Paperon de' Paperoni

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Paperon de' Paperoni
Cover Uack! 1.jpg
Paperone disegnato da Barks nel 1952, riproposto sulla copertina di Uack! n. 1 (2014)
Nome orig.Scrooge McDuck
Lingua orig.Inglese
Alter ego
  • Tu-ba 00
  • Tuba Mascherata
  • Capitan Soldone
Soprannome
  • Zio Paperone
  • Zione
  • Vecchia tuba
  • Vecchio cilindro
  • Paperonuccio
AutoreCarl Barks
EditoreThe Walt Disney Company
1ª app.15 dicembre 1947
1ª app. inFour Color n. 178, Il Natale di Paperino sul Monte Orso
Editori it.
app. it.7 febbraio 1948
app. it. inTopolino n. 677, Il Natale di Paperino sul Monte Orso
Voci orig.
Voci italiane
SessoMaschio
Luogo di nascitaGlasgow (secondo le storie di Don Rosa)
Data di nascita1867 (secondo la cronologia di Don Rosa)

Paperon de' Paperoni (Scrooge McDuck), noto anche come Paperone o zio Paperone (Uncle Scrooge), è un personaggio dei fumetti e dei cartoni animati della Disney, ideato da Carl Barks nel 1947[3]. È apparso come protagonista o comprimario in migliaia di storie a fumetti realizzate in vari paesi del mondo[4] e in decine di cartoni animati. La rivista Forbes lo pone nelle sue periodiche classifiche tra i personaggi di fantasia più ricchi del mondo, attribuendogli un patrimonio sino a 44 miliardi di dollari[5][6][7].

È uno dei personaggi Disney più amati e di maggior successo al mondo[8], nonostante il suo carattere avaro, ricalcato sul modello di Ebenezer Scrooge[9], avido protagonista del Canto di Natale di Charles Dickens, ne abbia fatto alle origini un personaggio tutt'altro che simpatico.

Imprenditore, finanziere, manager, magnate e banchiere, dotato di uno spiccato senso per gli affari, è definito «il papero più ricco del mondo»[10], è lo zio di Paperino e appare per la prima volta nella storia Il Natale di Paperino sul Monte Orso (Christmas on Bear Mountain)[3], pubblicata sul n. 178 di Four Color[11][12].

Genesi ed evoluzione del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

«Eccomi qua, nella mia comoda dimora, aspettando che passi il Natale! Bah! Che stupida festa, in cui tutti si vogliono bene! Ma per me è diverso! Tutti mi odiano e io odio tutti! E tutti a comprare regali… Pare che si divertano! Non mi sono mai divertito, io!»

(Paperone in Il Natale di Paperino sul Monte Orso)

Barks era già da alcuni anni al lavoro per la Western Printing & Lithographing co., la casa editrice che pubblicava le storie a fumetti dei personaggi Disney, quando decise di crearne di nuovi; Paperone è così solo il primo di una lunga serie di nuovi personaggi grazie ai quali diverrà noto come l'Uomo dei Paperi[13]. Da allora Barks sviluppò il carattere dei paperi in maniera sempre più approfondita e particolareggiata, dando loro spessore.

Nel caso di Paperone, Barks si ispira a una figura ricorrente nel cinema americano, quella dello zio ricco, adattandola alla famiglia dei paperi, traendo ispirazione dalla striscia a fumetti The Gumps, creata nel 1917 da Sidney Smith, dove al protagonista Andy si affianca il ricchissimo zio australiano Uncle Bim. Il modello dell'avaro è poi il personaggio di Ebenezer Scrooge tratto dal Canto di Natale di Charles Dickens dal quale Barks prende anche il nome battezzando il personaggio Scrooge McDuck.[3]

Carl Barks, dopo la sua creazione nel 1947, apporta sostanziali cambiamenti nel carattere di Paperone

Il personaggio degli esordi[14] è identico alla sua fonte di ispirazione letteraria, Ebenezer Scrooge: un vecchio acido, misantropo e piegato dagli anni ma che già fa intravedere un carattere dedito all'azione. Nella sua storia d'esordio progetta infatti una trappola particolare per testare il coraggio di suo nipote che invita insieme a Qui, Quo e Qua a passare le feste natalizie nella sua baita di montagna e dove poi, a loro insaputa, li raggiungerà travestito da orso; una serie di circostanze convincerà Paperone che i suoi nipoti sono molto coraggiosi, e alla fine della storia il papero è visivamente cambiato: appare più amichevole e quasi ringiovanito per la gioia. Si trattava indubbiamente un personaggio comico la cui parabola era da compiersi nell'arco della stessa storia d'esordio, ma Barks capì che avrebbe potuto essergli ancora utile nell'economia familiare dei paperi, per cui decise di riproporlo in altre storie, cambiando di volta in volta leggermente la sua personalità a seconda delle esigenze narrative, e facendogli mostrare talvolta il carattere burbero, altre volte la necessità di ricorrere all'aiuto dei nipoti per risolvere un problema: tutti questi aspetti, sarebbero poi confluiti in maniera armonica nel personaggio definitivo che Paperone sarebbe diventato di lì a poco.

Importanti tappe di questa evoluzione sono storie come Paperino e il segreto del vecchio castello (1948), in cui un Paperone particolarmente bonario e fifone porta con sé i nipoti per ritrovare il tesoro della sua famiglia, che qui scopriamo essere scozzese e di nobili origini (il Clan de' Paperoni, in inglese McDuck), o Paperino e la scavatrice (1949) in cui Paperone mostra per la prima volta una personalità veramente forte, in grado di sovrastare quella del nipote rubandogli la scena: è un ricco megalomane, ancora stranamente spendaccione quando si tratta di ostentare il proprio potere, e irascibile tanto quanto il nipote (in questa storia arriva a minacciare il giudice del tribunale esclamando "se fai qualcosa che non mi piace, compro la città e ti licenzio!"). Questo Paperone convince molto Barks, che inizia a inserirlo sempre più spesso e a delinearne la colossale ricchezza: essa viene resa visivamente facendolo vivere in un edificio colmo di sacchi di banconote e di monete d'oro. Questo edificio era inizialmente l'ufficio direzionale di Paperone, ma si sarebbe poco a poco evoluto fino a diventare un enorme deposito di acciaio -Money Bin, in forma rudimentale visibile sin da Paperino e la ghiacciata dei dollari (1951)-, di forma cubica e contenente "tre ettari cubici di denaro".

Avendo un deposito in bella mostra e un papero morbosamente attaccato al denaro, è logico contrapporgli un'avida banda di ladri, così in Paperino e la banda dei segugi (1951) fa il suo esordio la Banda Bassotti. Nel frattempo, il carattere di Paperone diventa più complesso storia dopo storia, mostrando di fronte alle minacce una certa nevrosi e paranoia tipiche della senilità che rendono il personaggio più comico e simpatico, permettendo anche di superare il suo atteggiamento da antagonista causato dall'avidità e dall'essere burbero e scorbutico.

Inizialmente Barks impiega il personaggio nelle storie di Paperino pubblicate sulle testate Walt Disney Comics and Stories e Donald Duck[3], ma il successo del personaggio spinge la casa editrice Western a dedicargli un albo speciale di Four Color Comics, la testata che pubblicava le avventure di più ampio respiro di Paperino, incaricando Barks di realizzare la prima storia lunga con il nuovo personaggio Disney usato da protagonista: Zio Paperone e la disfida dei dollari (1952)[15]. Questa storia segna un importante salto in avanti nella caratterizzazione del personaggio: egli è ormai un buffo vecchietto arzillo e dinamico, un po' troppo melodrammatico e innamorato del denaro per via di tutta la fatica che ha fatto per guadagnarselo; si sofferma a raccontare ai nipoti le sue avventure, che ne fanno un eroe d'altri tempi e, se da un lato lo rendono distante dalla realtà moderna, dall'altro gli danno la forza per essere ancora il più duro dei duri e il più furbo dei furbi, come lui stesso ama definirsi; e tuttavia Barks, che d'ora innanzi farà vivere a Paperone avventure di ogni tipo in giro per il mondo, ci tiene a ricordare che egli è, come recita il titolo originario della storia, only a poor old man (solo un povero vecchio), assillato dai grattacapi che la sua stessa ricchezza gli procura e, in fondo, in cerca di svago e dell'affetto dei cari proprio come chiunque.

Dopo ulteriori due numeri di prova di Four Color Comics dedicati al personaggio, la Western decide di varare Uncle Scrooge, una testata dedicata interamente a Paperone e la cui numerazione inizia dal n. 4, contando retroattivamente anche i tre numeri di Four Color Comics[3][16]. Su questa testata trovano spazio le lunghe avventure di Barks, tra le quali nel 1953 spicca Zio Paperone e la Stella del Polo, che vede il personaggio tornare nel Klondike dove ha fatto fortuna come cercatore d'oro e rivedere Doretta Doremì, sua fiamma di gioventù; per la prima volta, viene rivelato che Paperone cela, oltre il carattere orgoglioso e la cupidigia, la malinconia per un amore che per alterne vicende risultò impossibile. Inoltre, nella storia dello stesso anno Zio Paperone e la Banda Bassotti viene introdotta la Numero Uno, una moneta da dieci centesimi di dollaro, primo guadagno di Paperone lavorando come lustrascarpe a Glasgow all'età di dieci anni[3].

