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Life on Mars?

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Life on Mars?
Life on Mars Screenshot.JPG
David Bowie nel videoclip di Life on Mars?
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 22 giugno 1973
Durata 3:48
Album di provenienza Hunky Dory
Genere Glam rock
Art rock
Etichetta RCA Records
Produttore David Bowie, Ken Scott
Arrangiamenti David Bowie, Mick Ronson
Registrazione Trident Studios, Londra, aprile 1971
Formati 7"
Note Lato B: The Man Who Sold the World
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1973)
(EN)

« It's a god-awful small affair
To the girl with the mousy hair »

(IT)

« È una piccola storia spiacevole
Per la ragazza con i capelli color topo »

Life on Mars? è un brano musicale scritto dall'artista inglese David Bowie e pubblicato come 45 giri il 22 giugno 1973.

Quarta traccia e secondo singolo estratto dall'album Hunky Dory, è una delle canzoni simbolo di Bowie. L'interpretazione vocale e l'arrangiamento operistico di Mick Ronson, dal "lamentoso" pianoforte iniziale al crescendo di timpani sullo stile di Così parlò Zarathustra del "pre-finale", hanno contribuito a promuovere Life on Mars? allo status di classico tanto che il brano è entrato con gli anni nella cultura di massa.[1]

Life on Mars? si trova al 1º posto tra le 100 migliori canzoni di tutti i tempi del Daily Telegraph, al 34º tra le 500 migliori canzoni secondo New Musical Express e al 57º nella Top 100 di BBC Radio 2, che l'ha definita «un incrocio tra un musical di Broadway e un quadro di Salvador Dalí».[2][3] In un sondaggio condotto nel 1999 tra i lettori della rivista inglese Q è stata inclusa tra i 100 migliori singoli di sempre.[4]

È uno dei brani presenti nel musical Lazarus, scritto da Bowie con Enda Walsh e andato in scena dalla fine del 2015.[5]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Life on Mars? (David Bowie) - 3:48
  2. The Man Who Sold the World (David Bowie) - 3:55

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

Claude François è l'autore di Comme d'habitude, la canzone che ha dato origine a My Way e, indirettamente, a Life on Mars?.
« Mi incamminai lungo Beckenham High Street a prendere l'autobus per Lewisham per andare a comperare scarpe e camicie, ma non riuscii a togliermi quel motivetto dalla testa... Iniziai a lavorarci su al pianoforte e già nel tardo pomeriggio completai l'intera parte lirica e la struttura melodica. Rick Wakeman mi raggiunse un paio di settimane dopo arricchendo gli arrangiamenti al piano, mentre Mick Ronson creò una delle sue prime e migliori partiture di archi... »
(David Bowie, 2008[6])

La genesi di Life on Mars? sarebbe da far risalire al 1968, quando a David Bowie venne dato il compito di adattare il testo di una canzone francese di Claude François intitolata Comme d'habitude.[1] Bowie scrisse Even a Fool Learns to Love («un titolo incredibilmente brutto», come dichiarò diversi anni dopo),[1][3] che raccontava di come la facile allegria di un clown veniva soggiogata dall'improvvisa scoperta dell'amore.

Il brano non venne accettato per le obiezioni dell'editore francese della Decca Records (Geoffrey Heath della Essex Records rivelò che «volevano una star per registrare il disco, non quel cafone di Bromley»)[1] e la traduzione fu affidata a Paul Anka che scrisse il brano intitolato My Way, portato al successo da Frank Sinatra e interpretato in seguito da molti artisti tra cui Elvis Presley e Sid Vicious. Qualche anno dopo, usando più o meno gli stessi accordi ma in modo del tutto diverso David rese omaggio a My Way e al suo più famoso interprete scrivendo Life On Mars?, motivo per cui nelle note di copertina di Hunky Dory, accanto al titolo della canzone c'è la scritta autografa "inspired by Frankie".[1]

Sono stati numerosi i tentativi di "decodificare" il testo di Life on Mars?, una sequenza di immagini apparentemente slegate che vanno da John Lennon a Mickey Mouse, da Ibiza ai Norfolk Broads fino all'inno patriottico Rule, Britannia!, un'esplosione di caotico glamour contrapposto alla grigia esistenza della protagonista che si rifugia nelle immagini sempre diverse dei vari canali televisivi, in cerca di una via di fuga dai suoi litigiosi genitori. E probabilmente è questo frenetico zapping l'unica origine delle immagini enigmatiche e surreali riportate nel testo, «la reazione di una ragazza sensibile al mondo dei media» come la descriveva Bowie nel 1971.[7]

(EN)

« Sailors fighting in the dance hall
Oh man! Look at those cavemen go
It's the freakiest show
Take a look at the lawman beating up the wrong guy
Oh man! Wonder if he'll ever know
He's in the best selling show
Is there life on Mars? »

(IT)

« Marinai che lottano nella sala da ballo
Ragazzi! guarda quei cavernicoli che camminano
È lo spettacolo più bizzarro
Da' un'occhiata all'avvocato che maltratta l'uomo sbagliato
Ragazzi!, mi chiedo se saprà mai
Che è nello spettacolo di punta
C'è vita su Marte? »

Nel 1996 il cantante è tornato sull'argomento aggiungendo: «Penso che si senta tradita, che sia delusa dalla realtà. Penso che, pur vivendo una realtà deprimente, sia convinta che in un luogo imprecisato c'è una vita che vale la pena di vivere e che sia amaramente insoddisfatta per il fatto di non avervi accesso... Suppongo che adesso mi farebbe pena, all'epoca provavo una sorta di empatia con lei».[7]

Il lato B[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Man Who Sold the World (brano musicale).

