SpaceX

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SpaceX
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Stato Stati Uniti Stati Uniti
Tipo azienda privata
Fondazione 2002
Sede principale Stati Uniti Hawthorne (California)
Persone chiave
Settore aerospaziale
Prodotti
Dipendenti 3000+ (2015)
Slogan «"Revolutionizing access to space"»
Sito web www.spacex.com/

Space Exploration Technologies Corporation (SpaceX) è una azienda aerospaziale statunitense con sede a Hawthorne (California), USA. Costituita nel 2002 dal cofondatore di PayPal e CEO di Tesla Motors Elon Musk con l'obiettivo di creare le tecnologie per ridurre i costi dell'accesso allo spazio e permettere la colonizzazione di Marte, l'azienda ha sviluppato i lanciatori Falcon 1 e Falcon 9 e Falcon Heavy, progettati con l'obiettivo di diventare riutilizzabili, e della capsula Dragon, lanciata dal Falcon 9 per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Della Dragon è prevista anche una versione adibita al trasporto umano.

Il 22 maggio 2012 è diventata la prima compagnia privata ad aver inviato un veicolo spaziale alla Stazione Spaziale Internazionale, nell'ambito del programma Commercial Orbital Transportation Services della NASA, al fine di dimostrare di essere in grado di rifornire la stazione spaziale. Ora ha in contratto almeno 12 voli (programma Commercial Resupply Services) per il rifornimento della ISS, il primo dei quali è avvenuto l'8 ottobre 2012. La sua soluzione è composta da una capsula Dragon lanciata con un Falcon 9.[1]

La sua prima sede era situata a El Segundo, in California, ma è poi stata spostata a Hawthorne, sempre in California.

I traguardi di SpaceX includono il primo razzo a propellente liquido finanziato da privati (Falcon 1) [2] cha ha raggiunto l'orbita nel 2008; è stata la prima compagnia privata a lanciare e recuperare un veicolo spaziale (2010) e la prima ad inviare un veicolo spaziale verso la ISS (2012)[3]. Il lancio SES-8, nel 2013, è stato il primo di SpaceX verso l'orbita geosincrona, mentre il lancio del Deep Space Climate Observatory (DSCOVR), nel 2015, è stato il primo della compagnia che si è spinto oltre l'orbita terreste. Il 21 dicembre 2015, SpaceX fece tornare con successo il primo stadio del Falcon 9 appena lanciato, diventando la prima a tentare e a riuscire in una simile impresa.

La NASA assegnò alla compagnia un contratto Commercial Orbital Transportation Services (COTS)[2] nel 2006, per progettare un sistema di lancio per rifornire la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). SpaceX, al dicembre 2015, ha inviato sei missioni verso la ISS sotto un contratto COTS. La NASA ha anche assegnato alla compagnia un contratto nel 2011 per sviluppare e certificare una Dragon con equipaggio, nell'ambito del programma Commercial Crew Development (CCDev) per il trasporto di equipaggi verso la ISS[4].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione e crescita[modifica | modifica wikitesto]

SpaceX è stata fondata nel 2002 da Elon Musk; il suo sogno era quello di costruire un semplice e relativamente economico razzo riutilizzabile, che fosse stato in grado di essere lanciato svariate volte, con le stesse capacità dei moderni aeromobili.

