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David Bowie

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David Bowie
David Bowie nel 1975
David Bowie nel 1975
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Glam rock[1][2]
Art rock[1][2]
New wave[1][2]
Periodo di attività 1962-2016
Strumento Voce, chitarra, sassofono, pianoforte, basso, armonica, viola, violoncello, organo, tastiere, stilofono
Album pubblicati 52
Studio 25
Live 7
Raccolte 20
Sito web
David Bowie (Logo).png

David Bowie (IPA: /ˈdeɪvɪd ˈboʊ.i/),[3] pseudonimo di David Robert Jones (Londra, 8 gennaio 1947New York, 10 gennaio 2016[4]) è stato un cantautore, polistrumentista, attore, produttore discografico e pittore inglese.

La passione per la musica portò Bowie ad approcciarsi ad essa sin da giovanissimo, imparando a suonare il sassofono.[5] Dopo aver partecipato alla formazione di varie band, raggiunse il successo da solista nei primi anni settanta, attraversando cinque decenni di musica rock e conquistandosi la fama di inventore del glam rock.[6] La sua natura poliedrica e camaleontica lo portò a reinventare nel tempo il proprio stile e la propria immagine, creando numerosi alter ego, come Ziggy Stardust, Halloween Jack, The Thin White Duke e Nathan Adler.

Significative le collaborazioni con Tony Visconti[7] e Brian Eno,[8] altro reduce dal glam rock dei primi settanta con i Roxy Music, con i quali instaurò una proficua e lunga amicizia che durò svariati anni.[9][10]

Pur non essendo le sue attività principali, Bowie si dedicò anche alla pittura e al cinema. Recitò, ad esempio, in L'uomo che cadde sulla Terra, in Furyo, in Absolute Beginners, in Labyrinth, in Basquiat e in The Prestige.

Firma di David Bowie

Nel 2008 fu inserito al 23º posto nella lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone.[11] Tra i suoi migliori brani la critica ha individuato Life on Mars?, Space Oddity, Starman e "Heroes".[12]

Nel 2007 fu indicato dalla rivista Forbes come il quarto cantante più ricco al mondo.[13]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e adolescenza (1947-1961)[modifica | modifica wikitesto]

David Robert Jones nacque a Brixton l'8 gennaio 1947 da Margaret Mary Burns, cassiera presso un cinema, e Haywood Stenton Jones, da poco ritornato dal fronte.[14] All'età di sei anni si trasferì con la famiglia dalla casa natale di Stansfield Road in una nuova abitazione a Bromley, nel Kent,[15] e cominciò da subito a mostrare un certo interesse per la musica che giungeva dagli Stati Uniti: «Quando ero molto piccolo vidi ballare una mia cugina», racconterà in seguito, «ballava Hound Dog di Elvis e non l'avevo mai vista alzarsi e dimenarsi a quel modo per nessun'altra canzone. Il potere di quella musica mi colpì moltissimo».[15] David iniziò sin dall'età scolastica ad ascoltare dischi di Fats Domino e Little Richard e a coltivare un crescente interesse per il rhythm and blues, lo skiffle e il rock 'n' roll, oltre che per altre forme d'arte. Quando un insegnante gli chiese cosa volesse fare da grande, rispose di voler diventare l'Elvis britannico.[16]

Il Cane Hill Hospital di Croydon a Londra, residenza forzata del fratellastro Terry per 15 anni. Verrà evocato nel brano All the Madmen, contenuto nell'album del 1970 The Man Who Sold the World.

Un ruolo fondamentale nella sua formazione musicale lo svolse il fratellastro Terry Burns, nato nel 1937 da una precedente relazione della madre. «Terry è stato l'inizio di tutto per me» racconterà David anni dopo, «leggeva un sacco di scrittori beat e ascoltava jazzisti come John Coltrane e Eric Dolphy... mentre io frequentavo ancora la scuola, lui ogni sabato sera andava in centro a sentire il jazz in diversi locali... si faceva crescere i capelli e, a suo modo, era un ribelle... tutto questo ebbe una grande influenza su di me».[15] Affetto da schizofrenia e confinato nel reparto psichiatrico del Cane Hill Hospital di Londra dagli anni settanta al 1985, anno in cui si tolse la vita gettandosi sotto un treno,[17] Terry avrebbe ispirato il cantante in diverse circostanze, come dimostrano l'album The Man Who Sold the World[18] o brani come The Bewlay Brothers del 1971[19] e Jump They Say del 1993.[20]

Nel 1958 David iniziò a cantare come corista nella chiesa di St. Mary a Bromley, insieme agli amici George Underwood e Geoffrey MacCormack,[15] e l'anno successivo ricevette in regalo dalla madre il suo primo sassofono. Consigliato da Terry, cominciò a prendere lezioni dal sassofonista jazz Ronnie Ross, che in seguito avrebbe eseguito il celebre assolo in Walk on the Wild Side di Lou Reed:[21] «Per me il sassofono rappresentava la Beat Generation della West Coast, quel periodo della cultura statunitense mi affascinava molto. Quello strumento divenne per me un emblema, un simbolo di libertà».[21] Un'altra esperienza formativa nell'educazione musicale di David fu rappresentata da un breve impiego nel negozio di dischi di Bromley, durante il quale restò affascinato dalla musica di James Brown, Ray Charles e Jackie Wilson, all'epoca ancora poco conosciuti in Europa.[21] Questa passione lo portò presto ad approcciarsi ad altri strumenti, arrivando nel tempo a padroneggiare anche la chitarra acustica, quella elettrica e il pianoforte.[senza fonte]

Nel 1960 David entrò in un gruppo di studenti della Bromley Technical High School interessati all'arte e le sue preferenze creative furono incoraggiate da un insegnante, il progressista Owen Frampton.[21][22] Due anni dopo cominciò a valutare la possibilità di entrare con George Underwood in uno dei gruppi musicali della scuola e l'avventura artistica di David ebbe inizio.[21]

Gli anni pre-Deram (1962-1966)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Biografia di David Bowie, 1962-1966.
« Volevo vedere e capire quello che capitava. La mia paura era di passare di fianco ad una nuova moda che stava per arrivare. Non desideravo nient'altro che locali. Ci andavo sia per l'esperienza sia per riempirmi le orecchie. Per il volume alto, per ascoltare Georgie Fame, per scoprire il jazz. »
(David Bowie, intervista su Les Inrockuptibles, 1993[23])

A metà del 1962 David e Underwood si unirono ad alcuni studenti che avevano formato un gruppo chiamato The Kon-rads.[21] «All'inizio entrai come sassofonista», disse in seguito, «ma poi il nostro cantante Roger Ferris venne picchiato da alcuni greaser al Civic di Orpington e allora mi misi a cantare io».[21] David cominciò a sperimentare con il suo atteggiamento sul palco, cambiò il nome in Dave Jay[24] e iniziò a comporre brani originali, alcuni dei quali furono aggiunti al repertorio che comprendeva prevalentemente cover di canzoni da classifica.[25]

Fu in questo periodo che Underwood, durante un litigio a scuola a causa di una ragazza di nome Carol Goldsmith,[26] lo colpì con un pugno nell'occhio sinistro e con l'anello che portava al dito gli causò una midriasi traumatica cronica.[25] Il risultato fu la dilatazione permanente della pupilla, che avrebbe caratterizzato per sempre il suo sguardo e che lo avrebbe lasciato con una percezione alterata della profondità e della luce.[27][28]

Nell'agosto 1963 il manager della Decca Records Eric Easton invitò i Kon-rads per un'audizione dopo averli visti in concerto a Orpington. Il gruppo decise di eseguire I Never Dreamed, brano che David aveva scritto basandosi sulla notizia di un incidente aereo e che rappresentò la sua prima registrazione in studio di cui si abbia notizia.[29] L'audizione non ebbe però buon esito[30] e probabilmente contribuì alla sua uscita dal gruppo.

Di breve durata fu anche il trio che David e Underwood formarono subito dopo con il batterista Viv Andrews, The Hooker Brothers, e dopo alcuni concerti i due cominciarono a gettare le basi per The King Bees, con cui avrebbero inciso il primo 45 giri intitolato Liza Jane.[25] Nella primavera del 1964 David entrò in contatto con il manager Leslie Conn, il quale procurò ai King Bees un'audizione con la Decca e la possibilità di registrare il singolo, nonché una serata al Marquee Club e la partecipazione ai programmi televisivi della BBC Juke Box Jury e The Beat Room.[31][32] Lo scarso successo di Liza Jane contribuì probabilmente alla decisione di abbandonare il gruppo.

Ad agosto David si unì ai Manish Boys, già attivi da quattro anni e considerati all'avanguardia nel cosiddetto Medway beat,[31] e alla fine dell'anno concesse la sua prima intervista televisiva.[33] Accompagnato da una fluente chioma bionda, nel tentativo di farsi pubblicità il cantante sostenne di aver fondato un'associazione chiamata "Lega Internazionale per la Salvaguardia del Crine Animale", e fu proprio in veste di "presidente" che si ritrovò intervistato dai quotidiani inglesi Evening News e Star.[34] All'inizio del 1965 la band venne notata dal produttore statunitense Shel Talmy grazie al quale pubblicò per la Parlophone il 45 giri I Pity the Fool, con il contributo dell'allora sconosciuto turnista Jimmy Page.[29] Il singolo non trasse beneficio dalla pubblicità derivata dal passaggio televisivo nel programma della BBC Gadzooks! It's All Happening e David si separò anche dai Manish Boys.[35][36]

La prima intervista di David Bowie
Melody Maker, 26 febbraio 1966

L'uscita di Can't Help Thinking About Me fruttò a David la sua prima intervista ufficiale su una rivista musicale, dal titolo "A Message To London From Dave": «Senza dubbio David Bowie ha talento. E senza dubbio lo sfrutterà...» riportava Melody Maker, descrivendo il diciannovenne cantante di Bromley come un "colto studente di astrologia" che oltre a cantare e scrivere musica disegnava camicie e abiti per John Stephen di Carnaby Street e stava progettando uno show televisivo. Dal canto suo Bowie anticipò due degli interessi che sarebbero diventati più evidenti nell'immediato futuro, la recitazione e il buddhismo. «Voglio recitare, mi piacerebbe interpretare dei ruoli... e voglio andare in Tibet, è un luogo affascinante. Mi piacerebbe fare una vacanza e dare un'occhiata all'interno dei monasteri».[37]

Dopo alcune audizioni al Marquee Club per gruppi tra cui gli High Numbers, che di lì a poco sarebbero esplosi come gli Who,[38] ad aprile fece il suo ingresso nei Lower Third con i quali pubblicò il singolo You've Got a Habit of Leaving e subito dopo scaricò Leslie Conn per il suo primo manager a tempo pieno, Ralph Horton. Fu in questo periodo che David decise di adottare ufficialmente il nome d'arte "David Bowie", per evitare di essere confuso con Davy Jones dei Monkees. In seguito raccontò di aver scelto quel nome ispirandosi a gli omonimi omonimi coltelli da caccia: «Volevo qualcosa che esprimesse un desiderio di tagliare corto con le bugie e tutto il resto».[39]

Poco dopo i Lower Third si assicurarono un contratto con la Pye Records che di lì a poco avrebbe fruttato il primo 45 giri con il produttore Tony Hatch, Can't Help Thinking About Me. Tuttavia il trattamento preferenziale riservato a David durante la campagna pubblicitaria fu determinante nel creare una frattura tra lui e il resto del gruppo e all'inizio del 1966 lasciò anche i Lower Third.[40] Il singolo fu l'ennesimo flop ma suscitò interesse sufficiente da far guadagnare al cantante la sua prima intervista su Melody Maker[41] e la partecipazione al programma Ready Steady Go! di ITV, dove il 4 marzo eseguì il brano accompagnato da una nuova band, The Buzz.[42]

Con il nuovo gruppo incise il 45 giri Do Anything You Say, stavolta accreditato al solo David per evitare gli equivoci passati a proposito del ruolo degli altri musicisti, ma i risultati in termini commerciali non furono diversi dai precedenti.[40] I Buzz cominciarono una serie di concerti domenicali al Marquee Club chiamati "Bowie Showboat", che si sarebbero tenuti fino al 12 giugno, e dopo aver assistito al secondo di questi concerti Kenneth Pitt divenne ufficialmente il manager di Bowie.[43] A settembre, delusa dai risultati di vendita del nuovo singolo I Dig Everything la Pye Records liberò Bowie dal suo contratto ma il nuovo manager riuscì a suscitare l'interesse della Deram Records e del produttore Mike Vernon, con il quale David avrebbe presto registrato il suo album di debutto.[44]

Intanto, la nuova direzione narrativa in cui si muovevano le canzoni di Bowie, fu all'origine di alcune controversie con i Buzz. «Trovo incredibile che il 99% dei nostri pezzi dal vivo fossero soul, e che io scrivessi in uno stile così da musical/vaudeville», ha osservato il cantante nel 1999.[44] Il gruppo cessò di esistere il 2 dicembre anche se partecipò alla registrazione dell'album David Bowie e del singolo The Laughing Gnome. Alla fine dell'anno David scrisse anche la canzone Over the Wall We Go, pubblicata nel giugno 1967 come singolo da Oscar, nome d'arte dell'attore e cantante inglese Paul Nicholas.[45]

Space Oddity e i primi successi (1967-1969)[modifica | modifica wikitesto]

David Bowie nel 1967

Sempre più orientato verso una carriera da solista, nel 1967 Bowie fece parte di più formazioni sporadiche e con i Riot Squad incise Little Toy Soldier, bizzarra canzone a tema sadomasochistico con evidenti richiami a Venus in Furs dei Velvet Underground.[46] La vena decadente di Lou Reed lascia il posto a un'atmosfera da music-hall arricchita da schiamazzi, colpi di tosse, molle scricchiolanti, esplosioni e altri rumori opera dell'ingegnere del suono e futuro produttore di Space Oddity, Gus Dudgeon.[46][47][48][49][50]

Nell'aprile successivo uscì il nuovo 45 giri, The Laughing Gnome definita da Roy Carr e Charles Shaar Murray di New Musical Express «senza dubbio l'esempio più imbarazzante dei iuvenalia di Bowie»,[51] e dal biografo David Buckley «completamente stupida, anche se perversamente accattivante».[51]

Malgrado lo scarso successo, nel giugno del 1967 uscì il suo primo album, intitolato semplicemente David Bowie, e nel frattempo vennero registrate altre tracce per la Deram, che però le respinse tutte,[52] anche per il deludente risultato commerciale dell'album, che pure ricevette alcune critiche positive.[53] L'attore e mimo Lindsay Kemp in seguito affermò: « [...] l'ho ascoltato fino a consumarlo.»[54]

Nell'autunno dello stesso anno furono registrate Let Me Sleep Beside You e Karma Man. Anche se la Deram rifiutò di pubblicarle come 45 giri, la prima delle due rappresentò l'inizio di una delle collaborazioni fondamentali di Bowie, quella con Tony Visconti, conosciuto tramite Pitt[senza fonte].[55]

