Africa subsahariana
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Africa subsahariana [1] |
Per Africa subsahariana, in passato indicata anche come Africa nera[2][3], si intende la parte del continente africano situata a sud del deserto del Sahara. Comprende l'Africa centrale, l'Africa orientale, l'Africa meridionale e l'Africa occidentale. Sul piano geopolitico, oltre ai paesi e territori africani interamente situati in tale regione, il termine può includere anche entità politiche che hanno solo una parte del loro territorio in questa regione, secondo la definizione delle Nazioni Unite (ONU).[4] È considerata una regione geografica non standardizzata, con un numero di paesi che varia da 46 a 48 a seconda dell'organizzazione che descrive la regione (ad esempio ONU, OMS, Banca Mondiale, ecc.). L'Unione africana (UA) utilizza una diversa suddivisione regionale, riconoscendo tutti i 55 Stati membri del continente e raggruppandoli in cinque regioni distinte e standardizzate.
Il termine funge da controparte al Nordafrica, che è invece raggruppato sotto la definizione di MENA (Medio Oriente e Nordafrica) in quanto parte del mondo arabo, e la maggior parte degli Stati nordafricani sono anche membri sia della Lega Araba che dell'Unione Africana. Tuttavia, pur essendo anche stati membri della Lega Araba, le Comore, Gibuti, la Mauritania e la Somalia (e talvolta il Sudan) sono tutti geograficamente considerati parte dell'Africa subsahariana.[5] Nel complesso, il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo applica la classificazione "subsahariana" a 46 dei 55 paesi africani, escludendo Gibuti, la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi, la Somalia e il Sudan.[6]
Terminologia
[modifica | modifica wikitesto]Storicamente, i geografi hanno suddiviso la regione in diverse sezioni etnografiche distinte, basandosi sugli abitanti di ciascuna area.[7] Il concetto di "Africa subsahariana" è stato criticato per essere una costruzione razzista volta a separare l'Africa.[8] Critici di vari paesi hanno presentato argomentazioni a sostegno dell'interconnessione dell'Africa continentale, indicando legami storici e culturali, nonché scambi commerciali tra Africa settentrionale, occidentale e orientale.[9] Un altro oggetto di critica è stata la tradizionale tassonomia razziale, che aveva arbitrariamente diviso l'Africa in un'Africa "settentrionale" bianca e un'Africa "meridionale" nera, trascurando i legami genetici comuni e la diversità regionale in tutto il continente.[10]
I commentatori in lingua araba nel periodo medievale usavano il termine generico bilâd as-sûdân ("Terra dei Neri") per la vasta regione del Sudan (un'espressione che indica l'Africa centrale e occidentale),[11] o talvolta estendendosi dalla costa dell'Africa occidentale al Sudan occidentale.[12] Il suo equivalente nell'Africa sud-orientale era Zanj ("Paese dei Neri"), che si riferiva principalmente alla costa swahili.[7][13]
I geografi tracciarono un'esplicita distinzione etnografica tra la regione del Sudan e il suo analogo Zanj, dall'area al loro estremo est sulla costa del Mar Rosso nel Corno d'Africa.[7] Nell'odierna Etiopia ed Eritrea si trovava al-Habash o Abissinia,[14] abitata dagli Habash o Abissini, che erano gli antenati degli habesha.[15] Nella Somalia settentrionale si trovava Barbara o Bilad al-Barbar ("Terra dei Berberi"), abitata dai Baribah o Barbaroi orientali, come venivano chiamati gli antenati dei Somali dai geografi arabi medievali e greci antichi, rispettivamente.[7][16][17][18]
Geografia
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Se si considera l'Africa a sud del deserto del Sahara, l'intera regione misura 24,3 milioni di km quadrati e questo equivale a 2,5 volte l'area totale dell'Europa. L'Africa subsahariana presenta una miriade di ecosistemi diversi. La morfologia è altrettanto varia. Si va dalle savane alle foreste tropicali ai Grandi Laghi, dai deserti alle catene montuose, dagli acrocori ai vulcani, dagli altopiani alle isole coralline. Alcuni fiumi - Nilo, Congo, Niger e Zambesi - sono tra i più importanti e lunghi del mondo oltre ad essere importanti vie di comunicazione.