Le avventure a caccia di tesori o in imprese improbabili che Paperone e i suoi nipoti vivono si susseguono senza sosta nella produzione barksiana, introdotte sempre con espedienti narrativi intelligenti e mai banali. Ricordiamo Zio Paperone e la dollarallergia, in cui la necessità di Paperone di trovare sollievo dall'esaurimento da stress che gli ha fatto odiare il denaro, spinge i cinque nella remota terra di Tralla-la, simbolo della purezza dimenticata dal mondo capitalistico, o Zio Paperone e le sette città di Cibola (1954) ispirata alla leggenda delle città lastricate d'oro cercate invano dai conquistadores spagnoli. Si possono poi citare: Zio Paperone e il tesoro sottozero (1957), in cui Barks si divertirà a coinvolgere Paperone in atmosfere da guerra fredda, mentre in storie come Paperon de' Paperoni e la luna a 24 carati (1958) o Zio Paperone e l'isola nel cielo (1959) Paperone arriverà persino a cercare fortuna nello spazio. Zio Paperone e il torneo monetario (1956) introduce il primo vero antagonista miliardario di Paperone: Cuordipietra Famedoro, perfido magnate sudafricano con il quale ingaggia una sfida per stabilire chi è il più ricco dei due, seguito poi da Rockerduck, creato per una storia nel 1961, e soprattutto in Zio Paperone e la fattucchiera (1961) fa la sua comparsa Amelia, la strega napoletana che cerca in tutti i modi di impossessarsi della Numero Uno, prima moneta guadagnata da Paperone, per realizzare un amuleto magico che le doni la ricchezza di Re Mida. Da allora inizia una lunga sfida tra i due che periodicamente si rinnova sulle pagine delle varie pubblicazioni Disney sparse per il mondo come Zio Paperone e la cassaforte di cristallo, oltre che Zio Paperone in "Decini & destini", di Don Rosa che racconta l'origine della moneta dopo aver narrato nella Saga di Paperon de' Paperoni come era stata guadagnata.

Caratterizzazione del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Paperone è un papero con le stesse dimensioni di Paperino, ha basette folte e degli occhiali da vista. È dotato di grande forza fisica nonostante l'età, perché da giovane si abituò ad affrontare le condizioni più ostili (vedi L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca). Vestito sempre nello stesso modo con una finanziera vecchia e logora (inizialmente nera, poi blu o rossa con risvolti di colore diverso a seconda delle versioni), una tuba a cilindro per cappello e delle ghette (anche queste blu o rosse, generalmente l'inverso della finanziera); si accompagna con un bastone da passeggio (in fondo a questo c'è una punta di calamita per monete per terra inventata da Archimede Pitagorico) che non gli serve tanto per passeggiare quanto come strumento di difesa e/o offesa. Quando è in tenuta da difesa del deposito porta a tracolla un vecchio spingardino caricato a sale e un elmetto da marine grigio. Ama giocare con il suo denaro, per questo ha ammassato le ricchezze che ha guadagnato da solo per cinquant'anni in giro per il mondo in un gigantesco stanzone che secondo Don Rosa è profondo 30 metri; l'abitudine di tuffarsi nel denaro «come un pesce baleno, scavarci gallerie come una talpa e lasciarselo ricadere in testa come una doccia» compare per la prima volta in Paperino esattore (1951)[17].

Da bambino umile e gentile che era nella povera Scozia ottocentesca, crescendo e girando il mondo per tutta la vita Paperone si è trasformato in un papero brutale e col cuore di pietra, indurito da un'esistenza faticosa e piena di fallimenti a causa di varie vicissitudini e furfanti di cui si era fidato. Per questo tutt'oggi è diffidente verso il prossimo e solo tardivamente ha cominciato a stringere con i parenti stretti, dopo aver riallacciato i rapporti in seguito alla storia Il Natale di Paperino sul Monte Orso, secondo la timeline di Don Rosa. Odia tutti coloro che pretendono qualcosa da lui poiché per lui, che si è guadagnato ogni centesimo col sudore della fronte, è un vero insulto quello di vedere qualcuno arricchirsi senza fatica. Paperone detesta «quei fannulloni che non sanno guadagnarsi da vivere», poiché egli stesso ha sperimentato la povertà, la fame, ma senza mai arrendersi. Paperone sa che deve il suo successo solo a se stesso e questo lo rende orgoglioso di ciò che ha costruito al punto da perdere la testa anche solo all'idea che qualcuno possa derubarlo del suo denaro, che rappresenta per lui il significato stesso della sua vita simbolo di rettitudine. Mettendo dunque al primo posto il denaro, e la sua reputazione che esso simboleggia, Paperone raramente dimostra di essere in realtà potenzialmente generoso e di avere un cuore d'oro, e lo fa sempre di nascosto. Essendo poi il nipote Paperino un fannullone, ha con lui un rapporto parecchio conflittuale: mostra disprezzo per lui e arriva a prenderlo a calci nel sedere buttandolo fuori dal deposito, ma talvolta rivela quasi un'invidia verso la vita spensierata che il nipote conduce, per quanto iellato e inetto. Anche Don Rosa lavora sul carattere di Zio Paperone in particolar modo nella sua Saga di Paperon de' Paperoni, nelle storie "appendici alla Saga" e in Una lettera da casa; in alcune sue storie Paperino è un personaggio particolarmente piatto e cinico proprio per metterlo in contrapposizione all'imponente statura morale di Paperone; il nipote è scettico nei confronti dell'enorme valore della vita e delle avventure dello zio, e tuttavia, nonostante Paperino sia di indole pigra Paperone rivede in lui e nei nipotini la sua iniziale sete di avventura e di emozioni, provando sincera ammirazione per come Paperino sia riuscito a costruirsi una famiglia, ma preferisce tacere tali sentimenti e lasciare che Paperino, cresciuto nel ricordo di uno zio spietato e solitario, continui a provare disprezzo per lui. Secondo Don Rosa, che dà una spiegazione al cambiamento di carattere del personaggio nelle prime storie di Barks, Paperone ha recuperato l'amore per la vita dopo aver conosciuto i nipoti, e ha abbattuto il muro di pietra eretto intorno al suo carattere, sia pur restando incapace di grandi slanci di affetto.

Nelle storie italiane Paperone varia molto a seconda del periodo di realizzazione della storia, ma è comunque sempre vincente in quanto personaggio scaltro, intelligente e in gamba, oltre a vantare un "fiuto" unico per gli affari redditizi che gli permette di essere ancora il numero uno. Descrivendo il lato profondo di Paperone, Giorgio Pezzin, autore italiano, scrive:

«Paperone è stato a lungo uno dei miei personaggi preferiti, soprattutto all'inizio della mia attività. Forse perché ero un po' squattrinato e quindi, frequentandolo, speravo mi restasse attaccato qualche dollaro. Impossibile, direte voi... ma io so che Paperone, in realtà, è più generoso di quanto si pensi.
Attaccato al denaro, è vero, ma non per taccagneria, quanto piuttosto con l'amore del collezionista che conosce ogni moneta una ad una e sa che dietro ad ognuna di esse c'è tanto lavoro e passione. Passione che lo ha fatto sempre pensare più lontano degli altri, e anche fatto agire con una certa "etica" negli affari.»

(Giorgio Pezzin[18])

Gli atteggiamenti di Paperone verso i suoi parenti cambiano radicalmente nella serie televisiva Ducktales, dove Paperone è stato reso meno taccagno e molto più affezionato ai suoi nipotini Qui, Quo e Qua; infatti in alcuni episodi si può notare Paperone rinunciare a tutto il suo patrimonio pur di difendere i nipotini. Tra il 1970 e il 1974 Barks realizza numerose storie per la testata della Western Junior Woodchucks (Giovani Marmotte). In diverse di queste storie, in cui vengono trattati temi ambientalistici, Barks decide di impiegare il personaggio nel ruolo di "cattivo", come lo era stato nelle sue prime storie: egli infatti riveste il ruolo del miliardario senza scrupoli disposto a tutto per profitto, e l'autore giustifica questa sua scelta in una lettera, datata 11 dicembre 1969 e indirizzata al suo futuro biografo Mike Barrier:[19]

«Nella storia che ho scritto a settembre [Peril of the Black Forest, consegnata all'editore il 3 ottobre 1969] ho usato Zio Paperone nel ruolo di cattivo. Faccio lo stesso in quella che sto scrivendo [Whale of a Good Deed, consegnata all'editore il 1º gennaio 1970]. Analizzando tutto quello che voi fan avete scritto e detto, ho concluso che lo preferivate quando costituiva una minaccia nelle storie dei Paperi. Quando poi è diventato l'eroe, con un albo tutto suo [Uncle Scrooge], ho dovuto fare attenzione a rappresentarlo in modo troppo malvagio.»

Tuttavia, anche queste storie talvolta terminano con la "redenzione" del personaggio che grazie alle Giovani Marmotte capisce il valore della natura.

Alter-ego[modifica | modifica wikitesto]

Paperone diventa un supereroe in un episodio di DuckTales, "The Masked Mallard" (Il Papero Mascherato), dove un giornalista da strapazzo mette in giro false voci sul conto del personaggio per screditarlo. Paperone si trasforma quindi nel Papero Mascherato, supereroe dalle fattezze molto simili a Paperinik che combatte il crimine e decide poi di rivelare la sua vera identità dopo un periodo di buone azioni per la cittadinanza, così da rimettere in buona luce il suo nome. Inoltre, nelle storie a fumetti realizzate in Italia Paperone ha avuto tre alter ego come giustiziere mascherato in storie pubblicate su Topolino n. 1027, n. 1632 e n. 2078. Nella prima, "Zio Paperone e il Pescecane Mascherato" (scritta da Jerry Siegel), si veste come Zorro e, munito di armi inventate da Archimede Pitagorico, scende in campo a difendere i ricchi di Paperopoli vessati dalle tasse, ma viene presto scoperto. Nella seconda storia, Paperinik e il mistero di "Tuba Mascherata" (1987) scritta da Massimo Marconi e disegnata da Massimo De Vita, Paperone non ha altra scelta che quella di improvvisarsi supereroe (con disastrosi risultati) pur di difendere il suo denaro, a causa dell'indisponibilità sia di Paperinik che di Paperinika. Nella terza storia, "Paperone supereroe", si fa costruire una tuta in grado di conferirgli superpoteri da Archimede in modo da poter raccogliere le monetine cadute a terra. La tuta funziona perfettamente ma raccogliere monete diventa una ossessione e pertanto decide di togliersela. Nella storia "Paperinik e la battaglia delle pizze" (pubblicata sul n. 266 dell'Almanacco Topolino) Paperone si traveste da Paperinik allo scopo di pubblicizzare (senza il consenso dell'eroe mascherato) le sue immangiabili pizze industriali.

