Lingua coreana

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Coreano
Joseonmal (조선말?) - Hangugmal (한:국말?)
Parlato inCorea del Nord Corea del Nord
Corea del Sud Corea del Sud
ed altri 18 paesi
Locutori
Totale77,2 milioni (2010)
Classifica14
Altre informazioni
Scritturahangŭl/chosŏngŭl (dal XV secolo)
TipoSOV agglutinante
Tassonomia
Filogenesiin discussione[1][2][3][4][5][6]
 Coreano
Statuto ufficiale
Ufficiale inCorea del Nord Corea del Nord
Corea del Sud Corea del Sud
Regolato daIstituto nazionale per la lingua coreana (국립국어원 / 國立國語院)
Codici di classificazione
ISO 639-1ko
ISO 639-2kor
ISO 639-3kor (EN)
Glottologkore1280 (EN)
Linguasphere45-AAA-a e 45-A
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 1
모든 인간은 태어날 때부터 자유로우며 그 존엄과 권리에 있어 동등하다. 인간은 천부적으로 이성과 양심을 부여받았으며 서로 형제애의 정신으로 행동하여야 한다.
Traslitterazione
McCune-Reischauer

Modŭn Ingan-ŭn T'aeŏnal ttaebut'ŏ chayuroumyŏ Kŭ Chon-ŏmgwa Kwollie Issŏ Tongdŭnkhata. Inganŭn Ch'ŏnbujŏgŭro Isŏnggwa Yangsimŭl Puyŏbadassŭmyŏ Sŏro Hyungjeaeŭi Chŏngsinŭro Haengdonghayŏyahanda.

Latinizzazione riveduta

Modeun Ingan-eun Tae-eonal ttaebuteo Jayuroumyeo Geu Jon-eomgwa Gwonrie Iss-eo Dongdeunghada. In'gan-eun Cheonbujeog-euro Iseong-gwa Yangsim-eul Bu-yeobad-ass-eumyeo Seoro Hyungje-ae-ui Jeongsin-euro Haengdongha-yeo-yahanda.
Map of Korean language.png
Diffusione del coreano nel mondo.

Il coreano o lingua coreana è parlato da oltre 77,2 milioni di persone nella penisola coreana. I nomi locali sono: Joseoneo (조선어?, 朝鮮語?) o Joseonmal (조선말?, 朝鮮말?) in Corea del Nord, o anche Hangugeo (한:국어?, 韓國語?) o Hangugmal (한:국말?, 韓國말?) in Corea del Sud. I diversi nomi derivano dalle diverse denominazioni della Corea del Nord o della Corea del Sud per il loro Paese. La maggior parte dei linguisti classifica il coreano come lingua legata alla famiglia nipponica.

Classificazione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione della lingua coreana è un tema discusso. Una buona parte dei ricercatori sostiene l'appartenenza del coreano al gruppo delle lingue nipponiche, ma anche l'idea che si possa trattare di una lingua isolata.

A lungo sostenuta è una possibile parentela con il giapponese, con cui il coreano condivide notevoli tratti in comune dal punto di vista strutturale e grammaticale (anche se non sussistono praticamente somiglianze lessicali). In parte questa parentela linguistica è negata in base alle difficili relazioni storiche tra le due nazioni, non ultimo l'imperialismo giapponese.

La tesi del coreanista tedesco Andre Eckardt, secondo la quale la lingua coreana sarebbe addirittura imparentata con le lingue indoeuropee, che ha avuto diversi tentativi di dimostrazione con la somiglianza a prima vista impressionante di 500 vocaboli, oggi non è più accettata dalla maggior parte degli studiosi.

Anche una parentela con il cinese è da escludersi, visto che il coreano non ha alcun tratto in comune con le lingue del gruppo sino-tibetano. Le parole sino-coreane scritte con caratteri cinesi sono infatti prestiti entrati nell'uso in seguito agli stretti rapporti culturali con la Cina, senza che tra le due lingue esistano relazioni di parentela.