Nel 2001, Musk concettualizza "Mars Oasis"; un progetto per far atterrare una greenhouse sperimentale su Marte, contenente semi con gel liofilizzati, che una volta reidratati avrebbero permesso la crescita delle piante sul suolo marziano, "così questo sarebbe stato il viaggio più lungo che la vita abbia mai fatto"[5] disse Musk in un tentativo di ravvivare l'interesse dell'opinione pubblica verso l'esplorazione spaziale e aumentare il budget della NASA[6][7][8]. Ma Musk si rese conto che anche con un budget maggiore, il viaggio verso Marte sarebbe proibitivamente dispendioso ed era pertanto necessario un importante passo avanti nella tecnologia dei lanciatori[8]. Nell'ottobre del 2001, Musk viaggiò a Mosca con Jim Cantell (un manutentore di attrezzature aerospaziali), e Adeo Ressi (migliore amico di Elon al college), per comprare un ICBM (Dnepr-1) revisionato per mandare le attrezzature immaginate nello spazio[9]. Il gruppo si incontrò con aziende quali la Lavochkin e la ISC Kosmotras. Però, come riportò Cantell, Musk venne visto come un principiante ed ebbe una accesa discussione con uno dei capi progettisti russi, e il gruppo ritornò negli USA a mani vuote[10]. Nel febbraio del 2002, il gruppo tornò in Russia per cercare tre ICBM, facendosi accompagnare da Mike Griffin, il quale ha lavorato per la In-Q-Tel, un azienda al servizio della CIA; ha anche lavorato per il Jet Propulsion Laboratory e aveva appena lasciato la Orbital Sciences Corporation, un azienda che costruisce satelliti e altri veicoli spaziali. Il gruppo si incontrò ancora con la Kosmotras, e gli fu offerto un razzo per 80 milioni di dollari americani. Tuttavia l'offerta venne vista da Musk come troppo costosa; quindi Musk abbandonò il meeting. Durante il volo di ritorno Musk pensò che poteva fondare lui stesso una compagnia che potesse costruire i lanciatori che gli servivano a prezzi accessibili[10].

Elon Musk, il fondatore della SpaceX, mostra al Presidente Obama la rampa di lancio del Falcon 9, Cape Canaveral Air Force Station, 2010

Secondo uno dei primi investitori Tesla e SpaceX Steve Jurveston, Musk aveva calcolato che il denaro necessario per acquistare le materie prime per costruire un razzo erano solo il 3% dei prezzi a cui erano venduti i prodotti finiti. Usando la tecnica dell'integrazione verticale — principalmente per ragioni di costi[9] l'85% del intero sistema Falcon/Dragon è prodotto dalla SpaceX stessa[11] — e l'approccio modulare, preso dal software engineering (il Falcon 9 usa dieci motori Merlin, testati sul Falcon 1, mentre il Falcon Heavy userà tre primi stadi del Falcon 9), può ridurre ad un decimo i costi e beneficiare ancora di un margine commerciale del 70%[12]. Un altro motivo per utilizzare l'integrazione verticale è che Musk pensa che i razzi riutilizzabili non possano essere costruiti con componenti prodotti dai fornitori esistenti, quelli da cui tutte le altre compagnie si riforniscono. Per esempio, la SpaceX ha dovuto costruire una saldatrice FSW per una lega Alluminio-Litio usata nella cellula del Falcon 9, poiché questa macchina non esiste da nessuna parte nel mondo.[13]

All'inizio del 2002, Musk stava cercando personale per la sua nuova agenzia spaziale, presto chiamata SpaceX. Musk si rivolse a Tom Mueller (ora vicepresidente della sezione propulsione), Mueller accettò di lavorare per Musk e nacque così la SpaceX. L'azienda si insediò all'inizio in un magazzino di circa 7000 m² a El Segundo, in California. Musk decise che il primo razzo della SpaceX si sarebbe chiamato Falcon 1, in onore del Millenium Falcon di Star Wars. Musk pianificò che il primo lancio del Falcon 1 si sarebbe svolto nel novembre 2003, 15 mesi dopo l'avvio della compagnia.

Nel gennaio 2005 SpaceX comprò il 10% delle azioni di Surrey Satellite Technology Ltd.[14]

Nel novembre 2005 SpaceX aveva 160 dipendenti e più di 500 nel luglio del 2008.[15][16] Il personale addetto ai lanci nelle Isole Marshall è composto da sole 25 persone di cui 6 nel controllo missioni. Questi piccoli numeri, comparati con quelli di altre compagnie che effettuano lanci spaziali, fanno parte dei piani di Musk per ridurre i costi. Musk crede che gli alti costi delle compagnie concorrenti siano dovuti in parte a burocrazia non necessaria. Egli ha affermato che uno dei suoi obbiettivi è quello di migliorare costi ed efficienza dei servizi di accesso allo spazio di dieci volte. Un altro modo per abbassare questi costi consiste nel prodursi da sé alcuni componenti. È quindi riuscito ad abbassare il costo dei bulloni di alluminio anodizzato da 15 dollari a 30 centesimi, e similmente ha fatto con il materiale per gli scudi termici.[17]

Nel marzo del 2006 Musk investe 100 milioni di dollari dal suo fondo privato nell'azienda.[18]

Il 4 agosto 2008, SpaceX accettò un ulteriore investimento di 20 milioni di dollari dalla Founder Fund.

