Statua della Libertà

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Coordinate: 40°41′13.2″N 74°02′42″W / 40.687°N 74.045°W40.687; -74.045

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Statua della Libertà
(EN) Statue of Liberty
Liberty-statue-from-below.jpg
Tipo Culturali
Criterio (i) (vi)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1984
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La Statua della Libertà (Statue of Liberty) è un monumento simbolo di New York e degli interi Stati Uniti d'America, ed è comunque uno dei monumenti più importanti e conosciuti al mondo.

Svetta all'entrata del porto sul fiume Hudson al centro della baia di Manhattan, sulla rocciosa Liberty Island. Il nome dell'opera è La Libertà che illumina il mondo (Liberty Enlightening the World in inglese, La Liberté éclairant le monde in francese).

Fu progettata dal francese Frédéric Auguste Bartholdi; è costituita da una struttura reticolare interna in acciaio rivestita da 300 fogli di rame sagomati e rivettati insieme, che poggia su un basamento granitico grigio-rosa che si è a lungo pensato fosse di provenienza sarda,[1] benché recenti ricerche abbiano smentito la provenienza della roccia dall'isola della Maddalena e l'abbiano ricondotta alla cava di Stony Creecy nel Connecticut.[2]

Con i suoi 93 metri d'altezza (incluso in basamento), che dominano l'intera baia di New York, essa risulta perfettamente visibile fino a 40 chilometri di distanza. Raffigura una donna che indossa una lunga toga e sorregge fieramente in una mano una fiaccola (simbolo del fuoco eterno della libertà), mentre nell'altra tiene un libro recante la data del giorno dell'Indipendenza americana (4 luglio 1776); ai piedi vi sono delle catene spezzate (simbolo della liberazione dal potere del sovrano dispotico) e in testa vi è una corona, le cui sette punte rappresentano i sette mari o i sette continenti.

La statua prende a sua volta ispirazione da un altro monumento, ovvero la "Dea Romana della Libertà".[3]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1865, in una conversazione a casa propria in Versailles, l'intellettuale Edouard Laboulaye, ardente sostenitore dell'Unione nella Guerra di secessione americana, disse: «Se un monumento deve sorgere negli Stati Uniti come un ricordo della loro indipendenza, devo credere che sia naturale realizzarlo con sforzi comuni - un lavoro comune delle nostre due nazioni».[4] Il commento di Laboulaye non era evidentemente una proposta, ma ispirò un giovane scultore, Frédéric Auguste Bartholdi, che era presente al pranzo.[4]

Stampa in cromolitografia realizzata un anno prima che la statua venisse eretta: in questa immagine la statua è rivolta a sud mentre nella realtà è rivolta ad est

A causa del regime repressivo di Napoleone III, Bartholdi non intraprese alcuna azione in merito, salvo il parlarne con Laboulaye. Invece egli contattò Isma'il Pascià, Khedivè d'Egitto, per progettare un grande faro in forma di una popolana egiziana fellah (contadina), vestita e portante in alto una torcia, all'ingresso settentrionale del canale di Suez a Porto Said. Schizzi e modelli della proposta vennero approntati, sebbene il faro non sia poi mai stato realizzato. Vi era un precedente classico, per questa proposta di Suarez: il Colosso di Rodi: un'antica statua in bronzo rappresentante il Dio Sole Helios. Si ritiene che questa statua sia stata alta oltre 30 m, posta all'ingresso del porto di Rodi.

Realizzazione e destinazione[modifica | modifica wikitesto]

Consultata la fonderia francese Gaget, Gauthier & Co., Bartholdi concluse che sarebbe stato conveniente realizzare il rivestimento della statua in fogli di rame battuto con la tecnica a sbalzo.[5] Uno dei vantaggi, nell'utilizzare tale tecnica era quello di alleggerire in modo enorme il peso della statua, ottenendo un peso per unità di volume incredibilmente basso, soprattutto per i metalli costosi, (il rame non doveva superare lo spessore di 2,4 mm). A seguito di tali considerazioni si decise per un'altezza dell'opera pari a 46 m, doppia di quella della statua italiana del Colosso di San Carlo Borromeo (detto anche San Carlone) e del tedesco Hermannsdenkmal di Detmold, dedicato al condottiero dei Germani Cherusci Arminio, realizzati con la medesima tecnica.[6]

Bartholdi si interessò al progetto in proposito uno dei suoi ex insegnanti, l'architetto francese Eugène Viollet-le-Duc, il quale progettò per la statua un sostegno in mattoni, al quale il rivestimento sarebbe stato ancorato.[7] Tuttavia Le Duc morì subito dopo senza lasciare istruzioni su come connettere sostegno e rivestimento.[8] La realizzazione del sostegno venne quindi affidata a Gustave Eiffel (il creatore dell'omonima torre), che abbandonò l'idea della struttura in mattoni, optando per una a colonne, e travi a struttura reticolare.