I seguenti tratti comuni portano a pensare che il coreano possa essere inserito nel gruppo delle lingue altaiche:

  1. Armonia vocalica nella formazione delle parole
  2. Restrizione del sistema consonantico ad inizio parola
  3. Agglutinazione
  4. mancanza di alternanza vocale - consonante
  5. mancanza di pronomi e di pronomi relativi e di congiunzioni
  6. Presenza di forme verbali composte

Ciò nonostante è difficile essere certi riguardo alla classificazione del coreano, tutt'oggi le tre teorie più accreditate sono quella legata alle lingue altaiche, alle lingue nipponiche e di una lingua isolata.

L'alfabeto hangŭl/chosŏngŭl[modifica | modifica wikitesto]

Nascita, fonti di ispirazione e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

La lingua coreana utilizza a partire dal XV secolo una propria scrittura, l'Hangeul (lett. "scrittura del popolo coreano" o, nel significato arcaico, "il grande alfabeto"). La sua creazione risale al 1443, quando il re Sejong il Grande (r. 1418-1450) della dinastia Joseon (1392-1910), insieme ad un gruppo di letterati confuciani del Jiphyeonjeon (lett. "Istituto per la raccolta della virtù", organo poi smantellato dal successivo re Sejo) ideò un sistema di scrittura che aderisse al meglio alla lingua della penisola. Venne così ideato lo Hunmin jeong-eum (in hanja, 訓民正音,lett. "giusti suoni (per) educare il popolo", che avrebbe preso il nome di Hangeul nel 1912).

Avrebbe subito un periodo di "rodaggio" della durata di tre anni, nei quali ne sarebbe stata saggiata la funzionalità, nonché studiata la recezione da parte del popolo. Non è un'esaltazione nazionalista considerare l'alfabeto coreano come una delle invenzioni più geniali della storia delle lingue nel mondo. L'hangeul è stato infatti preceduto da studi approfonditi sul coreano antico e su lingue limitrofe al territorio coreano o comunque aventi con esso contatti più o meno stretti, come il mongolo, il cinese e si pensa anche il sanscrito. Quest'alfabeto è estremamente preciso e scientifico perché in ogni sua sillaba riproduce per iscritto il movimento della bocca e lingua nell'articolare i suoni, comprese le consonanti senza rilascio di suono (vedi avanti).

Le teorie sulla nascita delle componenti grafiche dell'hangeul sono molteplici e focalizzate per la maggior parte sul perché della forma delle singole lettere dell'alfabeto. Le fonti e i commentari seguiti alla creazione riportano come ognuno dei componenti di questa singolare scrittura rappresentino anche visivamente gli organi coinvolti nel processo di fonazione; ad esempio, la /m/ rappresenterebbe una bocca chiusa nell'atto di pronunciare il suono. La grafia delle consonanti doppie, che sono raddoppiate di fila (ex. /k/ e /k͈/), ricorda poi la lunghezza doppia della tensione del suono "kk" rispetto a "g". La grafia di quelle aspirate, invece, ha un tratto orizzontale in più, che rimanda all'aggiunta di uno sbuffo d'aria al suono (ex. "k" ). L'alfabeto, al momento della sua creazione, aveva molti più suoni. Oggi molti di loro, come /v/ e /f/, sono caduti in disuso. Anticamente l'hangeul era mescolato agli hanja e si scriveva in verticale e a partire da destra, esattamente come il giapponese e cinese in alcuni contesti. Oggi si scrive secondo le convenzioni occidentali.

Non stupisce la somiglianza tra alcune lettere dell'hangeul e componenti di altri sistemi di scrittura. Infatti il re Sejong, personalmente o delegando il compito a terzi, fece la spola tra la penisola coreana e l'impero mongolo per studiarne lingua e sistema di scrittura. Allo stesso modo somiglianze evidenti sono riscontrabili con gli ideogrammi cinesi utilizzati nei sistemi di trascrizione antecedenti alla creazione dell'hangeul come tra ㄹ e 乙 (non a caso quest'ultimo aveva la funzione di segnalare il complemento oggetto 을/를 nello hyangchal). Oppure, la /m/ è simile al sinogramma/hanja che anticamente indicava la bocca, 口. Altri studiosi avanzano l'ipotesi di un'influenza da parte della scrittura sanscrita (quindi dal devanagari) e dal Phagspa mongolo ma, in ogni caso, rimarrebbe in secondo piano rispetto a quelle sopra citate. L'hangeul ha infine un significato filosofico in alcuni suoi componenti: il tratto orizzontale di alcune vocali indica il principio Yīn 阴 (lato non illuminato di una collina, passività, ombra, luna, freddo, polo negativo, nord, chiuso, acqua, umido, principio femminile) mentre il punto che distingue le vocali le une dalle altre indica il principio Yáng 阳 (lato illuminato di una collina, attività, luce, sole, caldo, polo positivo, sud, aperto, fuoco, secco, principio maschile). Il punto è poi evoluto in un trattino. Il tratto verticale di alcune vocali infine rappresenta l'uomo, che è l'entità che media tra i due princìpi.