Edizione italiana del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Nella prima traduzione italiana della sua storia d'esordio il nome del personaggio è stato tradotto in Paperone de' Paperini[senza fonte]; inoltre in molte delle prime traduzioni il cognome del personaggio è scritto "dei Paperoni", anche se ci si riferiva al nome della sua famiglia come "Paperoni", senza il prefisso "dei" (cosiddetta particella nobiliare).

Nella primavera del 1952, Paperon de' Paperoni è ormai una presenza ben consolidata negli albi statunitensi. Oltre al suo creatore, anche altri artisti come Murry, Moore, Thompson stanno lavorando sul papero più ricco del mondo. Nello stesso anno il direttore di Topolino, Mario Gentilini, dopo aver pubblicato alcune storie di Barks e altri autori americani, chiede a Guido Martina, il suo principale sceneggiatore, di iniziare a inserire anche nelle storie italiane il personaggio di Paperone. Martina lo fa esordire in Topolino nella valle dell'incanto, disegnata da Rino Anzi e pubblicata sul n. 44 del 10 giugno 1952.[3] In questa storia compare come dimora del ricco papero un imponente maniero che sarà presente, con alcune variazioni, nelle prime storie di Martina del personaggio, e vi si mescolano i vari personaggi Disney.

Le due storie successive sono Paperino e le onorificenze[20] e Le miniere di Re... Paperone[21], entrambe su testi di Carlo Chendi e disegni di Luciano Bottaro,[20][21], quest'ultima edita sugli Albi d'Oro n. 322 del luglio 1952, in formato comic book. Questi primi sceneggiatori tratteggiano un Paperone radicalmente diverso da quello barksiano, preferendo riallacciarsi alle storie iniziali in cui aveva mostrato una personalità forte e dominatrice, oltre a un certo cinismo, come in Paperino e il feticcio (1949) in cui appariva soddisfatto di aver perpetrato una violenza nei confronti degli indigeni africani pur di lucrare. Così, soprattutto nelle storie di Luciano Bottaro e ancor più in quelle di Martina, Paperone è un affarista cinico, senza scrupoli e machiavellico che pur di raggiungere i suoi scopi o pur di risparmiare è disposto a tutto, anche a giocare sporco. Spesso raggira suo nipote Paperino facendogli firmare contratti che contengono clausole e cavilli scritte in piccolo che lo costringono a lavorare gratis per lui, oppure a rinunciare alla sua parte di ricompensa. Lo ricatta con la lista dei debiti, e lo tratta malissimo deridendolo e schernendolo, arrivando a minacciarlo di morte quando l'inetto nipote (peraltro abbastanza cinico anche lui in questo genere di storie) combina qualche disastro. In molte situazioni però, la sua avarizia si rivelerà controproducente, benché la differenza fondamentale tra il Paperone martiniano e quello barksiano (ma anche scarpiano) resti sempre l'integrità morale.

Dopo Bottaro anche Scarpa si appassiona al personaggio, ma utilizzandolo via via sempre più alla "maniera" di Carl Barks: storie indimenticabili come Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante (1957) e Paperino e le lenticchie di Babilonia (1960) viene evidenziato tutto il lato umano, fragile e commovente, che il vecchio papero nasconde, e i rapporti familiari sono molto meno tesi. Inoltre, Scarpa si impegna ad ampliare il microcosmo del ricco papero: già nella storia Paperino e i gamberi in salmì (1956), in cui il suo Paperone aveva il sapore martiniano dell'antagonista, era saltato fuori il fratello di questi, Gedeone de' Paperoni, energico e brillante direttore dell'importante quotidiano "Il Grillo Parlante", onesto difensore della libertà d'espressione e della giustizia; successivamente invece si concentra su Paperone come personaggio positivo, e nell'avventura Zio Paperone e l'ultimo Balabù (1960) introduce Brigitta McBridge, bionda papera irrimediabilmente innamorata di lui (e delle sue sostanze) che tenta in tutti i modi di conquistarlo, mentre in Zio Paperone e il ratto di Brigitta (1961) compare per la prima volta Filo Sganga, modesto imprenditore squattrinato invidioso del glorioso successo del magnate. Infine, in Arriva Paperetta Yè Yè (1966) Scarpa recupera il personaggio barksiano di Doretta e fa il suo esordio la vivace nipote di questa, Paperetta Yè Yè, che maliziosamente per tutta la storia seguiterà a chiamare Paperone "nonnino"; da queste storie appare evidente come Paperone, e non Paperino, sia per Scarpa il fulcro della famiglia dei paperi, mentre gli altri autori italiani tenderanno piuttosto a porre i due sullo stesso piano.

Se progressivamente la scuola italiana si è adattata al modello scarpiano del Paperone più "simpatico" e affabile, di fatto non ci sono stati poi grossi cambiamenti nell'utilizzo del personaggio, ad oggi. Tuttavia vale la pena di citare il prolifico autore Rodolfo Cimino, allievo di Scarpa, che anziché raccontare un Paperone sempre "vincente", come siamo abituati a vederlo nelle storie italiane, ha voluto spesso caratterizzare le sue storie come se fossero delle fiabe, con tanto di morale, in cui Paperone (pur tutto sommato bonario e con un lato buono nascosto) viene quasi sempre punito per la sua cupidigia come accadeva in molte avventure classiche di Barks, il quale pure era solito far venire i paperi a contatto con altre civiltà e paesi lontani dove fossero ancora saldi i veri valori morali, a differenza della società contemporanea. Cimino -che spesso fa viaggiare i protagonisti su improbabili veicoli zoomorfi- esaspera a fini comici il lato istrionico e melodrammatico di Paperone, il quale arriva ad "allagare" il Deposito con le sue stesse lacrime, quando è in pena per un mancato guadagno. Pone inoltre al suo fianco un maggiordomo ben definito, diversamente da quelli più anonimi che erano comparsi fin dai tempi di Barks: poco a poco nasce il personaggio di Battista, fedele e saggio assistente, dalla personalità a tratti debole e sottomessa, ma che si dimostra sempre paziente verso i comici cambiamenti d'umore del suo datore di lavoro (che lo paga pochissimo) e si prende amorevolmente cura di lui.

Giorgio Pezzin invece ha saputo valorizzare il leggendario "fiuto per gli affari" di Paperone per renderlo, quasi sempre con la concorrenza del truffaldino Rockerduck, il più grande imprenditore di Paperopoli: lo spunto per queste storie proviene solitamente dall'attualità, e Paperone prova ogni volta a far soldi proponendo una novità sul mercato, che sia una rivoluzionaria invenzione di Archimede, o una nuova risorsa naturale scoperta casualmente e che può essere sfruttata; puntualmente, per un motivo o per un altro queste scoperte e novità si rivelano fallimentari, anche se di solito il "povero miliardario" riesce a salvare i suoi guadagni in extremis grazie a un escamotage. Negli anni, tra le altre cose Paperone ha portato la neve per le stazioni sciistiche rovinate dal surriscaldamento globale (Zio Paperone e la nuova glaciazione[22] del 1977), traghettato iceberg dal polo per risolvere l'emergenza idrica (Zio Paperone e gli icebergs volanti[23] del 1975), utilizzato suolo lunare per rimediare all'incremento dei prezzi dei prodotti della terra (Zio Paperone e la terra di luna[24] del 1976), affrontato il problema dell'inquinamento (Zio Paperone e i rifiuti liofilizzati del 1976), risolto la questione dell'acqua alta a Venezia (Zio Paperone e la deriva dei monumenti[25] del 1977), introdotto un nuovo tipo di cibo (Paperino e la bistecca spray[26] del 1978), coltivato piante nello spazio (Zio Paperone e la fattoria orbitale del 1979), costruito il Ponte di Messina (Zio Paperone e il ponte di Messina[27] del 1982) e persino lanciato sul mercato il personal computer (Zio Paperone e la rivoluzione elettronica[28] del 1983). Pezzin è stato inoltre uno dei primi a inaugurare il fortunato filone delle storie in cui Paperone ristruttura il Deposito in forme sempre diverse, alla ricerca di antifurto efficaci contro i Bassotti, ma che puntualmente rivelano dei punti deboli.

Biografia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Versione statunitense[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Saga di Paperon de' Paperoni.

Nei primi anni novanta l'autore statunitense Don Rosa, utilizzando come unica fonte le storie a fumetti di Carl Barks, ha ideato la Saga di Paperon de' Paperoni (The Life and Times of $crooge McDuck), una lunga e dettagliata opera che narra la vita e le avventure del papero più ricco del mondo, dalla sua infanzia alla vecchiaia. Paperon de' Paperoni è dunque l'unico personaggio Disney che presenta una vera e propria biografia, completa di date e riferimenti a fatti storici realmente accaduti (Afferma l'autore: «Io non mi invento mai nomi sciocchi per le città, e non uso mai nomi buffi o poco precisi per i personaggi storici. Faccio incontrare a Paperone persone "vere", che lui incontra attraversando l'America dal 1867 al 1947»[29]). Infatti generalmente i personaggi Disney non hanno un passato, se non quello che occasionalmente viene rievocato nelle storie in brevi flashback. Di Paperone, invece, si conosce l'anno di nascita (1867[30]), i genitori (di cui viene anche esplicitato il decesso, caso rarissimo nei fumetti Disney) e la giovinezza.