Il 23 dicembre 2008 SpaceX ha annunciato di aver vinto un appalto di rifornimento della Stazione Spaziale Internazionale per la NASA (parte del programma COTS) del valore di 1600 milioni di dollari. Questi rifornimenti saranno effettuati dopo che lo Space Shuttle sarà stato dismesso nel 2011.[19]

Dragon attraccato alla Stazione Spaziale Internazionale (missione SpaceX CRS-1, ottobre 2012)

Il 16 giugno del 2009, la SpaceX annunciò l'apertura dell'Astronaut Safety and Mission Assurance Department, assumendo l'ex-astronauta NASA Ken Bowersx per supervisionare il dipartimento come vicepresidente della compagnia. Tuttavia è stato annunciato che l'astronauta ha lasciato la SpaceX verso la fine del 2011. Non è stata resa nota ne la ragione ne il sostituto per tale posizione[20].

Nel 2012 un'offerta pubblica iniziale (IPO) è stata dichiarata come possibile entro la fine del 2013, ma Musk annunciò nel giugno 2013 che aveva pianificato di bloccare ogni IPO fino a che "il Mars Colonial Transfer volerà regolarmente"[21], questa dichiarazione è stata ritirata nel 2015 indicando che passeranno molti anni prima che la SpaceX diventi una compagnia quotata in borsa[22][23], Musk disse: "Io non voglio che [SpaceX] venga controllata da qualche private equity firm che ne avrebbe spremuto il reddito nel breve termine"

La compagnia è cresciuta rapidamente da quando è stata fondata nel 2002, passando da 160 dipendenti del novembre 2005, a più di 500 durante il luglio 2008, superando i 1100 nel 2010[24][25], fino 1800 all'inizio del 2012[26] e più di 3000 all'inizio del 2013[27]. Alla fine del 2013 l'azienda ha raggiunto i 3800 dipendenti[28].

I traguardi della SpaceX includono:

  • Il primo razzo a propellente liquido (Falcon 1) che ha raggiunto l'orbita (28 settembre 2008) finanziato da privati.
  • La prima compagnia privata che ha lanciato con successo (Falcon 9), fatto orbitare e recuperato un veicolo spaziale (Dragon il 9 dicembre 2010).
  • La prima compagnia privata che ha inviato un veicolo spaziale (Dragon) verso la Stazione Spaziale Internazionale (25 maggio 2012).
  • La prima compagnia privata a mandare un satellite in orbita geosincrona (SES-8 3 dicembre 2013).
  • L'atterraggio sulla terra ferma del primo stadio di un razzo capace di raggiungere l'orbita (Falcon 9 il 22 dicembre 2015 1:40 UTC).
  • L'atterraggio del primo stadio su una drone ship nell'oceano al rientro dalla missione in orbita bassa CRS-8 (Falcon 9 il 8 aprile 2016).

Il 22 dicembre 2015 SpaceX ha lanciato un Falcon 9 potenziato dalla Cape Canaveral Air Force Station verso l'orbita terrestre bassa. Dopo aver completato la sua spinta primaria il primo stadio del razzo si separò dal secondo normalmente. Il primo stadio riaccese tre dei suoi motori per tornare al luogo di lancio, dove è riuscito a compiere il primo atterraggio per uno stadio, di un razzo che poi ha raggiunto l'orbita, presso il luogo di lancio. Nel frattempo il secondo stadio ha portato in orbita con successo undici satelliti per la Orbcomm[29].

