Anomalia del Sud Atlantico

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Posizione della SAA

L'Anomalia del Sud Atlantico o SAA (South Atlantic Anomaly) è una zona del campo geomagnetico caratterizzata da un valore di intensità magnetica inferiore rispetto al campo medio generato dal dipolo magnetico; la SAA comprende la maggior parte del Sud Atlantico e parti del Sud America, Sud Africa e Antartide[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

In questa area la parte inferiore delle fasce di Van Allen è più vicina alla superficie del pianeta: a parità di altezza rispetto al livello del mare, l'intensità delle radiazioni della fascia di Van Allen è più elevata rispetto a quella del resto della superficie terrestre.

Le fasce di Van Allen sono simmetriche rispetto all'asse del campo magnetico terrestre, mentre questo è inclinato di circa 11° rispetto all'asse di rotazione della Terra e decentrato di circa 450 km rispetto al centro della Terra. Tali caratteristiche di inclinazione e decentramento del campo magnetico fanno sì che la parte più interna delle fasce di Van Allen è più vicina alla superficie terrestre sopra l'oceano Atlantico meridionale, mentre è più lontana sopra l'oceano Pacifico settentrionale.[2][3]

La SAA vista dal satellite

Le dimensioni della SAA aumentano con l'aumento dell'altitudine. A un'altezza di circa 500 chilometri, l'Anomalia si estende dalla latitudine geografica 0° a -50° e in longitudine da 90° Ovest a 40° Est. Inoltre, la forma della SAA varia nel tempo: dalla scoperta iniziale, verso la fine degli anni cinquanta, il confine Sud è rimasto approssimativamente costante mentre un'espansione di lunga durata è stata misurata verso settentrione (tra Nord-Ovest e Nord-Est) e verso Est. Sia la forma della SAA, sia la densità delle particelle cariche che la attraversano, variano anche su una base giornaliera, con una maggiore densità di particelle cariche in corrispondenza del mezzogiorno locale.

visione globale

La parte più intensa della SAA si sta spostando verso Ovest a una velocità di circa 0,3° di longitudine all'anno, velocità molto simile alla rotazione differenziale tra il nucleo della Terra e la superficie della Terra, stimata tra 0,3° e 0,5° gradi di longitudine annua [4][5].

Alcuni ricercatori credono che l'Anomalia sia un effetto secondario dell'inizio di un'inversione magnetica [6]: la letteratura esistente sull'argomento riporta il lento indebolimento del campo magnetico terrestre come una delle varie cause dei cambiamenti dei confini della SAA dalla sua scoperta a oggi. Quello che è certo è che il campo magnetico si sta indebolendo e che le fasce di Van Allen si avvicineranno alla superficie terrestre, allargando di conseguenza l'area della SAA.

Si consideri che, così come l'elettricità, il magnetismo tende a seguire il percorso che oppone meno resistenza al suo passaggio, da cui il flusso interno da polo a polo, in quanto punti nei quali il diametro terrestre è il più breve dato il leggero appiattimento; mentre per quanto riguarda il flusso inverso, esterno, esso avviene per forza di cose tramite l'atmosfera. Dato che come detto deve seguire il percorso che gli oppone meno resistenza, ne deriva che per quanto riguarda appunto questo flusso "di ritorno" (noto come "fasce di Van Allen"), l'anomalia del Sud Atlantico dovrebbe corrispondere al punto nel quale il flusso incontra la maggior resistenza, e quindi l'evita, mentre di contro nelle aree maggiormente magnetizzate ("canale" Siberia-Indocina-Australia) evidentemente trova la resistenza minore, quindi prediligendole nel suo percorso esterno da polo a polo.[senza fonte]

L'Anomalia del Sud Atlantico produce importanti conseguenze per i satelliti artificiali e per altri veicoli spaziali che orbitano intorno alla Terra. Questi oggetti, muovendosi a diverse centinaia di chilometri dalla superficie terrestre, finiscono per transitare periodicamente all'interno della SAA; quando ciò accade, essi si trovano esposti a forti radiazioni per la durata di parecchi minuti. La progettazione della Stazione Spaziale Internazionale ha richiesto una schermatura supplementare per limitare questo problema, poiché l'inclinazione della sua orbita la porta a passare periodicamente attraverso la SAA. Per altro verso, il telescopio spaziale Hubble [7][8] e altri satelliti artificiali devono sospendere le osservazioni quando attraversano l'Anomalia[9][10][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (IT) Stefano Parisini, Con BeppoSAX dentro l’Anomalia, in MEDIA INAF. URL consultato il 21 aprile 2018.
  2. ^ (EN) E.G. Stassinopoulos, M.A. Xapsos, C.A. Stauffer, Forty-Year “Drift” and Change of the SAA, su nasa.gov, 17 marzo 2016.
  3. ^ Arlin Crotts, The New Moon: Water, Exploration, and Future Habitation, Columbia University, 2014, ISBN 978-0-521-76224-3.
  4. ^ (EN) On the Drift of the South Atlantic Anomaly Archiviato il 25 giugno 2007 in Internet Archive.
  5. ^ (EN) Plasma Events in the South Atlantic Anomaly: Correlations with the Interplanetary Magnetic Field Reconnection Processes
  6. ^ (EN) Are we going towards a global planetary magnetic change?
  7. ^ (EN) FOS Operation in the South Atlantic Anomaly
  8. ^ (EN) Hubble Space Telescope Primer for Cycle 17[collegamento interrotto]
  9. ^ (EN) South Atlantic Anomaly Archiviato il 7 dicembre 2008 in Internet Archive.
  10. ^ (EN) South Atlantic Anomaly
  11. ^ (EN) FUSE Mission Status Report Archiviato il 24 dicembre 2007 in Internet Archive.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]