Nobile nascita in miseria[modifica | modifica wikitesto]

«Che mi serva di lezione! La vita è piena di lavori duri e ci saranno sempre dei furbi pronti a imbrogliarmi! Beh, sarò più duro dei duri e più furbo dei furbi... e farò quadrare i miei conti!»

(Un giovane Paperone subito dopo aver guadagnato la sua Numero Uno.)

Nato, secondo la genealogia di Don Rosa, nel 1867, Paperone discende da un nobile clan scozzese decaduto. Il giorno del suo decimo compleanno riceve da suo padre (Fergus de' Paperoni) un kit da lustrascarpe, nella speranza che possa guadagnare qualche soldo; il primo cliente è Burt, uno scavafossi, e al termine del lavoro (durato mezz'ora) il piccolo Paperone sviene e il cliente se ne va, (apparentemente) pagandolo con una moneta da 10 cent americani (la Numero Uno, non spendibile in Scozia). Il tutto, però, è stato architettato da suo padre Fergus usando un decino americano trovato dalle sorelle Matilda e Ortensia tra alcuni spiccioli regalatigli dal miliardario di passaggio Howard Rockerduck (futuro padre di John D. Rockerduck): quando Paperone rinviene, guarda la moneta e si rende conto di essere stato truffato, e capisce che per tutto il resto della sua vita dovrà stare sempre all'erta perché tutti cercheranno di imbrogliarlo, per cui dovrà dimostrarsi "il più duro dei duri e il più furbo dei furbi per far quadrare i conti". Ispirato dalla provenienza della moneta, decide di andare a cercar fortuna in America, ma il viaggio costa molto denaro e i suoi non possono permetterselo: Paperone è costretto quindi a lavorare ancora come lustrascarpe (ottimizzando tempi ed energie in ogni modo) e inoltre arrotonda i guadagni intraprendendo un piccolo commercio di torba, andando di persona a raccoglierla nelle paludi durante la notte. Comunque Paperone non dimentica i suoi doveri familiari e contribuisce all'istruzione e alla crescita delle sorelle versando sempre alla famiglia parte dei suoi guadagni, e non dimentica le proprie radici, occupandosi di proteggere il castello de' Paperoni dal clan rivale, i Whiskerville. A 13 anni si arruola come mozzo in una nave bestiame diretta a New Orleans.

Primi insuccessi[modifica | modifica wikitesto]

Giunto in America a Louisville, il giovane Paperone trova suo zio, un vecchio marinaio soprannominato Manibuche De' Paperoni (Angus). Paperone è convinto che lo zio sia un uomo benestante, per poi scoprire che è un perdigiorno e non fa altro che giocare a carte con imbroglioni come il losco Porcello Suinello. Proprio durante una partita lo zio Manibuche vince una barca contro Suinello, e con il nipote decide di utilizzarla per dare la caccia al tesoro della nave Drennan White (una nave statale che trasportava oro per il valore di 100.000 dollari). Sfortunatamente, Suinello origlia il discorso carpendo l'informazione relativa al luogo della nave (conosciuto solo da Manibuche) e cerca di batterli sul tempo con l'aiuto della banda di Bassotto Cuornero e i suoi tre figli; al termine dell'avventura (durante la quale Paperone suggerisce un nome per la loro banda, la Banda Bassotti) lo zio trova il tesoro, ma non può prenderne possesso; in seguito a questo fallimento, Manibuche decide di intraprendere la carriera di scrittore e vende la propria nave a Paperone, che intraprende l'attività di trasportatore fluviale insieme a Cacciavite Pitagorico (nonno di Archimede), un'attività che fallirà a causa dell'affondamento della nave da parte sempre dei Bassotti[31] e all'avvento della Ferrovia.

Theodore Roosevelt, personaggio realmente esistito che Paperone incontra più volte nella sua vita

Dopo il fallimento sul Mississippi, durante il viaggio verso la frontiera del West Paperone cade accidentalmente da un treno dopo aver lottato contro Jesse e Frank James. Solo e sperduto nel Montana, accetta di fare il cowboy per conto di Murdo McKenzie, facendosi chiamare Buck de' Paperoni: qui vivrà una nuova avventura contro la banda dei fratelli McViper, e nella stessa occasione conoscerà il giovane Theodore Roosevelt, liberandolo da una roccia sotto cui era rimasto intrappolato[32]. In questo periodo Paperone e il ritrovato Cacciavite, sono testimoni e sopravvissuti dell'eruzione del vulcano Krakatoa (grazie ad un'invenzione del Pitagorico, inoltre, vengono create le prime multe e infrazioni stradali della storia).

Dopo un paio d'anni Paperone viene licenziato da un McKenzie in difficoltà economiche, e va per la sua strada con la fidata cavalla Ortensia (chiamata così perché ribelle come la sorella). Dopo essersi comprato gli attrezzi da scavo vendendo i denti d'oro di un suo antenato, tenta la fortuna come minatore a Butte, in Montana, dove spera di trovare l'argento. Il terreno è povero di metallo prezioso, tuttavia nasconde immense quantità di rame, il cui prezzo sta inaspettatamente e vertiginosamente crescendo per la sua applicazione nella crescente diffusione dei fili della corrente elettrica in tutta la nazione. Nonostante ciò, l'appezzamento di Paperone non è sufficiente a garantirgli la ricchezza che invece raggiungono i proprietari della miniera della Collina dell'Anaconda, Marcus Daly e Howard Rockerduck; sarà lo stesso Howard, un papero che ha realizzato la sua fortuna con le proprie mani e che rivede in Paperone se stesso da giovane, a svelargli un oscuro cavillo legale per cui avrebbe diritto alla concessione della Collina dell'Anaconda; l'altro proprietario, Marcus Daly, gli offre 10.000 dollari per rinunciare ai suoi diritti, ma lui inizialmente non accetta: sembra la realizzazione dei sogni di Paperone, quando arriva una lettera da casa che lo prega di ritornare con tutti i soldi che ha messo da parte, per pagare le tasse arretrate sul castello di famiglia; Paperone è costretto così ad accettare i 10.000 dollari e imbarcarsi per l'Europa a New York, proprio mentre viene completata la costruzione della Statua della Libertà.

L'esperienza "paranormale" in Scozia[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in Scozia per pagare le tasse sulla proprietà di famiglia, il clan rivale dei Whiskervilles lo sfida a duello per poterlo mettere fuori combattimento e per rubargli i soldi e, di conseguenza, il castello con il suo tesoro nascosto. Paperone riesce però a vincere il duello e a pagare le tasse, e durante il combattimento, cade in acqua per colpa di un'intromissione da parte del fantasma del Duca Quaquarone che voleva intervenire per difenderlo, e, di fatto, muore annegato: i suoi avi in Paradiso, però, consultano il "grande libro del clan" e scoprono che Paperone sarebbe in futuro dovuto diventare il più avaro papero della storia, quindi decidono di aiutarlo rispedendolo sulla Terra, e ricordandogli di avere una monetina (la Numero Uno) che gli servirà per svitare i bulloni dell'armatura in cui è intrappolato sott'acqua e liberarsi. Al termine dell'avventura, Paperone osserva un arcobaleno e decide di trovare la sua "pentola d'oro", specializzandosi nella ricerca del biondo metallo.

In Sudafrica e Australia: altri insuccessi[modifica | modifica wikitesto]

Il leggendario sceriffo Wyatt Earp

Paperone arriva in Sudafrica per cercare l'oro, mentre imperversa la corsa ai diamanti: durante il tragitto verso i territori auriferi soccorre Cuordipietra Famedoro, trovandolo legato sul dorso di un bufalo per aver cercato di rubare dei diamanti; i due diventano amici, ma Cuordipietra, che non gli rivela il proprio vero nome, gli ruba carro e viveri mentre dorme[33]. Paperone si sveglia solamente ore dopo e si rende conto di essere stato derubato, e per la prima volta nella sua vita va in escandescenze: ritrova Famedoro e, dopo averlo ridicolizzato coprendolo di pece e piume, lo fa arrestare, guadagnandosi l'appellativo di Terrore del Transvaal per essere entrato a Johannesburg in groppa a un leone. Dopo anni di fatiche, Paperone si rende conto che la concentrazione di metallo prezioso in Sudafrica è tale che la sua estrazione sia redditizia solo per le grandi compagnie minerarie, già arricchite dall'estrazione di diamanti: Paperone è costretto a partire ancora.

Raggiunta in nave l'Australia, in mezzo all'Outback australiano incontra Jabiro Kapirgi, uno sciamano aborigeno che lo porta in una caverna sotterranea piena di pitture rupestri dove è custodito un opale di enorme valore, e Paperone è combattuto se rubarlo o meno, visto che alla chiusura della caverna nessuno lo verrebbe a sapere; ma durante un'alluvione perde la Numero Uno, che porta sempre con sé legata a uno spago, e Jabiro lo aiuta a ritrovarla, così Paperone capisce che la ricchezza che tanto agogna non vale il prezzo del tradimento della fiducia di un amico. Colpito dalle sue parole, Jabiro gli permette di guardare attraverso un cristallo per avere un'anticipazione del suo futuro, e Paperone vede una Aurora Boreale: questa lo ispira ad andare nel gelido nord, sulle rive dello Yukon in cerca di oro.