Le più alte montagne si trovano lungo la Rift Valley, la lunga spaccatura che dal il monte Mulanje, al confine tra Mozambico e Malawi, va sino al nord della Siria, zona di rilevante attività sismica con molti vulcani attivi, e altri spenti. I monti più alti sono: il Kilimangiaro (5.895 m di altitudine) in Tanzania e il Monte Kenya (5.199 m di altitudine) nello Stato omonimo, il Ruwenzori (5.110 m di altitudine) in Uganda. Nell'Africa dell'ovest si trova il Camerun (4.070 m di altitudine).
Non mancano i deserti, da quelli piccoli – solitamente continuazione di savane particolarmente aride – dell'Africa orientale, al deserto del Kalahari nell'Africa australe. Foreste tropicali coprono gran parte dell'Africa centrale e occidentale. Notevole per area e complessità biologica è il sistema del bacino del Congo.
L'Africa ha uno sviluppo costiero limitato, in relazione alla sua superficie totale. Importanti sono gli sviluppi costieri di mangrovie e delle barriere coralline. Esistono vari arcipelaghi – per esempio Comore, Seychelles e Mauritius - ma l'unica isola di grandi dimensioni è il Madagascar che si distingue anche per la sua popolazione e cultura, una rara fusione di etnie africane e asiatiche.
Tra i fiumi, Niger (4.160 km) e Congo (4.200 km) sfociano nell'Oceano Atlantico I numerosi affluenti del Congo formano un enorme bacino fluviale. Nell'area australe scorrono l'Orange e lo Zambesi, l'unico grande fiume a sfociare nell'Oceano Indiano. Sempre nel sud, l'Okavango ha il delta nel deserto del Kalahari.
Il principale fiume africano, per storia e numero di paesi che interessa con il suo bacino e le sue possibilità di via di comunicazione, rimane il Nilo. Esiste un contenzioso tra Nilo (6.671 km) e Rio delle Amazzoni in Sud America sul quale sia il fiume più lungo del mondo. Tutto dipende da dove si individuano le fonti del fiume. Impresa difficile visto che ambedue i corsi d'acqua possono vantare innumerevoli, e lunghi, affluenti. Il Nilo che ha il delta nel Mar Mediterraneo – unico fiume a collegare l'Africa subsahariana al nord del continente – è il risultato della confluenza di due fiumi: il Nilo azzurro, che nasce dall'altopiano Etiopico, e il Nilo bianco, emissario del lago Vittoria il cui tributario, il Kagera, origina dagli altopiani del Burundi.
Lungo la Rift Valley si trovano anche numerosi laghi, tra cui molti salati. I più importanti sono il lago Vittoria e il lago Tanganica. Tra i laghi salati vanno ricordati i laghi Magadi e Nakuru in Kenya, e il Natron in Tanzania.
Storia
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La Rift Valley detiene un primato importante: è il luogo dove è nata l'umanità. I più antichi reperti di ominidi e di esseri umani moderni sono stati trovati nel Rift in Tanzania, Kenya ed Etiopia. Recenti scoperte di ominidi in Ciad dimostrano quanto vasta fosse l'area occupata dai progenitori della razza umana. Gli antropologi pensano che i primi esseri umani abbiano lasciato il continente passando per le coste del Corno d'Africa. Il livello del mare era allora più basso e dalle coste delle attuali Somalia ed Eritrea sarebbe stato possibile raggiungere la penisola arabica senza l'ausilio di imbarcazioni.

In tempi preistorici, vari movimenti di popoli hanno permesso il popolamento del continente. Occorre anche tener conto del fatto che il deserto del Sahara era fertile e abitato fino al Neolitico. Il progressivo inaridimento dell'area è stato uno dei fattori che ha spinto le popolazioni a cercare nuovi luoghi da colonizzare. In modo molto generale si può dire che le popolazioni più antiche siano quelle di tipo pigmeo. Le popolazioni sudaniche si sono spinte dal bacino del Nilo verso l'ovest; quelle bantu dall'area saheliana all'ovest e poi verso il sud; i nilotici dal corso del Nilo a sud. Popolazioni asiatiche hanno colonizzato il Madagascar, e dalla penisola arabica sono penetrate nel Corno d'Africa.
L'Africa subsahariana ha sempre avuto un collegamento mercantile con l'Asia, lungo le coste, anche se non esistono documenti certi fino all'anno mille, per quanto riguarda il commercio di matrice araba. Erodoto narra che
Fenici, greci e romani avevano una buona conoscenza dell'Africa settentrionale, mentre poco conoscevano dell'Africa a sud del Sahara. È comunque accertato che mercanti greci visitavano i porti africani fino all'Eritrea. Nella letteratura romana si hanno accenni a spedizioni lungo il corso del Nilo e sulle coste dell'attuale Kenya.