Eiffel decise di non utilizzare una connessione rigida del rivestimento in rame alla struttura di sostegno in acciaio, che avrebbe indotto tensioni nel rivestimento, ad effetto delle dilatazioni termiche differenti tra parte esterna, fortemente riscaldata nelle estati, raffreddata negli inverni, e la parte interna a diversa temperatura ed enormemente più rigida. Tali tensioni avrebbero reso problematico qualsiasi vincolo ristretto. Per consentire alle parti di rivestimento piccoli spostamenti relativi, previde un collegamento più labile, elastico, di tali parti alla struttura, realizzato mediante una serie di nastri metallici rivettati, che pur assicurando un buon sostegno del rivestimento mediante le cosiddette "selle", ne permettessero in maniera apprezzabile piccoli spostamenti. Data la forma complessa del rivestimento ogni singola sella di connessione alla struttura di sostegno dovette essere foggiata singolarmente con un minuzioso lavoro artigianale.[9] Per prevenire la corrosione galvanica dovuta al contatto di metalli diversi, Eiffel isolò il rivestimento con amianto impregnato di gommalacca.[10] Il cambiamento nella struttura del materiale dalla muratura al metallo permise a Bartholdi di modificare i suoi piani per l'assemblaggio della statua: egli pensava inizialmente di installare in posto il rivestimento non appena la struttura in mattoni fosse stata pronta, decise invece di far costruire la Statua in Francia, struttura e rivestimento, in un apposito cantiere, quindi smontarla per il trasporto negli Stati Uniti, e riassemblarla nel luogo definivo a Bedloe's Island (oggi Liberty Island).[11]

Il progetto di Eiffel rese la statua uno dei primi esempi di costruzione a facciata continua (Mur-rideau in francese), nella quale la struttura non è autoportante ma è sostenuta da un'altra che sta all'interno. Egli incluse due scale a chiocciola interne per rendere più facile l'accesso ai visitatori che potevano così recarsi sul punto di osservazione nella corona.[12] L'accesso invece alla piattaforma che circondava la torcia venne previsto, ma lo spazio limitato intorno al braccio consentì la costruzione di una sola stretta scala, lunga 12 m.[13] Man mano che la struttura cresceva, Eiffel e Bartholdi coordinavano il loro lavoro accuratamente in modo che i segmenti del rivestimento si adattassero perfettamente alla struttura di sostegno.[14]

La statua fu donata dai francesi agli Stati Uniti d'America in 1883 casse trasportate a New York per mezzo di una piccola nave (che dovette effettuare numerosi viaggi) e ivi assemblata, in segno di amicizia tra i due popoli e in commemorazione della dichiarazione d'Indipendenza di un secolo prima (1776). La statua venne trasportata via mare, naturalmente senza basamento. In mancanza di fondi per costruire quest'ultimo (oltre un milione di dollari dell'epoca) il New York Times lanciò una sottoscrizione pubblica. La gente rispose prontamente e la somma necessaria all'inizio del lavori fu depositata in pochi giorni.

La prima pietra della statua della Libertà viene posata su Bedloe's Island, a New York il 5 agosto 1884, fu completata entro il 1885 e inaugurata il 28 ottobre 1886, dieci anni dopo la ricorrenza per la quale era stata progettata. Nel 1886, durante l'inaugurazione, furono distribuite alcune miniature della statua, fabbricate dalla società francese Gaget, Gauthier & Co. A causa della difficoltà di pronuncia della parola Gaget, gli americani la trasformarono nella nota parola gadget.[senza fonte]

Nel corso delle celebrazioni per l'inaugurazione, si formò spontaneamente la prima ticker-tape parade, evento divenuto tipico della cultura statunitense e legato particolarmente alla città di New York. Nel 1924 la statua divenne monumento nazionale insieme all'isola sulla quale è posta. Sul piedistallo vi è inciso un sonetto intitolato The New Colossus, scritto dalla poetessa statunitense Emma Lazarus, fatto che fu enfatizzato dalla stampa al fine di completare la raccolta dei fondi per finanziare il completamento dell'opera:

