Quarto potere

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Quarto potere
Orson Welles-Citizen Kane1.jpg
Kane (Orson Welles) nella scena della campagna elettorale
Titolo originale Citizen Kane
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1941
Durata 119 min
Colore B/N
Audio sonoro
Rapporto 1,37:1
Genere drammatico
Regia Orson Welles
Soggetto Orson Welles
Sceneggiatura Orson Welles, Herman J. Mankiewicz
Produttore Orson Welles per Mercury Theatre e George Schaefer per RKO
Casa di produzione Mercury Theatre - RKO Radio Pictures
Distribuzione (Italia) RKO (1948)
Fotografia Gregg Toland
Montaggio Robert Wise
Effetti speciali Vernon L. Walker, a.s.c.
Musiche Bernard Herrmann, César Franck (Sinfonia in re minore), Johann Sebastian Bach
Scenografia Van Nest Polglase, Perry Ferguson
Costumi Edward Stevenson
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Edizione originale (1949):

Edizione del 1965:

Quarto potere (Citizen Kane) è un film del 1941 scritto, diretto, prodotto e interpretato da Orson Welles.

Primo lungometraggio del regista, girato all'età di soli venticinque anni, è liberamente ispirato alla biografia del magnate dell'industria del legno e dell'editoria William Randolph Hearst. Il film uscì nelle sale il 1º maggio 1941.[1] Quarto Potere è considerato uno dei migliori film della storia del cinema statunitense.[2] L'American Film Institute[3], la rivista cinematografica Sight & Sound[4] e la BBC[2] l'hanno giudicato il miglior film americano di sempre.

Il film narra la vita del magnate della stampa Charles Foster Kane (interpretato dallo stesso Welles), incapace di amare se non "solo alle sue condizioni", con la conseguenza che egli fa il vuoto attorno a sé e rimane solo all'interno della sua gigantesca residenza (Xanadu, nella versione italiana Candalù), dove muore abbandonato da tutti. Welles, servendosi di una sequenza di flashback (sei, compreso il cinegiornale), mostra i frammenti della vita del magnate, quasi fossero i pezzi di un gigantesco puzzle (rompicapo che metaforicamente appare più volte nel film). Allo spettatore è lasciato il compito di ricomporre - in tutta la sua complessità - la personalità di Charles Foster Kane.

Ma si tratta di uno sforzo vano, poiché i frammenti della vita di Kane non permettono di comprenderne l'intima essenza, se non a chi fu testimone dell'unico fatto - di fondamentale importanza - che determinò il trauma di Kane: l'allontanamento dai genitori, fortemente voluto dalla madre allo scopo di affidarlo alla tutela di un uomo d'affari, incaricato di amministrare la sua smisurata eredità. Kane, giovanissimo erede di una colossale fortuna, venne così strappato al suo mondo d'infanzia. Da adulto concepirà l'amore come possesso, non come dono, e ciò lo condurrà inesorabilmente alla disperazione e all'isolamento.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« Io sono un'autorità su come far pensare la gente »
(Charles Kane al maestro di canto di sua moglie)

Nel castello di Candalù, in Florida, il vecchio magnate dell’editoria Charles Foster Kane è in punto di morte. Tenendo in mano una palla di vetro, dice come ultima parola “Rosabella”.

Il direttore di un cinegiornale, che trasmetterà la storia di Kane, incarica il giornalista Jerry Thompson di scoprire il significato della parola "Rosabella". Thompson si reca inizialmente dalla seconda moglie di Kane, Susan Alexander Kane, ora alcolizzata e proprietaria di un nightclub, che però si rifiuta di parlargli. Si reca poi nell’ufficio del defunto banchiere Walter Parks Thatcher: leggendo le sue memorie, scopre che l’infanzia di Kane iniziò in povertà in Colorado. Nel 1871, dopo aver scoperto di possedere una miniera d’oro, sua madre Mary lo affidò a Thatcher per istruirsi. Il piccolo Kane, che stava giocando con uno slittino nella neve, protestò e scagliò lo slittino contro il banchiere. Ottenuto il controllo delle sue finanze a 25 anni, Kane entrò nel mondo nel giornalismo e rilevò il New York Inquirer, concentrandosi sulla stampa scandalistica, in particolare contro Thatcher.