Col tempo, l'Africa subsahariana ha visto la nascita di vari imperi: quelli del Mali e del Ghana. Anche tra le popolazioni bantu si sono venuti a formare regni importanti per estensione e tecnologia (Grande Zimbabwe, Regno del Congo). Quello della centralizzazione del potere con la nascita di nazioni-Stato era un movimento ancora in atto al tempo delle colonizzazioni europee (XIX-XX secolo).
Per quanto riguarda i rapporti fra l'Africa subsahariana e le altre popolazioni e culture, si mezionano l'influenza arabo-islamica sulle coste e isole orientali, con la nascita delle culture shirazi e swahili; dei contatti con mercanti e viaggiatori indiani; delle spedizioni cinesi che hanno raggiunto le coste del Kenya e della Tanzania.
Non va inoltre dimenticata l'esplorazione delle coste compiuta dai portoghesi a partire dal XV secolo. I portoghesi cercavano una via alternativa all'India e ai mercati orientali per evitare la mediazione dei mercanti islamici e quella delle repubbliche marinare italiane. Per aprire una via africana all'Asia, i portoghesi esplorarono tutta la costa e impiantarono delle piccole colonie presso gli approdi più facili. I portoghesi non esplorarono l'interno, se non in casi particolari. La tratta atlantica degli schiavi per rifornire le colonie del Sudamerica prima, e quelle del Nordamerica, poi, ebbe inizio in questi secoli.
Il colonialismo europeo iniziò verso la metà dell'800 ed è durato fino agli anni '60 del secolo scorso. Portoghesi, francesi, belgi, inglesi, spagnoli, tedeschi e italiani fecero a gara per spartirsi l'Africa, nonostante la Conferenza di Berlino del 1884-85 avesse deciso poco o nulla al riguardo. Al periodo coloniale si devono gli Stati attuali, le divisioni di popolazioni fatte con criteri di controllo e di convenienza economica. Le lingue ufficiali dei Paesi subsahariani riflettono quelle dei Paesi colonizzatori.
Demografia
[modifica | modifica wikitesto]La popolazione dell'Africa subsahariana era di 770,3 milioni di persone nel 2006.[19] Di questi, circa lo 0,5% sono di origine europea e il 2% di origine asiatica. Il tasso annuo di crescita della popolazione è del 2,3%. L'ONU prevede che la regione avrà una popolazione di 1,5 miliardi di persone entro il 2050[20].
Economia
[modifica | modifica wikitesto]Le più importanti economie dell'Africa subsahariana sono quelle del Sudafrica – che da sola rappresenta il 60% dell'economia della regione – della Nigeria e del Kenya. Nella regione si trovano anche i Paesi più poveri del mondo. In questa parte dell'Africa convivono economie di sussistenza (economie che permettono alle famiglie di sopravvivere con produzioni di autoconsumo) con moderne economie di scambio.
Nazioni
[modifica | modifica wikitesto]Ci sono 48 (49 se consideriamo anche la Mauritania) nazioni nella regione, di cui 6 sono nazioni insulari.
Africa Centrale
[modifica | modifica wikitesto]Africa Orientale
[modifica | modifica wikitesto]Africa meridionale
[modifica | modifica wikitesto]Africa Occidentale
[modifica | modifica wikitesto]Nazioni insulari
[modifica | modifica wikitesto]Territori
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Il Sudan (unico Stato in verde chiaro) è classificato come parte del Nordafrica nel Geoschema delle Nazioni Unite, ma è parte dell'Africa subsahariana nelle statistiche ONU: (EN) Composition of macro geographical (continental) regions, geographical sub-regions, and selected economic and other groupings, su unstats.un.org, United Nations Statistics Division, 11 febbraio 2013. URL consultato il 25 gennaio 2017.«The designation sub-Saharan Africa is commonly used to indicate all of Africa except northern Africa, with the Sudan included in sub-Saharan Africa.»
- ↑ Vanni Beltrami, Italia d'oltremare: storie dei territori italiani dalla conquista alla caduta, p. 9, ISBN 9788861347021.
- ↑ Massimo Montanari, Popoli e civiltà dell'Africa "bianca" e "nera", in Competenza Storia. vol. 1 1000-1650: Politica Economia Innovazioni, ISBN 978-88-421-1510-6.
- ↑ Political definition of 'Major regions', according to the UN., su esa.un.org.
- ↑
- League of Arab States, su lasportal.org.
- Arab States, su unesco.org, UNESCO.
