Pyongyang

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Pyongyang
città governata direttamente
(KO) 평양직할시
P'yŏngyang Chikhalsi
Pyongyang – Veduta
Alcuni condomini della città.
Localizzazione
StatoCorea del Nord Corea del Nord
Amministrazione
Amministratore localeRyang Man-kil
Territorio
Coordinate39°02′N 125°45′E / 39.033333°N 125.75°E39.033333; 125.75 (Pyongyang)Coordinate: 39°02′N 125°45′E / 39.033333°N 125.75°E39.033333; 125.75 (Pyongyang)
Altitudine27 m s.l.m.
Superficie2 000[1] km²
Abitanti3 255 288[2] (2018)
Densità1 627,64 ab./km²
Altre informazioni
Linguecoreano
Fuso orarioUTC+9
ISO 3166-2KP-01
Nome abitanti(IT) pyongyanghesi
Soprannome(KO) 류경/柳京
(IT) Capitale dei Salici
Cartografia
Mappa di localizzazione: Corea del Nord
Pyongyang
Pyongyang
Pyongyang – Mappa

Pyongyang ([pionghiáng]; 평양?, 平壤?, P'yŏngyangMR; ascolta[?·info]), i cui caratteri sono letti in giapponese Heijo e in cinese Pingrang e significano letteralmente Terra piana, è la capitale della Corea del Nord, di cui costituisce inoltre il centro commerciale e culturale. Al centro della più importante zona mineraria, è anche la maggiore città industriale del Paese. Con una popolazione di 3 255 288 abitanti, è la città più popolosa della Corea del Nord.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Pyongyang è posta sulla parte centro-occidentale della Corea del Nord. Il Taedong attraversa la città presso la Baia di Corea.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima, continentale umido, è in buona parte determinato dai secchi e freddi venti siberiani provenienti da nord. Le temperature solitamente non superano gli 0 °C da dicembre a febbraio. L'inverno è generalmente più secco dell'estate. Le precipitazioni nevose sono abbastanza frequenti d'inverno. Il passaggio dall'inverno, freddo e secco, all'estate calda e umida avviene rapidamente tra la fine d'aprile e l'inizio di maggio. Un simile e brusco ritorno alle condizioni invernali vi è fra ottobre e novembre. L'umidità delle estati è dovuta al monsone dell'estremo oriente, che si verifica tra giugno e agosto.[3]

Dati climatologici per Pyongyang (1981-2010)[4] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) −0,92,99,117,523,027,128,629,225,118,59,51,81,316,528,317,716,0
T. mediaC) −6−2,43,511,016,921,424,324,619,612,54,4−2,8−3,710,523,412,210,6
T. min. mediaC) −10,3−6,9−1,35,611,717,021,021,115,17,60,3−6,6−7,95,319,77,76,2
T. max. assolutaC) 101621,428,433,935,835,937,832,228,923,215,016,033,937,832,237,8
T. min. assolutaC) −26,5−23,4−16,1−6,12,27,012,012,83,6−6,0−14,0−22,8−26,5−16,17,0−14,0−26,5
Precipitazioni (mm) 11142747768526820211140371641150555188934
Giorni di pioggia 2379121319141099510284628112
Giorni di neve 8630,30,00,00,00,00,00,23,07,021,03,30,03,227,5

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la leggenda la città fu fondata nel 1122 a.C. con il nome Wanggŏmsŏng (왕검성?, 王儉城?). Divenne una città importante sotto la dinastia Gojoseon. Nel 427, il regno di Goguryeo (uno dei Tre regni di Corea) vi stabilì la propria capitale. Nel 668, Pyongyang divenne la capitale del protettorato creato dalla dinastia Tang e nel 676 venne ripresa dal regno coreano di Silla, ma senza funzioni particolari. Sotto la dinastia Joseon fu la capitale dell'omonima provincia. Fu occupata dai giapponesi durante l'invasione giapponese della Corea e dalla dinastia Qing nel XVII secolo.