Thompson intervista Bernstein, il braccio destro di Kane. Bernstein ricorda che Kane, ormai di successo, manipolò l’opinione pubblica sulla guerra ispano-americana e sposò Emily Norton, nipote di un Presidente degli Stati Uniti. Thompson intervista poi l’ex migliore amico di Kane, Jedediah Leland, in una casa di riposo. Leland ricorda che il matrimonio di Kane e Emily andò deteriorandosi negli anni e che Kane intraprese una relazione con la cantante Susan Alexander, mentre era candidato governatore di New York. Sia la moglie che il suo avversario politico scoprirono la relazione e il conseguente scandalo pubblico pose fine alla sua carriera politica. Kane sposò Susan e la costrinse ad intraprendere un’umiliante carriera lirica, per cui lei non aveva né il talento né l’ambizione.

Susan decide di acconsentire all’intervista con Thompson e ricorda che Kane le consentì di abbandonare l’opera per il suo tentato suicidio. Dopo anni di isolamento e di oppressione a Candalù, Susan lasciò Kane. Il suo maggiordomo, Raymond, racconta che dopo la partenza di Susan, Kane iniziò a sfasciare la sua camera. Si fermò improvvisamente quando notò una palla di vetro e disse “Rosabella”.

A Candalù, i beni di Kane vengono catalogati e quelli ritenuti inutili eliminati. Thompson conclude di aver fallito e che dunque il significato di “Rosabella” resterà un mistero. Il finale del film, tuttavia, rivela allo spettatore che “Rosabella” è il marchio dello slittino con cui Kane da piccolo stava giocando quando fu costretto a lasciare la sua casa in Colorado. Creduto un oggetto inutile, lo slittino viene bruciato in una fornace. 

Una scena del film.
Bernstein (Everett Sloane)

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Ideazione e sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Orson Welles, fotografato da Carl Van Vechten, 1937

Il 21 agosto 1939 Orson Welles sottoscrive con la RKO Pictures un contratto giudicato all'epoca come il più vantaggioso contratto mai offerto da uno studio[5]: questo contratto gli consente di ricoprire i ruoli di attore, sceneggiatore, regista e produttore. Il compenso previsto nel contratto è di 50.000 dollari immediati e il 20% degli incassi lordi, per la realizzazione di tre film. Il contratto concede inoltre a Welles la libertà artistica assoluta sulle sue opere, cosa del tutto innovativa per l'epoca e che destò invidia in molti.[6]

Prima di Quarto potere Welles aveva pianificato di girare Heart of Darkness (tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Conrad) e Smiler with a Knife ma entrambi i progetti naufragarono per diversi motivi; senza perdersi d'animo Welles si concentrò quindi su quello che doveva essere il suo terzo film, che divenne invece il suo debutto. Stavolta scelse di non adattare nessun testo esistente, preferendo scrivere di proprio pugno un soggetto originale insieme a Herman J. Mankiewicz, traendo ispirazione dalla vita del magnate della stampa William Randolph Hearst, romanzandone in parte gli avvenimenti. In tutto gli autori impiegarono circa tre mesi per scrivere la sceneggiatura, durante questo periodo Mankiewicz fu ricoverato a causa di una malattia e per questo dovette lavorare sul copione sul suo letto d'ospedale[7]. Inizialmente alla bozza diedero il nome provvisorio di Welles1, poi scelsero di cambiarlo in American poiché la trama del film si rifaceva al leggendario sogno americano, infine venne scelto Citizen Kane.[8][9]

Casting[modifica | modifica wikitesto]

