Jim Bridenstine

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Jim Bridenstine
Jim Bridenstine official portrait.jpg

13º Amministratore della NASA
Durata mandato 23 aprile 2018 - In carica
Predecessore Charles Bolden

Membro della Camera dei rappresentanti - Oklahoma, distretto n.1
Durata mandato 3 gennaio 2013 - 23 aprile 2018
Predecessore John Sullivan

Dati generali
Partito politico Repubblicano
Tendenza politica conservatore

James Frederick "Jim" Bridenstine (Ann Arbor, 15 maggio 1975) è un politico statunitense, amministratore della NASA e in precedenza membro della Camera dei Rappresentanti per lo stato dell'Oklahoma dal 2013 al 2018.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Ann Arbor, Bridenstine frequentò l'Università Rice e ottenne un MBA dalla Cornell University. Dopo gli studi Bridenstine divenne consulente di affari e si arruolò nella marina, dove si occupò principalmente di pilotare E-2C. Nel 2007 passò nelle riserve, dove tuttora ha il grado di tenente comandante.

Nel 2012 entrò in politica con il Partito Repubblicano e si candidò alla Camera dei Rappresentanti. Nelle primarie affrontò e sconfisse il deputato in carica John Sullivan e successivamente vinse anche le elezioni generali, riuscendo a divenire deputato.

Nel 2013 è stato fortemente criticato per aver assunto posizioni antiscientifiche riguardo agli indicatori del cambiamento climatico. In particolare, ha affermato che la temperatura media globale non stesse più aumentando da una decina di anni. Affermazione completamente priva di fondamento e smentita dai dati sulle temperature medie raccolte dalle istituzioni scientifiche, come la NASA.[1]

La nomina alla NASA[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º settembre 2017 è stato nominato dall'amministrazione Trump per presiedere la direzione della NASA.

Sostenitore di alternative commerciali alle attività spaziali federali, Bridestine ha criticato il consenso della comunità scientifica sul clima sostenendo che il governo federale spende troppo denaro nella ricerca sul riscaldamento globale imputando i cambiamenti di temperatura, ''quando esistono'' alle emissioni solari ed ai cicli oceanici. Dichiarando che all'agenzia mancava uno ''scopo preciso e chiaro ed una mancanza di leadership'', nel suo disegno di legge volge priorità alla sicurezza nazionale, alla costruzione di infrastrutture ed all'esplorazione spaziale umana.[2]

Il 19 aprile 2018 il Senato ha confermato la sua nomina con 50 voti favorevoli e 49 contrari ed è divenuto il 13° amministratore dell'agenzia spaziale americana[3] È stato il primo politico ad essere nominato al vertice della NASA, ruolo che in precedenza era stato assegnato solo a scienziati ed ingegneri.[1]

La sua nomina è stata discussa per molto tempo in Senato, ben 15 mesi, in quanto fortemente osteggiata dal Partito Democratico ed anche da parte di alcuni componenti dello stesso Partito Repubblicano, che sostenevano l'opportunità di nominare un soggetto esperto di scienza.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Michelle Ivory. Ha due figli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c La NASA ha un nuovo capo, infine, Il Post, 20 aprile 2018
  2. ^ (EN) William Thomas, Tra i suoi punti chiave del programma vi sono, in Phisics Today, 11 settembre 2017, DOI:10.1063/PT.6.2.20170911a.
  3. ^ (EN) Statements on Jim Bridenstine’s Senate Confirmation as NASA Administrator, su nasa.gov, 19 aprile 2018.

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