In questo stesso periodo ebbe inizio anche l'esperienza cinematografica di Bowie con la partecipazione al cortometraggio di Michael Armstrong The Image. Riparlandone nel 1983, il cantante lo descrisse come « [...] roba d'avanguardia underground in bianco e nero, fatta da un certo tizio... Voleva fare un film su un pittore che fa un ritratto ad un teenager, ma il ritratto prende vita e, in pratica, si scopre che è il cadavere di qualcuno. Non ricordo bene la trama... era terribile».[56]

Dopo l'esecuzione di Love You Till Tuesday nel programma televisivo olandese Fanclub e l'esibizione allo Stage Ball di Londra, ballo di beneficenza per la British Heart Foundation, dove cantò accompagnato dalla Bill Savill Orchestra, il 18 dicembre fu il giorno della prima "BBC session" per il programma radiofonico Top Gear di John Peel, nella quale Bowie fu accompagnato dai sedici elementi dell'orchestra di Arthur Greenslade. Inoltre, il 28 dicembre del 1967, alla Oxford Playhouse, si concluse una prima serie di fortunate repliche dello spettacolo Pierrot in Turquoise, imperniato su un triangolo amoroso tra Pierrot, Colombina e Arlecchino. Il ruolo di Cloud, interpretato da Bowie, fu quello di una sorta di personaggio-narratore, i cui continui mutamenti erano impegnati a illudere e ingannare lo sfortunato protagonista. Durante lo spettacolo interpretò When I Live My Dream e Sell Me a Coat, insieme a tre composizioni scritte appositamente per l'occasione (Threepenny Pierrot, Columbine e The Mirror), tutte accompagnate al piano da Michael Garrett. L'Oxford Mail scrisse: «David Bowie ha composto alcune affascinanti canzoni, che canta con una splendida voce da sogno», pur trovando che lo spettacolo nel suo insieme «riesce solamente ad accennare alle verità universali che Marcel Marceau riesce ad esprimere».[57]

David Bowie e il buddhismo

Alla fine del 1967 l'interesse di Bowie per la dottrina tibetana raggiunse il suo apice, incoraggiato da Visconti e dall'amicizia coln il rifugiato Chime Tulku Rinpoche, tant'è che trascorse un periodo d'isolamento monastico con quattro Lama tibetani in Scozia, insieme alla compagna Hermione Farthingale.[58] Bowie continuerà ad essere attratto dalle filosofie orientali anche in seguito e nel 1996 dichiarò a Mick Brown del Daily Telegraph: «Molto di quello che all'inizio mi aveva attratto del buddhismo è rimasto con me, l'idea della transitorietà e che non c'è niente cui aggrapparsi pragmaticamente, che ad un certo punto dobbiamo lasciare andare ciò che consideriamo a noi più caro, perché la vita è molto breve. La lezione che ho probabilmente imparato più di qualsiasi altra cosa è che la mia soddisfazione viene da quel tipo di investigazione spirituale. E questo non significa che voglio trovare una religione a cui aggrapparmi, significa cercare di trovare la vita interiore delle cose che mi interessano».[59]

Il 27 febbraio 1968 Bowie si recò ad Amburgo per registrare tre canzoni per il programma 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute della rete ZDF. Al suo ritorno registrò con Visconti In the Heat of the Morning e London Bye Ta-Ta, ma l'ennesimo rifiuto della Deram alla pubblicazione spinse il cantante a lasciare definitivamente la casa discografica.[54]

Nella primavera proseguirono con un certo successo le rappresentazioni di Pierrot in Turquoise al Mercury Theater e all'Intimate Theater di Londra in seguito Bowie registrò la seconda sessione BBC,[60] seguita da un concerto al Middle Earth Club di Covent Garden, dove fece da supporto ai Tyrannosaurus Rex e uno alla Royal Festival Hall. In entrambe le apparizioni eseguì il breve brano di mimo Jetsun and the Eagle, che diede origine a Wild Eyed Boy from Freecloud, ispirato al religioso e poeta tibetano Milarepa e recitato con un sottofondo musicale che incluse Silly Boy Blue.[61]

Dopo una fugace apparizione in The Pistol Shot, sceneggiato della BBC basato sulla vita di Aleksandr Puskin, Bowie andò a vivere con la compagna Hermione a Londra, nell'elegante quartiere di South Kensington e cominciò a progettare un one man show pensato appositamente per il circuito dei cabaret[62] mettendo insieme un repertorio che alternava le sue canzoni (When I'm Five, Love You Till Tuesday, The Laughing Gnome, When I Live My Dream, Even a Fool Learns to Love) a cover dei Beatles come Yellow Submarine e All You Need Is Love; nell'estate tenne due audizioni per proporre il suo spettacolo ma entrambe non ebbero successo.[62] Tuttavia in seguito mise in piedi il trio acustico Turquoise insieme a Hermione e a Tony Hill, ex chitarrista dei Misunderstood, con un repertorio che incluse alcune delle sue composizioni più bizzarre, tra cui l'inedita Ching-a-Ling e una selezione di cover che rappresentarono la prima sortita di Bowie nell'opera di Jacques Brel.[62]

Il primo vero concerto di Bowie si tenne il 14 settembre alla Round House di Londra ma dopo poche date il chitarrista Tony Hill se ne andò e venne sostituito da John Hutchinson. Ribattezzato Feathers, il gruppo debuttò il 17 novembre al Country Club di Haverstock Hill.[63] Oltre alle canzoni i componenti del trio si alternarono nel recitare poesie mentre Bowie interpretò il suo brano di mimo The Mask.

Mentre due diversi gruppi Slender Plenty e The Beatstalkers pubblicarono il brano che Bowie aveva scritto l'anno precedente, Silver Tree Top School for Boys,[64] gli ultimi impegni dell'anno furono entrambi per la televisione tedesca: la seconda apparizione in 4-3-2-1 Musik Für Junge Leute e quella a Für Jeden Etwas Musik, dove Bowie recitò un pezzo per mimo e cantò una canzone.

L'attore e regista Lindsay Kemp. «Da lui ho appreso il linguaggio del corpo», ha dichiarato Bowie, «ho imparato a controllare ogni gesto, a caricare di intensità drammatica ogni movimento, ho imparato insomma a stare su un palco».[6]

All'inizio del 1969 avvenne un altro incontro importante per Bowie, quello con la diciannovenne statunitense Mary Angela Barnett, che quattro mesi più tardi diventò la sua compagna e poi sua moglie nel marzo 1970; ma l'incontro con Barnett fu legato soprattutto alla frequentazione comune di Calvin Mark Lee, direttore per l'Europa della divisione A&R della Mercury Records di New York, che Bowie conobbe già nel 1967, all'incontro con il direttore generale Simon Hayes.[65] Stando a quanto dichiarato dai biografi Peter e Leni Gillman, sembra inoltre che Calvin Mark Lee fosse coinvolto con il cantante in un rapporto che andasse al di là della semplice amicizia e sarebbe forse stato questo il "rapporto a tre" a cui fece riferimento Bowie molti anni più tardi quando affermò in un'intervista di aver conosciuto la futura moglie quando «entrambi uscivamo con lo stesso uomo».[65]

Il 22 gennaio Bowie registrò uno spot pubblicitario per il gelato Luv della Lyons Maid, diretto da Ridley Scott[66] e quattro giorni dopo cominciò le riprese del videoclip Love You Till Tuesday. Fu un periodo molto intenso per Bowie, che in quel periodo eseguì insieme a John Hutchinson la sua prima performance dal vivo dell'anno all'Università del Sussex. Partecipò anche ad alcune date del tour dei Tyrannosaurus Rex, interpretando sequenze di mimo, e tentò, seppur senza successo, un provino per il musical Hair allo Shaftesbury Theatre di Londra.[63]

Negli stessi giorni Bowie e Hutchinson abbandonarono mimo e poesia, e si concentrarono su sonorità folk più sofisticate, basate su due chitarre acustiche gemelle e sulle armonie vocali, e registrarono una demo con dieci pezzi acustici, che costituì la base per il nuovo album.[63]

Prima dell'estate il cantante e la sua nuova compagna, la giornalista del Sunday Times Mary Finnegan, fondarono un club folk al pub Three Tuns di Beckenham e cominciarono a organizzare riunioni settimanali alle quali parteciparono sempre più persone tra intellettuali, poeti, studenti di cinema e altri creativi.[67] Questa nuova realtà venne battezzata Growth.

Il 14 giugno Bowie e Visconti furono ospiti degli Strawbs nel programma Colour Me Pop della BBC e pochi giorni dopo ai Trident Studios di Soho iniziarono le registrazioni del nuovo LP, dove l'ingegnere del suono Dudgeon supervisionò le due tracce che costituirono il primo 45 giri estratto dall'album, Space Oddity e Wild Eyed Boy from Freecloud.[65] Queste sessioni ai Trident Studios rappresentarono per Bowie l'occasione per collaborare con nuovi musicisti che in seguito lavorarono ancora con lui: il bassista Herbie Flowers, che in seguito suonò in Diamond Dogs, Rick Wakeman, che partecipò alla lavorazione di Hunky Dory, e lo stesso Visconti.[63]

Dopo sole tre settimane dall'incisione e in tempo per la storica impresa dell'Apollo 11, il 45 giri Space Oddity venne pubblicato l'11 luglio 1969 in due versioni differenti su entrambe le coste dell'Atlantico, con una buona accoglienza da parte della stampa specializzata.[68]

Alla fine del mese il cantante e Pitt si recarono a La Valletta per il festival della canzone di Malta, dove Bowie eseguì When I Live My Dream e l'inedita No-One; Someone,[63] mentre pochi giorni dopo vi fu la sua prima esibizione in Italia a Monsummano Terme, per il Premio Internazionale del Disco, dove vinse il suo primo riconoscimento per When I Live My Dream.[69]

Il 16 luglio 1969 Space Oddity venne usata dalla BBC nei servizi dedicati al lancio dell'Apollo 11

Le registrazioni dell'album proseguirono per tutta l'estate e Visconti reclutò per l'occasione vari altri musicisti e il chitarrista dei Rats, Mick Ronson,[70] che fece il suo esordio ufficiale con il cantante inglese suonando un breve assolo di chitarra nella sezione centrale di Wild Eyed Boy from Freecloud.[71]

A metà agosto si tenne un festival gratuito organizzato dal Growth, il laboratorio artistico di Bowie, al Beckenham Recreation Ground, proprio mentre migliaia di persone stavano raccogliendo sull'altra sponda dell'Atlantico per la seconda giornata del celebre Festival di Woodstock. Il più modesto contributo britannico, nel quale si esibirono anche gli Strawbs, si rivelò comunque un relativo successo con circa 3.000 partecipanti e venne immortalato nel brano Memory of a Free Festival, anche se pare che quel giorno l'umore di Bowie fosse in contrasto con i sentimenti nostalgici espressi nella canzone, forse per via della morte di suo padre, scomparso pochi giorni prima a causa di una polmonite.[67][72] Il festival di Beckenham rappresentò tuttavia il commiato di Bowie da quelli che ormai apparivano i flebili ideali del movimento hippy, nonché l'ultimo atto del laboratorio artistico Growth, che a suo avviso si era ormai trasformato in uno scontato "David Bowie Show".[73]

Alla fine di agosto, dopo aver registrato una versione di Space Oddity per il programma televisivo olandese Doebidoe, Bowie riuscì a ottenere da Pitt un contratto con la Mercury Records per un nuovo disco da distribuire nel Regno Unito dall'affiliata Philips. La scelta del produttore inizialmente cadde sul cosiddetto "quinto Beatle" George Martin ma poi venne scelto Tony Visconti.[65]

Dopo un'esibizione dal vivo ai Library Gardens di Bromley, in ottobre il Bowie registrò la sua prima partecipazione al programma della BBC Top of the Pops dove eseguì Space Oddity, che nel frattempo raggiunse la 5a posizione nella classifica inglese rappresentando il primo vero e proprio successo di Bowie,[74] a cui seguì una registrazione alla BBC con i Junior's Eyes per il Dave Lee Travis Show.[63] Nello stesso periodo Bowie e Barnett si trasferirono nello spazioso edificio edoardiano di Haddon Hall, a Beckenham, che negli anni successivi diventò lo studio di registrazione non ufficiale, nonché studio fotografico e area comune per l'entourage del cantante. In questo periodo eseguì il pezzo del momento, Space Oddity, in numerose occasioni, tra cui i programmi Hits à gogo della televisione svizzera e 4-3-2-1 Musik für Junge Leute di ZDF.

In novembre ebbe inizio un primo breve tour scozzese che coincise con l'uscita del suo secondo album, distribuito nel Regno Unito col titolo David Bowie, ovvero lo stesso titolo del primo LP, e negli Stati Uniti come Man of Words/Man of Music; soltanto nel 1972 venne ripubblicato dalla RCA col titolo Space Oddity, con il quale è tuttora maggiormente conosciuto.[63] Bowie, che interpretò una serie di brani estratti dal nuovo LP alternati ad alcune cover, non aveva ancora molte esperienze dal vivo e quelle poche si limitavano soprattutto al rhythm and blues amplificato, pertanto non fu pronto alla fredda accoglienza riservata a quel suo nuovo stile acustico: « [...] non mi ero reso conto di com'era il pubblico a quei tempi. C'era un revival mod che poi si era trasformato nel movimento skinhead. Mi trovavano insopportabile».[75]

Se lo stile di Bowie stava cambiando, lo stesso accadde per il suo aspetto e il suo atteggiamento; i capelli con il taglio militare, che aveva dovuto rasare qualche mese prima per la partecipazione al film The Virgin Soldiers nel quale interpretò il ruolo di un soldato, erano ricresciuti e il cantante si presentò con una disordinata permanente riccia, che avrebbe continuato a sfoggiare fino ai primi anni settanta.

