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Kevin Spacey

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Kevin Spacey Fowler, conosciuto al grande pubblico come Kevin Spacey[1] (South Orange, 26 luglio 1959), è un attore, produttore cinematografico, regista e sceneggiatore statunitense con cittadinanza britannica.

Nel corso della sua carriera ha vinto per due volte il Premio Oscar, nel 1996 come miglior attore non protagonista per I soliti sospetti e nel 2000 come miglior attore protagonista per American Beauty, performance che gli ha fruttato anche il Premio BAFTA e lo Screen Actors Guild.

Dal 2013 interpreta il ruolo di Frank Underwood, il protagonista dell'acclamata serie televisiva House of Cards - Gli intrighi del potere, grazie alla quale ha vinto un Golden Globe, due Screen Actors Guild Awards e ha ottenuto varie nomination al Premio Emmy.

Biografia

Nato nel New Jersey, si trasferisce all'età di 4 anni a Los Angeles insieme con la famiglia (madre segretaria, padre tecnico della Lockheed Corporation[2][3], una sorella e un fratello più grandi di lui). Visto il carattere turbolento del ragazzo, i genitori decidono d'iscriverlo alla Northridge Military Academy, da dove viene rapidamente espulso per aver picchiato - pare per legittima difesa - un altro studente dell'accademia. Kevin si iscrive quindi alla Chatsworth High School, dove conosce due futuri colleghi, Val Kilmer e Mare Winningham, recitando per il saggio scolastico nel musical The Sound of Music.

Tra la passione per la boxe e quella per la recitazione, Kevin sceglie quest'ultima, anche su consiglio dell'amico Val Kilmer, che gli suggerisce di trasferirsi a New York per seguire lezioni alla famosa Juilliard School. Comincia a farsi chiamare Kevin Spacey (il nome completo è Kevin Spacey Fowler)[4]. Dopo due anni lascia anche la Juillard e tenta la fortuna a Broadway. La sua prima esperienza importante arriva con il ruolo di un messaggero nell'Enrico VI di Joseph Papp. In seguito sarà il regista Mike Nichols a dargli una parte in Bugie, baci, bambole & bastardi e a portarlo sul grande schermo, sebbene con piccoli ruoli, in Heartburn - Affari di cuore e Una donna in carriera.

Da allora alternerà il teatro al cinema, riportando successi nell'uno e nell'altro: nel 1991 vince un Tony Award come "miglior attore non protagonista" per la sua interpretazione dello "zio Louie" nella commedia Lost in Yonkers di Neil Simon, mentre la consacrazione sul grande schermo arriva nel 1996 con la vittoria dell'Oscar al miglior attore non protagonista per il memorabile ruolo di Roger "Verbal" Kint nel thriller I soliti sospetti di Bryan Singer. Kevin Spacey non si accontenta di recitare, ma si dà anche alla regia con Insoliti criminali, film che passa però quasi inosservato. Ha anche fondato nel 1997 una sua casa di produzione, la Trigger Street Production, creata per lanciare giovani talenti nel mondo cinematografico.

Nel 1999 interpreta il protagonista in The Big Kahuna, trasposizione per il cinema dell'omonima commedia, al quale segue, nel 2000, l'Oscar al miglior attore per American Beauty. Durante la cerimonia per la consegna di questo secondo Oscar viene applaudito per aver dedicato il premio a Jack Lemmon: Spacey lo ringrazia per il suo ruolo di amico, mentore e per essere stato la sua ispirazione primaria per la sua celebre interpretazione dell'impiegato C.C. Baxter nel film L'appartamento. Nel 2006 recita in Superman Returns (seconda collaborazione con Bryan Singer), interpretando la parte del nemico giurato di Superman Lex Luthor.