Interpreti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Orson Welles nel ruolo di Charles Foster Kane: il Cittadino Kane del titolo, un ricco e megalomane editore di un giornale la cui vita è il soggetto del film.
  • William Alland nel ruolo di Jerry Thompson: il reporter incaricato di scoprire il significato delle ultime parole di Kane, "Rosabella". Thompson viene visto solo nell'ombra o di schiena.
  • Ray Collins nel ruolo di Jim W. Gettys: rivale politico di Kane e governatore incombente di New York. Kane sembra essere il front-runner nella campagna, ma Gettys espone la relazione di Kane con Susan Alexander, la quale lo porta alla sua sconfitta.
  • Dorothy Comingore nel ruolo di Susan Alexander Kane: amante di Kane, che diverrà poi la sua seconda moglie.
  • Joseph Cotten nel ruolo di Jedediah Leland: migliore amico di Kane e il suo primo reporter del suo giornale. Leland continua a lavorare per Kane mentre il suo impero cresce, anche se essi crescono a parte nel corso degli anni. Kane licenzia Leland dopo che lui ha scritto una pessima recensione sull'esordio lirico di Susan Alexander Kane.
  • George Coulouris nel ruolo di Walter Parks Thatcher: un banchiere tirchio che diventa il tutore legale di Kane.
  • Agnes Moorehead nel ruolo di Mary Kane: madre di Kane.
  • Harry Shannon nel ruolo di Jim Kane: padre di Kane.
  • Everett Sloane nel ruolo di Mr. Bernstein: amico di Kane e impiegato che rimane fedele a lui fino alla fine. Secondo la RKO Pictures, Sloane accettò di radersi i capelli a zero per 2400 dollari[10].
  • Ruth Warrick nel ruolo di Emily Monroe Norton Kane: prima moglie di Kane e nipote del Presidente. Lo lasciò dopo aver scoperto la sua relazione con Susan Alexander. Muore in un incidente stradale assieme al loro unico figlio.
  • Paul Stewart nel ruolo di Raymond: il cinico maggiordomo di Kane che lo assiste nei suoi ultimi giorni. Stewart scoprì Welles quando era un produttore radiofonico[11].

Interpreti secondari[modifica | modifica wikitesto]

Nei titoli di coda del film c'è scritto "Molti degli attori protagonisti di Quarto potere sono nuovi al grande schermo. Il Mercury Theatre è fiero di presentarveli"[13]. Welles, assieme all'amico John Houseman, li unì in un gruppo conosciuto come i "Mercury Players", per eseguire la sua produzione al Mercury Theatre nel 1937. Dopo aver accettato il suo contratto di Hollywood nel 1939, Welles lavorò tra Los Angeles e New York dove il Mercury Theatre continuò la sua trasmissione radiofonica settimanale per The Campbell Playhouse[14]. Welles volle tutti i Mercury Players a debuttare nel suo film, ma l'annullamento del progetto di The Heart of Darkness nel dicembre 1939 creò una crisi finanziara per il gruppo e alcuni attori lavorarono altrove[14]. Questo causò un attrito tra Welles e Houseman, e la loro associazione finì[14].

I dirigenti della RKO furono costernati che molti dei ruoli principali andarono a degli sconosciuti, ma il contratto di Welles li lasciò senza parola in questione. Il film comprende il debutto di William Alland, Agnes Moorehead, Everett Sloane, Ruth Warrick e Welles stesso. Alan Ladd apparve, non accreditato, nel ruolo di uno dei giornalisti.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese durarono dal 29 giugno 1940 al 23 ottobre 1940.[15] Il film fu girato su pellicola in 35 mm.[16]

Una delle prime scene ad essere girate fu quella dei giornalisti che discutono sul cinegiornale: Welles era impaziente di iniziare a girare e usò la sala di proiezione della RKO, mentre la costruzione delle scenografie vere e proprie era ancora in corso. Tra i giornalisti che compaiono nel gruppo figura anche Joseph Cotten, a dimostrazione di come ancora non fosse stato deciso esattamente il cast, non avendo senso nella scena la presenza del personaggio di Leland.

Temi[modifica | modifica wikitesto]

Come ha acutamente osservato lo scrittore argentino Jorge Luis Borges in una recensione del 1941, lo stesso anno in cui uscì il film, il risultato è un "giallo metafisico"[17] che ha come oggetto un'indagine psicologica e allegorica degli aspetti più intimi e nascosti della personalità di un uomo, attraverso le testimonianze di coloro che lo conobbero.

Nel film il protagonista viene demolito e ricomposto attraverso i racconti di cinque personaggi, dopo la ricostruzione dell'immagine pubblica a cura del cinegiornale. Essi vedono in lui, rispettivamente, un ragazzo ribelle, un direttore straordinario, un amico megalomane, un marito arido di sentimenti, un padrone eccentrico, forse matto. Senza precedenti è quindi la struttura narrativa a incastro e il fatto che il protagonista appaia in maniera diretta solo nei pochi secondi all'inizio del film, mentre sta morendo, infrangendo la regola fondamentale dell'illusione di realtà del cinema classico.

