Starship (SpaceX)

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Starship
Starship SN16 and Booster in the High Bay.png
Informazioni
Funzione
ProduttoreSpaceX
Nazione di origineStati Uniti Stati Uniti
Costo per lancio2 milioni $ (anticipati)[1] (2020)
Dimensioni
Altezza120 m (50 m Starship / 70 m Super Heavy[2][3]
Diametro9 m[2]
Massa5000 tonnellate [3][4] (11 000 000 lb)
Stadi2
Capacità
Carico utile verso orbita terrestre bassa100 tonnellate[2]
Cronologia dei lanci
Statoin progettazione[5]
Basi di lancioLC-39A

SpaceX South Texas Launch Site

Lanci totali0
Successi0
Fallimenti parziali0
1º stadio – Super Heavy
Propulsori33 Raptor
Spinta72 MN[2]
Impulso specifico330 s (3.2 km/s)
PropellenteCH4 / LOX
2º stadio – Starship
Propulsori6 Raptor
Spinta12 MN
Impulso specifico380 s (3.7 km/s)
PropellenteCH4 / LOX

1leftarrow blue.svgVoce principale: SpaceX.

La Starship è un veicolo di lancio completamente riutilizzabile, in corso di sviluppo e finanziato da SpaceX. Il veicolo è composto da due stadi, il booster e la navicella, che a novembre 2018 Elon Musk ha rinominato rispettivamente Super Heavy e Starship. L'architettura generale del veicolo comprende sia il lanciatore sia il veicolo, nonché l'infrastruttura per il primo e i successivi lanci e una tecnologia di trasferimento di propellente a gravità zero da essere messo in orbita terrestre bassa (LEO in inglese).

SpaceX sta sviluppando un veicolo di lancio per carichi super-pesanti dal 2012, con numerosi revisioni di design (e di nomenclatura) nel corso del tempo. Prima del 2016, il veicolo veniva chiamato Mars Colonial Transporter (MCT), poi nel 2016 Elon Musk ha presentato il veicolo con il nome di ITS launch vehicle, parte centrale della visione generale di Musk di un Interplanetary Transport System (ITS).[6][7] A settembre 2017, il veicolo è diventato di 9 metri di diametro ed è stato rinominato BFR,[8][9] per poi giungere alla denominazione attuale a novembre 2018.

Test su prototipi della Starship sono iniziati a marzo 2019, con una prima versione in formato ridotto definita Starhopper. A partire dall'autunno dello stesso anno si è proceduto alla realizzazione, attraverso rapide iterazioni, secondo la logica del "fail fast, succeed faster", di ulteriori prototipi per giungere ad un rapido test di volo orbitale entro il 2021.[10] Ad aprile 2020 la NASA ha selezionato una versione modificata della Starship come uno dei tre sistemi di atterraggio per il Programma Artemis.[11]

La nomenclatura[modifica | modifica wikitesto]

I frequenti cambi di nome del veicolo spaziale hanno creato spesso confusione. Nel 2005 SpaceX ha usato il termine "BFR" per descrivere il futuro razzo per Marte,[12] indicando che l'obiettivo del vettore era riuscire a portare 100 tonnellate in orbita, ma anche che non si sapeva ancora come pagare lo sviluppo.[13] A partire a metà 2013, SpaceX si riferiva sia all'architettura della missione sia al veicolo con il nome di Mars Colonial Trasporter.[14] Al momento della rivelazione del design di 12 metri di diametro, a settembre 2016, SpaceX aveva già cominciato a riferirsi all'architettura generale con il nome di Interplanetary Transport System.

A ottobre 2016, in una risposta pubblicata durante un Q&A su Reddit, Musk affermò che "Penso ci serva un nuovo nome. ITS non funziona. Al momento stiamo utilizzando BFR per il razzo e BFS per la navicella, il che va bene interamente ma... Rilasceremo dettagli sul modulo abitativo quando avremo un modello dal vero, magari nel giro di un anno o due".[15] Durante la presentazione della nuova architettura al Congresso astronautico internazionale (IAC) in Adelaide, Australia del 2017, Musk affermò che "stiamo seriamente pensando di chiamarlo BFR".[16] Il BFR fu chiamato, informalmente dai media e internamente a SpaceX - "Big Fucking Rocket".[17][18][19] La navicella, per un periodo tra il 2017 e il 2018, fu indicata con il termine "BFS".[NB 1][20][21][22]

In un tweet pubblicato a novembre 2018, Musk comunicò il cambio di nome definitivo, passando da BFR a Starship, specificando che con quest'ultimo termine ci si riferisse sia alla navicella che all'architettura complessiva, mentre il booster sarebbe stato chiamato SuperHeavy.[23][24][25]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Storia dello sviluppo della Starship.

Nel 2007, Elon Musk si prefissò l'obiettivo personale di dare il via all'esplorazione e alla colonizzazione di Marte. Alcune informazioni sull'architettura della missione vennero rivelate tra il 2011 e il 2015, dichiarazioni secondo le quali i primi coloni sarebbero arrivati su Marte non prima della metà degli anni '20. Con tale obiettivo, nell'ottobre del 2012, Musk anticipò un piano per costruire un secondo lanciatore riutilizzabile, con capacità nettamente superiori a quelle del Falcon 9 e del Falcon Heavy. Il nuovo veicolo doveva essere, secondo Musk, "un'evoluzione del Falcon 9 ... ma più grande del Falcon 9".[26][27] Nello stesso anno, SpaceX aveva avviato lo sviluppo del motore Raptor, a supporto del nuovo lanciatore.[28]

A partire dal 2014, Elon Musk rivelò diverse informazioni riguardo allo sviluppo del nuovo sistema di lancio, dichiarando che sarebbe stato in grando di ospitare un equipaggio di 100 persone e con la capacità di carico di 100 tonnellate, con un diametro di 10 metri. A settembre 2016, al 67º incontro annuale del Congresso astronautico internazionale, Musk svelò dettagli sostanziali di un progetto di un veicolo di trasporto molto grande, di 12 metri di diametro e 122 metri di altezza, l'"Interplanetary Transport System" (ITS) ideato per il trasporto interplanetario. Nell'occasione, Musk informò riguardo all'intenzione di lavorare su una tecnologia per il rifornimento in orbita della navicella, in modo da alleggerire il carico in fase di lancio e aumentare la capacità cargo considerevolmente.[29][30][31] A settembre 2017, al 68º incontro annuale del Congresso astronautico internazionale, SpaceX presentò la nuova architettura del veicolo che si iniziò a chiamare BFR (Big Falcon Rocket). Il nuovo design prevedeva un diametro di 9 metri e una lunghezza complessiva ridotta a 106 metri,[32] con una piccola ala a delta posteriore e dei flap per controllare il beccheggio e il rollio. Così come per la versione precedente, furono descritte tre versioni della navicella: BFS cargo, BFS tanker, e BFS crew. Inoltre, il BFR fu anche ipotizzato per il trasporto di merci e persone in collegamenti tra punti diversi della Terra, in un tempo inferiore ai 90 minuti.