Il Klondike: finalmente ricco[modifica | modifica wikitesto]

Per arrivare in nord America Paperone lavora come fuochista sulla nave La croce del sud, e una volta approdato in Alaska si licenzia e cerca qualcuno che venda attrezzi per cercatori; durante questa ricerca incontra il leggendario Wyatt Earp[34], il quale è onorato di fare la conoscenza del papero. Persi i soldi guadagnati sulla nave a causa proprio di Wyatt, Paperone è costretto a indebitarsi con il perfido usuraio Soapy Slick[35] (personaggio basato sul truffatore Soapy Smith) per poter comprare gli attrezzi necessari. Ormai molto esperto nell'attività di cercatore, per primo affronta il Ghiacciaio Collo d'Alce, temuto da tutti perché dimora di un leggendario mostro che terrorizza i minatori, e tuttavia unico accesso alla Valle dell'Agonia Bianca, che Paperone è libero di esplorare senza concorrenti; qui lavora per mesi con scarsi risultati, congelandosi le mani e rovinandosi la vista, e utilizzando quasi tutto il poco oro che riesce a trovare per pagare le esose rate del prestito concessogli da Slick; durante questo periodo vive quasi esclusivamente da solo nella spettrale vallata, recandosi nella vicina Dawson, piena di cercatori falliti e criminali, solo in rarissime occasioni. In una di queste, giunto a registrare la concessione e a ritirare la posta, viene rapito da Soapy, che vorrebbe scoprire dove si trova il suo terreno; incatenato in uno dei suoi casinò, viene pesantemente ridicolizzato con la lettura a voce alta delle sue lettere: una di queste riporta che la madre Piumina è deceduta, e sentendo ciò Paperone trova nella rabbia la forza per liberarsi e distruggere l'intero casinò.

Alcuni giorni dopo l'incarcerazione di Soapy, Paperone trova un'enorme pepita d'oro grande come un uovo d'oca. Il seguito di questa storia non è presente nel capitolo della saga, che termina con un Paperone al settimo cielo, ma in Zio Paperone e la Stella del Polo di Barks: quando torna in paese a vantarsi, Paperone incontra Doretta Doremì nel saloon Bolla d'Oro, affascinante ballerina che lo droga e lo deruba di tutte le pepite; Paperone, una volta rinvenuto, si vendica mettendo k.o. tutti gli uomini di Doretta e obbligandola a restituirgli il maltolto; quando scopre che molte pepite sono state già spese, Paperone prima la costringe a firmare una cambiale di 1'000 dollari, poi la porta con sé nel Fosso dell'Agonia Bianca per farle toccare con mano la fatica che provano i minatori che deruba. Durante questo mese di prigionia, Soapy, in libertà vigilata, mette Wyatt Earp, Roy Burns e Bat Masterson contro Paperone, mentre Butch Cassidy e Sundance Kid, approfittano della confusione per rubare l'oro e rapire Doretta. Dopo che Wyatt riconosce Paperone e capisce il malinteso, Paperone salva Doretta e i due capiscono di provare qualcosa l'uno per l'altra. Mesi dopo, Doretta, allontanata da Paperone che non se la sente di vivere una relazione con lei, lo denuncia al leggendario colonnello Samuel Benfield Steele[36], inventando calunnie sul suo conto (con l'aiuto degli invidiosi concittadini, bramosi di appropriarsi della sua concessione mineraria) per farlo tornare da lei. Paperone riesce a difendersi e combatte con Steele, finché il suo nome viene riabilitato grazie all'amico di Paperone, Casey Coot; raggiunge poi Doretta al Bolla d'Oro che va a fuoco, ma sviene per via di un pezzo di ghiaccio che gli cade in testa proprio mentre stava per dichiararsi, e i due non si riconcilieranno più. Due anni dopo, Paperone si libera del debito che aveva con Soapy e apprende di aver guadagnato un milione di dollari. Casey Coot, che vuole tornare a casa perché non ha avuto successo come cercatore, gli vende la proprietà di suo nonno Cornelius in cambio dei soldi del viaggio: Paperone diventa proprietario di Forte Paperopoli.

Ritorno in Scozia e l'attacco a Forte Paperopoli[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni a cavallo del nuovo secolo, Paperone continua a guadagnare e decide di investire il suo denaro in alcune attività fondando una banca a Whitehorse e diverse imprese (una segheria, una ditta di olio di pesce, una di trasporti navali[37]). Come banchiere finanzia altri cercatori d'oro in cambio di parte dei loro profitti, e segue altre attività dimostrando di sapersi destreggiare in ogni tipo di affare grazie al suo "fiuto"; diventa così miliardario, e contemporaneamente inasprisce il suo carattere, essendo ormai diventato schivo e sospettoso.

Raggiunto il successo, torna a casa, ma a causa del suo atteggiamento viene schernito da tutti e, capendo di aver perso la propria identità di scozzese, sceglie di andarsene per sempre e trasferirsi con la famiglia negli Stati Uniti, a Paperopoli. Il padre è l'unico che non accetta di seguirlo, sentendosi troppo vecchio (difatti muore la mattina della partenza dei figli) ma fa promettere a Paperone che si comporterà sempre onestamente. Giunto con le sorelle a Paperopoli, che si rivela essere solo un piccolo borgo contadino, Paperone non riesce ad arrivare in cima alla Collina Ammazzamuli, dove si trova la sua proprietà, perché il motore della sua macchina cede, e per questo la collina verrà rinonimata Ammazzamotori. Fa la conoscenza della famiglia di Casey, tra cui la sorella Elvira (futura Nonna Papera) e il figlio di questa Quackmore Duck, che si fidanza con Ortensia. Dopo aver cacciato via le Giovani Marmotte, all'epoca solo un piccolo gruppo, dal forte in cima alla collina Ammazzamotori, Paperone è attaccato prima dai Bassotti e poi dall'esercito statunitense, ma l'attacco termina non appena Paperone incontra Roosevelt e spiega il malinteso. Sei mesi dopo è cominciata l'industrializzazione di Paperopoli e sulla collina svetta il monumentale Deposito, ancora pressocché vuoto.

Il più ricco del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diversi viaggi d'affari in giro per il mondo, nel 1909 Paperone porta con sé in Africa le sorelle, stufe di starsene a Paperopoli a dirigere il suo impero, e in mezzo alla foresta cerca di comprare un terreno dallo stregone Matumbo, ma questi rifiuta e lo scaccia via ridicolizzandolo. Furioso, Paperone fa radere al suolo il suo villaggio e, usando un travestimento, si fa cedere da Matumbo la terra per "proteggerla da Paperone"; quando lo stregone se ne accorge, gli lancia contro un anatema. Quella sera le sorelle di Paperone, disgustate dal suo comportamento, lo abbandonano, e Paperone, accortosi del suo errore, tenta di raggiungerle ma è costretto a retrocedere di fronte a Gongoro, uno zombie incaricato da Matumbo di consegnargli un feticcio avvelenato. Paperone riesce a sfuggirgli riprendendo le proprie sembianze, ma pur non riconoscendolo, lo zombie continuerà a dargli la caccia perché magicamente la maledizione lo riporta sempre da lui. Intanto, Paperone cerca di tornare a casa per farsi perdonare, ma viene costantemente sviato da nuove opportunità di arricchirsi: acquista dallo zar Nicola II di Russia una dozzina di Uova Fabergé, recupera il leggendario Rubino Striato, raggiunge il Polo nord poco prima di Robert Edwin Peary. Giunto presso l'isola polinesiana di Rippan Taro, dopo altri otto anni di viaggi senza fare tappa a Paperopoli e continui inseguimenti da parte di Gongoro, Paperone vende il Rubino Striato al re dell'isola in cambio della (temporanea) neutralizzazione della maledizione di Matumbo. Tornato finalmente a casa dopo ventisette anni, l'intera città e la famiglia (tra cui Paperino e Della, figli gemelli di Quackmore e Ortensia) lo accolgono, ma Paperone scaccia via malamente tutti quanti sospettando che essi vogliano sottrargli del denaro. Ripensando a ciò che ha fatto si deprime, e l'unica cosa che gli dà soddisfazione, e lo distoglie per l'ultima volta dal correre dietro alle sorelle, è il fatto di scoprire che adesso è diventato l'uomo più ricco del mondo.

L'incontro con i nipoti[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 75 anni, Paperone decide di chiudere tutto il suo impero, e per 5 anni vive isolato in una sontuosa villa. Nel Natale dei suoi ottant'anni, Paperone decide di mettere alla prova i nipoti, invitando Paperino e i figli di Della, Qui, Quo e Qua, ora sotto la sua custodia, a trascorrere la vigilia nella sua baita sul Monte Orso, infestato da orsi selvaggi. Paperino e i nipotini superano la prova per pura fortuna, e Paperone li invita per il cenone di Natale nella sua villa. Prima di cenare, Paperino, mettendo lo zio al corrente della situazione a Paperopoli e di cosa la gente crede di lui, dice che lui stesso è convinto che il vecchio zio abbia ormai scialacquato tutte le sue ricchezze e che le sue avventure siano frutto di fantasia. Irritato da questo atteggiamento, Paperone porta i nipoti al deposito abbandonato per dimostrare che si sbagliano, ma viene sfortunatamente seguito da Nonno Bassotto e i suoi nipoti, che lo catturano e lo derubano. Inattivo da anni, Paperone non ha la forza di inseguirli finché i nipotini non lo provocano per stimolare il suo orgoglio, spingendolo a tirare fuori le energie e a sgominare da solo l'intera banda. Dopo questa nuova impresa Paperone si rende conto che il tempo che gli è stato concesso non è ancora finito, riapre tutti i suoi uffici e si rimette in affari, per dimostrare a tutti e a se stesso che lui è e sarà sempre il numero uno.

