Mank (film)

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Mank
Mank film.jpeg
Gary Oldman in una scena del film
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2020
Durata131 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 2,20:1
Generedrammatico, biografico
RegiaDavid Fincher
SceneggiaturaJack Fincher
Eric Roth (non accreditato)[1]
ProduttoreCeán Chaffin, Eric Roth, Douglas Urbanski
Casa di produzioneNetflix
Distribuzione in italianoNetflix
FotografiaErik Messerschmidt
MontaggioKirk Baxter
MusicheTrent Reznor, Atticus Ross
ScenografiaDonald Graham Burt
CostumiTrish Summerville
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Mank è un film del 2020 diretto da David Fincher.

Il film segue la vita dello sceneggiatore Herman J. Mankiewicz, interpretato da Gary Oldman, durante due diversi periodi: il primo negli anni trenta e il secondo durante la stesura della sceneggiatura di Quarto potere (1941). Il film appoggia la tesi avanzata da Pauline Kael nel suo articolo Raising Kane (New Yorker; 1971), e successivamente screditata,[2][3][4] secondo cui la paternità della sceneggiatura di Quarto potere sarebbe da attribuire interamente a Mankiewicz e non anche a Orson Welles.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1940, la RKO stringe col 24enne Orson Welles un contratto senza precedenti che gli garantisce libertà creativa su ogni aspetto del suo primo lungometraggio, compreso il soggetto e i collaboratori che sceglierà. Recatosi a un ranch di Victorville dove lo sceneggiatore Herman J. "Mank" Mankiewicz è costretto a letto da un incidente, Welles gli da due mesi di tempo per scrivere il film in fiducia delle sue comprovate capacità. Ormai inviso ai vertici dello studio system e con una salute fatalmente minata dall'alcolismo, Mank detta la sceneggiatura alla segretaria Rita, che nota delle similitudini tra il suo protagonista "negativo", Charles Foster Kane, e il magnate dell'editoria William Randolph Hearst...

Nel 1930, mentre lavora alla Paramount, Mank conosce l'attrice Marion Davies, venendo presentato al suo amante e mecenate Hearst, che lo prende in simpatia per la sua verve caustica, nonostante le sue simpatie politiche di sinistra. Ha inoltre un'infatuazione platonica nei confronti di Marion, troppo ingenua per comprendere fino in fondo l'influenza mediatica e politica esercitata da Hearst, tra cui su Louis B. Mayer, capo di una MGM in crisi presso cui Mank troverà lavoro assieme al fratello Joseph. Nel 1934, pezzi grossi della MGM lavorano per sabotare la campagna elettorale a governatore della California del candidato Democratico ed ex del Partito Socialista Upton Sinclair, in favore di una ridistribuzione della ricchezza per aiutare i più poveri colpiti dalla grande depressione. Interrogato Irving G. Thalberg a proposito dei falsi cinegiornali di propaganda contro Sinclair fatti dalla MGM, Mank scopre che dietro c'è Hearst e si rivolge inutilmente a Marion per convincerlo a ritirarli. Come risultato, il Repubblicano Frank Merriam vince le elezioni e il collega di Mank che aveva girato i falsi cinegiornali sotto la promessa di diventare un regista si suicida per il rimorso. Ubriaco, Mank affronta Mayer e Thalberg, per poi irrompere a una cena di gala al Castello Hearst e mettere in croce tutti gli invitati, compresi Marion e Hearst, improvvisando di fatto la trama di Quarto potere.

Nel 1940, riesce a finire la sceneggiatura in tempo. Dopo averla letta, però, la RKO si rifiuta di produrre il film a causa delle pressioni di Hearst; la stessa Marion si reca a Victorville per convincerlo inutilmente a cambiare la sceneggiatura, ricca di riferimenti anche ai particolari più privati della coppia, così come Joseph cerca di offrirgli un altro film da scrivere. Welles è determinato a fare comunque il film e lo raggiunge per stabilire i dettagli di una riscrittura con lui presente. Mank insiste per venire accreditato, contrariamente a quanto stabilito dal contratto, ritenendo la sceneggiatura la migliore della sua carriera. Welles va su tutte le furie, dandogli l'ispirazione per l'ultima scena mancante di Kane, ma finisce per acconsentire. Nel 1942, Mank vince l'Oscar alla migliore sceneggiatura originale per Quarto potere, pur dovendola condividere malvolentieri con Welles, morendo nel 1955 senza aver mai scritto un altro film.

Promozione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso online l'8 ottobre 2020.[5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha avuto una distribuzione limitata nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 13 novembre 2020 per poi essere distribuito in streaming a livello globale su Netflix dal 4 dicembre 2020.[4][6]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Scott Feinberg, Oscars: David Fincher's Netflix Pic 'Mank' Shoots to Front of Race, su The Hollywood Reporter, 29 ottobre 2020. URL consultato il 30 ottobre 2020.
  2. ^ (EN) Robert L. Carringer, The Scripts of "Citizen Kane", in Critical Inquiry, vol. 5, n. 2, 1º dicembre 1978, pp. 369–400. URL consultato il 27 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2020).
  3. ^ (EN) 'Mank' script: Netflix film may echo Pauline Kael's 'Raising Kane', su wellesnet.com, 9 marzo 2020. URL consultato il 27 giugno 2020 (archiviato dall'url originale il 9 giugno 2020).
  4. ^ a b (EN) Mark Harris, Nerding Out With David Fincher The director talks about his latest, Mank, a tale of Hollywood history, political power, and the creative act., su vulture.com, 23 ottobre 2020. URL consultato il 24 ottobre 2020.
  5. ^ MANK: IL TEASER TRAILER DEL FILM DI DAVID FINCHER, su Movieplayer.it. URL consultato l'8 ottobre 2020.
  6. ^ (EN) David Fincher’s ‘Mank’ Sets December Release Date on Netflix, su collider.com. URL consultato l'8 ottobre 2020.
  7. ^ (EN) Ryan Adams, Chloe Zhao’s Nomadland Leads Chicago Film Critics Association 2020 Nominations, su awardsdaily.com, 18 dicembre 2020. URL consultato il 18 dicembre 2020.
  8. ^ (EN) Darel Javens, Chicago critics choose ‘Nomadland’ as 2020's best movie, su Chicago Sun-Times, 21 dicembre 2020. URL consultato il 22 dicembre 2020.
  9. ^ (EN) Clayton David, Los Angeles Film Critics Winners Full List: Entire ‘Small Axe’ Series Tops Despite Not Submitted for Oscars, su Variety, 20 dicembre 2020. URL consultato il 20 dicembre 2020.
  10. ^ (EN) San Diego Film Critics Society 2020 Awards Nominations, San Diego Film Critics Society Awards, 8 gennaio 2021. URL consultato l'8 gennaio 2021.
  11. ^ (EN) 2020 San Diego Film Critics Society Award Winners, San Diego Film Critics Society, 11 gennaio 2021. URL consultato il 12 gennaio 2021.

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