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Lingua coreana

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Coreano
Hangugmal (한국말?) - Joseonmal (조선말?)
Parlato in Corea del Sud, Corea del Nord ed altri 18 paesi
Locutori
Totale 77,2 milioni (2010)
Classifica 14
Altre informazioni
Scrittura Hangeul (dal XV secolo)
Tipo SOV agglutinante
Tassonomia
Filogenesi Lingua isolata o altaica (controversa)
 Coreano
Statuto ufficiale
Ufficiale in Corea del Sud Corea del Sud
Corea del Nord Corea del Nord
Regolato da Istituto nazionale per la lingua coreana (국립국어원 / 國立國語院)
Codici di classificazione
ISO 639-1 ko
ISO 639-2 kor
ISO 639-3 kor (EN)
Glottolog kore1280 (EN)
Linguasphere 45-AAA-a
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
모든 인간은 태어날 때부터 자유로우며 그 존엄과 권리에 있어 동등하다. 인간은 천부적으로 이성과 양심을 부여받았으며 서로 형제애의 정신으로 행동하여야 한다.
Traslitterazione
McCune-Reischauer

Modŭn Ingan-ŭn T'aeŏnal ttaebut'ŏ chayuroumyŏ Kŭ Chon-ŏmgwa Kwollie Issŏ Tongdŭnkhata. Inganŭn Ch'ŏnbujŏgŭro Isŏnggwa Yangsimŭl Puyŏbadassŭmyŏ Sŏro Hyungjeaeŭi Chŏngsinŭro Haengdonghayŏyahanda.

Latinizzazione riveduta

Modeun Ingan-eun Tae-eonal ttaebuteo Jayuroumyeo Geu Jon-eomgwa Gwonrie Iss-eo Dongdeunghada. In'gan-eun Cheonbujeog-euro Iseong-gwa Yangsim-eul Bu-yeobad-ass-eumyeo Seoro Hyungje-ae-ui Jeongsin-euro Haengdongha-yeo-yahanda.
Map of Korean language.png
Diffusione del coreano nel mondo

La lingua coreana è parlata da oltre 77,2 milioni di persone nella penisola coreana. I nomi locali sono: Joseoneo (조선어?, 朝鮮語?) o Joseonmal (조선말?, 朝鮮말?) in Corea del Nord anche Hangugeo (한국어?, 韓國語?) o Hangugmal (한국말?, 韓國말?) in Corea del Sud. I diversi nomi derivano dalle diverse denominazioni della Corea del Nord o della Corea del Sud per il loro paese. La maggior parte dei linguisti classifica il coreano come lingua isolata, anche se alcuni lo includono nella controversa famiglia delle lingue altaiche.

Minoranze coreane in altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio della repubblica popolare cinese è presente una minoranza coreana (Joseonjok (조선족?, 朝鮮族?)). In Cina il coreano ha lo status di lingua ufficiale minoritaria riconosciuta. Nelle repubbliche dell'Asia centrale già facenti parte dell'Unione Sovietica vive una minoranza coreana denominata Koryeoin (고려인?, 高麗人?) o Goryeosaramdeul (고려사람들?, 高麗사람들?). Altre minoranze di rilievo al di fuori delle due entità statali coreane si trovano in Giappone e negli USA. Anche in Germania sono presenti gruppi rilevanti di coreani. In Argentina vivono 35.000 coreani, ma la comunità coreano-latinoamericana più rilevante è quella presente in Brasile.

Classificazione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione della lingua coreana è un tema discusso. Una buona parte dei ricercatori sostiene l'appartenenza del coreano al gruppo delle lingue altaiche, ma anche l'idea che si possa trattare di una lingua isolata.

A lungo sostenuta è una possibile parentela con il giapponese, con cui il coreano condivide notevoli tratti in comune dal punto di vista strutturale e grammaticale (anche se non sussistono praticamente somiglianze lessicali). In parte questa parentela linguistica è negata in base alle difficili relazioni storiche tra le due nazioni, non ultimo l'imperialismo giapponese.

La tesi del coreanista tedesco Andre Eckardt, secondo la quale la lingua coreana sarebbe addirittura imparentata con le lingue indoeuropee, che ha avuto diversi tentativi di dimostrazione con la somiglianza a prima vista impressionante di 500 vocaboli, oggi non è più accettata dalla maggior parte degli studiosi.

Anche una parentela con il cinese è da escludersi, visto che il coreano non ha alcun tratto in comune con le lingue del gruppo sino-tibetano. Le parole sino-coreane scritte con caratteri cinesi sono infatti prestiti entrati nell'uso in seguito agli stretti rapporti culturali con la Cina, senza che tra le due lingue esistano relazioni di parentela. I seguenti tratti comuni portano a pensare che il coreano vada inserito nel gruppo delle lingue altaiche:

  1. Armonia vocalica nella formazione delle parole
  2. Restrizione del sistema consonantico ad inizio parola
  3. Agglutinazione
  4. mancanza di alternanza vocale - consonante
  5. mancanza di pronomi e di pronomi relativi e di congiunzioni
  6. Presenza di forme verbali composte

L'alfabeto Hangeul[modifica | modifica wikitesto]

Nascita, fonti di ispirazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La lingua coreana utilizza a partire dal XV secolo una propria scrittura, l'Hangeul (lett. "scrittura del popolo coreano" o, nel significato arcaico, "il grande alfabeto"). La sua creazione risale al 1443, quando il re Sejong il Grande (r. 1418-1450) della dinastia Joseon (1392-1910), insieme ad un gruppo di letterati confuciani del Jiphyeonjeon (lett. "Istituto per la raccolta della virtù", organo poi smantellato dal successivo re Sejo) ideò un sistema di scrittura che aderisse al meglio alla lingua della penisola. Venne così ideato lo Hunmin jeong-eum (in hanja, 訓民正音,lett. "giusti suoni (per) educare il popolo", che avrebbe preso il nome di Hangeul nel 1912).

Avrebbe subito un periodo di "rodaggio" della durata di tre anni, nei quali ne sarebbe stata saggiata la funzionalità, nonché studiata la recezione da parte del popolo. Non è un'esaltazione nazionalista considerare l'alfabeto coreano come una delle invenzioni più geniali della storia delle lingue nel mondo. L'hangeul è stato infatti preceduto da studi approfonditi sul coreano antico e su lingue limitrofe al territorio coreano o comunque aventi con esso contatti più o meno stretti, come il mongolo, il cinese e si pensa anche il sanscrito. Quest'alfabeto è estremamente preciso e scientifico perché in ogni sua sillaba riproduce per iscritto il movimento della bocca e lingua nell'articolare i suoni, comprese le consonanti senza rilascio di suono (vedi avanti).

Le teorie sulla nascita delle componenti grafiche dell'hangeul sono molteplici e focalizzate per la maggior parte sul perché della forma delle singole lettere dell'alfabeto. Le fonti e i commentari seguiti alla creazione riportano come ognuno dei componenti di questa singolare scrittura rappresentino anche visivamente gli organi coinvolti nel processo di fonazione; ad esempio, la /m/ rappresenterebbe una bocca chiusa nell'atto di pronunciare il suono. La grafia delle consonanti doppie, che sono raddoppiate di fila (ex. /k/ e /k͈/), ricorda poi la lunghezza doppia della tensione del suono "kk" rispetto a "g". La grafia di quelle aspirate, invece, ha un tratto orizzontale in più, che rimanda all'aggiunta di uno sbuffo d'aria al suono (ex. "k" ). L'alfabeto, al momento della sua creazione, aveva molti più suoni. Oggi molti di loro, come /v/ e /f/, sono caduti in disuso. Anticamente l'hangeul era mescolato agli hanja e si scriveva in verticale e a partire da destra, esattamente come il giapponese e cinese in alcuni contesti. Oggi si scrive secondo le convenzioni occidentali.

Non stupisce la somiglianza tra alcune lettere dell'hangeul e componenti di altri sistemi di scrittura. Infatti il re Sejong, personalmente o delegando il compito a terzi, fece la spola tra la penisola coreana e l'impero mongolo per studiarne lingua e sistema di scrittura. Allo stesso modo somiglianze evidenti sono riscontrabili con gli ideogrammi cinesi utilizzati nei sistemi di trascrizione antecedenti alla creazione dell'hangeul come tra ㄹ e 乙 (non a caso quest'ultimo aveva la funzione di segnalare il complemento oggetto 을/를 nello hyangchal). Oppure, la /m/ è simile al sinogramma/hanja che anticamente indicava la bocca, 口. Il carattere "g" in stile calligrafico si ritrova nel sinogramma che in Cina si usa per indicare "oggi", "Jīn" 今, la versione calligrafica di "j" si ritrova nel sinogramma "Jīng" 经 (trama del tessuto; trattato filosofico; Sutra), la "s" somiglia al sinogramma per indicare l'"uomo" o la nazionalità in cinese, "Rén" 人, infine 乙 si può ritrovare nella parola 亿. Altri studiosi avanzano l'ipotesi di un'influenza da parte della scrittura sanscrita (quindi dal devanagari) e dal Phagspa mongolo ma, in ogni caso, rimarrebbe in secondo piano rispetto a quelle sopra citate. L'hangeul ha infine un significato filosofico in alcuni suoi componenti: il tratto orizzontale di alcune vocali indica il principio Yīn 阴 (lato non illuminato di una collina, passività, ombra, luna, freddo, polo negativo, nord, chiuso, acqua, umido, principio femminile) mentre il punto che distingue le vocali le une dalle altre indica il principio Yáng 阳 (lato illuminato di una collina, attività, luce, sole, caldo, polo positivo, sud, aperto, fuoco, secco, principio maschile). Il punto è poi evoluto in un trattino. Il tratto verticale di alcune vocali infine rappresenta l'uomo, che è l'entità che media tra i due princìpi.

L'hangeul non fu il primo sistema di scrittura dei coreani poiché, come già accennato, precedentemente erano stati usati gli ideogrammi cinesi, gli hanja. In passato, i burocrati e l'élite nobiliare si distinguevano come status e livello di cultura proprio per la conoscenza della scrittura. Nella Cina imperiale, in cui erano stati creati i sinogrammi, l'alta concezione della cultura e l'importanza fondamentale della scrittura erano analoghe e solo chi conosceva i caratteri e sapeva leggere i classici per eccellenza della letteratura (es. i Dialoghi di Confucio) e citarli nei saggi degli esami imperiali poteva diventare un burocrate. A sua volta, il sinogramma per indicare gli intellettuali è shì, che dal punto di vista grafico fonde il numero dieci (十) con il numero uno (一): il disegno indica chiaramente come una persona colta, nei tempi in cui non esisteva né l'educazione né l'editoria di massa, fosse una ogni dieci. Secondo altre interpretazioni, era "una persona che vale dieci" o, in quanto poteva avere incarichi politici, era "una persona alla testa di dieci" (in giapponese poi il carattere ha tramutato il significato in "samurai", un militare alla testa di altri di grado inferiore).

Sebbene gli hanja fossero in parte scomodi per scrivere il coreano, quando il re Sejong presentò l'hangeul ci furono delle resistenze da parte dei nobili e dei confuciani perché l'esistenza di un alfabeto dal semplice funzionamento e dalle forme snelle avrebbe potuto allargare la soglia di alfabetizzazione e sveltire le tempistiche di apprendimento della scrittura: imparare un pugno di lettere è ben diverso da imparare e tenere a mente alcune migliaia di ideogrammi. L'élite avrebbe quindi perso parte della sua importanza. Alcuni nobili arrivarono a definire l'hangeul "l'alfabeto delle donne" ("Amgeul") in segno di scherno e disprezzo.

Per questo motivo l'alfabeto ebbe una circolazione molto più limitata di quella che Sejong aveva in mente. L'élite continuò a preferire gli hanja mentre l'hangeul era utilizzato dalle donne e dai semianalfabeti che non conoscevano gli hanja. In taluni testi antichi gli hanja sono affiancati dall'hangeul scritto in dimensione più piccole per indicare la pronuncia a chi non la conosce: veniva quindi usato anche come traslitterazione degli hanja. Questo tipo di utilizzo è analogo al furigana giapponese, che affianca l'hiragana ai kanji, l'equivalente giapponese degli hanja nati con l'importazione coreana degli hanja in Giappone.

A partire dalla seconda metà del Novecento la situazione si è rovesciata: l'hangeul è noto a tutti gli alfabetizzati, gli hanja sono poco usati e la grafia che mescola l'alfabeto ai sinogrammi (simile ad esempio a quella giapponese) è perlopiù sparita. Alcuni coreani usano gli hanja anche per trascrivere il loro nome in ideogrammi.

Lettere, romanizzazione e pronuncia[modifica | modifica wikitesto]

La tabella comprende tutto il jamo (字母, l'alfabeto, lett. "caratteri-madre delle parole"). Parte con le vocali, i dittonghi che hanno già una scrittura a sé e finisce con tutto l'inventario delle consonanti. La romanizzazione usata è la Latinizzazione Riveduta della Lingua Coreana (Revised Romanization, "RR"), entrata in vigore nel 2000. In Nordcorea invece si utilizza ancora il vecchio sistema, il Sistema McCune-Reischauer ("MR"), creato intorno al 1937.

Lettera Pronuncia IPA Traslitterazione in RR Descrizione
/a/ a A di aereo. In generale, in alcuni dialetti fuori da Seul (ex. dialetto di Gyeongsang) si tende a preservare un'intonazione crescente in una o più vocali in alcune parole aventi due significati in base al contesto. Questa caratteristica risale al Coreano medio. Nell'hangeul, l'intonazione crescente e/o l'allungamento vocalico non sono segnalate.
/ja/ ya IA di iato. Per formare il dittongo iniziante con "i" semivocalica a partire dalla singola vocale, è sufficiente aggiungere un jamo (cioè un trattino) in più.
/ʌ/

oppure /ɔ/

eo O di orso, con le labbra non arrotondate (o "distese") e aperta (cioè con la bocca più spalancata, con il dorso della lingua molto più distante rispetto alla tipica /o/). In quanto non si legge /eo/ di fila, quando si legge bisogna cogliere in coppia, nella stessa misura in cui in italiano si differenzia "scena" da "vasca" aumentando l'estensione del campo visivo.
/jʌ/

oppure /jɔ/

yeo IO di giorno, con le labbra non arrotondate, aperta.
/o/ o O di orso chiusa e "procheila", cioè con le labbra arrotondate. In generale, tutte le vocali che hanno la sbarra orizzontale si scrivono sotto il primo membro della sillaba.
/jo/ yo IO di giorno, chiusa e con le labbra arrotondate.
/u/ u U di Ungheria chiusa, con le labbra arrotondate.
/ju/ yu IU di giudice chiusa, con le labbra arrotondate.
/e/ e E di estate, chiusa.
/je/ ye IE di scienze, chiusa.
/ɛ/ ae E di estate, aperta (cioè con la bocca più spalancata, con la punta della lingua molto più distante rispetto a /e/). È importante fare sentire la distinzione nel coreano standard.
/jɛ/ yae IE di scienze, aperta.
/i/ i I di inno.
/ɯ/ eu U di Ungheria, con le labbra non arrotondate e il dorso della lingua estremamente vicino alla zona tondeggiante e rigida del palato.
/ɯi/

oppure /i/

ui UI di aquila, sempre con labbra distese e lingua vicinissima al palato.
/wa/ wa UA di guardare. Non bisogna farsi trarre in inganno dalla grafia della prima vocale.
/wʌ/ weo UO di uomo, con la "o" non arrotondata.
/we/ we UE di guerra.
/wɛ/ wae UE di guerra, aperta.
/wi/ oppure /y/ wi UI di guidare. Pochi parlanti la pronunciano /y/, cioè "I" di inno con le labbra arrotondate.
/we/ oppure /ø/ oe UE di guerra. Pochi parlanti la pronunciano /ø/, cioè "E" di estate con le labbra arrotondate.
/-g-/ e /k-/;

/-k̚/

g; -k G di gancio. Se completamente a inizio parola, è C di cane / K di koala, ma la romanizzazione non varia, altrimenti diventerebbe fuorviante. Quando è a fine sillaba, indifferentemente dal fatto che questa sillaba sia dentro la parola o anche alla fine, e contemporaneamente è seguita da un'altra consonante (diversa da ) o da nulla diventa una "consonante senza rilascio di suono". Per capire come si pronuncia, si prenda ad esempio la parola "pagare" pronunciata molto lentamente, prestando massima attenzione al movimento della lingua: dopo che si pronuncia "pa-", il dorso della lingua tocca la zona tra il palato duro e il velo palatino/"palato morbido" per prepararsi a pronunciare la "g" dura. Nel momento in cui la lingua si stacca, soltanto allora si sente il suono /g/ seguita dalla vocale, la seconda "a". Ebbene, nel caso in cui la consonante sia una "consonante senza rilascio di suono" (cioè consonante a fine sillaba coreana), si effettua solo il primo movimento della lingua. In questo preciso caso, il dorso della lingua si poggia sulla zona velare senza poi scollarsi. Il suono "a" di "pagare" viene bruscamente interrotto dalla lingua, che ostruisce il passaggio del suono all'interno della bocca. Se quindi "pag" fosse una sillaba coreana, il risultato in IPA sarà /pʰak̚/, in romanizzazione "pak" e, ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono sembrerà di sentire /pʰa/. I coreani, avendo questo tipo di suono nella loro lingua, al contrario hanno un orecchio molto sensibile. Questa lettera, se a fine sillaba, si traslittera "-k" e, in generale, le consonanti senza rilascio nei cluster influenzano la lettura della consonante successiva (quindi l'hangeul in svariati casi non si legge come si scrive: avviene il fenomeno delle mutazioni fonetiche, detto "sandhi consonantico"). Per i particolari, vedi avanti. Prima dell'invenzione dell'hangeul, le consonanti a fine sillaba si pronunciavano per intero.