Cronologia della vita[modifica | modifica wikitesto]

La cronologia è basata sulle narrazioni di Don Rosa in The Life and Times of $crooge McDuck

  • 1867: Paperone nasce a Glasgow in Scozia.
  • 1877–1880: Paperone fa il lustrascarpe e guadagna la Numero Uno, poi vende torba e prende infine la decisione di cercare la fortuna in America, imbarcandosi su una nave-bestiame diretta a New Orleans.
  • 1880–1882: Paperone aiuta lo zio Angus a Louisville con la sua barca "La Regina del Cotone" nel campo del trasporto fluviale lungo il Mississippi, poi si mette in proprio gestendo il battello "Ciccio Dollaro" fino a che questo non va distrutto.
  • 1882-1884: Cercando fortuna a ovest, Paperone si reca nel Montana, dove trova lavoro come cowboy per il compatriota Murdo MacKenzie, un allevatore di bestiame. Durante uno dei suoi viaggi per commerciare il bestiame, il 27 agosto 1883 Paperone assieme a Cacciavite Pitagorico assiste all'eruzione del vulcano Krakatoa.
  • 1884–1885: Le crescenti difficoltà che Murdo MacKenzie deve affrontare lo costringono a licenziare Paperone, che decide di diventare un minatore, stabilendosi in Montana, dove trova una miniera di rame che tuttavia è costretto a cedere per tornare in Scozia a causa di gravi problemi economici familiari.
  • 1886–1889: Paperone percorre il Sudafrica nella speranza di riuscire a trovare l'oro. Nel corso della sua avventura farà il primo incontro col suo futuro rivale, il giovane e disonesto boero Cuordipietra Famedoro.
  • 1889–1893: Paperone torna negli Stati Uniti in cerca d'oro, senza tuttavia avere fortuna. Nel corso della sua permanenza diventerà noto col nome di Veleno di Pizen Bluff.
  • 1893–1896: Ancora una volta alla ricerca dell'oro, Paperone viaggia fino in Australia, senza tuttavia avere successo. Muore lo zio Jake.
  • 1896–1899: Paperone arriva nel Klondike, dove è esplosa la Corsa all'oro. La sua indomita tenacia, unita ad una vita di fallimenti ed importanti lezioni, gli conferisce una marcia in più rispetto agli altri scavatori, e nel Fosso dell'Agonia Bianca egli trova un ricco giacimento d'oro. Nel corso dell'avventura avrà la sfortuna di imbattersi in Soapy Slick, uno strozzino opportunista dei cui soldi ha però bisogno per acquistare gli attrezzi da scavo. Conosce inoltre Doretta Doremì, con cui avrà un rapporto controverso e che è riconosciuta come la sua unica vera fiamma. La madre di Paperone muore a 57 anni.
  • 1899–1902: Paperone diventa milionario ed espande il suo giro d'affari, comprando una banca e fondando diverse imprese.
  • 1902: Paperone è ormai miliardario e ritorna in Scozia per stabilirvisi. Si rende però rende conto di aver perso il contatto con la sua terra natia e decide di portare la famiglia con sé in America, il posto che ormai ritiene la sua vera patria. Solo le sorelle accettano di seguirlo a Paperopoli, mentre il padre Fergus sceglie di restare a Colle Fosco e durante la notte precedente la partenza della sua famiglia muore, all'età di 67 anni. Paperone costruisce il deposito del denaro che sovrasta il villaggio di Paperopoli.
  • 1909: Nel corso di un viaggio d'affari in Africa, le sorelle si rendono conto di quanto loro fratello sia cambiato, inasprito da una vita di sforzi e fallimenti. In un episodio di eccezionale crudeltà, Paperone fa bruciare un villaggio come ritorsione per il rifiuto di concedergli lo sfruttamento minerario della zona. Pur rimanendo un'eccezione nella vita onesta del papero, l'evento spinge le sorelle ad abbandonarlo per tornare a Paperopoli e gli scaglia contro una potente maledizione.
  • 1909–1930: Mentre le sorelle gestiscono l'impero di Paperone da Paperopoli con il lavoro d'ufficio dei suoi numerosi affari, egli viaggia a lungo, fino al punto da compiere tante deviazioni (in nome del profitto) da dimenticarsi completamente delle sue mancanze come fratello. L'ossessione di diventare il papero più ricco del mondo lo spinge a compiere imprese memorabili e concludere affari eccezionali, al pesante prezzo di perdere di mira l'iniziale scopo della sua vita. Alla fine Paperone raggiunge il suo obiettivo e risulta essere il papero più ricco del pianeta: il suo deposito trabocca di monete d'oro e lui torna a Paperopoli, che grazie ai suoi investimenti è ora una laboriosa metropoli. Un ulteriore, violento litigio con le sorelle lo allontana definitivamente dalla famiglia.
  • 1942: Paperone, persa la sua proverbiale vitalità, decide di ritirarsi dagli affari e di chiudere tutte le sue imprese, depresso e convinto che nessuno sia degno di ereditare le sue ricchezze.
  • 1947: Paperone sceglie di conoscere Paperino, figlio di sua sorella Ortensia, e i suoi nipoti, Qui, Quo e Qua. Nel mostrare l'immensa fortuna che ancora oggi giace nei tre ettari cubici del suo deposito (e che i media ritenevano una leggenda metropolitana) ai nipoti, la espone di nuovo alla Banda Bassotti. Spronato dai piccoli Qui, Quo e Qua, Paperone salva la sua "nuova" famiglia e in essa trova una ragione per tornare il papero attivo e audace di un tempo.

La morte di Paperone secondo Don Rosa[modifica | modifica wikitesto]

Oltre a dare a Paperone una vera e propria biografia, Don Rosa ha anche pensato per lui un anno di morte, il 1967, alla veneranda età di 100 anni, che è proprio l'anno in cui Carl Barks, creatore di Paperone, ha smesso di scrivere storie a fumetti da autore completo, vent'anni esatti dopo aver creato il personaggio. L'anno appare nella cronologia personale di Rosa[30], nonché in una vignetta pubblicata nel 1991, che rappresenta la sua tomba[38]. La lapide reca il motto Fortuna favet fortibus (la fortuna aiuta gli audaci), e intorno a essa stanno Paperino e Paperina invecchiati (probabilmente sposati visto che entrambi portano un anello al dito), insieme a Qui, Quo e Qua cresciuti: Paperino lamenta il fatto che nessuno lo autorizzerà mai a raccontare l'ultima avventura dello zio, che, però, è stata grandiosa. In questo modo, Don Rosa ha introdotto una concezione realistica del trascorrere del tempo nei fumetti Disney discostandosi da tutti gli altri autori, che producono storie ambientate in un eterno "presente" senza mai far invecchiare i personaggi:

«Io non ho percezione di un "mondo Disney" dove i personaggi non invecchiano mai. Questo mi lascia perplesso. [...] E non posso capire chi vuole vedere questi personaggi come creature da favola immortali. Perché dovrebbero essere immortali? Quando leggo Asterix o Calvin e Hobbes o (riempite il vuoto) non penso di star leggendo storie su un essere immortale sovrannaturale. Semplicemente so che le storie si svolgono quando il personaggio ha un certo aspetto. Calvin non cresce mai, ma non perché sia immortale [...] Non mi dà però fastidio che si continui a produrre storie (da parte di altri scrittori e disegnatori) che mostrano Paperino e Paperone (apparentemente) vivi nel presente. Va bene -- non sono fatti miei. Io faccio solo le mie storie. E ho un'idea diversa. Ci sono molti personaggi classici che sono rimasti famosi per decenni, su cui si continua a produrre nuove storie... come Sherlock Holmes, o the Shadow, o Doc Savage. Ma queste nuove storie non sono mai ambientate nel presente -- le nuove storie di Sherlock Holmes sono ambientate nell'epoca vittoriana. I film su The Shadow e Doc Savage sono ambientati negli anni trenta. Quella è l'epoca di quei personaggi, altrimenti non funzionano. Ecco come io vedo le mie storie di Paperone, basandomi sul mio modo di vedere i personaggi di Barks.[39]»

(Don Rosa)

In accordo con la sua vignetta e la propria cronologia, tutte le storie di Don Rosa sono ambientate negli anni cinquanta, o comunque mai dopo il 1967. A proposito della vignetta l'autore ha dichiarato:

«Ritengo che la situazione descritta in quella vignetta [Paperino, Paperina e Qui Quo Qua che visitano la tomba, nda] si sia svolta nell'anno in cui l'ho disegnata, 1991. Paperone non ha un grande attaccamento al castello de' Paperoni, a differenza delle sue sorelle che sono vissute lì, quindi immagino che la tomba potrebbe essere a Paperopoli. Ma quando provo a immaginare una storia che non potrò mai raccontare sulla morte di Paperone, sono orientato a pensare che sia morto in qualche grande avventura, e che il suo corpo non sia mai stato ritrovato, così che sembri più drammatico. Quindi la tomba sarebbe solo simbolica.»

