Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Amore platonico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Amore platonico è un modo usuale di definire una forma di amore sublimata dalla dimensione sessuale e passionale. Infatti Platone considera l'attrazione fra i corpi il primo dei vari livelli di "amore platonico", benché egli aggiunga che questo livello vada abbandonato per giungere a quelli superiori (amore per l'anima, per le leggi e le istituzioni, per le scienze, assoluto). Questa formula in realtà scaturisce da un contesto filosofico in cui l'amore, inteso come moto dell'animo e non come forma di relazione, viene interpretato come impulso al trascendimento della realtà sensibile, del mondo delle apparenze, capace di muovere la conoscenza verso uno Spirito assoluto, attuando cioè un processo di indiamento (o nella mistica), come illustrato ad esempio nel pensiero di Giordano Bruno.

Nel dialogo del Simposio, il brutto e sapiente Socrate rifiuta la proposta sessuale di Alcibiade, giovane bello e potente, e alla fine del dialogo, nella scena di amore (non consumato), spiega : <<Caro Alcibiade, se credevi di scambiare la bellezza straordinaria che vedi in me con la tua avvenenza fisica, tu pensavi di trarre vantaggio ai miei danni. In cambio dell'apparenza del bello, tu cerchi di guadagnarti la verita' del bello, e veramente pensi di scambiare armi d'oro con armi di bronzo>>.
Le tesi di Pausania sono ben presentate, ma non accolte da Platone [1].

Il retore sofista, di moda nell'Atene-bene dell'epoca, teorizza la distinzione fra Afrodite terrestre e Afrodite celeste, amore nobile e volgare, amore per gli uomini e per le donne. Formula per esteso il bon ton del corteggiamento (con regole comuni per relazioni omo e eterosessuali), e teorizza l'amore pederastico come un'amicizia, uno scambio fra i favori della bellezza con la sapienza e virtu'.
L'Eros sessuale e' solo il primo gradino della scala d'amore; l'Eros filosofico va molto piu' in alto fino a congiungersi con il Bello e col Bene (sempre uniti e veri in kalokagathia).

Origine e diffusione[modifica | modifica wikitesto]

Platone nell'Accademia con i suoi discepoli

La locuzione prende il nome dalla teorizzazione dell'amore che Platone fa nei suoi dialoghi. Nel Συμπόσιον (Simposio) Socrate, ispirato da Diotima, parla di Eros (Ἔρως) come di un demone figlio di Poros e Penia. Pòros, l'espediente, aveva fatto innamorare Penìa, ossia la povertà che genera bisogno. Approfittando di un momento di ubriachezza di Pòros, Penìa giace con lui e dalla loro unione nasce Eros, l'amore. Il mito mette in luce come Eros, la forza che fa andare avanti il mondo, abbia una natura ambivalente, che partendo dall'amore delle forme, che porta alla procreazione e alla continuazione della specie umana, lo fa arrivare all'amore della conoscenza (letteralmente: "filosofia").

Il termine si diffuse nelle lingue moderne, come l'inglese, a partire dall'espressione latina amor platonicus usata nel XV secolo da Marsilio Ficino come sinonimo di amor socraticus, per denotare l'interesse nei giovani attribuito a Socrate nelle ultime pagine del Simposio[2]. Entrambe le espressioni, in Ficino, indicano l'amore diretto alle qualità morali e intellettuali di una persona piuttosto che a quelle fisiche. I termini si riferiscono al legame affettivo molto speciale che intercorre tra due uomini, maestro e allievo, che Platone aveva descritto nei suoi Dialoghi ed esemplificato dal rapporto tra Socrate e i suoi giovani studenti, in particolare Alcibiade.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cosi' Giovanni Reale svelava gli Enigmi del simposio, Intervista di G. Bosetti al filosofo e grecista Giovanni Reale, su Repubblica (Febbraio 2005), ripubblicata su Reset.it il 26 Ottobre 2014
  2. ^ AA.VV., The Oxford Companion to English Literature, Oxford University Press, 1967, p. 651

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità GND: (DE4246264-2
Filosofia Portale Filosofia: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di filosofia