La "g-" in alcuni font, se affiancata ad una vocale avente riga verticale, ha il tratto discendente arcuato e piegato. Ciò vale pure con le due lettere successive ("kk-", "k-"). Come esempio già citato, si prenda il componente in basso al sinogramma .

/k͈/;

/-k̚/

kk; -k CC di tacca / KK di trekking. La versione doppia/geminata/tensificata di una consonante si scrive raddoppiando il segno accanto al primo e comprimendoli. Tutte le doppie sono sempre sorde. In generale, una qualunque consonante si dice sorda se, quando si pronuncia, il palmo della mano intorno alla gola non sente le vibrazioni delle corde vocali (si confronti ad esempio "mmm" e "vvv" con "ssss" e "hhhh"). Questa è una delle sole due lettere doppie che può apparire a fine sillaba, divenendo "-k" (quindi una consonante senza rilascio).
/kʰ/;

/-k̚/

k C di cane / K di koala ma con aspirazione sorda (cioè alla lettera si accompagna uno sbuffo d'aria). Tutte le aspirate in coreano sono sorde e, in grafia, si ottengono aggiungendo un tratto orizzontale in cima alla consonante. A fine sillaba, come ogni consonante aspirata in tale posizione, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è sempre in zona velare. Quindi si romanizza "-k". Sebbene la pronuncia della parola muti, l'ortografia non cambia.
/n/ n N di nave. Per i suoni nasali e laterali non esiste una grafia doppia/con aspirazione a sé. In Nordcorea, i prestiti cinesi che iniziano per "N-" conservano questo suono sia in grafia sia in scrittura. Di conseguenza, nella produzione scritta sudcoreana o nei vocabolari sudcoreani, la grafia sarà diversa.

Un esempio è "femminile": nord: nyeoja (녀자), sud: yeoja (여자). "nyeo" deriva dal cinese "nü" ().

/l/ e /-ɾ-/ l; -r- L di leva. Se intervocalica, diventa una R di arare monovibrante (cioè la lingua tocca gli alveoli una sola volta) e si romanizza "-r". Se questa consonante è doppia, si pronuncia /ll/, non è una "r" polivibrante. Anticamente, nessuna parola poteva iniziare per "L-". Poi questo divieto è caduto per l'influsso dei prestiti inglesi. I prestiti sino-coreani che iniziavano per "-" in Sudcorea sono stati adattati ortograficamente e foneticamente come "N-" (tranne se il prestito, cambiata la grafia, inizierebbe per "Ni-" o "Ny-": in tal caso, in ortografia, è stata eliminata la consonante iniziale). L'ortografia di tali parole in Nordcorea torna ad essere "-", pronunciata /ɾ/.

Un esempio è "lavoro" - nord: rodong (로동), sud: nodong (노동).

/-d-/ e /t-/;

/-t̚/

d; -t D di dado. Se completamente a inizio parola, è T di tana, ma la romanizzazione non varia. Se a fine sillaba, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è in zona dentale.
/t͈/ tt TT di atto.
/tʰ/;

/-t̚/

t T di tana, con aspirazione sorda.
/m/ m M di mano.
/-b-/ e /p-/;

/-p̚/

b; -p B di burro. Se completamente a inizio parola, è P di palla, ma la romanizzazione non varia. A fine sillaba diventa "-p" con punto di stop in zona bilabiale.
/p͈/ pp PP di zappare.
/pʰ/;

/-p̚/

p P di pane, con aspirazione sorda. A fine sillaba è "-p" con punto di stop in zona bilabiale.
/-d͡ʑ-/ oppure /-d͡z-/;

/t͡ɕ-/; /-t̚/

j; -t G di gelato fortemente palatalizzata, cioè con la punta della lingua spinta più in avanti. In altre parole, è come pronunciare il suono sopracitato con la lingua in posizione di "gn" di gnomo. Se completamente a inizio parola, è C di cena, palatalizzata o meno, ma la romanizzazione non varia. A fine parola diventa "-t" con stop in zona dentale: nonostante la posizione della lingua (con la prima variante di pronuncia) non sia quella di /t/, lo stop avviene con la lingua in questa posizione. Non bisogna confondere "J" con la semivocale "Y". In alcuni font il vertice del tratto orizzontale è fuso con il vertice della gamba della lettera orientata a sinistra. La lettera, quindi, non ha tre tratti ma due e la penna si stacca dal foglio una sola volta. Come esempio già citato, si prenda il componente in alto al sinogramma .
/t͡ɕ͈/ oppure /t͡s͈/ jj CC di acciaio.
/t͡ɕʰ/ oppure /t͡sʰ/;

/-t̚/

ch; -t C di cielo, palatalizzata e con aspirazione sorda. A fine sillaba è "-t" con stop dentale. In alcuni font, il tratto orizzontale sopra la lettera si trasforma in un trattino verticale.
/s-/ e /-z-/;

/ɕ(i/j)-/ e /-ʑ(i/j)-/; /-t̚/

s; -t S di sole. Davanti alla vocale "i" o ad un qualunque dittongo che inizia per semivocale /j/, è una SC di sciare, palatalizzata. La romanizzazione è comunque sempre e solo una, anche quando la consonante può sentirsi sonora in mezzo alla parola. A fine sillaba, nonostante "s" sia un suono sibilante senza alcun contatto tra organi, diventa "-t" con stop dentale.
/s͈/; /ɕ͈(i/j)/;

/-t̚/

ss; -t SS di asso, sempre e solo sorda. Davanti a "i" o dittonghi che iniziano per /j/, è SC di sciare o è il verso "Sssssh!!!" lungo per richiamare il silenzio. La romanizzazione non varia. A fine sillaba diventa "-t" con stop dentale: è la seconda lettera doppia che può appare a fine sillaba oltre a . Quindi tutte le consonanti che si pronunciano a contatto o vicine ai denti subiscono tutte la stessa sorte.
- - -; /-ŋ/ - - - ; -ng Se la sillaba coreana inizia con una vocale, questo cerchio che si disegna in senso antiorario sta ad indicare l'assenza di consonante. Quindi, a inizio sillaba, non ha alcun valore dal punto di vista fonetico e non si trascrive. Se si trova a fine sillaba, indica la NG di vanga. È un unico suono, quindi per ricavarlo bisogna eliminare la /g/ dalla parola "vanga". In altre parole, si può pensare come NG dell'inglese "king". Quando è ad inizio sillaba, se la sillaba precedente finisce in consonante, questa si sposta al posto di , quindi la parola si risillaba e la cadenza resta regolare. Se poi questa consonante è "-r-", si presti attenzione alla pronuncia ricordando che a inizio sillaba non ha valore fonetico. In alcuni font, il cerchio può avere un minuscolo trattino (verticale o obliquo in base al font) attaccato sopra.

Per distinguere singolo suono "NG" dalla sequenza "N-G" (due suoni di fila), in romanizzazione si usa un trattino dopo le due lettere nel primo caso: il trattino segna la presenza di ㅇ all'inizio d'una sillaba, eccetto se questo appare al principio d'una parola.

/h/ oppure /ɦ/;

/x/ oppure /ɣ/;

/ç/ oppure /ʝ/

h H dell'inglese "have", ben sentita. È una fricativa glottidale se seguita da /a, ʌ, ɛ, e/, tuttavia se seguita da /ɯ/ il dorso della lingua è più vicino alla zona velare, quindi l'aspirazione viene plasmata e modellata dalla lingua come /x/; il suono è cioè simile ad una "c" di cane ma senza contatto tra organi. Se poi la vocale che segue è /i/ o /j/, la punta della lingua sarà automaticamente attratta verso gli alveoli, senza ovviamente toccarli. Quindi il suono si modella come /ç/. Se invece la vocale che segue è /o, u, w/ le labbra, arrotondate, s'avvicinano senza toccarsi, si ha dunque /ɸʷ/. La "w" scritta come apice sta ad indicare che le labbra si protendono in avanti. Per sentire bene la sottile differenza con /x/, è sufficiente ripetere più volte di fila "ho-ho-ho-ho-ho-ho" e subito dopo "hi-hi-hi-hi-hi-hi" alla massima velocità possibile. Questo fenomeno è riscontrabile pure con le aspirate, ma la consonante quando è seguita da /o, u, w/ s'aspira semplicemente, senza assimilazioni: si confronti l'aspirazione di "ka-ku-ka-ku-ka-ku" con quella di "ke-ki-ke-ki-ke-ki". Più in generale, se in mezzo a suoni sonori, è normale sentire la "h" sonora: invece di /h, x, ç, ɸʷ/, si può sentire /ɦ, ɣ, ʝ, β/. Quando due coppie di suoni sono interscambiabili, il fenomeno tale per cui non c'è distinzione nel significato si dice "allofonia". Questa lettera si trova a fine sillaba in casi più unici che rari.

Luogo e modo di articolazione dei foni[modifica | modifica wikitesto]

Le consonanti coreane
Bilabiale Alveolare Post-
alveolare
Velare Glottidale
Nasale /m/ /n/ /ŋ/ (finale di sillaba)
Occlusiva
e
Affricata
semplice /p/ /t/ /t͡ɕ/ /k/
tesa /p͈/ /t͈/ /t͡ɕ͈/ /k͈/
aspirata /pʰ/ /tʰ/ /t͡ɕʰ/ /kʰ/
Fricativa semplice /s/ /h/
tesa /s͈/
Liquida /l/

Il simbolo dell'Alfabeto fonetico internazionale (IPA) <◌͈> (virgolette diritte posizionate sotto il simbolo, rappresentato qui da un cerchio "segnaposto") si può anche usare per denotare le consonanti doppie /p͈/, /t͈/, /k͈/, /t͡ɕ͈/, /s͈/. Il suo uso ufficiale nelle estensioni dell'alfabeto fonetico internazionale è per l'articolazione "forte", ma si usa nella letteratura per la voce cavernosa o cupa. Le consonanti coreani hanno anche elementi di voce rigida, ma non si sa ancora quanto questo sia tipico delle consonanti cavernose. Esse sono prodotte con una glottide parzialmente ristretta e con una pressione aggiuntiva subglottidale in aggiunta alle pareti tese del tratto vocale, all'abbassamento laringeo, o ad altre espansioni della laringe.

Triangolo vocalico[modifica | modifica wikitesto]

Le illustrazioni mostrano con precisione a che altezza si trova la lingua nel pronunciare le vocali. Nel punto in cui si trova la "i" (vocale chiusa) bisogna immaginare che ci sia l'arcata dentaria superiore.

I fonemi vocalici brevi del coreano I fonemi vocalici lunghi del coreano
Le vocali fondamentali del coreano. Si noti come il cerchio a inizio sillaba in questo caso non ha valore fonetico

Sandhi consonantico: regole di lettura[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima regola estremamente generale riguarda la risillabazione: come già accennato, se una sillaba finisce per consonante e in quella successiva c'è la consonante senza valore fonetico , la consonante nella lettura si trasferisce al posto della consonante muta. Si presti attenzione al caso di una doppia : poiché la seconda è senza valore fonetico, la lettura sarà sempre /ŋ/. Questa combinazione, per evitare confusione, si romanizza come "ng-" (si noti il trattino dopo il segno). Esempi: 악아 앆아 앜아 압아 앞아 앚아 앛아 앋아 앝아 앗아 았아 암아 안아 알아 앟아 앙아 . Si noti inoltre come le sillabe hanno una piccolissima spaziatura tra loro, siano compatte all'interno e abbiano tutte le stesse dimensioni a prescindere. È molto comodo iniziare a scriverle su un quaderno a quadretti grossi.
  • La seconda regola consiste nel tramutare le consonanti non nasali (M, N, -NG) e non laterali (L/-R-) esclusa la -H in consonanti senza rilascio di suono quando appaiono a fine sillaba e sono seguite da un'altra consonante (tranne , in cui ci si limita a risillabare) o da nulla. In base alla posizione della lingua, come già accennato, esistono tre tipi di stop, importanti da sentire e differenziare perché non sono allofoni. Essi sono lo stop in zona velare k̚ , dentale t̚ (idem con le sibilanti e con "-J") e bilabiale p̚. Dall'esistenza di questi stop senza rilascio, deriva gran parte di tutte le regole di sandhi: questo stop interagisce con la seconda consonante, condizionandola o facendosi in parte condizionare. Tutti i casi ed esempi presi in esame sono formati da due sillabe affiancate. Esempi: 악 앆 앜 압 앞 앚 앛 앋 앝 앗 았 .
  • Il raddoppio perfetto avviene quando una consonante a fine sillaba diversa da -H è seguita, in seconda sillaba, da sé stessa. Avviene un raddoppio/geminazione/tensificazione senza che la lingua cambi la posizione nella bocca, come nelle parole ecco, atto, acciaio, tappo, somma, nanna, palla (il suono /rr/ in coreano non esiste). La doppia "ss" non esiste perché la prima si riduce ad uno stop. Con l'eccezione delle nasali e laterali, tutti i raddoppi sono sordi; ad esempio, non esiste /bb/ di "abbaiare". Si romanizzano con un trattino in mezzo alle due consonanti (ex. "k-k") per non confonderli con i raddoppi "preconfezionati" nell'alfabeto: i raddoppi perfetti derivati dal sandhi sono una ricostruzione artificiale e la grafia non va confusa. La combinazione [-H H-] non esiste. Esempi: 악가 앚자 앋다 앗사 암마 안나 알라 .
  • La semplificazione è una regola che in realtà è direttamente collegata al raddoppio perfetto, è molto intuitiva e riguarda perlopiù l'aspetto cognitivo della scrittura, non la fonetica. Quando c'è uno stop a fine sillaba e all'inizio della seconda sillaba c'è la medesima lettera ma raddoppiata, si può pensare come singola: la lettura della tensificazione non cambia. Un altro caso è poi dato da -KK, l'unica lettera doppia possibile a fine sillaba: se compare in situazioni di raddoppio perfetto, la lettura del cluster si può pensare in modo semplificato. Per analogia, è come semplificare una frazione ai minimi termini (4/8=2/4=1/2). La "semplificazione" come concetto in senso molto lato, si può virtualmente estendere a tutto il sandhi consonantico: la grafia si può immaginare come semplificata (es. 악아 si può ripensare come 아가). 앆가 악까 앆까 앋따 앚짜 압빠 .
  • Il raddoppio misto avviene se una consonante non nasale, non laterale e diversa da -H è seguita da un'altra della stessa categoria ma non completamente identica. La prima diventa uno stop, mentre la seconda si ritarda come esecuzione a causa dello stop, quindi si tensifica. Quindi avviene il raddoppio, ma con la lingua che cambia posizione dopo lo stop. Ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono, sembrerà di sentire un raddoppio perfetto. Lo stop non si può sentire se al secondo membro c'è S- o SS-: l'inizio del suono sibilante, che comunque si raddoppia, annulla il silenzio dello stop. Il cluster [-S(S) S(S)-] è a prescindere misto. Esempi: 악바 악빠 앆바 앆빠 앜바 앆빠 악사 악싸 앆사 앜사 앗사 앗싸 았사 았싸 .
  • La sonorizzazione dello stop avviene se uno stop è seguito da una consonante nasale o laterale. Il luogo di articolazione non muta, quindi p̚ diventa /m/, tutte le t̚ diventano /n/, k̚ diventa /ŋ/. Questi cambiamenti sono segnalati anche in romanizzazione (ex. tutte le combinazioni "-t n-" diventano "-dn-"), tuttavia quest'ultima rischia di diventare fuorviante perché non rispecchia l'ortografia in han'geul ma la pronuncia. Quindi, in casi di dubbi di pronuncia e ortografia, un buon dizionario è molto utile. Se, dopo lo stop sonorizzato si trova la [L-], vedi avanti ("mutazione di L-"). Esempi: 악나 앜나 앆나 앚나 앛나 앋나 앝나 압나 앞나 앗나 았나 .
  • L'aspirazione avviene se una consonante a fine sillaba è seguita da una H- all'inizio della seconda. Tutti gli stop si trasformano in consonanti aspirate (e lo sbuffo d'aria al momenti del rilascio è proprio rappresentato dalla H-). In romanizzazione, non cambia nulla. Se la H- è dopo un suono nasale (-M, -N), nella parlata veloce, colloquiale e meno curata si tende a togliere l'aspirazione. Il gruppo [-L H-] viene nella quasi totalità dei casi semplificato in /ɾ/. 악하 앜하 앆하 압하 앞하 앚하 앛하 앋하 앝하 앗하 았하 .
  • L'aspirazione posticipata, che è rarissima, avviene se la prima sillaba finisce in -H e la seconda inizia per una qualunque consonante non nasale e non laterale. La -H pertanto si sublima per diventare tutt'uno con la consonante successiva. Detto in altre parole, se si nota l'aspirazione -H a fine sillaba bisogna pensare di gonfiare i polmoni o le guance per poi rilasciare l'aria accumulata appena si esegue il secondo suono. In romanizzazione va segnalata, quindi si toglie la -h e si scrive la consonante successiva come aspirata. Si ricorda che se c'è si limita a risillabare. In questa regola sono presenti due eccezioni con due cluster: [-H N-] 앟나 che si tensifica in /nn/ e si romanizza "nn" e [-H S-] singola 앟사 che si tensifica in /ss/ (è come se l'aspirazione facesse da propulsore a questo suono sibilato) e si romanizza "hs". Tutte le altre combinazioni possibili non esistono, incluso [-H aspirata-] e [-H KK-]. Esempi: 앟가 핳바 앟자 앟다 앟나 앟사 .
  • L'assimilazione del cluster [-L N-] rende la pronuncia /ll/, che è la terza geminazione ottenuta da un cluster irregolare. Cambia anche in romanizzazione. La scrittura appare come, ad esempio, 알나 .
  • In cluster con suono nasale (-NG, -M, -N) seguito da L-, avviene la mutazione di L- in una /n/ (in Nordcorea invece diventa /ɾ/). Ciò avviene sia in cluster già scritti con lettere nasali che con cluster di questo genere ma ottenuti "artificialmente" con la sonorizzazione dello stop: se, dopo lo stop (sonorizzato) c'è [L-] avviene quindi una doppia trasformazione, un doppio sandhi. La romanizzazione segnale il sandhi, quindi L- si trasforma in N-. Si noti infine che dalla coppia [-T L-] scaturisce la quarta geminazione irregolare, /nn/. Esempi: 앙라 악라 앜라 앆라 암라 압라 앞라 안라 앋라 앝라 앚라 앛라 앗라 았라 .
  • In generale, le regole di romanizzazione con il sandhi possono cadere nelle traslitterazioni di nomi propri in quanto molto usati e conosciuti.