« Tenetevi, o antiche terre, la vostra vana pompa - grida essa [la statua] con le silenti labbra - Datemi i vostri stanchi, i vostri poveri, le vostre masse infreddolite desiderose di respirare liberi, i rifiuti miserabili delle vostre coste affollate. Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata. »

Il sonetto non fu ispirato alla Lazarus dal concetto di libertà, ma dalla sua presa di coscienza, in seguito ad una sua visita coinvolgente nei miseri quartieri di quarantena degli immigrati, in attesa nel porto di New York.

La vecchia torcia della Statua della Libertà situata all'ingresso del basamento che porta al museo e al piedistallo. La torcia originale venne sostituita con l'attuale nel 1986, in occasione del 100º anniversario del monumento.

La pubblicazione del sonetto su l'occasione della ripresa della raccolta dei fondi necessari al completamento (crowdfunding), che si era arenata.

Ispirazione del progetto e modello[modifica | modifica wikitesto]

Pare che le forme generali della statua opera di Frédéric Auguste Bartholdi siano state ispirate dalla statua della Libertà della Poesia, presente sul monumento funebre di Giovanni Battista Niccolini nella basilica di Santa Croce a Firenze, ad opera dello scultore Pio Fedi; il volto della statua ebbe comunque come modello quello della madre di Bartholdi.

La statua della Libertà presenta una notevole somiglianza con un'opera marmorea di Camillo Pacetti, collocata a sinistra sulla balconata sovrastante il portale maggiore del Duomo di Milano; la scultura di Pacetti si intitola La Legge Nuova e fu collocata, dove ancora oggi si trova, nel 1810.

Secondo Will Gompertz, direttore per sette anni della Tate Gallery nonché personaggio inserito tra i cinquanta intellettuali più creativi del mondo dalla rivista newyorkese "Creativity" , il dipinto di Eugène Delacroix "La Libertà che guida il popolo", ora esposto al Louvre, è stato l'ispirazione da cui è nata la Statua della Libertà. Il personaggio principale è una donna impetuosa che impersona la libertà.

Il primo modello della statua, in scala ridotta (11,50 m), fu costruito nel 1870. Si trova a Parigi, vicino al ponte Grenelle, sull'Île aux Cygnes, un'isola sulla Senna, nelle vicinanze del vecchio laboratorio di Bartholdi. Donato alla città il 15 novembre 1889, guarda verso l'Oceano Atlantico, verso la sua "sorella maggiore" nel porto di New York, eretta tre anni prima. Prima di diventare il simbolo della città, la statua, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, fungeva da faro. Fu anche il primo faro ad elettricità, visibile in un raggio di circa 40 km.

Modifiche e limiti di accesso[modifica | modifica wikitesto]

L'accesso al pubblico al balcone che circonda la torcia è stato chiuso per ragioni di sicurezza nel 1916. Nel 1984 la statua venne chiusa al pubblico per due anni e ristrutturata in occasione del 100º anniversario e la sua torcia originale, ormai vecchia e corrosa venne sostituita da una nuova placcata in oro a 24 carati, in seguito la vecchia torcia venne anch'essa restaurata ed esposta nell'entrata principale del basamento. La cerimonia di riapertura della statua fu il 4 luglio 1986 (giorno ricorrente alle celebrazioni dell'Indipendenza americana) e in tale occasione vi fu la presenza dell'allora Presidente degli Stati Uniti d'America, Ronald Reagan . A seguito degli attentati dell'11 settembre 2001, la statua e Liberty Island sono state immediatamente chiuse al pubblico. L'isola e l'accesso al basamento sono stati riaperti solo agli inizi di dicembre 2001 in occasione del periodo pre natalizio, mentre l'accesso al piedistallo e alla corona della statua sono rimasti chiusi.

