White elephant

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Nei paesi anglofoni, l'appellativo elefante bianco (white elephant) viene dato a lussuosi beni o a imponenti progetti i cui eccessivi costi di realizzazione e gestione non siano compensati dai benefici che danno o che potrebbero dare nel caso non siano stati realizzati. Nei paesi latini un'espressione simile ma non identica è cattedrale nel deserto.

Un esempio è una lussuosa abitazione, il cui possessore non ha i fondi necessari per mantenerla. Viene considerato un white elephant anche un bene particolarmente costoso, divenuto obsoleto o non più utile al suo possessore. Da un punto di vista commerciale, tali beni o progetti vengono di solito svenduti, abbandonati o smantellati.

Origine del termine[modifica | modifica wikitesto]

L'espressione deriva da un'usanza siamese, secondo la quale i sovrani del Paese offrivano in regalo un elefante bianco ad aristocratici che non rientravano più nelle loro grazie, costringendoli a rovinarsi per mantenerlo. Ciò avveniva perché il pachiderma, considerato sacro, doveva essere trattato con tutte le comodità possibili ed era esentato dal lavoro, caratteristiche che comportavano altissimi costi di mantenimento e nessun beneficio economico. L'espressione idiomatica, adottata in seguito anche nella lingua francese (éléphant blanc),[1] fu usata per la prima volta da tal G. E. Jewbury, che nella sua pubblicazione Letters del 1892 scrisse: "I suoi servizi sono come tanti elefanti bianchi dei quali nessuno può fare uso, obbligando chi li riceve a manifestargli gratitudine anche se lo hanno portato alla rovina".[2]

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito, alcuni degli esempi più clamorosi[3] di progetti considerati white elephants:

