Cuore di tenebra

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(EN)

« He had summed up--he had judged. "The horror!" »

(IT)

« Aveva tirato le somme e aveva giudicato. "L'orrore!" »

(Joseph Conrad, Cuore di tenebra)
Cuore di tenebra
Titolo originaleHeart of Darkness
Blackwood's Magazine - 1899 cover.jpg
AutoreJoseph Conrad
1ª ed. originale1899
1ª ed. italiana1924
Genereracconto
Lingua originale inglese
AmbientazioneInghilterra, Africa Equatoriale
PersonaggiMarlow, Kurtz

Cuore di tenebra (Heart of Darkness - Il cuore dell'oscurità) è un racconto di Joseph Conrad. Fu pubblicato dapprima in tre puntate, sui numeri di febbraio, marzo e aprile 1899, Vol. 165, del Blackwood's Magazine[1] e nel 1902 in volume, nella raccolta Gioventù e altri due racconti (Youth, a Narrative and Two Other Stories)[2].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

"Heart of Darkness" in Youth: A Narrative, 1902

All'inizio del racconto, a bordo di uno yacht di nome Nellie ancorato in un porto lungo il Tamigi, cinque membri dell'equipaggio attendono la marea favorevole per poter prendere il largo. È sera, uno di loro, un vecchio marinaio di nome Marlow, prende la parola e comincia a raccontare di un viaggio che molti anni prima aveva fortemente voluto per entrare in contatto con un continente per quell'epoca ancora misterioso e pieno di fascino: l'Africa nera (i nomi dei luoghi, del fiume e della foresta, coprotagonisti del romanzo, non sono mai esplicitati).

Addentratosi nel continente dopo un lungo viaggio, giunge alla sede della Compagnia che lo aveva assunto e i cui interessi erano basati sulla razzia di avorio, materiale molto ricercato in Europa a fine Ottocento. La base principale della Compagnia, se così si può chiamare il cumulo di baracche che lo accoglie, è inospitale ed inefficiente, gestita da equivoci personaggi tutti invidiosi di un misterioso Kurtz il quale sembra essere l'unico in grado di procurare ingenti e costanti quantitativi del prezioso materiale.

Di Kurtz però non si hanno notizie certe da tempo e la sua base, vera destinazione di Marlow, è molto all'interno della inestricabile e malsana foresta ed è raggiungibile solo via fiume. Marlow parte quindi, a bordo di un rattoppato battello a vapore con altri coloni e indigeni cannibali assunti e pagati con un sottile filo d'ottone lungo non più di trenta centimetri. Risalendo faticosamente il fiume, Marlow ha l'impressione di ripercorrere il tempo e lo spazio risalendo ad epoche remote e selvagge.

Arrivato finalmente a destinazione, la base di Kurtz sembra essere un luogo di inenarrabili e truculenti fatti. Gli occupanti del battello si scontrano con la primordiale ostilità degli indigeni, che hanno fatto di Kurtz una specie di divinità, ammaliati dal suo aspetto, dalla sua determinazione feroce e priva di scrupoli e soprattutto dalla sua voce, anche se ormai Kurtz è molto malato, quasi in fin di vita e forse in preda alla follia. Marlow rimane affascinato dal personaggio senza essere in grado di darsi una vera spiegazione. L'unica cosa da fare in quel frangente è caricare Kurtz per riportarlo a casa. Cosa che avviene non senza difficoltà. Nel viaggio di ritorno Kurtz muore, ma prima di morire pronuncia la celebre frase «L'Orrore! L'Orrore!», e consegna a Marlow un pacco contenente delle lettere e la foto di una giovane donna.

Marlow, ritornato a Londra, va a incontrare la vedova (lei si ritiene tale, pur essendo solo la fidanzata di Kurtz). Ma non ha il coraggio di rivelarle la vera natura dell'uomo che lei crede un modello di perfezione e quindi le mente, dicendole che le ultime parole di Kurtz sono state per lei.

