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The Game - Nessuna regola

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The Game - Nessuna regola
Michael Douglas in una scena del film
Titolo originaleThe Game
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1997
Durata128 min
Generethriller, drammatico
RegiaDavid Fincher
SceneggiaturaJohn Brancato, Michael Ferris
ProduttoreSteve Golin, Ceán Chaffin
Produttore esecutivoJonathan Mostow
Casa di produzionePropaganda Films, Polygram Filmed Entertainment
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaHarris Savides
MontaggioJames Haygood
Effetti specialiCliff Wenger, Kevin Tod Haug
MusicheHoward Shore
ScenografiaJeffrey Beecroft, James J. Murakami, Steve Saklad, Jackie Carr
CostumiMichael Kaplan
TruccoJulie Pearce, Bridget Bergman
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Logo ufficiale del film

The Game - Nessuna regola (The Game) è un film del 1997 diretto da David Fincher.

La pellicola è interpretata da Michael Douglas, Sean Penn, Deborah Kara Unger, James Rebhorn, Peter Donat, Carroll Baker e Armin Mueller-Stahl.

Nicholas Van Orton è un ricco uomo d'affari di San Francisco, divorziato e ossessionato dal ricordo del padre morto suicida buttandosi dal tetto di casa quando lui era ancora un ragazzino. In occasione del suo quarantottesimo compleanno gli viene regalata, dal fratello Conrad, una tessera per iscriversi a un esclusivo club di giochi di ruolo, chiamato Consumer Recreation Services (CRS) allo scopo di movimentare la sua noiosa e monotona vita.

Senza troppo entusiasmo, si iscrive e affronta una serie di esami psicologici e fisici ma la sua domanda, alla fine, viene respinta. Dopo qualche ora, però, gli viene rivelato che in realtà la sua domanda è stata accettata e che "il gioco" è già iniziato. Da quel momento la sua vita viene sovvertita fino a diventare un incubo: la sua credibilità, la sua attività, la sua reputazione, i suoi beni e la sua stessa vita, sono messe in pericolo proprio dalla CRS. Nel frattempo fa la conoscenza di Christine, una cameriera del ristorante esclusivo dove suole recarsi, che si rivela un personaggio chiave della faccenda e capace di indurlo in situazioni molto pericolose.

Contattato e raggiunto da Conrad, questi gli rivela di essere egli stesso vittima della CRS. Tra i due avviene un aspro litigio e Conrad, dopo aver accusato il fratello di essere complice della CRS, fugge. Nicholas, rimasto senz'auto, chiama un taxi per tornare a casa ma il tassista, che si rivela essere anche lui al servizio della CRS, si getta fuori dall'auto non prima di aver lanciato quest'ultima, a tutta velocità, verso un pontile sulla baia. L’auto finisce in mare ma Nicholas riesce a salvarsi. Decide allora di rivolgersi alla Polizia ma gli agenti, portati nell’edificio dove dovrebbe esserci la sede della CRS, trovano gli uffici vuoti e gli fanno chiaramente capire che per il fatto che vogliono ucciderlo non possono ancora fare nulla poiché, dato che è stato egli stesso a ingaggiarli, non esiste in realtà un movente,

Nicholas scopre dove abita Christine e si reca a casa sua. Questa gli rivela di essere anche lei una vittima della CRS, esattamente come il fratello Conrad e che proprio in quel momento sono controllati tramite una telecamera nascosta nel rilevatore di fumo. A causa di uno scatto d'ira di Nicholas (che distrugge la telecamera), gli uomini della CRS escono da un furgone appostato sotto casa e crivellano di colpi la stanza in cui si trovano lui e Christine, ma i due riescono a fuggire.

Durante il tragitto verso un cottage di montagna, Christine gli rivela che la CRS probabilmente gli ha già prosciugato i conti e ora lo vuole morto. Ormai nel panico, Nicholas contatta la banca europea che gli conferma che il suo saldo è pari a zero. Arrivati al cottage Christine, che in realtà non è una vittima della CRS ma una complice, gli somministra di nascosto un sedativo e, mentre Nicholas sta perdendo conoscenza, gli rivela che lui stesso, con la telefonata di poco prima alla banca, le ha rivelato il codice per l'accesso ai suoi conti, codice con il quale la CRS potrà ora svuotarglieli.