Elon Musk con in mano un modellino della Starship ad aprile 2019

L'ambizioso obiettivo nel 2017 era mandare le prime due missioni cargo su Marte nel 2022, con lo scopo di "verificare le risorse d'acqua e identificare i pericoli" contemporaneamente a mettere "l'infrastruttura per l'alimentazione, per l'attività mineraria, e per il supporto vitale" sul posto per i futuri voli, seguite da quattro navi nel 2024, due con equipaggio e due con attrezzatura e provviste aggiuntive che hanno lo scopo di preparare una struttura di produzione di propellente. Durante una conferenza tenuta alla sede di SpaceX a Hawthorne a settembre 2018, Elon Musk mostrò un ulteriore aggiornamento del design del BFR e[33] annunciò una missione privata, sponsorizzata da Yūsaku Maezawa con altri artisti, di circumnavigazione lunare, programmata per il 2023.[34]

In un tweet pubblicato a novembre 2018, due mesi dopo l'aggiornamento sul design, Musk comunicò il definitivo cambio di nome dell'architettura: Starship sarebbe stato sia il nome complessivo che della navicella, mentre Super Heavy per il primo stadio (il booster) "necessario per uscire dalla gravità terrestre (non per altri pianeti o lune)".[24]

L'intenzione iniziale della compagnia era quella di realizzare Starship nel porto di Los Angeles[5] ma il sito fu, tuttavia, completamente smantellato ad aprile 2019 in seguito alla decisione di concentrare le attività a Boca Chica, in Texas e a Cocoa, in Florida.[35]

A gennaio 2019 viene confermato che la Starship non sarebbe stata più realizzata in fibra di carbonio ma in una particolare lega di acciaio inossidabile, adducendo motivazioni legate alla resistenza, all'economicità e alla facilità di lavorazione del materiale.[36][37][38][39] A partire dall'estate del 2019 presero il via i test nel sito di Boca Chica, con un prototipo in scala ridotta denominato Starhopper.[40] A settembre dello stesso anno, durante un evento pubblico nello stabilimento texano, Musk mostra il prototipo della Starship Mk1, annunciando aggiornamento sul design e sulla portata del carico ipotizzato a circa 100000 kg iniziali, con l'obiettivo di raggiungere 150000 kg con il passare del tempo. Dopo il cedimento dovuto a test di pressione della Mk1, SpaceX decide di sospendere la realizzazione della Mk2, all'epoca in corso a Cocoa, in Florida,[41] e passare direttamente alla Mk3, che viene rinominata SN1 per sottolinearne l'evoluzione delle tecniche di costruzione: gli anelli di acciaio diventano più alti, per ridurre i punti critici. Questo passaggio determina il relativo stop alle attività di costruzione dello Starship nel sito in Florida, che da quel momento sarebbero state completamente trasferite a Boca Chica. Vari test furono condotti per tutto il 2020, con la rapida costruzione di prototipi. Il 9 dicembre 2020, il prototipo SN8, dopo essere il primo prototipo completo e ad effettuare un test di accensione statica con tre Raptor contemporaneamente, effettuò un volo suborbitale di prova di 12,5 km dimostrando con successo la capacità di decollo, salita, trasferimento di propellente, l'esecuzione della manovra di capovolgimento e il preciso controllo dei flap per l'atterraggio. Tuttavia, la bassa pressione all'interno del serbatoio di testa durante l'accensione dei motori, comportò un'eccessiva velocità di discesa e l'esplosione del veicolo a contatto con il suolo. Il test fu considerato ampiamente positivo, permettendo il raccoglimento di numerosi dati per i test successivi.[42][43]

Tecnologia[modifica | modifica wikitesto]

Il veicolo di lancio di SpaceX di prossima generazione combina molti elementi che, secondo Musk, renderanno possibili i voli di lunga durata oltre l'orbita terrestre (inglese: Beyond Earth Orbit, BEO). SpaceX prevede che il progetto riduca i costi per tonnellata dei lanci in orbita terrestre bassa (inglese: Low Earth Orbit, LEO) e dei trasporti tra destinazioni BEO. Servirà anche a tutti i casi d'uso per il convenzionale mercato in LEO. Questo permetterà a SpaceX di concentrare la maggior parte delle risorse per lo sviluppo sul veicolo di lancio di prossima generazione.[44][45]

La Starship, che sarà un lanciatore completamente riutilizzabile per carichi super-pesanti, sarà composta da due parti: un primo stadio booster, chiamato Super Heavy e un secondo stadio con integrata sezione con payload, chiamato Starship.[24][32] Una delle innovazioni previste è il rifornimento in orbita, progetto a cui SpaceX sta lavorando in collaborazione con il Glenn Research Center in Ohio e il Marshall Space Flight Center in Alabama, due centri di ricerca della NASA.[46]

Le caratteristiche più importante del vettore sono:[6][21][44][47]

  • Entrambi gli stadi sono progettati per essere completamente riutilizzabili, con il booster che ritorna sulla rampa di lancio mentre il secondo stadio (e l'astronave) sarà in grado di ritornare vicino alla rampa di lancio. Entrambi usano l'atterraggio retropropulsivo e le tecnologie per lanciatori riutilizzabili sviluppati in precedenza da SpaceX.
  • L'insieme di Starship-Super Heavy sarà alto 120 m, cioè 27 m più alto della Statua della Libertà.[48]

Stadi del razzo[modifica | modifica wikitesto]

Super Heavy (booster)[modifica | modifica wikitesto]

Il primo stadio, o booster— chiamato da novembre 2018 Super Heavy[25], del lanciatore di prossima generazione è lungo 70 metri ed è 9 metri di diametro. È prevista una massa complessiva al decollo di 3065000 kg. È costituito di serbatoi e struttura di acciaio inossidabile, con al suo interno propellenti di metano liquido raffreddato e ossigeno liquido (CH4/LOX), alimentati da 31 motori Raptor[49] che forniscono 61,8 MN di spinta al decollo. Si prevede che il booster atterri sulla rampa di lancio,[6][21][44] anche se inizialmente potrebbe atterrare su gambe.[50] Durante il corso del 2020 Musk riferì dapprima che Super Heavy non avrebbe avuto gambe d'atterraggio e successivamente, in un tweet pubblicato a dicembre, che l'obiettivo di SpaceX sarebbe stato quello di afferrare il booster in fase di atterraggio con un braccio meccanico montato sulla piattaforma di lancio.[51]

Starship (navicella)[modifica | modifica wikitesto]

L'interno dell'ogiva del prototipo SN9.

