Riserva militare

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Agosto 1914. L'imbarco della Australian Naval and Military Expeditionary Force diretta in Nuova Guinea. Era un contingente di volontari — in parte tratto da riservisti della marina di vari stati, in parte dalla milizia — inviato a combattere nelle vicine colonie tedesche.

La riserva militare è un'organizzazione composta di cittadini di uno stato che combinano un ruolo o carriera militare con un'occupazione lavorativa civile.[1]

Un'organizzazione di riservisti non va confusa con una formazione di riserva, cui pure ci si riferisce con l'ambigua denominazione di riserva militare.
Quest'ultima è un insieme di personale militare (o un complesso di unità organiche) non impegnato sin dal principio in battaglia dal relativo comandante, in modo tale da essere impiegabile per fronteggiare sopravvenute situazioni imprevedibili, puntellare difese o sfruttare opportunità che si presentino inopinatamente.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Riservisti italiani residenti a Toronto si presentano per combattere contro gli Imperi centrali al tempo della Grande guerra.

Storicamente, i riservisti giocarono un ruolo importante a partire dalla sconfitta prussiana alla battaglia di Jena. L'8 luglio 1807 con la pace di Tilsit, Napoleone costrinse la Prussia a ridurre drasticamente la propria forza militare, oltre a cedere importanti territori. Da quel momento, La Prussia non avrebbe potuto mettere in campo più di 42 000 uomini (almeno senza violare i patti di suddetta pace).

Lo Krumpersystem, introdotto nell'esercito prussiano dal riformatore Gerhard von Scharnhorst, stabiliva di impartire alle reclute un breve periodo di addestramento, che in caso di guerra si sarebbe considerevolmente esteso. Con questo espediente, la cennata riduzione della dimensione organica imposta ai prussiani non sortì l'effetto desiderato, e nelle guerre successive la Prussia fu in ogni caso in grado di mettere in campo una moltitudine di soldati preparati al loro compito. Il metodo fu mantenuto dall'esercito imperiale tedesco quanto meno fino alla Prima guerra mondiale. Al tempo del Secondo Reich, terminato il servizio di leva, ai riservisti erano già consegnati i cosiddetti "piani di guerra", contenenti precise istruzioni sulla condotta dei riservisti in caso di guerra.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Modalità di reclutamento[modifica | modifica sorgente]

Un riservista tedesco, durante l'esercitazione Creek Warrior '88, illustra le caratteristiche della mitragliatrice leggera MG 7,62 NATO a commilitoni USA del 2750th Security Police Squadron.

In alcuni paesi, come gli USA, i riservisti sono spesso gli ex militari[2] stessi che hanno raggiunto il termine della "ferma", oppure abbiano rassegnato le dimissioni (ovviamente questa seconda ipotesi riguarda il personale comunque non di leva). In effetti, la previa dichiarazione di disponibilità ad entrare successivamente nella riserva è un pre-requisito per essere accolti (a qualunque titolo volontario) nelle forze armate di svariate nazioni.

I riservisti possono tuttavia essere normali cittadini che si sottopongono ad addestramento di base e/o specialistico pur mantenendo ad ogni effetto il loro (esclusivo) status di civili.[3] Possono essere effettivamente impiegati indipendentemente oppure in conseguenza di carenze organiche nelle forze regolari di riferimento. Il già nominato Territorial Army inglese ne è un esempio appropriato.

Status[modifica | modifica sorgente]

Gli appartenenti non sono normalmente mantenuti "sotto le armi", ed il loro ruolo è essere disposti a combattere qualora la loro madrepatria dovesse mobilitarsi per una guerra totale, oppure per difendersi da un'invasione. I riservisti non sono generalmente considerati quali parte integrante di un esercito permanente.[4] L'esistenza di un corpo (sempre in senso ampio) di riservisti permette allo stato di risparmiare sulle spese militari in tempo di pace, pur conservando una ragionevole capacità di approntamento nel caso di guerra. Il fenomeno trova analogia nel modello storico di reclutamento che precedette l'era degli eserciti permanenti.