L'han'geul non fu il primo sistema di scrittura dei coreani poiché, come già accennato, precedentemente erano stati usati gli ideogrammi cinesi, gli hanja. In passato, i burocrati e l'élite nobiliare si distinguevano come status e livello di cultura proprio per la conoscenza della scrittura. Nella Cina imperiale, in cui erano stati creati i sinogrammi, l'alta concezione della cultura e l'importanza fondamentale della scrittura erano analoghe e solo chi conosceva i caratteri e sapeva leggere i classici per eccellenza della letteratura (es. i Dialoghi di Confucio) e citarli nei saggi degli esami imperiali poteva diventare un burocrate. A sua volta, il sinogramma per indicare gli intellettuali è shì, che dal punto di vista grafico fonde il numero dieci (十) con il numero uno (一): il disegno indica chiaramente come una persona colta, nei tempi in cui non esisteva né l'educazione né l'editoria di massa, fosse una ogni dieci. Secondo altre interpretazioni, era "una persona che vale dieci" o, in quanto poteva avere incarichi politici, era "una persona alla testa di dieci".

Sebbene gli hanja fossero in parte scomodi per scrivere il coreano, quando il re Sejong presentò l'hangeul ci furono delle resistenze da parte dei nobili e dei confuciani perché l'esistenza di un alfabeto dal semplice funzionamento e dalle forme snelle avrebbe potuto allargare la soglia di alfabetizzazione e sveltire le tempistiche di apprendimento della scrittura: imparare un pugno di lettere è ben diverso da imparare e tenere a mente alcune migliaia di ideogrammi. L'élite avrebbe quindi perso parte della sua importanza. Alcuni nobili arrivarono a definire l'hangeul "l'alfabeto delle donne" ("Amgeul") in segno di scherno e disprezzo.

Per questo motivo l'alfabeto ebbe una circolazione molto più limitata di quella che Sejong aveva in mente. L'élite continuò a preferire gli hanja mentre l'hangeul era utilizzato dalle donne e dai semianalfabeti che non conoscevano gli hanja. In taluni testi antichi gli hanja sono affiancati dall'hangeul scritto in dimensione più piccole per indicare la pronuncia a chi non la conosce: veniva quindi usato anche come traslitterazione degli hanja. Questo tipo di utilizzo è analogo al furigana giapponese, che affianca l'hiragana ai kanji, l'equivalente giapponese degli hanja nati con l'importazione coreana degli hanja in Giappone.

A partire dalla seconda metà del Novecento la situazione si è rovesciata: l'hangeul è noto a tutti gli alfabetizzati, gli hanja sono poco usati e la grafia che mescola l'alfabeto ai sinogrammi (simile ad esempio a quella giapponese) è perlopiù sparita. Alcuni coreani usano gli hanja anche per trascrivere il loro nome in ideogrammi.

Lettere, romanizzazione, pronuncia, ordine dei tratti e trattamento dei suoni stranieri[modifica | modifica wikitesto]

La tabella comprende tutto il jamo (字母, l'alfabeto, lett. "caratteri-madre delle parole"). Parte con le vocali, i dittonghi che hanno già una scrittura a sé e finisce con tutto l'inventario delle consonanti. La romanizzazione usata è la Latinizzazione Riveduta della Lingua Coreana (Revised Romanization, "RR"), entrata in vigore nel 2000. In Nordcorea invece si utilizza ancora il vecchio sistema, il Sistema McCune-Reischauer ("MR"), creato intorno al 1937.