Dal 2013 è produttore e protagonista della serie televisiva House of Cards - Gli intrighi del potere, dove lavora nuovamente al fianco di David Fincher, produttore dello show e regista dei primi due episodi. La serie, composta da tredici episodi stagionali è il remake di una miniserie inglese del 1990 ed è stata la prima produzione originale di Netflix, colosso della distribuzione in streaming e on demand; la messa in onda è partita nel febbraio 2013[5] ed è da subito un grande successo di critica e pubblico. Spacey vi interpreta il ruolo di Frank Underwood, un politico cinico e assetato di potere che mette in atto con ogni mezzo necessario una scalata al potere nelle gerarchie più alte del Governo degli Stati Uniti. Nel 2014 presta viso e voce al videogioco Call of Duty: Advanced Warfare attraverso il motion capture[6], interpretando Jonathan Irons, capo della corporazione militare privata Atlas.

Nel 2016 Spacey era stato scritturato per interpretare Paul Getty nel film Tutti i soldi del mondo, diretto da Ridley Scott. Dopo le dichiarazioni di Anthony Rapp, tuttavia, la produzione del film ha deciso di rifare le riprese in cui compariva Spacey sostituendolo con Christopher Plummer.[7]

Vita privata

Ha la cittadinanza britannica, essendosi impegnato nel pieno recupero dello storico teatro londinese Old Vic, di cui è stato direttore artistico dal 2003 al 2015.[8]

È un sostenitore e finanziatore del Partito Democratico[9] ed è amico dell'ex presidente Bill Clinton.

Nell'ottobre del 2017 ha fatto coming out dichiarando la propria omosessualità,[10] dopo aver chiesto scusa all'attore Anthony Rapp per le molestie che quest'ultimo avrebbe subito quando aveva 14 anni.[11] Poco dopo otto membri della troupe di House of Cards, il figlio dell'attore Richard Dreyfuss e quello della giornalista Heather Unruh hanno dichiarato di essere stati molestati da Spacey e altri casi risalirebbero al periodo in cui era direttore artistico dell’Old Vic Theatre di Londra; l'attore ha deciso di interrompere subito le sue attività per farsi curare.[12][13]

Filmografia

Kevin Spacey nel 2009

Attore

Cinema

Televisione

Videogiochi

Videoclip

Cortometraggi

Doppiatore

Produttore

Regista

Sceneggiatore

Riconoscimenti

« La concentrazione di Kevin è simile a un raggio laser. Lui è come Al Pacino, puoi star certo che da un momento all'altro può farti venire la pelle d'oca[14] »

(Sam Mendes)
Premio Oscar
Emmy Awards
Golden Globe
Premio BAFTA
Screen Actors Guild Awards
Chicago Film Critics Association Award
Empire Awards
Kansas City Film Critics Circle Awards
Satellite Award
Blockbuster Entertainment Awards
Boston Society of Film Critics Award
Las Vegas Film Critics Society Awards
San Diego Film Critics Society Awards
Southeastern Film Critics Association Awards
London Critics Circle Film Awards
American Comedy Awards
Chlotrudis Awards
Dallas-Fort Worth Film Critics Association Awards
Florida Film Critics Circle Awards
National Society of Film Critics Awards
Online Film Critics Society Awards
Russian Guild of Film Critics
Toronto Film Critics Association Awards

Il 13 giugno 2015 la regina Elisabetta II gli ha conferito il titolo di cavaliere. Dopo averlo saputo ha rilasciato in un'intervista che si sente come "un figlio adottato" dalla Gran Bretagna[senza fonte].

Doppiatori italiani

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Kevin Spacey è stato doppiato da:

  • Roberto Pedicini in Americani, I soliti sospetti, Riccardo III - Un uomo, un re, American Beauty, The Big Kahuna, Un sogno per domani, K-PAX - Da un altro mondo, The Shipping News - Ombre dal profondo, The Life of David Gale, Il delitto Fitzgerald, Edison City, Superman Returns, Fred Claus - Un fratello sotto l'albero, 21, Recount, L'uomo che fissa le capre, Professione inventore, Casino Jack, Come ammazzare il capo... e vivere felici, Margin Call, House of Cards - Gli intrighi del potere, Come ammazzare il capo 2, Elvis & Nixon, Una vita da gatto, Baby Driver - Il genio della fuga
  • Francesco Pannofino in Seven, Il momento di uccidere, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, Il negoziatore, Un perfetto criminale, Austin Powers in Goldmember
  • Massimo Corvo in L.A. Confidential, Bugie, baci, bambole & bastardi
  • Antonio Sanna in C'eravamo tanto odiati, Virus letale
  • Massimo Lodolo in Heartburn - Affari di cuore
  • Tonino Accolla in Una donna in carriera
  • Nino Prester in Non guardarmi: non ti sento
  • Massimo Rinaldi in Henry & June
  • Carlo Valli in Giochi d'adulti
  • Gianni Giuliano in Iron Will - Volontà di vincere
  • Giancarlo Giannini ne Il prezzo di Hollywood
  • Sergio Lucchetti in Beyond the Sea