Nicholas si sveglia all'improvviso e si ritrova dentro una bara fatta con delle assi di legno inchiodate, in una cappella di un cimitero in Messico e, per rientrare negli Stati Uniti, vende il suo orologio che è un ricordo di famiglia. Dopo varie peripezie riesce finalmente a tornare a San Francisco e qui scopre che la sua villa è stata pignorata e molti dei suoi beni rimossi. Decide a quel punto di telefonare a Elizabeth, la sua ex moglie, per chiederle aiuto. Si danno appuntamento in un bar e lui, per sicurezza, porta con sé una pistola che teneva in un nascondiglio segreto dentro casa. Mentre parlano vede, in uno spot pubblicitario che stanno trasmettendo in quel momento in TV, Jim Feingold (il dipendente della CRS che aveva condotto il test psicologico su di lui) e si rende conto che è un attore che lavora nella pubblicità televisiva. Nicholas lo rintraccia e, minacciandolo con la pistola, lo costringe a portarlo alla CRS.

Qui ritrova Christine, la prende in ostaggio e poi fugge sul tetto del palazzo sbarrando la porta di accesso. Quando le guardie, nel frattempo intervenute, tentano di forzare la porta, Nicholas vi punta contro la pistola. In quel momento Christine guarda la pistola a tamburo che Nicholas ha in mano e, dubbiosa, gli chiede dove l'abbia presa. Alla sua risposta, lei gli dice che era previsto che quella pistola doveva essere del tipo automatica, diversa quindi da quella che lui ha in mano.

In preda al terrore, Christine si rende conto che Nicholas impugna una pistola vera, carica e pronta a sparare, sfuggita alla perquisizione della sua villa da parte degli uomini della CRS. Per impedire una tragedia, decide di rivelargli che tutto ciò che vede non è altro che uno scherzo, che la situazione in cui si trovano fa parte della trama del gioco, che quest'ultimo è ancora in corso e che dietro la porta che stanno per aprire ci sono tutti i suoi amici venuti a festeggiare il compleanno. Nicholas, dopo tutti gli inganni e i raggiri subiti, e preda ormai della paranoia, crede invece che lo vogliano uccidere. Proprio in quel momento la porta si spalanca e lui, senza pensarci, apre il fuoco.

In mezzo alla porta, con una bottiglia di champagne in mano, c'è Conrad il quale, colpito in pieno petto, muore pochi istanti dopo. Nicholas, disperato per aver ucciso il fratello, sale sulla balaustrata e si butta giù dal tetto ripetendo, in tal modo, il gesto che compì suo padre tanto tempo prima. Mentre cade giù, i ricordi più importanti della propria vita iniziano a scorrergli davanti agli occhi come in un film al rallentatore.

Pochi istanti dopo, nella caduta sfonda un tetto di vetro e finisce su un gigantesco airbag posto al centro di una grande sala da pranzo. Immediatamente dei paramedici gli si fanno intorno per accertare il suo stato di salute e, dopo aver verificato che non ha subito danni, lo fanno scendere. Nella sala del suo "arrivo" ci sono Conrad e gli amici che lo stavano aspettando per dare luogo ai festeggiamenti veri.

Il tetto era stato realizzato con del vetro di scena e quello che Nicholas ha appena vissuto è l'epilogo del gioco (compreso il salto nel vuoto il quale era stato previsto potesse accadere).

I due fratelli si abbracciano e Conrad gli rivela di avergli regalato quel costosissimo gioco per fargli imparare a giudicare meno severamente il prossimo e a godersi di più la vita. Nicholas capisce che il fratello ha voluto regalargli l'inizio di una nuova e migliore vita.

A fine serata, Nicholas chiede a Conrad se sa dov'è Christine e lui gli risponde che sta per partire per l'Australia. Nicholas la raggiunge mentre è dentro il taxi che sta per portarla via e le chiede se le andrebbe di cenare insieme a lui quando tornerà negli Stati Uniti. Christine, che in realtà si chiama Claire, gli propone di prendere insieme un caffè al bar dell’aeroporto prima che lei parta.