Cluster doppi a fine sillaba[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso in cui si presentino, ci sono 11 micro-cluster doppi a fine sillaba. Oltre la metà hanno il suono /l/ come primo membro: ㄳ ㅄ ㄵ ㄶ ㄺ ㄽ ㄾ ㅀ ㄼ ㄿ ㄻ . Un esempio casuale è 앖 . In base a cosa segue, ci sono due possibilità di pronuncia:

  • Se sono seguiti da ㅇ allora seguono la regola della risillabazione. Quindi 앖아 si può pensare come 압사 perché si pronuncia come tale. Si ricorda che nella parlata veloce e poco curata la -h dopo una nasale può cadere.
  • Se non sono seguiti da nulla, ㄻ si pronuncia /-m/ e ㅀ si pronuncia /-l/, mentre tutti gli altri seguono un sandhi regolare: se partono con una consonante che possiede lo stop, tutto il micro-cluster è uno stop modellato in base alla prima sillaba. Se parte con una /n/, si sentirà solo /-n/. Se parte con una /-l/, si esegue lo stop della seconda consonante; solo se la lingua sta puntando in zona dentale, allora si sente /-l/. Sennò è solo uno stop.
  • Se sono seguiti da una consonante, il secondo membro del micro-cluster è colpito dal sandhi col primo membro della prossima. A sua volta il suono consonantico che si ottiene si può immaginare virtualmente come l'inizio della seconda sillaba. In quanto consonante, è colpito dal sandhi con quello che era il primo membro del micro-cluster. Quindi 않다 si può pensare come 안타 perché si legge come tale. Altri esempi sono 앖나 (압나 → 암나) 않사 (안싸) 않나 (안나) 앑다 (알따) 앑타 (알타) 앖가 (압까) (con più stop di fila, si sente solo il primo). Ma se il micro-cluster è tra quelli che subiscono la riduzione completa nella regola sopra, tutto il micro-cluster già in partenza si pensa come uno stop che è colpito dal sandhi con l'inizio della seconda sillaba. Chiaramente, se seguiti da nasale, gli stop si sonorizzano; se seguiti da aspirazione, si aspirano; ecc. Esempi: 앍다 (악다) 앍나 (악나 앙나) 앏나 (압나 암나) 앏마 (압마 암마) 앏하 (압하 아파).

Per semplificare, la pronuncia a fine sillaba se seguita da una consonante diversa da ㅇ si elenca la pronuncia in tabella:

-k̚ -p̚ -n -n -k̚ -l -l -l -p̚ -p̚ -m

Punteggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Il coreano utilizza il cerchio 。 come punto fermo, idem il giapponese e il cinese. Tuttavia nei quotidiani e siti web coreani spesso si trova anche il punto . . Quando c'è un elenco o una lista di oggetti, in tutte queste lingue non si usa la virgola tipica ma 、che è la "virgola a goccia". In alternativa alla virgola a goccia, si può usare il punto mediano · . Per citare titoli di libri e opere, in Sudcorea si usano le virgolette " " oppure 『 』, cioè una specie di doppia parentesi quadra vuota all'interno. Quest'ultima è facilmente reperibile nella scrittura verticale. In Nordcorea invece si usano le virgolette a forma di doppio spuntone dette "guillemet", cioè 《》. Il tildo tra due numeri o orari (〜) sta ad indicare un intervallo numerico o temporale, come nel giapponese. Se a fine parola e dopo una vocale, la allunga per dare alla parola un tono di esclamazione e/o un effetto comico. In generale, la punteggiatura è un'importazione occidentale perché in passato non esisteva: ad esempio, i punti fermi si capivano dalle lettura di intere porzioni di frase e i punti di domanda erano impliciti in presenza delle particelle interrogative. Riguardo invece i numeri, sebbene esistano gli hanja per rappresentarli (1, 2, 3, 4, 5: 一,二,三,四,五 ; 6, 7, 8, 9, 10: 六, 七, 八, 九, 十 ; 0 零), si utilizzano le cifre arabe moderne. In cinese invece si usano sia gli hanzi che le cifre arabe ma, per evitare falsificazioni (ex. 一 十), in ambito economico si utilizza la versione tradizionale e più arcaica dei sinogrammi.

Parentesi sugli hanja[modifica | modifica wikitesto]

Per capire il funzionamento degli hanja, apparentemente molto intricati, è sufficiente spiegare in breve l'origine e il funzionamento funzionamento dei sinogrammi: gli hanja, insieme ai kanji giapponesi, sono difatti prestiti ortografici cinesi.

I sinogrammi sono nati in Cina per effettuare le scapulomanzie: i caratteri si incidevano su dei gusci di tartaruga o su delle scapole di bue che, in un secondo momento, venivano messe sul fuoco a bruciare. Le crepe che si venivano a formare colpivano alcuni caratteri. In base al loro andamento, si faceva quindi una previsione su un evento futuro, come ad esempio una battuta di caccia. I primi caratteri erano poche centinaia di pittogrammi, cioè dei disegnini stilizzati di un oggetto, per esempio piante ed animali.

Con lo sviluppo della Cina e dell'apparato burocratico sotto il periodo imperiale (dinastia Qin e Han), il numero dei caratteri è lievitato ad alcune migliaia. Per evitare di produrre in continuazione pittogrammi, si escogitarono due strategie. La prima, che riguarda nel complesso pochi caratteri, consiste nello scrivere due parole dalla stessa pronuncia con un unico pittogramma (ad esempio, "Wan" significava sia "scorpione" che "diecimila"; il sinogramma usato per entrambe le parole è 万, il disegno stilizzato di uno scorpione). Il secondo, con cui è formato il 90% dei caratteri cinesi, consiste nell'affiancare un pittogramma che si riferisce al significato o all'ambito del vocabolo e, affianco al suddetto pittogramma, affiancare un carattere preesistente che ha solo la pronuncia simile o identica al vocabolo di cui si sta formando il carattere. In parole povere, si affianca un "radicale" (in cinese, "bùshǒu" 部首; in coreano, "busu") ad una "chiave di lettura". Prendendo un esempio dal cinese moderno, il pittogramma 金 (Jīn) significa "oro, metallo" rappresenta degli strati di terra con due minerali all'interno, mentre il pittogramma 高 (Gāo), anticamente scritto 髙, significa "alto" ed è il disegno stilizzato di una torre. Ebbene, per formare il carattere "Gǎo" (piccone), è stato affiancato il radicale del metallo al pittogramma "Gāo". Il risultato finale è 镐 .

Quindi, i sinogrammi sono classificabili in base al radicale e consistono in larga parte in una mescolanza di unità minime, i "mattoncini" della scrittura, che per una buona resa estetica hanno un ordine di scrittura dei tratti (ex. prima il componente a sinistra, poi quello a destra; prima il componente in alto, poi quello in basso; prima il componente esterno, poi quello incassato all'interno; se ci sono tratti incrociati, prima si scrive il tratto orizzontale e poi quello verticale; ecc.).

Sebbene esistano più liste di componenti base, lo standard per gli hanzi, hanja e kanji è una tavola di 214 radicali pubblicata per la prima volta del Dizionario Kangxi del 1716, nel periodo Qīng. Con l'ausilio dei radicali, i sinogrammi possono essere ordinati all'interno dei dizionari. Tutti i caratteri che hanno un radicale in comune sono classificati insieme. A sua volta, tutti i radicali sono classificati per numero di tratti crescente. Per trovare un carattere sconosciuto nel dizionario bisogna individuare il radicale, contare il numero dei tratti, trovarlo nel dizionario e infine reperire il sinogramma contando il numero dei tratti della chiave di lettura: tutti i caratteri aventi lo stesso radicale infatti sono a loro volta classificati per numero di tratti della chiave di lettura crescenti. Degli esempi di caratteri aventi tutti il radicale-pittogramma "Bambù" (竹) in alto sono 笋 (germoglio di bambù), 笙 (uno strumento a fiato cinese fatto con canne di bambù), 筷 (le bacchette cinesi per mangiare, fatte in metallo o legno), 箱 (valigia).

Se gli hanja sono tutti appartenenti ad un'unica parola, si leggono con la lettura cinese. un carattere corrisponde ad una sola sillaba. Se un hanja è da leggere in isolamento o è usato in isolamento, si legge con la pronuncia coreana, più lunga. Ad esempio, 歌 significa "canzone" (radicale 欠, che raffigura uno sbuffo d'aria) e in isolamento si pronuncia Norae. La parola "cantante" si scrive 歌手 e si pronuncia mettendo in sequenza la pronuncia cinese degli hanja. Il risultato finale è Gasu. Viceversa, Gasu si scrive 歌手 (lett. "lavoratore-addetto-mestierante della canzone"). Se ipoteticamente si dovesse leggere un testo scritto quasi completamente con gli hanja, per raggrupparli nel modo corretto è necessario leggere tutto di fila e con un campo visivo allargato, per evitare di leggerli isolati uno ad uno. È anche utile conoscere le parole, in modo tale da riconoscere subito sia il raggruppamento sia la pronuncia. Conoscendo un solo carattere, è possibile imparare sin da subito un pezzo di parola in cui è presente quel carattere: 歌 è presente in altri vocaboli come 歌詞 가사 (parole/testo della canzone), 流行歌 유행가 (canzone popolare), 歌曲 가곡 ("canzone" in versione bisillabica. Le parole polisillabiche sono estremamente utili perché una sillaba da sola, come "Ga", può avere parecchi significati; ciò si abbatte pure sulla grafia. "Ga" può essere 可 家 加 價: "possibile, famiglia/lavoratore, aggiungere, prezzo"). A sua volta "Su" 手 ("mano/lavoratore", pittogramma del palmo aperto di una mano) si ritrova in 鼓手 고수 (batterista, lett. lavoratore-addetto-mestierante della batteria; il primo carattere è il pittogramma di un tamburo a sinistra con due sostegni e una grossa mano che stringe un battente). Quindi, i caratteri e sillabe si rimescolano nelle parole. È interessante poi notare come con due sillabe si possono creare dei vocaboli in forma di perifrasi. Stessa cosa si piò dire delle dimensioni delle sillabe, anch'esse molto comode da tracciare su un quaderno a quadretti grossi.

Mentre nella Cina maoista i sinogrammi più usati e/o complessi da scrivere sono stati semplificati, in Giappone e Corea hanno avuto una diversa evoluzione. In generale, somigliano molto di più alla versione "vecchia" dei sinogrammi, detta "caratteri tradizionali" e tuttora in uso a Taiwan. In secondo luogo, i coreani e giapponesi hanno inventano alcuni caratteri autoctoni per descrivere oggetti o entità appartenenti prettamente alla loro cultura. Gli hanja autoctoni si chiamano "Gukja", cioè "caratteri nazionali" (國字). I kanji autoctoni si dicono invece "Kokuji".

Per digitare gli hanja e, in generale tutto l'hangeul, è sufficiente avere il font supportato su cellulare o una tastiera coreana o selezionare la tastiera in coreano dalle impostazioni del computer. La tastiera su schermo (o "tastiera virtuale") si può far apparire sullo schermo dalle opzioni, in modo tale da digitare cliccando sullo schermo col mouse. Per trasformare una sillaba da hangeul ad hanja, bisogna scriverla e poi cliccare sul tasto "hanja" (한자) accanto al tasto Windows. Comparirà una lista di hanja da cui si estrapolerà quello che interessa con un clic. Accanto ad ogni hanja c'è un numero: se imparato, la ricerca dell'hanja è più rapida. La lista funge pure da dizionario perché accanto al sinogramma c'è la lettura coreana in isolamento e cinese legata, che insieme costituiscono il nome del carattere.

Lista di busu[modifica | modifica wikitesto]

I radicali sono ordinati per numero di tratti crescente. Alcuni possono apparire da soli e sviluppare nuovi significati, altri sono rigorosamente legati. La descrizione[1] è basata sui sinogrammi, da cui derivano. Alcune peculiarità di cultura cinese possono aiutare a disambiguare gli utilizzi e i significati che si porta dietro il carattere: gli hanja, essendo in larga parte cinesi, vanno capiti anche in base alla cultura di origine. Inoltre, oltre metà del vocabolario coreano è composto dai cosiddetti "prestiti sino-coreani". Le peculiarità storiche e arcaiche sono quelle più importanti perché i primi documenti con i pittogrammi, cioè i primissimi sinogrammi, sono i gusci di tartaruga e le scapole di bue del periodo Shang (1600-1046 a.C.). Sono quindi nati in epoche remote, in cui il pensiero, le abitudini, il sistema socio-politico e il progresso tecnico erano diversi da quelli moderni.

Radicale Numero

di tratti

Han'geul

(pronuncia cinese)

