Songs in the Key of Life

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Songs in the Key of Life
Artista Stevie Wonder
Tipo album Studio
Pubblicazione 28 settembre 1976
Durata 95 min : 29 s
Dischi 2
Tracce 17
Genere Funk[1]
Soul[1]
Album-oriented rock[1]
Smooth soul[1]
Etichetta Motown
Produttore Stevie Wonder
Certificazioni
Dischi di diamante 1 Stati Uniti
Stevie Wonder - cronologia
Album successivo
(1977)

Songs in the Key of Life è un doppio album del cantautore statunitense Stevie Wonder, pubblicato dalla Motown nel 1976. Il disco raggiunse la prima posizione nella classifica Billboard 200 per 14 settimane negli Stati Uniti, la prima in Olanda, la seconda nel Regno Unito, la quinta in Nuova Zelanda, la sesta in Norvegia e la nona in Svezia grazie anche ai singoli I Wish e Sir Duke. Nel 1977 vinse il Grammy Award all'album dell'anno. L'album si situa al culmine del "periodo classico" di Wonder.[2] Il disco venne registrato principalmente al Crystal Sound Studio di Hollywood, con alcune sessioni tenutesi al Record Plant di Los Angeles, al Record Plant di Sausalito, e all'Hit Factory di New York City. I missaggi finali furono eseguiti al Crystal Sound.[3]

Ambizioso doppio LP con l'aggiunta di un EP bonus di quattro canzoni,[4] Songs in the Key of Life divenne uno dei maggiori successi di Wonder sia in termini di vendite che di critica. Nel 2005, l'album venne inserito alla posizione numero 57 nella lista dei migliori 500 album di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone. Nello stesso anno venne inserito nel National Recording Registry dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America, che lo definì "culturalmente, storicamente, ed esteticamente significativo".

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976, Stevie Wonder era ormai diventato uno dei personaggi più famosi nel mondo del R&B e della musica pop, non solo negli Stati Uniti, ma a livello mondiale. In un breve lasso di tempo, album quali Talking Book, Innervisions e Fulfillingness' First Finale avevano tutti contribuito al suo status di superstar, con gli ultimi due vincitori del Grammy Award for Album of the Year nel 1974 e nel 1975, rispettivamente. Alla fine del 1975, Wonder prese seriamente in considerazione l'idea di abbandonare il music business per emigrare in Ghana a lavorare in associazioni dedite all'aiuto di bambini disabili. In precedenza, aveva pubblicamente espresso il suo forte disappunto nei confronti del governo statunitense circa il modo nel quale esso stava guidando il Paese.[5][6] Wonder cambiò però idea, quando firmò un nuovo contratto discografico con la Motown il 5 agosto 1975. All'epoca, anche la Arista Records e la Epic Records erano interessate a lui. Il nuovo contratto prevedeva una durata di sette anni, sette LP, un compenso di 37 milioni di dollari e il totale controllo artistico, e si rivelò uno degli accordi maggiori mai raggiunti per un contratto di un artista musicale fino a quel punto.[5] Fin dall'inizio Wonder decise di prendersi una pausa di un anno dal mercato discografico, per focalizzare i suoi sforzi alla produzione di un album doppio da far uscire nel 1976.[7]

L'album fu pubblicato il 28 settembre 1976 su doppio LP con un EP supplementare contenente 4 brani (Saturn, Ebony Eyes, All Day Sucker e Easy Goin' Evening (My Mama's Call)) intitolato A Something's Extra e un libretto di 24 pagine con i testi delle canzoni.[8]

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Wonder utilizzò un microfono Electro-Voice RE20 per registrare la voce in brani quali I Wish.[3]

Il titolo provvisorio dell'album fu Let's See Life the Way It Is.[9] Wonder incise gran parte dell'album ai Crystal Sounds Studios di Hollywood, con Gary Olazabal e John Fischbach come ingegneri del suono.[3] Alcune tracce furono incise al Record Plant di Hollywood e di Sausalito. Quando i Crystal Sounds risultarono impegnati da altro artista, Wonder e Fischbach si spostarono all'Hit Factory di New York per un periodo di circa sei settimane.[3][10] Essendo un perfezionista, Wonder passò intere giornate in studio a rifinire i vari brani. Si dice che "non mangiasse e non dormisse, mentre tutti gli altri lo pregavano di fare una pausa".[7]

Un totale di 130 persone lavorarono all'album, ma la predominanza di Wonder nell'opera risulta evidente. Tra le molte persone presenti in studio durante le sessioni, ci furono nomi leggendari del R&B, del soul e del jazz. Herbie Hancock suonò in As, George Benson suonò la chitarra elettrica in Another Star, e Minnie Riperton & Deniece Williams aggiunsero cori di sottofondo a Ordinary Pain. Mike Sembello svolse un ruolo da protagonista durante le sedute per l'album, suonando la chitarra in molte tracce e scrivendo a quattro mani con Wonder la canzone Saturn. Alcune delle canzoni maggiormente pregne di "coscienza sociale" presenti sul disco furono scritte da Wonder insieme ad altre persone. Per esempio, Village Ghetto Land e Black Man, furono composte insieme a Gary Byrd, mentre Have a Talk with God venne scritta in collaborazione con Calvin Hardaway.