Lettera

hangeul

Pronuncia IPA Traslitterazione in RR Descrizione
/a/ a A di aereo.

Riguardo l'ordine dei tratti per una grafia ordinata, si traccia prima la sbarra verticale a partire dall'alto e poi il trattino dalla propria sinistra alla propria destra.

/ja/ ya IA di iato.

In generale, per formare il dittongo iniziante con "i" semivocalica /j/ a partire dalla singola vocale, è sufficiente aggiungere un jamo (cioè un trattino) in più. La semivocale si traslittera con la lettera "Y".

L'ordine dei tratti non cambia, in più è bene ricordare che si scrive prima il trattino in alto e poi quello in basso.

/ʌ/ eo O di orso, con le labbra non arrotondate (o "distese" o "rilassate") e aperta (cioè con la bocca più spalancata, con il dorso della lingua molto più distante dal palato rispetto alla tipica /o/).

Siccome la vocale è messa in piedi come la ㅏ, si può riprodurre il suono in maniera rudimentale pronunciando la "o" tenendo la bocca spalancata come la "a". Tuttavia la /a/ è vocale centrale, mentre il suono che si cerca di riprodurre è posteriore.

In quanto non si legge /eo/ di fila, quando si legge bisogna cogliere in coppia, nella stessa misura in cui in italiano si differenzia "scena" da "vasca" aumentando l'estensione del campo visivo.

Si scrive prima il trattino (da sinistra a destra) e poi la sbarra verticale.

/jʌ/ yeo IO di giorno, con le labbra non arrotondate, aperta.

Anche in questo caso si scrivono prima i trattini a partire da quello in alto, poi si traccia la sbarra verticale.

/o/ o O di orso chiusa (e quindi con il dorso della lingua vicino al palato) e "procheila", cioè con le labbra arrotondate.

In generale, tutte le vocali che hanno la sbarra orizzontale si scrivono sotto il primo membro della sillaba, non di fianco.

Si traccia prima il trattino dall'alto in basso e poi la sbarra orizzontale da sinistra a destra.

/jo/ yo IO di giorno, chiusa e con le labbra arrotondate.

Si tracciano prima i trattini a partire da quello più a sinistra e infine la sbarra orizzontale.

/u/ u U di Ungheria chiusa, con le labbra arrotondate.

La lettera è ribaltata rispetto alla /o/ perché il suono /u/ è più chiuso: per pronunciare la /u/, in generale il dorso della lingua si deve avvicinare di più al palato.

Si traccia prima la sbarra orizzontale e poi il trattino verticale.

/ju/ yu IU di giudice chiusa, con le labbra arrotondate.

In generale, si può notare come le vocali chiuse e arrotondate siano di forma orizzontale e quelle aperte (tranne /e/) siano verticali.

Si traccia prima la sbarra orizzontale e poi i due trattini verticali.

/e/ e E di estate, chiusa.

Si traccia prima il trattino e poi le due sbarre verticali.

/je/ ye IE di scienze, chiusa.

Si tracciano prima i due trattini a partire da quello in alto e poi le due sbarre verticali.

/ɛ/ ae E di estate, aperta (cioè con la bocca più spalancata, con la punta della lingua molto più distante dal palato rispetto a /e/). È importante fare sentire la distinzione nel coreano standard.

La lettera si distingue dalla /e/ perché il trattino è in mezzo ai due bastoncini e, messo lì in mezzo, indica una maggiore apertura della bocca.

Si traccia la prima sbarra verticale, poi il trattino interno e infine la seconda sbarra verticale.

/jɛ/ yae IE di scienze, aperta.

Si traccia prima la sbarra verticale, poi i due trattini interni a partire da quello in alto e infine la seconda sbarra verticale.

/i/ i I di inno, con la punta della lingua molto vicina al palato perché è una vocale chiusa.

È una semplice sbarra verticale tracciata a partire dall'alto. Siccome nei dittonghi che iniziano per semivocale /j/ si aggiunge un trattino in più alla vocale base, si può immaginare che una piccola "i" venga ribaltata e incollata alla vocale in senso ortografico e pure fonologico.