Registrata nella primavera del 1970 durante le sessioni dell'omonimo album, The Man Who Sold the World fa ormai parte in modo stabile dei classici di David Bowie grazie anche ad alcune cover che si sono rivelate successi da Top 10, come quella della cantante scozzese Lulu del 1974 e quella unplugged dei Nirvana del 1993.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano venne registrato nell'aprile 1971 ai Trident Studios di Londra, durante le sessioni di Hunky Dory, anche se la pubblicazione come 45 giri fu decisa solo due anni dopo per sfruttare il successo ottenuto da Bowie con The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars.

Uscita e accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Il singolo venne pubblicato il 22 giugno 1973 in Europa, Sud Africa, Australia e Nuova Zelanda. In Italia, Spagna e Portogallo uscì con differenti brani sul lato B, rispettivamente Amsterdam, Drive-In Saturday e Black Country Rock.[8][9]

L'effetto della "Ziggymania" si fece sentire e il 45 giri riscosse un grande successo raggiungendo la 3ª posizione nel Regno Unito nel giro di due settimane e rimanendo nella UK Singles Chart per 13 settimane.[10]

Nel gennaio 2016, dopo la morte di David Bowie la canzone ha guadagnato nuova popolarità ed ha nuovamente fatto ingresso nelle classifiche di molti Paesi, oltre a piazzarsi al 22º posto su iTunes l'11 gennaio.[11]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Paese Anno Posizione Classifica
Australia
2009
67
Top 100 Singles Chart[12]
Belgio
2016
4
Ultratop 50 Singles (Fiandre)[13]
Francia
2013
3
SNEP[14]
Germania
1973
39
Top 100 Single-Charts[15]
Irlanda
1973
4
Irish Singles Chart[16]
Italia
2016
33
FIMI[17]
Paesi Bassi
2016
95
Single Top 100[18]
Regno Unito
1973
3
UK Singles Chart[10]
1983
97
Stati Uniti
2016
12
Billboard Hot Rock Songs[19]
Svezia
2016
44
Sverigetopplistan[20]
Svizzera
2016
48
Top 75 Singles[21]

Life on Mars? dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Life on Mars? ricevette il battesimo dal vivo nell'agosto 1972 nei concerti al Rainbow Theatre di Londra, durante lo Ziggy Stardust Tour, e venne eseguita anche nell'Aladdin Sane Tour 1973 in un medley con Quicksand e Memory of a Free Festival.

In seguito è stata riproposta nello Station to Station Tour 1976, nel Serious Moonlight Tour 1983 e nel Sound+Vision Tour 1990, prima di venire esclusa dalle scalette ed essere "recuperata" a partire dall'Hours Tour 1999.

Tra le esibizioni "estemporanee":

Pubblicazioni successive[modifica | modifica wikitesto]

Il 45 giri è stato pubblicato di nuovo nel 1982 in versione picture disc all'interno della serie Fashions, nel 1983 nella serie Lifetimes e di nuovo come picture disc nel 2013, in occasione del 40º anniversario, con una versione live registrata il 1º ottobre 1972 alla Boston Music Hall come lato B.[8]

Life On Mars? si trova in numerose raccolte e album live:

Versioni dal vivo sono presenti anche nei video album Serious Moonlight (1984) e A Reality Tour (2004), oltre che nei bonus disc inclusi nelle riedizione di Aladdin Sane del 2003 e di Station to Station del 2010.

Il videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Life on Mars?, l'ultimo tra quelli diretti da Mick Rock, venne girato il 12 maggio 1973 nel retropalco di Earls Court a Londra, durante l'Aladdin Sane Tour, prodotto con meno di 350 sterline e montato in due giorni.[22]

Quasi assorbito dallo spoglio fondale, Bowie appare in un completo color turchese di Freddie Burretti e truccato da Pierre La Roche, l'ideatore della folgore blu e rossa che divide in due il volto del cantante sulla copertina di Aladdin Sane.[22]«L'idea era di creare una sorta di flash temporale», spiegò in seguito il regista, «volevo creare qualcosa che facesse un po' pensare a un dipinto».[7]

Il video è incluso nei video album The Video Collection e Best of Bowie. Nel 2004 il "making of" è stato inserito nel DVD Visionary Spirit Vol. 1, contenente filmati di Mick Rock mai usciti ufficialmente prima.

Life on Mars? nella cultura popolare[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad essere stata oggetto di numerose cover, Life on Mars? è stata eseguita in varie lingue con titolo e testo differenti: in francese da Alain Kan nel 1973 (La vie en Mars), in finlandese da Hector nel 1974 (Sudenkorento), in svedese da Frida nel 1975 (Liv på Mars) e in brasiliano da Seu Jorge nel 2004, nella colonna sonora di Le avventure acquatiche di Steve Zissou.