Periodo moderno[modifica | modifica wikitesto]

Divenuto capoluogo provinciale nel 1896, la sua importanza crebbe dopo il 1945, quando terminò l'occupazione giapponese e la città venne occupata dalle forze sovietiche (il 25 agosto). Diventò così nel 1948 la capitale provvisoria della Repubblica Popolare Democratica di Corea (il governo progettava di riconquistare la capitale ufficiale, Seul). Fu gravemente danneggiata durante la Guerra di Corea, sia a causa dell'occupazione delle forze della Corea del Sud (unico caso nella storia di truppe occidentali che abbiano espugnato la capitale di un paese comunista, dal 19 ottobre al 6 dicembre 1950) sia per il pesante bombardamento aereo dell'ONU nel 1952. Venne ricostruita a fine guerra grazie soprattutto agli aiuti sovietici (ancora oggi molti edifici mostrano chiare influenze dell'architettura stalinista).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Il Ryugyong Hotel nell'aprile del 2010

La capitale fu interamente ricostruita dopo la guerra di Corea (19501953) ed è stata riprogettata con enormi viali, monumenti imponenti e grandiosi edifici monoblocco.

La costruzione più alta della città è il Ryugyong Hotel, un edificio di 330 metri con 105 piani, per un totale di 360.000 m² di superficie racchiusa. La costruzione dell'edificio ebbe inizio nel 1987, ma venne fermata nel 1992 a causa dello stato economico disastroso in cui versava il paese a seguito anche della fine dell'Unione Sovietica. La struttura rimase senza finestre e interni per 16 anni, fino a quando nell'aprile del 2008 riprese la costruzione sotto la supervisione della società di costruzioni del Gruppo Orascom, che ha investito notevolmente nella telefonia mobile e nell'edilizia in Corea del Nord. Sullo skyline della capitale spiccano altri edifici di notevoli dimensioni: lo Yanggakdo International Hotel (alto 170 m), le torri gemelle del Koryo Hotel (alte 143 m ciascuna), la Pyongyang TV Tower (una torre per telecomunicazioni alta 110 m), l'immenso Rungrado May Day Stadium e la torre del Juche (la seconda struttura in pietra più alta al mondo, con i suoi 170 m).

Tra gli altri luoghi d'interesse in città è possibile enumerare: l'arco di trionfo (una replica più grande dell'Arc de Triomphe di Parigi), la presunta casa natale di Kim Il-sung sulla collina di Mangyongdae e le colossali statue bronzee di Kim Il-sung e Kim Jong-il presenti nel Grande monumento Mansudae.

V'è altresì il Palazzo del sole di Kumsusan, mausoleo dei leader del paese.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Foto dal satellite della capitale

P'yŏngyang è divisa in 18 distretti (kuyŏk o guyŏk) e 2 contee (kun o gun):

  • Chung-guyŏk (중구역?, 中區域?)
  • P'yŏngch'ŏn-guyŏk (평천구역?, 平川區域?)
  • Pot'onggang-guyŏk (보통강구역?, 普通江區域?)
  • Moranbong-guyŏk (모란봉구역?, 牡丹峰區域?)
  • Sŏsŏng-guyŏk (서성구역?, 西城區域?)
  • Sŏn'gyo-guyŏk (선교구역?, 船橋區域?)
  • Tongdaewŏn-guyŏk (동대원구역?, 東大院區域?)
  • Taedonggang-guyŏk (대동강구역?, 大同江區域?)
  • Sadong-guyŏk (사동구역?, 寺洞區域?)
  • Taesŏng-guyŏk (대성구역?, 大城區域?)
  • Man'gyŏngdae-guyŏk (만경대구역?, 萬景台區域?)
  • Hyŏngjesan-guyŏk (형제산구역?, 兄弟山區域?)
  • Ryongsŏng-guyŏk (룡성구역?, 龍城區域?)
  • Samsŏk-guyŏk (삼석구역?, 三石區域?)
  • Ryŏkp'o-guyŏk (력포구역?, 力浦區域?)
  • Rangrang-guyŏk (락랑구역?, 樂浪區域?)
  • Sunan-guyŏk (순안구역?, 順安區域?)
  • Ŭnjŏng-guyŏk (은정구역?, 恩情區域?)
  • Kangnam-gun (강남군?, 江南郡?)
  • Kangdong-gun (강동군?, 江東郡?)

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Pyongyang con il nuovo complesso residenziale Changjon. In secondo piano sono presenti il ponte Okryu e il Ryugyong Hotel.