Il film era originariamente uno spec script scritto da John Brancato e Michael Ferris nel 1991. Questo venne venduto nello stesso anno alla Metro-Goldwyn-Mayer, ma il progetto venne messo in una fase incerta di pre-produzione per poi essere, infine, preso in carico da Propaganda Films. La regia del progetto venne assegnata a Jonathan Mostow, mentre i ruoli principali affidati a Kyle MacLachlan e Bridget Fonda.

L'inizio delle riprese vennero in un primo momento programmate per il mese di febbraio 1993, ma agli inizi del 1992, il progetto venne spostato alla PolyGram Filmed Entertainment, e Mostow lasciò l'incarico da regista per rimanere all'interno del progetto come produttore esecutivo.

Il produttore Steve Golin comprò la sceneggiatura dalla MGM e lo diede a David Fincher, con la speranza che lui volesse curarne la regia.

A Fincher piacque la storia ricca di colpi di scena, ma inserì nel progetto Andrew Kevin Walker, che lavorò con lui durante la produzione di Seven, per rendere il personaggio principale di Nicholas più cinico. Fincher e Walker passarono sei settimane ad apportare modifiche alla sceneggiatura per cambiarne il tono e cercare di far funzionare meglio la storia. Secondo Fincher, il personaggio di Michael Douglas in The Game - Nessuna Regola è una sorta di “Ebenezer Scrooge affascinante ritrovatosi in una situazione alla Mission: Impossible”.

Fincher ha dichiarato che questo film parla di “perdita di controllo. Lo scopo di The Game è prendere la vostra più grande paura, sbattervela in faccia e dirvi: 'Ecco, sei ancora vivo. Va tutto bene'”.

Altre correzioni vennero fatte alla sceneggiatura, tra cui l'eliminazione di una scena nel finale dove Nicholas uccide Christine per poi suicidarsi, in quanto per Fincher non aveva alcun senso.

Nel 1996 Larry Gross e Andrew Kevin Walker hanno apportato ulteriori modifiche alla sceneggiatura finale.

David Fincher aveva intenzione di girare The Game - Nessuna Regola prima di Seven, ma, quando Brad Pitt divenne disponibile per girarlo, quest'ultimo divenne la priorità assoluta tra i suoi progetti. Il successo di Seven aiutò i produttori di The Game - Nessuna Regola a ottenere il budget più ampio che desideravano. Successivamente hanno avvicinato Michael Douglas per offrirgli il ruolo da protagonista. Douglas, però, inizialmente fu titubante, in quanto era preoccupato dal fatto che la PolyGram non era una casa di distribuzione abbastanza grande per il posizionamento commerciale del film. Tuttavia, una volta entrato nel progetto, la presenza di Douglas aiutò la produzione del film.

Al Festival di Cannes del 1996, PolyGram annunciò che Jodie Foster sarebbe stata la co-protagonista del film affiancando Douglas. Tuttavia, Fincher si sentiva a disagio a inserire un'attrice cosi importante e di spessore in un ruolo secondario. Dopo averne parlato con lei, Fincher considerò l'opportunità di trasformare il personaggio di Conrad nella figlia di Nicholas in maniera tale da poterne affidare il ruolo alla Foster. Questa idea non piacque a Douglas che chiese allora di trasformare il personaggio della Foster in sua sorella; richiesta che l'attrice trovò singolare visto la differenza di quasi 20 anni di età fra i due.

Viste le divergenze creative e l'impegno nelle riprese del film Contact di Robert Zemeckis, Foster decise alla fine di non prendere parte al film. Una volta che lei ebbe lasciato la produzione, il ruolo di Conrad venne offerto a Jeff Bridges che rifiutò, per poi passare infine a Sean Penn. In seguito, la Foster dichiarò che lei e la PolyGram avevano concordato verbalmente che sarebbe apparsa nel film, e, quando ciò non avvenne, lei intentò una causa da 54,5 milioni di dollari contro la società. Per il ruolo di Christine venne scelta Deborah Kara Unger, di cui è singolare ricordare come è stata scelta. Il suo provino, infatti, consisteva in una scena di sesso di due minuti che l'attrice aveva girato per il film Crash di David Cronenberg. Saputo ciò, Douglas credeva fosse uno scherzo, ma poi, quando lui e Fincher l'hanno incontrata di persona, rimasero colpiti dalla sua recitazione sul set.

