Telescopio spaziale Hubble

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Telescopio Hubble
Immagine del veicolo
Hubble 01.jpg
Il telescopio spaziale Hubble visto dallo Space Shuttle Discovery durante la seconda missione di servizio, STS-82
Dati della missione
Proprietario NASA ed ESA
Destinazione Orbita geocentrica
Satellite di Terra
Esito In corso
Vettore Space Shuttle Discovery
Lancio 24 aprile 1990
Ammaraggio previsto per il 2014
Durata ~24 anni
Orbita circolare
Periodo orbitale 96-97 minuti
Altezza orbita 560 km
Eccentricità orbitale nulla
Massa 11 t
Strumentazione
Sito ufficiale

Il telescopio spaziale Hubble, sigla HST dal nome in lingua inglese Hubble Space Telescope, è un telescopio posto negli strati esterni dell'atmosfera terrestre, a circa 560 km di altezza, in orbita attorno alla Terra (ogni orbita dura circa 92 minuti). È stato lanciato il 24 aprile 1990 con lo Space Shuttle Discovery come progetto comune della NASA e dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Il telescopio può arrivare ad una risoluzione angolare migliore di 0,1 secondi d'arco. L'HST è così chiamato in onore di Edwin Hubble, astronomo statunitense. È prevista una sinergia con il prossimo Telescopio Spaziale James Webb (JWSP) nel 2018.

Osservare fuori dall'atmosfera comporta numerosi vantaggi, perché l'atmosfera distorce le immagini e filtra la radiazione elettromagnetica a certe lunghezze d'onda, in particolare nell'ultravioletto.

Il 27 gennaio 2007 il telescopio è entrato in safemode a causa di un guasto. Lo strumento Advanced Camera for Surveys ha smesso di funzionare e i tecnici della NASA hanno disabilitato lo strumento per permettere l'utilizzo degli altri strumenti a bordo del telescopio. L'11 maggio 2009 è stato lanciato lo Space Shuttle Atlantis per la quarta ed ultima missione di manutenzione del telescopio, terminata con successo.

Descrizione tecnica[modifica | modifica sorgente]

Il telescopio ha una massa di circa 11 t, è lungo 13,2 m, ha un diametro massimo di 2,4 m ed è costato 2 miliardi di dollari. Si tratta di un riflettore con due specchi in configurazione Ritchey-Chrétien. Lo specchio primario è uno specchio iperbolico concavo di 2,4 m di diametro, che rinvia la luce su uno specchio iperbolico convesso di circa 30 centimetri di diametro. La distanza fra i vertici dei due specchi è di 4,9 m. Approssimando i due specchi come sferici, si può calcolare il punto di formazione del fuoco Cassegrain, ottenendo che l'immagine si forma circa 1,5 m dietro il primario.

Due pannelli solari generano l'elettricità, che serve principalmente per alimentare le fotocamere e i tre giroscopi usati per orientare e stabilizzare il telescopio. In 20 anni di carriera Hubble ha ripreso più di 700 000 immagini astronomiche.

Lancio e problemi iniziali[modifica | modifica sorgente]

Lunghezza d'onda coperta Ottico, ultravioletto, vicino infrarosso
Velocità orbitale 7 500 m/s (27 000 km/h)
Accelerazione di gravità 8,169 m/s²
Momento angolare 5,28 × 1010 /s
Due immagini che mostrano la correzione del problema ottico iniziale

Lo specchio difettoso[modifica | modifica sorgente]

Il telescopio fu lanciato dalla missione Shuttle STS-31 il 24 aprile 1990. Si trattò in realtà di un rinvio del lancio originale previsto nel 1986, rimandato a causa del disastro del Challenger nel gennaio dello stesso anno.

Le prime immagini prese dal telescopio causarono grande sconforto tra gli astronomi e tutti i partecipanti al progetto: erano fortemente distorte dall'aberrazione sferica e fuori fuoco, e anche con lunghe elaborazioni al computer non potevano arrivare alla risoluzione prevista. L’Analisi delle immagini difettose mostrò che la causa del problema era che lo specchio primario era stato lavorato con una forma sbagliata. Anche se si tratta dello specchio più preciso mai costruito, con variazioni dalla curva prescritta di soli 10 nm, in corrispondenza del perimetro lo specchio era troppo piatto di circa 2 200 nm (2,2 μm).[1] Questa differenza fu catastrofica, l'introduzione di una grave aberrazione sferica, un difetto per cui la luce che riflette sul bordo di uno specchio si concentra in un punto diverso della luce che si riflette nel suo centro.

