Telescopio spaziale Nancy Grace Roman

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WFIRST
Immagine del veicolo
WFIRSTRender10 light.jpg
Dati della missione
OperatoreStati Uniti NASA
DestinazioneTelescopio spaziale
Satellite diTerra
VettoreDelta IV Heavy
Lancioaprile
Parametri orbitali
Orbitaquasi-halo
Sito ufficiale

Il telescopio spaziale Nancy Grace Roman (noto anche come Wide Field InfraRed Survey Telescope o WFIRST), titolato a maggio 2020 dalla NASA a Nancy Roman, riconosciuta madrina del telescopio Hubble[1], è il progetto di un telescopio spaziale statunitense che si prevede verrà lanciato a metà anni '20. Il telescopio verrà impiegato per lo studio di energia oscura, accelerazione cosmica e, soprattutto, esopianeti, andando a sostituire il Telescopio spaziale Hubble.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il progetto del telescopio risale all'inizio degli anni '10, essendo già stato costruito lo specchio primario nel 2012 sullo stesso modello del telescopio spaziale Hubble e donato alla NASA da parte del National Reconnaissance Office. Con il progetto del Telescopio Spaziale James Webb, però, la missione ha rischiato diverse volte di essere annullata, dato che i due telescopi opereranno in campi vicini.[3] Nel 2018 era stato cancellato dai programmi della NASA a causa dei costi troppo elevati, per investire piuttosto nei progetti sulla Luna e su Marte, ma il Congresso statunitense ha stanziato ulteriori 150 milioni di dollari, per il telescopio WFIRST.[4] Nel 2019 si prevede che per il progetto arriveranno ad essere stanziati in totale 3,2 miliardi di dollari.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Metodo di studio con la microlente gravitazionale

WFIRST, per trovare nuovi pianeti extrasolari, si baserà sull'effetto delle microlenti gravitazionali sfruttando la distorsione della luce quando un pianeta passa davanti a una stella. Questa tecnica, collegandosi con la teoria della relatività di Einstein, permette di individuare pianeti orbitanti attorno a stelle distanti migliaia di anni luce, più lontani di quanto osservato fino ad ora.[2]

Il telescopio avrà uno specchio primario del diametro di 2,4 m, come l'HST, ma con la capacità di operare in uno spettro più ampio, compreso il vicino infrarosso. Gli strumenti di cui disporrà saranno:[5]

  • Wide Field Instrument, con un campo visivo 100 volte superiore ad Hubble. È costituito da 18 rilevatori a Hg, Cd e Te da 0,281 gradi quadrati, arrivando ad una risoluzione di 288 Mpx. Permetterà studi sull'energia oscura, sulle microlensing causate da esopianeti e survey nel vicino infrarosso.
  • Chronograph Instrument, un cronografo per eseguire attività di imaging e spettroscopia di esopianeti più vicini, bloccando la luce della stella.[6]

Gestione dei dati[modifica | modifica wikitesto]

I flussi di dati che verranno ottenuti da WFIRST saranno gestiti dal centro STScI, già coordinatore dei dati di Hubble e del prossimo Webb; tali dati, organizzati nell'archivio Mikulski, saranno disponibili pubblicamente entro pochi giorni dalle osservazioni.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) NASA Telescope Named For ‘Mother of Hubble’ Nancy Grace Roman, su miragenews.com, 20 maggio 2020.
  2. ^ a b c WFirst potrà scoprire 1400 nuovi pianeti, su media.inaf.it, 27 febbraio 2019.
  3. ^ 7 settembre 2019, su astronautinews.it, Un passo avanti per il WFIRST, il prossimo telescopio spaziale NASA.
  4. ^ 23 marzo 2018, su media.inaf.it, Il Congresso rimette in pista WFirst.
  5. ^ (EN) About WFIRST, su wfirst.gsfc.nasa.gov.
  6. ^ WFIRST volerà per primo?, su aliveuniverse.today, 10 agosto 2018.
  7. ^ (EN) stsci will host roman’s science operations center and data archive, su hubblesite.org. URL consultato il 25 luglio 2020.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]