  • Il Concorde, aereo da trasporto supersonico prodotto dal consorzio anglofrancese formato da British Aerospace ed Aérospatiale, i cui impressionanti costi di produzione ed esercizio portarono alla cessazione del servizio.[1] Destino simile subì il gemello sovietico Tupolev Tu-144.
  • Il piroscafo Great Eastern, geniale e visionaria opera di ingegneria navale realizzata da Isambard Kingdom Brunel nonostante le grandi innovazioni portate nel suo campo non ottenne mai il successo sperato.
  • Il Castello di Neuschwanstein, commissionato dal re Ludovico II di Baviera come propria residenza nel 1868 e costruito con enormi spese, permise al sovrano di risiedervi per soli 172 giorni tra il 1884 ed il 1886, anno della sua morte.[4]
  • Gli incrociatori della classe Alaska, costruiti dalla United States Navy durante la guerra del Pacifico per fronteggiare i potenti incrociatori giapponesi, i cui progetti furono però cancellati prima ancora della loro impostazione, rendendo inutili le unità statunitensi.[5]
  • L'Aeroporto Internazionale di Montréal-Mirabel, costruito nel 1936 a Mirabel in Canada come il più grande scalo passeggeri del Nord America, è stato trasformato in uno scalo-merci per la sua lontananza da Montreal e la mancanza di passeggeri.[6]
  • Lo Stadio Olimpico di Montréal, costruito per i Giochi della XXI Olimpiade e costato 1,6 miliardi di dollari canadesi, non ha usufruttuari di rilievo da quando i Montreal Expos si sono trasferiti a Washington.[7][8]
  • Gli stadi del Campionato mondiale di calcio 2010 in Sudafrica, costruiti per il breve evento spendendo oltre 2 miliardi di dollari. Sono stati criticate le eccessive dimensioni comparate all'interesse per il calcio nel Paese, e si pensa che riparare altri stadi preesistenti invece di costruire quelli nuovi avrebbe consentito di destinare i soldi così risparmiati alle fasce più indigenti del Paese.[9]
  • Il Palazzo del Parlamento di Bucarest, in Romania. Considerato il secondo edificio più grande del mondo per estensione ed il terzo in volume, fu iniziato nel 1984 e non era ancora ultimato nel 1989, al momento del rovesciamento del regime di Nicolae Ceaușescu.[10][8]
  • L'aereo Hughes H-4 Hercules fu ideato dal magnate Howard Hughes e commissionato dalle forze armate USA con l'intento di realizzare una flotta di enormi idrovolanti in grado di trasportare grandi quantità di merci e persone. A causa dei ritardi e dei problemi intrinseci del progetto, il governo ritirò il finanziamento e Hughes finanziò di tasca propria la costruzione dell'enorme aeromobile. Il primo e unico esemplare dell'aereo volò solo una volta a scopo dimostrativo il 2 novembre 1947 e non entrò mai in servizio commerciale. Nonostante questo, Hughes tentò in più occasioni di rilanciare il progetto e rifiutò sempre di demolire l'unico esemplare costruito, spendendo ingenti somme per mantenerlo sempre efficiente.
  • Il Castello Hearst è una grandiosa residenza, tra le più imponenti del mondo, costruita dal magnate dell'editoria William Randolph Hearst. La costruzione iniziò nel 1919 ed Hearst vi abitò a partire dagli anni venti fino al termine dei suoi giorni, tuttavia al momento della sua morte nel 1951 il complesso non era ancora terminato. I suoi eredi, non volendo sobbarcarsi gli enormi costi di gestione della struttura, lo donarono allo Stato della California.
  • Il Ryugyong Hotel di Pyongyang. Enorme albergo iniziato alla fine degli anni ottanta per la cui costruzione sono stati spesi centinaia di milioni di dollari (la cifra esatta non è nota a causa del riserbo del governo), il tutto in una città che a causa delle condizioni politiche e sociali dell'intero paese ha un flusso turistico molto basso.[8]
  • Il New South China Mall, enorme centro commerciale di Dongguan aperto nel 2005 con oltre 200 negozi, dei quali solo un massimo di una dozzina al giorno sono rimasti aperti. Costruito per ospitare fino a 100 000 visitatori al giorno, raramente ne ha avuti più di 200.[8]
  • Lo stadio Arena da Amazônia a Manaus, costruito per i Mondiali di calcio 2014, dopo aver ospitato quattro partite della manifestazione è diventato lo stadio di una squadra di Serie D, il Nacional Futebol Clube. La società ha immediatamente fatto sapere di non essere in grado di affrontare i costi di gestione del sovradimensionato impianto, che pertanto gravano fortemente sugli enti locali.
  • Il Circuito internazionale di Corea, costato quasi 100 milioni di dollari e destinato ad ospitare la Formula 1 a partire dal 2010. Nel 2013 fu rimosso dal calendario e tuttora vi si disputano pochi eventi di secondaria importanza.
  • Il Ponte dell'isola Russkij. Fatto costruire da Putin per la 24ª coferenza dei Paesi aderenti all'APEC, è un enorme ponte in Russia costato oltre un miliardo di euro e con una capacità di transito di oltre 50.000 veicoli al giorno in una zona popolata da appena 5.000 persone (in gran parte prive della corrente elettrica e delle linee telefoniche.[8]
  • Gli impianti sportivi costruiti per i Giochi olimpici di Atene 2004, costati circa il 5% del prodotto interno lordo greco, sono stati negli anni dopo l'olimpiade scarsamente utilizzati.[8]
  • Il grande ampliamento tra il 1998 e il 2006 per la nuova pista di atterraggio dell'Aeroporto Internazionale di Lambert-St. Louis di Saint Louis, negli Stati Uniti. L'ampliamento fu deciso quando l'aeroporto era l'ottavo scalo più importante del Paese e hub della TWA. Con l'acquisizione nel 2001 della compagnia da parte dell'American Airlines, già dotata di due grandi hub nelle vicinanze, l'aeroporto perse l'80% del traffico aereo. Il costoso ampliamento fu attuato in un'area densamente abitata della vicina Bridgeton, dove furono demolite 2 000 abitazioni, 4 scuole e 6 chiese. La nuova pista è stata inoltre utillizzata raramente.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) L’expression du jour: « éléphant blanc », my-project-cafe.com
  2. ^ (EN) A white elephant, phrases.org.uk
  3. ^ Bellissime ed inutili, le dieci opere architettoniche che sono costate troppo, repubblica.it
  4. ^ (DE) Ludwig Merkle: Ludwig II. und seine Schlösser, a p.68. Stiebner, 2001. ISBN 978-3-8307-1024-0
  5. ^ (EN) Morison, Samuel Loring; Morison, Samuel Eliot; Polmar, Norman: Illustrated Directory of Warships of the World: From 1860 to the Present, a p.85. ABC-CLIO, 2005. ISBN 1-85109-857-7
  6. ^ Krauss, Clifford, The New York Times > International > Americas > End of Era Near in Montreal for White-Elephant Airport, nytimes.com, 3 ottobre 2004.
  7. ^ (EN) Quebec's Big Owe stadium debt is over, cbc.ca
  8. ^ a b c d e f g (EN) 10 Construction Projects (White Elephants) That Were Huge Wastes of Time and Money, toptenz.net. URL consultato il 9 giugno 2017.
  9. ^ (EN) Mandela Stadium: 'White elephant' after World Cup?, thegrio.com, 28 giugno 2010. URL consultato il 15 giugno 2013.
  10. ^ (EN) The Palace of Parliament – Sights in Romania – Rough Guides, roughguides.com.

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