Pyongyang rappresenta il vero e proprio centro industriale ed economico della Corea del Nord.[5] Grazie all'abbondanza di risorse naturali come carbone, ferro e rocce calcaree, nonché ai sistemi di trasporto terrestre e idrico, è stata la prima città nordcoreana ad emergere dopo la guerra di Corea. Sono presenti sia industrie leggere sia pesanti, entrambe sviluppate in parallelo. Le produzioni pesanti includono quelle del cemento, ceramiche industriali, armi e munizioni, anche se il settore dell'ingegneria meccanica rimane quello principale. A Pyongyang e nelle periferie sorgono invece industrie leggere specializzate in tessuti, calzature e cibo e altri prodotti.

Una particolare enfasi viene posta sulla produzione e la fornitura di prodotti freschi e di raccolti sussidiari nelle periferie della città: tra le coltivazioni vi sono quelle di riso, mais e soia, mentre Pyongyang mira a raggiungere l'autosufficienza nella produzione di carne tramite strutture intensive per l'allevamento di maiali, polli e altri animali.[5]

La città soffre ancora di frequenti cali di energia elettrica.[6] Per risolvere questo problema, sono state realizzate due centrali elettriche - le Stazioni di Huichon 1 e 2 - nella provincia di Chagang che riforniscono la città attraverso delle linee di trasmissione dirette. Una seconda fase del progetto di espansione energetica, lanciata nel gennaio 2013, prevede una serie di piccole dighe lungo il fiume Ch'ŏngch'ŏn. Le prime due centrali hanno una capacità di generazione massima di 300 megawatt (MW), mentre le 10 dighe generano una potenza al di sotto dei 120 MW.[6] Inoltre, la città ha diverse centrali termoelettriche, tra le quali la Pyongyang TPS con una capacità di 500 MW, la East Pyongyang TPS con una capacità di 50 MW e la Kangdong TPS ancora in costruzione.[7]

Il grande magazzino Pyongyang n. 1.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Pyongyang è sede di numerosi grandi magazzini, tra cui il Pothonggang, il Pyongyang n. 1 e n. 2, il Kwangbok, il grande magazzino Ragwon, il grande magazzino della stazione di Pyongyang e il grande magazzino per bambini di Pyongyang.[8]

La città ha inoltre il negozio Hwanggumbol, appartenente ad una catena di minimarket di proprietà statale che fornisce beni a prezzi inferiori a quelli dei mercati jangmadang. I negozi Hwanggumbol sono stati realizzati specificamente per controllare i mercati in espansione della Corea del Nord attirando i consumatori e garantendo così la circolazione di denaro nei negozi gestiti dal governo.[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Un Tupolev Tu-204 della Air Koryo all'Aeroporto Internazionale di Pyongyang.

Pyongyang è inoltre il principale scalo dei trasporti del paese: possiede una rete di strade, ferrovie e rotte aeree che collegano la città a destinazioni nazionali ed internazionali. È il punto di partenza delle autostrade interregionali che raggiungono Namp'o, Wŏnsan e Kaesŏng.[5] La stazione ferroviaria di Pyongyang serve le principali linee del paese, tra cui la linea Pyongyu e Pyongbu. Sono inoltre disponibili dei servizi ferroviari internazionali regolari che connettono la capitale a Pechino, Dandong e Mosca.

Un tram Tatra KT8D5K.

Un viaggio in treno diretto a Pechino dura circa 25 ore e 25 minuti, un viaggio per Dandong dura circa 6 ore mentre un viaggio diretto a Mosca dura sei giorni. La città si collega anche al ponte di terra eurasiatico attraverso la ferrovia transiberiana. È previsto inoltre un collegamento ferroviario ad alta velocità con Wŏnsan.[10]

Le linee della metropolitana (due per un totale di 22,5 km), dei tram e dei filobus vengono utilizzate principalmente dai pendolari come mezzo per spostarsi in città.[5] Le corsie ciclabili sono state introdotte sulle principali arterie stradali soltanto nel luglio 2015.[11] In città vi è una scarsa presenza di automobili, quasi nulla se comparata alla vicina Seul o a qualunque altra città occidentale, poiché rappresentano nel paese un simbolo dello status sociale per via della loro scarsità in seguito alle sanzioni internazionali e alle leggi interne.[12] Oltretutto, alcune strade sono anche in cattive condizioni.[13]

