Nicolas Roeg

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Nicolas Roeg (2008)

Nicolas Roeg (Londra, 15 agosto 1928Londra, 23 novembre 2018) è stato un regista e direttore della fotografia britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nicolas Roeg nacque a Londra il 15 agosto 1928. Dopo il servizio militare, durante il quale fece da proiezionista di film per la sua unità, senza aver frequentato scuole o corsi di cinema, ottenne un lavoro come duplicatore di film presso il Marylebone Studio dove imparò anche le tecniche di montaggio. Nel 1950 passò ai Borehamwood Studios della MGM dove lavorò come assistente operatore e familiarizzò con la fotografia; la svolta nella sua carriera avvenne quando fu assunto come direttore della seconda unità di fotografia nel film di David Lean Lawrence d'Arabia (1962), che lo rese noto nell'ambiente cinematografico inglese fino alla chiamata di Roger Corman che lo volle come direttore della fotografia in La maschera della morte rossa (1964). Seguirono poi altri film nei quali curò la fotografia ottenendo molte menzioni di merito: Dolci vizi al foro (1966) di Richard Lester, Fahrenheit 451 (1966) di François Truffaut, Via dalla pazza folla (1967) di John Schlesinger e Petulia (1968).

Roeg sposò nel 1957 Susan Stephen: il matrimonio durò vent'anni. Nel 1980 diresse Theresa Russell nel film Il lenzuolo viola: si innamorò e la sposò (1982), creando un sodalizio privato e artistico che durò anni. Dopo il divorzio dalla Russell, sposò Harriet Harper nel 2004. Morì a 90 anni il 24 Novembre 2018.

La regia[modifica | modifica wikitesto]

All'età di 40 anni decise di provare a dirigere un film, progettando L'inizio del cammino (1971), tratto da un romanzo di Edward Bond, ma nello stesso periodo lo scrittore e artista Donald Cammell, legato a Roeg da un'antica amicizia, lo chiamò a collaborare per un altro progetto; nacque così Sadismo (1970), film che esplora l'identità e le relazioni che si vengono a creare tra Chas, un giovane criminale in fuga dalla legge e gli inquilini della casa in cui trova rifugio, Turner (interpretato da Mick Jagger), un cantante affermato in cerca di riaccendere il proprio talento e le sue due amanti bisessuali. La distribuzione del film ritardò due anni a causa di contenuti tabù quali l'uso di droghe allucinogene e la presenza di comportamenti sessuali devianti e quando uscì nelle sale nel 1970 era privo di alcune scene; nonostante il discreto successo all'epoca, il film è diventato negli anni un vero e proprio cult e Roeg ebbe modo di sperimentare alcuni elementi di regia che saranno poi un punto costante della sua filmografia: allusioni visive, echi, rimandi, sovrimpressioni e la scelta di un montaggio frenetico ed evocatore. Nel 1971 realizzò quindi L'inizio del cammino, la storia di una ragazza e del giovane fratello che, abbandonati nel deserto australiano, incontrano un aborigeno durante il proprio walkabout, un rito di passaggio all'età adulta in cui il giovane si allontana dalla propria comunità per sopravvivere da solo nel deserto; il film indaga i principi della vita che sono oscurati dalla civilizzazione e che la ragazza impara a conoscere durante il walkabout che suo malgrado è obbligata a compiere. In concorso al Festival di Cannes, il film non riuscì a ottenere la Palma d'oro. Nel 1973 uscì A Venezia... un dicembre rosso shocking, che otterrà ben otto candidature ai British Academy of Film and Television Arts Awards (BAFTA Awards), vincendo il premio solo per la miglior fotografia, curata dallo stesso Roeg, anche se accreditata al solo Anthony B. Richmond, che dopo questo film lascerà ad altri il compito che lo rese celebre nel panorama cinematografico e che considerava tra i più importanti:

«I can't think how anyone can become a director without learning the craft of cinematography. I was very glad later when I was directing that I wasn't in the hands of a cinematographer and hoping that he would do it well. I would know what he was doing, and we could discuss how that scene would look. It was just lucky in a way that I didn't go to film school and just learned all this on the floor»

Una caratteristica che accomuna i personaggi principali dei film di Roeg è la loro immersione in un ambiente percepito come alieno puntando l'attenzione sulle strane relazioni che essi hanno con la maggior parte delle altre persone; questa caratteristica è portata all'estremo nel suo successivo lavoro L'uomo che cadde sulla Terra (1976), la storia di un alieno (interpretato da David Bowie) che giunge sulla terra per trovare una soluzione ai problemi che minacciano di distruggere il suo pianeta ma finisce con l'assorbire i costumi e i vizi terrestri ed essere incapace di farvi ritorno. Sempre dal mondo della musica scelse il protagonista del suo film successivo: Il lenzuolo viola (1980); Art Garfunkel interpretò il ruolo di Alex Linden, uno psicoanalista americano a Vienna che si innamora perdutamente di una ragazza, Milena (Theresa Russell), che diventa per lui una vera e propria ossessione. Il film gli valse il premio come miglior regista dell'anno ai London Critics Circle Film Awards (ALFS) e il People's choice awards al Toronto International Film Festival (TIFF).