(Don Rosa[40])

Da segnalare comunque un intervento dell'autore, rivolto ai fan che chiedevano lumi sulla vicenda, che sembrerebbe palesare l'intento non ufficiale della cosa, come dimostrano queste sue parole:

«L'uso non autorizzato di quella vignetta è un vero problema. Voi avete visto quel disegno su un sito web che non ha mai richiesto il permesso di riprodurre o utilizzare quell'immagine! Originariamente io lo disegnai come mio contributo a una fanzine tedesca che aveva invitato molti cartoonists a proporre un'idea per illustrare la battuta "Ehi, Paperina! Cos'è successo a Paperone?". Era una specie di gioco - si pensava sarebbe stato divertente vedere tutte le idee bislacche che i vari fumettisti avrebbero proposto per illustrare la battuta. Alcune delle trovate erano divertenti, alcune piuttosto volgari... ma quanto al mio contributo, dato che ho una visione molto seria di questi personaggi, ho proposto una scena di ciò che potrebbe venir detto in un futuro lontano sulla tomba di Paperone. Non hanno mai spiegato ai lettori l'iniziativa della fanzine per cui la mia illustrazione fu fatta, così alla fine sembra che mi sia preso io la responsabilità di mostrare una scena deprimente e dare una notizia morbosa senza alcuna ragione! Non rinnego l'immagine che ho mostrato, ma è scorretto nei miei confronti che non possa spiegare lo scopo originale e il contesto della tavola a tutti coloro che vedono l'immagine su quei siti non autorizzati.[41]»

(Don Rosa)

Versione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Autori italiani (e non solo) hanno scritto numerose storie sul passato di Paperone, sia prima sia dopo l'opera di Don Rosa e non sempre in accordo con essa. Uno degli eventi della biografia che rimane un punto fermo è il fatto che Paperone si sia arricchito in Klondike alla fine del decennio 1890; fa eccezione quanto raccontato nel ciclo di storie della Storia e gloria della dinastia dei paperi (scritta da Guido Martina) nel quale si narra la storia della famiglia dei paperi dai tempi dell'antico Egitto fino ai tempi moderni; nell'ultima storia del ciclo si sostiene che fu il padre di Paperone a fare il cercatore d'oro in Klondike, Paperon-Papà, che Paperone nacque nel 1897 e che la sua prima parola pronunciata fu "dollaro". Proprio Guido Martina, inoltre, sempre fedele alla rappresentazione di un Paperone meschino e poco onesto, gli ha più di una volta fatto rivelare di aver iniziato la sua fortuna imbrogliando altre persone, o comunque di aver condotto affari poco limpidi nel corso della sua vita. Nella storia "Il primo miliardo di Zio Paperone" (di Bruno Concina), Paperone narra ai nipoti di aver fatto, ai tempi del Klondike, il postino e il cercatore d'oro allo stesso tempo. In molte storie italiane, Paperone è inoltre il fratello di Nonna Papera: nella storia "Buon compleanno, Paperino! " del 1984, furono Paperone e Nonna Papera a trovare, in una notte di tempesta, un neonato Paperino, appena uscito dall'uovo, che venne poi ospitato nella fattoria di Nonna Papera, scenario confermato nella serie di storie Paperino Paperotto. Dopo la pubblicazione in Italia della monumentale opera biografica di Don Rosa, tuttavia, generalmente anche gli autori italiani hanno aderito alla versione "canonica" proposta da questo autore.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Zio Paperone in una scena del film Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta

Certamente il più importante dei personaggi Disney inventati nei fumetti, la prima apparizione di Paperone in forma animata (fatta eccezione per un breve cameo nella sigla della serie TV Il club di Topolino nel 1955) fu nel mediometraggio del 1967 Paperone e il denaro, in cui insegna ai nipotini alcuni principi basilari della finanza.

In seguito ebbe l'iconico ruolo di impersonare Ebenezer Scrooge nel mediometraggio Canto di Natale di Topolino (Mickey's Christmas Carol) del 1983, una versione animata del famoso romanzo di Charles Dickens Canto di Natale. È anche apparso nel cartone Pippo e lo sport in Calciomania del 1987.

Paperone è protagonista, insieme ai suoi nipotini, della serie a cartoni animati DuckTales - Avventure di paperi (1987-1990) e del film lungometraggio Zio Paperone alla ricerca della lampada perduta (1991); alcuni episodi della serie si ispirano a storie a fumetti di Carl Barks. In questa serie, il cui primo episodio andò in onda negli Stati Uniti il 18 settembre 1987, a Paperone vengono affidati gli adorabili nipotini Qui, Quo e Qua dopo che Paperino si arruola nella Marina degli Stati Uniti. Tale serie fu prodotta prima della Saga di Paperon de' Paperoni di Don Rosa, per cui la storia di come Paperone giunse in America e quella della sua famiglia si discosta non poco da quella dei fumetti.

Paperone appare anche in un episodio di Raw Toonage, in due cortometraggi della serie Mickey Mouse Works, in alcuni episodi (specialmente "House of Scrooge") di House of Mouse - Il Topoclub e nei film Il bianco Natale di Topolino - È festa in casa Disney e Topolino: Strepitoso Natale!. L'ultima apparizione del personaggio è nella serie Disney "Topolino", nell'episodio "Il primo amore di Pippo" del 2015.

Il personaggio torna a ricoprire il ruolo del secondo protagonista, insieme ai suoi nipoti, nel 2017 nella serie DuckTales, reboot dell'originale.

Ricchezza[modifica | modifica wikitesto]

Sono state fatte delle stime della ricchezza accumulata da Paperone che è oggetto di disputa fra alcuni autori,[42] che spesso la indicano utilizzando unità di misura da loro inventate: Carl Barks la stima in «1 multiplujilione, 9 obsquatumatilioni, 623 dollari e 62 centesimi»[43], mentre Don Rosa nella Saga di Paperon de' Paperoni la quantifica in «5 multiplusilioni, 9 impossibilioni, 7 fantasticatrilioni di dollari e 16 centesimi»; invece, nella storia a fumetti "Zio Paperone e il dollaro pesante" di Giorgio Pezzin il capitale ammonterebbe a "1200 fusomilioni" (il fusomilione è definito sempre nella storia come una cifra talmente alta da fondere un calcolatore); uno dei termini più classici per definire la quantità dei dollari di Paperone è "45 fantastiliardi", non per il numero in sé, quanto per il fatto che più che miliardario Paperone si fa definire, appunto, fantastiliardario. Nelle storie di Guido Martina il denaro di Paperone pesa invece 18 tonnellate.

La rivista Forbes pubblica annualmente la lista delle persone più ricche del mondo e in aggiunta ha iniziato a pubblicare anche la Forbes Fictional Fifteen[44], ovvero una classifica dei miliardari nel mondo della finzione comprendente tra gli altri Gordon Gekko, Lex Luthor, Bruce Wayne e Charles Montgomery Burns. In questa classifica gli autori non potendo stimare i possedimenti sconfinati di Paperone hanno deciso di prendere in considerazione esclusivamente il denaro accumulato all'interno del deposito, i famosi tre acri[45] cubici di denaro e per questo Paperone è solo quarto nella classifica del 2002, essendo stato il suo patrimonio valutato in "soli" 8,2 miliardi di dollari[46]. Nel 2005 la stima è stata confermata[47], mentre nel 2006 è stata corretta a "soli" 10,9 miliardi di dollari[48], il che lo ha portato al terzo posto della classifica. Paperone conquista la prima posizione nel 2007 in seguito al rialzo del prezzo dell'oro con un patrimonio di "soli" 28,8 miliardi di USD[49]. Altri autori hanno stimato che la fortuna contenuta nel solo deposito ammonterebbe a un totale di 2.556 miliardi di dollari[50]. Di sicuro si sa che Paperone divenne miliardario nel 1902[51] e che è, da molti anni, il più ricco del mondo, più di chiunque altro sia nella realtà che nella leggenda o finzione, sia del presente che del passato, in quanto le sue ricchezze totali, costituite da azioni, obbligazioni, immobili, imprese industriali e commerciali, banche, assicurazioni, miniere e tanto altro che non è contenuto nel deposito, sono sconfinate, dilatate all'inverosimile e (quasi) illimitate, caratterizzate da un tasso di crescita annuo costante.

Comprimari[modifica | modifica wikitesto]

Avversari[modifica | modifica wikitesto]

Nelle storie di Paperone c'è sempre qualcuno contro cui deve combattere[3]: da chi cerca di derubarlo agli imprenditori concorrenti, addirittura nella storia Zio Paperone e l'ultima avventura (2012) i tutti i suoi nemici si alleano per sconfiggerlo.

  • Cuordipietra Famedoro è uno spietato e disonesto miliardario boero. Paperone lo conosce per la prima volta casualmente in Sudafrica mentre era in cerca dell'oro. Famedoro è di origine umile, e si è arricchito proprio come Paperone, ma a differenza di questo ha costruito il suo impero grazie a truffe, imbrogli e raggiri. Famedoro è l'antagonista preferito degli autori americani, mentre in Italia il suo ruolo è stato soppiantato da Rockerduck, ed è caratterizzato da un odio personale (reciproco per altro) verso Paperone, oltre che da una concorrenza imprenditoriale.
  • John D. Rockerduck è l'antagonista per antonomasia di Paperone su Topolino. A differenza di Paperone e Famedoro, Rockerduck non ha dovuto faticare per diventare ricco avendo ereditato le ricchezze di suo padre. Rispetto a Famedoro, Rockerduck è più giovane e meno cattivo, anche se ugualmente lui e Paperone si disprezzano e si azzuffano spesso.
  • La Banda Bassotti è una famiglia di ladri capitanata da Nonno Bassotto (nei fumetti) e Mamma Bassotto (nella serie televisiva DuckTales). Questi ladri hanno come unico obiettivo quello di riuscire a svaligiare il deposito di Paperone, cosa che ovviamente non riescono mai a fare nonostante i numerosi piani e tentativi. Paperone li ha incontrati per la prima volta sul Mississippi.
  • Amelia: è una strega napoletana che vive sulle pendici del Vesuvio; è ossessionata dall'idea di impossessarsi della numero uno di Paperone, per fonderla in un amuleto che la renderà ricchissima.

