Quarto potere (sociologia)

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La locuzione quarto potere si riferisce alla funzione dei mezzi di comunicazione di massa come strumenti della vita democratica, che notoriamente si basa su tre poteri: Legislativo, Esecutivo e Giudiziario.

I mezzi di comunicazione di massa, infatti, informano la collettività sui comportamenti del governo, del parlamento e, in generale, sugli atti dei rappresentanti del popolo eletti nelle istituzioni, ossia mettono al corrente il popolo di come operano gli altri tre poteri della democrazia.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione è nata in Inghilterra: nel 1787, durante una seduta della Camera dei Comuni del Parlamento inglese, il deputato Edmund Burke esclamò rivolgendosi ai cronisti parlamentari seduti nella tribuna riservata alla stampa: "Voi siete il quarto potere!"[1] In effetti, in una democrazia, i mezzi d'informazione garantiscono la pubblicità della vita politica: «In un paese libero, ogni uomo pensa di avere interesse a tutte le questioni pubbliche, di avere il diritto di formarsi e manifestare un'opinione su di esse»[2]. L'Inghilterra del XVIII secolo fu il primo Paese in cui apparve chiaro il ruolo della stampa come strumento essenziale per la formazione dell'opinione pubblica. Secondo l'interpretazione di Burke del suo ruolo, la stampa esercita la sua importante funzione se rimane nettamente separata dagli altri tre poteri costitutivi dello Stato[3].

I rischi principali per la democrazia in seguito ad un uso improprio di questo potere, sono costituiti dal controllo politico dei mezzi di informazione e dall'accentramento di essi nelle mani di un ristretto gruppo di persone (solitamente grandi aziende). In questi due casi infatti, considerando che coloro che controllano i media tendono in genere a filtrare le informazioni che sono in contrasto con i propri interessi, si avrebbe una mancanza di pluralismo, e si ostacolerebbe quindi la possibilità dei cittadini-elettori di formarsi delle opinioni informate e di attuare delle scelte informate.

Nella democrazia di massa[modifica | modifica wikitesto]

Nel XX secolo, l'enorme diffusione della televisione, che è diventata la principale fonte di informazione per i cittadini dei paesi democratici, ha fatto sì che essa soppiantasse la stampa come principale medium attraverso il quale si forma la pubblica opinione. Inoltre, nello stesso periodo hanno preso piede interpretazioni negative del ruolo dei mass media nella società.

I teorici della «Scuola di Francoforte», così come alcuni intellettuali contemporanei (si vedano, ad esempio, Edward S. Herman e Noam Chomsky e il loro Modello di propaganda), hanno parlato dei mass media come di una fabbrica di consenso. Secondo la visione il sociologo della comunicazione Manuel Castells, i media non sono un ulteriore potere, ma "il terreno della lotta per il potere".

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tale interpretazione è diventata popolare anche in Italia. Lo dimostra il fatto che un noto film statunitense del 1941, uscito con il nome originale di Citizen Kane ("Il cittadino Kane"), è stato distribuito nella penisola con il titolo Quarto potere.

Rispetto alla tesi di un loro ruolo "stabilizzante" - per cui gli organi di informazione sono lo strumento attraverso il quale chi detiene il potere politico tiene sottomessi i popoli, attraverso strategie di manipolazione delle notizie[4] - vi è stata, nei momenti di crisi, la lettura opposta del ruolo della stampa: durante la vicenda di Mani pulite, si è sostenuto che "i giornali e i giornalisti presero su di se, consapevolmente e baldanzosamente, una responsabilità diretta e macroscopica. Guidando la cacciata dei partiti dal potere politico, spianando la strada alla magistratura, e costruendo le basi materiali e teoriche per il giustizialismo", essi avrebbero creato e sostenuto "quella ideologia robusta che – dall’inizio degli anni novanta – diventò (ed è ancora) l’ideologia nazionale"[5].

Un possibile "Quinto Potere"?[modifica | modifica wikitesto]

C'è chi afferma[6] che nei primi anni del XXI secolo si sia affermato un ulteriore "quinto potere": quello di Internet. A Differenza dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali, necessariamente a senso unico[7], Internet, diventato strumento di massa negli anni '90 del XX secolo, è bidirezionale, poiché può essere sia usato dal Governo per inviare informazioni ai cittadini, che dai cittadini per inviare informazioni e opinioni a membri del Governo, seppur non in via ufficiale [8].

Tale potenzialità è stata enormemente amplificata negli anni '10 del XXI secolo dalla comparsa dei social network, che hanno enormemente facilitato l'immissione di informazioni su internet da parte di chiunque, senza necessità di particolari cognizioni tecniche che erano invece necessarie ai primordi della Rete, quando per creare una "pagina web" era necessario conoscere protocolli di comunicazione, linguaggi di programmazione e avere adeguate conoscenze di informatica; grazie a social network come Facebook e Twitter, per comunicare la propria opinione a un membro del Governo o del Parlamento è sufficiente saper usare una tastiera e un mouse.