L'effetto del difetto sullo specchio per osservazioni scientifiche dipendeva dalla particolare osservazione. Il centro della FPF aberrato era forte abbastanza da permettere osservazioni di oggetti luminosi ad alta risoluzione, ed anche la spettroscopia era in gran parte invariata. Tuttavia, la perdita di luce per il grande alone di fuoco notevolmente ridotto riduceva l'utilità del telescopio per oggetti deboli o quando era richiesto un alto contrasto delle immagini. Ciò significava che quasi tutti i programmi di ricerca cosmologica erano praticamente impossibili, dal momento che richiedono l'osservazione di oggetti particolarmente deboli. La NASA e il telescopio divennero bersaglio di molti scherzi. Per esempio nella commedia del 1991 Una pallottola spuntata 2½ - L'odore della paura Hubble era raffigurato assieme al Titanic.[2] Tuttavia, nel corso dei primi tre anni della missione, prima della correzione all’ottica, il telescopio Hubble effettuò un gran numero di osservazioni produttive. L'errore era ben conosciuto, caratterizzato e stabile, consentendo agli astronomi di ottimizzare i risultati ottenuti utilizzando sofisticate tecniche di elaborazione delle immagini come la deconvoluzione.

Origine del problema[modifica | modifica sorgente]

Fu costituita una commissione[3] presieduta da Lew Allen, direttore del Jet Propulsion Laboratory, che si occupò di determinare l’origine dell'errore. La Commissione Allen trovò che il “correttore nullo principale”, un dispositivo di prova utilizzato per ottenere una corretta forma non sferica dello specchio, era stato montato in modo errato, una lente era fuori posizione di 1,3 mm. Durante la levigazione iniziale e la lucidatura dello specchio, Perkin-Elmer analizzò la superficie con due correttori nulli convenzionali. Tuttavia, durante la fase di produzione finale, venne utilizzato un correttore nullo costruito appositamente per soddisfare tolleranze molto severe. Ironia della sorte, questo dispositivo venne montato in modo errato, con conseguenze estremamente precise (ma sbagliate) sulla forma dello specchio. Ci sarebbe stata un’ultima possibilità di rilevare l'errore, dal momento che alcuni dei test finali utilizzarono tradizionali correttori nulli per varie ragioni tecniche. Questi test correttamente indicarono l'aberrazione sferica. Tuttavia, la società ignorò questi risultati, ritenendo che tali dispositivi fossero meno precisi del dispositivo primario, che indicava che lo specchio primario era perfetto.

Nella versione in lingua inglese di Wikipedia su questo argomento sono presenti ulteriori informazioni supportate da fonti. Alcune delle informazioni di questa sezione dedicata al difetto dello specchio principale sono state tratte da tale pagina. Prima della modifica di questa pagina, il difetto dello specchio era attribuito al fatto che, durante la sua costruzione, non si sarebbe tenuto conto della differenza dell'indice di rifrazione fra aria e vuoto. Tale tesi, sebbene apparentemente plausibile, appare priva di fondamento, perché non supportata da nessuna fonte.

Strumentazione scientifica[modifica | modifica sorgente]

Camera planetaria grandangolare[modifica | modifica sorgente]

Saturno

L'originale Wide Field/Planetary Camera (WF/PC1) fu sostituita con la Wide Field/Planetary Camera 2 (WF/PC2) durante la prima missione del dicembre 1993. La WF/PC2 (pronuncia uìff-pic) era uno strumento di scorta sviluppato nel 1985 dal Jet Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena (California). Gli specchi secondari della WF/PC2 sono affetti da un errore uguale e contrario a quello dello specchio principale, in modo da compensarsi a vicenda. (Lo specchio primario dell'HST è di μm troppo piatto verso il bordo, così le ottiche correttive della WF/PC2 sono deformate della stessa quantità ma in modo contrario).

Il "cuore" della WF/PC2 consiste in un trio di sensori a largo campo a forma di L e in un sensore per riprese di pianeti ad alta risoluzione, che va ad occupare l'angolo rimanente. Nella missione Shuttle STS-125, la WF/PC2 è stata sostituita dalla WFC3 (Wide Field Camera 3), dall'analogo scopo ma con migliori prestazioni.