/ɯ/ eu U di Ungheria, con le labbra che stavolta sono non arrotondate e il dorso della lingua estremamente vicino alla zona tondeggiante e rigida del palato. Nel pronunciare il suono, le due arcate dentarie di solito sono tenute vicine.

È una semplice sbarra orizzontale che si traccia da sinistra a destra.

/ɰi̯/ ui UI di quinto, sempre con labbra distese, lingua vicinissima al palato e, di solito, una leggera accentazione sulla "i". Quest'ultima in IPA ha un trattino in basso per disambiguare che fa parte di un dittongo o trittongo. /ɰ/ invece è la versione semivocalica di /ɯ/, esattamente come /w/- per /u/ e /j/- per /i/.

Prima si traccia la sbarra orizzontale e poi, accanto a essa, quella verticale: l'ordine dei tratti segue l'ordine di pronuncia.

/wa/ wa UA di guardare. Non bisogna farsi trarre in inganno dalla grafia della prima vocale.

In generale, la semivocale arrotondata chiusa /w/ è sempre traslitterata con una W.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "a" si traccia per ultima.

/wʌ/ wo UO di uomo, con la "o" non arrotondata e aperta.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "eo" si traccia per ultima.

/we/ we UE di guerra, con la "e" chiusa.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "e" si traccia per ultima.

/wɛ/ wae UE di guerra, con la "e" aperta.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia: la "ae" si traccia per ultima.

/wi/ oppure /y/ wi UI di guidare. Pochi parlanti la pronunciano /y/, cioè "I" di inno con le labbra arrotondate.

L'ordine della grafia segue l'ordine della pronuncia in forma di dittongo: la "i" si traccia per ultima.

/we/ oppure /ø/ oe UE di guerra, con la "e" chiusa. Pochi parlanti la pronunciano /ø/, cioè "E" di estate con le labbra arrotondate.

La "i" si scrive per ultima.

-/ɡ/- e /k/-;

-/k̚/

g; -k G di gancio. Se completamente a inizio parola, è C di cane / K di koala, ma la romanizzazione non varia, altrimenti diventerebbe fuorviante. Quando è a fine sillaba, indifferentemente dal fatto che questa sillaba sia dentro la parola o anche alla fine, e contemporaneamente è seguita da un'altra consonante (diversa da ) o da nulla diventa una "consonante senza rilascio di suono". Per capire come si pronuncia, si prenda ad esempio la parola "pagare" pronunciata molto lentamente, prestando massima attenzione al movimento della lingua: dopo che si pronuncia "pa-", il dorso della lingua tocca la zona tra il palato duro e il velo palatino/"palato morbido" per prepararsi a pronunciare la "g" dura. Nel momento in cui la lingua si stacca, soltanto allora si sente il suono /g/ seguita dalla vocale, la seconda "a".

Ebbene, nel caso in cui la consonante sia una "consonante senza rilascio di suono" (cioè consonante a fine sillaba coreana), si effettua solo il primo movimento della lingua. In questo preciso caso, il dorso della lingua si poggia sulla zona velare senza poi scollarsi. Il suono "a" di "pagare" viene bruscamente interrotto dalla lingua, che ostruisce il passaggio del suono all'interno della bocca. Se quindi "pag" fosse una sillaba coreana, il risultato in IPA sarà /pʰak̚/, in romanizzazione "pak" e, ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono sembrerà di sentire /pʰa/. I coreani, avendo questo tipo di suono nella loro lingua, al contrario hanno un orecchio molto sensibile. Questa lettera, se a fine sillaba, si traslittera "-k" e, in generale, le consonanti senza rilascio nei cluster influenzano la lettura della consonante successiva (quindi l'hangeul in svariati casi non si legge come si scrive: avviene il fenomeno delle mutazioni fonetiche, detto "sandhi consonantico"). Per i particolari, vedi avanti. Prima dell'invenzione dell'hangeul, le consonanti a fine sillaba si pronunciavano per intero. La "g-" in alcuni font, se affiancata ad una vocale avente riga verticale, ha il tratto discendente arcuato e piegato. Ciò vale pure con le due lettere successive ("kk-", "k-"). Come esempio già citato, si prenda il componente in basso al sinogramma .