Se con Facebook è possibile scrivere facilmente le proprie opinioni politiche su una propria pagina personale, con Twitter è possibile inviare messaggi personali direttamente alla figura politica desiderata, se questa dispone di un suo profilo Twitter; fatto, questo, sempre più frequente, in quanto i membri stessi dei governi di tutto il mondo sempre più spesso utilizzano Twitter per comunicare le proprie idee alla popolazione molto più rapidamente di quanto potrebbero fare tramite TV/radio o carta stampata, che richiedono tempi tecnici rispettivamente di ore e giorni, dal momento della decisione di comunicare qualcosa al momento dell'avvenuta comunicazione, mentre per Twitter tale tempo si riduce a pochi secondi, essendo disponibile anche su dispositivi mobili.

Data la possibilità che i social network dànno ai cittadini di comunicare coi loro politici di riferimento, ma anche, con la stessa facilità, virtualmente con tutto il mondo, essi sono spesso oggetto di limitazioni, restrizioni e blocchi in quei Paesi in cui il regime al governo ha interesse a limitare la diffusione delle informazioni a quelle autorizzate dal governo stesso, in un tentativo di rendere di nuovo la comunicazione un potere monodirezionale.

Quinto Potere deviato[modifica | modifica wikitesto]

Una potenziale conferma dell'esistenza e della potenza di questo "Quinto Potere", ma anche di un suo sbilanciamento nuovamente verso lo Stato piuttosto che verso la popolazione, è venuta nel 2017, con la scoperta[9][10][11][12] della presunta diffusione di false informazioni ("fake news") su Internet, abilmente camuffate in forma di "post" di privati cittadini su Twitter, Facebook e altri social network; dalle prime indagini è sembrato risultare che non trattavasi di "privati cittadini", ma di agenti operativi del governo russo, il quale, secondo le accuse, avrebbe tentato in questo modo di effettuare operazioni di social engineering per dirottare a suo favore eventi politici importanti come le elezioni presidenziali USA del 2016 o il referendum per l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea.

Tali agenti sarebbero stati organizzati in cosiddette "troll farm", dove "troll" è inteso nel significato che ha su Internet di "persona che pubblica informazioni a scopo di disturbo"[13].

La tecnica adottata sarebbe quella della programmazione neurolinguistica, grazie alla quale è possibile indurre persone a compiere determinate scelte o azioni senza che esse si accorgano che le loro decisioni non sono spontanee, ma indotte dall'esterno dal "programmatore": per fare un esempio, nel caso specifico pubblicare su molti account diversi e apparentemente indipendenti, di uno o più social network, immagini o filmati che sembrano sottolineare una determinata scelta politica o preferenza sessuale di un individuo, può indurre la persona che si imbatte in queste immagini a ritenere, eventualmente anche solo a livello inconscio, che tale informazione sia reale anche se, magari, reale non è, ma solo costruita ad arte; in conseguenza di ciò, è possibile che l'individuo cambi in futuro le sue convinzioni o le sue scelte politiche, che andranno a influenzare il governo del suo paese nel momento in cui egli andrà a far valere i suoi diritti democratici tramite elezioni. Si è parlato quindi di "dirottamento della democrazia" ("democracy hijacking").

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Burke si ispirava alla teoria della separazione dei poteri enunciata pochi decenni prima da Montesquieu, per la quale i poteri fondamentali dello stato sono:
  2. ^ Papuzzi, p. 84
  3. ^ Nello stesso periodo Thomas Jefferson sosteneva di preferire una stampa senza governo ad un governo senza stampa: http://oll.libertyfund.org/quote/302
  4. ^ http://theinternationalcoalition.blogspot.it/2011/07/noam-chomsky-top-10-media-manipulation_08.html
  5. ^ Piero Sansonetti, Così i giornalisti fecero i killer della prima Repubblica, Il Dubbio, 29 dicembre 2016.
  6. ^ Il Quinto Potere: i social network e le rivolte di massa, fabionatalucci.it.
  7. ^ vedi anche broadcasting
  8. ^ Non esiste un canale ufficiale attraverso cui i cittadini comunicano direttamente con i membri di Governo e Parlamento, ma tali membri hanno ovviamente accesso a tutte le informazioni pubbliche immesse su Internet dalla popolazione.
  9. ^ Ora si muove anche Theresa May: “La Russia sta militarizzando l’informazione, ma sappiamo ciò che state facendo”, lastampa.it.
  10. ^ L'accusa di Facebook alla Russia: pubblicità per influenzare elezioni, ilgiornale.it.
  11. ^ Facebook: i post pagati dalla Russia hanno raggiunto 10milioni di utenti, ilsole24ore.com.
  12. ^ La Russia ha tentato di influenzare via social anche Brexit: prime prove, mobile.hdblog.it.
  13. ^ Collins dictionary, collinsdictionary.com.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Papuzzi, Professione giornalista. Le tecniche, i media, le regole, Roma, Donzelli, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]