Verso la fine del 1969 Bowie partecipò a un concerto di grande successo alla Royal Festival Hall anche se la carenza di giornalisti impedirono di far arrivare il nome del cantante alla stampa nazionale. Tra i pochi che recensirono il concerto vi fu Tony Palmer dell'Observer che lo definì «rovente» e disse che Space Oddity fu «spettacolarmente bella», anche se altre esibizioni come An Occasional Dream vennero da lui definite come «cupe, monotone e piene di autocommiserazione».[76]

Il 1969 si concluse con la registrazione di Ragazzo solo, ragazza sola, la versione italiana di Space Oddity, seppur con un testo non attinente all'originale, e dell'inedita Hole In The Ground, che venne eseguita al concerto di beneficenza Save Rave '69. Nonostante il secondo album si fosse rivelato un fallimento commerciale[77] Bowie venne votato come miglior artista emergente in un sondaggio fra i lettori di Music Now!, mentre Penny Valentine di Disc and Music Echo nominò l'album Space Oddity disco dell'anno.[78]

La metamorfosi: dal folk al glam rock (1970-1971)[modifica | modifica wikitesto]

I primi impegni del 1970 si concentrarono sulla registrazione di The Looking Glass Murders, adattamento televisivo di Pierrot in Turquoise, le cui riprese si tennero al Gateway Theatre di Edimburgo,[79] e dall'incisione di The Prettiest Star, con la partecipazione di Marc Bolan alla chitarra solista. Le carriere delle due future stelle, il cui legame era rafforzato dal fatto che Visconti produceva entrambi, si incrociarono più volte nel corso degli anni settanta.[80] Nel frattempo, durante un concerto al Marquee Club, avvenne un nuovo incontro con Mick Ronson, che a tempo pieno il chitarrista di Bowie.[81] Ronson andò ad aggiungersi a Visconti e al batterista dei Junior's Eyes, John Cambridge. Il nuovo gruppo decise di chiamarsi Hype. «Ho scelto deliberatamente quel nome perché volevo qualcosa che apparisse un po' forte, così ora nessuno può dire di essere stato truffato», racconterà Bowie a Melody Maker.[82][83] Il nuovo quartetto debuttò alle BBC sessions del febbraio successivo.[84][85] Poco tempo dopo gli Hype parteciparono all'evento intitolato Implosion che si tenne alla Roundhouse di Londra[86] e qui, dopo mesi di esperimenti personali con costumi e trucco, avvenne la metamorfosi: Bowie costrinse tutto il gruppo a indossare gli stravaganti abiti cuciti dalla moglie e dalla fidanzata di Visconti. Ciascun componente assunse anche l'identità di un personaggio dei fumetti e Bowie, in calze di lurex multicolore, stivali alti e mantello azzurro, divenne "Rainbowman".[87] Malgrado questo concerto sia stato considerato il vero e proprio atto di nascita del glam rock,[88] quella sera l'accoglienza del pubblico fu fredda;[89] gli stessi membri degli Hype apparirono scettici, tranne Bowie che sembrò non avere dubbi: « [...] dopo quel concerto mi fermai, non sperimentai altre cose perché sapevo che andava bene», raccontò su New Musical Express alcuni anni dopo, « [...] sapevo bene che cosa volevo fare ed ero certo che l'avrebbero fatto anche molti altri. Ma io sarei stato il primo».[88]

Subito dopo Bowie tornò in Scozia, come ospite del programma Cairngorm Ski Night di Grampian TV e, accompagnato da una grande orchestra televisiva, eseguì London Bye Ta-Ta e si esibì anche in un numero di danza con Angela e Lindsay Kemp.[90] Nel frattempo Visconti e Ronson allestirono uno studio di registrazione a Haddon Hall; qui venne realizzata buona parte del materiale di questo periodo e fu luogo di frequenti visite di Terry Burns, fratellastro di Bowie che,[91] seppur residente volontario al Cane Hill Hospital, si intrattenne spesso con il gruppo: queste frequentazioni avranno un'influenza fondamentale su alcune composizioni che finirono nel nuovo album.

David e Angela

Parlando con un giornalista di Rolling Stone nel 1993, Bowie concesse uno dei suoi rari commenti riguardo al rapporto con la ex moglie Mary Angela Barnett, sposata il 20 marzo 1970: «Ci sposammo perché lei voleva un permesso di lavoro in Inghilterra, il che non è certo una buona base per un matrimonio... Infatti è durato molto poco. Voglio dire, nel '74 già non ci vedevamo quasi più. In seguito lei si faceva vedere ogni tanto ma comunque facevamo vite separate. Non siamo mai stati veramente insieme».[92] Nonostante questa dichiarazione, l'inizio della relazione fu promettente dato che The Prettiest Star, uscita come 45 giri lo stesso mese del matrimonio, rappresentò una vera e propria dichiarazione d'amore. Secondo quanto sostenuto da Angela nell'autobiografia Backstage Passes, il nuovo manager Tony Defries avrebbe avuto un ruolo non secondario: «Tony cercò di persuadere David a divorziare da me, mi dipingeva come una stravagante spendacciona, una potenziale "succhiasoldi". Gli spiegò quanto sarebbe stato meglio senza di me ma so che David non credeva a queste illazioni».[93] La loro storia finì con il divorzio nel 1980.

Successivamente venne pubblicato il 45 giri The Prettiest Star che ricevette considerevoli attenzioni da parte delle riviste musicali inglesi dal momento che uscì dopo il successo di Space Oddity. La buona accoglienza della stampa non trovò però riscontro positivo nelle vendite e il singolo non superò le 800 copie.[80] Per il mercato americano la Mercury Records preferì invece puntare su una nuova registrazione più concisa ed energica di Memory of a Free Festival, ma l'operazione si rivelò un insuccesso.[94]

Il 20 marzo del 1970 David Bowie e Angela Barnett si sposarono nel municipio di Bromley, con una cerimonia informale a cui parteciparono pochi amici e la madre di Bowie. Cinque giorni dopo gli Hype registrarono un'altra sessione alla BBC per lo show di Andy Ferris, dopodiché si sciolsero e il gruppo tenne l'ultimo concerto allo Star Hotel di Croydon.[95] Bowie continuò quindi ad esibirsi dal vivo come solista, proponendo soprattutto brani tratti da Space Oddity ma anche anticipazioni delle tracce che finirono negli album successivi. In questo periodo registrò anche il brano rimasto inedito Tired of my life, secondo alcune fonti la sua prima canzone scritta in assoluto,[96][97] e venne pubblicato The World of David Bowie, prima raccolta ufficiale contenente tracce dell'album d'esordio ma anche alcuni brani inediti.

Dal 18 aprile al 22 maggio ai Trident Studios iniziarono le sessioni di registrazione di The Man Who Sold the World. Cambridge venne sostituito alla batteria da Mick "Woody" Woodmansey, ex collega di Ronson nei Rats,[98] mentre Visconti trascorse la maggior parte delle sessioni cercando di stimolare il novello sposo, combattendo contro la sua apparente apatia per il progetto.[99] Gli elementi del gruppo diventarono cinque con l'arrivo del tastierista Ralph Mace, un dirigente della Philips Records diventato il riferimento di Bowie all'interno dell'etichetta all'inizio dell'anno, durante la registrazione di The Prettiest Star.[98]

Finite le registrazioni, l'attività di Bowie subì un rallentamento e, scontento della direzione che Pitt tentò di imprimere al suo lavoro, si presentò con il giovane avvocato Tony Defries a casa del manager, che acconsentì a sciogliere ogni obbligo professionale con Bowie.[100] I due si separarono amichevolmente e Defries divenne il manager dell'artista a tempo pieno. Pitt rimase comunque uno dei personaggi più influenti del periodo d'esordio del cantante inglese, con notevoli investimenti personali anche se decisamente inferiori ai fondi resi disponibili dal collega di Defries, Laurence Myers, che aveva appena creato la Gem Production; l'ultimo impegno con Pitt fu la cerimonia degli Ivor Novello Awards, svoltasi il 10 maggio al Talk Of the Town di Londra: Bowie cantò Space Oddity e vinse un premio. La canzone fu eseguita con un ampio arrangiamento orchestrale organizzato da Paul Buckmaster e diretto da Les Reed, e l'esibizione venne trasmessa via satellite in Europa e negli Stati Uniti, mentre in Inghilterra venne diffusa soltanto alla radio.[101]

Nel frattempo il successo ottenuto l'anno prima con lo stesso brano andò esaurendosi e quindi a ottobre Defries trattò un'offerta con la Chrysalis Records, riuscendo ad ottenere un accordo ed un anticipo di ben 5.000 sterline, mentre Bowie canalizzò le sue energie in un periodo di scrittura intensiva.[102]

Il 4 novembre 1970 The Man Who Sold the World uscì negli Stati Uniti e ricevette una buona accoglienza da parte della critica nonostante le scarse vendite.[103] La chitarra dai toni hard rock di Ronson rappresentava un vistoso scarto rispetto alle atmosfere prevalentemente folk e acustiche dell'album precedente. I testi apparvero più complessi e meno lineari rispetto al passato e i temi affrontati più profondi e ricorrenti dell'opera di Bowie: ambiguità sessuale, sdoppiamento di personalità, isolamento, pazzia, falsi guru, totalitarismi.

Bowie pensò presto all'album successivo. Bob Grace, general manager della Chrysalis Records, affittò gli studi londinesi di Radio Luxembourg dove il cantante iniziò a registrare nuovo materiale, tra cui il brano Oh! You Pretty Things.

L'anno successivo venne pubblicato il nuovo 45 giri, Holy Holy, malgrado il ritardo di sei mesi dalla registrazione causato da trattative contrattuali.[104] Pochi giorni dopo il brano venne eseguito nel programma Six-O-One: Newsday di Granada TV, ma senza riscuotere successo.[105] Il 1971 rappresentò un momento cruciale per la carriera di Bowie. Tony Visconti, al quale non piaceva Defries e che ne aveva abbastanza anche dell'«assoluto disprezzo verso la propria musica» mostrato da Bowie, decise di andarsene e diventare il produttore di Marc Bolan, mantenendo il nome Hype e ingaggiando il cantante dei Rats, Benny Marshall, che andò ad aggiungersi a Ronson e Woodmansey.

Il progetto Arnold Corns

Dopo il tour promozionale negli Stati Uniti del febbraio 1971, oltre a lavorare al nuovo album, Bowie registrò anche le prime versioni di Moonage Daydream e Hang On to Yourself con Mick Ronson, Trevor Bolder e Mick Woodmansey e con il chitarrista Mark Carr Prichard, uno studente di Dulwich. Il general manager della Chrysalis, Bob Grace, propose di pubblicarle come 45 giri per recuperare le spese di registrazione e, per aggirare il contratto con la Mercury , venne deciso di farlo sotto falso nome. Nacquero così The Arnold Corns, a quanto pare da Arnold Layne, la canzone dei Pink Floyd preferita da Bowie e il singolo venne pubblicato a maggio dalla B&C Records.[106] Anche se il progetto non ebbe nessun impatto commerciale, diede modo a Bowie di indulgere in un episodio "warholiano". Freddie Burretti, vero nome Frederick Barrett, è un diciannovenne disegnatore di moda, dichiaratamente omosessuale, che Bowie incontrò al Sombrero, il locale gay all'epoca più in voga a Londra. Burretti, che fornì a Bowie e Angela alcuni dei suoi vestiti, venne rinominato "Rudi Valentin" e presentato come voce solista del gruppo, sebbene non avesse mai partecipato alle incisioni.[106] Di fatto il progetto Arnold Corns non andò più in là di altre due canzoni, Man in the Middle, che sarà il lato B di Hang On to Yourself, di nuovo pubblicata nell'agosto 1972 e Looking For a Friend, nelle quali Burretti partecipò ai cori.

A febbraio Bowie affrontò il suo primo viaggio negli Stati Uniti per il breve tour promozionale di The Man Who Sold the World. Nonostante il matrimonio con Angela gli avesse permesso di ottenere la green card, Bowie non poté esibirsi a causa degli accordi sindacali dell'American Federation of Musicians e la promozione si limitò soltanto ad apparizioni personali e a qualche intervista a Washington, New York, Chicago, Filadelfia, San Francisco e Los Angeles.[107] In una di queste interviste annunciò a John Mendelsohn di Rolling Stone di voler «introdurre il mimo in un tradizionale ambiente occidentale, per attirare l'attenzione del pubblico con una serie di movimenti molto stilizzati, molto giapponesi». Nella stessa occasione dichiarò anche che la musica rock «dovrebbe essere agghindata come una prostituta, come una parodia di sé stessa, dovrebbe essere una specie di clown, di Pierrot. La musica è la maschera che nasconde il messaggio. La musica è il Pierrot e io, l'artista, sono il messaggio».[107]

Dopo questa breve parentesi americana Bowie tornò ai Trident Studios per completare il nuovo album Hunky Dory, sfornando nuovi brani tra cui le celebri Changes e Life on Mars?. Tra gli strumentisti impiegati inizialmente vi furono alcuni studenti di Dulwich che si erano dati il nome Runk, tra cui il chitarrista Mark Carr Pritchard, che era negli Arnold Corns, il bassista Polak de Somogyl e il batterista Ralph St. Laurent Broadbent. Per le successive registrazioni vennero presi in considerazione anche altri musicisti con cui aveva già collaborato nei mesi precedenti tra cui Terry Cox, il batterista di Space Oddity, e Tony Hill, che Bowie conosceva dal 1968.

L'album The Man Who Sold the World vide la luce anche in Gran Bretagna, quasi un anno dopo la fine delle registrazioni, ma nonostante le critiche favorevoli, così come era accaduto oltreoceano, le vendite furono disastrose.[103] Il contratto che legava Bowie alla Mercury stava per scadere, ma la compagnia sarebbe comunque stata intenzionata a rinnovarlo per un altro album. Il mese successivo il rappresentante della casa discografica Robin McBride arrivò a Londra da Chicago appositamente per offrirgli un nuovo contratto di tre anni. Defries rispose che se la Mercury si fosse avvalsa dell'opzione di rinnovo per avere un nuovo disco, gli avrebbero consegnato «la più grande schifezza che avessero mai avuto», informandolo che in nessun caso Bowie avrebbe registrato un'altra nota con la Mercury. La casa discografica acconsentì a rescindere il contratto.[108]

Bowie stava preparando il materiale del nuovo album a un ritmo forsennato e decise di richiamare Ronson e Woodmansey; Ronson accettò e decise di coinvolgere Trevor Bolder. Si cominciò così a delineare la line-up dei futuri Spiders from Mars.[108][109]

Mick Ronson, uno dei futuri Spiders from Mars. Dopo alcune collaborazioni occasionali, a partire dal 1971 il chitarrista divenne una figura chiave del successo di Bowie.