Le riprese del film si svolsero dal 13 agosto 1996 al 7 gennaio 1997.[1]

Le riprese principali vennero fatte a San Francisco, nonostante le pressioni dello studio di produzione di filmare a Los Angeles, in quanto più economica. Fincher considerò anche l'eventualità di filmare a Chicago o Seattle, ma la prima non aveva ville nelle vicinanze e la seconda non aveva un distretto finanziario adeguato. La sceneggiatura venne scritta ispirandosi a San Francisco, apprezzando, in particolare, l'atmosfera da “vecchia Wall Street” del distretto finanziario. Quella area della città, però, era molto affollata e quindi difficilmente percorribile; la produzione decise così di girare durante i week-end per avere più libertà di movimento. Tra le location utilizzate per le riprese ci sono il Golden Gate Park, il Presidio di San Francisco e la storica Filoli Mansion, che si trova a 40 km a sud di San Francisco, più precisamente a Woodside in California, che funge come villa di Nicholas Van Orton.

Per lo stile visivo e per rappresentare l'agiatezza economica della vita del protagonista Nicholas Von Orton, Fincher e il direttore della fotografia Harris Savides volevano creare a una sensazione di ricchezza ed elasticità, traendo ispirazione da film come Il padrino, che presentava luoghi accattivanti, ma allo stesso tempo inquietanti. Una volta che Nicholas lascia il suo mondo protetto, Fincher e Savides lasciano sovraesporre le luci fluorescenti e le insegne al neon, in modo che “le cose risultino più selvagge là fuori nel mondo reale”. Per The Game - Nessuna Regola, Fincher utilizzò un processo di stampa della pellicola ideata dalla Techicolor, chiamata ENR, che dava alle sequenze girate di notte più fluidità.

La scena in cui il taxi, dove si trova Nicholas, piomba all'interno del San Francisco Bay è stata girata vicino all'Embarcadero. I primi piani in cui Douglas è intrappolato sui sedili posteriori del taxi sono girati, invece, all'interno di un set del Sony Pictures Studios, in una grossa vasca ricolma d'acqua. L'attore si trovava all'interno di un compartimento a tenuta stagna, progettato per assomigliare ai sedili posteriori di un taxi, con tre telecamere che riprendevano la scena.

Le riprese principali sono state girate in circa 100 giorni, con la maggior parte delle scene girate in orari notturni.

Distribuzione

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Il film è stato distribuito in Nord America il 12 settembre 1997.

Il film ha ottenuto 14337029 $ nel weekend di apertura. A fronte di un budget di 50 milioni di dollari, la pellicola ha incassato 48323648 $ in Nord America e 61100000 $ nel resto del mondo, per un totale di 109423648 $.[2]

Il film ha ricevuto recensioni positive da parte della critica. Sull'aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes ha un indice di gradimento del 77% basato su 66 recensioni, con un voto medio di 7,4 su 10.[3] Su Metacritic ottiene un punteggio di 63 su 100 basato su 19 recensioni.[4]

Riconoscimenti

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  1. ↑ The Game - Nessuna regola - Riprese e produzione - Date delle riprese, su imdb.com, IMDb.
  2. ↑ (EN) The Game - Nessuna regola, su Box Office Mojo, IMDb.com. URL consultato il 17 agosto 2025. Modifica su Wikidata
  3. ↑ (EN) The Game - Nessuna regola, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC. URL consultato il 17 agosto 2025. Modifica su Wikidata
  4. ↑ (EN) The Game - Nessuna regola, su Metacritic, Fandom, Inc. URL consultato il 17 agosto 2025. Modifica su Wikidata

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Collegamenti esterni

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