Extended play

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L'extended play, abbreviato in EP, è un disco in vinile o CD che contiene inediti, il cui numero di brani diversi può essere uguale ad un singolo e inferiore a un album. A seconda dei casi può essere catalogato come maxi singolo o mini album.

Gli EP in vinile[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente un EP in vinile è un disco di formato 7", 10" o 12" che contiene almeno quattro brani e gira a 45 giri al minuto. Se invece gira a 33 giri al minuto si usa la denominazione Q Disc.

Quando le tracce cominciano ad essere cinque o più ci si trova più propriamente davanti ad un mini album, mentre nel caso di 7" a 45 giri con tre canzoni vengono usate altre denominazioni (in genere disco tris) e, comunque, viene seguita la stessa numerazione di catalogo dei singoli (mentre gli Extended Play seguono una numerazione propria).

Gli EP vengono normalmente usati o per raggruppare alcune canzoni già pubblicate su singolo o per lanciare nuove canzoni. I brani erano suddivisi due per lato.

Non sempre gli EP hanno un titolo, spesso riportano sul fronte della copertina le quattro tracce in esso contenute, che quindi diventano il titolo vero e proprio del supporto.

A partire dagli anni ottanta gli EP vengono normalmente pubblicati su 12", più raramente su 10" e il numero di brani contenuti può variare da 3 in su. Come nel caso, ad esempio di Searching For Satori EP (contenente 3 brani) dei Bauhaus, The Reptile House E.P. (contenente 6 brani) dei Sisters of Mercy o ancora Baby EP (contenente 3 brani) dei Prozac+.

Gli EP in CD[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso del supporto in CD le case discografiche usano il termine EP con CD che hanno brani inediti, cioè quei brani che non sono stati pubblicati, distribuiti o rilasciati in precedenti album o raccolte. Altrimenti, se i brani sul disco sono stati pubblicati lo stesso giorno di un album o di una raccolta, si usa la denominazione CD singolo o CD singolo Maxi (quando il numero di tracce è superiore a due). Un CD singolo Maxi può contenere anche più di 8 tracce, purché il numero di brani differenti non superi il numero di quattro. Sia i CD singoli Maxi che gli EP hanno, nella maggior parte dei casi, al massimo quattro brani diversi: se il numero di tracce è superiore a quattro, di solito il disco contiene uno stesso brano in molteplici versioni.

Esempio di EP: Britney Spears – Someday (I Will Understand) (Giappone CD EP) distribuito dalla BMG nel 2005 in Giappone. Include cinque tracce, di cui quattro sono brani differenti tra loro, mentre l'ultima traccia è un remix dello stesso primo brano contenuto sul disco. Da questo esempio, si comprende che la catalogazione dei CD non avviene soltanto contando il numero di tracce, ma considerando anche se i brani sono inediti e quanti ce ne sono di diversi sul medesimo supporto. Questo CD è un EP, perché conteneva quattro canzoni inedite il giorno della sua distribuzione (21 settembre 2005). Se lo stesso giorno fosse stato pubblicato un album contenente i quattro brani inediti, il CD sarebbe diventato un CD singolo Maxi.

Esempio di CD singolo Maxi: Saint Etienne – Who Do You Think You Are? (US CD singolo) distribuito dalla Warner Music nel 1993 negli Stati Uniti d'America. Include otto differenti tracce, sei delle quali sono versioni della canzone che dà il titolo al disco, mentre altre due tracce (Hobart Paving e Your Head My Voice) hanno titolo diverso. Confezione Digipak. Etichettato come "compact disc maxi-single" (in italiano CD singolo Maxi) sulla parte anteriore della copertina.

Esempio di CD singolo con 2 brani diversi (non è un CD Maxi): Madonna – Lucky Star (Europa CD singolo) distribuito dalla Sire Records nel 1995 in Europa. Include Lucky Star (U.S. Remix) e I Know It, due brani completamente diversi tra loro. Da questo esempio si capisce che non bastano due canzoni per catalogare un CD singolo come Maxi.

Per avere un CD singolo Maxi servono almeno tre tracce, che possono essere anche la stessa canzone in varie versioni (remix e basi musicali), oppure si possono avere fino a quattro brani dal titolo completamente diverso senza avere necessariamente nessun remix o versione strumentale. Il CD è catalogato come CD singolo Maxi anche con più di tre tracce, sempre che queste siano versioni alternative ad un numero massimo di quatto brani contenuti sullo stesso disco (vedi l'esempio di Saint Etienne – Who Do You Think You Are?).

Dagli esempi presi in considerazione, si capisce che: un CD è catalogato come EP quando ha brani inediti, non più di quattro brani diversi (altrimenti si parla di mini album); invece è un CD singolo quando i brani non sono più inediti, perché usciti su un album o raccolta prima o lo stesso giorno di pubblicazione dello stesso singolo. Infatti, gruppi e artisti ricorrono a questo tipo di pubblicazione quando hanno del nuovo materiale da pubblicare, senza però necessariamente pubblicare un vero e proprio album. L'EP contiene poche tracce, solitamente il numero può aggirarsi all'incirca tra le 4 e le 7 tracce e la durata solitamente non raggiunge i 30 minuti.

Un EP contiene uno o più brani completamente inediti, non presenti in un album precedentemente pubblicato dall'artista perché scartati per motivi di spazio o perché non graditi particolarmente dall'artista o dalla sua etichetta (dando così ai fan l'opportunità di sentirli ugualmente) oppure brani nuovi che verranno poi inseriti nel successivo album (si ricordano ad esempio Hesher dei Nickelback, o anche "Extended Play" -appunto così intitolato- di Vasco Rossi che contiene Basta poco poi inclusa nell'album). Allo stesso modo può contenere versioni demo (Hybrid Theory dei Linkin Park), versioni live o alternative di brani già noti al pubblico. Può contenere anche delle cover inedite di brani di altri artisti registrate in studio (si citi Feedback dei Rush) o dal vivo (come ad esempio in A Change of Seasons dei Dream Theater).

Generalmente il pubblico delle masse ha una scarsa propensione ad acquistare questo tipo di pubblicazione, preferendo il vero e proprio album o al massimo il singolo,[senza fonte] mentre è particolarmente ricercata dai fan più accaniti di un artista e in particolar modo dai collezionisti, che per aggiungere un pezzo raro alla loro collezione la acquistano in negozi specializzati o la ordinano via Internet. In oriente invece gli EP sono particolarmente comuni ed apprezzati, specialmente in Giappone dove sono il tipico formato scelto dalle band emergenti, soprattutto nell'ambito del visual kei.[senza fonte]

Gli EP per DJ[modifica | modifica wikitesto]

Tra le produzioni di musica techno o house l'EP è sicuramente il formato di pubblicazione più diffuso, per facilitare il mixaggio ai DJ nelle discoteche: l'EP permette al DJ di districarsi in modo più pratico fra le tracce del disco, essendo solo due per lato. Anche le pubblicazioni dei vari remix di una traccia famosa sono spesso inseriti in un EP, non essendo (il più delle volte) superiori a 4 o 5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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