La band si trasferì a Haddon Hall per provare le nuove composizioni e Bowie decise di sfruttare l'imminente sessione alla BBC del 3 giugno come vetrina per la sua rinnovata cerchia di musicisti, tra cui gli amici Dana Gillespie, George Underwood e Geoffrey Alexander, per esibirsi con alcune nuove canzoni tra cui Kooks, composta per il figlio Zowie, avvenuta il 30 maggio. Il 23 giugno Bowie partecipò al Glastonbury Fayre durante il quale si esibirono anche, tra gli altri, gli Hawkwind, i Traffic, Joan Baez e i Pink Floyd. La scaletta della sera precedente era stata allungata a dismisura e il concerto di Bowie era stato cancellato perché le autorità avevano insistito per concludere l'evento entro le 22:30; imperterrito, Bowie cominciò a suonare fino all'alba con qualche inconveniente che interruppe Oh! You Pretty Things e proseguì con altri sei brani tra cui Memory of a Free Festival.[110]

L'incisione di Hunky Dory proseguì ai Trident Studios per tutta l'estate e ad agosto Defries volò a New York con 500 copie promozionali di un vinile chiamato BOWPROMO 1A1/1B1, con canzoni di Dana Gillespie da un lato e alcune nuove registrazioni di Bowie dall'altro, tra cui Andy Warhol, Queen Bitch e l'inedita Bombers. Dopo pochi giorni il manager tornò con un contratto con la RCA.[111]

Durante l'ultima fase di lavorazione di Hunky Dory comparve un altro elemento cruciale per la futura carriera di Bowie. Nell'estate del 1971 alla Roundhouse di Londra andò in scena la produzione statunitense intitolata Pork, un adattamento di Andy Warhol d'una raccolta di conversazioni registrate negli ambienti equivoci di New York, che metteva insieme il travestito Wayne County, le super-maggiorate Geri Miller e Cherry Vanilla con Tony Zanetta nella parte dello stesso Warhol. Per il pubblico della scena britannica la parata di masturbazione, omosessualità, droga e aborti di Pork rappresentò un inaccettabile affronto al buon gusto. A Warhol e al suo spettacolo venne assicurata un'immensa pubblicità gratuita dai commenti scandalizzati della stampa, mentre per Bowie venire a contatto con la bizzarria di Warhol rappresentò un nuovo punto di svolta. Da questo evento e dal suo incontro personale con l'artista americano che avvenne il mese successivo, nacque in lui l'intuizione della fusione tra musica e messa in scena, tanto da personalizzare il proprio look comprendendo meglio l'importanza dei media e sfruttandoli per creare di sé l'immagine di una stella. Il suo ruolo sulla scena non si limitò più a essere quello di cantante-musicista con un buon uso delle movenze del corpo, bensì quello di attore-musicista. Attratto dalla loro sfacciataggine, dalla torbida sessualità, dallo stile da strada tipicamente newyorchese e dai legami con Warhol, Bowie si affrettò a presentare i componenti del nuovo cast a Defries al suo ritorno dagli Stati Uniti.[111]

Finito di incidere Hunky Dory, Bowie tornò in America con Angela, Defries e Ronson per firmare il nuovo contratto con la RCA. Come già accadde nel suo viaggio precedente, Bowie non riuscì a suonare, ma il soggiorno gli permise di conoscere personalmente Warhol, al quale fece ascoltare il brano a lui dedicato. Come rivelò Bowie nel 1997, Warhol non ebbe una reazione positiva: « [...] credo pensasse di essere stato umiliato dalla canzone o qualcosa del genere e davvero non era questa la mia intenzione, anzi, era un ironico omaggio. La prese molto male ma gli piacquero le mie scarpe... ne indossavo un paio che mi aveva regalato Marc Bolan, di un brillante giallo canarino, con tacco e punta arrotondata [...] siccome Warhol aveva anche il vezzo di disegnare scarpe, abbiamo avuto qualcosa di cui parlare».[112]

Negli stessi giorni avvennero altri due importanti incontri: Dennis Katz della RCA gli presentò Lou Reed in un ristorante e la stessa sera, a una festa al Max's Kansas City, conobbe Iggy Pop, un incontro che in futuro si rivelò fondamentale per la carriera di entrambi.[110]

Nel settembre 1971, durante il tour promozionale negli Stati Uniti, Bowie incontrò Andy Warhol, a cui dedicò uno dei brani inclusi nell'album Hunky Dory.

Al ritorno in Europa gli impegni di Bowie proseguirono sia dal vivo che in studio, con le registrazioni di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, che iniziarono il 9 settembre con la cover di It Ain't Easy del cantautore statunitense Ron Davies.[113] Il 21 settembre vi fu una nuova sessione alla BBC per Sounds of the 70s con "Whispering" Bob Harris, nella quale Bowie e Ronson interpretarono Amsterdam di Brel. Quattro giorni dopo vi fu la prima esibizione dal vivo con i futuri Spiders from Mars, con l'aggiunta di Tom Parker al pianoforte, al Friars Club di Aylesbury.[114]

L'8 novembre ebbe inizio la prima vera sessione che produsse molte delle tracce destinate al nuovo album. Tra queste figurarono le nuove versioni di Moonage Daydream e Hang On to Yourself, la celebre Ziggy Stardust e Lady Stardust; le ultime due erano già state incise in un demo acustico agli studi di Radio Luxembourg alcuni mesi prima.[115]

Tra i brani scartati vi furono Shadow Man, Sweet Head, Velvet Goldmine, una nuova versione di Holy Holy e un'interpretazione del brano Around and Around di Chuck Berry, reintitolato Round and Round.

Hunky Dory venne pubblicato il 17 dicembre 1971, quando Bowie era già a metà strada nella registrazione dell'album successivo e stava lavorando a un ulteriore cambio d'immagine e di stile. La nuova opera vide il ritorno a sonorità più folk dominate dal pianoforte di Rick Wakeman e dagli arrangiamenti operistici di Mick Ronson e soprattutto mise in luce l'abilità acquisita da Bowie come autore di canzoni ma, nonostante le brillanti recensioni della stampa specializzata e la pubblicazione del singolo Changes, la campagna promozionale risultò inadeguata e le vendite scarse. Negli Stati Uniti si fermò alla posizione n. 93 della Billboard 200 mentre nel Regno Unito si dovette addirittura attendere l'uscita di Ziggy Stardust per vederlo in classifica.[116] Hunky Dory venne comunque considerato con gli anni il suo primo, autentico album "classico".

L'epoca di Ziggy Stardust (1972-1973)[modifica | modifica wikitesto]

Come rivelò Bowie nel 1974: «Ziggy Stardust non è l'uomo delle stelle ma solo il suo messaggero terreno, contrariamente all'opinione secondo cui spesso si dipinge Ziggy come un extraterrestre».[117] Nonostante le molte interpretazioni che il brano generò, stando alle parole di Bowie, l'idea di base era che « [...] le creature dello spazio sono abbastanza reali, umane e la prospettiva di incontrare altri esseri dovrebbe renderci felici».[118]
L'origine "extraterrestre" di Ziggy

Nell'intervista comparsa su Rolling Stone nel 1973, Bowie raccontò a William S. Burroughs che, contrariamente all'opinione comune, Ziggy Stardust non era un extraterrestre ma un umano che casualmente entrava in contatto con forze da un'altra dimensione attraverso la sua radio e che, scambiando i loro messaggi per rivelazioni spirituali, adottò sulla Terra un ruolo messianico, mentre gli "infiniti", creature aliene prive di passioni, lo utilizzarono come tramite per una invasione che distruggerà il mondo.[119] «La fine arriva quando arrivano gli "infiniti". Ziggy è consigliato in un sogno dagli "infiniti" di scrivere la venuta di un uomo delle stelle, così ha scritto Starman, che è la prima notizia di speranza che le persone ricevono... Nello spettacolo teatrale, uno di loro assomiglia a Brando, un altro è un newyorchese di colore».[119] Ancora, «quando gli infiniti arrivano, prendono pezzi di Ziggy per renderli reali, perché nel loro stato originale sono anti-materia e non possono esistere nel nostro mondo. E lo fanno a pezzi sul palco durante Rock 'n' Roll Suicide. Appena Ziggy muore sul palco, gli infiniti prendono i suoi elementi e diventano visibili».[119] Se poco di questa storia risultò chiaro nell'album, c'è da considerare che, lungo la sua carriera, Bowie ha spesso reinterpretato il proprio lavoro per adattarlo alla tendenza del momento, come suggerì nella stessa intervista: «[...] quando un artista ha completato la sua opera essa non gli appartiene più... guardo semplicemente ciò che ne fa la gente».[119][120][121]

La vera consacrazione avvenne nel 1972, con l'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, in cui fu accompagnato dal gruppo musicale eponimo The Spiders from Mars e che contenne gran parte dei suoi classici, che continuarono ad essere ripetuti in qualunque suo concerto anche a trent'anni di distanza: da Starman a Moonage Daydream, da Rock 'n' Roll Suicide a Ziggy Stardust e Space Oddity di cui, sempre nel medesimo anno, Bowie eseguì una versione nel suo primo videoclip, girato agli RCA studios di New York.

Fra il 1972 e il 1973, nei panni di Ziggy Stardust portò in giro uno show dove il vero Bowie e il personaggio di Ziggy Stardust finivano per confondersi. Vestito in attillate calzamaglie colorate, costumi sgargianti e capelli tinti rosso fuoco, Bowie diede il via al primo show di Ziggy nell'ambiente raccolto del Toby Jug Pub di Tolworth il 10 febbraio 1972.[122] Lo spettacolo, passato in seguito a platee più numerose, catapultò definitivamente Bowie sotto la luce dei riflettori dei media britannici nel corso dei successivi sei mesi di tour, facendogli conquistare enorme popolarità e un crescente successo di pubblico e di critica. Frotte di ragazzini e ragazzine si affollarono ai suoi concerti colpiti, in egual misura, dallo sferzante e melodico glam rock e dall'atteggiamento di libertà sessuale che traspariva dall'efebo Ziggy. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, combinando gli elementi hard rock di The Man Who Sold the World con l'approccio maggiormente pop e sperimentale di Hunky Dory, venne pubblicato nel giugno 1972. L'album rimase in classifica per circa due anni e fu presto raggiunto anche dal precedente Hunky Dory, ormai vecchio di sei mesi, ma anch'esso rientrato in classifica, trainato dal successo di Ziggy Stardust. Allo stesso tempo il singolo John, I'm Only Dancing, non contenuto nell'album, e All the Young Dudes, canzone scritta e prodotta per i Mott the Hoople, divennero entrambi due successi in Gran Bretagna. Lo Ziggy Stardust Tour proseguì poi negli Stati Uniti d'America.[123]

La scandalosa intervista al Melody Maker

Sul numero del 22 gennaio 1972 della rivista musicale britannica Melody Maker comparve un'intervista a Bowie destinata a creare scandalo. L'articolo, intitolato "Oh! You Pretty Thing", descrisse il nuovo look di Bowie e riportò il suo ultimo exploit: «Sono gay, lo sono sempre stato [...]», rivelò al giornalista Michael Watts, «[...] anche quando ero David Jones».[124] L'intervista creò un certo clamore in un'epoca nella quale affermare la propria omosessualità non era cosa abituale. In pochi allora pensarono a una tattica sensazionalistica pianificata dal cantante alle porte del lancio di Ziggy Stardust, tranne forse lo stesso Watts che notò «una maliziosa allegria in quello che dice, un sorriso segreto agli angoli della bocca... se non è di sfida, è quantomeno divertito».[124] Del resto era lo stesso Bowie che, nella stessa intervista, provava a confondere le acque: «La mia natura sessuale è irrilevante. Sono un attore, recito una parte, frammenti di me stesso».[125] Tuttavia il tempismo era perfetto: il movimento gay britannico elesse Bowie a suo simbolo, mentre i benpensanti accolsero scandalizzati la dichiarazione.

Il murale raffigurante "Aladdin Sane" realizzato a Brixton

In questo periodo, Bowie contribuì in veste di produttore e musicista, insieme a Ronson, al più grande successo commerciale della carriera di Lou Reed, l'album Transformer, considerato una pietra milare del glam rock.[126]

Il successivo lavoro in studio di Bowie fu l'album Aladdin Sane, che balzò in vetta alla classifica britannica divenendo il primo LP a conquistarsi la prima posizione per l'artista. Descritto da Bowie stesso come «Ziggy va in America», per sottolineare l'americanizzazione del sound glam dell'anno precedente, il disco contiene brani scritti durante il viaggio attraverso gli Stati Uniti per le prime date dello Ziggy Tour, che proseguì poi in Giappone. Da Aladdin Sane furono estratti due singoli di successo, che raggiunsero i primi posti della classifica inglese: The Jean Genie e Drive-In Saturday.[127][128]

Celebre divenne l'iconica immagine di copertina del disco, una foto a mezzo busto di Bowie truccato da Aladdin Sane, con un fulmine rosso che gli attraversa il viso, una delle raffigurazioni più riconoscibili ed emblematiche dell'artista nel corso dei decenni[129][130][131]

L'amore di Bowie per la recitazione e la teatralità lo portarono a un'immersione totale nel suo androgino alter ego musicale. A posteriori il musicista affermò: «Sul palco ero un robot mentre fuori dal palco invece provavo emozioni. È probabilmente per questo che preferivo vestirmi come Ziggy piuttosto che essere David». Con il successo arrivarono però anche svariate difficoltà personali: recitare lo stesso ruolo ancora e ancora, sera dopo sera, rese sempre più difficile a Bowie scindere i suoi personaggi dalla sua vera personalità; «Ziggy», disse Bowie, «non mi avrebbe abbandonato per anni. Quello fu il punto in cui tutto si spinse troppo in là [...] . La mia intera personalità ne risentì. Divenne molto pericoloso. Iniziai a dubitare seriamente della mia sanità mentale».[132]

Gli ultimi concerti di Ziggy, che inclusero canzoni sia da Ziggy Stardust che da Aladdin Sane, furono di una teatralità assoluta e compresero momenti studiati di pathos sul palco alternati a gesti sconcertanti, con Bowie che simulava una fellatio con la chitarra di Ronson.[133] L'artista diede fine al periodo di Ziggy con un drammatico annuncio di "ritiro dalle scene" durante un concerto all'Hammersmith Odeon di Londra, il 3 luglio 1973, proprio all'apice del successo.[134]

David Bowie e Amanda Lear

Sempre nel 1973 Bowie intrecciò un intenso quando breve legame con Amanda Lear, che conobbe a Londra. La scoprì vedendola fotografata sulla copertina dell'album For Your Pleasure dei Roxy Music, in cui è rappresentata con un abito nero e attillato mentre tiene al guinzaglio una pantera nera. Poco tempo dopo la Lear registrò insieme a Bowie la sua prima canzone intitolata Star ma questa non venne mai pubblicata.[135] In un'intervista televisiva la Lear dichiarò che fu lo stesso Bowie a convincerla a tralasciare la professione di modella per abbracciare la carriera di cantante, finanziandole anche alcuni corsi di canto e danza; inoltre dichiarò: «David è stato l'unico uomo con cui sono andata a letto che si truccava più di me».[136][137]

Dopo aver sciolto gli Spiders from Mars, Bowie cercò di allontanarsi definitivamente dal personaggio di Ziggy. A conferma del grande successo del momento, anche tutti gli album del suo catalogo passato vendevano bene: The Man Who Sold the World venne ristampato nel 1972 insieme a Space Oddity. Il brano Life on Mars? venne pubblicato su singolo nel giugno 1973 e raggiunse la terza posizione in classifica nel Regno Unito.[138] Pin Ups, una raccolta di cover di brani degli anni sessanta preferiti da Bowie, venne pubblicato in ottobre, raggiungendo il primo posto della classifica britannica. Nel 1973, il numero di album di Bowie presenti nella classifica inglese ammontava a un totale di sei;[139] il successo commerciale, almeno in patria, era ormai ampiamente raggiunto.

