I 500 migliori album secondo Rolling Stone

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La lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone è un elenco pubblicato dalla rivista specializzata statunitense Rolling Stone dal 2003 e aggiornato senza periodicità fissa.

Prima versione[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco è stato determinato attraverso la votazione effettuata da un'apposita giuria composta da 273 musicisti, critici, storici e persone dell'industria musicale, tra cui Beck, The Edge, Jackson Browne, Art Garfunkel, Missy Elliott e membri dei Red Hot Chili Peppers, Metallica, Linkin Park e Doors. Ciascun giurato poteva esprimere 50 preferenze. I risultati vennero calcolati con un sistema di punti ideato dalla Ernst & Young tra 1 600 titoli votati in totale.[1]

I musicisti più rappresentati sono stati i Beatles (11 album), Bob Dylan (10), i Rolling Stones (10), Bruce Springsteen (8), gli Who (7), Elton John (6), David Bowie (6), i Radiohead (5), gli U2 (5), Bob Marley (5) i Led Zeppelin (5) e i Pink Floyd (4).

La giuria era composta da 273 importanti musicisti, critici, storici e persone dell'industria musicale, tra cui Beck, The Edge, Jackson Browne, Art Garfunkel, Missy Elliott e membri dei Red Hot Chili Peppers, Metallica, Linkin Park e Doors. Ciascun giurato poteva esprimere 50 preferenze, e i risultati vennero calcolati con un sistema di punti ideato dalla Ernst & Young tra 1 600 titoli votati in totale.[2]

Prime 50 posizioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (The Beatles) - 1967
  2. Pet Sounds (The Beach Boys) - 1966
  3. Revolver (The Beatles) - 1966
  4. Highway 61 Revisited (Bob Dylan) - 1965
  5. Rubber Soul (The Beatles) - 1965
  6. What's Going On (Marvin Gaye) - 1971
  7. Exile on Main St. (The Rolling Stones) - 1972
  8. London Calling (The Clash) - 1979
  9. Blonde on Blonde (Bob Dylan) - 1966
  10. The Beatles (The White Album) (The Beatles) - 1968
  11. The Sun Sessions (Elvis Presley) - 1976
  12. Kind of Blue (Miles Davis) - 1959
  13. The Velvet Underground & Nico (The Velvet Underground) - 1967
  14. Abbey Road (The Beatles) - 1969
  15. Are You Experienced (The Jimi Hendrix Experience) - 1967
  16. Blood on the Tracks (Bob Dylan) - 1975
  17. Nevermind (Nirvana) - 1991
  18. Born to Run (Bruce Springsteen) - 1975
  19. Astral Weeks (Van Morrison) - 1968
  20. Thriller (Michael Jackson) - 1982
  21. The Great Twenty-Eight (Chuck Berry) - 1982
  22. John Lennon/Plastic Ono Band (John Lennon) - 1970
  23. Innervisions (Stevie Wonder) - 1973
  24. Live at the Apollo (James Brown) - 1963
  25. Rumours (Fleetwood Mac) - 1977
  26. The Joshua Tree (U2) - 1987
  27. King of the Delta Blues Singers, Vol. 1 (Robert Johnson) - 1961
  28. Who's Next (The Who) - 1971
  29. Led Zeppelin (Led Zeppelin) - 1969
  30. Blue (Joni Mitchell) - 1971
  31. Bringing It All Back Home (Bob Dylan) - 1965
  32. Let It Bleed (The Rolling Stones) - 1969
  33. Ramones (Ramones) - 1976
  34. Music from Big Pink (The Band) - 1968
  35. The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars (David Bowie) - 1972
  36. Tapestry (Carole King) - 1971
  37. Hotel California (Eagles) - 1976
  38. The Anthology: 1947-1972 (Muddy Waters) - 2001
  39. Please Please Me (The Beatles) - 1963
  40. Forever Changes (Love) - 1967
  41. Never Mind the Bollocks, Here's the Sex Pistols (Sex Pistols) - 1977
  42. The Doors (The Doors) - 1967
  43. The Dark Side of the Moon (Pink Floyd) - 1973
  44. Horses (Patti Smith) - 1975
  45. The Band (The Band) - 1969
  46. Legend (Bob Marley) - 1984
  47. A Love Supreme (John Coltrane) - 1965
  48. It Takes a Nation of Millions to Hold Us Back (Public Enemy) - 1988
  49. At Fillmore East (The Allman Brothers Band) - 1971
  50. Here's Little Richard (Little Richard) - 1957