L'opera[modifica | modifica wikitesto]

Origine del racconto[modifica | modifica wikitesto]

Quest'opera di Conrad va considerata più come un romanzo che un lungo racconto. Essa, in ogni caso, è fortemente rappresentativa dello stile dell'autore e delle sue suggestioni. La giungla selvaggia pare animarsi intorno al lettore, con i suoi fruscii e il suo tenebroso mistero. La figura di Kurtz, in particolare, ha un potere ipnotico e magico, che talvolta si stempera in un senso tragico di pietà. Le storie che si incontrano in Cuore di tenebra si rifanno al viaggio compiuto nel 1890 da Conrad a bordo del vaporetto Roi des Belges lungo il fiume Congo, nel cuore dell'Africa. Anche i personaggi che popolano questo libro sono ritratti di figure realmente esistite e incontrate dall'autore in tale occasione. È probabile che lo stesso Kurtz si ispiri a un agente della Compagnia di nome Klein, morto sul vaporetto. Sicuramente, però, molti altri avventurieri sono confluiti nel personaggio rendendolo, nella mente di Conrad, più complesso, inquietante e geniale dell'originale.

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

L'opera fu tradotta per la prima volta in italiano da Alberto Rossi nel 1924 per la Sonzogno (dal 1974 uscì per l'Einaudi). La traduzione successiva è di Stanis La Bruna (Libro Popolare, 1954; dal 1976 pubblicata dalla Feltrinelli, che la sostituisce dal 1987 con una versione di Ettore Capriolo; Ugo Mursia - editore delle opere complete di Conrad - nel 1978 firma una traduzione per la propria casa editrice uscita anche per Garzanti, dal 1980 con la collaborazione di Renato Prinzhofer; del 1989 è quella di Giorgio Spina per Rizzoli. Nel 1990, Garzanti pubblica la traduzione di Luisa Saraval e Arnoldo Mondadori Editore quella di Rossella Bernascone. Nel 1993 esce quella di Flaminio Di Biagi per Newton Compton (ripresa come allegato a "il Giornale" del 6 agosto 2009) e l'anno dopo quella di Mauro Fissore per Edisco. Nel 1995 apparve quella di Giuliano Acunzoli per La Spiga, e l'anno successivo una di Maria Antonietta Saracino per Frassinelli (stampata anche da Le Monnier nel 2001) e una di Mario Curreli per Bompiani. Quella di Marco Longhi Paripurna è del 1997 per Demetra; di Silvia Fiorini nel 2005, per Rusconi; di Richard Ambrosini (2006 per Giunti); di Francesca Avanzini (2007 per Mattioli 1885); di Sara Donega (2009 per Barbes); di Barbara Gambaccini (2008, per Edizioni Clandestine); di Paola Artioli per la Barbera nel 2009.

Nel 2006 uscì anche come audiolibro, letto da Claudio Gneusz (3 cd, 239' 12"). Nel 2013, la casa editrice Emons ha prodotto un audiolibro sul romanzo, letto dal cantautore Francesco De Gregori.

L'eredità dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Al racconto di Conrad è liberamente ispirato il film Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, ambientato però in Vietnam al tempo della guerra.

I parallelismi con il romanzo introdotti nel film sono numerosi. La storia vede, in entrambi i casi, la risalita di un fiume alla ricerca di un personaggio di nome Kurtz, che in Apocalypse Now è però un ex-colonnello che il protagonista ha l'incarico di uccidere. È anche presente l'attacco con le frecce alla barca, prima di giungere alla destinazione della spedizione. Kurtz mantiene inoltre le altre caratteristiche del Kurtz di Conrad, tra cui l'assoggettamento degli indigeni alla propria persona.

Anche il Kurtz di Coppola, nel suo monologo finale, mostra peraltro di aver commesso l'errore fondamentale del Kurtz di Conrad: il colonnello impazzito non si interroga ormai più sui fini del suo agire (e quindi coerentemente non ammette di poter essere giudicato), ma si limita ad usare la sua onnipotenza per perseguire con qualunque mezzo i fini che ha deciso di perseguire. Anche qui emerge dunque - come in Conrad - la critica al nocciolo della cultura occidentale, che - a prescindere dal fine che dice di volta in volta di voler perseguire - in realtà si fonda sulla pura volontà di potenza che trascina l'occidente a voler dominare tutto senza neppure sapere perché. La differenza principale tra i due protagonisti è che il Kurtz di Conrad accetta di fuggire e muore di morte naturale rendendosi conto forse davvero solo all'ultimo momento dell'orrore della sua vita.

