Scary Monsters (and Super Creeps)

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Scary Monsters (and Super Creeps)
ArtistaDavid Bowie
Tipo albumStudio
Pubblicazione20 settembre 1980
Durata45:08
Dischi1
Tracce10
GenereArt rock
New wave
EtichettaRCA
ProduttoreDavid Bowie, Tony Visconti
RegistrazioneThe Power Station (New York), Good Earth Studios (Londra), febbraio-aprile 1980
Noten. 12 Stati Uniti
n. 1 Gran Bretagna
n. 8 Italia
Certificazioni
Dischi d'oroFrancia Francia[1]
(vendite: 380 000+)
Dischi di platinoCanada Canada[2]
(vendite: 100 000+)
Regno Unito Regno Unito[3]
(vendite: 300 000+)
David Bowie - cronologia
Album precedente
(1979)
Album successivo
(1983)
Singoli
  1. Ashes to Ashes
    Pubblicato: 8 agosto 1980
  2. Fashion
    Pubblicato: 24 ottobre 1980
  3. Scary Monsters (and Super Creeps)
    Pubblicato: 2 gennaio 1981
  4. Up the Hill Backwards
    Pubblicato: marzo 1981

Scary Monsters (and Super Creeps) è il quattordicesimo album discografico del cantante inglese David Bowie, pubblicato nel 1980 dalla RCA Records e ristampato su Compact Disc per la prima volta nel 1984.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

L'album, l'ultimo con la RCA, è il primo lavoro di Bowie dopo la cosiddetta trilogia berlinese del periodo '77-'79, composta dai tre album Low, "Heroes" e Lodger. Sebbene considerata rilevante dal punto di vista artistico, la trilogia non aveva ottenuto altrettanto successo commerciale, mentre con Scary Monsters Bowie raggiunge quello che il biografo David Buckley ha definito "l'equilibrio perfetto". Alla sua uscita la stampa specializzata recensì molto positivamente il nuovo album che raggiunse la vetta delle classifiche inglesi.

Ad eccezione della interpretazione di Kingdom Come, brano di Tom Verlaine del 1979, tutte le tracce sono accreditate al solo Bowie, al contrario dei brani della trilogia berlinese, molti dei quali sono firmati a due mani con Brian Eno, che non è presente in Scary Monsters nemmeno tra i musicisti.

Da notare il ritorno alla collaborazione con il chitarrista Robert Fripp, assente nel precedente Lodger, e con Roy Bittan, pianista della E Street Band di Bruce Springsteen, che aveva già collaborato con Bowie in Station to Station del 1976.

Scary Monsters ha avuto diverse riedizioni in formato CD, comprese quelle del 1992 e del 1996 che contenevano quattro tracce bonus: una versione acustica di Space Oddity registrata nel 1979, una versione inedita (sempre del 1979) di Panic in Detroit, Crystal Japan e Alabama Song, le ultime due uscite come singoli nel 1980 rispettivamente in Giappone e nel Regno Unito. Tali riedizioni uscirono nel 1992 in Europa per la EMI ed in America per la Rykodisc, e nel 1996 in Giappone per la Toshiba Emi. Tutte le edizioni precedenti e successive comprendevano esclusivamente i brani originali.[4]

Temi e stile[modifica | modifica wikitesto]

Stando alle affermazioni del co-produttore Tony Visconti, con Scary Monsters Bowie voleva abbandonare le sperimentazioni musicali e puntare sullo sviluppo di testi e melodie prima della registrazione, piuttosto che improvvisare le melodie in studio e aggiungere le parole in un secondo tempo.

L'uscita dell'album venne anticipata dal singolo Ashes to Ashes, che un mese prima dell'LP riscosse un notevole successo raggiungendo la vetta delle classifiche inglesi. Costruito sul tema orecchiabile della guitar synth di Chuck Hammer, il brano, diventato un classico di Bowie, riprende il personaggio di Major Tom, l'astronauta protagonista di Space Oddity. Nonostante la struttura sontuosa del brano, il sound dell'intero album venne descritto dalla critica come più stridente – e la visione di David Bowie del mondo più disperata – di quanto aveva pubblicato dai tempi di Diamond Dogs (1974). Ne sono esempio It's No Game (No. 1), brano hard-rock che apre il disco e vede la presenza di alcune voci femminili giapponesi, la veloce title track, con delle notevoli percussioni e con l'accento finto-cockney di Bowie, il secondo singolo Fashion, anch'esso come Ashes to Ashes accompagnato da un videoclip, e Scream Like a Baby, una storia di prigionia politica.