Starship[24][25] è un secondo stadio completamente riutilizzabile con integrata sezione con payload, che ha l'abilità di operare come una navicella con equipaggio in voli di lunga durata in, e oltre, l'orbita terrestre.[44] Sarà costruita almeno in tre versioni:[44]

  • navicella: un veicolo spaziale grande, capace di portare passeggeri o carico a destinazioni interplanetarie, in LEO, o tra luoghi sulla Terra.
  • tanker: un tanker solo per carico per sostenere il rifornimento di propellente in orbita terrestre. Il tanker permetterà di lanciare un veicolo pesante nello spazio interplanetario dato che il veicolo, venendo rifornito in orbita, può consumare il serbatoio due volte, una volta per entrare in LEO e dopo per lasciare l'orbita terrestre. Il design raggiunge un Delta-v simile a razzi a tre stadi senza necessitare dei corrispondenti rapporti di massa.
  • veicolo per dislocare satelliti: un veicolo con una grande porta della stiva che si può aprire nello spazio per facilitare la collocazione del veicolo in orbita, o il recupero del veicolo o di detriti spaziali.

Alcune importanti caratteristiche di Starship sono:[6][21][44]

  • l'abilità di ritornare vicino alla rampa di lancio usando l'atterraggio retropropulsivo e le tecnologie per lanciatori riutilizzabili sviluppati in precedenza da SpaceX.
  • l'affidabilità dell'atterraggio, che SpaceX stima che arriverà a un livello di sicurezza equiparabile a quello degli aerei di linea.
  • Ci saranno trasferimenti di propellenti in orbita dal tanker alla Starship.
  • Una Starship con il suo carico sarà capace di volare fino alla Luna o a Marte dopo caricamento di propellente in orbita.
  • Struttura in acciaio inossidabile. Il rapporto forza-su-massa è paragonabile o migliore rispetto alle alternative dei design precedenti di compositi di fibra di carbonio nella gamma di temperatura prevista, da temperature criogeniche a quelle, elevate, del rientro atmosferico.[52]
  • Alcune parti del veicolo saranno costruiti con una lega di acciaio inossidabile che "ha subito un tipo di trattamento criogenico, nel quale i metalli sono […] lavorati [per produrre un] acciaio trattato a freddo […] molto più leggero e più resistente all'usura dell'acciaio tradizionale".[52]
  • Come visto nella rivelazione del design del 2017, Starship dovrebbe avere un volume pressurizzato di circa 1000 metri cubi, che potrebbero essere configurato in 40 cabine, grandi aree comuni, un magazzino centrale, una cambusa, e un rifugio da tempeste solari più 12 container a poppa non pressurizzati di un volume totale di 88 metri cubi.[21]

Quando Starship è usata in lanci BEO, il funzionamento del sistema generale della spedizione include la produzione di propellente sulla superficie di Marte. Questo è necessario per il viaggio di ritorno e per riutilizzare il veicolo a un costo minimo. Le destinazioni lunari (alcuni sorvoli, orbite e atterraggi) sarà possibile senza depositi di propellente lunare, a patto che il veicolo venga rifornito in un'orbita ellittica prima del transito lunare, come evidenziato nel profilo della missione del progetto #dearMoon.[44][53]

Sistema di propulsione[modifica | modifica wikitesto]

SuperHeavy e Starship saranno spinti da motori Raptor, sia nella loro versione sea level che vacuum. Il progetto del motore Raptor prevede una pressione della camera di 25 MPa (250 bar; 3 600 psi), anche se SpaceX ha intenzione di aumentarla a 30 MPa (300 bar; 4 400 psi) nelle successive iterazioni del motore. Durante dei test effettuati ad agosto 2020, sono stati raggiunti, tuttavia, i 33 MPa (330 bar; 4 800 psi). Il motore sarà progettato concentrandosi particolarmente sull'affidabilità di ogni singolo motore e avere "sette motori significa che è assolutamente in grado di [mitigare] l'avaria di un motore [engine out in inglese], anche di due motori, in quasi qualsiasi circostanza. Quindi si potrebbero perdere due motori e stare comunque tranquilli. Di fatto, in alcuni casi si possono perdere anche quattro motori e va comunque bene. Quindi ha bisogno di tre motori per atterrare; tre su sette".[54] In tal modo, la navicella è progettata per raggiungere una "affidabilità nell'atterraggio allo stesso livello degli aerei di linea più sicuri".[44]

Sistemi di atterraggio e recupero[modifica | modifica wikitesto]

Secondo una serie di tweet pubblicati tra il 2020 e il 2021, Musk ha confermato l'intenzione di SpaceX di non dotare SuperHeavy di gambe di atterraggio, ma di voler recuperare il booster attraverso dei meccanismi installati direttamente nella nuova torre di lancio. Tale operazione permetterebbe un rapido riutilizzo del primo stadio, stimato dallo stesso Musk nel giro di un'ora.

Versioni alternative[modifica | modifica wikitesto]

Artemis Human Landing System[modifica | modifica wikitesto]

Il mock up del HLS realizzato nel sito di Boca Chica nell'autunno del 2020.

Il 30 aprile 2020 la NASA annunciò che una versione alternativa, denominata Starship Human Landing System, era in competizione con altre due proposte (una di Blue Origin e una di Dynetics) per lo sviluppo di un lander lunare da utilizzare all'interno del programma Artemis. Per lo sviluppo iniziale, SpaceX ricevette un finanziamento da 135 milioni di dollari.[55] Questa variante sarà priva di scudi termici e pinne di coda, non necessarie per atterraggi su suolo lunare e utilizzerà tre motori SuperDraco. Nel documento a supporto della proposta, la NASA ha riportato la dichiarazione dell'azienda secondo la quale la Starship, ben prima di portare astronauti sulla Luna nel 2024, avrà già effettuato ripetuti voli orbitali di breve e lunga durata, voli oltre l'orbita bassa e una missione dimostrativa di atterraggio sul suolo lunare entro il 2022. Secondo i piani, la Starship sarà regolarmente lanciata dalla Terra con un razzo Super Heavy per entrare in orbita lunare. L'equipaggio, invece, raggiungerà successivamente la Starship tramite una navicella Orion lanciata dalla Terra con l'SLS o tramite un attracco con il Lunar Gateway.

A febbraio 2021 SpaceX aveva realizzato un mockup del prototipo e sviluppato e dimostrato il concept dell'ascensore che dovrebbe permettere agli astronauti di raggiungere la superficie lunare dal modulo di comando della Starship.[56] Il 16 aprile 2021, la NASA seleziona ufficialmente SpaceX come unica compagnia a realizzare l'Human Landing System che porterà l'equipaggio della missione Artemis III sulla superficie lunare, per un contratto dal valore di 2,9 miliardi di dollari.[57]

Sviluppo e prototipi[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elenco prototipi Starship.