Il funk, il "plastic soul" e Diamond Dogs (1974-1975)[modifica | modifica wikitesto]

Bowie nelle vesti di Halloween Jack nel 1974

Nel marzo del 1974 Bowie si imbarcò sul transatlantico SS France, per raggiungere gli Stati Uniti il 1º aprile,[140] stabilendosi inizialmente a New York.

L'album Diamond Dogs dello stesso anno fu il risultato di due differenti idee: un abortito musical basato sul futuro apocalittico descritto nel romanzo di George Orwell 1984 e le prime influenze soul e funk che iniziarono ad insinuarsi nella musica di Bowie.[141]

Il disco diventò numero uno in Gran Bretagna, contenendo brani di successo come Rebel Rebel e Diamond Dogs, e si posizionò al quinto posto negli Stati Uniti. Per promuoverlo, Bowie diede il via allo spettacolare Diamond Dogs Tour, presenziando nelle maggiori città del Nord America tra giugno e dicembre del 1974. Il tour, fortemente scenografico e teatrale, coincise con l'aumento della dipendenza da cocaina del cantante, che gli causò svariati problemi fisici dovuti alla debilitazione.[142] Nell'aprile del 1975 si trasferì in California, in una casa sulle colline di Los Angeles; qui Bowie trascorse uno dei periodi più negativi della sua vita, ossessionato dalla sua passione per l'occultismo e debilitato dall'abuso di droghe pesanti.[143] Tuttavia questo periodo cupo contribuì in parte alla nascita del suo prossimo personaggio.

Bowie stesso, dato il suo precario stato di salute, commentò il successivo album dal vivo, David Live, dicendo ironicamente che avrebbe dovuto intitolarsi «David Bowie is alive and well but living only in theory».[144][145] Tuttavia David Live solidificò lo status di Bowie come rockstar, raggiungendo la seconda posizione in Inghilterra e l'ottava negli Stati Uniti. Dopo una pausa a Philadelfia, dove Bowie incise nuovo materiale, il tour proseguì con maggior enfasi sulla musica soul, ultima grande passione del cantante.[146] Per questo nuovo cambiamento stilistico, Bowie volle eliminare gli orpelli scenografici futuristi della prima fase del tour, per adottare costumi e ambientazioni più sobrie, rinominando il la tournée "Philly Dogs Tour".

La nuova immagine di Bowie nel 1975 durante una partecipazione allo show televisivo della cantante Cher

Il frutto delle sessioni a Philadelfia, fu l'album Young Americans edito nel 1975, nel quale l'artista, smessi definitivamente i variopinti panni dell'eroe glam rock, si gettò a capofitto nella black music americana. Il biografo Christopher Sandford scrisse: « [...] nel corso degli anni, molti musicisti britannici avevano cercato, in un modo o in un altro, di diventare "neri" scimmiottando la musica nera statunitense ma pochi ci erano riusciti con successo come Bowie».[147]

Il particolare e artificioso sound dell'album, che Bowie stesso descrisse come "plastic soul",[148] costituì una nuova e radicale svolta nel suo stile musicale.[147]

L'album Young Americans contiene anche il brano che, pubblicato come singolo, valse a Bowie la prima posizione in classifica, per due settimane, negli Stati Uniti: Fame, canzone composta con John Lennon e Carlos Alomar.

Il disco segnò una fase molto importante per l'evoluzione musicale dell'artista: fu il primo dei suoi album ad abbandonare quasi del tutto il rock in favore di sonorità più funky e soul dando vita ad una sorta di "R&B bianco".

La pubblicazione del disco venne ritardata a causa della decisione da parte del musicista, a fine gennaio, di licenziare Defries. La motivazione principale fu l'insoddisfazione per le condizioni del contratto firmato con la MainMan nel 1972, secondo le quali Bowie aveva diritto soltanto ad un piccolo acconto sui guadagni dei suoi dischi. Dopo tre mesi di trattative estenuanti, Bowie e Defries raggiunsero un accordo in base al quale in cambio della rescissione del contratto stesso, Bowie avrebbe pagato a Defries metà dei proventi degli album Hunky Dory, Ziggy Stradust, Aladdin Sane, Pin Ups, Diamond Dogs e David Live, più il 16% dei suoi guadagni futuri fino al 1982.

Nuovo manager di Bowie, nonché suo avvocato, fu per breve tempo Michael Lippman.

Gli anni del "Duca Bianco" e la trilogia di Berlino (1976-1979)[modifica | modifica wikitesto]

Il Thin White Duke nel 1976

Alla pubblicazione del successivo album Station to Station nel gennaio 1976, fece seguito in febbraio una tournée di tre mesi e mezzo in Europa e Stati Uniti che comprese l'esecuzione delle nuove canzoni dell'album, includendo anche le drammatiche performance del nuovo personaggio di Bowie, il Thin White Duke, ovvero il "Duca Bianco".[149]

Questo nuovo alter ego segnò una delle tante svolte artistiche nella sua carriera, ormai decisamente lontana dal chiassoso clamore multicolore del glam rock di pochi anni prima. Il "Duca Bianco" impersonava un aristocratico personaggio con un abbigliamento sobrio ed elegante, ipotetiche simpatie destrorse e una forte infatuazione per l'occultismo. Seppur molti di questi elementi furono soltanto una delle numerose trovate sceniche del poliedrico artista, il nome "White Duke" entrò comunque nell'immaginario collettivo del pubblico, divenendo presto il suo più consueto soprannome per il resto della sua carriera.

I brani più significativi di questo periodo furono la title track del disco, influenzata dal sound "motorik" di gruppi tedeschi krautrock e le ballate Word on a Wing e Wild Is the Wind, cover di un brano reso famoso da Nina Simone; inoltre i brani funky TVC 15 e Stay. La band che accompagnò Bowie sul palco comprendeva anche il chitarrista Carlos Alomar, il bassista George Murray e il batterista Dennis Davis, componenti che lo avrebbero affiancato fino alla fine del decennio. Il tour riscosse grande successo ma generò anche polemiche di natura politica, come quella sorta durante una data a Stoccolma, in cui Bowie venne imputato di aver rilasciato la seguente dichiarazione: « [...] la Gran Bretagna trarrebbe beneficio dall'avvento di un leader fascista [...]»; inoltre poco dopo la polizia di frontiera lo fermò sul confine russo-polacco per possesso di alcuni cimeli nazisti.[150] La controversa vicenda culminò a Londra nel maggio seguente, in quello che divenne noto come "l'incidente della Victoria Station". Nel pomeriggio del 2 maggio 1976, Bowie tornò in Gran Bretagna dopo due anni di assenza con un hovercraft proveniente da Ostenda; lasciando la stazione londinese su una Mercedes-Benz landaulet nera, il musicista salutò la folla di fan adoranti che lo aspettavano con un gesto del braccio sinistro che venne scambiato per un saluto nazista, episodio che venne fotografato e pubblicato su New Musical Express. Bowie dichiarò che il fotografo aveva semplicemente "congelato" il gesto del suo braccio a mezz'aria nel corso di un normale saluto.[151] La maggior parte della stampa britannica ignorò l'incidente, tuttavia i vari tabloid scandalistici specularono non poco sulle presunte tendenze naziste del cantante, alimentando il tutto con citazioni riciclate dagli anni precedenti, come quella rilasciata da Bowie in un'intervista a Cameron Crowe dove affermava che «Adolf Hitler è stato una delle prime vere rockstar [...]», oppure citando la canzone Somebody Up There Likes Me contenuta nell'album Young Americans, in cui parlava del ritorno di Hitler.[152] Successivamente Bowie si scusò pubblicamente per questi suoi ambigui atteggiamenti, imputandoli alla sua dipendenza dalla cocaina dell'epoca e all'eccessiva immedesimazione nel personaggio del "Duca Bianco":[153]« [...] ero fuori di testa, totalmente impazzito. Ero interessato principalmente alla mitologia più che all'intera faccenda su Hitler e il totalitarismo [...] e avevo scoperto Re Artù».[154]

La fascinazione del Duca Bianco per l'occulto
Il soggiorno a Los Angeles del 1975-76

Nell'aprile 1975, Bowie si trasferì a Los Angeles in una villa presa in affitto al 637 di North Doheny Drive.[155] All'epoca assumeva quantità smodate di cocaina e si sosteneva con una dieta esclusivamente a base di latte e peperoni verdi e gialli, trascorrendo la maggior parte del periodo "in uno stato di costante terrore psichico" e debilitazione psicofisica arrivando a pesare solo una quarantina di chili.[senza fonte] Alcuni resoconti dell'epoca, principalmente derivanti da un'intervista fatta al cantante da Cameron Crowe, raccontavano di un Bowie che viveva in una casa piena di antichi manufatti egizi, candele nere sempre accese, circondato da varia iconografia nazista e intento a studiare trattati di magia nera e a conservare in frigorifero la propria urina imbottigliata,[156] terrorizzato dal fatto che un gruppo di streghe volesse rubare il suo sperma per qualche rito oscuro, ricevendo infine messaggi segreti da parte dei Rolling Stones sulle copertine dei loro dischi e minacce da Jimmy Page dei Led Zeppelin (notoriamente adepto di Aleister Crowley).[157] Questa ossessione per la magia, l'occulto e le teorie superomistiche del filosofo Friedrich Nietzsche, non era nuova per Bowie che già ne aveva dato traccia in due canzoni presenti in Hunky Dory (1971), Oh! You Pretty Things e Quicksand, e in altri brani ancora precedenti come Cygnet Committee del '69 e The Supermen del 1970. Ma la scintilla di questo rinnovato interesse sembrò essere un incontro avvenuto a New York con il "regista maledetto" Kenneth Anger, autore del film satanista Lucifer Rising.

In questo periodo, Bowie ebbe anche la sua prima e vera esperienza in campo cinematografico recitando come protagonista nel film di fantascienza L'uomo che cadde sulla Terra di Nicolas Roeg, regista che lo scritturò dopo essere rimasto colpito dalla visione del documentario Cracked Actor inerente al Diamond Dogs Tour dell'anno precedente. Per l'occasione David iniziò anche a comporre alcuni brani strumentali che avrebbero dovuto costituire la colonna sonora del film ma che invece confluirono nei suoi successivi prodotti discografici.

Il palazzo in Hauptstraße 155 a Berlino, dove abitarono Bowie e Iggy Pop.

Nel 1976 David si trasferì in Svizzera, acquistando una grande villa vicino Losanna, sulle colline a nord del Lago di Ginevra, tuttavia il suo consumo di cocaina incrementò ulteriormente, iniziando a minacciare seriamente la propria salute. Determinato a disintossicarsi e per distrarsi dallo stress dell'ambiente musicale, Bowie iniziò a dipingere producendo svariate opere post-moderniste. Prese anche l'abitudine di portarsi in tour un blocco degli schizzi per disegnare quando colto dall'ispirazione e fotografare qualsiasi cosa colpisse la sua immaginazione. Visitò anche molte gallerie d'arte a Ginevra, il Brücke-Museum di Berlino e Bowie divenne, nelle parole del biografo Christopher Sandford, «un prolifico produttore e collezionista d'arte contemporanea»;[158] i suoi quadri furono esposti in molte mostre personali e alcuni acquistati da musei britannici e statunitensi. David, inoltre è stato anche fondatore di un'associazione che intende favorire la visibilità di opere di giovani artisti.[159]

Le controverse dichiarazioni
sul Nazionalsocialismo
«Adolf Hitler è stato la prima vera rockstar!»[160]

Circa nello stesso periodo delle sessioni per l'album Station to Station, Bowie si immerse in intense letture su Hitler e la storia del Terzo Reich. Iniziò quindi a definire il proprio nuovo personaggio, The Thin White Duke, come una sorta di "vero ariano fascista" e a rilasciare dichiarazioni alla stampa in cui prevedeva l'imminente avvento di un nuovo regime fascista in Inghilterra. Questo controverso periodo culminò nel famigerato "incidente alla Victoria Station" del maggio '76 dove l'artista venne fotografato apparentemente nel gesto di fare un saluto nazista rivolto alla folla, circostanza tuttavia decisamente smentita dall'interessato. A posteriori Bowie avrebbe commentato questo suo pericoloso flirtare con il nazismo affermando di essere stato affascinato dal lato puramente teatrale ed esoterico di tale ideologia, considerando il suo approccio politico dell'epoca "molto immaturo". A questo periodo Bowie farà riferimento con i versi: «Visions of swastikas in my head, plans for everyone»[161] in China Girl nell'album Let's Dance del 1983 e, in riferimento a quanti lo avevano attaccato per le sue smentite in materia, scrisse: «To be insulted by these fascists, it's so degrading»[162] nel brano It's No Game presente in Scary Monsters (and Super Creeps) del 1980.

Prima della fine del 1976, l'interesse di Bowie per la scena artistica della Germania, lo portò a trasferirsi a Berlino Ovest per disintossicarsi definitivamente e rivitalizzare la propria carriera. Qui iniziò anche la sua proficua collaborazione con con Brian Eno e nel frattempo condivise un appartamento a Schöneberg con Iggy Pop e Corinne Schwab, sua assistente personale. Quest'ultima fu oggetto di grande gelosia da parte di Angie, moglie di Bowie, che dopo avere trascorso qualche giorno a Berlino, decise di non rimanervi e di continuare ad abitare negli Stati Uniti. Ad Angie, Bowie dedicò il brano "Be my Wife" (incluso in "Low") che invitava la moglie a rimanere con lui in questa nuova avventura. David iniziò a focalizzarsi sul minimalismo e sulla tetra musica ambient che caratterizzeranno i suoi album della cosiddetta "trilogia di Berlino".[163] Durante lo stesso periodo, David aiutò anche a risollevare le sorti della carriera di Iggy Pop, producendogli e scrivendo insieme a lui il suo primo album da solista intitolato The Idiot e il successivo Lust for Life, seguiti da un tour insieme in Inghilterra, Europa, e Stati Uniti nel marzo e aprile 1977, con Bowie nelle vesti di un anonimo tastierista della band dell'iguana.[164]

L'album Low del 1977, fu parzialmente influenzato dalla musica "krautrock" di Kraftwerk e Neu! ed evidenziò un passo avanti per Bowie come compositore e artista concettuale, distanziandosi dal semplice pop e rock per produrre un'ambiziosa musica più astratta, dove le liriche risultavano sporadiche e non indispensabili. Inizialmente l'album ricevette critiche negative per la sua apparente difficoltà di comprensione e la non commerciabilità del prodotto ma nonostante le perplessità, Low arrivò fino alla seconda posizione in classifica in Gran Bretagna, producendo anche il singolo di successo Sound and Vision. A posteriori, Low si rivelerà un vero e proprio album di culto, che porterà compositori d'avanguardia come Philip Glass a descriverlo « [...] un'opera geniale di incomparabile bellezza».[165][166][167] Lo stesso Glass arriverà a produrre un'intera sinfonia basata sulle musiche e le atmosfere dell'album, la Low Symphony del 1992.