Spettrografo del Telescopio Spaziale (STIS)[modifica | modifica sorgente]

Uno spettrografo scompone la luce raccolta da un telescopio nelle varie frequenze che la compongono, in modo da poterla analizzare. Lo studio dello spettro fornisce alcune importanti proprietà di un corpo celeste, quali la composizione chimica qualitativa e quantitativa, la temperatura, la velocità radiale, la velocità di rotazione e i campi magnetici. Lo STIS (Space Telescope Imaging Spectrograph) può studiare le radiazioni prodotte dai corpi celesti comprese tra la lunghezza d'onda dell'ultravioletto (115 nm) e quella del vicino infrarosso (1000 nm). Lo strumento utilizza tre rilevatori, fotocatodi Multi-Anode Microchannel Array (MAMA). Il campo visivo per ciascun MAMA è di 25 × 25 secondi d'arco mentre il campo del CCD è di 50 × 50 secondi d'arco.

Il principale vantaggio dello STIS è la sua capacità bidimensionale rispetto a quella unidimensionale di un normale spettroscopio. Ad esempio è possibile rilevare simultaneamente lo spettro di diversi punti di una galassia, invece di eseguire una rilevazione alla volta di ciascun punto. Lo STIS può anche rilevare in una sola volta una serie di varie lunghezze d'onda dello spettro di una stella. Dal febbraio 2006 lo spettrografo STIS non è più funzionante.

Camera a infrarossi e Spettrometro multi-oggetto (NICMOS)[modifica | modifica sorgente]

Il NICMOS (Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer) è uno strumento in grado di eseguire sia osservazioni nell'infrarosso, che osservazioni spettroscopiche di oggetti astronomici. È sensibile alla radiazione con lunghezza d'onda compresa tra 0,8 e 2,5 μm, oltre il limite della sensibilità dell'occhio umano. La matrice sensibile che costituisce i rilevatori dell'infrarosso nel NICMOS deve operare a temperature molto basse. Il NICMOS mantiene i suoi rilevatori a bassa temperatura all'interno di un condensatore criogenico (un contenitore termicamente isolato simile a una bottiglia "thermos") che contiene azoto in forma solida. Per funzionare correttamente la camera a raggi infrarossi deve essere raffreddata a −180 °C, e il condensatore mantiene freddi i detector per anni, più a lungo che in qualsiasi altro esperimento spaziale.

Camera per oggetti deboli (FOC)[modifica | modifica sorgente]

La FOC (Faint Object Camera) è stata costruita dall'Agenzia Spaziale Europea. Ci sono due sistemi completi di rilevazione nel FOC. Ciascuno di essi utilizza un tubo di intensificazione di immagini per produrre una immagine in uno schermo a fosfori che è 100 000 volte più luminoso della luce che riceve. L'immagine viene poi scandita da una sensibile camera televisiva a silicio elettrobombardato (EBS). Questo sistema è così sensibile che oggetti con magnitudine inferiore a 21 devono essere schermati con un sistema di filtri per evitare la saturazione dei rivelatori. Nel 2002 lo strumento è stato sostituito con Advanced Camera for Surveys (ACS) durante la terza missione di servizio.

Ottiche correttive assiali (COSTAR)[modifica | modifica sorgente]

Il COSTAR (Corrective Optics Space Telescope Axial Replacement) non è uno strumento scientifico: è un pacchetto di ottiche correttive che fu utilizzato per annullare il difetto dello specchio principale, a favore dello strumento per oggetti deboli (FOC). Per la sua installazione è stato necessario rimuovere il fotometro ad alta velocità (High Speed Photometer) durante la prima missione di servizio. Nella quarta missione di servizio è stato sostituito il COSTAR con il nuovo strumento Cosmic Origin Spectrograph (COS).

Operazioni e osservazioni[modifica | modifica sorgente]

Sebbene l'HST sia sempre operativo, non tutto il suo tempo è impiegato per le osservazioni. Ogni orbita dura circa 97 minuti e il tempo viene suddiviso tra le funzioni di gestione e l'osservazione. Le funzioni di gestione includono la rotazione del telescopio per puntare un nuovo obiettivo, per evitare la Luna ed il Sole, commutare le antenne di comunicazione e le modalità di trasmissione, ricevere comandi di trasmissione dati, calibrare i sistemi e via dicendo. Per soddisfare le esigenze di puntamento dell'Hubble si dovette realizzare un nuovo catalogo stellare, il Guide Star Catalog, che è diventato di gran lunga il più completo ed accurato catalogo mai realizzato.