Starhopper[modifica | modifica wikitesto]

SpaceX Starhopper

La costruzione del primo prototipo in scala, denominato Starhopper[58] è cominciata a inizio dicembre 2018 e la struttura esterna è stata completata il 10 gennaio 2019. Il razzo è stato costruito in meno di sei settimane nel sito di Boca Chica sul golfo del Messico in South Texas. Il veicolo ha un diametro di 9 metri per una altezza che all'origine era prevista in 39 metri, ma dopo la distruzione della copertura aerodinamica anteriore a causa di una forte raffica di vento, fu poi ridotta a seguito della decisione di non ricostruirla.[58] Il veicolo è stato usato per collaudare una serie di sottosistemi di Starship e per espandere l'inviluppo di volo.[58] Tra aprile e agosto, prima di essere decommissionato, il prototipo effettuò dei voli di prova a diverse altitudini, per la prima volta per dei motori Raptor.[59][60]

Starship[modifica | modifica wikitesto]

Prototipo Starship Mk 2 in costruzione a Cocoa, Florida, nell'agosto 2019

A marzo del 2019, la costruzione della struttura esterna e dei serbatoi di propellente del primo prototipo orbitale presso il cantiere in Texas erano a buon punto, tanto da prevederne il completamento e l'inizio delle prove per giugno.[61]

Esiti dei Test Tank[modifica | modifica wikitesto]

A maggio emerse la notizia che i prototipi orbitali in costruzione erano in realtà due (denominati Mk1 e Mk2), con il secondo esemplare (gemello del primo) in costruzione presso il cantiere SpaceX a Cocoa, in Florida.[62] A seguito dell'esplosione in un test di pressione (20 novembre 2019) della cupola superiore del metano del mk1 e l'abbandono del mk2, Spacex si concentrò su un nuovo prototipo, iniziando anche una nuova nomenclatura. Starship SN1, qualitativamente migliore del mk1, venne anche esso perso in un test di pressione (criogenico) il 28 febbraio 2020. Completati e superati i test criogenici su SN2 (8 marzo 2020), il team a Boca Chica costruì e testò il terzo prototipo completo (SN3). Il test fallì in seguito alla insufficiente pressurizzazione del serbatoio dell'Ossigeno liquido, che collassò sotto il peso del serbatoio superiore pressurizzato con metano liquido il 3 aprile 2020. A questo punto si aprì la strada ai primi test di volo. SN7 è stato delibaratamente distrutto nel tentativo di spingere Starship a nuove pressioni più alte. Lo stesso destino toccò a SN7.1. SN7.2 aveva invece l'obbiettivo di testare un nuovo tipo di serbatoio, con uno spessore di solo 3 millimetri. Questo avrebbe considerevolmente ridotto il peso del veicolo aumentando le sue capacità. Purtroppo mostrò dei problemi probabilmente dovuti alla saldatura e potrebbe essere ritirato.

Esiti degli "hop" di 150 metri dei prototipi Starship[modifica | modifica wikitesto]

  • SN4 è stato il primo prototipo a passare i test a pressione criogenici, è stato anche il secondo prototipo ad essere munito di un motore Raptor, e dopo qualche accensione statica venne perso durante un test. I sistemi di supporto del prototipo che collegavano i serbatoi interni ai serbatoi al sito di lancio si sono staccati irregolarmente, portando ad un'esplosione e la perdita totale del veicolo.
  • SN5 completò con successo il suo hop di 150 metri il 4 agosto 2020. L'unica anomalia rilevata durante il volo è stata una fiamma generatasi attorno ai componenti del motore, probabillmente dovuta a del metano rimasto intrappolato nella engine skirt.
  • SN6 riuscì a completare il suo hop di 150 metri riuscendo a mantenere più stabilità del predecessore SN5, dimostrando le stesse tecnologie.

I successi di questi prototipi hanno aperto la strada ai test di volo ad alta quota.

Esiti dei voli ad alta quota dei prototipi Starship[modifica | modifica wikitesto]

  • SN8 è stato il primo prototipo ad eseguire un high altitude flight test, ovvero un test di volo ad alta quota. Il 9 dicembre alle ore 22:45 (fuso orario italiano) i 3 motori Raptor si sono accesi e hanno fatto arrivare SN8 fino ad una quota di 12 km circa, marcando un primato come primo veicolo a volare sotto la spinta di più di un motore a ciclo a combustione stadiata alimentato a metano. Rispettivamente a T+ 1:41 e T+ 3:14 due motori sono stati spenti per diminuire la velocità verticale del razzo, fino ad azzerarla. A T+ 4.40 Raptor SN42, che fino a quel momento aveva spinto SN8 all'altezza di 10 km, si spegne e il veicolo si reorienta per effettuare la manovra di belly flop, che mette il veicolo in una posizione "a pancia in giù". Per i restanti minuti SN8 ha perfettamente controllato la sua discesa puntando alla zona di atterraggio fino a T+ 6:31, quando due motori si sono riaccesi e le superfici aerodinamiche superiori si sono estese, permettendo così al veicolo di reorientarsi in verticale per azzerare la sua velocità e atterrare delicatamente sul suolo. Sfortunatamente un calo di pressione nel serbatoio header tank del metano, una sfera posta al centro della cupola comune fra i due serbatoi che contengono metano e ossigeno liquido, ha perso pressione. Il motore assegnato a compiere l'atterraggio è stato quindi sottoposto ad una combustione ricca di ossigeno, che ha portato una temperatura elevatissima in camera di combustione, danneggiando irreversibilmente il Raptor. La combustione non ottimale ha impedito al motore di fornire la spinta necessaria, e l'altissimo calore ha fuso le leghe di rame presenti, risultando in una fiamma verde. La velocità finale di SN8 era troppo alta per garantire un atterraggio sicuro, e infatti il veicolo ha concluso il suo viaggio con un RUD, ovvero un rapid unscheduled disassembly (disassemblaggio rapido non programmato, modo elegante per definire uno schianto che porta alla distruzione parziale o totale di un veicolo).
  • A SN9 toccò seguire la stessa sorte del "fratello maggiore" SN8. Durante il volo seguì lo stesso identico profilo di SN8, anche se durante il riorientamento per il belly flop il prototipo ha inizialmente avuto dei piccoli problemi che ha risolto senza fatica. Pure l'atterraggio di SN9 è stato catastrofico, ma per ragioni diverse. Un motore fallì il riavvio durante l'atterraggio, impedendo al veicolo di acquisire una posizione verticale e cadendo al suolo con una velocità troppo elevata (circa 200 km/h).
  • SN10 è stato il primo prototipo a effettuare un atterraggio. Il 4 marzo 2021 alle ore 00.15 italiane ha effettuato un secondo tentativo di lancio dopo che il primo era stato abortito dal computer di bordo circa 2 ore prima a T- 00:00.1. Raggiunti i 10 km di altezza ha iniziato la manovra di discesa riuscendo ad atterrare in modo controllato accendendo prima tutti e 3 i motori Raptor per poi spegnerne 2. Nonostante i computer ordinassero all'unico motore raptor rimasto acceso di aumentare la sua potenza, esso non ha dato al veicolo abbastanza spinta per annullare la velocità verticale completamente al momento dell'atterraggio, causando un piccolo rimbalzo (probabilmente causato anche da 3 gambe d'atterraggio che non si sono aperte correttamente). Il veicolo è rimasto in piedi sostenuto dalla sua stessa struttura e non dalle gambe e circa 10 minuti dopo aver effettuato l'atterraggio, SN10 è ugualmente esploso a causa di una perdita di metano, probabilmente causata dal brusco atterraggio.
  • SN11 è stato distrutto in volo. Il 30 marzo 2021 alle ore 3.00 P.M. italiane il veicolo è decollato dalla piattaforma di lancio suborbitale B del sito di lancio di SpaceX in Boca Chica. La visibilità era molto bassa a causa della nebbia. L'ascesa è andata bene, così come il riorientamento e la discesa. Durante la manovra d'atterraggio SN11 ha però avuto un'anomalia e si è distrutto a mezz'aria, circa 900 metri sopra la piattaforma di atterraggio. A detta di Elon Musk il motore Raptor numero 2 ha avuto un'anomalia relativa alla pressione nella camera di combustione. Le cause reali non sono ancora completamente chiare. Pezzi di veicolo sono volati per tutta la zona intorno e a quanto pare alcuni sono stati ritrovati a 5 miglia di distanza.
  • SN15 ha effettuato un test di accensione statica di tutti e 3 i suoi motori Raptor il 26 aprile 2021. È stato lanciato il 5 maggio 2021 in condizioni di nebbia leggera ed ha effettuato un atterraggio morbido con un principio d'incendio vicino alla base (simile a quanto successo per SN10) che è stato spento dai sistemi automatici.[63]