Nessuno però riesce a spiegare il mistero di Rosabella. Esaustive nel comprendere goccia a goccia il sottile significato della vicenda sono le frasi «Forse Rosabella fu qualcosa che lui perse...» e «In tutta la tua vita non hai mai fatto un investimento, hai adoperato il denaro solo per comprare la roba!», nell'illusione che l'accumulo di oggetti materiali potesse compensare in qualche modo il suo vuoto interiore.

Kane mette in evidenza le ambiguità del sogno americano[18]. Numerosi critici (cfr. Bertetto) hanno ipotizzato che, dietro la vicenda dell'uomo-Kane, ci sia una intenzione metaforizzante: il magnate che ha iniziato la sua fortuna grazie all'oro di una miniera per poi franare nell'impossibilità di amare a seguito della sua caduta nelle spire degli interessi economici rappresenterebbe l'America e la sua "caduta", dovuta proprio ad un surplus di risorse accumulate (vedi Crisi del '29), dalla condizione di grazia di "giovane nazione". Significativo, al riguardo, sarebbe il parallelismo tra la vecchia slitta (Rosabella) e la corrispettiva slitta nuova ricevuta da Kane dopo l'affidamento al tutore.

Secondo altri la subitanea morte di Kane potrebbe significare anche una morte simbolica del cinema classico, con l'opera di Welles che diventa il primo episodio di cinema moderno: senza un protagonista presente, senza un lieto fine, senza un senso palese, dove lo spettatore deve cogliere l'essenza pensando e riflettendo sugli indizi che gli fornisce il regista[19]. Per la prima volta né il narratore né lo spettatore sanno niente né tanto meno apprendono qualcosa durante la storia.

Tutto il film si regge su un errore logico in quanto nel momento in cui il morente Kane pronuncia la sua ultima misteriosa parola, tutto nelle immagini del film fa credere che egli sia solo nella sua stanza; l'infermiera che verifica la morte del magnate entra nella stanza dopo la rottura della sfera di vetro che egli aveva in mano e che lascia cadere, quindi è impossibile che qualcuno abbia sentito la sua ultima parola. Una spiegazione è l'ipotesi che l'infermiera, stando dietro la porta in ascolto, abbia sentito sia la rottura della palla di vetro con il paesaggio nevoso (che ricorda la casa dei genitori), sia l'ultima parola pronunciata (Rosebud). In realtà questo dettaglio è piuttosto secondario, perché tutta l'opera di Welles si basa sul potere assoluto della finzione, ribadendo come il cinema sia nell'essenza un'attrazione "magica", piuttosto che un veicolo di storie illusoriamente reali[20].

Stile[modifica | modifica wikitesto]

« Appartengo a una generazione di cineasti che hanno deciso di fare film avendo visto Quarto potere. »
(François Truffaut[21])

Con Quarto potere, Orson Welles rivoluziona le pratiche del cosiddetto "cinema delle origini" rifondando, di fatto, le tecniche della ripresa cinematografica. Rielaborando meccanica, ottica e illuminotecnica ricostruisce, e migliora, lo stile di maestri del primo cinema come David Griffith (regista nel 1915 de La nascita di una nazione) dai quali trae ispirazione e suggerimenti. Welles fonde in modo magistrale elementi del teatro e del cinema ricostruendo il punto di vista dello spettatore con inquadrature innovative. Nessuno aveva mai osato tanto fino a quel momento.

In particolare, è evidente l'uso espressionistico delle luci e ombre - si pensi a Fritz Lang - che rivela l'influenza esercitata su Welles dal cinema tedesco e russo.