Quando l'STScI completa il suo piano di osservazione principale, il programma viene inviato al Goddard's Space Telescope Operations Control Center (STOCC) dove i piani scientifici e di gestione vengono incorporati in un dettagliato programma di operazioni.

Ciascun evento viene tradotto in una serie di comandi da inviare ai computer di bordo. I comandi vengono inviati diverse volte al giorno per far sì che il telescopio operi efficientemente. Quando è possibile vengono usati contemporaneamente due strumenti scientifici per osservare regioni adiacenti del cielo. Per esempio, mentre lo spettrografo è focalizzato su una stella o una nebulosa scelta come bersaglio, il WF/PC2 può riprendere l'immagine di una regione di cielo leggermente spostata rispetto alla visuale del bersaglio. Durante l'osservazione il sensore di guida Fine Guidance Sensors (FGS) segue le loro rispettive stelle guida per mantenere il telescopio fermamente puntato verso l'obiettivo giusto.

Se un astronomo desidera essere presente durante l'osservazione, c'è un terminale allo STScI e un altro allo STOCC dove i monitor mostrano le immagini e altri dati durante l'osservazione. Da questi terminali è possibile inviare soltanto alcuni limitati comandi in tempo reale per l'acquisizione del bersaglio o per cambiare filtri, se il programma di osservazione lo prevede, ma non sono consentiti altri controlli arbitrari.

I dati tecnici e scientifici dell'HST, come pure le trasmissioni di comandi operativi, sono inviati per mezzo del sistema Tracking Data Relay Satellite (TDRS) e della stazione a terra collegata ad esso a White Sands nel Nuovo Messico. Il computer di bordo è in grado di conservare oltre 24 ore di comandi. I dati possono essere diffusi dall'HST alla stazione a terra direttamente oppure memorizzati e trasmessi in seguito.

Scoperte[modifica | modifica sorgente]

  • Hubble riprese eccezionali immagini della collisione della cometa Shoemaker-Levy 9 con il pianeta Giove nel 1994.
  • Prove del fatto che dei pianeti siano presenti anche attorno a stelle diverse dal Sole sono state raccolte per la prima volta con Hubble. Ad Hubble spetta inoltre il primato della prima immagine di un pianeta extra-solare raccolta da un telescopio ottico. L'immagine, rilasciata nel novembre del 2008, mostra il pianeta Fomalhaut b immerso nel disco protoplanetario di polveri e gas che circonda la sua stella, Fomalhaut[4].
  • Inoltre Hubble ha dimostrato che la materia oscura della nostra galassia non può essere formata solo da deboli stelle non ancora osservate.
  • Alcune osservazioni suggeriscono che il nostro Universo si trovi in uno stato di espansione accelerata.
  • La teoria che la maggior parte delle galassie contengono un buco nero nel loro nucleo è stata parzialmente confermata da numerose osservazioni.
  • Nel dicembre 1995, Hubble riprese un'immagine chiamata lo Hubble Deep Field, una regione grande un trentesimo di milionesimo del cielo notturno e contenente numerose migliaia di deboli galassie. Un'immagine dello stesso tipo fu presa poco dopo nel cielo australe e risultò molto simile, rafforzando l'ipotesi che l'Universo sia uniforme su vasta scala, e che la Terra occupi un posto come gli altri nell'Universo.
  • Nel 2010, è stata scoperta la galassia più lontana da noi, circa 13,2 miliardi di anni luce, il che equivale a un'osservazione di quello che era l'universo 480 milioni di anni dopo il Big Bang.
  • Il 20 luglio 2011 è stato scoperto il quarto satellite di Plutone.[5][6]
  • L'11 luglio 2012 è stato scoperto un altro satellite di Plutone, il quinto.[7][8]

Missioni di servizio[modifica | modifica sorgente]

L'Hubble agganciato allo Shuttle per manutenzione

Il telescopio è stato visitato numerose volte da astronauti in passeggiata spaziale da uno Shuttle. Queste missioni erano state previste fin dall'inizio come manutenzione periodica, per riparare eventuali guasti e per installare nuovi componenti. Inoltre, a causa dell'attrito con l'atmosfera, il telescopio perde lentamente quota nel tempo. Lo shuttle lo riporta in un'orbita più alta ogni volta che lo visita.