Vantaggi[modifica | modifica sorgente]

Uno dei vantaggi principali dell'avere riservisti è che essi sono in grado di aumentare la forza effettiva considerevolmente ed in un tempo breve, a differenza di quanto avverrebbe se si volessero formare da zero nuove reclute, dal momento che — come più volte si è detto — i riservisti sono già addestrati. Non di rado i riservisti sono veterani muniti di concreta esperienza di combattimento, sicché il loro lavoro può comportare non solo un incremento quantitativo, ma anche della qualità complessiva delle forze. Disporre di un nutrito nucleo di riservisti permette al governo di evitare i costi politico-finanziari di ulteriori arruolamenti e/o della coscrizione.[5]

Di solito i riservisti sono più convenienti delle truppe regolari, poiché sono richiamati proprio quando ce n'è vera necessità. D'altro canto, i preparativi richiesti per un tal richiamo (che sono percepiti con evidenza dal potenziale "nemico di una guerra eventuale") sono senz'altro un buon sistema per manifestare all'opinione pubblica internazionale la propria determinazione ad un virtuale uso della forza.

Svantaggi[modifica | modifica sorgente]

Camp Shelby, Miss. (Mar. 17, 2003), esercitazione "MIL-EX 2003". Riservisti della US Navy sparano con un lanciagranate MK-19.[6]

Di solito i riservisti sono muniti di equipaggiamento da "seconda schiera", che non è più adottato dalle forze regolari, o che costituisce una versione più vecchia di quello attualmente prescritto per il servizio. I riservisti avranno poca esperienza con i sistemi d'arma più recenti. Quella frangia di riservisti costituita da personale in congedo talora è ritenuta essere meno motivata dei "regolari". D'altro canto, gli "altri" riservisti (civili che scelgono di far convivere la loro "sistemazione borghese" con sporadiche "collaborazioni in divisa") — quali i più volte menzionati volontari del Territorial Army (UK) — sono condizionati da un'inevitabile limitazione del tempo che potranno "consacrare alla patria", fornendo perciò una prestazione in qualche modo inferiore rispetto alla disponibilità (formalmente infinita) di tempo che può essere richiesta ai loro commilitoni in servizio permanente effettivo. Organizzare esercitazioni che coinvolga riservisti è costoso, deve mettere a bilancio delle indennità per il lucro cessante, ed è difficile richiamare e smobilitare più volte i riservisti, ragion per cui una nazione che li ha richiamati in servizio sarà restia a rimetterli in libertà sino a conclusione del conflitto. Tale rilievo è viepiù fondato nel caso degli ex-militari, mentre può non esserlo per i volontari "a chiamata", stile Territorial Army.

Nelle fasi prodromiche della Prima guerra mondiale, la riluttanza dei vari antagonisti a smobilitare i riservisti richiamati (temevano infatti di non riuscire a farli rientrare tempestivamente disponibili alle operazioni, ove necessario) è stata additata fra le cause della rapida degenerazione della situazione, dalla diplomazia ai cannoni.[7]

Casistica di impiego[modifica | modifica sorgente]

Riservisti finlandesi impegnati in un'esercitazione, verso il 2005. Il soldato sulla sinistra (per chi guarda) è una donna.

I riservisti sono usati in diversi modi. In tempo di guerra, possono fornire rincalzi alle unità impegnate nei combattimenti: sostituendo i caduti o comunque gli elementi non più in grado di partecipare all'azione bellica, i riservisti svolgono il vitale compito di mantenere realmente operativi tali reparti. Possono essere utilizzati per costituire nuove formazioni, incrementando così l'assetto organico generale del proprio schieramento. Inoltre, possono essere adibiti a servizi di guarnigione, di contraerea, di quella che nella dottrina militare italiana si suol chiamare "difesa interna del territorio",[8] di vigilanza di obiettivi sensibili quali depositi, campi di prigionieri di guerra, punti nodali di sistemi di comunicazione, basi navali ed aeree, in tal guisa rendendo disponibili per il fronte risorse umane più adatte. Tutte queste modalità d'impiego possono essere ovviamente combinate in varia misura.

