Falcon Heavy

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Falcon Heavy
Pad 39 A Falcon Heavy Artist Cropped.jpg
Informazioni
Funzione Vettore di lancio orbitale pesante (riutilizzabile)
Produttore SpaceX
Nazione di origine Stati Uniti Stati Uniti
Costo per lancio 90 milioni di USD (primavera 2016)
Dimensioni
Altezza 70 m
Diametro 3,66 m
Massa 1 420 t
Stadi 2+
Capacità
Carico utile verso orbita terrestre bassa 54 400 kg
Carico utile verso
orbita di trasferimento geostazionaria
22 200 kg
Cronologia dei lanci
Stato In sviluppo
Basi di lancio
Lanci totali 0
Successi 0
Fallimenti 0
Razzi ausiliari (stadio 0)
Nº razzi ausiliari 2
Propulsori 9 Merlin 1D
Propellente Ossigeno liquido/Cherosene RP-1
1º stadio
Propulsori 9 Merlin 1D
Spinta 7 607 kN (livello del mare)
Propellente Ossigeno liquido/Cherosene RP-1
2º stadio
Propulsori 1 Merlin Vacuum
Spinta 934 kN
Impulso specifico 342 s (3,45 kN/kg)[2]
Tempo di accensione 397 s
Propellente Ossigeno liquido/Cherosene RP-1

Il Falcon Heavy (FH), precedentemente chiamato Falcon 9 Heavy, è un lanciatore a razzo progettato e costruito dalla Space Exploration Technologies (SpaceX). È in grado di trasportare 54 400 kg di carico utile in orbita terrestre bassa (LEO), e 22 200 kg in orbita di trasferimento geostazionaria (GTO). Una volta entrato in servizio sarà il razzo più potente esistente e secondo solo al Saturn V che ha volato per l'ultima volta nel 1973.[3]

Design[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra, Falcon 1, Falcon 9 v1.0, Falcon 9 v1.1, Falcon Heavy

Falcon Heavy è configurato come un Falcon 9 (v1.1) con un primo stadio aggiuntivo da entrambi i lati. I due primi stadi di Falcon 9 posizionati lateralmente, quindi, fungono da booster aggiuntivi.[4]

Primo stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stadio è composto da tre segmenti paralleli, derivati dal primo stadio di Falcon 9. Ogni segmento conta 9 motori Merlin 1D, che sono una versione migliorata e più potente dei classici motori Merlin.

Per quanto riguarda il carburante, Falcon Heavy è stato progettato con un innovativo rifornimento trasversale: i 2 segmenti laterali riforniscono di carburante anche i motori di quello centrale, che conserva il suo propellente per quando le sezione laterali si staccano. Il primo stadio prevede quindi due eventi di separazione: la separazione dei propulsori laterali, e infine il distacco del nucleo principale. Questo porta il Falcon Heavy ad assomigliare a un vettore a tre stadi, garantendo un rendimento migliore.

Secondo stadio[modifica | modifica wikitesto]

Il secondo stadio del Falcon Heavy è identico a quello utilizzato sul Falcon 9. Utilizza un singolo motore Merlin 1D Vacuum con una spinta di 801 kN ed un impulso specifico di 342 s. La SpaceX prevede tuttavia di sostituire questo motore con il più potente Raptor ad ossigeno e metano liquidi anziché RP-1 e ossigeno liquido.

Lanci programmati[modifica | modifica wikitesto]

Data (GMT) Missione Carico utile Committente Stato Note
Novembre 2016 Falcon Heavy Demo Flight 1 Misuratori e sensori SpaceX Programmato Il razzo è in fase di sviluppo.
TBD STP-2 GPIM Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti Programmato La missione sosterrà il processo di certificazione EELV per il lanciatore.
TBD ViaSat-2 ViaSat Inc. Programmato Satellite telecomunicazioni in banda Ka
2017-2018 Satellite per telecomunicazioni[5] Intelsat[6] Programmato Prima missione commerciale.[6] Primo lancio in GTO.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stephen Clark, SpaceX eyes shuttle launch pad for heavy-lift rocket, Spaceflight Now, 11 marzo 2012.
  2. ^ SpaceX Falcon 9 Upper Stage Engine Successfully Completes Full Mission Duration Firing, SpaceX, 10 marzo 2009.
  3. ^ Sito ufficiale SpaceX sul Falcon Heavy, spacex.com.
  4. ^ Falcon 9 Overview, SpaceX, 8 maggio 2010.
  5. ^ a b SpaceX Announces First Commercial Contract For Launch In 2013, Red Orbit, 30 maggio 2012. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  6. ^ a b Intelsat Signs First Commercial Falcon Heavy Launch Agreement With SpaceX, SpaceX, 29 maggio 2012. URL consultato il 16 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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