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Life on Mars?

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Life on Mars?
Life on Mars Screenshot.JPG
David Bowie nel video di Life on Mars?
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 22 giugno 1973
Durata 3 min : 48 s
Album di provenienza Hunky Dory
Genere Glam rock
Art rock
Rock sinfonico
Etichetta RCA Records
Produttore Ken Scott, David Bowie
Arrangiamenti David Bowie, Mick Ronson
Registrazione Trident Studios, Londra
Formati 7"
Note Lato B: The Man Who Sold the World
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1973)
(EN)

« It's a god-awful small affair
to the girl with the mousy hair... »

(IT)

« È una piccola storia spiacevole
per la ragazza con i capelli color topo... »

Life on Mars? è un brano musicale scritto da David Bowie e pubblicato nel giugno 1973 come 45 giri, con The Man Who Sold the World come lato B. Dopo Changes, pubblicata un anno e mezzo prima, è il secondo singolo estratto dall'album Hunky Dory nonché una delle canzoni simbolo di Bowie. L'interpretazione del cantante inglese e l'arrangiamento operistico di Mick Ronson, dal "lamentoso" pianoforte iniziale al crescendo di timpani sullo stile di Also sprach Zarathustra del "pre-finale", hanno contribuito a promuovere Life on Mars? allo status di classico tanto che il brano è entrato con gli anni nella cultura di massa. A Londra nel 2000 è andato in scena lo spettacolo teatrale di Adrian Berry From Ibiza to the Norfolk Broads, titolo tratto proprio dal testo della canzone,[1] e nel 2001 Life on Mars? è stato il titolo di uno spettacolo di teatro urbano concepito dagli artisti australiani David Hollywood, Liam Judson e Aidan Roberts.[2] Lo stesso anno è stata utilizzata nello spot televisivo delle Poste francesi[3] mentre nel 2006 ha ispirato la serie televisiva quasi omonima Life on Mars (che includeva il brano nella colonna sonora), mandata in onda da BBC One e trasmessa in Italia dal canale satellitare Jimmy.

Life on Mars? è presente nelle colonne sonore di Loverboy (2005), La kryptonite nella borsa (2011), oltre che e in quelle di Le avventure acquatiche di Steve Zissou del 2004 e Hunky Dory del 2011, nelle interpretazioni di Seu Jorge e Aneurin Barnard. Si trova anche nella sequenza finale (e nella colonna sonora originale) del film Le onde del destino del 1996, anche se nella versione homevideo è stata sostituita da Your Song di Elton John per motivi di copyright.

BBC Radio 2 ha posizionato Life on Mars? al 57o posto della sua Top 100, definendola «un incrocio tra un musical di Broadway e un quadro di Salvador Dalí»,[4] mentre nel febbraio 1999, in un sondaggio condotto tra i lettori della rivista inglese Q, la canzone è stata inclusa tra i 100 migliori singoli di tutti i tempi.[5]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di David Bowie.

  1. Life on Mars? (Bowie) - 3:48
  2. The Man Who Sold the World (Bowie) - 3:55

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Claude François è l'autore di Comme d'habitude, la canzone che ha dato origine a My Way e, indirettamente, a Life on Mars?
« Mi incamminai lungo Beckenham High Street per prendere l'autobus per Lewisham per andare a comperare scarpe e camicie, ma non riuscii a togliermi quel motivetto dalla testa... Iniziai a lavorarci su al pianoforte e già nel tardo pomeriggio completai l'intera parte lirica e la struttura melodica. Rick Wakeman mi raggiunse un paio di settimane dopo arricchendo gli arrangiamenti al piano, mentre Mick Ronson creò una delle sue prime e migliori partiture di archi... »
(David Bowie, 2008[6])