Nome del radicale, descrizione e varianti, utilizzo se slegato
1 Il tratto orizzontale, il numero uno, il dito indice. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. Si traccia sempre da sinistra a destra. Se riferito al numero "uno", rappresenta un dito indice alzato. In questo significato, si può scrivere nelle frasi.
1 Il tratto verticale, il bastone. Idem. Rappresenta un ramo sfrondato messo in verticale. Poi il significato è passato ad indicare il bastone. Si traccia sempre dall'alto verso il basso. Appare sempre legato.
1 Il punto, la goccia. Idem. In realtà il suo significato può variare parecchio in base al carattere: può raffigurare gocce d'acqua (氵,雨), striature di ghiaccio (冫,冬), fiammelle (火,灬), una pinna (魚), macchie (黑), corna (牛, 羊), aromi (鬯), un occhio (鸟), chicchi (米), ciuffi d'erba (前), il sostegno di un oggetto (壴, 鬲), un manico (亠), una coda (兔, 犬), denti (豸), granelli di sale (鹵), zampe di animale (鳥, 馬), un'impronta (辶), le antenne di un mollusco (貝), una biforcazione (丫), minerali (金), filamenti di seta (糹), virgulti (生) ecc... Appare sempre legato.
丿 1 Il tratto ricurvo a sinistra. Idem. In generale, in base al font e alla posizione nel carattere, questi tratti fondamentali possono subire lievi alterazioni, come in 少 . Appare sempre legato.
1 Il tratto ricurvo a destra, la seconda posizione, il secondo ramo celeste, il falcetto. Idem. Sarebbe un falcetto con la lama ricurva e una piccola impugnatura in legno. Seconda un'altra interpretazione, è un germoglio che emerge con difficoltà dalla terra. Le varianti del tratto ricurvo sono 乚 ⺄ 乛 e quella che appare nel carattere 九 . Inoltre il tratto piegato 乛 in taluni caratteri appare più volte di fila, come in 乃 . Può apparire nelle parole cinesi è significa "secondo" (è una grafia fissa e alternativa di scrivere gli ordinali nel cinese di registro elevato) o "secondo ramo celeste". I 10 Rami Celesti, sono un antico modo cinese di suddividere il tempo. Fanno parte del calendario lunare tradizionale e si combinano con i 12 rami terrestri per formare cicli di 60 anni.
1 Il gancio, l'uncino, il tratto uncinato. Idem. È una linea dritta scritta con un tratto più morbido, con l'uso dei pennelli con la peluria di animale. Poi il tratto è evoluto in un uncino. sempre legato.
2 Il numero due, duale, doppio, secondo. Si scrive raddoppiando il numero "uno". Può apparire da solo.
2 Il coperchio. È un coperchio che col tempo si è appiattito di forma. Nella fase finale si è aggiunto il pomello in alto. È un radicale sempre legato.
2 L'uomo, la persona. Il pittogramma sulle ossa sacrificali Shang e i vasi di bronzo Zhou raffigura un uomo in posizione laterale e con un braccio alzato. Poi la rappresentazione passa a frontale e si mettono in evidenza le gambe divaricate, segno di fierezza e autorità. A fianco del carattere si scrive 亻e si chiama "l'Uomo a lato". Può apparire anche sopra la chiave di lettura come 𠆢 e si trova raddoppiato solo in 从. Si può usare da solo.
2 Entrare. È un albero che espande due radici nel terreno. Si può trovare da solo e significa anche "unirsi/congiungersi a" (ex. un'organizzazione).
2 Il numero otto, la divisione. Il secondo significato è quello attuale. È inoltre curioso notare come in numero otto si indichi chiudendo la mano a pugno e sollevando pollice e indice. Questa forma ricorda il radicale quando è posto in alto ad alcuni caratteri: 丷. Anticamente indicava il numero otto, ma questo modo di rappresentarlo è in disuso. In alto ad altri caratteri appare invece invariato, ex. 分.
2 La campagna, lo spiazzo, il deserto, lo spazio vuoto. È uno spazio aperto, delimitato con due linee verticali e una orizzontale in mezzo. Nella versione attuale, ha solo due tratti. In alcuni caratteri con la chiave di lettura incassata si apre leggermente (ex. 周). "Campagna" è il significato più arcaico. Non si usa da solo.
2 Coprire. È un oggetto morbido, forse un asciugamano con cui i contadini cinesi si coprivano il capo, che pende da due parti. la forma arcuata del radicale si è poi squadrata e appiattita. È sempre legato.
2 Le due gocce d'acqua, il ghiaccio. È una superficie di acqua ghiacciata, con due crepe o venature. Erano due 人 l'una sull'altra, poi stilizzate in due trattini. È sempre legato.
2 Il tavolino. È una tavola con due gambe. Inizialmente il pittogramma aveva le forme molto sinuose, poi si è squadrato. I tavolini in principio erano mobili per lavorare, poi sono diventati dei pezzi di arredamento lussuosi e decorati nelle case degli abbienti, spesso usati per poggiarci piante, bonsai e servizi da tè (茶, scoperto in Cina ed esportato in India, Giappone, Inghilterra, America...) o usati come scrivania. Nella Cina antica, si potevano formare gruppi di 5 tavolini uniti. Se il carattere ha un componente incassato, si allarga, ex. 风. Nel cinese moderno si può usare da solo con il significato di "alcuni, un po' di; quanti?" riferito a modeste quantità.
2 La buca. È il disegno frontale di un largo buco nel terreno. Inizialmente era tondeggiante, poi si è squadrato.
2 Il coltello, la spada, la lama. È sia un utensile da lavoro sia una spada. In generale, le armi da lancio (frecce, giavellotti...) e da contatto (spade, asce...) erano molto importanti prima dell'utilizzo della polvere da sparo durante la dinastia Song. Quest'ultima, scoperta in Cina da alcuni alchimisti nel IX° secolo, fu impiegata per costruire delle bombe e, più avanti, le prime pistole. Durante il periodo di guerra delle "Primavere e Autunni" inoltre si era sviluppato un filone letterario composto da trattati di strategia militare. L'opera più famosa della "Scuola degli Strategici", molto letta in Cina e applicata a tutti i settori della vita incluso il marketing, è "L'Arte della Guerra" di Sūnzi, detta anche "I 36 Stratagemmi". Oggi sta pure a indicare l'omonima posata. Il disegno, molto generico, raffigura un manico con la lama un po' ricurva. Il radicale, se compare a destra della chiave di lettura, si disegna [--刂], stilizzato, e si chiama "il coltello a lato". Se in alto, si schiaccia diventando ⺈.
2 La forza, la potenza, l'energia. Rappresenta un grosso muscolo legato all'osso da un nervo. Secondo altre interpretazioni, è un uomo ricurvo che, sotto sforzo, infila una zappa nel terreno. Con meno probabilità, è un braccio steso che si sforza, mostrando il bicipite rigonfio.
2 Abbracciare, avvolgere. Raffigura un uomo che si piega su sé stesso per abbracciare un oggetto.
2 Il cucchiaio, il mestolo, il pugnale, la daga. È un cucchiaio in porcellana, dal manico corto riconoscibile in alto. Gli altri due significati più arcaici hanno in comune coi primi due il concetto di manico e impugnatura. 切 化
2 Il baule. Il carattere deriva forse da un tronco scavato per ricavarci una canoa.
2 Nascondere. Rappresenta un baule con un lato mancante o una stoffa arrotolata o una coperta imbottita per nascondere un oggetto.
2 Il numero dieci. È una linea verticale con un punto in mezzo, evoluto poi in una linea orizzontale, che sta ad indicare il concetto di "limite": il 10 è il massimo numero indicabile con le mani. Nella comunicazione non verbale, il numero dieci si indica accostando i due indici fino a formare una croce.
2 La divinazione, la profezia. Rappresenta una crepa orizzontale che si unisce ad una crepa verticale su un osso di bue o un guscio di tartaruga. È un riferimento alle scapulomanzie, grazie a cui sono nati i primissimi pittogrammi. In cima ad altri caratteri, si schiaccia diventando⺊ (ex. 卡). Si può usare da solo con il significato di "scegliere" ma è formale e si riferisce indirettamente all'atto di compiere una scelta dopo avere compiuto una divinazione per orientarsi meglio. Un modo di scegliere simile nella cultura cinese è usato dal Fengshui, che si basa sulla credenza che una casa costruita in un certo posto e in un certo modo può dare disturbo o no all'armonia cosmica (geomanzia).
2 Il sigillo, l'autorità. Rappresenta un funzionario di profilo, inginocchiato e con il suo sigillo, cioè una metà di piastra fatta in legno o giada. Il secondo pezzo era di proprietà dell'imperatore e serviva per l'identificazione. Il sigillo era autentico se le due metà combaciavano. Ha più varianti nei caratteri: col tratto finale ripiegato ⺋ o con la riga verticale allungata, ex. 报 o compresso in basso comeㄗ ex. 爷爷.
2 Il dirupo, il burrone, la rupe, il pendìo. È un dirupo visto di lato. Si può usare anche da solo e significa "fabbrica". In alcuni caratteri si può trovare con il primo tratto in alto incurvato, ⺁.
2 Privato. È il pittogramma di un baco da seta che sta per rinchiudersi in un bozzolo, prima a forma di "U" e poi diventato squadrato. Nel carattere 私 con lo stesso significato, sta ad indicare il grano esente dalle tasse, ad uso "personale".
2 Mano destra, la ripetizione, di nuovo. È la mano destra stilizzata, aperta per afferrare un oggetto. Si può usare da solo come avverbio, "nuovamente".
3 La bocca, il foro, l'apertura. Raffigurava una bocca spalancata in un sorriso, vista frontalmente. Poi si è squadrata. Si può usare da solo e indica una vasta gamma di significati ("bocca, foro, taglio, strappo, buco, apertura, entrata, tasca, classificatore per pozzi, membri della famiglia, maiali, coltelli, boccate d'aria e fumo, morsi di cane...") e, come radicale, si usa anche in molti suoni onomatopeici.
3 Il recinto, la recinzione, il confine. È un recinto visto dall'alto. In origine non appariva perfettamente squadrato.
3 La terra, il suolo, la polvere. Il tratto in alto rappresenta la crosta terrestre, quello in basso il sottosuolo roccioso, il tratto in mezzo è tutto ciò che si trova in mezzo e, occasionalmente, affiora a livello del terreno. Si può usare da solo.
3 L'intellettuale, lo studioso, il letterato, il burocrate, l'ufficiale, il soldato, l'esperto/lo specialista. Il pittogramma unisce il numero dieci al numero uno in basso. L'intellettuale, colui che sa leggere, scrivere i sinogrammi, contare e ha una cultura è una persona che vale dieci: nella Cina antica non esisteva l'educazione di massa e gli intellettuali erano una vera e propria élite. Gli alfabetizzati potevano quindi entrare nell'apparato amministrativo partecipando agli esami imperiali, in cui si saggiava la conoscenza del candidato dei testi classici confuciani. Secondo altre interpretazioni, è "una persona dall'intelligenza e carisma rari, uno su dieci", "uno che comanda/è alla testa di dieci" o "uno che conosce parecchie cose, dieci". È anche la "guardia del corpo", un pezzo negli scacchi cinesi. In giapponese il carattere poi indica "un militare alla testa di dieci", il Samurai.
3 Seguire. Raffigura un uomo che cammina seguendo le tracce lasciate da un altro.
3 Le gambe incatenate, trascinarsi, la tenacia. Rappresenta le gambe di uno schiavo o prigioniero legate da delle pesanti catene, rappresentate da un tratto poi trasferitosi in cima al carattere. Per muoversi, deve trascinarsi con tenacia. Poco oltre il tratto, sporge un pezzo di carattere.
3 La sera. È una luna incompleta, con una parte nell'ombra. La luna, in principio una falce chiusa, nella versione attuale appare una forma aperta: il puntino all'interno e il tratto lungo in basso erano incollati.
3 La grandezza. È un uomo con le braccia stese e le gambe divaricate. Sta ad indicare quindi "grosse dimensioni", una grossa estensione nello spazio, vastità, larghezza, enormità.
3 La donna. Rappresentava una donna col capo chino e le mani nascoste nelle ampie maniche, segno di sottomissione nella Cina antica. Poi è diventata un ritratto di profilo mentre è inginocchiata. La donna era generalmente considerata un angelo del focolare nell'antica Cina, solo le donne d'élite potevano ricevere un'educazione e di rado potevano muoversi fuori di casa se i loro piedi erano stati fasciati sin da piccoli. La pratica delle fasciature ai piedi ("piedi loto d'oro") ne riduceva le dimensioni incurvando l'osso. Venivano considerati attraenti. Sono stati vietato dalla Costituzione nel 1949, dopo che Mao Zedong sconfisse i nazionalisti e fondò la Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国). Nonostante il basso status, le donne erano molto rispettate e nella storia della letteratura sono esistite delle donne scrittrici, come Li Qingzhao, poetessa Song, e Gu Tai Qing, scrittrice del periodo pre-moderno. Paradossalmente, la prima scrittrice donna di cui si ha notizia, Ban Zhao, scrisse nel periodo Han un galateo confuciano per donne. Tra tutti gli imperatori, si contano due note imperatrici: Wu Zetian e la erggente Cixi, che ebbe di fatto tutto il potere nelle sue mani durante gli ultimi decenni dell'impero Qing, nel fine '800. Le donne in storiografia erano accusate svariate volte di corrompere un sovrano e decretare la deposizione o rovina di una dinastia. Ad esempio, un famoso aneddoto parla di come la concubina Yang Guifei "corruppe" l'imperatore e mecenate Xuanzong, della dinastia Tang, o di come Mo Xi corruppe Jie, l'ultimo imperatore della dinastia Xià, o di come Daji corruppe Di Xin, l'ultimo imperatore Shang. Il radicale si può usare da solo per indicare una persona di sesso femminile (con gli animali si usa 母).
3 Il figlio, il primo ramo terrestre. Rappresentava frontalmente un bambino molto piccolo con la testa più grossa del resto del corpo e gli arti piccoli in posizione aperta. Poi si è girato per 3/4 di profilo (nella grafia moderna, ciò non è visibile) ed è stato rappresentato con le gambe in fasce. Il carattere, se a lato del carattere, si stringe: 孩 . Da solo, significa "uomo, bambino" ed è il suffisso per le parole di molti oggetti, ex. 椅子 (sedia). È anche il primo ramo terrestre.
3 Il tetto. È il ritratto frontale di una capanna, poi rimpicciolita. Il tetto inizialmente aveva due spioventi, poi si è ridotto ad una forma quadrata. In pochi caratteri rimane la versione più arcaica, che incassa gran parte della chiave di lettura, ex. 向
3 Il pollice cinese, lo cùn, la misura, piccolo, corto. Rappresenta una mano con un trattino sul polso, dove si sentono i battiti. Indica, più precisamente, la piccola distanza tra la mano e il punto del polso da tastare. Da qui, il significato è passato a "pollice/cùn", un'antica unità di misura cinese pari a 3,33 centimetri.
3 Piccolo. È un tratto che divide a metà due parti, che richiamano il numero otto 八, usato anche nel carattere che indica la divisione/parte 分. È quindi un modo per indicare metà di una piccola quantità o "metà di metà". In cima al carattere si ribalta e comprime in⺌ tranne nel carattere 少. Si può usare da solo e, nel cinese moderno, è anche un vezzeggiativo davanti ai nomi propri.
3 Lo zoppo. È un uomo zoppo che si appoggia sulla gamba destra. Molti dei caratteri in cui è presente sono errori nati dal dizionario Kangxi. Le sue varianti sono 尣, 兀 e quella con una gamba allungata, ex. 沈.
3 Il cadavere, il corpo disteso. Raffigura un corpo piegato su sé stesso: rappresenta o un antenato morto da tempo o un cadavere. Il carattere usato dallo Zhuyin per trascrivere la sillaba "shi" è una versione arcaica di questo radicale, ㄕ .
3 Il germoglio. È una pianta che germoglia.
3 La montagna. È la visione frontale di tre montagne stilizzate. Inizialmente erano tre triangoli affiancati, poi le forme si sono assottigliate. Le montagne erano luogo di rituali al Cielo nell'antica Cina e luoghi di culto aperti ai pellegrini di ogni tipo, incluso l'imperatore. In cima alle montagne si potevano pure costruire templi e tempietti votivi. Si può usare da solo.
3 Il fiume, il ruscello. È l'acqua di un ruscello che scorre. Le onde erano di forma sinuosa, poi si sono squadrate. Si può trovare anche 巜 oppure 川.
3 Il lavoro. Il pittogramma rappresenta la squadra di un carpentiere. In una delle versioni più arcaiche si potevano vedere anche tre linee parallele tracciate. Si poteva pure vedere una parte rotonda in basso, usata per disegnare i cerchi. Una seconda interpretazione vuole che sia un attrezzo che pesta il terreno, facendo dei solchi o buchi. Si può trovare da solo.
3 Il telaio, personale/proprio. Raffigura un telaio con un filo verticale, due fili orizzontali e un filo collegato alla spola (in basso). Il concetto di "personale" deriva dallo spirito attivo e creativo di una persona che viene impresso quando si lavora e produce (ad esempio quando si cuce un vestito). È anche il sesto ramo celeste del calendario lunare cinese. Non bisogna confonderlo con 已 ("già" in cinese) e con 巳 , che è il pittogramma di un feto ed è anche il sesto ramo terrestre.
3 La tovaglia, il fazzoletto, la salvietta. Raffigura il tipico fazzoletto usato dai contadini cinesi per vari scopi. È legato ad una cintura e pende dai due lati. È anche un riferimento al vestiario dell'imperatore: quest'ultimo, in segno di rispetto e pietà filiale verso gli antenati, indossava la sua tunica legata in vita.
3 Lo scudo, il pestello, l'aridità, l'essiccazione. Raffigura un pestello che percuote in un mortaio o uno scudo che protegge il soldato nella stessa misura in cui il cibo si conserva e protegge da germi e muffe con l'essiccazione. Si può trovare da solo e indica anche il verbo "fare" sia nel senso di "eseguire, svolgere" sia nel senso osceno di "farsi qualcuno/a".
3 La tenerezza, tenero. Sono due bozzoli ovali (poi diventati due forme triangolari aperte)legati tra loro da un filo sottilissimo e quindi "tenero", non visibile nella primissima versione del carattere e sparito in quella attuale. Nella penultima versione, il bozzolo era diventato uno solo: 么.
广 3 L'ampiezza, il riparo, la copertura. È una casa col tetto spiovente e senza il muro anteriore. In parole povere, è una tettoia per riparare utensili, carri e viveri. Il muro spiovente si è poi assottigliato ad un tratto orizzontale in alto.
3 La struttura, l'avanzata. In origine era un passo col piede sinistro 彳 molto accentuato e deciso, con la solita impronta in alto. Poi la base del carattere si è allungata e l'orma nella zona superiore si è fusa con la parte inferiore.
3 Le mani giunte, insieme. Sono due mani che si uniscono. Nella zona in alto di alcuni caratteri si trova con entrambi i tratti verticali, ex. 昔
3 La balestra, il dardo. È un dardo legato ad un filo collegato ad una balestra. Una volta scoccato il dardo, si recupera con facilità tirando il filo. Era un'arma molto usata nei momenti di caccia in luoghi impervi. Secondo un'altra interpretazione, è un uncino a cui appendere oggetti. Ad ogni modo, il primo significato ha in comune col secondo il concetto di "essere legato a qualcosa".
3 L'arco. È un arco con impugnatura ricurva, messo di profilo.