La compagnia aerea statale di bandiera Air Koryo ha programmato voli internazionali dall'aeroporto internazionale di Pyongyang (a 24 km dal centro cittadino) diretti a Pechino (PEK), Shenyang (SHE), Vladivostok (VVO), Shanghai (PVG) e Dandong.[14] Le uniche destinazioni nazionali sono Hamhŭng, Wŏnsan, Chongjin, Hyesan e la Contea di Samjiyon. A partire dal 31 marzo 2008, Air China ha lanciato un servizio regolare tra Pechino e Pyongyang,[15] nonostante alcuni voli della compagnia cinese siano spesso cancellati a causa della mancanza di passeggeri.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Pyongyang è gemellata con le seguenti città:

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Profiles of the cities of DPR Korea – Pyongyang (PDF), su univie.ac.at. URL consultato il 12 settembre 2015.
  2. ^ Profiles of the cities of DPR Korea – Pyongyang (PDF), su univie.ac.at. URL consultato il 12 settembre 2015.
  3. ^ North Korea: A Country Study, su books.google.it. URL consultato il 12 settembre 2015.
  4. ^ КЛИМАТ ПХЕНЬЯНА, Pogoda.ru.net]. URL consultato il 28 dicembre 2014.
  5. ^ a b c d Pyongyang, Encyclopædia Britannica Online. URL consultato il 19 aprile 2015.
  6. ^ a b (EN) Ten Power Plants on Chongchon River under Construction to Increase Power Supply to Pyongyang, Institute for Far Eastern Studies, 19 dicembre 2014 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2015).
  7. ^ (EN) Curtis Melvin, Pyongyang's Perpetual Power Problems, in 38 North, 25 novembre 2014.
  8. ^ (EN) The Pyongyang Metro: Maps, su pyongyang-metro.com, 26 ottobre 2017 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2017).
  9. ^ (EN) Effort to Prevent Outflow of Capital into Markets, Institute for Far Eastern Studies, 20 marzo 2015 (archiviato dall'url originale l'8 marzo 2016).
  10. ^ (EN) Outline for Development of Wonsan-Kumgangsan Tourist Region Revealed, Institute for Far Eastern Studies, 26 marzo 2015 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2015).
  11. ^ (EN) North Korea installs bike lanes in Pyongyang, in The Telegraph, 14 luglio 2015.
  12. ^ (EN) Bradley K. Martin, In Kim's North Korea, Cars Are Scarce Symbols of Power, Wealth, in Bloomberg, 9 luglio 2007 (archiviato dall'url originale il 2 dicembre 2013).
  13. ^ (EN) Max Fisher, North Korean Press Bus Takes a Wrong Turn, Opening Another Crack in the Hermit Kingdom, in The Atlantic, 16 aprile 2012.
  14. ^ (EN) Dagyum Ji, Air Koryo opens new office selling tickets for third country travel, in NK News - North Korea News, 7 dicembre 2016.
  15. ^ (ZH) 国航开通北京至平壤航线(组图)- 手机新浪网, su log.newsapi.sina.cn, 15 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 15 aprile 2017).
  16. ^ (EN) Anniversary of sister-city relations, su www.kcna.co.jp. URL consultato il 2 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2001).
  17. ^ a b c d e f Justin Corfield, Historical dictionary of Pyongyang, Anthem Press, 2013, p. 196, ISBN 978-0-85728-284-2.
  18. ^ (ID) Ahok Berencana Kunjungi Pyongyang, in metrotvnews.com, 12 febbraio 2016. URL consultato il 27 ottobre 2018 (archiviato dall'url originale l'11 settembre 2017).
  19. ^ (EN) Bilateral Relations (Nepal–North Korea), su www.mofa.gov, Ministero degli Affari esteri del Nepal (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2014).
  20. ^ (RU) Реестр соглашений субъектов Федерации, su zakon.scli.ru (archiviato dall'url originale il 1º luglio 2016).
    «Соглашение об установлении дружественных связей между городом Москвой Российской Федерации и городом Пхеньяном Корейской Народно-Демократической Республики».
  21. ^ (RU) Партнёры Москвы, su moscow.ru (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2016).
  22. ^ (EN) First China-DPRK sister cities meeting held in Pyongyang - People's Daily Online, su en.people.cn, People's Daily, 12 maggio 2009.

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Controllo di autoritàVIAF (EN147740730 · LCCN (ENn80014572 · GND (DE4285178-6 · NDL (ENJA00646261 · WorldCat Identities (ENn80-014572
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