In tempo di pace i riservisti possono essere chiamati a funzioni di sicurezza interna, al soccorso per pubbliche calamità, anche qui alleggerendo la richiesta che diversamente graverebbe sulle forze regolari. Vi sono poi molti paesi in cui l'impiego di militari al di fuori della guerra incontra svariate restrizioni legali, che tuttavia non riguardano l'attività dei riservisti.[9]

Riservisti nel mondo[modifica | modifica sorgente]

In alcuni paesi, quali Stati Uniti, Spagna e Regno Unito, i riservisti sono civili che mantengono un certo grado di attitudine militare mediante l'addestramento, che tipicamente li impegna un week-end al mese. Questa attività può essere a titolo individuale, oppure come componenti di specifiche unità militari stabili di riservisti, di cui è esempio il Territorial Army britannico. In alcuni casi, una milizia potrebbe costituire parte di un'organizzazione riservistica, come nel caso della guardia nazionale USA (National Guard of the United States).[10] Una home guard[11] è un particolare tipo di riservista attivabile solo in caso di invasione.

In altri paesi, quali Repubblica Popolare Cinese, Repubblica di Corea e Israele, il servizio da riservista è obbligatorio per alcuni anni dopo che si è terminato il servizio militare (ovviamente altrettanto obbligatorio) propriamente detto.

Australia[modifica | modifica sorgente]

Brasile[modifica | modifica sorgente]

Canada[modifica | modifica sorgente]

Cina[modifica | modifica sorgente]

Filippine[modifica | modifica sorgente]

Francia[modifica | modifica sorgente]

India[modifica | modifica sorgente]

Irlanda[modifica | modifica sorgente]

Israele[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riserva selezionata.

Nuova Zelanda[modifica | modifica sorgente]

Paesi Bassi[modifica | modifica sorgente]

Regno Unito[modifica | modifica sorgente]

Repubblica di Corea[modifica | modifica sorgente]

Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia[modifica | modifica sorgente]

Spagna[modifica | modifica sorgente]

La legge sulla Difesa 39/2007 rinforza specificamente il ruolo dei riservista volontario, che — acquisito il parere del Ministro della Difesa — può essere autorizzato al servizio all'estero. Il riservista volontario è una risorsa che la società spagnola mette a disposizione della difesa nazionale, e la relativa partecipazione attiva nelle missioni internazionali di peacekeeping contribuisce a migliorare il livello di consapevolezza sociale verso le forze armate.

Il contributo materiale dei riservisti volontari alle operazioni a cui partecipa la Spagna è basato su un paradigma simile a quello che prevale negli altri paesi europei: quello di trarre vantaggio dalla qualificazione professionale dei volontari, ed anche della loro capacità di comunicare e di integrarsi nelle unità militari nel corso della collaborazione attiva nelle varie operazioni. Ciò nonostante, il grosso della riserva spagnola è costituito da elementi in congedo, o per raggiunti limiti d'età, o per aver rassegnato le dimissioni.

Sri Lanka[modifica | modifica sorgente]

Stati Uniti d'America[modifica | modifica sorgente]

Svizzera[modifica | modifica sorgente]

Thailandia[modifica | modifica sorgente]

Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

L'URSS fece vastissimo uso di riservisti (in entrambe le note accezioni durante la Seconda guerra mondiale, disponendo di separate e distinte formazioni della riserva, che comprendevano non solo aliquote di coscritti "rivedibili" (di ridotta attitudine militare), ma pure di richiamati in senso tradizionale: si parlava di "eserciti di riserva",[13] ed anche di un "fronte di riserva",[14] costituenti la riserva del Comando Supremo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sfortunatamente, l'espressione "riserva militare" in italiano è usata anche nel senso di "riserva tattica", che è ben altra cosa, come si esporrà di seguito.
  2. ^ Sarebbe generalmente più appropriata la dizione "militari in congedo", ma useremo qui l'espressione del linguaggio comune per maggior semplicità, ed anche perché il fenomeno del congedo è subito dopo richiamato nelle sue due principali "incarnazioni".
  3. ^ È chiara la distinzione con la situazione del paragrafo precedente, in cui avevamo considerato persone che — in un qualche periodo della loro vita — erano entrate invece organicamente, ed in modo relativamente stabile, nei ranghi militari.
  4. ^ Useremo qui il vocabolo "esercito" in senso generico, volendoci però riferire al complesso di tutte le forze armate, o ancora più in generale, di difesa/sicurezza di un ordinamento statuale tradizionale.
  5. ^ Ricordiamo che nella maggior parte dei paesi moderni il ricorso al servizio di leva obbligatorio è considerato una sorta di extrema ratio.
  6. ^ Collegamenti esterni in punto:
  7. ^ Il governo russo, che nel 1909 si era impegnato a garantire l'indipendenza della Serbia in cambio che questa consentisse l'annessione della Bosnia all'Austria, mobilitò le sue riserve militari il 30 luglio 1914 a seguito dell'interruzione nelle cruciali comunicazioni telegrafiche tra Guglielmo II e Nicola II di Russia, che era sotto pressione da parte del suo staff per prepararsi alla guerra. La Germania richiese, il 31 luglio, che la Russia ritirasse le sue forze, ma il governo russo persistette, in quanto la smobilitazione avrebbe reso impossibile riattivare la pianificazione militare in tempi brevi. La Germania dichiarò guerra alla Russia il 1º agosto e due giorni dopo alla Francia, alleata della Russia.
  8. ^ Rosario Castello, Breve riflessione di carattere storico sui Battaglioni Mobili Carabinieri, in Rassegna dell'Arma dei Carabinieri
  9. ^ Per tanto, in siffatte ipotesi riscontreremo che i riservisti esercitano un ruolo di supplenza — per così dire — giuridica, permettendo allo stato il ricorso ad uno "strumento militare" che teoricamente gli sarebbe precluso.
  10. ^ The National Guard Bureau
  11. ^ Potremmo azzardarci a tradurlo "guardia della Patria"?
  12. ^ Australian Army Reserves
  13. ^ Bibliografia in punto:
    • Kursk order of battle.
    • John Erickson, The Road to Stalingrad, Weidenfeld & Nicolson, London, 1975
    • Feskov et al., The Soviet Army during the Years of the Cold War 1945-91, Tomsk 2004
    • David Glantz, Colossus Reborn: The Red Army at War 1941-43, University Press of Kansas, Lawrence, 2005, [1]
    • David Glantz, When Titans Clashed, University Press of Kansas, Lawrence, 1995
    • Krivosheev, G. F., Soviet Casualties and Combat Losses in the Twentieth Century, Greenhill Books, London, 1997
    • Aberjona Press, Slaughterhouse: The Handbook of the Eastern Front, Bedford, PA, 2005 (especially for army HQ raising/disbandment dates)
    • http://samsv.narod.ru/Arm/arm.html - (Russian)
  14. ^ Bibliografia in punto:
    • David Glantz, Stumbling Colossus, University Press of Kansas, 1998
    • David Glantz, Colossus Reborn: The Red Army at War 1941-43, University Press of Kansas, 2005

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • U.S. Army Guard and Reserve: rhetoric, realities, risks, Di Martin Binkin, William W. Kaufmann, Pubblicato da Brookings Institution Press, 1989, ISBN 0-8157-0979-X, 9780815709794
  • History of the English Institutions, Di Philip Vernon Smith, Pubblicato da Rivingtons, 1873, titolo disponibile presso la Oxford University
  • United States Government Manual, pubblicato 1969, titolo disponibile presso la University of Michigan
  • Force structure assessments of Navy Reserve manpower requirements need to consider the most costeffective mix of active and Reserve manpower to meet mission needs: report to congressional committees. - United States. Government Accountability Office, United States, Government Accountability Office, Pubblicato da DIANE Publishing, 2005, ISBN 1-4289-3301-8, 9781428933019.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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