3 Il grugno, il muso del maiale, la ricerca. È il ritratto del grugno del suino,che si diceva avesse un senso dell'olfatto eccezionale. Infatti ha anche un terzo significato figurato di "ricercare". Si può trovare come 彑 ma il carattere 互, "reciprocamente", è un falso amico: rappresenta due mani unite.
3 La barba, l'ornamento. In origine era una volto frontale stilizzato con un collo e tre lunghi peli sul mento. Anticamente la barba rappresentava anzianità e saggezza, collegate, ed era portata dai funzionari. Nel periodo Qing, questi ultimi erano poi obbligati a portare il codino e rasarsi i capelli sopra la fronte in segno di obbedienza al governo mancese. I filosofi e sapienti erano poi raffigurati con la barba. Una delle numerose leggende su Laozi, il fondatore del Daoismo, vuole che sia nato con la barba.
3 Il doppio uomo, passeggiare, camminare lentamente. Raffigura il piede sinistro mentre si muove, lasciando l'impronta. Da solo, compare solo nel verbo formale 彳亍, "passeggiare".
4 Il cuore, la mente, la sensazione. Rappresenta un cuore visto frontalmente. La versione di fianco al carattere conserva il solo tratto discendente 忄ed è chiamata "Il cuore a lato". Una terza variante rara in basso al carattere è ⺗. Si può usare da solo e significa anche "il centro/cuore (di qualcosa)". Il cuore nella mentalità cinese era l'origine dell'intelligenza e pensieri, quindi vuol dire anche "mente". Nella medicina tradizionale cinese il cuore era dominato dal fuoco, uno dei cinque elementi; il respiro era originato dal cuore, l'espirazione dal naso e le emozioni dai reni.
4 L'alabarda. È un'asta di legno con una punta di lancia e una lama ricurva che fa da scure. Il nome preciso di quest'arma da contatto e da lancio è "Gē".
4 La porta ad un battente, l'uscio, la famiglia. Raffigura una semplice porta, che in alcuni font si può scrivere 户 . In alcuni caratteri appare in una delle sue versioni più arcaiche, 戶 (ex. 所). Si può usare da solo anche col significato di "famiglia".
4 La mano. Raffigura una mano aperta vista frontalmente. Il carattere a lato si scrive 扌ma nel carattere 拜 si trova con una grafia più arcaica. Si può trovare da solo ed è anche il suffisso per alcuni mestieri (ex. 歌手 cantante), per indicare "il manovale, il mestierante".
4 Il ramo, sostenere. È una mano destra che sorregge un ramo staccato da un albero.
4 Battere, bussare. È una mano che impugna un bastoncino per punire o fare rumore.
4 La letteratura, il carattere, la civiltà, il tatuaggio. All'inizio indicava solo un cumulo di righe, linee intrecciate e rughe; poi ha assunto il significato di "carattere", cioè un insieme di tratti. In base ad una seconda interpretazione, il pittogramma raffigura un uomo con un tatuaggio sul torace. Si può usare da solo e, in fondo ad alcune parole, indica una disciplina (ex. 天文 astronomia, "la letteratura celeste")
4 Il mestolo, il dou/dieci mestoli. È un mestolo con il numero "dieci" stilizzato in basso. Nelle versioni successive si è spostato più a lato e il mestolo (shao), una forma arcuata, si è ridotta a due punti. Si può usare da solo e indica il "dou", un'antica unità di misura cinese, equivalente a dieci shao. Si può usare da solo come unità di misura e in più, per un errore degli scribi, è passato anche a significare "pugno" ("dòu").
4 L'ascia, il jin, la libbra. È un'ascia, ma sta anche a rappresentare gli antichi pesi per la bilancia, che erano a forma di lama di ascia tondeggiante. Da qui, si passa al significato moderno di "mezzo chilo", un'antica unità di misura cinese tuttora usata.
4 Il quadrato, il luogo, la direzione, onesto. In principio era un quadrato senza un lato verticale tracciato con una doppia linea di contorno/perimetro, in modo tale che dentro fosse vuoto. La parte vuota era stata riempita con delle tacche. Seconda un'altra interpretazione, sono due barche legate tra loro che formano una piattaforma, un pontone di forma quadrata. Poi il pittogramma è evoluto parecchio. Si può usare da solo e indica anche la potenza al quadrato di un numero in matematica, oppure è classificatore per oggetti quadrati e per metri quadri di qualcosa. ma ha anche molti altri significati.
4 Non avere, senza, sbagliato. Raffigura un uomo che si cimenta contro un ostacolo disegnato sopra di lui, senza farcela. In alcuni font appare come 旡 . Si può usare da solo e, in alcune parole precise o nel linguaggio formale/classico, significa "non avere".
4 Il sole, il giorno. È un sole stilizzato, con un trattino in mezzo ㄖ che poi si è evoluto in un punto e infine in una linea orizzontale. Per ragioni pratiche, la forma circolare è diventata squadrata. Si può usare da solo e indica anche la giornata in cinese. È anche presente nel nome "Giappone" (日本, "da cui si origina il sole", in giapponese "Nihon" o "Nippon"). Durante il Maoismo, era un simbolo per indicare Mao Zedong, "il Sole dell'Avvenire".
4 Dire, parlare, chiamare. Era una bocca sorridente 口 dalla quale usciva uno sbuffo d'aria. Boi le forme si sono squadrate e lo sbuffo d'aria si è ridotto ad una riga orizzontale nella bocca. Si può usare da solo ma risulta troppo formale. Una tipica espressione presa dagli antichi trattati filosofici cinesi in cui compare è 子曰, "il maestro dice".
4 La luna, il mese. È una luna crescente, dagli influssi benefici. Nella filosofia cinese, la luna ha i connotati opposti allo Yang, principio maschile, positivo e attivo. In alcuni caratteri, quando non è radicale, si comprime, ex. 前. Si può usare da solo e significa anche "mese".
4 L'albero, il legno. È un albero che spunta dal terreno, con due radici. I due rami in alto si sono aperti in un tratto verticale. Si può usare da solo, anche se è formale.
4 Lo sbuffo d'aria, lo sbadiglio, essere debitore, essere esausto. È un uomo spossato 人 che respira affannosamente. Per un errore degli scribi, gli è stato aggiunto il significato di "essere debitore".
4 Fermarsi. Rappresenta l'ombra di un piede sul terreno. la forma del piede 足 è abbastanza riconoscibile.
4 La cattiveria, la malvagità, la sfortuna, la morte, la polvere, essere fatto a pezzi. Sono i frammenti di uno scheletro umano. In alcuni caratteri si trova modificato nella parte superiore, più simile alla penultima versione prima di quella attuale: 歺.
4 L'alabarda, il bastone. È un'antica alabarda di bambù, poi diventata un bastone dal manico ricurvo e con dei ganci per portare oggetti durante uno spostamento. È stata poi aggiunta la mano destra in basso.
4 La donna dietro le sbarre, non, negativo, inutilità. È una donna inginocchiata 女, poi tramutata in 母 (due capezzoli stilizzati messi in verticale) che è messa in una cella. Poiché in queste condizioni è considerata "inutile", da qui deriva il significato "negativo; non..." (con la sfumatura di significato di "non fare l'azione perché è inutile"). Si può usare come avverbio di negazione ma è formale.
4 Il confronto, la copia, il modello. Raffigura due uomini fermi che si misurano e confrontano. Si può trovare da solo.
4 Il pelo, piccolo, scarso, grezzo. È la rappresentazione di un ciuffetto di peli.
4 La ninfea, il clan. Il pittogramma rappresenta una ninfea, metafora di un clan errante che poi si radica in una terra, nella stessa misura in cui la ninfea galleggia sull'acqua spostandosi da un punto all'altro finché non mette le radici. Si può usare da solo come onorifico dal significato di "Signore".
4 Il vapore, il soffio vitale/energia vitale, l'aria, il respiro. In principio erano tre tratti sinuosi. Poi sotto si è inserito il radicale del fuoco, sostituito con il radicale del riso. Il vapore è quindi la nuvoletta che appare quando si bolle il riso. Nella versione cinese semplificata, è stato tolto il riso: 气. Il terzo significato rimanda al concetto di "Qi", cioè di "soffio vitale di un oggetto", il manifestarsi e sprigionarsi della sua esistenza. Esaurito il Qi, l'oggetto finisce di esistere e torna nel ciclo continuo della natura/realtà, che è un susseguirsi di cicli di creazione e distruzione, un alternarsi di due polarità (Yin-Yang). Questi concetti, appartenenti alla "Scuola Ying-Yang", sono citati anche nel Daodejing di Laozi, il testo fondante del Daoismo. Il concetto di squilibrio tra Yin e Yang è stato anche utilizzato per descrivere le malattie nella medicina tradizionale cinese. Il sinogramma si usa pure col significato di "stile, comportamento, arrabbiarsi".
4 L'acqua, il liquido, la distesa d'acqua. È un rivolo d'acqua che scorre verso il basso. Nelle versioni successive sono stati aggiunti a lato del rivolo degli spruzzi e mulinelli, che poi si sono semplificati nei tratti laterali. In alcuni caratteri appare come 氺 o con il gancio modificato in alto, come nel sinogramma 永 . A lato si stilizza in 氵e si chiama "Tre gocce d'acqua". Si può usare da solo e in generale può indicare fiumi, laghi e mari.
4 Il fuoco. È una fiamma che guizza in alto, con due scintille ai lati. La versione a lato si comprime, ex. 炸, mentre la versione in basso alla chiave di lettura si comprime e stilizza, mutando il nome in "le quattro gocce in basso" 灬 . Si può usare da solo e, nella medicina tradizionale cinese, indica anche '"la febbre, la calura interna". Infine, può indicare anche "le munizioni" e "la rabbia".
4 L'artiglio, l'unghia. È la zampa di un volatile con le dita stese o una mano aperta e poggiata sul palmo. Nella versione finale, le dita sono rivolte verso il basso perché il carattere si è ruotato. In alto alla chiave di lettura, appare stilizzato in 爫.
4 Il padre. Era una mano stilizzata con tre dita che reggeva un bastone per punire o impartire ordini (segno di autorità paterna nella Cina arcaica), o forse impugnava una scure, che rimanda alla sfera lavorativa pesante che all'epoca era perlopiù maschile. Rimanda anche al concetto di sostentamento economico, dato dal maschio. Si usa anche da solo, ma è semi-formale.
4 L'impronta, la partenza. Raffigura un cavallo, di cui si vede la coda, legato alle sbarre di un carro inquadrato dall'alto. Muovendosi, lascia delle impronte durante il viaggio.
4 Intrecciare, la linea del trigramma. È un gruppetto di fili intrecciati. Descrive anche le linee che compongono i trigrammi, usati per la divinazione durante le achilleomanzie.
4 La legna, la robustezza, la striscia di bambù. Rappresenta ciò che in cinese si chiama "Qiáng", parte sinistra di un tronco diviso verticalmente in due. Questa parte è quella di legno robusto, adatto per costruire. Con una seconda pronuncia, "Pán", significa anche "striscia di bambù". A lato del carattere è stato stilizzato come 丬.
4 La tavola, la fetta. È la parte destra di un tronco tagliato verticalmente. È quella debole e inadatta a costruire.
4 Il dente, la zanna, l'avorio. Sono due canini che si chiudono su una preda (il tratto orizzontale in mezzo). La loro forma sinuosa poi si è squadrata. Si può usare da solo.
4 Il bue. È un bue messo di profilo, con due corna, due zampe (il tratto orizzontale in basso), il corpo e la coda (rappresentati dal tratto verticale). Nella versione finale, il pittogramma è stato messo in piedi e conserva un solo corno sopra la testa. Era un simbolo della primavera e dell'agricoltura e fa parte dello zodiaco cinese. A fianco di una chiave di lettura appare come 牜e in alto si comprime, ex. 告. Si può usare da solo.
4 Il cane. È un cane inizialmente ritratto di profilo, con le zampe anteriori alzate, che riceve a bocca aperta il padrone. Poi la visione si è spostata a 3/4. È simbolo di fedeltà e, nelle statue, è assimilato al leone ed è segno di protezione. È anche uno degli animali dello zodiaco cinese. Ogni anno in Cina ha un suo animale simbolico e si crede che chi nasca sotto quel particolare segno zodiacale abbia certe caratteristiche positive e negative di comportamento. Se il radicale appare di fianco alla chiave di lettura, si comprime in 犭.
5 Il mistero, il colore nero, oscuro, profondo. Sono due bozzoli al riparo, al buio. Avevano in principio una forma ovale, poi è mutata in due triangoli aperti. In base ad una seconda interpretazione, è una matassa che viene tinta. Il significato più arcaico è "verde", poi passò a "nero" e, per contiguità di senso, "oscuro, misterioso".
5 La giada, la gemma, l'ambra. Sono tre pezzi di giada rotondi legati ad una cordicella. Le forme rotonde nella versione finale si sono ridotte a tratti orizzontali. La giada era simbolo di potere politico e imperiale, ricchezza ed era anche portafortuna alla stregua del colore rosso 红, che si ritrova pure sulla bandiera cinese. È molto dura da scalfire, quindi durevole. Era molto usata per fabbricare gioielli, oggetti rituali come lo Cong 琮 e sculture. I tasselli di giada venivano pure cuciti insieme per realizzare i vestiti funerari dei nobili deceduti. Questi ultimi venivano seppelliti insieme a questo vestito, simile ad un involucro. Nel cinese, esiste un lessico vastissimo sulla giada, sulle sue tipologie (ex. giada dura o "giadeite" vs giada tenera o "nefrite"...), sui suoi difetti e pregi... Se si toglie il punto dal carattere si ottiene 王 ("Wang", cantonese "Wong") e significa Il sovrano, il re. È anche uno dei nomi più diffusi in Cina insieme a Li 李, Zhang 张, Liu 刘 e Chen 陈.
5 L'anguria, la zucca, il melone. È una zucca con ai lati delle foglie o rametti rampicanti che pendono. L'unico rametto centrale rimasto si è trasformato squadrandosi, come anche tutta la forma tondeggiante esterna. Si può usare da solo.
5 La tegola, la terracotta. Sono due tegole unite dalla calce. Il tratto che indica l'unione si è conservato come un puntino nel radicale. Le tegole, per uso decorativo o meno, hanno una forma semicilindrica, tondeggiante: forse la loro forma nella scrittura arcaica deriva da un pezzo di canna di bambù sezionata. In taluni contesti il radicale della tegola rimanda alla terracotta, il materiale delle prime tegole predinastiche. In ultima analisi, sta ad indicare in generale i materiali di costruzione. Se usato da solo, in più è la trascrizione in cinese di "watt".
5 Il sapore dolce, la dolcezza, la gradevolezza. È una bocca sorridente (oggi squadrata) con dentro qualcosa di "buono, dolce" indicato con un punto (oggi una riga orizzontale).
5 Nascere, crescere, vivere, produrre. Raffigura una pianta che emerge dal terreno con una fogliolina. Si può trovare da solo e ha una vasta gamma di altri significati, come "accendere (un fuoco), crudo, grezzo...".
5 Usare, utilizzare, il vaso di bronzo. In origine rappresentava un vaso di bronzo con tre sostegni.
5 La risaia, il campo coltivato. È la visione dall'alto di una risaia, con degli argini di terra per camminare e arginare l'acqua. Gli argini dividono il campo in 4 sezioni. Nelle versioni arcaiche, in ogni sezione c'era una piantina di riso, poi eliminata nella versione attuale.
5 i calzari di stoffa, il rotolo di stoffa. Rappresenta le fasce di stoffa bianca o nera che i più poveri in Cina indossavano avvolte alle gambe 足 perché non potevano permettersi li stivali. Da qui deriva il significato figurato di "rotolo". ⺪
5 La malattia. È un uomo sdraiato su un letto. Inizialmente il letto era a sinistra ed era messo in verticale, poi l'uomo è stato tolto, è stato aggiunto un tratto orizzontale con un punto al letto e le gambe del letto si sono stilizzate. È sempre legato.
5 Le gambe divaricate, la separazione, salire. Raffigura due gambe divaricate con i piedi in direzione opposta. Da qui deriva anche il significato di "separare". Le versioni più arcaiche avevano al centro anche uno sgabello su cui salire, montare a cavallo, ecc.
5 Il colore bianco, l'inutilità. È il sole (prima tondo, poi squadrato) mentre, all'alba, emette il primo raggio di luce in alto. È simbolo di purezza e chiarore ma anche di pallore dato dalla malattia, di morte, di lutto, di ipocrisia e doppiogiochismo. In Cina ci veste di bianco durante i funerali e tuttora nei momenti di lutto si regalano fiori bianchi. Nell'Opera di Pechino (京剧) i personaggi meschini hanno il volto dipinto di bianco. Nei matrimoni in stile occidentale ci si veste di bianco, altrimenti si usano costumi tradizionali rossi. Si può usare da solo e sta anche a significare "invano, inutilmente" o "gratis, a sbafo".
5 La pelle, la buccia. È una mano destra che, con un coltello (tratto verticale), apre il corpo di un animale (tratto verticale sinuoso poi squadratosi) per scuoiarlo. In alcune parole, si trova una versione meno evoluta rispetto alla forma attuale, 叚. Si può usare da solo e significa anche "buccia, pelle di un frutto".
5 Il vaso, il recipiente. È il disegno frontale di un vaso per contenere cibi. I primi vasi cinesi, risalenti all'8000 a.C., erano in terracotta. Anche il famoso esercito di guerrieri nella tomba di Qinshi Huangdi a Xi'an è realizzato in terracotta. Tuttavia dei cocci in ceramica risalgono a millenni prima. Ma i vasi più famosi al mondo sono quelli in porcellana con decorazioni commerciati all'estero e risalenti alla dinastia Ming. Sono riconoscibili dalla loro tipica colorazione bianca e blu.
5 L'occhio. È un occhio visto frontalmente. Inizialmente era tondeggiante e messo in orizzontale, poi è stato girato in verticale e le forme esterne e della pupilla si sono semplificate squadrandosi. Inoltre, se fosse rimasto in verticale, si sarebbe potuto confondere con il numero "quattro" 四 .
5 La lancia. È una lancia con l'asta lunga e la punta in ferro. Forse è originata da un coltello legato ad un'asta per allontanare gli assalitori da un carro. Il tratto verticale indica l'asta.
5 La freccia, l'azione irrevocabile. È una punta di freccia con l'asta e, in basso, la coda piumata divisa in due.. Il tratto orizzontale al centro raffigura forse un corpo trafitto. In senso figurato, assume il secondo significato.
5 La pietra. In principio aveva tre massi rotondi che precipitavano da una parete rocciosa a sinistra. Poi il masso è diventato uno e le tutte le forme si sono squadrate.
5 La manifestazione, la venerazione. Rappresenta il cielo con il sole, le stelle e la luna, estremamente stilizzate dai due puntini e dal tratto verticale del radicale. La versione a componenti affiancati è 礻quindi la prima riga in alto diventa un punto e due tratti più in basso si fondono. Al Cielo e agli astri si offrivano sacrifici e preghiere perché si credeva che influenzassero la vita degli uomini.
5 Il cerale. È una piantina con la piga piegata per il carico dei chicchi, due foglie poi evolute in un tratto orizzontale e due radici.