Il Muro di Berlino nel 1986, dipinto sul lato occidentale

Seguendo l'approccio minimalista di Low, il 23 settembre del 1977 uscì Heroes che include il celebre brano omonimo scritto insieme a Brian Eno; questo nuovo album fuse pop e rock ampliandone i confini di genere e, dei tre album della trilogia berlinese, è quello che più si merita questo appellativo, essendo l'unico che fu interamente registrato a Berlino. Come Low, anche "Heroes" risultò un album pervaso dallo zeitgeist della guerra fredda, stigmatizzato dal muro che divideva in due la città di Berlino.[105] Anche questo album rappresentò un altro grande successo, raggiungendo la terza posizione in classifica nel Regno Unito. La title track, sebbene raggiunse all'epoca soltanto la posizione numero 24 nella classifica britannica dei singoli, divenne forse il brano più celebre e rappresentativo dell'intera carriera di Bowie, capace di resistere nel corso degli anni come sua canzone simbolo.[168] Verso la fine dell'anno, Bowie eseguì il brano allo show televisivo di Marc Bolan e ancora due giorni dopo in occasione dello speciale televisivo natalizio di Bing Crosby, dove si unì a Crosby in una versione di Peace on Earth/Little Drummer Boy. Cinque anni più tardi, il duetto si rivelò un successo mondiale, conquistando la terza posizione in Gran Bretagna nel 1982.[169]

Dopo aver completato Low e "Heroes", Bowie passò la maggior parte del 1978 in tournée, portando la musica dei primi due album della trilogia di Berlino a circa un milione di persone durante ben 70 concerti in 12 nazioni diverse. Dal tour venne ricavato l'album live Stage, pubblicato nel medesimo anno.[170] Sempre nel '78 uscì il film Just a Gigolò, con Bowie nella parte del protagonista. Il film riscosse un mediocre riscontro di pubblico e pessime recensioni da parte della critica.

Il capitolo finale della trilogia fu l'album Lodger del 1979 che mostrò un approccio simile alla musica minimalista, ambient e complessa dei precedenti due dischi ma con un parziale ritorno al rock convenzionale basato su percussioni e chitarre. Il risultato fu un complesso mix di elementi new wave e world music,Spitz, p. 298 con alcune influenze multietniche; alcune tracce furono composte utilizzando gli aforismi delle Strategie Oblique di Brian Eno e Peter Schmidt: Boys Keep Swinging nacque così, incoraggiando i musicisti a "percuotere" i propri strumenti, mentre per Move On si ricorse alla progressione di accordi di All the Young Dudes suonati al contrario e per Red Money utilizzando la traccia strumentale base di Sister Midnight, brano precedentemente composto insieme a Iggy Pop.[senza fonte] L'album venne registrato interamente nello studio di Bowie in Svizzera e segno l'interruzione del rapporto collaborativo tra Bowie e Brian Eno, che sarebbero tornati a lavorare insieme soltanto negli anni novanta. Lodger raggiunse la quarta posizione in Gran Bretagna e la numero 20 negli Stati Uniti e dal disco furono estratti i singoli Boys Keep Swinging e DJ.[senza fonte][171] Anche se inizialmente fu recepito come una chiusura in tono minore della trilogia di Berlino, Lodger sarebbe stato rivalutato nel corso degli anni, anche in virtù del deludente risultato dei successivi album degli anni ottanta di Bowie. Verso la fine del 1979, l'unione fra Bowie e Angela terminò e furono avviate le pratiche di divorzio che portarono alla separazione definitiva, non priva di strascichi legali e accuse reciproche, all'inizio del 1980.[172]

Il successo commerciale e di massa (1980-1989)[modifica | modifica wikitesto]

Bowie nel 1983 nel corso del Serious Moonlight Tour

Con gli anni ottanta Bowie investì molto di più nella carriera di attore cinematografico e teatrale e incrementò, sia come numero di tappe che come grandiosità, i suoi tour, mentre la produzione discografica si basò per tutto il decennio su un raffinato quanto generico pop, con album contenenti alcune hits più commerciali, adatte ad una massiccia trasmissione radiofonica. Ashes to Ashes, Let's Dance, China Girl, Loving the Alien sono soltanto alcuni dei successi alimentati dai suggestivi video che li accompagnarono; un fenomeno, quello dei video, che Bowie già ben conosceva e che sfruttò nel modo migliore, da poliedrico artista a tutto tondo quale si è sempre dimostrato.

Il nuovo decennio cominciò bene con il successo di Scary Monsters (and Super Creeps), che produsse la hit da primo posto in classifica Ashes to Ashes. Il brano conferì una grande visibilità internazionale al movimento underground dei New romantic, quando Bowie visitò il night club "Blitz" di Londra per reclutare diverse comparse da utilizzare nel celebre videoclip della canzone stessa, incluso Steve Strange dei Visage. Nel video David comparve vestito da inquietante pierrot, in uno dei suoi travestimenti più famosi[173] e l'album invece contiene contributi chitarristici da parte di musicisti come Robert Fripp, Pete Townshend e Tom Verlaine.[174] Mentre Ashes to Ashes raggiunse la vetta della classifica britannica dei singoli, Bowie si recò a New York per recitare a Broadway in una pièce teatrale tratta dalla triste storia di John Merrick, il cosiddetto "uomo elefante", interpretando proprio la parte del deforme Merrick, senza l'ausilio di nessun make up e riscuotendo critiche lusinghiere.[175] Lo stesso anno, Bowie fece un'apparizione nel film tedesco Christiane F. - Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, basato sulle esperienze di giovani tossicodipendenti berlinesi negli anni settanta. La colonna sonora del film, nella quale Bowie è l'unico artista presente con suoi pezzi tratti dagli album Station to Station, Low, Heroes, e Lodger, venne pubblicata pochi mesi dopo e riscosse un buon successo.

Nel 1981 Bowie collaborò con i Queen per la preparazione del loro album Hot Space, nello specifico, per la traccia Under Pressure che in seguito venne estratta come singolo. Il duetto con Freddie Mercury si rivelò un grande successo, divenendo il terzo singolo numero 1 di Bowie in Gran Bretagna. Sempre nel 1981 ottenne il ruolo principale nell'adattamento televisivo della BBC dell'opera di Bertolt Brecht Baal. In contemporanea con la messa in onda del programma, venne pubblicato un EP a cinque tracce con brani tratti dal lavoro teatrale incisi a Berlino, intitolato David Bowie in Bertolt Brecht's Baal.

Il grande successo internazionale e l'apice della popolarità arrivarono con l'album Let's Dance del 1983. Co-prodotto insieme a Nile Rodgers degli Chic, l'LP divenne Disco di platino su entrambe le sponde dell'Atlantico e dall'album vennero estratti tre singoli che raggiunsero i primi posti in classifica un po' in tutto il mondo: la title track Let's Dance, Modern Love, e China Girl, accompagnati da acclamati video promozionali. L'uscita di Let's Dance fu seguita dal Serious Moonlight Tour, durante il quale Bowie venne accompagnato dal chitarrista Earl Slick e dai coristi Frank & George Simms. Il tour mondiale durò sei mesi e riscosse un enorme successo, anche se alcuni critici sottolinearono che la musica di Bowie subì un'involuzione troppo "commerciale"[176] In occasione di questo nuovo tour Bowie si reinventò per l'ennesima volta, con un look dai capelli iper-ossigenati e fisico abbronzato, proponendo al suo pubblico un accessibile dance-rock dagli accenti ballabili, anche se non scevro talvolta da tematiche disturbanti e testi impegnati.

Bowie durante il Glass Spider Tour del 1987.

Sempre nel 1983 Bowie partecipò in veste di attore protagonista al film Furyo, conosciuto anche con il titolo originale Merry Christmas Mr. Lawrence, diretto da Nagisa Ōshima e basato sul romanzo The Seed and the Sower di Laurens van der Post. L'interpretazione data dal musicista venne ampiamente lodata dalla critica e il film riscosse un buon successo di pubblico.

Il 1984 fu la volta di Tonight, altro album dall'impronta dance e fortemente commerciale che portò Bowie a vivere una proficua stagione di collaborazioni con svariati artisti internazionali tra cui Tina Turner e, ancora una volta, con il vecchio amico Iggy Pop. Il disco include svariate cover, tra le quali anche una criticatissima versione del classico dei Beach Boys del 1966 God Only Knows. L'album lanciò tuttavia la hit Blue Jean, che inoltre fu alla base del cortometraggio musicale Jazzin' for Blue Jean per il quale Bowie si aggiudicò il Grammy Award for Best Short Form Music Video.

Nel 1985 il musicista si esibì nel corso del Live Aid allo stadio di Wembley di Londra. Durante l'evento, venne proiettato un video realizzato appositamente dove Bowie duettò con il leader dei Rolling Stones Mick Jagger nel brano Dancing in the Street, che successivamente arrivò al primo posto delle classifiche. Lo stesso anno, Bowie collaborò con Pat Metheny per l'incisione della canzone This Is Not America che, pubblicata su singolo, riscosse un buon successo sia in America che in Gran Bretagna.[177]

L'anno successivo Bowie recitò nel film Absolute Beginners. La pellicola ricevette critiche negative, ma il pezzo omonimo scritto da Bowie per la colonna sonora raggiunse la seconda posizione in Gran Bretagna. Altra partecipazione cinematografica dell'anno fu quella nel film fantastico Labyrinth - Dove tutto è possibile, dove Bowie interpretò il malvagio re dei goblin Jareth e per il quale scrisse e registrò cinque nuove canzoni.

Nel 1987 fu la volta del nuovo album Never Let Me Down, che proseguì il discorso stilistico dei precedenti due dischi con marcate sonorità anni ottanta. L'album ricevette pessime critiche e un moderato riscontro da parte del pubblico, raggiungendo la sesta posizione nella classifica britannica. A posteriori Bowie definì l'opera come «il suo peggior album in assoluto», descivendolo «un disco orribile».[178] Tuttavia, per la promozione di Never Let Me Down, Bowie organizzò il mastodontico Glass Spider Tour che partì il 30 maggio 1987 e si protrasse con successo per 86 date in giro per il mondo.

Il breve periodo con i Tin Machine (1989–1990)[modifica | modifica wikitesto]

Bowie durante una data del Sound+Vision Tour del 1990

Nel 1989 Bowie scelse di dare una nuova svolta alla sua carriera e prendersi un periodo di riflessione, rifugiandosi in un relativo anonimato collaborando con un gruppo rock in qualità di semplice tastierista, membro dello stesso. La neonata band, battezzatasi Tin Machine, comprendeva tra i suoi membri, oltre a Bowie stesso, il chitarrista Reeves Gabrels e i fratelli Tony e Hunt Sales, rispettivamente batterista e bassista, con i quali David aveva già collaborato negli anni settanta per l'album di Iggy Pop Lust for Life.[179]

Sebbene all'interno dei Tin Machine vigesse una democrazia assoluta, ben presto la natura da leader di Bowie iniziò a prevalere nelle dinamiche di gruppo, sia come compositore principale che come guida carismatica.[180] Nel 1989 l'album di debutto della band, Tin Machine, venne inizialmente ben accolto da pubblico e critica, anche se l'eccessiva politicizzazione delle liriche provocò qualche perplessità. Il disco raggiunse la terza posizione in classifica nel Regno Unito e il primo tour mondiale dei Tin Machine si rivelò un successo commerciale, anche se non trascurabili furono i rimpianti da parte della critica per il periodo del Bowie solista anni settanta.[181]

Dopo una serie di singoli fallimentari, Bowie, dopo un dissidio con la EMI, lasciò l'etichetta discografica[182] e anche l'avventura dei Tin Machine si concluse dopo la pubblicazione di un secondo album in studio e di uno dal vivo entrambi male accolti da pubblico e critica.

Bowie tornò alla attività da solista con il Sound+Vision Tour del 1990, che lo tenne impegnato per sette mesi nel portare in giro per il mondo i suoi vecchi successi, riscuotendo ottimi consensi e lauti guadagni.[183]

Elettronica, nuove sperimentazioni e il ritorno al passato (1990-1999)[modifica | modifica wikitesto]

Bowie in concerto nel 1997

Nel 1990 Bowie tornò definitivamente ad abitare a New York, trasferendosi in un grande appartamento affacciato su Central Park[184] e si dedicò alla sperimentazione progettando i futuri album, tutti molto diversi tra loro, che uscirono nei primi anni novanta. Per la loro realizzazione tornò ad avvalersi della collaborazione di Brian Eno con cui lavorò esplorò i generi musicali e le tendenze musicali di fine secolo, tra cui la musica hip hop, la jungle e la drum and bass.

Nell'aprile 1992 Bowie apparve al Freddie Mercury Tribute Concert, concerto in memoria del defunto leader dei Queen morto l'anno precedente. Oltre ad eseguire Heroes e All the Young Dudes, egli venne raggiunto sul palco da Annie Lennox per l'esecuzione di Under Pressure.[185]

Il 6 giugno del 1992 Bowie convolò nuovamente a nozze con la modella somalo-americana Iman Mohamed Abdulmajid, con una cerimonia privata celebratasi presso la Chiesa episcopale americana di Saint James a Firenze.