- Infosamak, Centre for Marketing, Information and Advisory Services for Fishery Products in the Arab Region, su infosamak.org, Infosamak.
- Halim Barakat, The Arab World: Society, Culture, and State, University of California Press, 14 October 1993, p. 80, ISBN 978-0-520-0790-76.
- John Markakis, Resource Conflict in the Horn of Africa, SAGE Publishing, 23 January 1998, p. 39, ISBN 978-0-803-9884-77.
- Ḥagai Erlikh, The Struggle Over Eritrea, 1962-1978: War and Revolution in the Horn of Africa, Hoover Institution Press, 1983, p. 59, ISBN 978-0-817-9760-26.
- Randall Fegley, Eritrea, in World Bibliographical Series, vol. 181, Clio Press, 1995, ISBN 978-1-851-0924-51.
- Michael A. Frishkopf, Music and Media in the Arab World, American University in Cairo Press, 2010, p. 61, ISBN 978-9-774-1629-30.
- ↑ About Africa, su africa.undp.org.
- 1 2 3 4 Walter Raunig, Afrikas Horn: Akten der Ersten Internationalen Littmann-Konferenz 2. bis 5. Mai 2002 in München, Otto Harrassowitz Verlag, 2005, p. 130, ISBN 3-447-05175-2.«ancient Arabic geography had quite a fixed pattern in listing the countries from the Red Sea to the Indian Ocean: These are al-Misr (Egypt) – al-Muqurra (or other designations for Nubian kingdoms) – al-Habasha (Abyssinia) – Barbara (Berber, i.e. the Somali coast) – Zanj (Azania, i.e. the country of the "blacks"). Correspondingly almost all these terms (or as I believe: all of them!) also appear in ancient and medieval Chinese geography»
- ↑ Africanists and Africans of the Maghrib: casualties of Analogy, in The Journal of North African Studies, vol. 15, n. 3, 2010, pp. 349–374, DOI:10.1080/13629387.2010.486573.
- ↑ Beyond 'two Africas' in African and Berber literary studies, su scholarlypublications.universiteitleiden.nl, African Studies Centre Leiden.
- ↑
p.516-517- "È interessante notare, e per alcuni inaspettatamente, che in termini di vecchie idee sulle popolazioni africane viventi e sulla "razza", che la mutazione P2 è una lontana discendente di M96, situata in profondità nell'albero genealogico dell'aplogruppo E. Gli antenati immediati di P2 (E1b1) e i loro fratelli si trovano tutti nell'Africa tropicale. Questo è importante perché mostra una connessione primaria tra i maschi di tutta l'Africa, compresa l'Africa occidentale sovra-sahariana e l'Egitto. Significativamente, l'aplogruppo E non si divide alla sua base in due diverse macro-popolazioni che occupano lati diversi del Sahara, come ci si potrebbe aspettare in base alle vecchie idee sulla variazione umana africana - un'Africa "bianca" e un'Africa "nera" - e alla tassonomia "razziale" tradizionale."
p.526 - "È interessante notare, e per alcuni inaspettatamente, che in termini di vecchie idee sulle popolazioni africane viventi e sulla "razza", che la mutazione P2 è una lontana discendente di M96, situata in profondità nell'albero genealogico dell'aplogruppo E. Gli antenati diretti di P2 (E1b1) e i loro fratelli si trovano tutti nell'Africa tropicale. Questo è importante perché mostra una connessione primaria tra maschi provenienti da tutta l'Africa, inclusa l'Africa occidentale sovra-sahariana e l'Egitto. Significativamente, l'aplogruppo E non si divide alla sua base in due macro-popolazioni distinte che occupano lati diversi del Sahara, come ci si potrebbe aspettare in base alle vecchie idee sulla variazione umana africana – un'Africa "bianca" e un'Africa "nera" – e alla tassonomia "razziale" tradizionale."The Genealogical Connections of Africa's Regions: The Y Chromosome Evidence in General history of Africa, IX: General history of Africa revisited, pp. 516–527. - ↑ International Association for the History of Religions, Numen, EJ Brill, 1959.
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- ↑ Copia archiviata, su devdata.worldbank.org. URL consultato il 19 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2008).
- ↑ Copia archiviata, su esa.un.org. URL consultato il 10 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 7 gennaio 2010).
Voci correlate
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]Mappe politiche
[modifica | modifica wikitesto]- Countries (JPG), su idrc.ca. URL consultato il 19 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2007).
- Blind map (GIF), su harpercollege.edu.
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