Da doppiatore è sostituito da:

  • Roberto Pedicini in A Bug's Life - Megaminimondo, Moon e in Call of Duty: Advance Warfare

Onorificenze

Comandante Onoraria dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante Onoraria dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
«Per i servizi al dramma»
— 3 novembre 2010[15]
Cavaliere Comandante Onoraria dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Comandante Onoraria dell'Ordine dell'Impero Britannico (Regno Unito)
«Per i servizi al teatro, alle arti educative e alla cultura internazionale»
— 12 giugno 2015[16]

Note

  1. ^ Kevin Spacey nell'Enciclopedia Treccani, treccani.it.
  2. ^ Paul Fischer, The Alien World Of Kevin Spacey, in FilmMonthly, 20 ottobre 2001. URL consultato il 2 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2007).
  3. ^ Who's who in the world, 1991–1992 (Volume 10 of Who's who in the world), Marquis Who's Who, 1990, p. 348, ISBN 0-8379-1110-9.
  4. ^ Jonathan Soroff, Soroff/On Kevin Spacey, in The Improper Bostonian, 2007. URL consultato il 2 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 20 aprile 2008).
  5. ^ House of Cards a febbraio su Netflix
  6. ^ Official Call of Duty®: Advanced Warfare Reveal Trailer - YouTube
  7. ^ Molestie sessuali, stop a Kevin Spacey: non sarà Paul Getty nel film di Scott, in Spettacoli - La Repubblica, 09 novembre 2017. URL consultato il 09 novembre 2017.
  8. ^ (EN) Empire, Kevin Spacey, su Empire. URL consultato il 31 ottobre 2017.
    «He currently lives in London and received British citizenship, having engaged with great energy in the full recovery of London's Old Vic theater, where he became artistic director in 2003».
  9. ^ Kevin Spacey's Campaign Contribution Report, NewsMeat.com. URL consultato il 17 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2006).
  10. ^ Kevin Spacey: sono gay, in La Repubblica, 30/10/2017.
  11. ^ Kevin Spacey annuncia: sono gay e si scusa per aver molestato un minorenne - Cultura & Spettacoli. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  12. ^ Kevin Spacey accusato di molestie anche dalla troupe di House of Cards. URL consultato il 03 novembre 2017.
  13. ^ Molestie sessuali, stop a Kevin Spacey: non sarà Paul Getty nel film di Scott. URL consultato il 09 novembre 2017.
  14. ^ Inside the Actors studio, 1999
  15. ^ Kevin Spacey honored in U.K. for services to drama - USATODAY.com, su usatoday30.usatoday.com. URL consultato il 31 ottobre 2017.
  16. ^ (EN) Morrison and Spacey head honours list, in BBC News, 13 giugno 2015. URL consultato il 31 ottobre 2017.

Altri progetti

Collegamenti esterni

Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
Martin Landau
per Ed Wood
1996
per I soliti sospetti
Cuba Gooding Jr.
per Jerry Maguire
Predecessore Oscar al miglior attore Successore
Roberto Benigni
per La vita è bella
2000
per American Beauty
Russell Crowe
per Il gladiatore
Controllo di autorità VIAF: (EN64203431 · ISNI: (EN0000 0001 2136 7221 · LCCN: (ENno93007294 · GND: (DE124738931 · BNF: (FRcb14010090q (data)