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Successo commerciale[modifica | modifica wikitesto]

Ampiamente anticipato, l'album superò ogni più rosea previsione di vendite. Debuttò al numero 1 della Billboard Pop Albums Chart l'8 ottobre 1976, diventando il terzo album nella storia a raggiungere tale risultato. In Canada, il disco riscosse lo stesso successo di pubblico, entrando direttamente al numero uno in classifica il 16 ottobre.[11] Songs in the Key of Life trascorse tredici settimane consecutive in vetta alla classifica negli Stati Uniti. Fu l'album con il maggior numero di settimane al numero 1 dell'anno. Il 15 gennaio 1977, l'album cedette infine la vetta a Hotel California degli Eagles. Songs in the Key of Life totalizzò complessivamente 35 settimane nella top ten e 80 settimane di permanenza in generale nella classifica di Billboard.

Nel 1977 il disco venne certificato disco di diamante dalla RIAA, per vendite superiori alle 10 milioni di copie nei soli Stati Uniti.[12]

Songs in the Key of Life fu anche il disco di maggior successo di Wonder in termini di singoli. Dall'album furono estratti i 45 giri I Wish e Sir Duke, entrambi saliti fino al numero 1 nella classifica di Billboard, Another Star (numero 32 negli Stati Uniti e numero 29 in Gran Bretagna) e As (numero 36 nelle classifiche Pop e R&B). Anche se non pubblicata su singolo, Isn't She Lovely divenne uno dei brani più famosi di Wonder, come anche Pastime Paradise (poi rifatta da Coolio negli anni novanta come Gangsta's Paradise) e Village Ghetto Land.

Accoglienza critica[modifica | modifica wikitesto]

Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 5/5 stelle
MusicHound 5/5 stelle
Rolling Stone 5/5 stelle
Robert Christgau A
Sputnikmusic 4.5/5 stelle
Piero Scaruffi 7/10 stelle[13]
OndaRock Consigliato[14]

All'epoca della sua pubblicazione, giornalisti e critici musicali, insieme a tutti quelli che avevano lavorato all'album, fuorno invitati a Long View Farm, uno studio di registrazione in Massachusetts, per una conferenza stampa. Tutti ricevettero copie autografate del disco e Wonder concesse varie interviste alla stampa. Il responso dei critici all'album fu positiva. Il disco venne lodato per la sua varietà di stili musicali e per i testi dei brani, pregni di contenuti sociali e personali dell'artista.[15]

Il 19 febbraio 1977, Wonder ricevette sette nomination ai Grammy Awards, incluso il prestigioso Album of the Year, riconoscimento da lui già vinto in passato per gli album Innervisions e Fulfillingness' First Finale.[8] Wonder non si presentò alla cerimonia, essendo in vacanza in Africa. In febbraio soggiornò in Nigeria per due settimane, principalmente per esplorare l'eredità musicale etnica del luogo. Presenziò alla premiazione tramite un collegamento via satellite, vincendo "a distanza" quattro dei sette premi per i quali era in lizza: Album of the Year, Best Male Pop Vocal Performance, Best Male R&B Vocal Performance e Producer of the Year.

Lascito artistico ed influenza[modifica | modifica wikitesto]

Con il passare degli anni, l'album divenne uno standard, ed è oggi considerato il capolavoro di Wonder e il suo album più rappresentativo. «Di tutti i miei dischi», egli disse alla rivista Q (aprile 1995), «Songs in the Key of Life è quello del quale sono più soddisfatto». Songs in the Key of Life viene spesso citato come uno dei migliori album della storia della musica leggera.[16] Venne votato miglior album dell'anno dal The Village Voice; nel 2001 fu nominato da VH1 il settimo miglior album di tutti i tempi; nel 2003, l'album è stato inserito alla posizione numero 56 nella lista dei migliori 500 album di sempre redatta dalla rivista Rolling Stone.