Ma l'aspetto più innovativo del film è costituito dall'uso, per la prima volta consapevole e sistematico, della profondità di campo e del piano sequenza (un'inquadratura che dura tutta una sequenza). La profondità di campo è una tecnica che permette a tutto ciò che appare nell'inquadratura, sia in primo piano che sullo sfondo, di essere costantemente a fuoco. Questa tecnica, che compare anche nei film dei fratelli Lumière, era stata bandita da Hollywood perché distraeva lo spettatore con dettagli insignificanti e infrangeva la regola della gerarchia tra primo piano e sfondo. Welles, con l'aiuto del genio del leggendario direttore della fotografia, Gregg Toland, riprese la profondità di campo ispirandosi agli stili di Eric von Stroheim e John Ford (Welles vide quaranta volte Ombre rosse durante la lavorazione di Quarto potere[22]) e ricorrendo a speciali lenti e a una potentissima illuminazione del teatro di posa. Dando il massimo contrasto tra primo piano e sfondo (come nella celebre scena del comizio, dove giganteggia una fotografia di Kane dietro il palco), Welles e Toland riuscirono a dare allo spazio una straordinaria potenza visiva[23]. Contro le regole del cinema classico, in particolare quella della leggibilità immediata, era anche l'uso di lenti e obiettivi che vennero usate nel film per distorcere le immagini ottenendo effetti espressivi e simbolici.

Inoltre, altra trasgressione, è la mancanza di un tempo lineare, anzi la struttura temporale è composta da continui salti in avanti e salti indietro, addirittura con la ripetizione di alcuni episodi, come il debutto di Susan raccontato da due diversi narratori: per Leland il suggello del trionfo di Kane, per Susan dramma privato. La storia diventa quindi tutta un racconto soggettivo, influenzato dal pensiero dei narratori, demolendo completamente l'illusione di realtà.

Grande anticipazione del cinema moderno si trova nell'uso della cinepresa: essa non è un dato oggettivo, né uno strumento per mostrare il punto di vista dei personaggi; essa si muove invece indipendente per il set: è lo sguardo del regista. Non è un caso quindi nemmeno che sia la cinepresa e solo lei a sciogliere il mistero di Rosabella.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita e titoli internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Date di uscita internazionali[1]
Paese Data Titolo
Stati Uniti Stati Uniti 1º maggio 1941 Citizen Kane
Brasile Brasile 16 giugno 1941 Cidadão Kane
Argentina Argentina 27 agosto 1941 El ciudadano
Portogallo Portogallo 27 ottobre 1941 O Mundo a Seus Pés
Australia Australia 15 gennaio 1942 Citizen Kane
Regno Unito Regno Unito 24 gennaio 1942 Citizen Kane
Grecia Grecia 26 gennaio 1942 Politis Kane
Svezia Svezia 26 gennaio 1942 En sensation
Spagna Spagna 11 febbraio 1946 Ciudadano Kane
Francia Francia 3 luglio 1946 Citizen Kane
Italia Italia 19 gennaio 1949 Quarto potere
bandiera Germania Ovest 29 giugno 1962 Citizen Kane

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso della sua proiezione negli USA il film incassò 1.585.634 dollari[24] a fronte di un budget di 686.033 dollari.[15] Il film quindi non fu un vero e proprio flop, come vuole la leggenda di Welles come autore maledetto, ma comunque il riscontro di pubblico e critica non fu, per certi versi, all'altezza delle aspettative.[7] Alla sua uscita americana venne attaccato da chi vi vedeva un inopportuno ritratto di William Hearst e subì un boicottaggio mediatico da parte della stampa controllata dallo stesso Hearst. Alla cerimonia degli Oscar ricevette però ben nove nomination, ma le critiche pesarono sulla giuria e assieme allo stile troppo innovativo determinarono l'assegnazione di una sola statuetta, alla migliore sceneggiatura originale. A vincere al suo posto gli Oscar di miglior film e miglior regista fu il film Com'era verde la mia valle.

In Europa il film arrivò solo dopo la guerra e venne criticato. Celebre fu la stroncatura di Jean-Paul Sartre, che non gradì il gusto ridondante e barocco[25]. Nei decenni successivi però il film si è preso la sua rivincita, confermando la sua importanza nella storia del cinema e venendo ripetutamente eletto dai critici e dai registi come "film più bello di sempre"[26].