Nel tracciarla, si parte dal trattino verticale e si disegna in un unico movimento (senza cioè che si stacchi la punta della penna dal foglio), esattamente come succede con le vocali ㅡ eㅣ.

/k͈/;

-/k̚/

kk; -k CC di tacca / KK di trekking / CCH di pacchetto. La versione doppia/geminata/tensificata di una consonante si scrive raddoppiando il segno accanto al primo e comprimendoli. Tutte le doppie sono sempre sorde. In generale, una qualunque consonante si dice "sorda" se, quando si pronuncia, il palmo della mano intorno alla gola non sente le vibrazioni delle corde vocali (si confronti ad esempio "mmm" e "vvv" con "ssss" e "hhhh").

Questa è una delle sole due lettere doppie che può apparire a fine sillaba, divenendo "-k" (quindi una consonante senza rilascio).

In generale, in coreano una parola può iniziare per cluster doppio preconfezionato. Se questa parola è completamente a inizio frase, chiaramente il cluster sarà pronunciato non doppio (o "scempio"). Sono tutti non tensificati tranne SS-. In generale, nel disegnare i raddoppi "preconfezionati" nell'hangeul, si disegna la letterina a sinistra e poi quella a destra.

/kʰ/-;

-/k̚/

k C di cane / K di koala ma con aspirazione sorda (cioè alla lettera si accompagna uno sbuffo d'aria che la distingue dalla ). Tutte le aspirate in coreano sono sorde e, in grafia, si ottengono aggiungendo un tratto orizzontale in cima alla consonante.

A fine sillaba, come ogni consonante aspirata in tale posizione, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è sempre in zona velare. Quindi si romanizza "-k". Sebbene la pronuncia della parola muti, l'ortografia non cambia.

Si traccia prima la /g/ e infine il trattino al suo interno, che indica lo sbuffo d'aria.

/n/ n N di nave. Per i suoni nasali e laterali non esiste una grafia doppia/con aspirazione a sé: si scrive infatti la N o M o L o NG seguita poi da una H e non una lettera singola.

In Nordcorea, i prestiti cinesi che iniziano per "N-" conservano questo suono sia in grafia sia in scrittura. Di conseguenza, nella produzione scritta sudcoreana o nei vocabolari sudcoreani, la grafia sarà diversa. Un esempio è "femminile": nord: nyeoja (녀자), sud: yeoja (여자). "nyeo" deriva dal cinese "nü" ().

I vocabolari risolvono eventuali dubbi di grafia.

Nella parlata molto rapida, il cluster NB a livello fonetico può assimilarsi in /mb/, mentre NG (attenzione alla mancanza di un trattino come in "NG-") si pronuncia come "ng" di fango.

La lettera si traccia in un unico movimento a partire dal trattino verticale.

/l/ e -/ɾ/- l; -r- L di leva. Se intervocalica, diventa una R di arare monovibrante (cioè la lingua tocca gli alveoli una sola volta) e si romanizza "-r". Se questa consonante è doppia, si pronuncia /ll/, non è una "r" polivibrante.

Anticamente, nessuna parola poteva iniziare per "L-". Poi questo divieto è caduto per l'influsso dei prestiti inglesi.

I prestiti sino-coreani che iniziavano per "-" in Sudcorea sono stati adattati ortograficamente e foneticamente come "N-" (tranne se il prestito, cambiata la grafia, inizierebbe per "Ni-" o "Ny-": in tal caso, in ortografia, è stata eliminata la consonante iniziale). L'ortografia di tali parole in Nordcorea torna ad essere "-", pronunciata /ɾ/. Un esempio è "lavoro" - nord: rodong (로동), sud: nodong (노동).

Per scrivere questa consonante con l'ordine dei tratti corretto e una grafia abbastanza gradevole, bisogna pensare di incastrare una ㄱ con una ㅡ e infine una ㄴ . In alcune grafie molto calligrafiche e/o poco curate può assomigliare ad un serpentello o una "S" scritta al contrario.

-/d/- e /t/-;

-/t̚/

d; -t D di dado. Se completamente a inizio parola, è T di tana, ma la romanizzazione non varia. Se a fine sillaba, diventa una consonante senza rilascio di suono e il punto di stop è in zona dentale. Si deve far sentire bene la differenza tra lo stop senza rilascio di suono velare e dentale.