La prima cover di Life on Mars? è stata quella di Barbra Streisand nell'album ButterFly del 1974. A tale proposito il commento di Bowie non è stato molto positivo. Due anni dopo su Playboy, al giornalista e futuro regista cinematografico Cameron Crowe che gli chiedeva cosa ne pensasse rispose «Terribile. Mi spiace, Barb, ma era davvero atroce».[26]

Tra gli altri artisti che hanno inciso una cover:


Altre cover che si trovano in album tributo o compilation di artisti vari includono quelle di:

  • Manix in Ashes to Ashes - A Tribute To David Bowie del 1999
  • i Cybernauts in Cybernauts Live del 2000
  • gli En Brock in Diamond Gods - Interpretations of Bowie del 2001
  • Bryin Dall in Cover Your Bets del 2003
  • Des de Moor e Russell Churney in Darkness and Disgrace del 2003
  • The Divine Comedy e Yann Tiersen in Starman - Rare and Exclusive Versions of 18 Classic David Bowie Songs del 2003
  • i Classic Rock String Quartet in The Bowie Chamber Suite - A Classic Rock Tribute to Bowie del 2004
  • The Dresden Dolls in .2 Contamination: A Tribute to David Bowie del 2006
  • Lara Martelli in Repetition*Bowie - Midfinger's Tribute to David Bowie del 2007
  • The Thing in Life Beyond Mars - Bowie Covered del 2008
  • Keren Ann in We Were So Turned On: A Tribute To David Bowie del 2010
  • Carl Mentalperson in Oddities - A Tribute to David Bowie del 2010 (digital release)
  • The Weasletones in Ziggy Played Surf Guitar del 2011
  • gli Accelorater in Tribute to David Bowie del 2011
  • Federica Zammarchi in Jazz Oddity del 2011
  • Mike Garson in The Bowie Variations for Piano del 2011
  • Aneurin Barnard nella colonna sonora di Hunky Dory del 2012
  • Lea DeLaria in House of David del 2015
  • Jherek Bischoff in Strung Out in Heaven: A Bowie String Quartet Tribute del 2016 (digital release)
  • AURORA in Girls Vol. 3 - Music from the HBO Original Series del 2016 (digital release)


In alcune occasioni Life on Mars? è stata eseguita anche dal vivo da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Pegg (2002), p. 69
  2. ^ David Bowie - Life on Mars?, www.acclaimedmusic.net. URL consultato il 20 agosto 2016.
  3. ^ a b Life on Mars?, www.bbc.co.uk. URL consultato il 20 agosto 2016.
  4. ^ David Bowie: Life on Mars, 1973, www.milkandcookies.com. URL consultato il 20 agosto 2016.
  5. ^ David Bowie's 'Lazarus' Is Surrealistic Tour de Force, www.rollingstone.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  6. ^ David Bowie: I went to buy some shoes and I came back with Life On Mars, www.dailymail.co.uk. URL consultato il 21 agosto 2016.
  7. ^ a b c Pegg (2002), p. 120-121
  8. ^ a b Life on Mars?, www.bowie-singles.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  9. ^ Life on Mars? - Record Details, www.45cat.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  10. ^ a b Official Singles Chart, www.officialcharts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  11. ^ Worldwide iTunes Song Chart 2016/01/11, www.kworb.net. URL consultato il 21 agosto 2016.
  12. ^ ARIA Charts (PDF), www.australian-charts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  13. ^ Ultratop 50 Singles, www.ultratop.be. URL consultato il 21 agosto 2016.
  14. ^ SNEP, www.lescharts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  15. ^ Offizielle Deutsche Charts, www.offiziellecharts.de. URL consultato il 21 agosto 2016.
  16. ^ Irish Singles Charts, www.irishcharts.ie. URL consultato il 21 agosto 2016.
  17. ^ FIMI, www.italiancharts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  18. ^ Single Top 100, www.dutchcharts.nl. URL consultato il 21 agosto 2016.
  19. ^ Billboard Hot Rock Songs, www.billboard.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  20. ^ Sverigetopplistan, www.swedishcharts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  21. ^ Top 75 Singles, www.swisscharts.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  22. ^ a b Life on Mars? - May 1973, www.5years.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  23. ^ Time Out Magazine: From Ibiza to the Norfolk Broads - Critic's Choice, www.adrianberry.co.uk. URL consultato il 21 agosto 2016.
  24. ^ 2001 "Life on Mars" Rock Opera, www.bowiedownunder.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  25. ^ Publicité - La Poste / Le virtuel ("Life on Mars?" / David Bowie) 2001, www.dailymotion.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  26. ^ David Bowie - Playboy Magazine, www.theuncool.com. URL consultato il 20 agosto 2016.
  27. ^ Ruvido - live music & restore, www.youtube.com. URL consultato il 21 agosto 2016.
  28. ^ Tony Hadley - Life on Mars?, www.youtube.com. URL consultato il 21 agosto 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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