Il 1993 vide la pubblicazione del primo album solista dopo la collaborazione i Tin Machine, con un disco influenzato da soul, jazz e hip hop, intitolato Black Tie White Noise, caratterizzato da un preponderante impiego di strumenti elettronici. L'album, che riunì Bowie con il produttore di Let's Dance Nile Rodgers, confermò il ritorno al successo del cantante, raggiungendo la vetta della classifica britannica e generando due singoli da Top 40 e uno da Top 10, ovvero il brano Jump They Say dedicato al fratello suicidatosi anni addietro.[186] Bowie esplorò in seguito anche nuove tendenze musicali ambient con The Buddha of Suburbia, realizzato come colonna sonora dell'omonima mini serie televisiva tratta dal romanzo di Hanif Kureishi. L'album ricevette buone critiche ma fu un insuccesso commerciale, fermandosi alla posizione numero 87 in classifica.[senza fonte]

Il ritorno alla collaborazione con Brian Eno portò al risultato di maggior spicco di 1.Outside e la creazione di un nuovo, sofisticato alter ego nella figura del detective Nathan Adler, sorta di protagonista di questo bizzarro album il cui tema è quello di un omicidio artistico rituale. Denigrato ed esaltato in egual misura, l'album riscosse consensi sia in America che in Europa e produsse anche alcuni dei singoli di maggior successo del Bowie anni novanta come la canzone Hallo Spaceboy, fortunata collaborazione con i Pet Shop Boys.[187]

La stella di Bowie sulla Hollywood Walk of Fame

Il 17 gennaio 1996 Bowie venne introdotto nella Rock and Roll Hall of Fame,[188] riconoscimento che si andò ad aggiungere alla celebre stella della Hollywood Walk of Fame, già guadagnata alcuni anni prima.[189] Nel dicembre dello stesso anno Bowie ebbe un'intuizione commerciale che si rivelò molto proficua, divenendo la prima rockstar quotata in borsa; per la prima volta nella storia della finanza internazionale, un personaggio di primo piano dello spettacolo offrì agli investitori delle obbligazioni garantite dal proprio catalogo discografico. I Bowie Bonds collocati sulla piazza di Wall Street ebbero una validità decennale e furono garantiti principalmente dai proventi di 287 canzoni contenute nei suoi 25 album registrati prima del 1990, per un valore complessivo di 55 milioni di dollari e furono interamente acquistati dalla Prudential Insurance Company di New York. Quest'operazione si rivelò una mossa finanziaria che tramutò Bowie in uno dei cantanti più ricchi del mondo e il suo esempio venne presto seguito anche da altri artisti internazionali come Elton John, James Brown, Ashford & Simpson e The Isley Brothers.[190]

Nello stesso periodo Bowie intuì le grandi potenzialità del web e, oltre al suo personale sito web www.davidbowie.com, nella primavera del 1996 decise anche di istituire il BowieNet, ovvero il primo portale tematico creato da un cantante,[191] attraverso cui era possibile collegarsi al web ma anche scaricare legalmente i brani musicali della sua discografia;[192] in seguito il BowieNet venne candidato al Wired Award 1999 come miglior sito di intrattenimento dell'anno[193] e rimase attivo fino al 2012.

Nel 1997 uscì il nuovo album Earthling, includendo nuove sperimentazioni di musica jungle e drum and bass, che fu un successo più di pubblico che di critica e produsse la hit Little Wonder, brano con cui si esibì anche al 47° Festival di Sanremo in qualità di ospite.

In occasione del nuovo album 'hours...' del 1999, Bowie cambiò nuovamente look abbandonando i capelli corti ramati alla volta di un look "capellone" analogo a quello degli esordi. L'album fu caratterizzato dal singolo di successo Thursday's Child e fu un parziale ritorno alle atmosfere pop-rock di album come Hunky Dory.

Heathen, Reality e il ritiro dalle scene (2000-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Bowie al termine di un suo concerto a Chicago del tour Heathen nel 2002

Nel 2000 ebbero luogo alcune sessioni per il progettato album intitolato Toy, che avrebbe dovuto essere una compilation di nuove versioni di alcuni dei primi brani di Bowie con l'aggiunta di tre nuove canzoni ma che rimase inaspettatamente inedito. Il 15 agosto dello stesso anno nacque Alexandria Zahra "Lexie" Jones, figlia di David e Iman.[194]

Nell'ottobre 2001, Bowie aprì The Concert for New York City, un evento di beneficenza in favore delle vittime degli attentati terroristici dell'11 settembre 2001, con una performance minimalista del brano America di Simon & Garfunkel, seguita poi dalla classica "Heroes".[195]

La collaborazione di Bowie con Tony Visconti proseguì nel 2002 con la produzione di Heathen, un album di brani inediti seguito dal lungo tour americano ed europeo del 2002 che prese il via dal Meltdown Festival di Londra, del quale Bowie fu quell'anno il curatore, invitando grandi artisti come Philip Glass, i Television e i The Dandy Warhols.

David Bowie con il figlio primogenito Duncan Jones

L'anno seccussivo invece pubblicò l'album Reality[196] e il tour promozionale ottenne un grande successo di pubblico ma fu interrotto drammaticamente il 25 giugno del 2004 quando, dopo il concerto all'Hurricane Festival di Scheeßel, Bowie venne ricoverato d'urgenza ad Amburgo per il grave blocco di una coronaria, i cui sintomi furono avvertiti già giorni prima. A seguito dell'operazione di angioplastica coronarica Bowie rientrò a New York, ma le restanti undici date finali del tour furono cancellate.[197][198]

Negli anni successivi Bowie rimase lontano dalle scene, se si eccettuano alcune rare apparizioni, tuttavia si dedicò alla registrazione di alcuni pezzi per il cinema, come il suo vecchio successo Changes in duetto con Butterfly Boucher per il film animato Shrek 2 del 2004 e scrisse il brano (She Can) Do That del 2005, realizzato con Brian Transeau, per il film Stealth - Arma suprema.[senza fonte][199]

Tornò ad esibirsi dal vivo l'8 settembre 2005 con gli Arcade Fire, per l'evento televisivo statunitense Fashion Rocks e si unì nuovamente alla band canadese una settimana dopo per la CMJ Music Marathon.[200] Alcuni mesi dopo cantò in un brano dell'album Return to Cookie Mountain dei TV on the Radio,[201]

L'8 febbraio 2006 gli fu assegnato il premio Grammy Award alla carriera[202] e, dopo aver annunciato in aprile che sarebbe rimasto lontano dalle scene per un anno,[203] il 29 maggio comparve a sorpresa al concerto di David Gilmour alla Royal Albert Hall di Londra. Alcune delle canzoni dell'evento furono incise per il DVD Remember That Night.[204]

Il suo ultimo concerto dal vivo fu quello del novembre 2006 con Alicia Keys per uno spettacolo di beneficenza alla Black Ball di New York.[205][206] Nello stesso anno, partecipò come attore al film The Prestige di Christopher Nolan nel ruolo di Nikola Tesla.

Nel 2007 registrò uno spot pubblicitario con Snoop Dogg per l'emittente americana XM Satellite Radio[207] e collaborò con Lou Reed nell'album No Balance Palace del gruppo rock danese Kashmir.[208] Tuttavia i suoi impegni artistici proseguirono e nel medesimo anno Bowie fu scelto come direttore artistico dell'High Line Festival di Manhattan,[209] e collaborò nell'album di Scarlett Johansson Anywhere I Lay My Head, che contiene cover di Tom Waits.[210] Nel 40º anniversario dell'allunaggio dell'Apollo 11, la EMI pubblicò nel 2009 le tracce della registrazione originale di Space Oddity in una competizione a cui fu invitato il pubblico per registrarne un remix.[211]

Nel gennaio del 2010 uscì il doppio album live A Reality Tour, contenente materiale registrato durante l'ultima tournée del 2003 e del 2004.[212]

Il 21 gennaio 2009, su alcuni blog si diffuse la notizia secondo la quale Bowie era a Berlino per la registrazione di un nuovo album, ma arrivò subito la smentita pubblicata anche sul sito ufficiale dell'artista.[213]

Nel marzo 2011, fu possibile scaricare da internet l'album inedito Toy, la cui pubblicazione era stata annullata nel 2001, che contiene alcuni dei brani usati per Heathen e la maggior parte dei lati B dei singoli provenienti dallo stesso disco.[214][215]

Nel 2012 la Louis Vuitton lo ingaggiò come nuovo testimonial per la nuova campagna americana del 2013.[216]

Il ritorno con The Next Day (2010-2013)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Next Day.
Bowie nel 2009

Dopo dieci anni di assenza e un paio di anni trascorsi con Visconti a lavorare in segreto a nuovi brani,[217] l'8 gennaio 2013 Bowie annunciò il nuovo album The Next Day.[218] A precedere l'album fu lanciato soltanto il nuovo singolo e il relativo video di Where Are We Now? realizzato da Tony Oursler, seguito da The Stars (Are Out Tonight), pubblicato il 25 febbraio. The Next Day uscì il 12 marzo successivo ottenendo un ottimo successo di pubblico e di critica, piazzandosi in vetta alle classifiche in tutto il mondo.[219]

Il 5 novembre uscì The Next Day Extra, una speciale versione deluxe contenente anche un DVD con i videoclip di Where are we now?, The Stars are out Tonight, The Next Day e Valentine's Day e quattro canzoni inedite in aggiunta all'edizione standard.[220]

Nell'autunno 2014 Bowie pubblicò una nuova antologia: Nothing Has Changed, titolo derivato da un verso del brano Sunday presente in Heathen del 2002. La nuova raccolta fu pubblicata in diversi formati e contiene un brano inedito: Sue (In the Season of Crime), dal carattere decisamente jazz-funk e che è stato pubblicato anche come singolo. Il nuovo greatest hits ottenne un notevole successo, soprattutto in Europa e in particolar modo nel Regno Unito, dove Bowie da sempre ha lo "zoccolo duro" dei suoi fan. Nothing Has Changed raggiunse il nono posto nelle chart inglesi e si aggiudicò, dopo qualche mese, l'ennesimo disco d'oro per avere venduto oltre 100.000 copie.

Nell'ottobre 2015 John Giddins, storico organizzatore di concerti londinesi, rivelò che Bowie non si sarebbe più esibito più dal vivo, con l'intezione di non intraprendere più alcun tour, compreso quello inerente all'uscita di The Next Day.[221]

L'ultimo album Blackstar e la morte (2013-2016)[modifica | modifica wikitesto]

Il memorial spontaneo organizzato a New York, sotto la casa del cantante al 285 di Lafayette Street
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Blackstar (album).

A due anni dal precedente album, il 17 dicembre 2015 è stato lanciato il singolo Lazarus, anch'esso accompagnato da un video. Con lo stesso titolo il 12 dicembre ha debuttato anche l'omonimo musical scritto e prodotto per Broadway da Robert Fox, per la cui prima teatrale Bowie ha presenziato, compiendo la sua ultima apparizione pubblica.[222]

L'8 gennaio del 2016, giorno del suo sessantanovesimo compleanno, è uscito Blackstar (stilizzato come ★), il suo ultimo lavoro. Due giorni dopo, nella notte del 10 gennaio, Bowie si è spento attorniato dai suoi familiari nel suo attico di New York[223] per fatali complicazioni epatiche causate da un cancro al fegato[224][225] con cui ha segretamente lottato per diciotto mesi.[4]

La triste notizia è apparsa inaspettatamente sul suo profilo Facebook ufficiale e nei giorni successivi lo stesso produttore Robert Fox, molto amico di Bowie, ha rivelato che la rockstar gli avrebbe confidato di voler intraprendere una cura sperimentale contro il cancro.[226][227] Fox raccontò inoltre che solo pochi fidati amici e i familiari erano a conoscenza della sua malattia[228] ma che altrettante persone, tra coloro che stavano lavorando alla registrazione dell'album, non erano a conoscenza della diagnosi fino alla triste notizia.

Secondo il produttore Tony Visconti durante la lavorazione di Blackstar Bowie avrebbe tratto ispirazione dal rapper Kendrick Lamar e subìto l'influenza di gruppi alternativi come i Death Grips.[229] Sempre secondo Visconti, gran parte dei testi delle nuove canzoni dell'album farebbero riferimento alla malattia di Bowie e all'eventualità di una morte imminente, tanto da far concepire a Bowie l'intero progetto come il suo testamento spirituale, una sorta di ultimo commiato al suo pubblico.[230]

(EN)

« He always did what he wanted to do. And he wanted to do it his way and he wanted to do it the best way. His death was no different from his life - a work of Art. He made Blackstar for us, his parting gift. I knew for a year this was the way it would be. I wasn't, however, prepared for it. He was an extraordinary man, full of love and life. He will always be with us. For now, it is appropriate to cry. »

(IT)

« Ha sempre fatto quello che voleva. E voleva farlo a modo suo, e voleva farlo al meglio. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un'opera d'arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo di addio. Sapevo da un anno che sarebbe andata così. Non ero preparato, però. È stato un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Per ora, possiamo solo piangere.[231] »

(Tony Visconti)
Copertina dell'ultimo album Blackstar, pubblicato due giorni prima della morte

Il 12 gennaio Blackstar ha debuttato in cima alla UK Albums Chart grazie a vendite superiori alle 100.000 copie,[232] ottenendo la certificazione di disco d'oro nel Regno Unito in poco meno di un giorno dalla sua pubblicazione. L'album in poco tempo si è imposto sulle classifiche mondiali, raggiungendo la prima posizione in vari Paesi, tra cui Australia, Belgio,[233] Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Svezia, Danimarca,[234] Canada, Finlandia, Argentina, Italia,[235] Nuova Zelanda[236] e Stati Uniti, dove esordisce in prima posizione nella Billboard 200 con 130.000 copie, risultato mai ottenuto in precedenza da Bowie in vita in così poco tempo.[237]
L'intero catalogo con tutti i video di Bowie ha ricevuto l'11 gennaio su Vevo oltre 51 milioni di visualizzazioni in appena ventiquattro ore, superando il primato prima detenuto da Adele il giorno dell'uscita di Hello.[238]
Alcuni giorni dopo, l'azienda Amazon.com ha rivelato di averne esaurito ogni edizione, sia in vinile che in formato CD, riportando di non aver registrato mai un tale numero di vendite in così poco tempo.[239]

Nel frattempo, molte personalità del mondo della musica hanno partecipato al lutto: il 13 gennaio, durante un suo concerto a Los Angeles, Elton John ha interrotto la scaletta dello spettacolo per rendere omaggio alla rockstar. Il 12 gennaio anche Madonna, nella tappa di Houston del suo Rebel Heart Tour, ha voluto ricordarlo con una cover di Rebel Rebel.[240]

Mick Jagger ha ricordato a nome dei Rolling Stones su Twitter quello che era per lui e per il gruppo il tempo passato con Bowie, descritto come un uomo "meraviglioso e gentile":

« Siamo profondamente rattristati nell'apprendere della morte del nostro caro amico David Bowie. Non solo era un uomo meraviglioso e gentile ma era un artista straordinario, "the true original".[241] »

Il giorno della sua morte tutti i maggiori social networks, come Facebook, Instagram e Twitter registrarono in poco tempo un forte flusso di informazioni e scambi di messaggi. Milioni di fans ma anche molti esponenti della musica, dello spettacolo e della politica (come David Cameron, Ricky Gervais, Billy Idol, Pharrell Williams, Enrico Ruggeri, Bryan Adams, Bruce Springsteen, J.K. Rowling, gli Arcade Fire, Russell Crowe, gli U2, Kanye West, Paul McCartney, Martin Scorsese, Barack Obama e Iggy Pop, solo per citarne alcuni) si sono detti molto addolorati per la morte del cantante, lasciando dediche, messaggi di cordoglio ai familiari, fotografie e video sul web.