Collaboratori[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai suoi parenti, Paperone è circondato da persone che godono della sua fiducia e talora del suo affetto: costoro ricevono uno stipendio particolarmente basso e non hanno diritto a ferie se non in rarissime condizioni.

  • Battista: è il tuttofare di Paperone, svolge infatti le mansioni di maggiordomo, cameriere, cuoco, giardiniere e guardia di sicurezza, oltre a fare le pulizie e occuparsi personalmente delle piccole riparazioni domestiche. Battista vive al deposito e serve Paperone a orario continuato, sia di giorno sia di notte, inoltre asseconda tutti i capricci e le bizzarrie del suo principale diventando il suo primo confidente, e spesso è lui che in caso di problemi chiama Paperino e i nipotini per assistere il vecchio zio. Nella serie animata DuckTales - Avventure di paperi, Battista è sostituito da Archie: come la sua controparte, è un maggiordomo/autista di Paperone molto paziente, ma a differenza di Battista parla con accento inglese ed è più vecchio e pingue.
  • Miss Emily Paperett[52]: è la segretaria di Paperone. Si occupa di gestire la fittissima agenda del suo principale e il suo archivio; a differenza di Battista non vive al deposito ma ci lavora soltanto.
  • Archimede Pitagorico e Pico De Paperis svolgono molto spesso la funzione di consulenti per Paperone. Il primo si occupa di costruire tutte le macchine necessarie al magnate per compiere le sue imprese (talvolta alcune geniali invenzioni di Archimede vengono commercializzate da Paperone che ne ottiene immensi guadagni).
  • Bentina Beakley: è la governante di Villa de' Paperoni nella serie televisiva Ducktales, dove si occupa della magione e di Qui, Quo, Qua (che la chiamano Tata, in segno di affetto). Viene chiamata affettuosamente Tata anche dallo stesso Paperone. Nella serie appare anche l'avvocato di Paperone.
  • Fenton Paperconchiglia: Fenton è un personaggio televisivo della serie Ducktales, dove lavora come ragioniere di Paperone. Nei panni del supereroe Robopap è anche la guardia del corpo del miliardario.

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Clan de' Paperoni.

Paperon de' Paperoni è l'ultimo discendente del suo clan a portarne il cognome. La sorella minore Ortensia si è sposata con Quackmore Duck e ha avuto due figli, Della (la madre di Qui, Quo, Qua) e Paperino, che è quindi il parente più prossimo di Paperone. Anche se non sembra, Paperone è molto legato alla sua famiglia[53]. Secondo Don Rosa, Matilda, la sua altra sorella, sarebbe sposata con il tuttologo Pico De Paperis.

Altri parenti acquisiti di Paperone sono gli altri figli di Nonna Papera e Humperdink Duck: Dafne Duck ed Eider Duck (i fratelli di Quackmore Duck) e i loro figli Gastone Paperone e Paperoga.

Dingo de' Paperoni
Molly Mallard
Angus de' Paperoni
1829-1901
Fergus de' Paperoni
1835-1902
Piumina O'Drake
1840-1897
Jake de' Paperoni
1832-1900/1901
Paperon de' Paperoni
Matilda de' Paperoni
Ortensia de' Paperoni
Quackmore Duck
Della Duck
Sconosciuto
Paperino (Donald Duck)
Qui
Quo
Qua

Un aspetto interessante in questo intrico di parentele è il fatto che zio Paperone è fratello della madre di Paperino, che a sua volta è fratello della madre di Qui Quo e Qua, ma dal momento che questo albero genealogico non era conosciuto con precisione ai tempi delle prime avventure i traduttori dei fumetti disneyani in arabo si sono trovati di fronte a un dilemma: infatti in arabo non esiste un termine "generico" per "zio", ma è necessario specificare sempre se si tratta di "zio paterno" ('am) o "zio materno" (khal). Probabilmente a causa dell'"autorevolezza" dei personaggi, i traduttori optarono per lo "zio paterno", figura di spicco nella famiglia araba tradizionale: 'Am Dahab "Zio Paperone", 'Am Butut "Zio Paperino", con una scelta che si è però rivelata infelice rispetto alle genealogie di Barks e Don Rosa.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Impatto culturale[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Donald Duck and His Friends, su voicechasers.com.
  2. ^ Dickens' Christmas Carol, su mousevinyl.com.
  3. ^ a b c d e f g h Paperone / Uncle Scrooge McDuck, su www.guidafumettoitaliano.com. URL consultato il 17 marzo 2017.
  4. ^ (EN) Uncle Scrooge, su coa.inducks.org. URL consultato il 17 marzo 2017.
  5. ^ Secondo Forbes è Zio Paperone il personaggio di fantasia più ricco ∂ FantasyMagazine.it, in FantasyMagazine.it. URL consultato il 17 marzo 2017.
  6. ^ Paperone & Co, ricchi immaginari, in ilGiornale.it. URL consultato il 17 marzo 2017.
  7. ^ (EN) Edited by Michael Noer and Dan Ackman, The Forbes Fictional Fifteen, in Forbes, 13 settembre 2002. URL consultato il 17 marzo 2017.
  8. ^ Alessandro Baricco, Elogio di Paperone Un adorabile avaro, La Repubblica, 4 novembre 2000. URL consultato il 20 ottobre 2014.
  9. ^ Scheda di Zio Paperone su UBCfumetti, su ubcfumetti.com. URL consultato il 7 novembre 2007.
  10. ^ Paperon de' Paperoni in mostra a Milano. Il papero più ricco del mondo compie 70 anni, in Rai News, 8 giugno 2015. URL consultato il 5 maggio 2019.
  11. ^ FFF - UNCLE SCROOGE, su www.lfb.it. URL consultato il 17 marzo 2017.
  12. ^ edita più volte in Italia con vari titoli, da Il Natale di Paperino sul Monte Orso su Topolino giornale nº 677 del 1948, a Paperino sul Monte Orso su Topolino libretto nº 2716 del 2007
  13. ^ Carl Barks, su www.cl.cam.ac.uk. URL consultato il 17 marzo 2017.
  14. ^ (EN) Christmas on Bear Mountain, su coa.inducks.org. URL consultato il 17 marzo 2017.
  15. ^ La grande dinastia dei Paperi #4, p. 7.
  16. ^ La grande dinastia dei Paperi #4, p. 9.
  17. ^ (EN) Billions to Sneeze At, su coa.inducks.org. URL consultato il 17 marzo 2017.
  18. ^ Da Fumetti e Storie Archiviato il 9 luglio 2009 in Internet Archive. (sito sull'attività di Pezzin, Marinato, Cavazzano, De Vita e Mottura)
  19. ^ La grande dinastia dei Paperi #45, p. 10.
  20. ^ a b (EN) Paperino e le onorificenze, su coa.inducks.org. URL consultato il 21 marzo 2017.
  21. ^ a b (EN) Le miniere di re... Paperone, su coa.inducks.org. URL consultato il 21 marzo 2017.
  22. ^ https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1137-AP
  23. ^ https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1009-AP
  24. ^ https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1071-A
  25. ^ http://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL+1118-A&search=zio%20paperone%20e%20la%20deriva%20dei%20monumenti
  26. ^ https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1184-A
  27. ^ https://coa.inducks.org/story.php?c=I+TL+1401-A
  28. ^ https://inducks.org/story.php?c=I+TL+1438-AP
  29. ^ Guido Tiberga, Vignetta-choc, censurata dalla Disney, esce su una rivista per pochi appassionati. Paperone è morto, non ditelo a nessuno. Ventotto anni fa: i nipoti in lacrime davanti alla tomba, La Stampa, 22 settembre 1995. Vedi Archivio de La Stampa[collegamento interrotto]
  30. ^ a b Dalla pagina "Don Rosa on himself" su DCML
  31. ^ Il signore del Mississippi, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 25
  32. ^ Il cowboy delle Terre Maledette, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 63
  33. ^ Il terrore del Transvaal, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 106
  34. ^ L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 134
  35. ^ L'argonauta del Fosso dell'Agonia Bianca, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 136
  36. ^ Cuori nello Yukon, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 332
  37. ^ Il miliardario di Colle Fosco, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 161
  38. ^ La tomba di Paperone, su INDUCKS. URL consultato il 05-01-08.
  39. ^ Il forum del Papersera - Don Rosa
  40. ^ The lives and times in Duckburg - Chapter IX
  41. ^ Il forum del Papersera - Don Rosa
  42. ^ (EN) SCROOGE'S WEALTH, su cbarks.dk, 10 novembre 2002.
  43. ^ (EN) Jay Cocks, The Duck with the Bucks, TIME, 17 maggio 1982.
  44. ^ (EN) Forbes Fictional Fifteen 2002, Forbes, 13 settembre 2002.
  45. ^ ettari nella versione italiana per un errore di traduzione
  46. ^ (EN) Scheda di Paperone nella Forbes Fictional Fifteen 2002, Forbes, 13 settembre 2002.
  47. ^ (EN) Scheda di Paperone nella Forbes Fictional Fifteen 2005, Forbes.
  48. ^ (EN) Scheda di Paperone nella Forbes Fictional Fifteen 2006, Forbes.
  49. ^ (EN) Scheda di Paperone nella Forbes Fictional Fifteen 2007, Forbes, 3 gennaio 2007.
  50. ^ I Classici del Fumetto: Zio Paperone
  51. ^ Il miliardario di Colle Fosco, Saga di Paperon de' Paperoni pagina 162
  52. ^ (EN) Who's who in Duckburg - Miss Emily Quackfaster, su duckman.pettho.com. URL consultato il 7 novembre 2007.
  53. ^ (EN) Don Rosa's Donald Duck Family Tree, su goofy313g.free.fr. URL consultato il 7 novembre 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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