Molti musicisti hanno inoltre lodato la qualità dell'album e riconosciuto l'influenza che esso ha avuto sul loro lavoro. Per esempio, Elton John disse che secondo lui, Songs in the Key of Life era il miglior album mai pubblicato.[17] Nel corso di un'intervista con la rivista Ebony, Michael Jackson definì Songs in the Key of Life il suo album preferito di Stevie Wonder. George Michael citò l'album come il suo preferito di sempre[18] e insieme a Mary J. Blige reinterpretò As per un singolo di successo nel 1999. Michael eseguì Love's in Need of Love Today nel corso del suo Faith Tour del 1988, e pubblicò la sua versione come B-side del 45 giri Father Figure. Inoltre eseguì anche Village Ghetto Land durante il Nelson Mandela 70th Birthday Tribute del 1988. Successivamente, Michael reinterpretò anche Pastime Paradise e Knocks Me Off My Feet nel corso del suo Cover to Cover Tour del 1991.

Nello specifico vari cantanti R&B espressero il loro apprezzamento per l'album – Prince lo definì il miglior disco mai registrato, Mariah Carey lo cita tra i suoi dischi preferiti, e Whitney Houston riconobbe l'influenza di Songs in the Key of Life sul suo stile di canto. Molte tracce dell'album sono state fatte oggetto di campionamenti da parte di artisti rap e hip-hop; per esempio, Pastime Paradise, venne rielaborata da Coolio negli anni novanta per la sua Gangsta's Paradise che riscosse enorme successo in tutto il mondo. Nel 1995, Najee incise un cover album intitolato Najee Plays Songs from the Key of Life, interamente basato sull'album di Wonder. Nel 1999, Will Smith utilizzò la base di I Wish per il suo singolo di successo Wild Wild West.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato 1[modifica | modifica wikitesto]

  1. Love's in Need of Love Today (Wonder) – 7:06
    • Eddie “Bongo” Brown—Collinga
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  2. Have a Talk with God (Calvin Hardaway, Wonder) – 2:42
    • All Instruments Stevie Wonder
  3. Village Ghetto Land (Gary Byrd, Wonder) – 3:25
    • All Instruments Stevie Wonder
  4. Contusion (Wonder) – 3:46
    • Mike Sembello—Lead Guitar
    • Raymond Pounds—Drums
    • Nathan Watts—Bass
    • Ben Bridges—Rhythm Guitar
    • Gregory Phillinganes—Keyboard
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Michael Gray, Josie James, Shirley Brewer, Artece May—Vocals
  5. Sir Duke (Wonder) – 3:52
    • Raymond Pounds—Drums
    • Nathan Watts—Bass
    • Mike Sembello—Lead Guitar
    • Ben Bridges—Rhythm Guitar
    • Hank Redd—Alto Saxophone
    • Raymond Maldonado—Trumpet
    • Trevor Laurence—Tenor Saxophone
    • Steve Madaio—Trumpet
    • All Other Instruments Stevie Wonder

Lato 2[modifica | modifica wikitesto]

  1. I Wish (Wonder) – 4:12
    • Nathan Watts—Bass
    • Hank Redd—Alto Saxophone
    • Raymond Maldonado—Trumpet
    • Trevor Laurence—Tenor Saxophone
    • Steve Madaio—Trumpet
    • Raymond Pounds—Drums *Stevie Wonder states on the 1997 'Classic Albums' documentary about the making of SITKOL that he himself played drums on this track*
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  2. Knocks Me Off My Feet (Wonder) – 3:36
    • All Instruments Stevie Wonder
  3. Pastime Paradise (Wonder) – 3:27
    • Raymond Maldonado, Bobbye Hall—Percussion
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Hare Krishna, West Angeles Church Choir—Background Vocals
  4. Summer Soft (Wonder) – 4:14
    • Ben Bridges—Rhythm Guitar
    • Ronnie Foster—Organ
    • Larry “Nastyee” Latimer—Percussion
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  5. Ordinary Pain (Wonder) – 6:16
    • Mike Sembello—Lead Guitar
    • Hank Redd—Alto Saxophone
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Minnie Riperton, Mary Lee Whitney, Deniece Williams, Syreeta Wright—Background Vocals
    • Shirley Brewer—Reply
    • Linda Lawrence, Terri Hendricks, Sundray Tucker, Charity McCrary, Madelaine Jones—Reply's Background Vocals

Lato 3[modifica | modifica wikitesto]

  1. Isn't She Lovely? (Wonder) – 6:34
    • Gregory Phillinganes—Keyboard
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  2. Joy Inside My Tears (Wonder) – 6:30
    • Gregory Phillinganes—Keyboard
    • Susaye Green—Background vocals
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  3. Black Man (Byrd/Wonder) – 8:27
    • Hank Redd—Alto Saxophone, Tenor Saxophone
    • Steve Madaio—Trumpet
    • George Bohanon—Trombone
    • Glen Ferris—Trombone

Lato 4[modifica | modifica wikitesto]

