PLATO (sonda spaziale)

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Missione PLATO
Dati della missione
OperatoreUnione europea ESA
DestinazioneOsservazione astronomica
Esitoin progettazione
Nome veicoloPLATO
VettoreSoyuz ST
Lancio2026 previsto
Luogo lancioCentre spatial guyanais
Durataprevista: 4 anni + possibile estensione a 8
Proprietà veicolo spaziale
Massa~2 100 kg
CostruttoreOHB
Strumentazione26 x telescopio rifrattore con diametro di 12 cm
Parametri orbitali
OrbitaPunto L2
Sito ufficiale
Cosmic Vision
Missione precedenteMissione successiva
JUICE ARIEL

PLAnetary Transits and Oscillations of stars (PLATO) è un telescopio spaziale in corso di progettazione da parte dell'ESA per lo studio di pianeti extrasolari tramite il metodo del transito.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

PLATO è stato proposto per la prima volta nel 2007 da un gruppo di scienziati in risposta alla richiesta del programma Cosmic Vision dell'ESA. La fase di valutazione è stata completata nel corso del 2009 e nel maggio 2010 è entrata nella fase di definizione. A seguito di un invito a svolgere missioni nel luglio 2010, l'ESA ha selezionato nel febbraio 2011 quattro candidati per una missione di classe media (la missione M3) per un'opportunità di lancio nel 2024.[1][2] PLATO è stato annunciato il 19 febbraio 2014 come tale missione selezionata per l'implementazione nell'ambito del programma Cosmic Vision.[3]

Nel gennaio 2015 l'ESA ha selezionato Thales Alenia Space,[4] Airbus DS e OHB per condurre tre studi paralleli per definire gli aspetti di sistema e sottosistema di PLATO, che sono stati completati nel 2016. Il 20 giugno 2017, l'ESA ha ammesso PLATO[5] nel programma scientifico, il che significa che la missione può entrare in una fase di costruzione. Nei mesi successivi è stata selezionata la OHB come costruttrice del satellite.[6]

Il consorzio di missione PLATO che è responsabile per il carico utile e per i maggiori contributi alle operazioni scientifiche è guidato dal Prof. Heike Rauer del DLR. Il progetto delle unità ottiche telescopiche è realizzato da un gruppo internazionale proveniente da Italia, Svizzera e Svezia e coordinato da Roberto Ragazzoni all'osservatorio astronomico di Padova dell'INAF. Lo sviluppo dell'unità ottica del telescopio è finanziato dall'Agenzia spaziale italiana, dalla Swiss Space Office e dall'Agenzia Spaziale Svedese.[7] Il progetto delle 26 fotocamere è opera dell'INAF e la realizzazione è della Leonardo.[8]

PLATO è un acronimo, ma fa anche riferimento al filosofo della Grecia classica Platone che ha anche fatto degli studi su una legge fisica che rendesse conto dell'orbita dei pianeti (stelle erranti) e in grado di soddisfare i bisogni filosofici di "uniformità" e "regolarità".[1]

Ottica[modifica | modifica wikitesto]

Il carico utile di PLATO si basa su un approccio multi-telescopico, che comprende un set di 24 "fotocamere normali" che funzionano con una cadenza di lettura di 25 s e il monitoraggio di stelle con magnitudine apparente superiore a 8, oltre a 2 fotocamere veloci funzionanti con una cadenza di 2,5 s e osservando le stelle nell'intervallo di magnitudine da 4 a 8.[9] Le telecamere sono basate su un telescopio completamente diottrico con sei lenti; ogni telecamera ha un campo visivo di 1100° quadrati e un diametro della lente di 120 mm. Ogni telecamera è dotata di un proprio raggio di piani focali CCD, costituito da quattro CCD con 4510 x 4510 pixel.

Le 24 "normali fotocamere" saranno disposte in quattro gruppi da sei con le loro linee di vista sfalsate di un angolo di 9,2 ° dall'asse + ZPLM. Questa particolare configurazione consente il rilevamento di un campo totale di circa 2250° per puntamento. Il satellite verrà ruotato intorno alla linea di mira media di 90° ogni tre mesi, per un rilevamento continuo della stessa regione del cielo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) plato inaf.it, su oact.inaf.it, 18 luglio 2018.
  2. ^ (EN) candidate missions, su sci.esa.int, 18 luglio 2018.
  3. ^ (EN) ESA selects PLATO, su esa.int, 18 luglio 2018.
  4. ^ (EN) Thales Alenia Space for PLATO, su satellitetoday.com, 18 luglio 2018.
  5. ^ (EN) PLATO admissed, su sci.esa.int, 18 luglio 2018.
  6. ^ (EN) OHB constructor, su spacenews.com, 18 luglio 2018.
  7. ^ (EN) finanziatori del progetto, su oact.inaf.it, 18 luglio 2018.
  8. ^ Contributo italiano, su ilmessaggero.it, 18 luglio 2018.
  9. ^ PLATO: detailed design of the telescope optical units. Authors: D. Magrin, Ma. Munari, I. Pagano, D. Piazza, R. Ragazzoni, et al., in Space Telescopes and Instrumentation 2010: Optical, Infrared, and Millimeter Wave, Edited by Oschmann, Jacobus M., Jr.; Clampin, Mark C.; MacEwen, Howard A. Proceedings of the SPIE, Volume 7731, pp. 773124-8 (2010)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]