Il piedistallo venne riaperto ufficialmente il 3 agosto del 2004, su approvazione dell'amministrazione di George W. Bush. Il 17 maggio 2009, il presidente Barack Obama e il segretario degli Interni, Ken Salazar, annunciarono che come "dono speciale" per l’America, la statua sarebbe stata riaperta al pubblico a partire dal 4 luglio (giorno di indipendenza americana), ma con un afflusso quotidiano limitato, e prenotando online con largo anticipo il biglietto direttamente sul sito ufficiale "Statue of Liberty Cruises.com" o direttamente alle biglietterie dei moli di Battery Park a New York o Liberty Harbor a Jersey City. La statua, compreso il piedistallo e l'accesso fino alla corona, sono stati nuovamente chiusi il 29 ottobre 2011 (il giorno dopo le celebrazioni per 125 ° anniversario della statua), per l'installazione di nuovi ascensori e della nuova struttura della scala a chiocciola interna. Anche se la Statua della Libertà è rimasta chiusa al pubblico, Liberty Island ed il museo all'interno del basamento sono rimasti comunque aperti.

Ad un anno esatto dalla chiusura per restauri e l'installazione di una nuova e sofisticata scala mobile all'interno a partire dal 28 ottobre 2012, l'accesso completo ma pur sempre "limitato" alla statua dal piedistallo fino alla corona è stato nuovamente riaperto al pubblico. Tale annuncio è stato fatto ufficialmente da David Luchsinger, il sovrintendente di Ellis Island.[15]

A causa del blocco del congresso americano, causato dalla bocciatura da parte del partito repubblicano al pacchetto della riforma "Obamacare", dal 1º ottobre al 13 ottobre 2013, tutti i parchi nazionali e quindi federali inclusa Liberty Island sono stati chiusi al pubblico, scatenando diverse polemiche. In seguito l'amministrazione Obama ha raggiunto un accordo con tutti gli Stati coinvolti, incluso quello di New York, per riaprire i propri parchi nazionali a spese degli stessi Stati, con previsto rimborso da parte della amministrazione dei parchi alla risoluzione del blocco, risoluzione che si è avuta ufficialmente il 17 ottobre 2013.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La Statua della Libertà è uno dei monumenti e simboli più celebri e in oltre 125 anni d'esistenza è apparsa in tante di opere di ogni genere, soprattutto cinematografiche e videoludiche.[16]