Esiti test dei Super Heavy Booster[modifica | modifica wikitesto]

Il prototipo BN1 era un pathfinder, un sistema costruito solo per capire come muoversi con veicoli di tale dimensione.

Test di volo orbitale[modifica | modifica wikitesto]

  • SN20 sarà la prima starship a raggiungere l'orbita, spinta dal BN4. Attualmente entrambi i veicoli sono completamente assemblati e solo BN4 è ancora in attesa di ricevere tutti i suoi motori. Elon afferma che, FAA permettendo, il volo orbitale potrebbe anche avvenire nel mese di Novembre, il tutto supponendo che lo Stage Zero (elementi di supporto di lancio, torre di supporto, GSE...) sia pronto e operativo.

Stato dei prototipi di Starship[modifica | modifica wikitesto]

  • Starhopper: voli con successo di 1 metro, 20 metri e 150 metri, ritirato e usato come stazione meteo.
  • MK1 Test Tank*: perso il 20 novembre 2020 in un test criogenico
  • TT1 (Test Tank 1) Test Tank*: deliberatamente distrutto in un test di pressuriazzazione il 10 gennaio 2020
  • HTT o NTT (header test tank o nose test tank) Test Tank*: deliberatamente distrutto in un test di pressuriazzazione il 24 gennaio 2020
  • TT2 (Test Tank 2) Test Tank*: deliberatamente distrutto in un test di pressuriazzazione il 29 gennaio 2020
  • SN1 Test Tank*: perso in un test di pressione (criogenico) il 28 febbraio 2020
  • SN2 Test Tank*: test criogenici superati il 9 marzo 2020
  • SN3 Test Tank*: test pressurizzazione serbatoio dell'Ossigeno liquido spinto fino alla distruzione il 3 aprile 2020
  • SN4: primo a passare i test a pressione criogenici; esploso dopo numerosi static fire test (video)
  • SN5: Test criogenico e di accensione statica superati. Primo ad effettuare con successo volo di 150 metri (5 agosto 2020, video). Il prototipo è stato ritirato e disassemblato.
  • SN6: Test criogenico e di accensione statica superati. Secondo ad effettuare con successo volo di 150 metri (3 settembre 2020, video). Il prototipo è stato ritirato e disassemblato.
  • SN7 Test Tank*: deliberatamente distrutto in test di pressurizzazione massima (fonte, video)
  • SN8: Test criogenico e di accensione statica superati. Test di volo fino a quota 12,5 km riuscito, atterraggio fallito (9 dicembre 2020, video)
  • SN7.2 Test Tank*: Rilevato problema durante un test di pressione. Possibile ritiro del prototipo
  • SN9: Test criogenico e di accensione statica superati (4 test). Test di volo fino a quota 10km riuscito, atterraggio fallito (2 febbraio 2021, video)
  • SN10: Test criogenico e di accensione statica superati (2 test). Test di volo fino a quota 10km riuscito, atterraggio riuscito. Esploso pochi minuti dopo l'atterraggio (4 marzo 2021, video )
  • SN11: Test superati, accensione statica completata (2 test). Test di volo fino a quota 10km riuscito. Anomalia durante la sequenza di atterraggio (30 marzo 2021, video)
  • SN12: Annullato
  • SN13: Annullato
  • SN14: Annullato
  • SN15: Test criogenico e accensione statica completata (2 test). Test di volo fino a quota 10km riuscito. Atterraggio riuscito con successo (5 maggio 2021, video), attualmente esposta a Starbase.
  • SN16: Attualmente esposta insieme ad SN15.
  • SN17: Smantellato
  • SN18: Annullato
  • SN19: Annullato
  • SN20: Assemblaggio avvenuto in data 04/08/2021. SN20 e BN4 sono stati impilati sul pad orbitale per un fit check (06/08/2021) per poi essere subito disassemblati. Inizieranno la campagna di test (criogenico e accensione statica) separatamente. Dopo essere tornata nuovamente al sito di produzione al fine di completare gli ultimi lavori è stata portata al sito di lancio sul pad suborbitale B per iniziare i test.Test criogenico completato in data 29/09/2021. Nella notte di giovedì 21 ottobre 2021 Spacex ha effettuato due static fire, che hanno incluso la prima accensione di un Raptor Vacuum Engine(motore Raptor modificato per essere più efficiente nella condizione di vuoto nello spazio). Attualmente è stato eseguito uno static fire con tutti e 6 i motori Questo prototipo sarà il primo a compiere un test di volo orbitale spinto da BN4.

*I Test Tank sono prototipi con l'obbiettivo di testare delle nuove tecnologie nei serbatoi e non vengono muniti di motori in quanto non progettati per volare.

Stato dei prototipi di Super Heavy[modifica | modifica wikitesto]

  • BN1 Pathfinder**: Completamente assemblato in high bay. Ora disassemblato.
  • BN2 Test Tank: In fase di costruzione, parti non complete.
  • BN2.1: Parti identificate.
  • BN3: Assemblaggio completato. Ora al sito di lancio sul pad A. Test di accensione statica (3 Raptor) e test criogenico superati. Questo booster servirà unicamente per svolgere dei test, non volerà mai.
  • BN4: Assemblaggio completato e munito di tutti e 29 i Raptor. Ora si trova sul sito di lancio. Ancora nessun test eseguito. Sarà il primo booster a volare spingendo SN20 in orbita.

**I Super Heavy Booster Pathfinder non vengono muniti di motori e vengono utilizzati solo per apprendere le tecnologie base per operare su prototipi di così grande scala. BN1 sarà l'unico booster pathfinder.

