1953);
  • Telly e Coffee (usati per i primi film a colori, fino al 1935);
  • Tanner (usato per i film dal 1934 al 1957 e per i cortometraggi di Tom & Jerry dal 1940 al 1958 e dal 1963 al 1967);
  • George (in auge dal 1956 al 1958; fu alternato prima a Tanner e poi al leone attuale);
  • Leo (in uso dal 1957 per tutti i film della MGM e per i corti di Tom & Jerry diretti da Gene Deitch dal 1958 al 1963); nel tempo il logo della MGM venne riveduto e restaurato.
  • il "leone stilizzato", che riproduce un'immagine statica di un leone ruggente e sotto la scritta MGM, utilizzato solo nei film Grand Prix (1966), La signora amava le rose (1968) e 2001: Odissea nello spazio (1968).

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1924 - 1929[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1930 - 1939[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1940 - 1949[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1950 - 1959[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1960 - 1969[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1970 - 1979[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1980 - 1989[modifica | modifica wikitesto]

Anni 1990 - 1999[modifica | modifica wikitesto]

Tom & Jerry[modifica | modifica wikitesto]

  • Tom & Jerry e l'anello incantato (2001)
  • Tom & Jerry: viaggio intorno al mondo (2003)
  • Tom & Jerry - Rotta su Marte (2005)
  • Tom & Jerry: Fast & Furry (2006)
  • Tom & Jerry all'arrembaggio (2006)
  • Tom & Jerry e la favola dello schiaccianoci (2007)

Anni 2000 - 2009[modifica | modifica wikitesto]

  • Heartbreakers (2001)
  • La rivincita delle bionde (2001)
  • New York at the Movies (2002)
  • The Directors
  • AFI's 100 Years... 100 Passions: America's Greatest Love Stories (documentario) (2002)
  • Bond Girls Are Forever (2002)
  • The John Garfield Story (2003)
  • Heroes of Comedy: Women on Top (documentario) (2003)
  • Una bionda in carriera (2003)
  • De-Lovely - Così facile da amare (2004)
  • Edgar G. Ulmer - The Man Off-screen (documentario) (2004)
  • TV's Greatest Cars (documentario) (2004)
  • Movies' Greatest Cars (documentario) (2005)
  • Filmography: Keanu Reeves (documentario) (2005)
  • Spaceballs: The Documentary (documentario) (2005)
  • Friz on Film (2006)
  • Material Girls (2006)
  • 20 to 1: Amazing Moments in Music (documentario) (2007)
  • Gladiators (2008)
  • Igor (2008)
  • Bring Back... Fame (documentario) (2008)

Anni 2010 - ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giancarlo Parretti: il leone ruggisce ancora. Grazie a Mediobanca, Umbria Economia, 25 aprile 2003
  2. ^ Informazioni di questa sezione sono tratte dal libro "Le Garzantine - Cinema" di Gianni Canova, Garzanti, 2002.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacobs, Lewis: L'avventurosa storia del cinema americano, volume II (edizione italiana di The Rise of the American Film, A Critical History) - Il Saggiatore, collezione I gabbiani - marzo 1966
  • (EN) John Douglas Eames, The MGM Story Octopus Book Limited, Londra 1975 ISBN 0-904230-14-7
  • (FR) Gomery, Douglas: L'Age d'or des Studios, ed. Cahiers du Cinéma, 1987 ISBN 2-86642-049-7 (versione francese di Hollywood Studio System BFI/Mac Millan 1986)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]