Eureka e il periodo di declino[modifica | modifica wikitesto]

Eureka (1983), la storia di un cercatore d'oro che dopo la scoperta di un giacimento preziosissimo che lo rende uno degli uomini più ricchi al mondo non riesce più a trovare uno scopo nella sua vita, è considerato da parte della critica il suo capolavoro, eppure la sua distribuzione incontrò diverse difficoltà e l'uscita nelle sale avvenne con due anni di ritardo; da questo momento i suoi film incontrarono difficoltà notevoli ad essere distribuiti: La signora in bianco (1985), l'incontro in una stanza d'albergo nella stessa notte di Albert Einstein, Marilyn Monroe, Joe Di Maggio e Joseph McCarthy, fini subito nell'oblio nonostante il premio speciale per la tecnica ottenuto al festival di Cannes. Seguirono poi Castaway, la ragazza Venerdì (1987), storia di una coppia che passa un anno su un'isola deserta per un esperimento lanciato da una rivista, Aria (1987), l'unione di dieci brevi storie basate su celebri arie d'opera ognuna diretta da un regista diverso tra cui oltre a Roeg, autore del segmento Un ballo in maschera, figurano anche Robert Altman e Jean-Luc Godard, e Mille pezzi di un delirio (1988), una riproposizione della storia di Edipo in un contesto moderno. Dopo Chi ha paura delle streghe? (1990) una favola dell'orrore adatta a bambini e ad adulti, uscì il dramma psicologico Oscuri presagi (1991) e Morti oscure (1995) in cui durante una cena un rinomato dottore racconta ai suoi ospiti la propria ossessione sessuale verso la governante, mentre all'esterno è scoppiata una rivolta civile che contribuisce a rendere l'atmosfera della serata ancora più cupa.

Film per la televisione[modifica | modifica wikitesto]

Roeg diresse anche alcuni film per la televisione:La dolce ala della giovinezza (1989), tratto da un dramma di Tennessee Williams, Cuore di tenebra (1993), tratto dall'omonimo romanzo di Joseph Conrad, Il massaggio dell'anima (1995), un dramma dalla forte componente erotica e Sansone e Dalila (1996), sul famoso episodio biblico. Dopo aver ricevuto due riconoscimenti alla carriera nel 1999 al British Indipendent Film Awards (BIFA) e al Raindance Film Festival e un altro nel 2005 al Copenaghen International Film Festival, Roeg tornò dietro la macchina da presa nel 2006 con il thriller soprannaturale Puffball - L'occhio del Diavolo (2007), uscito in Italia solo all'inizio del 2010, direttamente in DVD.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Il significato dell'opera cinematografica di Roeg è legato innanzitutto all'utilizzo, in sede di montaggio, della tecnica narrativa detta, in Inglese, cut-up (o fishbowling), per cui un testo o una serie di riprese vengono collazionate in modo aleatorio per creare e riarrangiare il materiale d'origine. Conseguenza di questa tecnica, accompagnata da una spiccata sensibilità per l'espressività dell'immagine, è l'adozione di linee narrative non convenzionali e significati suggestivi. Accade spesso che Roeg organizzi il materiale in forme semicoerenti, riservandosi di ricomporre il senso generale nelle sequenze finali dei film, in cui si addensano informazioni cruciali per lo sciogliersi dei nodi della trama. Queste tecniche narrative e la sensibilità di Roeg per i "presentimenti" che l'immagine reca in sé hanno influenzato profondamente registi quali Ridley Scott e François Ozon.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cineoperatore[modifica | modifica wikitesto]

Progetti non realizzati[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • WOOD, Jason “His brilliant career”, The guardian, 3 giugno 2005
  • Current yearbook biography 1996:479-482
  • Neil Feineman, Nicolas Roeg, Twayne, Boston, 1978
  • John Izod, The Films of Nicolas Roeg: Myth and Mind, Macmillan, Basingstoke, 1992
  • Joseph Lanza, Fragile Geometry: The Films, Philosophy and Misadventures of Nicolas Roeg, Paj Publications, New York, 1989
  • Neil Sinyard, The Films of Nicolas Roeg, Letts, London, 1991
  • Marco Chiani, L'uomo che cadde sulla terra. Nicolas Roeg: il tempo, l'altrove e il cinema alchemico, Profondo rosso edizioni, Roma, 2011

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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