Il 14 gennaio alcuni tra i maggiori quotidiani americani hanno diffuso la notizia secondo la quale le spoglie di Bowie sono state cremate il 12 gennaio nel vicino stato del New Jersey secondo le precise disposizioni da lui lasciate, ovvero senza alcun rito di suffragio e senza la presenza di familiari e amici.[242][243] In seguito, attraverso un comunicato pubblicato su Facebook, la famiglia, i figli e gli amici più stretti del cantante hanno ringraziato i fans di tutto il mondo per la solidarietà e l'affetto mostrati e che avrebbero organizzato una personale cerimonia di commemorazione strettamente privata.[244]

Effettivamente, malgrado le numerose iniziative spontanee in tutto il mondo, non vi è stata alcuna commemorazione pubblica ufficiale, a esclusione di un grande concerto previsto alla Carnegie Hall,[245] già programmato prima della sua scomparsa, ma divenuto ormai un tributo alla sua memoria e i cui biglietti, esauriti rapidamente, hanno raggiunto cifre incredibili. Tuttavia la famiglia del cantante ha precisato che tale evento non è stato da loro proposto od organizzato, continuando a mantenere il più stretto riserbo sull'accaduto.[246] Vista la grande affluenza prevista, gli organizzatori del tributo hanno aggiunto alla prevista data del 31 marzo anche quella del 1° aprile; a questo doppio tributo di Bowie parteciperanno molti artisti tra cui: Michael Stipe, Blondie, Cyndi Lauper, Mumford & Sons, Pixies e il suo amico Tony Visconti.[247][248]

Alla fine di gennaio del 2016 alcuni quotidiani hanno reso noto i termini del testamento olografo depositato da David Bowie presso il tribunale di New York,[249] secondo cui era prevista la cremazione della salma e la dispersione delle ceneri. Il luogo indicato per lo spargimento è stato l'isola di Bali,[250] che David visitò più volte in vari viaggi, oppure un altro luogo a scelta più vicino,[251] purché venisse rispettato il rituale buddista.[252][253] Il testamento, firmato «David Robert Jones», ha stabilito la suddivisione dell'eredità di circa 230 milioni di dollari,[254] la cui metà è stata destinata alla vedova Iman,[255] comprendendo anche l'attico di Lafayette Street, mentre la restante metà è stata assegnata, un quarto ciascuno, al figlio primogenito Duncan e alla figlia Lexie, a cui è stato anche destinato un appartamento a Manhattan.[249] A beneficiare dell'eredità di David Bowie sono state anche Corinne Schwab, sua assistente personale da oltre trent'anni, a cui sono stati destinati 2 milioni di dollari[256] e Marion Skene, l'ex bambinaia a cui è stato versato un milione di dollari.[257]

Lo staff dell'etichetta discografica di Bowie ha inoltre comunicato che i ricavi di Blackstar incassati durante tutto il mese di gennaio 2016 sono stati devoluti interamente alla ricerca contro il cancro.[258]

Stile musicale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile musicale di David Bowie, assai difficile da classificare in maniera univoca,[259][260] è un art rock,[2] seppur caratterizzato da un'alternanza di sperimentazioni unite al sound tipicamente brit pop.

Inizialmente, la produzione musicale di Bowie si basò su sonorità nostalgiche influenzate dalla beat generation, con brani acustici folk rock, cui sarebbe seguita la metamorfosi degli anni settanta, che portò Bowie a diventare il primo esponente del glam rock.

Durante gli anni settanta, lo stile di Bowie cambiò innumerevoli volte, diventando più intimista e ispirato a più riprese al rock progressivo,[261] al dance rock, di cui fu anticipatore[1][262] e al proto-punk.[1][263] A conferma dell'eclettismo di questi anni vi sono i cupi The Man Who Sold the World (1970) e Station to Station (1976), il più pop Hunky Dory (1971),[1] Young Americans (1975), che sposta l'attenzione sul genere soul con la creazione del soul bianco,[1][259] e la "trilogia berlinese", considerata la sua parentesi più sperimentale.[259] Durante quest'ultima, Bowie subì anche l'influenza del krautrock e del rock sperimentale,[259] interpretando le tendenze, i disagi e i fermenti tipici del tempo, ma anticipando anche la "new wave" degli anni a venire.

A parte la parentesi pop degli anni ottanta ben rappresentata da Let's Dance del 1983, lo stile di Bowie ritornò a nuove sperimentazioni, innanzitutto con la formazione del gruppo Tin Machine, avviato sul finire degli anni ottanta, in cui Bowie propose un rock che è stato definito "metallico" e "aspro".[259][264] Più in là, con incursioni di elettronica e di industrial nell'album 1.Outside del 1995, fino a spaziare allo stile jungle nell'album Earthling del 1997.[259]

Dagli anni duemila lo stile musicale di Bowie tornò ad essere un raffinato rock, pur senza tradire le sonorità tipicamente brit pop delle origini; tuttavia negli ultimi album non mancano brani più introversi dal vago stile new wave.[265] L'ultimo album, Blackstar (2016), vede infatti l'artista cimentarsi in brani quasi d'avanguardia, fattore dovuto alla formazione jazzistica e sperimentale del complesso con cui sarebbe stato realizzato il disco.

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Mick Jagger (2003)

Oltre alle già citate collaborazioni con Lou Reed, Iggy Pop e Brian Eno, Bowie collaborò con Bing Crosby in un duetto natalizio cantando Peace on Earth/Little Drummer Boy per il programma televisivo Merrie Olde Christmas del 1977. Il brano fu però tenuto negli archivi dalla RCA, all'epoca l'etichetta discografica di cui faceva parte Bowie, finché nel 1982, prima che Bowie abbandonasse RCA per la EMI, fu pubblicato come singolo. Il disco raggiunse il terzo posto delle classifiche del Regno Unito diventando, col passare degli anni, un "evergreen" natalizio, sia come canzone che come video.

Nel 1981, Bowie collaborò con i Queen per registrare una versione quasi sconosciuta e inedita del brano Cool Cat e per la creazione di Under Pressure, nella quale duettò con il famoso gruppo rock inglese e che canterà anche al Freddie Mercury Tribute Concert insieme ad Annie Lennox e ai stessi Queen, orfani di Mercury. La canzone, che inizialmente venne chiamata People on Streets, fu quasi interamente composta dal bassista John Deacon, anche se accreditata ai Queen e Bowie; verrà poi inserita nell'album Hot Space del 1982.

Fra le altre collaborazioni del Duca Bianco vi fu anche quella col leader dei Rolling Stones, Mick Jagger. Insieme, nel 1985, a supporto del progetto Live Aid, realizzarono una versione della canzone di Martha & the Vandellas Dancing in the Street di cui si ricorda il videoclip. Si dice anche che fra le due rockstar, il legame sia stato più che professionale e che la celebre canzone Angie, che gli Stones realizzarono nel 1973 in controtendenza col loro stile di sempre, fosse ispirata ad Angela Bowie e indirettamente riferita a un'orgia a quattro fra lei, David, Mick e l'allora sua moglie Bianca Pérez-Mora Macias.

Nel medesimo anno Bowie incise insieme a Tina Turner il brano Tonight, title track dell'omonimo album del 1984. I due, inoltre, duetteranno insieme durante una data del Private Dancer Tour di Tina Turner del 1985.

Altra notevole collaborazione fu quella con i Pet Shop Boys nel 1996, per il brano Hallo Spaceboy: forte del successo del brano, che venne lanciato come singolo, Bowie si esibì con i Pet Shop Boys sia in programmi musicali come Top of the Pops che ai prestigiosi BRIT Awards del 1996.

Dopo aver collaborato all'esordio dei Placebo portandoli in tour come suoi supporters, Bowie collaborò con loro in due occasioni: per il singolo Without you I'm nothing, estratto dall'omonimo album, realizzarono una versione a due voci, mentre nel febbraio 1999 si esibirono insieme ai Brit Awards per una cover di 20th Century Boy, che i Placebo tra l'altro interpretarono anche nel film Velvet Goldmine, come membri della band immaginaria Malcolm & The Flaming Creatures. Lo stretto legame tra la band e Bowie fu testimoniato da vari episodi, come la presenza alla festa per il 50° compleanno di Bowie al Madison Square Garden nel 1997, l'omaggio tributatogli con una versione acustica di Five Years realizzata nel 2004 durante un programma televisivo francese e la toccante lettera d'addio scritta da Brian Molko poco dopo la morte di Bowie e pubblicata sul sito ufficiale della band.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 Bowie era sposato con l'ex modella somala Iman Mohamed Abdulmajid, da cui nel 2000 ebbe una figlia, Alexandria Zahra "Lexie"; la coppia aveva anche un figlio ciascuno dai matrimoni precedenti: Duncan Zowie Haywood Jones, nato nel 1971 dal matrimonio di Bowie con Mary Angela Barnett, e Zulekha, nata dal precedente matrimonio di Iman.

Bowie con sua moglie Iman all'High Line Festival di Manhattan

La presunta bisessualità[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine del 1964, quando Bowie faceva parte dei Manish Boys, il gruppo fece un'audizione alla BBC per una serie di concerti allo Star Club di Amburgo. Il cantante si assicurò l'ingaggio giurando all'organizzatore tedesco di essere gay.[266] In seguito, malgrado i suoi ostentati atteggiamenti ambigui e trasgressivi abbiano portato a ipotizzare una presunta omosessualità, Bowie incontrò la quattordicenne Dana Gillespie, che divenne la sua ragazza e che continuò a frequentare fino agli anni settanta.[267]

Nel gennaio 1972 venne pubblicata l'intervista per Melody Maker in cui ammise di essere gay.[124] L'intervista creò un certo clamore e in pochi pensarono a una tattica sensazionalistica alle porte del debutto di Ziggy Stardust. Nonostante ciò, il movimento gay britannico elesse David a suo simbolo. Del resto gli argomenti considerati tabù esercitarono sempre una forte attrazione su Bowie e il suo anticonformismo lo spinse verso la sottocultura omosessuale.[268]

Malgrado ciò i commenti di David sull'argomento formulati negli anni successivi furono tutt'altro che chiarificatori: « [...] è vero, sono bisessuale»,[269] disse alla rivista Playboy nel settembre 1976, tranne poi rispondere poco tempo dopo alla domanda di un altro intervistatore affermando il contrario: « [...] era solo una bugia, mi appiccicarono quell'immagine e io mi ci adeguai piuttosto bene per alcuni anni».[268] Durante il tour in Nuova Zelanda del 1978 dichiarò nuovamente di essere bisessuale,[270] mentre in occasione del suo lancio sul mercato di massa, nel 1983, si ritrattò le sue affermazioni precedenti, dicendo alla rivista Time che era stato «un grande equivoco» e su Rolling Stone lo definì «il più grande errore che abbia mai fatto».[271] Nel 1987, incalzato sull'argomento da Smash Hits, Bowie sottolineò divertito l'intera faccenda, consentendo alla rivista di pubblicare: «Ha-ha! Non dovreste credere a tutto quello che leggete».[272] Nel 1993, sempre sulla rivista Rollingstone smentirà definitivamente la voce riguardante la sua bisessualità: « [...] non mi sono mai sentito un vero bisessuale ma ero magnetizzato dalla scena gay underground. Era come un'altra realtà di cui volevo acquistare una quota. Questa fase durò solo fino al 1974 e morì più o meno con Ziggy. Davvero, avevo solo fatto mia la condizione di bisessuale, l'ironia è che non ero gay».[273]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di David Bowie.

La discografia di David Bowie consiste in 25 album in studio come solista e due con il gruppo dei Tin Machine di cui ha fatto parte. Lo stesso Bowie prima di morire, in una lettera a Brian Eno, si è riferito al suo ultimo lavoro come il suo 25° album.[66]

Oltre ai suoi venticinque album, si contano anche tre colonne sonore, cinque EP, otto live, 48 raccolte e 113 singoli.[66]

Una stima ha valutato la sua produzione in circa 720 canzoni, per un totale di oltre 145 milioni di copie vendute in tutto il mondo.[274][275]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Tin Machine[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Bowie interpretò una versione di Nature Boy nella colonna sonora del film Moulin Rouge!.

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Videografia di David Bowie.

Da sempre riconosciuto come uno dei pionieri del video musicale,[276] già nel 1969 Bowie aveva al suo attivo un numero di promo sufficiente a mettere insieme un lungometraggio, prima ancora di avere ottenuto il suo primo successo da classifica con un singolo. Il suo primo videoclip fu quello della canzone Space Oddity, pubblicato nel 1972 e diretto da Mick Rock agli RCA Studios di New York.

La videografia di Bowie comprende 71 videoclip promozionali da aggiungere ad altri quattro video di altri artisti a cui ha partecipato, 15 video album o compilation pubblicati in VHS, DVD e 18 apparizioni come ospite in video di altri artisti.

Creazioni più recenti come The Hearts Filthy Lesson, Little Wonder e Survive hanno confermato che Bowie continua a esplorare i confini del video musicale. Nel nuovo millennio collaborazioni con registi come Floria Sigismondi e Johan Renck e attori hollywoodiani come Gary Oldman e Tilda Swinton hanno portato i videoclip di Bowie ad avvicinarsi a veri e propri cortometraggi cinematografici.

Esibizioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

I tour[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Tour di David Bowie.

Anche se il primo tour ufficiale fu lo Ziggy Stardust Tour del 1972, l'attività live di Bowie cominciò con i Kon-rads, nel 1962, e proseguì con i diversi gruppi che lo accompagnarono fino al 1971. Dai King Bees ai Lower Third, fino a progetti più improvvisati come The Riot Squad, Turquoise e Feathers, i gruppi eseguirono cover di brani rock e R&B ma anche le prime composizioni originali di Bowie e il cantante alternò i concerti alla sua attività di mimo.

Dal 1972 al 2004, anno in cui realizzò la sua ultima tournée, Bowie ha collezionato 16 tour con i quali ha attraversato i cinque continenti.

Esibizioni radiofoniche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sessioni radiofoniche di David Bowie alla BBC.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Alla vita di David Bowie si è ispirato il noto film Velvet Goldmine del 1998, diretto da Todd Haynes con Jonathan Rhys-Meyers, Christian Bale e Ewan McGregor, prodotto da Michael Stipe.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Camei[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Produzioni cinematografiche[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, David Bowie è stato doppiato da:

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Premi e riconoscimenti di David Bowie.
Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordre des arts et des lettres
— 1999

A partire dal 1970, Bowie ha collezionato 41 nomination e 16 premi (11 per l'attività musicale, 2 per quella cinematografica, 3 per l'attività multimediale). Tra i più importanti i 2 BRIT Awards, 2 Grammy, 3 MTV Europe Music Awards e 1 Saturn Award. L'artista fu ammesso nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1996[277] mentre l'anno successivo fu premiato per il suo contributo all'industria dell'intrattenimento con una stella sulla Hollywood Walk of Fame, all'esterno dell'Hollywood Galaxy Theatre.[278]

Nel 2000 Bowie rifiutò il titolo di Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico e nel 2003 il titolo di Cavaliere dello stesso ordine.[279]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  28. ^ In seguito si è diffusa l'erronea convinzione che l'occhio sinistro di David fosse affetto da eterocromia, anche se a causa della pupilla paralizzata si poteva avere l'impressione che l'occhio sinistro fosse verdastro, anziché azzurro come quello destro.
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Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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