  • La Missione di servizio 1, svolta nel dicembre 1993 (STS-61) installò alcuni strumenti e altri componenti. I più importanti furono: il COSTAR (Corrective Optics Space Telescope Axial Replacement), una serie di cinque specchi per correggere le distorsioni causate dallo specchio primario. La nuova camera planetaria e a grande campo (Wide Field/Planetary Camera, WF/PC II), una versione migliorata del precedente sensore ultravioletto che incorporava anch'essa delle ottiche di correzione. Durante le attività extraveicolari gli astronauti, dopo aver sostituito i componenti difettosi (compreso un pannello solare, che lanciarono nello spazio senza troppi complimenti), non riuscirono più a chiudere i pannelli del telescopio, e dovettero rimodellare di sana pianta le "serrature" deformate, effettuando quella che diventò la seconda più lunga "passeggiata spaziale" di tutta la storia. La NASA dichiarò la missione un successo il 13 gennaio 1994, e mostrò la prima di molte immagini molto migliori delle prime.
  • La Missione di servizio 2, svolta nel febbraio 1997 (STS-82) sostituì lo spettrografo ad alta risoluzione con il nuovo Space Telescope Imaging Spectrograph, e aggiunse una fotocamera a infrarossi.
  • La Missione di servizio 3A, nel dicembre 1999 (STS-103) sostituì dei giroscopi e dei sensori di guida guasti, e aggiunse un nuovo computer di bordo.
  • La Missione di servizio 3B, nel marzo 2002 (STS-109) riparò e migliorò numerosi componenti, obbligando gli astronauti a lunghe e delicate passeggiate spaziali. Gli interventi sul telescopio furono, tra gli altri:
    • Sostituzione dell'unità di alimentazione, cosa particolarmente difficile perché questo componente non era stato progettato per essere sostituito in orbita. Inoltre il telescopio dovette essere completamente spento per la prima volta da quando aveva iniziato ad osservare.
      • Sostituzione dei pannelli solari. I nuovi pannelli sono derivati da quelli costruiti per i satelliti Iridium. Sono più piccoli di un terzo rispetto a quelli vecchi, diminuendo così l'attrito con l'atmosfera, e forniscono il 30% di energia in più. Grazie a loro, tutti gli strumenti di Hubble possono essere accesi e funzionare contemporaneamente.
    • Sostituzione della "camera per oggetti deboli" (FOC) con la "camera avanzata per Surveys" (ACS). Entrambe hanno una dimensione simile ad una cabina telefonica.
    • Installazione di un refrigeratore meccanico nella camera a infrarossi, non più funzionante.
Il completamento di questa missione migliorò notevolmente le capacità di Hubble, e alcuni entusiasti sostennero che fosse diventato un nuovo strumento.
  • La Missione di servizio 4, l'ultima vista l'imminente fine della vita operativa di Hubble, originariamente prevista per il febbraio 2005 venne inizialmente annullata a causa del disastro dello Space Shuttle Columbia. La NASA valutò in un primo momento se effettuare la missione senza equipaggio, cioè in forma robotizzata, ma l'ipotesi fu abbandonata a causa dei rischi tecnici. Il 31 ottobre 2006 l'amministratore Mike Giffin ha dato il via libera per la missione di servizio, è stata compiuta dalla missione STS-125 dello Shuttle Atlantis, il cui lancio[9], previsto inizialmente per il mese di ottobre 2008 è stato rimandato all'11 maggio 2009 a causa di malfunzionamenti software del telescopio poi fortunatamente risolti dai tecnici, ha apportato le seguenti modifiche[10]:
    • Sostituzione completa dei 6 giroscopi cuore del sistema di puntamento.
    • Sostituzione completa delle batterie ormai prossime all'esaurimento.
    • Installazione della Wide Field Camera 3 al posto di WFPC2
    • Installazione del Cosmic Origin Spectrgraph al posto di COSTAR
    • Riparazione della elettronica di STIS

Con il completamento di tutti gli obiettivi principali della STS-125, ed alcuni che non erano considerati vitali, l'aggiornamento migliora sensibilmente le prestazioni del telescopio[11]. L'importanza di Hubble non è dovuta solo alle spettacolari immagini, ma soprattutto dalle ricerche che ha permesso - una media di 14 articoli scientifici alla settimana basati sui dati raccolti[12]. Ufficialmente gli aggiornamenti estendono la vita del telescopio fino al 2014, tuttavia David Leckrone, senior scientist, ha affermato prima della missione che se gli obiettivi venivano raggiunti dagli astronauti, Hubble poteva facilmente superare questa data.[11].