5 La caverna, l'antro, la grotta, la spelonca. È la visione frontale di una caverna dalle pareti oblique, in cui alcune persone potevano accamparsi. Già nell'epoca Yangshao (5000-2500 a.C.) i cinesi vivevano nelle caverne scavate nell'argilla. Oggi il carattere si riferisce anche all'agopuntura cinese.
5 L'uomo in piedi. Raffigura la visione frontale di un uomo con le braccia aperte e le gambe divaricate. Si può usare da solo anche con altri significati, come "fondare, immediatamente".
6 Il bambù. Sono due ciuffi di foglie rivolti verso il basse, in cima a due canne ritte. Le foglie in questione poi si sono stilizzate. È un simbolo di forza e longevità (è sempreverde e resiste al freddo) insieme al pruno (梅) e al pino (松), è un tipico soggetto nelle pitture di paesaggi ed è il cibo prediletto del panda (熊猫). Si usava per costruire armi, pennelli, dadi, bacchette per mangiare, strumenti musicali, utensili per cucinare, ceste, telai per le reti, canne da pesca, abachi, mulini ad acqua, impianti di irrigazione (le canne di bambù sono vuote all'interno), edifici, il cilindro dei petardi (da cui sporgeva la miccia), il treppiede su cui poggiare i petardi quando si dava fuoco alla miccia, listelli su cui scrivere, i tipici cappelli a punta (Lì, 笠) decorabili con calligrafie, oggetti d'arredamento come sedie e tavolini, preparati medicinali... In alto al carattere, le righe verticali si comprimono, così diventa ⺮. Si può usare da solo.
6 Il riso. In principio erano alcuni puntini che indicavano i chicchi di riso, poi il radicale si è mutato in una piantina con due radici e due chicchi. Si riferisce al riso colto dallo stelo e sgusciato, senza più il filamento verticale in alto (arista) e gli involucri gialli (glumelle), ancora crudo. Si può usare da solo e traslittera anche la parola "metro".
6 La seta, il filo. È il disegno di due bozzoli l'uno sull'altro, con dei fili che si intrecciano in basso. Inizialmente i bozzoli erano ovali, poi sono diventati degli spuntoni. A fianco ai caratteri appare come 糹, mentre la versione cinese semplificata o calligrafica è 纟. Il radicale rimanda all'attività cinese della coltivazione dei bachi da seta per ottenere il pregiato tessuto, commerciato attraverso la celeberrima "Via della Seta". È un riferimento anche alla scrittura perché, prima dell'invenzione della carta durante la dinastia Han, si scriveva su listelli di bambù e sulla seta o incidendo dei caratteri sui vasi di bronzo o sulla pietra.
6 La giara. È la visione frontale di un recipiente in terracotta col coperchio. Inizialmente si usava per conservare cibo o vino di cereali fermentati; poi i buddisti, entrati in Cina tra la dinastia Han e il Medioevo cinese ("Periodo dei 3 Regni e 6 Dinastie"), ne fecero un oggetto di culto, usandolo come urna funeraria. Oggi indica una classe di percussioni fatte in terracotta.
6 La rete. È un telaio con quattro fili intrecciati all'interno. La forma esteriore somiglia molto al radicale del recinto. Se in alto alla chiave di lettura, si comprime e semplifica in 罓 e ⺳ (ex. 罕) e 罒. Si può usare da solo e in più ha assunto in cinese il significato di "web, Internet, la Rete".
6 La capra, la pecora, l'ariete. È un ariete ritratto frontalmente: ha due corna ricurve (nella forma finale sono due punti), orecchie ritte (tratto orizzontale in mezzo) e il muso lungo (tratto verticale). In cima al carattere, la linea verticale si sposta per ospitare la chiave di lettura: ⺶. In altri sinogrammi, si limita a comprimersi: ⺷. Si può usare da solo.
6 Le piume. Sono due ali affiancati, che nella forma finale hanno assunto la forma squadrata.
6 L'anziano, il vecchio. È un uomo con una lunga ciocca di capelli bianchi che si regge su un bastone in basso. Se è sopra una chiave di lettura, il bastone sparisce: 耂. Si può usare da solo e, come vezzeggiativo rivolto agli uomini, significa "vecchio (mio)!"
6 La barba. Rappresenta una barba attaccata al mento, appena sotto la bocca chiusa, rappresentata dalla linea orizzontale. Una seconda interpretazione dice che sia un seme che dirama le sue radici sottoterra.
6 L'aratro, l'erpice. È un pezzo di legno con tre linee, che rappresentano tre punte metalliche che arano la terra. L'attrezzo può essere trainato da uomini o animali, legati con una briglia.
6 L'orecchio. È un padiglione auricolare visto frontalmente. Poi le forme sinuose si sono squadrate.
6 Il pennello. È una mano stilizzata che regge verticalmente un pennello con delle setole in basso, che si sono poi aperte in dei tratti orizzontali. Inizialmente, si scriveva con un semplice pennello di bambù intinto nell'inchiostro, che consisteva in una miscela di colla e fuliggine. Successivamente al pennello fu aggiunto un cappuccio in cuoio per migliorare la resa grafica dei caratteri. Infine, si aggiunsero i peli. Il pennello è uno degli elementi fondamentali della calligrafia, un'antica arte praticata anche in Cina, insieme al cubetto di inchiostro, alla pietra per levigarlo, alla scodella per raccogliere l'inchiostro liquido e alla carta di riso. In base a come viene pressato il pennello, i tratti possono uscire più o meno spessi e svolazzanti. In base a quanta acqua si aggiunge all'inchiostro, la grafia esce con tutte le lettere collegate ("grafia a filo d'erba"). La calligrafia veniva applicata anche alle poesie, disegnate sullo sfondo di illustrazioni di paesaggi; lo stile calligrafico rendeva lo stato d'animo del poeta. La stessa calligrafia riguarda l'evoluzione dei sinogrammi, divisa in base alle semplificazioni e stili di scrittura (ex. Caratteri sui gusci di tartaruga Shang, Iscrizioni sui vasi di bronzo Zhou, Stile del Sigillo, Stile Regolare...). È interessante notare come il famoso "nero di china" si chiami così dal nome antico della Cina: "Regno di Qin", la prima dinastia imperiale cinese che prese il potere nel 221 a.C., dopo secoli di guerre tra feudi indipendenti ("Primavere e Autunni, Stati Combattenti") e fu deposta alcuni anni dopo dagli Han. Il carattere in cima ad una chiave di lettura diventa ⺻ mentre all'interno talvolta è 肀. Il carattere si può trovare da solo nel cinese classico, in cui serve da introduttore ad un intero discorso.
6 La carne, la polpa. È un contenitore con delle fette di carne essiccata messe in ordine. Ad esso poi si è agiunto un tratto per indicare il coperchio, che si è fuso con altri tratti in alto. Allo stesso modo, le fette di carne erano in origine due tratti orizzontali e il contenitore aveva una forma tondeggiante prima di squadrarsi. Era la tipica paga degli insegnanti (lo stesso Confucio era disposto a insegnare a chiunque in cambio di alcuni pacchetti di carne secca) e si usa tuttora come regalo. Oggi in versione semplificata è identico a 月 . Le prime versioni del pittogramma peraltro vi assomigliano.
6 Il ministro. Rappresenta un alto ufficiale con ginocchia e mani sul pavimento e la testa china, in segno di prostrazione di fronte ad un superiore. Si può usare da solo e, come forma di saluto formale, significa "servitore!" (Lett. "sono Vostro servo").
6 Sé stesso. Indica un bambino che punto il dito verso il suo naso, stilizzato. Nella medicina tradizionale cinese si credeva che i feti iniziassero a svilupparsi a partire dal naso. Inoltre i cinesi e i giapponesi, per indicare sé stessi, puntano il dito sul naso.
6 Raggiungere. È un uccello che vola in picchiata verso il suono per afferrare col becco (visibile in alto) una preda. In cinese sii può trovare anche da solo con il significato di "fino a..." ma è formale.
6 Il mortaio, il buco. Raffigura la cavità di un mortaio. Anticamente si fabbricava scavando un buco in terra. Poi lo si ottenne scavando un tronco o la pietra. Infine si ottenne con la metallurgia. Nelle prime versioni del pittogramma, c'erano alcuni puntini poi evoluti in trattini all'interno del buco, forse degli oggetti pestati. Nella versione attuale, i trattini si sono fusi con le righe verticali del carattere.
6 La lingua. Rappresenta una bocca spalancata dalla quale esce verso l'alto una lingua biforcuta. Deriva dal fatto che i cinesi avevano una pessima idea della lingua, perché può produrre calunnie, volgarità, bugie, errori, persuasione...
6 Schiena contro schiena, l'opposizione, l'errore. In principio erano due forme sinuose affiancate e orientate allo stesso modo.Poi si sono invertite, divenendo speculari, e la forma si è squadrata.
6 La barca. È una lunga barca, con la poppa aperta per indicare il timone fuoribordo, il remo anteriore e la prua rialzata. Per rimanere in tema di navigazione, furono i cinesi ad inventare la bussola. Nell'epoca Han era utilizzata per divinare e l'ago era immerso nell'acqua. Solo nel periodo Song fu usata in navigazione. Nel periodo Yuan, sotto i mongoli, si costruì la prima bussola simile a quella moderna, anche se fu poco usato fino all'epoca Qīng.
6 Il limite, deciso. Raffigura un grosso occhio stilizzato 目 che si volta indietro, nel senso opposto del movimento delle gambe.
6 Il colore, la passione, l'amore, la parvenza, il fascino femminile, l'amore, lo scenario. Rappresenta un uomo e un sigillo. In base ad una seconda interpretazione, rappresenta un uomo e una donna. La forma attuale del pittogramma differisce parecchio dall'originale. Ad ogni modo, il significato deriva dal fatto che, come il timbro riproduce e dà forma alla forma incisa sul timbro quando usato, il colore del viso riproduce e dà forma alle passioni e sentimenti. Ha una vasta gamma di significati, inclusa un'ultima più recente, "pornografia": i romanzi erotici in Cina sono chiamati "romanzi gialli".
6 L'erba. Sono due germogli affiancati. Oggi in tutti i caratteri si trova scritto in alto, con una grafia molto stilizzata: 艹 , detto "L'erba in alto". Una seconda forma con cui appare è 䒑 .
6 La tigre. È una tigre piena di striature, ritta sulle zampe posteriori, stilizzate in basso come 几 e poi perse. Rappresenta il coraggio, i soldati e il potere dei magistrati. Era raffigurata sugli scudi, sulle porte delle città, negli ordini per spostare le truppe, in opere d'arte, nei ricami e fa parte dello zodiaco cinese.
6 L'insetto senza zampe. Raffigura forse un cobra ritto oppure la visione dall'alto di un lombrico che striscia. Nella versione attuale, alcuni tratti curvi in alto si sono uniti formando un rettangolo e, più in generale, i tratti sinuosi si sono tutti squadrati. Si usa per classificare insetti ma anche il serpente 蛇 (rettile) e il verme 蠕虫 (anellide), secondo l'antica tassonomia cinese.
6 Il sangue. È una goccia sopra un vaso inquadrato frontalmente. È un riferimento ai sacrifici di animali per ingraziarsi gli spiriti degli antenati, che si credeva influenzassero la vita terrena. Erano anche fatti per prevedere il futuro (ex. l'esito di matrimoni, viaggi, affari, annate, ecc). Durante i rituali, il sangue si faceva colare nei vasi e si spargeva per terra.
6 Viaggiare, gli affari. Il pittogramma all'inizio raffigurava un incrocio stradale visto dall'alto, poi si è trasformato in un passo col piede sinistro e destro. Il secondo significato è connesso alle attività di vendita che si tenevano nelle strade affollate.
6 Il vestito. È una tunica con maniche larghe e la parte inferiore che ondeggia. Se accanto alla chiave di lettura, si scrive 衤: due tratti in alto si fondono in calligrafia. Si può usare da solo.
6 Il coperchio. Indica una scodella coperta da un'altra scodella per tenere caldo il cibo. Per errore, il dizionario Kangxi classifica "ovest" 西 sotto il radicale del coperchio: in realtà deriva dal pittogramma di un uccello nel nido. In cima alla chiave di lettura si comprime in 覀.
7 La percezione, la vista. Rappresenta un occhio 目 sopra due gambe 儿. In cinese semplificato appare come 见. Si può usare da solo.
7 L'angolo, il corno. È un corno bovino, pieno di striature, e parti zigrinate indicate dai tratti orizzontali. Il tratto verticale è stato aggiunto nella versione finale. In base ad una seconda interpretazione, è il radicale di "forza (in alto)" sopra quello di "carne" 月. Se la seconda interpretazione è corretta, la versione attuale è abbastanza simile al pittogramma. Si può usare da solo e sta ad indicare il centesimo di yuan.
7 La parola. Raffigura una lingua biforcuta 舌 poi stilizzatasi in tanti trattini mentre esce dalla bocca per articolare delle parole. Ha una sfumatura quindi dispregiativa. Il carattere accanto alla chiave di lettura appare come 訁e in cinese semplificato appare come 讠. Può apparire da solo, ma è formale.
7 La valle. Indica un'apertura tra due monti. che ad un certo punto si allarga e diventa una valle pianeggiante o una strada con un'ampia uscita, indicata dalla bocca in basso. Agli albori della scrittura, la bocca come al solito era sorridente, poi si è squadrata.
7 Il fagiolo, il pisello, la soia, il legume. In origine era la raffigurazione di una coppa rotonda con un piedistallo in basso. Per ricreare l'immagine e dare un'idea delle sue forme, è stato usato il disegno di un baccello. Oggi sta ad indicare i legumi.
7 Il maiale, il porco. È un maiale di profilo, ritto sulle zampe, con la testa (tratto orizzontale) e il grugno ben in evidenza, le zampe e la coda (stilizzata con due tratti a destra). È l'ultimo segno dello zodiaco cinese, ha la pessima fama di essere un animale pigro, sporco, stupido e ingordo ma era una fonte di sostentamento molto importante per i contadini, infatti compare nel carattere 家 (famiglia). Inoltre è uno dei protagonisti del celeberrimo romanzo "Il Viaggio in Occidente" (西游记) di Luo Guanzhong, del periodo Ming.
7 Il gatto, la volpe domestica, il felino. È un gatto con il dorso inarcato, ritto sulle zampe posteriori e la testa con due dentini all'interno. Nella prima versione del pittogramma, cercava di afferrare un topolino, poi sparito. Il gatto era usato nelle srisaie per acchiappare i topi o allontanarli dalle coltivazioni di bachi da seta. È detto anche "volpe domestica".
7 La conchiglia. È un ritratto, con prospettiva dall'alto, di un guscio striato con le due antenne del mollusco che spuntano in basso. Lo storico Sima Qian, vissuto sotto la dinastia Han, racconta che in Cina prima del periodo delle "Primavere e Autunni" si usavano le conchiglie delle lumache di mare come moneta, insieme a coltelli, gusci di tartaruga e stoffe. Le monete, spesso coniate in bronzo, rame e ferro, apparvero durante i secoli di guerra e avevano una forma allungata per imitare la forma allungata di alcune conchiglie marine. Altre ancora erano rotonde e avevano un foro quadrato in centro per legarle insieme. Durante il Rinascimento cinese (dinastia Tang e Song) si inventò la cartamoneta per sostituire le collane di monete quando il pagamento era eccessivo: in caso contrario, sarebbe stato necessario portarsi dietro troppe monete di metallo o pesanti collane. La cartamoneta era stampata con il metodo ad impressione con lastre di legno, come se fossero timbri: la stampa ad impressione esisteva già nella dinastia Han ma si sviluppò solo durante i Song e raggiunse un primo apice di diffusione sotto i Ming. In generale, tasse e tributi si pagavano negli uffici appositi non solo con denaro, ma anche con stoffe pregiate come la seta. Questi tributi venivano pagati anche dagli stati vassalli, cioè sotto la protezione dell'imperatore cinese (ex. penisola coreana, Vietnam). Il carattere semplificato è 贝 e si può usare da solo.
7 Il colore rosso, la nudità, svestito. È un uomo in piedi davanti al fuoco, disegnato in basso e poi stilizzatosi.
7 Camminare, marciare, percorrere. Il pittogramma originale ha un uomo che muove le braccia. Poi nel corso dei secoli è cambiato e si è aggiunta una porzione di piede in basso 足 . La parte in alto del carattere è ciò che rimane dell'uomo, che si è stilizzato e si è proteso in avanti per dare il senso di movimento. Si può usare da solo.
7 Il piede. È un piede ritratto di lato, con la gamba e in ginocchio rotondo in alto. A lato, compare compresso, come nel carattere 路. Si può usare da solo, ma è considerato formale.
7 Il corpo, la donna incinta. Originariamente indicava una donna in gravidanza messa di profilo e con una braccio alzato. Ora indica in generale il corpo, la salute e la durata della vita. Si può usare da solo.
7 차, 거 Il carro. È un carro visto dal'alto, con il corpo centrale e due ruote collegate all'asse verticale. si pronuncia 거 nelle parole 停車場 정거장 "parcheggio" e 自轉車 자전거 "bicicletta". Nel cinese moderno si incontra semplificato in 车. Si può usare da solo.
7 L'amarezza, l'ottavo ramo celeste. È un uomo che ha offeso un suo superiore, rappresentato da alcuni trattini in cima. Quindi dovrà patire le sofferenze della sua punizione. È anche l'ottavo ramo celeste.
7 Il tempo, il periodo, l'alba, l'imbarazzo. Il pittogramma raffigura una donna che si piega su sé stessa per nascondere il ciclo.
7 Il cammino. Raffigura un piede 足 in movimento. Le linee in alto sono le orme che imprime al terreno. La versione in cinese semplificato è 辶 e in alcuni font ha due punti invece di uno.
7 La città. È un recinto che rimanda ad un agglomerato di case, con un fossato. Nelle versioni arcaiche, in basso era presente il radicale del sigillo, , riferimento all'autorità politica e imperiale sulle città, governate dalla nobiltà e successivamente dai burocrati che avevano superato gli esami imperiali. La versione semplificata è [-- 阝].
7 L'anfora, il vino, l'alcool, il decimo ramo terrestre. È il disegno di un'anfora panciuta con la bocca stretta, delle anse e il fondo rastremato. Si usava per conservare il vino e l'acqua fiumana. Indica anche il decimo ramo terrestre del calendario lunare.
7 Il villaggio, l'interno, la fodera. Rappresenta un tipico villaggio arcaico cinese, cioè un gruppo di case con un pozzo in mezzo. Si può trovare da solo, con gli altri due significati.
7 Il metallo, l'oro. Sono quattro minerali o quattro pepite d'oro (poi ridotte a due) sotto coperte da alcuni strati di terra e da un oggetto per nasconderli. La versione a lato si comprime in 釒e in Cina è oggi semplificata, ex. 钱. In Cina poi si usa molto per classificare i composti chimici nella tavola periodica.
7 Maggiore, lungo, la crescita. Sono dei capelli lunghi e legati. Nelle versioni successive, si è aggiunta anche una forcina (tratto orizzontale lungo). Poiché la crescita dei capelli è segno del trascorre del tempo e quindi dell'età, indica anche il concetto di "crescere". La versione semplificata in Cina è 镸.
7 La porta a due battenti. Rappresenta la visione frontale di una tipica porta contadina, con due battenti in alto e uno spazio in basso per fare circolare l'aria e gli animali. La versione semplificata in uno in Cina è 门.