A parte Ashes to Ashes, Teenage Wildlife è forse la canzone con il testo più personale. Accompagnato da un tema musicale che deve molto alla classica "Heroes", Bowie in questo caso sembra rivolgersi coraggiosamente ai suoi "figliocci" post-punk (ad esempio Gary Numan):

(EN)

«A broken-nosed mogul are you
One of the new wave boys
Same old thing in brand new drag
Comes sweeping into view
As ugly as a teenage millionaire
Pretending it’s a whiz-kid world»

(IT)

«Sei un magnate dal naso rotto
Uno dei ragazzi della new wave
La stessa vecchia storia travestita di nuovo
Che viene avanti facendosi strada
Brutta quanto un ragazzino milionario
Che fa finta che sia un mondo di bambini prodigio»

La RCA lanciò Scary Monsters nel settembre del 1980 con la scritta promozionale "Often Copied, Never Equalled" ("Spesso Imitato, Mai Uguagliato"), un riferimento diretto agli artisti New wave che Bowie ha ispirato nel corso degli anni.

Accoglienza e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Uscito il 12 settembre 1980 nel Regno Unito, Scary Monsters (and Super Creeps) raggiunse la vetta delle classifiche del Regno Unito appena due settimane dopo e rimase nelle charts per 32 settimane, conquistando il disco platino. L'album ricevette anche un'ottima accoglienza da parte della stampa specializzata: il Melody Maker lo definì "un ingresso paurosamente emozionante negli anni ottanta" e Billboard Magazine "l'LP di Bowie più accessibile e commercialmente riuscito finora". La posizione numero 12 nelle charts americane rappresentò il risultato migliore dai tempi di Low, tre anni prima, mentre l'ultima volta che Bowie aveva raggiunto la prima posizione nelle classifiche britanniche era stato con Diamond Dogs, nel 1974. L'album ebbe inoltre un notevole successo in tutta Europa, in Giappone ed in Australia, paese in cui raggiunse il primo posto nella classifica degli album.

Nonostante la celebrità ed il più vasto successo commerciale che Bowie raggiungerà negli anni a venire, in particolare con il successivo album in studio Let's Dance del 1983, alcuni critici considerano Scary Monsters "il suo ultimo grande album",[5] il "punto di riferimento" per ogni suo lavoro successivo.

Nel 2000, Q magazine ha piazzato Scary Monsters alla posizione numero 30 nella lista dei 100 migliori album britannici di sempre.

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina di Scary Monsters vede David Bowie vestito in stile Pierrot, come appare nel video di Ashes to Ashes; questo look è frutto della combinazione tra la fotografia di Brian Duffy ed il disegno di Edward Bell. Il retro della copertina del vinile originale presenta immagini che rimandano agli album della trilogia berlinese e a Aladdin Sane del 1973.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  • Tutte le tracce, tranne quando diversamente specificato, sono scritte da David Bowie.
Lato 1
  1. It's No Game (No. 1) – 4:15
  2. Up the Hill Backwards – 3:13
  3. Scary Monsters (and Super Creeps) – 5:10
  4. Ashes to Ashes – 4:23
  5. Fashion – 4:46
Lato 2
  1. Teenage Wildlife – 6:51
  2. Scream Like a Baby – 3:35
  3. Kingdom Come (Tom Verlaine) – 3:42
  4. Because You're Young – 4:51
  5. It's No Game (No. 2) – 4:22

Tracce bonus sulle edizioni del 1992 e del 1996[modifica | modifica wikitesto]

  1. Space Oddity – 4:47 – singolo B-side, versione acustica registrata nel 1979
  2. Panic in Detroit – 3:00 – versione inedita registrata nel 1979
  3. Crystal Japan – 3:08 – singolo A-side nell'edizione giapponese del 1979
  4. Alabama Song – 3:51 (Bertolt Brecht, Kurt Weill) – singolo A-side in UK, registrato nel 1978

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Les Certifications depuis 1973, Infodisc.fr. URL consultato il 21 aprile 2016.
  2. ^ (EN) Gold/Platinum, Music Canada. URL consultato il 21 aprile 2016.
  3. ^ (EN) BRIT Certified, BPI. URL consultato il 21 aprile 2016.
  4. ^ (EN) Scary Monsters - Versions, su Discogs.
  5. ^ (EN) review di AllMusicGuide, Allmusic.com. URL consultato il 1º agosto 2008.
  6. ^ (EN) Chuck Hammer, su bolanpics.wordpress.com. URL consultato il 31 ottobre 2017 (archiviato il 31 ottobre 2017).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • David Buckley - Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, 1999.
  • Nicholas Pegg - The Complete David Bowie, 2000.
  • Patrick Humphrey - "You've Been Around", Mojo - 60 Years of Bowie, 2007.
  • Roy Carr & Charles Shaar Murray - Bowie: An Illustrated Record, 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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