Stato dello Stage Zero[modifica | modifica wikitesto]

In diversi tweet Elon Musk ha affermato che i sistemi di supporto di lancio per Starship sono così complicati e necessari che possono effetivamente essere definiti parte del veicolo (da qui Stage Zero).

Lo Stage Zero include tre principali strutture:

  • GSE o Ground Support Equipment, che hanno l'obbiettivo di fornire acqua, metano e ossigeno liquidi alla Starship per consentire rifornimento per i lanci ed i test e sistema si soppressione sonoro.
  • Piattaforma di lancio, incaricata di supportare il peso del veicolo completamente assemblato e di trattenerlo a terra fino al momento del lancio. Incaricata anche di supportare il sistema di soppressione sonoro, utilizzato per evitare che le vibrazioni causate dall'accensione dei motori Raptor sul SuperHeavy causino troppi danni alla struttura.
  • Torre di supporto al lancio
La torre di supporto al lancio[modifica | modifica wikitesto]

La torre di supporto al lancio della Starship è un concetto totalmente diverso da quello generalmente accettato nell'industria aerospaziale. Questa torre sarà infatti incaricata di:

  • Supportare il veicolo sul Pad Orbitale
  • Rifornire il veicolo con il propellente necessario per le missioni
  • "Afferrare" il SuperHeavy Booster utilizzando le sue Grid Fin come punto d'ancora in volo utilizzando le braccia meccaniche che costituiscono il sistema Mechazilla
  • Riposizionare il SuperHeavy Booster sul Pad Orbitale con precisione
  • *Non ufficiale* "Afferrare" la Starship utilizzando le sue superfici aerodinamiche superiori come punto d'ancora in volo
  • Posizionare la Starship sopra il SuperHeavy Booster assemblando così il sistema di lancio finale.

Applicazioni[modifica | modifica wikitesto]

La Starship è progettata per sostituire tutti gli attuali veicoli e sonde di SpaceX: i veicoli Falcon 9 e Falcon Heavy e la capsula Dragon 2. SpaceX stima che i lanci della Starship saranno più economici di quelli della flotta esistente e persino più del ritirato Falcon 1, grazie alla totale riutilizzabilità e dell'atterraggio di precisione dei booster sulla rampa di lancio per una logistica di lancio semplificata. SpaceX intende sostituire completamente l'attuale flotta durante l'inizio degli anni 2020.[32][44][64]

La Starship è stata pianificata per diversi utilizzi:[6][64]

  • invio di satelliti commerciali in orbita terrestre
  • voli spaziali di lunga durata nella regione cislunare
  • trasporto su Marte, sia di cargo, sia di passeggeri
  • voli di lunga durata per i pianeti oltre la fascia principale, per cargo e astronauti[65]
  • viaggi commerciali di passeggeri sulla Terra, in competizione con i voli aerei di lunga distanza.[32][66][67][68]

Viaggi commerciali terrestri[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della presentazione del nuovo veicolo spaziale nel 2018, Musk annunciò la possibilità di utilizzarlo anche per collegare velocemente città sulla Terra. Nel 2019, la Shotwell riferì che SpaceX avrebbe potuto iniziare ad offrire questa possibilità a partire dal 2025, e che entro una decina di anni il costo del biglietto potrà essere di poco superiore a quello di un volo aereo in classe economy.[69]

Tour di sorvolo lunare[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Progetto dearMoon.
Artistic rendition of the BFS firing all 7 of its engines while passing by the Moon
Interpretazione artistica di Starship che accende tutti i suoi sette motori mentre passa dalla Luna

A settembre 2018, SpaceX ha annunciato di aver firmato un contratto per far volare un gruppo di privati intorno alla Luna a bordo di Starship.[33] I partecipanti saranno Yūsaku Maezawa[70] e 6/8 persone da tutto il mondo scelte attraverso un processo di selezione. Il volo è in programma per il 2023 e durerà circa 6 giorni.[70][71]

Trasporto marziano[modifica | modifica wikitesto]

SpaceX ha intenzione di costruire nel lungo periodo una base abitata su Marte per un'estesa presenza sulla superficie, che si spera diventi una colonia autosufficiente.[72][73][74][75][76]

Ogni spedizione su Marte rifornirebbe di carburante la Starship in orbita terrestre bassa prima di partire per Marte. Le prime navicelle andranno lasciate su Marte per ospitare l'attrezzatura, immagazzinare il propellente e per tenere parti di ricambio. Alla lunga, dal momento dell'arrivo su Marte degli umani, almeno una delle riutilizzabili Starship dei voli precedenti sarà capace di essere rifornita di carburante per servire da veicolo spaziale di riserva per il ritorno sulla Terra.[72][73][77][78]

Struttura per il lancio[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente SpaceX aveva ipotizzato di effettuare i suoi lanci dal Pad 39A al Kennedy Space Center, la piattaforma di lancio storica da cui un tempo decollavano le missioni Apollo[79] e dall' ex piattaforma degli Space Shuttle, piattaforma attualmente affittata proprio da SpaceX. Con la costruzione dello SpaceX South Texas Launch Site, tuttavia, la maggior parte dei voli saranno effettuati da Boca Chica, con in previsione la realizzazione di piattaforme galleggianti per lanci/atterraggi da mare.

Strutture di lancio off-shore[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2020, tramite la sussidiaria Lone Star Mineral Development, SpaceX aveva acquistato due piattaforme petrolifere con lo scopo di convertirle in strutture di lancio. Tale piattaforme furono chiamate Deimos e Phobos, il nome dei due satelliti di Marte.[80] Attraverso una serie di tweet pubblicati a febbraio 2021, Musk informò che una delle due piattaforme sarebbe stata parzialmente operativa entro la fine dell'anno, aggiungendo che a lungo termine il metano e l'ossigeno necessari per il propellente sarebbero stati prodotti in loco tramite la reazione di Sabatier. I veicoli Starship, inoltre, dovrebbero raggiungere le piattaforme di lancio attraverso voli di breve durata dal sito di Boca Chica.

Starbase[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: SpaceX South Texas Launch Site.