8 La collina, il tumulo. È un pendìo con una scalinata in salita e una foresta in cima stilizzata come tre alberi. In principio i tre alberi erano tre pallini affiancati, poi si sono semplificati in due rettangoli l'uno sull'altro. Le tre righe l'una sull'altra che che rappresentavano le scale poi sono diventate una croce. La forma ricurva del pendìo si è fusa accanto ai due rettangoli. Il carattere è stato ulteriormente semplificato in [阝--].
8 Afferrare, la sottomissione. Raffigura una mano che regge una coda pelosa di animale. Rimanda ai sacrifici fatti dall'imperatore durante la dinastia Zhou: gli animali sacrificali venivano trascinati per la coda e uccisi per chiedere favori al Cielo e agli antenati. Gli animali, tenuti per la coda, non potevano fuggire: erano sottomessi. Si credeva che gli spiriti influenzassero la vita terrena e che l'imperatore, una figura divina, aveva il mandato di governare dato dal Cielo. In caso di carestie, terremoti, alluvioni e assunzione di atteggiamenti troppo lascivi, si credeva che l'imperatore perdesse il mandato celeste e poteva essere deposto. Come seconda interpretazione, raffigura una mano che regge una coda di peli d'animale e capelli di schiavo che viene sacrificata.
8 Il figlio. Rappresenta un neonato a gattoni con una grossa testa inquadrata frontalmente. Aveva due codini, poi persi, le delle linee spezzate che stanno ad indicare le fontanelle che non si sono ancora chiuse. Nel cinese semplificato e in alcuni caratteri si trova come 儿 ( ex. 元) e sta a significare "gambe". A fine parola, nel cinese mandarino viene riciclato per indicare la èrhuà, cioè la -r rotica /ɽ/ come quella inglese.
8 L'uccello con la coda corta. È un uccello con le ali spalancate e le zampe distese, ma è ritratto senza coda. La versione finale del pittogramma differisce molto dall'originale.
8 La pioggia. Sono delle gocce di acqua che scendono da un'enorme nuvola in cielo, prima sinuosa e poi squadrata. Si può usare da solo. Sopra la chiave di lettura, si comprime, ex. 雪.
8 Il colore verde, il colore azzurro, il colore nero. Ha una vasta gamma di significati, ma per indicare il colore nero si può usare 黑, per indicare il blu-azzurro 蓝 e per il verde 绿. Sono dei germogli che sono verdi perché stanno ancora crescendo. Alcuni germogli in alto si sono semplificati in dei tratti orizzontali. In alcuni font e/o in Cina si scrive come 青. Ha poi molti altri significati, come ad esempio "giovane" (riferimento in senso lato alla giovinezza dei germogli), "lussureggiante" e "primavera".
8 Marcare, raccogliere, scegliere. È l'impronta della zampa di una tigre, La parte in basso rappresenta il palmo, la parte in alto il segno degli artigli.
8 Non essere, sbagliato. Rappresenta le due qualità di legno che possiede un tronco d'albero: una parte poco robusta e un'altra parte adatta a costruire. Si può usare slegato e, nel linguaggio formale o in alcune parole, significa "non essere".
9 La faccia, il volto, la superficie. È un volto frontale stilizzato e incorniciato, in cui spicca il naso 自. Si può anche usare da solo e in più indica il concetto di "rispetto": in Cina e in Giappone, "perdere la faccia" è un modo colloquiale per dire come la persona colpita abbia perso la sua reputazione, la sua "faccia" (cinese "Mian", giapponese "Menboku"). In più, se una persona perde la faccia, anche le altre entità che rappresenta o di cui fa parte (ex. azienda, familiari) perdono la faccia perché il singolo, nella filosofia confuciana, è un microcosmo che fa parte di un macrocosmo e il suo operato ha ripercussioni su di esso.
9 Il cuoio non conciato, il pellame, l'ufficiale degradato. È una pelle di pecora stesa, rappresentata dalle due linee orizzontali del radicale, , con due mani ai lati che la raschiano per conciarla. Le mani oggi sono evolute nel rettangolo in mezzo. Indica pure un ufficiale "scuoiato" dei suoi beni e del suo grado. Si usa molto in oggetti fatti in cuoio: selle, bersagli per allenarsi, briglie... e si usa anche nella parola 革命, che oggi indica la "rivoluzione", un cambio di pelle/situazione e anticamente indicava lo stesso fenomeno ma riferito in particolare alla deposizione di un imperatore se si credeva che quest'ultimo avesse perso il mandato celeste.
9 Il cuoio conciato. Sono due uomini ritratti da un punto di vista rialzato che aprono, tirano e stirano un oggetto tondeggiante, cioè una pelle conciata, sopra un oggetto che ovviamente è nascosto dalla pelle. La pelle poi si è squadrata in un rettangolo. La versione semplificata è 韦.
9 Il suono. È una bocca dalla quale, in basso, spunta una lingua in movimento, con un punto disegnato sopra. Poi le forme si sono squadrate e il punto è diventato una linea orizzontale. Si può usare da solo.
9 Il porro, lo scalogno, l'aglio. Sono due piantine di aglio cinese che spuntano dal terreno e le foglie rivolte verso l'alto ("lanceolate"). Si può usare da solo, ma è estremamente formale.
9 La testa, la pagina. È una testa vista frontalmente, con un ciuffo di capelli e un naso 自 frontale e il collo. Il naso, a causa della punto di vista frontale, appare appiattito. Infatti il carattere è stato poi riciclato per indicare la foglia, piatta come il naso in questione. Nel cinese semplificato si trova come 页 . Si può usare da solo e significa "foglia, pagina".
9 Il vento. In principio dentro al contorno c'erano un sole, un tratto orizzontale sopra di lui che indicava il concetto di movimento e, sotto, il radicale dell'ampiezza. Poi il pittogramma è mutato in un insetto: nel pensiero antico cinese, i venti con il loro influsso creavano gli insetti. La forma semplificata è una vela (stilizzata con una cucitura in mezzo) gonfiata dal vento, 风, Si può usare da solo.
9 Il volo. Sono due ali aperte di una gru dal collo ricurvo mentre si stacca dal suolo. I puntini sono le piume. La versione cinese semplificata è 飞 e si può usare da sola.
9 Il cibo. Rappresenta una persona in alto e una pentola con il coperchio poggiato sopra. Sotto c'è un mestolo. La forma a lato si disegna 飠e in Cina è semplificata come 饣.
9 La testa, il capo. Raffigura una testa stilizzata, con un ciuffo di capelli e un naso 自. Sta a significare anche "capo" nel senso di "leader". Si può usare da solo.
9 Il profumo, la fragranza. È il miglio, rappresentato dal radicale del miglio, mentre fermenta e produce un buon odore, come indica il radicale della dolcezza in basso. Oggi quest'ultimo si è semplificato. Si può usare da solo.
10 Il cavallo. È un cavallo ritratto di profilo con un enorme occhio. Nella forma finale, conserva dei tratti del muso, della criniera (tratti orizzontali), dell'occhio (tratto verticale), del dorso e le 4 zampe in basso. Fa parte dello zodiaco cinese. La versione semplificata in Cina è 马.
10 Le ossa, lo scheletro. Il pittogramma in origine raffigurava alcuni tratti di uno scheletro, non è specificato di chi o cosa; più avanti è stata aggiunta in basso la carne stilizzata 月. Le ossa si usavano sia per fabbricare tessere di domino che per effettuare le scapulomanzie.
10 La torre, l'altezza. È il pittogramma di una torre costruita sopra un palazzo. La torre rende il concetto di "altezza". La penultima versione del radicale è 髙, ancora in uso in Giappone.
10 I capelli. È un viso rappresentato frontalmente, con uno scorcio di naso 自 e il collo e una lunga ciocca di capelli a lato.
10 Il combattimento, il litigio. Sono due uomini di profilo che combattono o hanno un'accesa discussione. Nella versione attuale restano due linee verticali per rappresentare i loro busti e i tratti del viso stilizzati. Per rimanere in tema, i famosi stili di lotta Taijiquan e Shaolinquan sono cinesi.
10 Il vino sacrificale. È un vaso con del vino mescolato e fatto fermentare con miglio e aromi, rappresentati come dei puntini. Successivamente è stato aggiunto sotto un mestolo, usato per versarlo nelle coppe. Durante le libagioni si spargeva per terra per sacrificarlo al Cielo o agli antenati.
10 Il calderone, la marmitta. È un grosso recipiente di terracotta prima e di bronzo successivamente, con dei sostegni. Si poneva direttamente sul fuoco. Si usava pure in cerimonie ed era esposto nei templi e nelle tombe. Le tre gambe, per facilitare la dissipazione del calore e quindi la cottura, erano vuote all'interno. Nella parte superiore del carattere c'è il coperchio senza pomello. La forma del calderone si è stilizzata in una bocca scollata dal coperchio e dalle gambe, che si sono stilizzate in due punti.
10 Fantasma, demone, spirito, spaventapasseri. È una forma umana che vola via da un corpo. Accanto ad essa c'è un vortice d'aria stilizzato e creato dal suo movimento. Secondo altre interpretazioni, in realtà è la coda del demone. Una seconda interpretazione vuole che il pittogramma sia in realtà uno spaventapasseri inserito in un campo 田 , visibile in alto. Si può usare da solo. Nel pensiero cinese arcaico, si credeva che gli spiriti degli antenati influenzassero le faccende terrene. Nella letteratura classica, i fantasmi e demoni pullulavano le novelle popolari e gli aneddoti su soggetti fantastici, fenomeni curiosi e apparizioni misteriose, gli Zhiguai e i Chuanqi. Gli spiriti erano presenti anche nelle medesime novelle a tema buddista: quest'ultimo entrò in letteratura quando la religione si diffuse e si ritrova pure nei romanzi lunghi più celebri come "Il Sogno della Camera Rossa", "I Briganti" e "Il Viaggio in Occidente" e in alcune poesie Tang e Song. Il buddismo in Cina poi si frammentò in più scuole. Una di queste, il "Buddismo Chan" fu esportato in Giappone, dove diventò "Buddismo Zen".
11 Il pesce. È un pesce prima ritratto dall'alto e poi in piedi e di profilo, con le pinne sul dorso e ventre (poi perse), la testa in alto, il corpo con le squame e la coda divisa in due stilizzata con dei puntini. È simbolo di ricchezza, serenità e armonia coniugale (insieme alle anatre mandarine) e fedeltà matrimoniale. In Cina si trova semplificato come 鱼.
11 L'uccello dalla coda lunga. È un uccello ritratto di lato, con un becco (poi diventato un ciuffetto sulla testa), un occhio stilizzato, un'ala spalancata e le due zampe stilizzate in basso. È ritratto in molti dipinti e, tra tutti i volatili, la fenice rappresenta l'imperatrice e le anatre mandarine rappresentano una coppia di amanti perfetti. Quest'ultima immagine molto usata nei romanzi popolari cinesi del periodo Qing ha dato nel Novecento (periodo della letteratura moderna cinese) il nome al filone della narrativa popolare, chiamata in segno di disprezzo "Genere delle anatre mandarine e delle farfalle" (in realtà si chiamava 小说, cioè "piccole chiacchiere"). La versione semplificata in Cina è 鸟. Il carattere in più è stato ribaltato rispetto ad un ipotetico asse verticale.
11 Il sale, il salgemma. È un contenitore con un manico e dei granelli di sale. Durante l'occupazione tartara (dinastia Yuan) il sale veniva usato anche come moneta. La versione cinese semplificata è 卤 e si può usare da sola, anche se è formale.
鹿 11 Il cervo. È un cervo di profilo, con testa, un occhio stilizzato 目 ribaltato in orizzontale, le corna (nella versione finale, ne resta uno) e due zampe. È molto usato nella medicina tradizionale cinese, è simbolo di vigore e di lunga vita. È importante pure per i monaci tibetani, insieme alla coda di yak.
11 Il frumento. Raffigura il grano che matura. In alto ci sono le piantine cariche e piegate dall peso dei chicchi, in basso c'è l'icona del movimento. La versione attuale è piuttosto diversa da quella originale. La versione semplificata è 麦.
11 La canapa, l'oppio, il lino. Sono due fasce di steli, messi sotto un riparo ad essiccare. Le fibre di canapa erano state usate e coltivate per millenni fabbricare carta, corde e tessuti, inclusi i sudari funerari. Era anche usata nella medicina tradizionale cinese come sostanza euforica o anestetico, e i suoi semi venivano mangiati dai contadini.
12 Il colore giallo. In origine sarebbe un uomo su un campo con una torcia: il giallo del fuoco rimanda al giallo del terreno, quindi al löss, un fango giallo e fertile depositato a terra dal Fiume Giallo, intorno al quale si sviluppò la civiltà cinese agli albori. In base ad una seconda interpretazione, è una minatore con una torcia che cerca l'oro. Il giallo era anche colore imperiale, era molto usato nelle decorazioni sontuose ed è usato nei vestiti di alcuni monaci buddisti ma, in altri contesti, rimanda ai concetti di "pornografico", "inquinamento spirituale" e "depravazione".
12 Il miglio. È un cereale dal quale gocciola l'acqua. Il fatto che goccioli mostra come le foglie siano appiccicose e impermeabili. Le gocce di acqua si sono poi mutate nel radicale dell'acqua. Il miglio è stato l'alimento base dei cinesi fino alla dinastia Han, poco dopo l'inizio del periodo imperiale, quando fu sostituito con il riso. Si usa tuttora non solo nei piatti ma anche nel vino di riso fermentato.
12 Il colore nero. È una finestrella con un telaio diviso in quattro zone (poi diventate due) e delle parti annerite dalla fuliggine trasportata dal fumo di un focolare, rimasto in basso come quattro gocce. Il colore nero viene spesso usato in parole che si riferiscono ad atti di "illegalità" e simili (ex. 黑钱 soldi in nero, soldi sporchi) o a cose "oscure, segrete, sinistre". Nell'Opera di Pechino, i personaggi con la faccia nera sono di alto rango. Nel vestiario, è un colore molto comune che indica formalità.
12 Il ricamo. È una foglia con, nella parte inferiore del carattere, una stoffa traforata per ricamarci le foglie.
13 La rana, il rospo, il batrace, il girino. Era una rana vista dall'alto, con la testa, 4 zampe e la coda piegata. Poi passò a rappresentare un girino, con le branchie e la coda. È presente in alcune leggende cinesi, si usava come ingrediente nella medicina tradizionale cinese e popolava le risaie. I contadini le catturavano per poi mangiarle in quanto non potevano permettersi spesso la carne. Veniva chiamata "il pollo della risaia". In Cina oggi si usa la versione semplificata 黾.
14 Il tripode. In origine era un vaso di terracotta, poi è stato realizzato in bronzo. Questo recipiente con le maniglie e tre gambe veniva usato per cucinare. In tempi successivi, si utilizzò per offrire sacrifici.
14 Il tamburo. È una mano destra che impugna una bacchetta dalla punta grossa e picchia un tamburo con un sostegno sotto. I primi tamburi cinesi erano in terracotta e pelle ed erano usati in battaglia o per segnare l'ora, insieme alle torri campanarie.
14 Il topo. È un topo con la testa, il corpo panciuto, le vibrisse e una lunga coda (il tratto ricurvo a destra più esterno). È il primo animale dello zodiaco cinese. È segno di timidezza, meschinità, furbizia ma pure operosità. Si può usare da solo.
14 Il naso. È un naso visto frontalmente e arricchito di tratti per distinguerlo da 自 . Essi sono la bocca aperta e il collo. Si può usare da solo.
14 L'uguaglianza. Sono tre spighe di grano affiancate e perfettamente uguali. In principio erano solo tre linee verticali con tre ovali disegnati sopra, poi gli ovali sono diventati dei rombi e la linea verticale della piantina in mezzo è aumentata di altezza. Poi quest'ultima si è stilizzata (con lo zoom sul radicale, si nota ancora un rombo tagliato a metà), le altre due piantine si sono stilizzate in alto e sotto sono comparsi due tratti orizzontali. La versione finale quindi è più complessa di quella di partenza. La versione semplificata in Cina è 齐.
15 Il dente. Raffigurava una bocca spalancata messa in verticale, con due arcate di denti. Poi è stata girata in orizzontale e ha conservato 4 denti, poi stilizzati. Nel cinese semplificato appare come 齿 . Si può usare da solo, tuttavia per indicare i denti si preferisce 牙.
16 Il drago. È un drago con due ali in alto (meno riconoscibili nella versione finale), la pelle ricoperta di scaglie (tutti i trattini orizzontali) e il corpo snello. È simbolo dell'imperatore e fa parte dello zodiaco cinese. Sebbene per tradizione sia sordo, è una bestia molto potente. In Cina si usa la versione semplificata 龙.
16 La tartaruga. È inizialmente una tartaruga vista dall'alto, con una croce per indicare il carapace striato, la testa, 4 zampe e la coda. Poi il pittogramma è stato girato in verticale e il ritratto è stato eseguito di profilo. Si notano bene la coda, il carapace striato, due zampe e la testa. È simbolo di perseveranza ma pura di infedeltà femminile. Simbolizza il nord ma pure tutto l'universo: secondo uno dei miti cosmogonici cinesi, la terraferma si trova sui loro carapaci, che emergono dal mare. Il secondo mito più noto è quello del dio Pangu che rompe un uovo: l'albume è l'universo e il tuorlo è la Terra. Pangu è la prima delle tante figure leggendarie che si trovano nelle opere storiografiche che parlano della Cina delle origini. Dopo di essi sono venuti i primi sovrani saggi, i "Giusti" o "Santi", rappresentati come esempi da seguire dai primi filosofi cinesi vissuti sotto il primo periodo di guerra, le "Primavere e Autunni" (Confucio, Laozi...). Quando il re Yu passò il posto a suo figlio Qi, nacque la prima dinastia cinese: la dinastia Xia, succeduta dagli Shang e Zhou. Il guscio della tartaruga era inciso con i caratteri e bruciato per le scapulomanzie, che sono il contesto in cui nacquero i primi pittogrammi. Rappresenta pure il letargo. La versione semplificata in Cina è 龟: perde il corpo e le zampe.
17 Il flauto di Pan. Rappresenta un flauto di bambù con le canne allineate e rilegate da una fascia orizzontale. Le tre bocche in alto stanno ad indicare i fori. Il tratto orizzontale più in alto sta pure ad indicare l'assemblaggio delle canne. La musica si suonava in funzione di intrattenimento e aveva anche una funzione politica, rituale e di accompagnamento delle recite teatrali (Kunqu 昆曲, Zaju 杂居, Jingju 京剧...), divise in 300 stili diversificati in base al dialetto usato e al tipo di musica usata. Nelle fasi di intrattenimento, alla musica si poteva unire il testo, di solito una poesia popolare a tema amoroso (ex. gli Cí 词 del Rinascimento cinese e i Qǔ 曲 nati sotto l'occupazione mongola, cioè la dinastia Yuan), composta da scrittori che in passato erano burocrati falliti e oggi sono famosi volti della letteratura cinese. Un tipico strumento usato era la Pipa 琵琶, il liuto cinese. Nella strumentistica tradizionale cinese, gli strumenti si dividevano in otto classi, tutte distinte dal materiale di costruzione. Le note non si segnavano con la notazione occidentale, inventata da Guido d'Arezzo, ma con i sinogrammi. Si può usare da solo, ma è estremamente formale.