La genesi di Life on Mars? sarebbe da far risalire al 1968, quando a David Bowie venne dato il compito di adattare il testo di una canzone francese di Claude François intitolata Comme d'habitude.[7] Bowie scrisse così Even a Fool Learns to Love («un titolo incredibilmente brutto», come dichiarò diversi anni dopo).[7][8] In questo periodo i suoi testi erano molto influenzati dall'esperienza di mimo con Lindsay Kemp, e forse anche dall'incontro con la nuova fidanzata Hermione Farthingale, e la canzone raccontava di come la facile allegria di un clown viene soggiogata dall'improvvisa scoperta dell'amore. Il brano non venne accettato per le obiezioni dell'editore francese della Decca (Geoffrey Heath della Essex Records rivelò che «volevano una star per registrare il disco, non quel cafone di Bromley»)[7] e la traduzione fu affidata a Paul Anka che scrisse il brano intitolato My Way, portato al successo da Frank Sinatra e interpretato in seguito da molti artisti tra cui Elvis Presley e Sid Vicious. Qualche anno dopo, usando più o meno gli stessi accordi ma in modo del tutto diverso David rese omaggio a My Way e al suo più famoso interprete scrivendo Life On Mars?, ed è per questo motivo che nelle note di copertina di Hunky Dory, accanto al titolo della canzone c'è la scritta autografa "inspired by Frankie".[7]

Sono stati numerosi i tentativi di "decodificare" il testo di Life on Mars?, una sequenza di immagini apparentemente slegate che vanno da John Lennon a Topolino, da Ibiza ai Norfolk Broads fino all'inno patriottico Rule, Britannia!, un'esplosione di caotico glamour contrapposto alla grigia esistenza della protagonista che si rifugia nelle immagini sempre diverse dei vari canali televisivi (il "silver screen" menzionato nel testo) in cerca di una via di fuga dai suoi litigiosi genitori. E probabilmente è questo frenetico zapping l'unica origine delle immagini apparentemente enigmatiche e surreali riportate nel testo, «la reazione di una ragazza sensibile al mondo dei media» come la descriveva Bowie nel 1971.[9]

(EN)

« Sailors fighting in the dance hall
Oh man! Look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman
beating up the wrong guy
Oh man! Wonder if he'll ever know
he's in the best selling show
Is there life on Mars? »

(IT)

« Marinai che lottano nella sala da ballo
Ragazzi! guarda quei cavernicoli che vanno
È lo spettacolo più bizzarro
Da' un'occhiata all'avvocato
che maltratta l'uomo sbagliato
Ragazzi!, mi chiedo se saprà mai
che è nello spettacolo di punta
C'è vita su Marte? »

Nel 1996 Bowie è tornato sull'argomento aggiungendo: «Penso che si senta tradita, che sia delusa dalla realtà. Penso che, pur vivendo una realtà deprimente, sia convinta che in un luogo imprecisato c’è una vita che vale la pena di vivere e che sia amaramente insoddisfatta per il fatto di non avervi accesso... Suppongo che adesso mi farebbe pena, all'epoca provavo una sorta di empatia con lei».[9]

Il lato B[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Man Who Sold the World (brano musicale).

Registrata tre anni prima durante le sessioni dell'omonimo album, The Man Who Sold the World era già stata pubblicata a gennaio negli Stati Uniti come lato B di Space Oddity. Al pari di Life on Mars?, anche questo brano fa ormai parte in modo stabile della lista dei classici di David Bowie nonostante l'incisione originale, con le sue sinistre percussioni e il riff circolare di chitarra, abbia rischiato di esser oscurata da alcune cover che si sono rivelate successi da Top 10 come quella della cantante scozzese Lulu del 1974 e quella unplugged dei Nirvana del 1993. Il radicale rifacimento trip hop mixato da Brian Eno nel 1995 per l'Outside Tour è incluso nel CD singolo Strangers When We Meet.

Uscita e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il brano venne registrato nell'aprile 1971 ai Trident Studios di Londra, durante le sessioni di Hunky Dory, ma la pubblicazione come 45 giri fu decisa solo nel giugno 1973 per sfruttare la crescente "Ziggymania" e in effetti riscosse un grande successo raggiungendo la terza posizione in classifica nel giro di due settimane e rimanendo nelle charts inglesi per 13 settimane.[10] Venne pubblicato anche in Francia e Germania (dove raggiunse la 39a posizione in classifica)[11] oltre che in Sud Africa, Nuova Zelanda e, con brani diversi come lato B, in Italia (con Amsterdam), Spagna (con Drive-In Saturday) e Portogallo (con Black Country Rock).