Agli inizi di marzo 2021, Elon Musk annunciò l'intenzione di creare una nuova città in Texas, chiamata Starbase, frutto di un processo di incorporazione dell'area di Boca Chica. La contea di Cameron confermò, poco dopo, la manifestazione di interesse da parte di SpaceX, ribadendo che per mettere in atto il progetto la compagnia avrebbe dovuto seguire tutte le procedure relative all'incorporazione.[81]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mike Wall 06 November 2019, SpaceX's Starship May Fly for Just $2 Million Per Mission, Elon Musk Says, su Space.com. URL consultato il 2 aprile 2020.
  2. ^ a b c d (EN) SpaceX Starship, su spacex.com. URL consultato il 13 dicembre 2020.
  3. ^ a b elonmusk, Slight booster length increase to 70m, so 117m for whole system. Liftoff mass ~5000 mT. (Tweet), su Twitter, 16 marzo 2020.
  4. ^ elonmusk, Mk1 ship is around 200 tons dry & 1400 tons wet, but aiming for 120 by Mk4 or Mk5. Total stack mass with max payload is 5000 tons. (Tweet), su Twitter, 26 settembre 2019.
  5. ^ a b (EN) Jeff Foust, Musk reiterates plans for testing BFR, in SpaceNews, 12 marzo 2018. URL consultato il 19 febbraio 2019.
    «Construction of the first prototype spaceship is in progress. 'We're actually building that ship right now,' he said. 'I think we'll probably be able to do short flights, short sort of up-and-down flights, probably sometime in the first half of next year.'».
  6. ^ a b c d e (EN) Phillip Gaynor, The Evolution of the Big Falcon Rocket, in NASASpaceflight, 9 agosto 2018.
  7. ^ (EN) Eric Berger, Elon Musk scales up his ambitions, considering going “well beyond” Mars, in Ars Technica, 18 settembre 2016.
  8. ^ (EN) Jeff Foust, Musk unveils revised version of giant interplanetary launch system, in SpaceNews, 29 settembre 2017.
  9. ^ (EN) William Harwood, Elon Musk revises Mars plan, hopes for boots on ground in 2024, in SpaceflightNow, 29 settembre 2017.
    «The new rocket is still known as the BFR, a euphemism for 'Big (fill-in-the-blank) Rocket.' The reusable BFR will use 31 Raptor engines burning densified, or super-cooled, liquid methane and liquid oxygen to lift 150 tons, or 300,000 pounds, to low Earth orbit, roughly equivalent to NASA’s Saturn 5 moon rocket.».
  10. ^ (EN) Eric Berger, SpaceX pushing iterative design process, accepting failure to go fast, in Ars Technica, 21 febbraio 2020.
  11. ^ La NASA ha messo in competizione SpaceX, Blue Origin e Dynetics per i futuri viaggi sulla Luna, su Il Post, 1º maggio 2020. URL consultato il 2 maggio 2020.
  12. ^ Jeff Foust, Big plans for SpaceX, in The Space Review, 14 novembre 2005.
  13. ^ (EN) Braddock Gaskill, SPACEX set maiden flight – goals, su nasaspaceflight.com. URL consultato il 20 febbraio 2019.
  14. ^ Steve Schaefer, SpaceX IPO Cleared For Launch? Elon Musk Says Hold Your Horses, in Forbes, 6 giugno 2013.
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  16. ^ (EN) Making Life Multiplanetary IAC 2017, su youtube.com, 29 settembre 2017. URL consultato il 22 agosto 2020.
  17. ^ (EN) Tim Fernholz, Rocket Billionaires: Elon Musk, Jeff Bezos, and the New Space Race, Boston, Houghton Mifflin Harcourt, 20 marzo 2018, p. 244, ISBN 978-1-328-66223-1.
    «SpaceX would build a huge rocket: the BFR, or Big Falcon Rocket—or, more crudely among staff, the Big F**king Rocket».
  18. ^ (EN) Michael Slezak e Olivia Solon, Elon Musk: SpaceX can colonise Mars and build moon base, in The Guardian, Londra, 29 settembre 2017. URL consultato il 21 maggio 2018.
  19. ^ (EN) Matt Burgess, Elon Musk's Big F**king Rocket to Mars is his most ambitious yet, in Wired UK, Londra, Condé Nast Publications, 29 settembre 2017. URL consultato il 21 maggio 2018.
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    «Starship is the spaceship/upper stage & Super Heavy is the rocket booster needed to escape Earth’s deep gravity well (not needed for other planets or moons)».
  25. ^ a b c (EN) Richard Lawler, SpaceX BFR has a new name: Starship, in Engadget, 20 novembre 2018. URL consultato il 21 novembre 2018.
  26. ^ Rod Coppinger, Huge Mars Colony Eyed by SpaceX Founder Elon Musk, su Space.com, 23 novembre 2012. URL consultato il 10 giugno 2013.
    «The fully reusable rocket that Musk wants to take colonists to Mars is an evolution of SpaceX's Falcon 9 booster.... 'It's going to be much bigger [than Falcon 9], but I don’t think we’re quite ready to state the payload. We’ll speak about that next year,' Musk said. ... 'Vertical landing is an extremely important breakthrough — extreme, rapid reusability.'».
  27. ^ SpaceX IPO Cleared For Launch? Elon Musk Says Hold Your Horses, su forbes.com, Forbes. URL consultato il 24 settembre 2016.
  28. ^ Zach Rosenberg, SpaceX readies upgraded engines, in Flightglobal, 16 marzo 2012. URL consultato il 17 gennaio 2018.
    «SpaceX is in the midst of a variety of ambitious engine programmes, including the Merlin 2, a significant modification of the Merlin 1 series, and the Raptor upper stage engine. Details of both projects are tightly held.».
  29. ^ (EN) SpaceX unveils the Interplanetary Transport System, a spaceship and rocket to colonize Mars, in theverge.com, 27 settembre 2016. URL consultato il 22 agosto 2020.
  30. ^ Eric Berger, Musk’s Mars moment: Audacity, madness, brilliance—or maybe all three, in Ars Technica, 28 settembre 2016. URL consultato il 13 ottobre 2016.
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  36. ^ Elon Musk [elonmusk], The new design is metal (Tweet), su Twitter, 8 dicembre 2018.
  37. ^ Elon Musk [elonmusk], Fairly heavy metal, but extremely strong (Tweet), su Twitter, 8 dicembre 2018.
  38. ^ Eric Ralph, SpaceX CEO Elon Musk teases new Starship photos and “heavy metal” BFR, in Teslarati, 9 dicembre 2018. URL consultato il 9 dicembre 2018.
    «wide-reaching changes to BFR’s general structural composite, Musk at long last confirmed what some suspected – now known as Starship/Super Heavy, the BFR program has officially moved away from carbon fiber composites as the primary material of choice for the rocket’s structure and propellant tanks, instead pivoting to what Musk described as a “fairly heavy metal”.».
  39. ^ (EN) Ryan D'Agostino, Elon Musk: Why I'm Building the Starship out of Stainless Steel, su popularmechanics.com, Popular Mechanics, 22 gennaio 2019. URL consultato il 22 gennaio 2019.
  40. ^ SpaceX’s Starhopper completes test flight [collegamento interrotto], su spacenews.com, 27 agosto 2019.
  41. ^ SpaceX expediting Mk3 construction in Texas, pausing Florida-based Starship builds, su nasaspaceflight.com, 3 dicembre 2019.