Evoluzione della lingua[modifica | modifica wikitesto]

Il coreano è oggi una lingua unitaria, che non presenta (eccetto i vari dialetti) varietà regionali, ma nell'antichità quest'unitarietà non esisteva. Si suppone che le lingue da cui il coreano si sarebbe sviluppato si siano suddivise all'inizio della nostra era nel gruppo delle lingue Buyeo 부여 (夫艅) nel nord e delle lingue Han 한 (韓) nel sud. Fonti cinesi del III secolo lo confermano.

Forme arcaiche: lingue delle tribù Buyeo[modifica | modifica wikitesto]

Dal gruppo Buyeo si è sviluppata la lingua dell'Impero di Goguryeo (고구려 高句麗; I secolo d.C. fino al 668 d.C.). La lingua di Goguryeo è l'unica documentata delle lingue del gruppo Buyeo. Dall'analisi del lessico presente si desume che sia una lingua vicina al gruppo tunguso dalle caratteristiche tipicamente altaiche. La lingua di Goguryeo presenta sorprendenti somiglianze con il coreano medio da un lato e con il giapponese arcaico dall'altro. Così per esempio avremo in Goguryeo *tan, *tuan e in giapponese arcaico tani (valle); in Goguryeo *usaxam e in giapponese antico usagi (coniglio). In base a queste ed altre coincidenze (come nei numeri) si sostiene in parte l'ipotesi di parentela tra il coreano e il giapponese tramite il Goguryeo come lingua ponte. Contemporaneamente il Goguryeo può essere considerato la prova dell'appartenenza del coreano alle lingue altaiche.

Forme arcaiche: Lingue delle tribù Han[modifica | modifica wikitesto]

Dalle lingue delle tribù Han si è sviluppata la lingua di Baekje (백제 百濟, regno crollato nel 660 d.C). I frammenti rimasti oggi della lingua di Baekje dimostrano che questa è molto vicina al coreano medio e alla lingua del regno di Silla (신라 新羅) sia nel lessico che nella morfologia.

Unificazione sotto il regno di Silla: il coreano antico[modifica | modifica wikitesto]

Quando il regno di Silla (신라 新羅) sottomise nel VII secolo gli altri regni coreani e raggiunse l'egemonia sulla regione, non solo cancellò le lingue precedenti, ma unificò per la prima volta le tribù coreane anche politicamente. Questo processo, che non è considerato a sufficienza nell'evoluzione della lingua coreana, può essere paragonato da un punto di vista storico all'egemonia del latino, una lingua parlata in origine da un popolo di pastori nei dintorni della futura città di Roma, che si impose su tutto il territorio italiano dopo che Roma conquistò queste terre. In sostanza si può parlare di una lingua coreana comune solo a partire dal periodo del regno di Silla. Ed è proprio la lingua di Silla del periodo dei tre regni ed in seguito, quella di Silla Unificato (668-934 d.C.), a costituire il coreano antico, fase che la cronologia linguistica fa terminare con l'avvento della dinastia Joseon, successore nel 1392 della dinastia Goryeo. Quest'ultima è stata per circa un secolo vassalla del Khan mongolo perché la Cina, tra XIII e XIV secolo, era stata interamente occupata nel 1279 dai mongoli della dinastia Yuan, rovesciata nel 1368 dalla dinastia Ming. Sulla lingua di Silla numerose sono state le inferenze, in particolare alla luce di alcune fonti che riporterebbero come questa lingua fosse dissimile da quella parlata a Baekje e Goguryeo, popolazioni, almeno secondo i rispettivi miti di fondazione, entrambe derivanti da un ramo dei Puyo settentrionali e che quindi avrebbero una matrice linguistica comune. Ma altre fonti notano come il regno di Silla non abbia incontrato nessuna difficoltà linguistica nel processo di unione dei tre regni; o meglio, una disparità è notata in maniera più evidente nei riguardi della lingua di Goguryeo ma non in quella dello Stato di Baekje. Una risposta può essere trovata nel fatto che la popolazione di Baekje parlasse in realtà una lingua diversa da quella dell'élite al potere, avendo quindi alla base, un'origine, quella del popolo, comune a Silla (entrambi altri non erano che un'evoluzione dei tre stati Han nel meridione coreano) mentre ai vertici dello Stato, una matrice tutta settentrionale, secondo il mito di fondazione appunto, derivante dal ramo dei Puyo. La lingua di Silla ci permane se non grazie quasi esclusivamente ai componimenti Hyang-ga riportati nel Samguk yusa del monaco Ir'yon (1285). Il trapezio vocalico del coreano antico è composto di 7 vocali: un'anteriore la [i], tre centrali ([ɨ], [ə] ed [æ]) e tre posteriori ([u], [ɔ] e [a]-posteriore centrale-). Da ricordare che il coreano antico non aveva ancora sviluppato la serie delle consonanti geminate/tensificate (es. ㅆ,ㄸ, etc.), mentre erano già presenti le aspirate. Esisteva una distinzione fonologica tra gli allofoni del coreano moderno [l] e [ɾ] e molto probabilmente le consonanti finali di sillaba erano "rilasciate", a differenza del coreano contemporaneo. Per quanto riguarda la morfologia, il coreano antico, già presentava una forma di armonia vocalica, nonché alcuni marcatori come /i/ per il soggetto (/ka/ sarà introdotto solo nel XVI secolo) e congiunzioni come -/ko/ e -/myɔ/ "e"/"e poi". La scrittura era e resterà fino al 1443/1446 di tipo ideografico.

Coreano medio[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del coreano medio iniziò circa nel X secolo. Fino all'introduzione dell'alfabeto coreano nel XV secolo, i documenti linguistici sono solo frammentari e contenuti nell'allora comune scrittura cinese. Verso la fine del XVI secolo, all'epoca dell'occupazione poi respinta dai Ming di Toyotomi Hideyoshi (1592), si possono notare tuttavia cambiamenti fonologici e morfologici, che erano stati raggiunti nel XVII secolo all'epoca dell'Impero di Joseon. Nel Coreano medio è nato anche il fenomeno sopracitato dell'intonazione vocalica crescente per distinguere due possibili significati di un'identica parola, che esiste ancora in alcuni dialetti.

Nel 1905, tutta la penisola coreana fu strappata dal Giappone imperialista alla decadente dinastia Qing, l'ultima dinastia imperiale della Cina, succeduta ai Ming nel 1644. La Corea, fino a quel momento, era stata uno stato vassallo della Cina: in cambio di contributi, era stata protetta dall'imperatore da minacce esterne, come il tentativo di invasione giapponese. L'isola rimase occupata fino al 1910, quando fu decretata l'annessione forzata dopo l'assassinio di un principe giapponese e l'ultimo imperatore coreano, Sunjong, fu deposto. Due anni dopo, l'ultimo imperatore cinese si dimise e l'impero finì.

L'annessione della Corea durò fino alla resa incondizionata del Giappone nel 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Durante tutto questo periodo, i giapponesi imposero il loro idioma come lingua nazionale nel tentativo di assimilarli linguisticamente.

Coreano moderno[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia recente ci sono state evoluzioni differenti divise da una politica linguistica, causate dalla divisione del paese avvenuta nel 1948. Nella Corea del Sud la lingua standard si basa nella pronuncia e nell'ortografia sul dialetto della capitale Seul, nella Corea del Nord la lingua standard è il dialetto di Pyongyang. Le differenze esistenti tra i dialetti coreani sono tuttavia marginali, tanto che il coreano viene capito bene da tutti i coreani (eccezion fatta per i dialetti parlati sull'isola di Jeju). La lunga divisione della Corea ha tuttavia portato ad uno sviluppo diverso tra Nord e Sud. Nel lessico della Corea del Sud sono entrati numerosi prestiti dall'inglese americano, come ad esempio 뉴스 (Nyuseu), notiziario. In Corea del Nord invece si tenta di esprimere concetti nuovi tramite la derivazione di parole nuove che siano "coreane pure". Rifugiati della Corea del Nord apprendono a fatica nella fase iniziale molte parole inglesi a loro sconosciute.

Cenni di grammatica moderna[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto sopra, il coreano è una lingua agglutinante. Altre peculiarità del coreano sono le rigide regole della morfologia verbale e dei suffissi onorifici. Sia il verbo che il sostantivo può essere marcato morfologicamente all'interno di una frase a seconda degli atti linguistici utilizzati e dal valore topologico. Per i verbi questo si concretizza essenzialmente con prefissi, suffissi e infissi, nei sostantivi con posposizioni.

Verbi[modifica | modifica wikitesto]

I verbi coreani si dividono in due gruppi principali: verbi d'azione, che descrivono attività in corso di svolgimento (먹다 meogda mangiare, 감사하다 gamsa hada ringraziare) e verbi di qualità, che caratterizzano proprietà o condizioni e quindi anche la funzione dell'aggettivo che in italiano spesso segue (싸다 ssada essere economico, 까맣다 ggamahda essere nero). Una posizione particolare è assunta dal verbo "이다 ida", che corrisponde al verbo essere in italiano e che funge quindi da copula.

Il verbo coreano si compone nella sua forma all'infinito di una radice e dell'affisso "다" -da. Dalla radice si costruisce la forma composta (detta anche radice estesa), la base per ulteriori forme verbali soggette ad espansione, come la forma del passato.

Esempio per il verbo 먹다 meogda (mangiare):

meog Radice verbale
먹다 meogda Forma dell'infinito composta da radice + 다 -da
먹어 meogeo Forma verbale composta da radice + 어 eo
먹었다 meogeossda Forma del passato sviluppata dalla forma verbale composta + forma del passato ㅆ ss + desinenza dell´infinito 다 -da: "aver mangiato"

Sistema dei morfemi onorifici[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema coreano dei gradi di cortesia (onorativo) è piuttosto complesso. Il verbo coreano descrive attraverso forme diverse il contesto sociale della comunicazione. Per questo le forme di cortesia assumono una posizione determinante in base al rapporto tra il parlante e l'ascoltatore (p.e. onorativo I e onorativo II) oppure con il soggetto della frase (p.e. infisso onorativo -si-). Diversamente dal "lei" italiano, nella scelta della forma di cortesia non ha in principio molta importanza il rapporto di conoscenza tra interlocutori. Infatti anche il meno anziano di due fratelli può pretendere l'uso di forme di cortesia. Parallelamente ai cambiamenti nella struttura sociale si sta arrivando al livellamento e alla svalorizzazione delle forme di cortesia.

Una divisione dei registri del parlato non è regolata in maniera uniforme nella letteratura. Le diverse forme di cortesia possono essere in parte utilizzate di pari passo. I due registri del parlato importanti che si incontrano più di frequente nel parlato quotidiano sono l'onorifico I e l'onorifico II e corrispondono entrambi all'italiano "lei". In coreano, per esempio, devono essere sempre anteposti.

Onorifico I[modifica | modifica wikitesto]

Questa forma viene costruita tramite la forma verbale composta e il suffisso 요 -yo . In origine era usata soltanto nel dialetto di Seul principalmente da parlanti di sesso femminile, ma è ora estesa a tutta la Corea e ad entrambi i sessi. Viene utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di estranei di rango uguale o inferiore, ma non tra adulti in rapporto di amicizia.

Onorifico II[modifica | modifica wikitesto]

Questa forma viene costruita tramite la radice verbale e il suffisso ㅂ니다 / 습니다 -bnida / -seubnida (o ㅂ니까 / 습니까 -bnikka / -seubnikka nelle frasi interrogative). Viene tuttavia utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di anziani, di persone di rango sociale verosimilmente più alto o in occasioni formali, in particolar modo quando a più persone viene rivolta la parola. Anche gli annunciatori della televisione utilizzano questo livello linguistico.

Infisso onorifico -shi-[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei verbi possono essere dotati dell'infisso onorifico 시 -shi- in aggiunta alla forma onorifica. Questo infisso può per esempio comparire quando due interlocutori chiacchierano ad un registro linguistico inferiore, ma discutono di una persona di rango sociale maggiore non presente. Allo stesso modo si può costruire una forma particolarmente cortese.

Registro di cortesia nelle forme verbali composte[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di forme interlocutorie nelle forme verbali composte è sostanzialmente possibile e corrisponde dal punto di vista della cortesia ad un registro appena inferiore all'italiano "tu". Nei confronti di bambini piccoli, amici molto stretti e alcuni membri della famiglia è la norma, mentre non viene quasi mai impiegato nei confronti della maggior parte degli adulti, a meno che il parlante non intenda scatenare una lite.

Forme di saluto[modifica | modifica wikitesto]

In Corea, per esempio la comune forma di saluto deve essere anteposta alle diverse forme onorifiche.

안녕 annyeong accettabile solo tra amici stretti
안녕 하세요 annyeong haseyo Onorifico I + infisso onorifico: comune formula di saluto di cortesia normale. "Che lei possa avere pace!"
안녕 하십니까? annyeong hasimnikka? Onorifico II + Infisso onorifico: forma di saluto più cortese. "Lei ha pace, caro signore/cara signora?"

Sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

I sostantivi coreani non hanno sostanzialmente né genere né numero né caso. Tuttavia a seconda della necessità si può aggiungere una marca grammaticale corrispondente come posposizione. La tabella seguente mostra una lista delle possibili posposizioni. (Non pretende di essere in alcun modo completa).

Con parola terminante in consonante Con parola terminante in vocale Utilizzo
-i -ga Nominativo
-eun -neun Tema della frase (può anche coincidere con il soggetto)
께서 께서 Nominativo Onorifico
Genitivo
에게 에게 Dativo (solo per persone)
한테 한테 Dativo (anche per animali)
Dativo Onorifico
Accusativo
Espansione locale (in concomitanza di verbi di movimento)
Stato in luogo
Tempo determinato
에서 에서 Stato in luogo (con attività e verbi di qualità)
에서 에서 Moto da luogo
부터 부터 Da (con tempo determinato)
까지 까지 Fino a (con espansioni locali e temporali)
Numerale
insieme a <qualcuno> (spesso in concomitanza di 함께)
으로 Direzione
으로 Mezzo
Plurale
Anche

Il genere viene determinato, a seconda delle necessità, da un prefisso:

남- maschile
여- femminile
수- maschile (con animali)
암- femminile (con animali)

I sostantivi possono anche essere omessi purché il tema e il rema dell'enunciato possano essere dedotti dal contesto. Una tipica frase coreana può così presentarsi anche completamente senza sostantivi.

Lessico[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle parole "puramente coreane" una buona parte di lessico coreano (dal 40 fino al 60%) consta di prestiti stranieri che sono stati presi nel corso della storia dal cinese. Ragioni per questo numero eccezionalmente alto di parole sino-coreane sono i frequenti contatti che la Corea ha curato nel corso di tutta la sua storia nei confronti della sua "grande sorella" cinese, così come la filosofia del confucianesimo, elevata in Corea al rango di religione di Stato. In tempi più recenti sono stati presi prestiti dall'inglese particolarmente in Corea del Sud e adattati alla fonologia coreana (per esempio 컴퓨터 Keompyuteo per "computer").

Scomparsi quasi del tutto sono invece i prestiti dal giapponese. Invece del giapponese 벤토 bento, ancora utilizzato ai primi del XX secolo all'epoca del colonialismo giapponese, il cibo mangiato al giorno d'oggi in lattina si chiama con una parola puramente coreana: 도시락 dosirak. La ragione della scomparsa di prestiti giapponesi è il ricordo doloroso del tempo dell'occupazione giapponese della Corea che queste parole richiamano alla mente.

Rari, ma presenti, sono prestiti dal tedesco. Con 호프 hopeu (adattamento secondo la fonologia coreana della parola tedesca "Hof" = corte, cortile), si usa caratterizzare in Corea una bettola in cui si servono bevande e in particolar modo birra, secondo lo stile occidentale. 아르바이트 areubaiteu (da "Arbeit", lavoro) significa, come anche il giapponese arubaito, lavoro interinale, saltuario, mentre con 닥스훈트 dakseuhunteu (da "Dachshund") si definisce il bassotto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Edoardo Fazzioli e Eileen Chan Mei Ling, Caratteri cinesi, in Arte, Milano, Mondadori, 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Lewin; T. Kim. Einführung in die koreanische Sprache. Heilbronn, 1974.
  • Lee, Ki-Moon. Geschichte der koreanischen Sprache. Wiesbaden, 1977.
  • Fazzioli, Edoardo. Chang Min Ling, Eileen. Caratteri cinesi. Milano, Mondadori Arte, 2010.

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