  • Nel film i Sabotatori del 1942 diretto da Alfred Hitchcock, i due protagonisti inseguono il vero sabotatore; trasportati da una carovana carica di artisti da circo arrivano in una città del sale disabitata e, successivamente, a una festa di beneficenza in una ricca casa di New York, per giungere infine in cima alla torcia alla Statua della Libertà. Nonostante gli sforzi del protagonista, il colpevole farà un salto nel vuoto dalla stessa torcia, ma almeno Barry riuscirà a provare la sua innocenza.
  • Nel film, Il pianeta delle scimmie del 1968, diretto da Franklin J. Schaffner e tratto dall'omonimo romanzo di Pierre Boulle, i ruderi della Statua sono situati in riva al mare e vengono scoperti dal protagonista George Taylor, interpretato da Charlton Heston.
  • Nella storica pellicola de il Padrino del 1972 tratta dall'omonimo romanzo di Mario Puzo e diretto da Francis Ford Coppola, la Statua è visibile di schiena e in lontanza direttamente dai campi paludosi che vi erano fino al 1976 nella periferia di Jersey City, nel New Jersey, nella scena in cui il caporegime della Famiglia Corleone Peter Clemenza e il suo soldato fidato Rocco Lampone uccidono il traditore Paulie Gatto (le scene sono state girate nel 1971 e quindi precedentemente alla costruzione e apertura del parco "Liberty State Park" nel 1976).
  • Nel secondo capitolo cinematografico della saga, la statua appare in primo piano nelle scene ad inizio del film, quando il giovane Vito Corleone arriva a New York nel 1901 con la nave d'immigrati dall'Italia, venendo messo poi in quarantena ad Ellis Island. Poiché il film fu girato nel 1973 ma le sequenze dell'arrivo di Vito in America sono ambientate nel 1901 , la Statua della Libertà nel film appare già di colore verde acqua. In realtà nei primi anni del 1900 era di color nativo bronzo e divenne color verde acqua in seguito alle piogge e soprattutto a causa dell'effetto di ossidazione, dovuto principalmente alla convivenza di posizione con acque del Fiume Hudson.
  • In Ghostbusters II - Acchiappafantasmi II del 1989 di Ivan Reitman] i protagonisti usano un melma particolare all'interno del monumento, rendendo così viva e in grado di muoversi la stessa Statua della Libertà, in modo che la sua stessa torcia possa accendersi e con il cosiddetto "fuoco della libertà" sconfiggere il pericoloso fantasma ottocentesco Vigo.
  • Nel film Splash - Una sirena a Manhattan del 1984 di Ron Howard la sirena Madison, tramite il portafoglio perso da Alan, rintraccia il suo indirizzo e si dirige, via acqua, verso Manhattan. Approda a Liberty Island ai piedi della Statua della Libertà, nuda, in mezzo ai turisti, creando scalpore. La polizia telefona ad Alan, che accorre. La ragazza non sa parlare, ma dimostra palesemente la sua gioia nell'averlo ritrovato. Alan è in estasi. Comincia a trascurare il suo lavoro, pensa solo all'amore. Lei si rivela piena di risorse: in un solo pomeriggio, guardando la tv ai grandi magazzini, impara l'inglese.
  • Nel film Superman IV del 1987 di Sidney J. Furie, il pericoloso Uomo nucleare (Mark Pillow) solleva l'intera Statua della Libertà e cercherà di farla precipitare nel centro della città di New York. Verrà fermato dallo stesso Superman, che salverà la stessa Statua e la riposizionerà sul proprio piedistallo a Liberty Island.
  • Nel film Mamma, ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York del 1992 di Chris Columbus. Il piccolo protagonista Kevin visita New York e una volta arrivato a Battery Park osserverà in lontananza con il binocolo la Statua della Libertà.
  • In Titanic del 1997 diretto da James Cameron, la statua è visibile nel finale, quando i pochi sopravvissuti alla tragedia tra cui la protagonista Rose Dawson (interpretata da Kate Winslet ), arrivano in America e passano dal porto sul fiume Hudson.
  • Nel cinecomic del 2000 X-Men diretto da Bryan Singer, basato sui mutanti della Marvel Comics, Magneto decide di intrappolare Rogue in una macchina d'energia situata nel punto più alto del monumento, ovvero la torcia, decidendo di sfruttare il potere mutante della ragazza per dare energia alla macchina stessa, in modo di mutare il DNA degli esseri umani presenti quella sera, alla conferenza internazionale dei diritti umanitari, presso il palazzo di vetro delle Nazioni unite . Sempre nella pellicola della 20th Century Fox : Sabretooth e Wolverine ingaggiano anche un pericoloso scontro situato sorpra la corona della Statua.
  • In Men in Black II del 2002, K con un congegno attiva un gigantesco neuralizzatore nella statua della libertà che colpisce tutta la città.
  • Nel film A.I. - Intelligenza artificiale diretto da Steven Spielberg uscito nel 2001 e ambientato nel 2125, la parte del braccio della statua che sorregge la torcia è visibile nei resti di una New York abbandonata e completamente allagata, causa effetto serra e dall'innalzamento degli oceani.
  • Nel film del 2004 The Day After Tomorrow - L'alba del giorno dopo diretto da Roland Emmerich, Liberty Island viene sommersa dalle onde dell'oceano, a causa al distacco di una porzione immensa di banchisa dall'Antartide, pari alla superficie del Rhode Island.
  • Nel monster movie del 2008 Cloverfield, diretto da Matt Reeves e co-prodotto da J.J. Abrams . Parte della città rimane al buio e ne segue una forte esplosione. Successivamente i ragazzi protagonisti escono dall'appartamento e vedono la testa della Statua della Libertà scagliata in strada di fronte ad essi.
  • Nel videogioco Grand Theft Auto IV uscito nel 2008, la città di Liberty City è una fedele caricatura della reale New York e vi è l'isola Happiness Island (caricatura di Liberty Island) e vi è la Statua della Felicità , che a differenza dell'originale ha il volto della ex- First Lady Hillary Clinton e sorregge in mano un bicchiere, invece della classica torcia. Sotto la storica dicitura 4 luglio 1776 presente nel libro, la Statua della Felicità riporta anche il seguente discorso: «Send us your brightest , your sharpest , your most intelligent. Yearning to breathe free and submit to our authority; Watch us trick them into wiping rich people's asses , While we convince them it's a land of opportunity», una presa sarcastica del sonetto "The New Colossus" , scritto dalla poetessa Emma Lazarus e riportato nella realtà in una lapide incisa sul piedistallo della Statua della Libertà. È inoltre possibile raggiungere l'interno della statua, in cui si trova un cuore pulsante sospeso da catene, il "cuore della città".
  • Nella serie televisiva I Soprano prodotta da HBO dal 1999 al 2007 ambientata negli anni novanta a Bellville nel New Jersey, la Statua della Libertà appare sempre nella sigla d'apertura e viene vista di schiena nelle sequenze che vedono il protagonista Tony Soprano tornare a casa dopo essere passato nei pressi del Aeroporto Internazionale di Newark-Liberty. Sempre nell'omonima serie televisiva, la Statua della Libertà appare vista sempre dal retro nella scena iniziale del penultimo episodio della sesta stagione , dove : Christopher Moltisanti e Tony Soprano si trovano in riunione con il capo della famiglia mafiosa newyorkese dei Lupertazzi Phil Leotardo e suoi due capiregime , presso il parco di "Liberty State Park" a Jersey City.
  • Nella serie televisiva True Blood prodotta da HBO dal 2008 al 2014, il vampiro Eric Northman posside nell'ufficio del suo night club "Fangtasia" , un riquadro con all'interno un dipinto che raffigura l'ex-presidente degli Stati Uniti : George W.Bush mordere il collo della Statua della Libertà, con dei canini da vampiro. Nelle stagioni successive in seguito all'elezione a Presidente degli Stati Uniti d'America di Barack Obama nel 2009, lo stesso dipinto è presente nello studio di Northman, ma con raffigurato l'attuale presidente statunitense.
  • Nel videogioco Assassin's Creed: Unity ambientato a Parigi in Francia durante la Rivoluzione francese, la Statua della Libertà appare in fase di costruzione situata in una piazza della città non molto distante dalla Tour Eiffel.
  • Nel videogioco Deus Ex ambientato nel 2052, il livello della prima missione si svolge in Liberty Island e si può vedere la Statua della Libertà decapitata a causa di un attacco terroristico. Proseguendo nella Missione si ritroverà la testa ai piedi della stessa Statua.