  42. ^ SpaceX, concluso il nuovo test. La gioia di Elon Musk: «Marte, arriviamo», in Corriere della Sera, 10 dicembre 2020. URL consultato il 10 dicembre 2020.
  43. ^ (EN) Il volo suborbitale di 12,5km del prototipo SN8, in youtube.com, 10 dicembre 2020. URL consultato il 10 dicembre 2020.
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  45. ^ Filmato audio (EN) Elon Musk, Making Humans a Multiplanetary Species, SpaceX, 27 settembre 2016, a 9 min 20 s.
    «"So it is a bit tricky. Because we have to figure out how to improve the cost of the trips to Mars by five million percent ... [which] translates to an improvement of approximately 4 1/2 orders of magnitude. These are the key elements that are needed ... to achieve ...[this] improvement. Most of the improvement would come from full reusability—somewhere between 2 and 2 1/2 orders of magnitude—and then the other 2 orders of magnitude would come from refilling in orbit, propellant production on Mars, and choosing the right propellant."».
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  47. ^ (EN) Jeff Foust, Musk offers more technical details on BFR system, su spacenews.com, 15 ottobre 2017.
    «The flight engine design is much lighter and tighter, and is extremely focused on reliability.».
  48. ^ (EN) 8 things Elon Musk wants you to know about SpaceX's monster BFR spaceship, in USA TODAY. URL consultato il 27 settembre 2018.
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  51. ^ Elon Musk says SpaceX will attempt to recover Super Heavy rocket by catching it with launch tower, su techcrunch.com, 30 dicembre 2020. URL consultato il 5 gennaio 2021.
  52. ^ a b Eric Ralph, SpaceX CEO Elon Musk: Starship prototype to have 3 Raptors and “mirror finish”, in Teslarati, 24 dicembre 2018. URL consultato il 24 dicembre 2018.
  53. ^ Filmato audio First Private Passenger on Lunar BFR Mission, SpaceX, 17 settembre 2018.
  54. ^ Filmato audio First Private Passenger on Lunar Starship Mission, 17 settembre 2018.
    «Seven engines means it's definitely capable of [mitigating] engine out at any time, including two engine out, in almost all circumstances. So you could lose two engines and still be totally safe. In fact, [in] some cases you can lose up to four engines and still be totally fine. So it only needs three engines for landing; three out of seven.».
  55. ^ (EN) SpaceX’s Starship Moon lander passes NASA review alongside Blue Origin, Dynetics, in teslarati.com, 26 settembre 2020. URL consultato il 7 ottobre 2020.
  56. ^ (EN) SpaceX rapidly builds, tests Starship Moon elevator for NASA, in teslarati.com, 24 febbraio 2021. URL consultato il 26 febbraio 2021.
  57. ^ SpaceX e Starship porteranno gli astronauti Artemis sulla Luna, in astrospace.it, 16 aprile 2021. URL consultato il 16 aprile 2021.
  58. ^ a b c (EN) Eric Berger, Here’s why Elon Musk is tweeting constantly about a stainless-steel starship, in Ars Technica, 8 gennaio 2019. URL consultato il 12 gennaio 2019.
  59. ^ (EN) SpaceX launches Starship “hopper” on dramatic test flight, su spaceflightnow.com.
  60. ^ (EN) SpaceX’s Starhopper completes 150 meter test hop, su nasaspaceflight.com.
  61. ^ Eric Ralph, SpaceX's steel Starship glows during Earth reentry in first high-quality render, in Teslarati, 26 marzo 2019. URL consultato il 28 marzo 2019.
  62. ^ https://twitter.com/flcnhvy/status/1149572555306438656
  63. ^ Lorenzo Longhitano, La Starship SN15 è atterrata: SpaceX entra nella storia con il primo test di successo del suo razzo, su tech.fanpage.it, Fanpage.it, 6 maggio 2021. URL consultato il 6 maggio 2021.
  64. ^ a b (EN) Chris Gebhardt, The Moon, Mars, & around the Earth – Musk updates BFR architecture, plans, in NASASpaceflight, 29 settembre 2017.
  65. ^ Elon Musk [elonmusk], SpaceX will prob build 30 to 40 rocket cores for ~300 missions over 5 years. Then BFR takes over & Falcon retires. Goal of BFR is to enable anyone to move to Moon, Mars & eventually outer planets. (Tweet), su Twitter, 12 maggio 2018.
  66. ^ Filmato audio Starship | Earth to Earth, SpaceX, 28 settembre 2017.
  67. ^ (EN) Jeff Foust, Musk offers more technical details on BFR system, in SpaceNews, 15 ottobre 2017.
    «[The] spaceship portion of the BFR, which would transport people on point-to-point suborbital flights or on missions to the moon or Mars, will be tested on Earth first in a series of short hops. […] a full-scale Ship doing short hops of a few hundred kilometers altitude and lateral distance, […] fairly easy on the vehicle, as no heat shield is needed, we can have a large amount of reserve propellant and don’t need the high area ratio, deep space Raptor engines.».
  68. ^ (EN) Neil Strauss, Elon Musk: The Architect of Tomorrow, in Rolling Stone, 15 novembre 2017.
  69. ^ (EN) SpaceX offers private passengers flights to see wonderful views of Earth from space, in Rtesmanian.com, 27 agosto 2020.
  70. ^ a b Filmato audio (EN) First Private Passenger on Lunar Starship Mission, 17 settembre 2018, a 1 h 36 min 50 s.
  71. ^ Dear Moon, su dearmoon.earth. URL consultato il 19 febbraio 2019.
  72. ^ a b (EN) Eric Ralph, SpaceX wants to use the first Mars-bound BFR spaceships as Martian habitats, su teslarati.com, 27 agosto 2018.
  73. ^ a b (EN) Elizabeth Rayne, We’re going to Mars by 2024 if Elon Musk has anything to say about it, su SYFY WIRE, 15 agosto 2018. URL consultato il 19 febbraio 2019.
  74. ^ (EN) Eric Berger, Musk’s Mars moment: Audacity, madness, brilliance—or maybe all three, in Ars Technica.
  75. ^ (EN) Jeff Foust, Can Elon Musk get to Mars?, in SpaceNews magazine, 10 ottobre 2016. URL consultato il 10 febbraio 2019 (archiviato dall'url originale il 13 ottobre 2016).
  76. ^ (EN) Alan Boyle, SpaceX’s Elon Musk makes the big pitch for his decades-long plan to colonize Mars, in GeekWire, 27 settembre 2016.
  77. ^ Filmato audio (EN) Paul Wooster, SpaceX's Plans for Mars - 21st Annual International Mars Society Convention, Mars Society, 29 agosto 2018.
  78. ^ (EN) Darrell Etherington, Everything SpaceX revealed about its updated plan to reach Mars by 2022, su TechCrunch, 29 settembre 2017.
  79. ^ Inclusa quella del primo atterraggio sulla luna.
  80. ^ SpaceX compra piattaforme petrolifere per lanciare Starship dal mare?, su hwupgrade.it, 19 gennaio 2021. URL consultato il 19 gennaio 2021.
  81. ^ (EN) Elon Musk seeks to create the city of Starbase in South Texas, in houstonchronicle.com, 2/03/2021. URL consultato il 15 marzo 2021.

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Big Falcon Spaceship

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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