Il boicottaggio[modifica | modifica wikitesto]

Il film subì sin dalla sua uscita nelle sale il boicottaggio di William Randolph Hearst, che riuscì a limitarne la circolazione, impedendo che venisse recensito o anche solo menzionato da tutti i giornali e le radio di sua proprietà. Inoltre offrì alla RKO 800.000 dollari affinché la pellicola venisse distrutta e i negativi bruciati. La RKO non cedette e il film ottenne numerose nomination ma il premio Oscar solo per la migliore sceneggiatura originale. Dal punto di vista commerciale il film non fu certo un successo, e questo si deve al boicottaggio della stampa di Hearst, anche se i risultati del botteghino furono meno disastrosi di quanto voci successive hanno fatto credere per lungo tempo. È però indubbio che il prestigio di Welles alla RKO ne uscì fortemente ridimensionato.

La vita di Kane ricorda in molti punti quella di Hearst, per la precisione:

  • La ricchezza dei genitori di Kane dipende da una miniera d'oro, esattamente come quelli di Hearst.
  • Nonostante i grandi possedimenti ereditari, Kane si interessa quasi esclusivamente del suo piccolo giornale, e lo espande fino a farlo diventare un giornale a tiratura nazionale.
  • Le due mogli, di cui la seconda un'attrice/cantante/ballerina a cui ha cercato in vari modi di far decollare la carriera.
  • I continui fallimenti politici.
  • La realizzazione di Xanadu ricorda molto il Castello Hearst.
  • La mania di collezionismo; Kane infatti compra ogni genere di opera d'arte per il solo gusto di possederla, esattamente come Hearst.
  • Il ritirarsi a vita privata ed evitare ogni contatto negli ultimi anni.
  • Le prese di posizione tutt'altro che imparziali dei suoi giornali.

Solo a partire dagli anni cinquanta la critica mondiale iniziò a considerare Quarto potere un capolavoro. Da allora la fama del film non cessò la sua ascesa: l'American Film Institute lo annovera al primo posto nella classifica dei migliori cento film di tutti i tempi; il National Film Registry lo ha selezionato tra i film di cui debba essere garantita la conservazione e la trasmissione ai posteri; dal 1962 al 2002 è stato in cima alla classifica dei migliori film di tutti i tempi realizzata, ricorrendo alla consultazione di critici cinematografici di tutto il mondo, dalla prestigiosa rivista inglese Sight and Sound.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 26 febbraio 1942 Quarto potere ottenne nove nomination ai Premi Oscar 1942, vincendo una statuetta per la migliore sceneggiatura originale. Quell'anno Bernard Herrmann, nominato al premio per la colonna sonora per il film di Welles, vinse la statuetta per la colonna sonora ma non per Quarto potere bensì per L'oro del demonio. Welles fu il primo uomo ad essere nominato come produttore, regista, attore e sceneggiatore per lo stesso film.

Nel 1998 l'American Film Institute ha collocato Quarto potere al primo posto della AFI's 100 Years... 100 Movies, ovvero la lista dei cento film americani più importanti (precedendo Casablanca, Il padrino e Via col vento); nel 2007 la stessa AFI ha redatto una nuova lista includendo i film più recenti, tuttavia il film di Welles conserva il primato.[27] Inoltre una citazione di dialogo del film è stata inserita nella lista delle migliori battute di sempre, per la precisione si tratta della battuta "Rosabella", pronunciata dal morente Kane e collocata al 17º posto.[28]

Nel 1989 negli Stati Uniti è stato selezionato dal National Film Registry per la conservazione.[29]

Pino Farinotti assegna nel suo dizionario ben cinque stelle al film, il massimo voto possibile[30] e Morando Morandini si associa assegnando anch'egli cinque stelle a Quarto potere nella sua guida (anche qui il massimo possibile).[31] Anche il Dizionario dei film di Paolo Mereghetti gli assegna quattro stelle, il massimo[32].