Il successore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Telescopio Spaziale James Webb.
Disegno della NASA che evidenzia l'evoluzione dei telescopi, da quelli terrestri, ad Hubble fino al previsto JWST.

Non prima del 2014 è previsto il lancio del James Webb Space Telescope (JWST), inizialmente chiamato Next Generation Space Telescope (NGST). Sarà dotato di specchi di diametro equivalente a 6,5 metri e opererà nell'infrarosso, con l'obiettivo principale di osservare le galassie responsabili della ri-ionizzazione dell'Universo primordiale. Sarà posizionato in un'orbita molto più elevata, a circa 1,5 milioni di chilometri dal sistema Terra-Luna, in direzione opposta al Sole (secondo punto di Lagrange dell'orbita terrestre). Questa posizione offre il minimo segnale di fondo termico e quindi la massima sensibilità alla radiazione infrarossa. Tuttavia il telescopio James Webb rileva solo lo spettro infrarosso quindi Hubble, che possiede sensori che operano nelle bande dell'ultravioletto, del visibile e dell'infrarosso-vicino, può continuare ad essere di grande beneficio alla comunità scientifica.[11][13]

Come descritto precedentemente, Hubble può osservare nell'infrarosso da 0,8 a 2,5 μm, mentre JWST avrà una sensibilità che va da 0,6 a 28,5 µm; quindi si sovrappone alla sensibilità di Hubble e ne costituisce un vero e proprio successore in questo ristretto campo dell'osservazione, anche in considerazione del fatto che il suo lancio è previsto praticamente per lo stesso periodo in cui è prevista la fine della vita operativa di Hubble. Va ricordato però che Hubble è sensibile a tutto lo spettro del visibile, oltre che all'ultravioletto, mentre JWST nel visibile vedrà fino a un limite inferiore di 0,6 µm. In questo senso si può affermare che JWST può essere visto come il successore di Hubble soprattutto per l'osservazione nell'infrarosso, mentre si affiancherà ad esso per le osservazioni nelle altre lunghezze d'onda.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Shuttle Mission: STS-61. URL consultato il 26 novembre 2013.
  2. ^ (EN) Una pallottola spuntata 2½ - L'odore della paura. URL consultato il 26 novembre 2013.
  3. ^ (EN) The Hubble Space Telescope Optical Systems Failure Report. URL consultato il 26 novembre 2013.
  4. ^ (EN) Hubble Directly Observes a Planet Orbiting Another Star, NASA, 13 novembre 2008. URL consultato il 15 novembre 2008.
  5. ^ (EN) NASA's Hubble Discovers Another Moon Around Pluto, Hubblesite, 20 luglio 2011.
  6. ^ L'Hubble scopre un nuovo satellite di Plutone, astronomia.com, 21 luglio 2011.
  7. ^ (EN) Hubble Discovers a Fifth Moon Orbiting Pluto, Hubblesite, 11 luglio 2012.
  8. ^ Scoperto il quinto satellite naturale di Plutone, Meteoweb, 11 luglio 2012.
  9. ^ (EN) Programma di lancio dal sito NASA
  10. ^ Obiettivi della missione STS-125
  11. ^ a b c John Matson, Last Dance with the Shuttle: What's in Store for the Final Hubble Servicing Mission, Scientific American, 8 maggio 2009. URL consultato il 18 maggio 2009.
  12. ^ Chris Dolmetsch, NASA Astronauts Finish Hubble Space Telescope Repairs, Bloomberg L.P., 18 maggio 2009. URL consultato il 18 maggio 2009.
  13. ^ Irene Klotz, Jim Loney, Will Dunham, Spacewalkers tackle final Hubble fix-up tasks, Reuters, 18 maggio 2009. URL consultato il 18 maggio 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]