SuperWASP

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Super Wide Angle Search for Planets
Sw8cams.jpg
Abbreviazione SuperWASP
Fondazione 2006
Scopo ricerca di pianeti extrasolari
Area di azione Isole Canarie e Sud Africa
Sito web 

SuperWASP (Wide Angle Search for Planets) è un'organizzazione internazionale di ricerca di pianeti extrasolari tramite il metodo del transito, analizzando contemporaneamente vaste aree della volta celeste (osservazioni "ultra-wide angle"). L'organizzazione punta ad analizzare tutte le stelle visibili nel cielo fino alla magnitudine 15.

Equipaggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

SuperWASP consta di due telescopi robotizzati, il SuperWASP-North all'Osservatorio del Roque de Los Muchachos nell'isola di La Palma nelle Canarie e SuperWASP-South presso il South African Astronomical Observatory in Sud Africa. Ogni osservatorio utilizza un array di otto lenti Canon 200 mm f1.8 supportate da un CCD 2k x 2k di alta qualità per applicazioni scientifiche. I sensori ottici sono montati su un telescopio equatoriale costruito dalla Optical Mechanics, Inc..[1] Il largo campo visivo delle lenti consente di coprire per ogni osservazione fino a 500 gradi quadrati.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

Gli osservatori controllano costantemente il cielo e approssimativamente ogni minuto catturano un'immagine, generando circa 100 Gb di dati ogni notte. Usando il metodo del transito, i dati prodotti dai telescopi vengono analizzati alla ricerca di variazioni di luminosità delle stelle. Variazioni della luminosità di una stella potrebbero indicare il passaggio di un pianeta tra la stella e il telescopio. Si spera che il progetto SuperWASP rivoluzioni le conoscenze sulla formazione dei pianeti extrasolari e apra la strada a future missioni di ricerca di pianeti simili alla Terra.

Fondatori[modifica | modifica wikitesto]

SuperWASP opera grazie a un consorzio di otto istituzioni accademiche:

Scoperte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lista dei pianeti scoperti dal progetto SuperWASP.

Il 26 settembre 2006 venne annunciata la scoperta dei primi due pianeti extrasolari, WASP-1 b (orbitante a 6 milioni di km dalla sua stella con un periodo di 2,5 giorni) e WASP-2 b (orbitante a 4,5 milioni di km e con un periodo di 2 giorni).[2][3]

Il 31 ottobre 2007 il team ha annunciato la scoperta di tre ulteriori pianeti: WASP-3 b, WASP-4 b e WASP-5 b.[4] Tutti e tre i pianeti sono simili a Giove in quanto a massa e sono così vicini alle rispettive stelle che i loro periodi orbitali sono tutti inferiori ai due giorni, tra i minori scoperti all'epoca. Per la grande vicinanza alla loro stella la temperatura superficiale dei pianeti è probabilmente superiore ai 2000 gradi Celsius. Le tre scoperte rendono il SuperWASP il primo e unico progetto di ricerca di pianeti extrasolari a scoprire pianeti in entrambi gli emisferi celesti, usando la tecnica del transito. WASP-4 b e WASP-5 b sono i primi pianeti scoperti dall'osservatorio sudafricano, mentre WASP-3 b è il terzo pianeta scoperto dall'osservatorio di La Palma.

Il pianeta WASP-9 b manca dal catalogo in quanto l'oggetto dopo la pubblicazione si rivelò essere un falso positivo in un sistema di binarie ad eclisse strettamente interagenti, e quindi venne rimosso dall'elenco delle scoperte. Ad oggi non sono ancora state pubblicate le coordinate della stella.[5]

Il 1º aprile 2008 viene annunciata la scoperta di WASP-12 b, che infranse numerosi record. Il pianeta all'epoca era il più grande, il più caldo e il più vicino a una stella di tipo solare mai scoperto, e successivi studi ne scoprirono la particolare composizione; il pianeta infatti abbonda di carbonio, il suo rapporto con l'ossigeno è circa il doppio di quello dei giganti gassosi del sistema solare, ed è quindi il primo pianeta di carbonio mai scoperto.[6].

Nell'agosto del 2009 è stata annunciata la scoperta di WASP-17 b, ritenuto il primo pianeta scoperto ad orbitare nella direzione opposta a quella di rotazione della sua stella, WASP-17.[7]

Nel gennaio 2013 il progetto contava 73 pianeti transitanti scoperti in entrambi gli emisferi celesti e 3 candidati individuati tramite metodo delle variazioni di transito, più un falso positivo. Tali pianeti fanno quasi tutti parte della categoria dei pianeti gioviani caldi e appartengono quasi tutti a sistemi planetari con un solo membro, eccetto per WASP-3, WASP-10 e WASP-12. Tali sistemi sono appunto quelli che ospitano i tre pianeti ipotizzati per spiegare alcune anomalie orbitali e di transito, e sono probabilmente o non transitanti o troppo piccoli per essere rivelati da WASP. È capitato inoltre che alcuni pianeti siano stati identificati contemporaneamente dal team di WASP e da quello del progetto HATNet. Il loro nome è deciso in base a quale team ha enunciato per primo la scoperta, seguito dal nome del progetto secondo arrivato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.opticalmechanics.com/superWASPproject/superwasp.html
  2. ^ Wide-eyed Telescope Finds its First Transiting Planets Around Distant Stars
  3. ^ Jonathan Amos, Planets have scientists buzzing, BBC News, 26 settembre 2006.
  4. ^ Three New Planets Announced by UK's Planet Hunters
  5. ^ exoplanets - extra-solar planets - arc_protect
  6. ^ Corrado Ruscica, WASP-12b, un esopianeta di diamante?, 9 dicembre 2010.
  7. ^ Scientists discover new planet, WASP-17, that orbits backwards - New York Daily News

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Ricerca dei pianeti extrasolari
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Coordinate: 28°45′36.83″N 17°52′45.48″W / 28.76023°N 17.8793°W28.76023; -17.8793