  1. Ngiculela - Es Una Historia - I Am Singing (Wonder) – 3:48
    • Charles Brewer, Shirley Brewer, Renee Hardaway, Nelson Hayes, Marietta Waters, Nathan Watts, John Fischbach, Amale Mathews, Josette Valentino—Background percussion
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  2. If It's Magic (Wonder) – 3:12
    • Dorothy Ashby—Harp
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  3. As (Wonder) – 7:08
    • Nathan Watts—Bass, Handclaps
    • Dean Parks—Guitar
    • Herbie Hancock—Keyboards, Handclaps
    • Greg Brown—Drums
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Mary Lee Whitney—Background Vocals
    • Dave Hanson, Yolanda Simon, Josette Valentino—Handclaps
  4. Another Star (Wonder) – 8:08
    • Bobbi Humphrey—Flute
    • George Benson—Guitar & Background Vocals
    • Hank Redd—Alto Saxophone
    • Raymond Maldonado—Trumpet
    • Trevor Laurence—Tenor Saxophone
    • Steve Madaio—Trumpet
    • Nathan Alford, Jr.—Percussion
    • Carmello Hungria Garcia—Timbales
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Josie James—Background Vocals

A Something's Extra[modifica | modifica wikitesto]

Lato 1[modifica | modifica wikitesto]

  1. Saturn (Michael Sembello, Wonder) – 4:54
    • Mike Sembello—Lead Guitar
    • Ben Bridges—Rhythm Guitar
    • Gregory Phillinganes—Keyboard
    • All Other Instruments Stevie Wonder
  2. Ebony Eyes (Wonder) – 4:11
    • Nathan Watts—Bass
    • Jim Horn—Saxophone
    • Peter “Sneaky Pete” Kleinow—Steel Guitar
    • All Other Instruments Stevie Wonder

Lato 2[modifica | modifica wikitesto]

  1. All Day Sucker (Wonder) – 5:06
    • Ben Bridges—Rhythm Guitar
    • Mike Sembello—Rhythm Guitar
    • W. G. Snuffy Walden—Lead Guitar
    • All Other Instruments Stevie Wonder
    • Carolyn Denis—Background Vocals
  2. Easy Goin' Evening (My Mama's Call) (Wonder) – 3:55
    • Nathan Watts—Bass
    • All Other Instruments Stevie Wonder

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Songs in the Key of Life, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ Come album classici di Stevie Wonder, alcuni critici indicano sei titoli, altri cinque, ed altri ancora solo quattro.
    Vladimir Bogdanov, Chris Woodstra e Stephen Thomas Erlewine, All music guide: the definitive guide to popular music, 4ª ed., Hal Leonard Corporation, 2001, pp. 447–448, ISBN 0-87930-627-0.
    Alfred William Cramer, Musicians and composers of the 20th century, vol. 5, Salem Press, 2009, p. 1645, ISBN 1-58765-517-9.
    Jeremy K. Brown, Stevie Wonder: Musician, Black Americans of Achievement, Infobase Publishing, 2010, p. 57, ISBN 1-60413-685-5.
  3. ^ a b c d Richard Buskin, Classic Tracks: Stevie Wonder 'Pastime Paradise', in Sound on Sound, December 2007.
  4. ^ Lundy, Zeth. Playing God: Songs in the Key of Life. Stylus Magazine.
  5. ^ a b Lundy, Zeth 33Template:Frac Songs in the key of life, pp. 14/15.
  6. ^ Lundy, Zeth 33Template:Frac Songs in the key of life, p. 119.
  7. ^ a b Songs in the Key of Life, Rolling Stone Magazine.
  8. ^ a b Lundy, Zeth 33Template:Frac Songs in the key of life, p. 16.
  9. ^ Lundy, Zeth 33Template:Frac Songs in the key of life, p. 8.
  10. ^ Terry Kirby, Manhattan's Hit Factory ends production after three decades of legendary music making - News, Music - The Independent, in web.archive.org, 7 febbraio 2005. URL consultato il 25 dicembre 2013 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).
  11. ^ Library and Archives Canada. http://www.collectionscanada.gc.ca/rpm/028020-119.01-e.php?brws_s=1&file_num=nlc008388.5099A&type=1&interval=24&PHPSESSID=heoh95d443hn3p6l4k24jhvju6
  12. ^ Welcome Back, Wonder, RIAA. URL consultato l'11 novembre 2007.
  13. ^ Stevie Wonder - Songs in the Key of Life, scaruffi.com. URL consultato il 2 ottobre 2015.
  14. ^ Stevie Wonder - Onda Rock, ondarock.it. URL consultato il 6 ottobre 2015.
  15. ^ http://www.steviewonder.org.uk/bio/chapter13.html
  16. ^ Acclaimed Music – Songs in the Key of Life, Acclaimed Music. URL consultato l'11 novembre 2007.
  17. ^ News, su Rolling Stone. URL consultato l'11 novembre 2011.
  18. ^ BBC music reviews, Bbc.co.uk. URL consultato l'11 novembre 2011.
musica Portale Musica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di musica