Liberty Island[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Liberty Island.

Liberty Island è stata di proprietà del Governo federale degli Stati Uniti dal 1800 fino al 1944. Dal 1937 è gestita dal National Park Service.

Anche se è definita "l'isola della Statua della Libertà di New York", territorialmente, per poche centinaia di metri, è interna alle acque del contiguo Stato del New Jersey.

Ellis Island e Liberty Island sono distanziate di pochissimo dal parco nazionale di Liberty State Park, inaugurato nel 1976 e situato a Jersey City.

Repliche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Repliche della statua della Libertà.

A Parigi, sulla Senna, si trova l'originale della statua (che però spesso viene erroneamente considerato una copia). Altre copie sono a Tokyo, a Las Vegas e in varie altre parti del mondo. Degna di nota la replica della statua della Libertà costruita nel 2004, alta 12 metri e posta all'ingresso settentrionale della città natale di Bartholdi, Colmar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Distretto Industriale del granito della Gallura su Osservatorio Nazionale dei Distretti Italiani. URL consultato il 12 luglio 2015.
  2. ^ Barbara Calanca, Peccato, quel granito non è maddalenino, 23 gennaio 2005.
  3. ^ 9 Things About the Statue of Liberty Most People Don’t Know su Big Appled, 12 luglio 2015.
  4. ^ a b Harris, pp. 7-9
  5. ^ Khan, pp. 118, 1125
  6. ^ Harris, p. 26
  7. ^ Khan, p. 120
  8. ^ Khan, pp. 136-137
  9. ^ Khan, pp. 139-143
  10. ^ Harris, p. 30
  11. ^ Khan, p. 144
  12. ^ Harris, p. 33
  13. ^ Harris, p. 32
  14. ^ Harris, p. 34
  15. ^ Statua della Libertà riapre al pubblico il 28 ottobre in Yahoo! Notizie, LaPresse, 12 settembre 2012. URL consultato il 30 maggio 2014.
  16. ^ Filmato audio(EN) WatchMojo.com, Top 10 Film Appearances of The Statue of Liberty su YouTube, 27 ottobre 2010. URL consultato il 30 maggio 2104.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Michael S. Durham, New York, New York, National Geographic, 2009. ISBN 978-88-540-0717-8.
  • (EN) Jonathan Harris, A Statue for America: The First 100 Years of the Statue of Liberty, New York, Four Winds Press, 1985, ISBN 978-0-02-742730-1.
  • (EN) Yasmin Sabina Khan, Enlightening the World: The Creation of the Statue of Liberty, Ithaca, N.Y., Cornell University Press, 2010, ISBN 978-0-8014-4851-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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