È costantemente presente nella Top 250 di IMDb[33] e il voto medio attribuito dagli utenti registrati di Rottentomatoes.com è 9,3/10.[34]

È stato inserito nella lista del sito theyshootpictures.com al 1º posto dei migliori 1.000 film di sempre[35]; compare inoltre in cima alla lista dei migliori film di films101.com[36] e al 3º posto della classifica stilata dai lettori di Time Out.[37]

Citazioni e riferimenti in altre opere[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato più volte citato dalla serie tv I Simpson:

  • Il Signor Burns, direttore della centrale nucleare in cui lavora Homer Simpson, condivide con il protagonista dell'opera di Welles lo stesso primo nome, Charles, ed è infatti protagonista di parecchie citazioni al film.
  • Nel quarto episodio della seconda stagione, Charles Montgomery Burns si candida a governatore dello Stato e parecchie scene riprendono la campagna di Kane per l'elezione a governatore di New York. Durante un comizio, infatti, Burns parla mentre dietro di lui è collocato un gigantesco poster in bianco e nero che lo ritrae e in cui figura il suo cognome. In un'altra scena viene ripreso il dialogo tra la prima moglie di Kane e i suoi figli, quando Bart chiede a Homer “il tuo capo è governatore?” e lui gli risponde “non ancora”. Quando la candidatura del Signor Burns fallisce, egli dichiara “non puoi farmi questo: io sono Charles Montgomery Burns!” proprio come il protagonista del film esclama “non puoi farmi questo: io sono Charles Foster Kane!”. Dopo di ciò, Burns inizia a distruggere l'abitazione dei Simpson così come Kane scaraventa a terra tutti gli oggetti della sua seconda moglie, quando quest'ultima lo abbandona.
  • Il quarto episodio della quinta stagione, "L'orsetto del cuore" (Rosebud in lingua originale, omaggiando ulteriormente l'apertura del film), rappresenta un'altra chiara parodia del film: esso ha nuovamente il Signor Burns come protagonista, che invece di ricordare la sua slitta, come nell'originale, ricorda un orsetto di peluche chiamato Bobo. L'apertura della puntata riprende quella del film, in cui il personaggio principale, in preda a un sogno, lascia cadere una palla di neve. Un altro omaggio all'opera è presente in un flashback in cui viene mostrato come Burns abbia preferito abbandonare i suoi genitori favorendo un futuro più ricco al fianco di un milionario, separandosi anche dall'orso di peluche, proprio come Kane sceglie di abbandonare la sua famiglia e la slitta a cui era affezionato.
  • Nel settimo episodio della quarta stagione, "Marge trova lavoro", Smithers si esibisce in un balletto in onore del Sig. Burns durante la festa di pensionamento di un dipendente della centrale nucleare, evidente citazione di quello in onore di Kane nel film, durante la festa in cui introduce nella sua azienda i critici che avevano lavorato con la concorrenza fino a poco tempo prima.
  • Una delle tre storie del settimo special di Halloween, "La Paura fa Novanta VII", si ispira al titolo del film: Citizen Kang. In questo racconto, i due alieni Kang e Kodos rapiscono Bob Dole e Bill Clinton e ne assumono le sembianze prima delle elezioni, così da assoggettare il genere umano.
  • Nel tredicesimo episodio della terza stagione de I Griffin, "Non svegliare il can che dorme", quando al processo di Brian viene presentata la fattura di una videoteca a suo nome e questi dice che i film che aveva noleggiato erano per Peter poiché era stato cacciato per aver registrato sulle videocassette, si vede che quest'ultimo ha lasciato un suo messaggio su quella di Quarto potere, appena dopo la scena iniziale della morte di Kane, in cui ne comunicava il finale per risparmiare la fatica nel vederlo.
  • Il personaggio dei fumetti Disney Paperon de' Paperoni è ispirato, almeno per quanto riguarda l'esordio, al protagonista del film. Anche l'ultimo capitolo della famosa storia Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa cita apertamente l'inizio di Quarto potere.
  • L'episodio Citizen Max della serie animata Tiny Toon Adventures è un intero rifacimento in chiave comica del film, con Montana Max a interpretare il ruolo del protagonista, che anziché pronunciare "Rosebud" all'inizio, esclama "ACME!".
  • Un altro riferimento al film si trova in un episodio della serie del Tenente Colombo, precisamente in quello intitolato "Un delitto pilotato" (titolo originale "How to Dial a Murder"), episodio 44 della settima stagione, trasmesso per la prima volta il 15 aprile 1978. Durante l'episodio viene mostrato il cancello d'ingresso del castello, e lo slittino con impressa la parola Rosebud che viene utilizzato per istigare dei cani a sbranare un personaggio.
  • La storia del film venne ricostruita nel documentario RKO 281 - La vera storia di Quarto potere
  • Nel film di Tim Burton Ed Wood, Johnny Depp, interpretando Edward D. Wood Jr., dice: "...Orson Welles a soli ventisei anni dirigeva "Quarto Potere"..."
  • Il quarto episodio della serie Il vendicatore tossico (Toxic Avenger), prende il nome di Citizen Toxie: The Toxic Avenger IV in riferimento a Citizen Kane. In esso è presente una scena in cui si fa parodia delle feste a villa Xanadu (qua chiamata Tromadu).
  • Il film viene citato più volte nelle strisce a fumetti dei Peanuts, i personaggi creati da Charles M. Schulz. In una delle strisce più famose Lucy scopre il fratello Linus a guardare per la prima volta il film e, con totale disinvoltura, gliene rivela il finale.