Finanziamento[modifica | modifica wikitesto]

SpaceX è un azienda di trasporto aerospaziale privata. Ha sviluppato il suo primo razzo vettore, il Falcon 1, e tre motori a razzo: Merlin, Kestrel e il Draco; interamente usando capitale privato. La SpaceX ha ricevuto dal governo degli Stati Uniti una parte dei fondi per lo sviluppo del Falcon 9, il quale usa una versione modificata del motore Merlin. SpaceX sta sviluppando il razzo vettore Falcon Heavy, il motore Raptor, motore a metano, e una serie di tecnologie per il riutilizzo di vettori con fondi privati.

A maggio 2012 SpaceX ha gestito in totale circa 1 miliardo di dollari, nei suoi primi dieci anni di attività; di questi 200 milioni provenienti da un private equity con 100 milioni investiti dallo stesso Musk e altri 100 milioni da altri investitori. Il resto è arrivato da acconti dei contratti a lungo termine COTS e CCDev, pagati in gran parte dalla NASA.

Veicoli spaziali[modifica | modifica wikitesto]

La capsula Dragon, sulla sommità di un Falcon 9, è pronta per il decollo (maggio 2012)

SpaceX produce due tipi di lanciatori spaziali: il Falcon 1, che ha fatto il suo primo volo il 28 settembre 2008, e il Falcon 9, il cui primo lancio sperimentale è stato eseguito il 4 giugno 2010.[30] Entrambi i lanciatori utilizzano motori a razzo Merlin, sempre di produzione propria.

Era stato pianificato anche un lanciatore denominato Falcon 5, ma il suo sviluppo è stato interrotto in favore del Falcon 9.

SpaceX ha inoltre sviluppato il Dragon, un veicolo orbitale pensato per essere lanciato con il Falcon 9 e trasportare merci o persone fino a un'orbita terrestre bassa e ritorno.

Il 2 maggio 2005 SpaceX ha vinto un contratto nell'ambito del programma Indefinite Delivery/Indefinite Quantity (IDIQ) dall'United States Air Force, secondo il quale l'aviazione americana può comprare lanci per un valore fino a 100 milioni di dollari.[31]

Il 22 aprile del 2008 la NASA ha annunciato di avere assegnato a SpaceX un contratto di tipo IDIQ per i lanciatori Falcon 1 e Falcon 9. Il contratto potrà valere da 20.000 a un miliardo di dollari - a seconda del numero di missioni effettuate - e copre tutti i lanci commissionati dal 30 giugno 2010 fino a dicembre 2012.[32]

Durante lo stesso annuncio del 22 aprile, Elon Musk ha dichiarato che SpaceX aveva già ottenuto almeno 14 contratti per voli sui vari Falcon.[33]

Colonizzazione di Marte[modifica | modifica wikitesto]

« Saranno necessarie milioni di persone per una colonia su Marte, per cui 80.000 è soltanto il numero di persone inviate su Marte ogni anno. So bene che può sembrare una follia. Non sono diventato pazzo, e nemmeno credo che la SpaceX possa fare tutto questo da sola. Ma se l'umanità spera di diventare una specie multi-planetaria, dobbiamo trovare un modo per spostare milioni di persone su Marte »
(Elon Musk)