Numero di album per ogni decennio[modifica | modifica wikitesto]

Gli album non britannici né statunitensi[modifica | modifica wikitesto]

La lista redatta da Rolling Stone contiene album cantati esclusivamente in lingua inglese o strumentali (con la sola eccezione di alcune tracce). Gli interpreti sono quasi esclusivamente artisti britannici o statunitensi. Gli unici dischi di artisti che non sono di tali nazionalità sono:

Irlanda[modifica | modifica wikitesto]

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Giamaica[modifica | modifica wikitesto]

Svezia[modifica | modifica wikitesto]

Germania[modifica | modifica wikitesto]

Islanda[modifica | modifica wikitesto]

Francia[modifica | modifica wikitesto]

Seconda versione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 Rolling Stone ha apportato vari cambiamenti alla lista, aggiornandola con dischi più recenti. Tra le modifiche si notano l'inclusione di tre album di Kanye West e dei dischi più recenti dei Radiohead, di Bruce Springsteen e Bob Dylan.

Sono stati rimossi in tutto 30 album e altrettanti sono stati aggiunti.

Tra le nuove entrate si segnalano gli Arcade Fire e gli Arctic Monkeys; tra i dischi esclusi, invece, la compilation ChangesOneBowie di David Bowie e Music di Madonna. L'album più vecchio tra quelli nella lista è The Anthology of American Folk Music, del 1952. Tre sono gli artisti con più album a testa figurano Beatles, Rolling Stones e Bob Dylan, con 10 titoli in classifica.

Nell'elenco figurano 40 album pubblicati dal 2000 al 2012, mentre quelli degli anni 1970 sono arrivati, con le nuove aggiunte, a un totale di 187.

Terza versione[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 settembre 2020 la rivista ha cambiato radicalmente la lista, focalizzandosi su artisti più moderni con 154 aggiunte, 86 delle quali del XXI secolo.[3]

Viene modificata anche la top 10:

  1. What's Going On (Marvin Gaye) - 1971
  2. Pet Sounds (The Beach Boys) - 1966
  3. Blue (Joni Mitchell) - 1971
  4. Songs in the Key of Life (Stevie Wonder) - 1976
  5. Abbey Road (The Beatles) - 1969
  6. Nevermind (Nirvana) - 1991
  7. Rumours (Fleetwood Mac) - 1977
  8. Purple Rain (Prince) - 1984
  9. Blood on the Tracks (Bob Dylan) - 1975
  10. The Miseducation of Lauryn Hill (Lauryn Hill) - 1998

L'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (in precedenza sempre alla prima posizione) indietreggia al 24º posto.[3] Inoltre sono stati esclusi tutti i dischi di Frank Zappa.

Parte degli opinionisti ha evidenziato come la revisione della lista rifletta valutazioni basate sull'impatto sociale delle canzoni oltre che sul loro valore musicale intrinseco,[3] nonché sulla diffusione di nuove piattaforme quali Soundcloud e Spotify,[3] ma non sono mancate le critiche di chi ritiene che la graduatoria favorisca ancora troppo la musica rock e la musica di epoche passate, seppur in misura minore rispetto alle precedenti versioni della classifica.[4] Altre critiche hanno rimarcato come, con questa terza revisione, la musica in senso stretto sia passata in secondo piano,[5] lasciando spazio alla denuncia sociale in un'ottica di rivalutazione storica della black music e, più in generale, della black nation statunitense, nell'epoca dell'ascesa del movimento Black Lives Matter.[6]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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