Il colonnello di Coppola si era invece già reso conto dell'orrore che si cela nella volontà di potenza (l'illuminazione di cui parla nel suo monologo dopo la vicenda dell'amputazione da parte dei Vietcong delle braccia dei bambini vaccinati dagli americani) e dunque - avendo aderito consapevolmente a quell'orrore - si lascia uccidere. Ma che senso ha il lasciarsi uccidere se non si accetta di essere giudicati? Forse il colonnello ha compreso che la morte è l'unica conseguenza inevitabile e certa, l'unico destino possibile e pertanto inevitabile, del nulla rappresentato dalla volontà di potenza, qualunque sia l'ideale con cui si pretende di riempirla. Di qui "l'orrore". Ma c'è di più: forse Coppola, rispetto a Conrad, suggerisce anche che la cultura della volontà di potenza, oltre che "necessariamente eterodistruttiva", è in fin dei conti anche "intrinsecamente autodistruttiva". In questa lettura, il finale del film in cui l'assassino di Kurtz diventa il nuovo Kurtz, si presta bene ad un'altra metafora filosofica: la volontà di potenza dell'occidente, per continuare a sopravvivere ai mutati contesti storici, deve lasciare indietro un fine vecchio, giudicandolo sbagliato ed eliminandolo essa stessa, ma solo per potervi sostituire un fine nuovo ritenuto "più giusto": mentre in realtà si tratta di un gioco delle apparenze che serve solo a perpetuare la volontà di potenza, unico vero tratto distintivo della cultura occidentale moderna a prescindere dalle diverse "maschere ideologiche" di cui si veste.

Un film che invece si avvicina di più agli eventi trattati nel libro è Heart of Darkness di Nicolas Roeg del 1994, con Tim Roth e John Malkovich, rispettivamente protagonisti come Marlow e Kurtz[3]

Citazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Prima di girare Quarto potere, Orson Welles voleva girare il film su "Cuore di tenebra" con l'idea di costruire il film su tutto ciò che viene visto da Marlow in prima persona; il progetto fu rifiutato.
  • Il brano degli Iron Maiden The Edge of Darkness, tratto dall'album The X Factor, è ispirato al film Apocalypse Now. Anche se, il titolo riprende in parte quello dell'opera di Conrad.
  • Il brano Heart of Darkness, incluso nell'omonimo album dei Grave Digger, è ispirato principalmente al film Apocalypse Now. La canzone è, però, un tributo sia a "Cuore di Tenebra" che al film.
  • L'espressione heart of darkness per riferirsi al mondo minaccioso della foresta pluviale tropicale viene ripresa in una puntata della prima serie del telefilm Lost.
  • In Italia il film Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?, di Ettore Scola, è chiaramente ispirato, sia pure in chiave ironica e al servizio di una commedia all'italiana, all'opera di Conrad.
  • In una famosa intervista leggibile sul sito della Bonelli ("Tex"/"faq") pubblicata nel 1992, Gianluigi Bonelli, lo scrittore inventore di Tex Willer, afferma che il primo libro che porterebbe con sé in un'isola deserta sarebbe proprio il romanzo di Conrad.
  • Nel thriller di spionaggio di John le Carré "La Tamburina", viene citato il romanzo di Conrad, per il fatto che uno dei personaggi principali si chiama proprio Kurtz.
  • Il brano "Cuore di tenebra" del gruppo italiano Baustelle contenuto nell'album La malavita è ispirato al romanzo in questione.
  • Nel film King Kong del 2005 uno dei protagonisti sta leggendo il romanzo di Conrad.
  • "Heart of Darkness" è anche il titolo del 2º episodio della prima stagione del telefilm Miami Vice.
  • In un episodio della prima stagione di 90210 Silver (interpretata da Jessica Stroup) deve scrivere un saggio su uno dei personaggi di "Cuore di tenebra".
  • Una missione del videogioco Far Cry 2 e il relativo luogo in cui si svolge hanno il nome "Cuore di tenebra"; si svolge in Africa, come tutto il videogioco.
  • Nel film di Woody Allen Basta che funzioni il protagonista, Boris Yellnikoff, cita il famoso episodio di Kurtz che urla "L'orrore!".
  • "Heart of darkness" è anche il titolo del 3º episodio della sesta serie del telefilm Xena principessa guerriera.
  • Nel film di Renato De Maria Paz!, tratto dai fumetti di Andrea Pazienza, uno dei protagonisti si presenta a un esame di semiotica dell'Università di Bologna incentrato su "Cuore di tenebra" e sul parallelo con il film Apocalypse Now.
  • Nell'episodio dei Simpson Kiss Kiss Bang Bangalore c'è una scena chiaramente ispirata al libro, quando la famiglia Simpson ed il Sig. Burns risalgono il Gange per recuperare Homer.
  • L'opera viene citata in un capitolo del libro di Gian Antonio Stella (Negri, froci, giudei & Co. - L'eterna guerra contro l'altro), in riferimento allo sfruttamento delle popolazioni africane.
  • Il numero 27 della serie a fumetti Nathan Never è intitolato "Cuore di tenebra", ed anche la trama è un completo omaggio al romanzo di Conrad. C'è da risalire un fiume e la guida dell'eroe (Nathan Never) si chiama Marlowe. In questo caso i panni di Kurtz sono vestiti da un medico partito alla ricerca di una cura (e scomparso) per una terribile malattia infettiva. Diventerà ovviamente il "messia" per i selvaggi che vivono nella foresta lungo il fiume.
  • Nel 2009 è andato in onda su Current TV la fiction Frammenti che ruota attorno al potente farmaco "Letenox", capace di rimuovere tutti i ricordi negativi dalla memoria, fabbricato dalla (finta) casa farmaceutica "Marlowe&Kurtz": uno spot pubblicitario scatenò discussioni e polemiche su web e giornali[4]
  • Nel film L'attimo fuggente viene citata una frase del libro, ovvero: "Vidi il fiume Congo scavare con la testa, ed una lingua d'oro tagliare la foresta."
  • Heart of Darkness è anche il titolo dell'episodio 19 della terza stagione di The Vampire Diaries.
  • La trama del videogioco della Yager Development Spec Ops: The Line è fortemente ispirata al romanzo di Conrad. Inoltre il nome di Kurtz viene cambiato proprio in Konrad.
  • Heart of Darkness è anche il nome di un videogioco, genere platform 2d, uscito alla fine degli anni novanta per Sony PlayStation
  • Heart of Darkness è il titolo dell'ultima sezione del capitolo Queensland del videogioco Alice: Madness Returns
  • Nell'universo del gioco da tavolo Warhammer 40000, il primarca dei Signori della Notte, legione di Space Marines traditori noti per compiere spesso gli atti più efferati e cruenti con lo scopo di demoralizzare i loro nemici, si chiama Konrad Curze, un chiaro riferimento sia al personaggio di "Cuore di Tenebra" che al suo creatore.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Blackwood's Magazine, Vol. 165 (febbraio 1898), pp. 193 segg.
  2. ^ Joseph Conrad, Youth, a Narrative and Two Other Stories, Edinburgh; London: Blackwood and sons, 1902; edizione in lingua italiana: Gioventù e altri due racconti; traduzione di Piero Jahier e Maj-Lis Rissler Stoneman, Milano: Bompiani, 1949
  3. ^ Rotten Tomatoes - Heart of Darkness, su rottentomatoes.com. URL consultato il 20 giugno 2015.
  4. ^ Pillola cancella i brutti ricordi cura i traumi, ma è polemica, Repubblica 01.2009

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