Durante il meeting della Royal Aeronautical Society di Londra, il fondatore della SpaceX Elon Musk ha proposto la creazione di una colonia sul pianeta rosso in grado di ospitare i primi 80.000 pionieri, durante il primo anno, e successivamente sempre più persone finché la popolazione in grado di autosostenersi potrebbe crescere in qualcosa di molto più grande. Per finanziare la missione Elon Musk ha stimato la cifra di 500.000 dollari a persona pensando che dovrebbe essere nelle possibilità della maggior parte delle persone nei paesi avanzati considerando che l'intera missione dovrebbe costare circa 36 miliardi di dollari. Tutto questo è reso possibile dall'abbassamento del costo del trasporto in orbita, ottenuto con mezzi come il Falcon 9 o il Falcon Heavy. Questi razzi vettori, infatti, saranno completamente riutilizzabili, eliminando la necessità di costruire un nuovo razzo per ogni lancio; la spesa maggiore per mandare qualcosa in orbita sarà solo il carburante. Solo quando il costo per inviare una data massa in orbita sarà ridotto a una frazione di quello attuale - Musk crede che con il suo nuovo Falcon Heavy riuscirà ad infrangere la barriera dei 1 000 $ per libbra - allora si apriranno questi nuovi orizzonti.[34]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) SpaceX Launches Falcon 9/Dragon on Historic Mission, nasa.gov. URL consultato il 22 maggio 2012.
  2. ^ a b (EN) Stephen Clark, Sweet success at last for Falcon 1 rocket, in Spaceflight Now, 28 settembre 2008. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  3. ^ (EN) Kennet Chang, First Private Craft Dock With Space Station, in New York Times, 25 Maggio 2012.
  4. ^ spacexcmsadmin, SpaceX Wins NASA Contract to Complete Development of Successor to the Space Shuttle, su SpaceX. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  5. ^ Miles O'Brien | Journalist, su milesobrien.com. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  6. ^ MarsNow 1.9 Profile: Elon Musk, Life to Mars Foundation, su www.spaceref.com. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  7. ^ Risky Business, su www.spectrum.ieee.org. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  8. ^ a b https://www.youtube.com/watch?v=IxTPKIvn--A. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  9. ^ a b WebCite query result, su www.webcitation.org. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  10. ^ a b Elon Musk’s Space Dream Almost Killed Tesla, su Bloomberg.com. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  11. ^ (EN) SpaceX | NASA Space Academy at Glenn Research Center, su NASA Space Academy at Glenn Research Center. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  12. ^ http://www.youtube.com/watch?v=3aXNWGwis4w. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  13. ^ Vance Ashlee, Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for a Fantastic Future, HarperCollins, 2015, pp. pp. 227–228, ISBN 978-0062301239.
  14. ^ SpaceX, Press Center, su SpaceX. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  15. ^ Jeff Foust, Grandi Piani per SpaceX, The Space Review, 14 novembre 2005.
  16. ^ Diane Murphy è stata assunta da SpaceX come vice presidente alle comunicazioni e marketing, SpaceX.
  17. ^ David H. Freedman, Capitalisti in orbita, in Le Scienze numero 510, febbraio 2011, p. 58.
  18. ^ (EN) Leslie Wayne, "A Bold Plan to Go Where Men Have Gone Before", in New York Times, 5 febbraio 2006.
  19. ^ NASA SELECTS SPACEX'S FALCON 9 BOOSTER AND DRAGON SPACECRAFT FOR CARGO RESUPPLY SERVICES TO THE INTERNATIONAL SPACE STATION, SpaceX, 23 dicembre 2008.
  20. ^ SpaceX, Press Center, su SpaceX. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  21. ^ SpaceX IPO Cleared For Launch? Elon Musk Says Hold Your Horses, su Forbes. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  22. ^ (EN) SpaceX Opening Seattle Plant To Build 4,000 Broadband Sats, su SpaceNews.com. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  23. ^ Elon Musk: SpaceX goes public when Mars flights begin, su USA TODAY. URL consultato il 27 dicembre 2015.
  24. ^ The Space Review: Big plans for SpaceX, su www.thespacereview.com. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  25. ^ Diane Murphy, su www.californiaspaceauthority.org. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  26. ^ spacexcmsadmin, Company, su SpaceX. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  27. ^ SpaceX, COTS 2 mission presskit (PDF), 2011, p. 19.
  28. ^ (EN) SpaceX. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  29. ^ Atterraggio in verticale di Falcon 9 : obiettivo raggiunto, astronautinews.it. URL consultato il 28 dicembre 2015.
  30. ^ SpaceX archieves orbital bullseye with inaugural flight of Falcon 9 rocket, spacex.com. URL consultato l'8 giugno 2010.
  31. ^ SpaceX Awarded $100 Million Contract From U.S. Air Force for Falcon I, SpaceRef.com, 2 maggio 2005.
  32. ^ NASA Awards Launch Services Contract to SpaceX, NASA, 22 aprile 2008. URL consultato il 22 aprile 2008.
  33. ^ NASA Awards Launch Services Contract to SpaceX, SpaceX, 22 aprile 2008. URL consultato il 24 aprile 2008.
  34. ^ (EN) Mars for the 'average person', BBC.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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