Life on Mars? dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'agosto 1972 la canzone fu inclusa nel repertorio di Bowie e gli Spiders from Mars per i concerti al Rainbow Theatre di Londra e venne eseguita nel corso dello Ziggy Stardust Tour e dell'Aladdin Sane Tour in un medley con Quicksand e Memory of a Free Festival (il videoclip venne girato durante le prove del concerto alla Earls Court Arena). A parte alcune performance durante lo Station to Station Tour del 1976 non ricomparve fino al Serious Moonlight Tour del 1983 e al Sound + Vision Tour del 1990, mentre nelle riproposizioni del 1999 (The Hours... Tour), del 2002 (Heathen Tour) e del 2003-2004 (A Reality Tour) è stata impreziosita con le decorazioni pianistiche di Mike Garson. Anche al di fuori dei tour ufficiali non sono mancate occasioni in cui Life on Mars? è stata proposta dal vivo:

Il videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Life on Mars? venne girato il 12 maggio 1973 nel retropalco di Earls Court a Londra, prodotto con meno di 350 sterline e montato in due giorni.[12] Quasi assorbito dallo spoglio fondale, Bowie appare in un completo color turchese di Freddie Burretti e truccato da Pierre La Roche, l'ideatore della folgore blu e rossa che divide in due il volto del cantante sulla copertina di Aladdin Sane.[12] «L'idea era di creare una sorta di flash temporale», spiegò in seguito il regista Mick Rock, autore dei primi videoclip di David Bowie, «volevo creare qualcosa che facesse un po' pensare a un dipinto».[9] Il video è stato pubblicato in The Video Collection del 1993 e nel doppio DVD Best of Bowie del 2002. Due anni più tardi, il "making of" del videoclip è stato inserito nel DVD Visionary Spirit Vol. 1, contenente filmati di Mick Rock mai usciti ufficialmente prima.

Pubblicazioni successive[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una nuova pubblicazione nel 1982 in versione picture disc, all'interno della serie Fashions, il 45 giri è tornato a fare capolino in classifica in occasione delle successive riedizioni: in quella della serie Lifetimes del 1983, fermandosi al 97o posto, e di nuovo nell'aprile 2007 (55o posto) e nel luglio 2013 (89o posto).[10]

Life On Mars? si trova in numerose raccolte e album dal vivo di David Bowie:

Versioni live sono presenti anche nei video Serious Moonlight (registrato nell'ottobre 1983 a Vancouver) e A Reality Tour (registrato nel 2003 a Dublino), oltre che nel bonus disc incluso nell'edizione del 2003 di Aladdin Sane, uscita per il trentesimo anniversario (Boston Music Hall, 1º ottobre 1972) e in quello incluso nella riedizione del 2010 di Station to Station (Nassau Coliseum, 23 marzo 1976, in un medley con Five Years).

Tra i numerosi album live "non ufficiali": Italian Toilet (Sound+Vision Tour 1990, concerto al PalaLottomatica di Roma), Eternal Life ("hours..." Tour 1999, concerto a Parigi trasmesso anche da Rai Radio 2), When the Rain Slows (Heathen Tour 2002, esibizione al Summer Festival di Lucca).

Cover[modifica | modifica wikitesto]

La prima dei numerosi artisti che hanno re-inciso Life on Mars? è stata Barbra Streisand nell'album ButterFly del 1974. A tale proposito il commento di Bowie non è stato molto positivo: due anni dopo su Playboy, al giornalista (e futuro regista cinematografico) Cameron Crowe che gli chiedeva cosa ne pensasse rispose «Terribile. Mi spiace, Barb, ma era davvero atroce».[13]

Tra gli altri interpreti del brano:

  • Frida (ex componente degli ABBA) in Frida ensam del 1975, in una versione tradotta in svedese da Owe Junsjö intitolata Liv på Mars
  • John Keating, in versione strumentale, nell'album Space Experience 2 del 1975
  • The King's Singers in Keep On Changing del 1975
  • i Wall Street Crash nell'album eponimo del 1982
  • Marti Webb in Encore del 1985
  • Steve Nieve in Playboy del 1987
  • gli Snakepit Rebels nel singolo Forever Young del 1992
  • Rick Wakeman in Simply Acoustic (conosciuto anche come The Piano Album) del 1995
  • The Flaming Lips nel CD singolo This Here Giraffe del 1996
  • Cæcilie Norby in My Corner of the Sky del 1996
  • Anggun in Snow on the Sahara del 1998
  • i Manix nell'album tributo Ashes to Ashes del 1998
  • The Ukulele Orchestra of Great Britain in Pluck del 1998
  • Geoff Keezer in Zero One del 2000
  • i Cybernauts in Cybernauts Live del 2000
  • gli En Brock nell'album tributo Diamond Gods del 2001
  • The H-Band in Live Spirit: Live Body del 2002
  • gli All About Eve nell'album live Cinemasonic del 2003
  • Bryin Dall in Cover Your Bets del 2003
  • Des de Moor e Russell Churney in Darkness and Disgrace del 2003
  • gli Arid, come singolo, nel 2003
  • Dave Lee in Under the Influence del 2004
  • Jasper Steverlinck + Steven & Stijn Kolacny in Songs of Innocence del 2004
  • il gruppo belga Scala & Kolacny Brothers in On the Rocks del 2005
  • i G4 nell'album eponimo del 2005
  • Michael Ball in Music del 2005
  • Michelle Branch in Gap Favorite Songs del 2005
  • L'Aura nella ristampa di Okumuki del 2006
  • il violinista Ed Alleyne-Johnson in Reflections del 2006
  • The Dresden Dolls nell'album tributo .2 Contamination del 2006
  • Tony Christie in Simply in Love del 2006
  • la Jeff Duff Band in Lost in the Stars del 2006
  • i Leviathan Brothers in The Man Who Lost His Shadow del 2007
  • The Divine Comedy e Yann Tiersen nell'album tributo Bowie Mania del 2007
  • The Bad Plus in Prog del 2007
  • Mig Ayesa nell'album MiG del 2007
  • The City of Prague Philharmonic Orchestra in Songs Without Words - Great Songs in a Classical Style del 2008
  • The Thing in Life Beyond Mars del 2008
  • Tony Hadley dal vivo al The Sage di Gateshead, il 1o dicembre del 2008[14]
  • i giapponesi VAMPS nel CD singolo Evanescent del 2009
  • Enrico Ruggeri nel secondo CD del cofanetto All in - L'ultima follia di Enrico Ruggeri del 2009
  • i Club for Five in You're the Voice del 2009
  • Carl Mentalperson in Oddities - A Tribute to David Bowie del 2010
  • Robyn Hitchcock in Trolley Bus 2 del 2010
  • Karen Ann nell'album tributo We Were So Turned On del 2010
  • il cantante svedese Christer Sjögren dal vivo, come interval act, durante la seconda semifinale del Melodifestivalen 2011
  • The Weasletones, in versione strumentale, nell'album Ziggy Played Surf Guitar del 2011
  • Il gruppo Le Bang Bang nell'album Headbang del 2013
  • Brooke Waggoner in Songs for Justice del 2013
  • i Dustbowl in Another Kind of Black del 2013
  • Patrick Stump, in una sessione radiofonica con Zane Lowe a BBC 1 nel 2013
  • Robby Valentine nell'EP Bizarro World del 2014

Nel 2015 Jessica Lange ha interpretato Life on Mars? nel primo e nel quinto episodio della serie televisiva statunitense American Horror Story (quarta stagione), intitolati rispettivamente Il circo degli orrori e Cupcake rosa e trasmessi in Italia dal canale satellitare Fox.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ From Ibiza to the Norfolk Broads, 2000, www.adrianberry.co.uk. URL consultato l'11 maggio 2015.
  2. ^ Life on Mars, 2001, www.bowiedownunder.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  3. ^ Spot pubblicitario Poste francesi, www.dailymotion.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  4. ^ BBC Radio 2, www.bbc.co.uk. URL consultato l'11 maggio 2015.
  5. ^ Classifica dei 100 migliori singoli di tutti i tempi, Q magazine, www.milkandcookies.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  6. ^ Citazione David Bowie, 2008, www.dailymail.co.uk. URL consultato l'11 maggio 2015.
  7. ^ a b c d Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, p. 69, ISBN 88-7966-270-8.
  8. ^ Citazione David Bowie, www.bbc.co.uk. URL consultato l'11 maggio 2015.
  9. ^ a b c Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 120-121, ISBN 88-7966-270-8.
  10. ^ a b Life on Mars? nelle classifiche, www.officialcharts.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  11. ^ Life on Mars? nelle classifiche, www.musicline.de. URL consultato l'11 maggio 2015.
  12. ^ a b Il videoclip, www.5years.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  13. ^ Cover di Barbra Streisand, www.theuncool.com. URL consultato l'11 maggio 2015.
  14. ^ Cover di Tony Hadley, www.youtube.com. URL consultato l'11 maggio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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