Riferimenti all'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel film sono presenti alcuni riferimenti all'Italia:

  • In un'intervista Kane afferma di aver parlato con i leader dei paesi più potenti in Europa, Inghilterra, Francia, Germania e Italia, e ritiene che la guerra non ci sarà.
  • Dal suo viaggio porta numerose statue e in una inquadratura dei suoi uffici al giornale Inquire è ben visibile la scritta su una cassa proveniente da Florence, Italy. Anche durante l'ultima scena dell'inventario si sente citare un dipinto di Raffaello, acquistato a Firenze.
  • Fra i vari personaggi è presente anche un italiano, il signor Matiste (nome molto simile all'italiano Maciste) che si sforza di insegnare canto lirico alla seconda moglie di Kane, Susan Alexander, che si rivela negata. L'attore spagnolo si chiama Fortunio Bonanova che nella sua carriera ha interpretato anche Cristoforo Colombo e vari personaggi spagnoli.

L'edizione italiana del film ha alterato i due nomi-simbolo del film, "Rosebud" e "Xanadu", diventati Rosabella e Candalù. Inoltre è più corta di quindici minuti, con tagli chirurgici di piccoli brani delle scene (ad esempio nella scena della distruzione della camera da letto di Susan, manca senza ragione apparente l'inquadratura di Kane-Welles che stacca due scaffali).

Cimeli[modifica | modifica wikitesto]

Dai depositi della Rko Pictures sono emersi vari cimeli del film. Di slittini "Rosebud" vennero prodotte alcune copie in balsa, destinate ad essere bruciate durante le riprese della scena finale. Sul set ne vennero distrutte due, una per l'inquadratura panoramica e una per l'inquadratura del dettaglio in primo piano. Una terza è stata ritrovata e messa all'asta nel 1982, quando venne acquistata dal regista Steven Spielberg per 55.000 dollari[38]. Una foto dell'epoca lo ritrae con lo slittino, che nella foto è di colore rosso.

La coppa "Welcome home Mr. Kane" è stata messa in vendita in un'asta Ebay nell'inverno 2008[39] al prezzo di 2.710.000 dollari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Releaseinfo su IMDb, imdb.it. URL consultato il 18 dicembre 2009.
  2. ^ a b I 100 migliori film americani di sempre secondo BBC, cineblog.it. URL consultato il 9 maggio 2016.
  3. ^ (EN) AFI's 100 Years... 100 Movies, American Film Institute. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  4. ^ The Sight & Sound Top Ten Poll: 1992, bfi.org.uk. URL consultato il 12 ottobre 2014.
  5. ^ Cristina Jandelli, Breve storia del divismo cinematografico, Marsilio Editore, Venezia 2008.
  6. ^ Valentinetti 1988, p. 26
  7. ^ a b Trivia su IMDb, imdb.com. URL consultato il 17 dicembre 2009.
  8. ^ Documentario The Battle Over Citizen Kane.
  9. ^ Valentinetti 1988, p. 30
  10. ^ The American Film Institute Catalog of Motion Pictures Produced in the United States: Feature Films, 1941 - 1950
  11. ^ Higham, Charles (1971). the films of Orson Welles. University of California Press. pp. 9–29.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

In inglese[modifica | modifica wikitesto]

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  • Gottesman, Ronald, ed. Focus on Citizen Kane. Englewood Cliffs, N.J.: Prentice-Hall, 1971.
  • Nasaw, David. The Chief: The Life of William Randolph Hearst.New York: Houghton Mifflin, 2000.

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