Si traccia a partire dal tratto orizzontale in alto ㅡ che si incastra con ㄴ .

Nella grafia calligrafica e poco curata, è disegnata in un unico movimento ed è vagamente simile alla C latina.

/t͈/ tt TT di atto.

Si ricorda che solo il raddoppio "preconfezionato" e (vedi avanti) si può trovare a fine sillaba. Quindi questo non vi comparirà mai in tutto il vocabolario coreano.

Se la parola a inizio frase inizia per TT, si ricorda che a livello fonetico il cluster si pronuncia scempio.

-/dʱ/- e /tʰ/-;

-/t̚/

t T di tana, con aspirazione sorda.

Si tracciano prima i due tratti orizzontali ㅡ e ㅡ che infine si incastrano con una ㄴ .

/m/ m M di mano.

Nella parlata molto rapida, il cluster NM a livello fonetico può sentirsi "mm" di camminare. Si traccia a partire dalla sbarra verticale ㅣche si unisce con ㄱ avente l'angolo estremamente spigoloso; si ottiene quindi una specie di porticina che viene chiusa con il tratto orizzontale ㅡ in basso. Si deve avere la massima cura di controllare sin da subito i movimenti e renderla quindi con gli angoli netti e accentuati per non confonderla con qualcosa di simile a ㅇ (vedi avanti).

-/b/- e /p/-;

-/p̚/

b; -p B di burro. Se completamente a inizio parola, è P di palla, ma la romanizzazione non varia.

A fine sillaba diventa "-p" con punto di stop in zona bilabiale. Questo è l'ultimo dei tre stop presenti in coreano. Bisogna distinguere bene, nella parlata curata, tra stop velare, dentale e bilabiale.

Si ricorda il caso di assimilazione in NB.

Nel tracciarla con l'ordine dei tratti standard e curato, si disegnano prima i due tratti verticaliㅣeㅣ, poi si incastrano con i trattini orizzontali ㅡ e ㅡ scritti come al solito a partire da quello in alto.

In stile calligrafico, si traccia una specie di U a cui si aggiunge il trattino all'interno.

/p͈/ pp PP di zappare. Si ricorda che non si trova mai a fine sillaba in una parola coreana.

Vale l'assimilazione anche nel caso NPP.

Se la parola a inizio frase inizia con PP, si pronuncia scempio. In stile calligrafico, si disegnano due U a cui si aggiungono rispettivamente due trattini all'interno.

Nel caso estremo, si scarabocchia una ɯ a cui si aggiunge un unico tratto orizzontale che la taglia a metà.

-/bʱ/- e /pʰ/-;

-/p̚/

p P di pane, con aspirazione sorda. A fine sillaba è "-p" con punto di stop in zona bilabiale.

In alcuni font più calligrafici, i tratti possono apparire leggermente scollati tra loro.

Vale l'assimilazione anche nel caso NP. Se una parola coreana inizia per

Nel tracciarla, si disegna una ㅠ chiusa in basso da una sbarra orizzontale ㅡ .

-/d͡ʑ/- oppure -/d͡z/-;

/t͡ɕ/-

oppure

/t͡s/-;

-/t̚/

j; -t G di gelato fortemente palatalizzata, cioè con la punta della lingua spinta più in avanti. In altre parole, è come pronunciare il suono sopracitato con la lingua in posizione di "gn" di gnomo. Se completamente a inizio parola, è C di cena, palatalizzata o meno, ma la romanizzazione non varia.

In Nordcorea, si pronuncia come Z di zanzara (/d͡z/ e /t͡s/), sorda o sonora. In altre parole, non viene fortemente palatalizzata.

A fine parola diventa "-t" con stop in zona dentale: nonostante la posizione della lingua (con la prima variante di pronuncia) non sia quella di /t/, lo stop avviene con la lingua in questa posizione.

Non bisogna confondere "J" con la semivocale "Y".

In alcuni font il vertice del tratto orizzontale è fuso con il vertice della gamba della lettera orientata a sinistra. La lettera, quindi, non ha tre tratti ma due e la penna si stacca dal foglio una sola volta (si impiega un solo movimento). Come esempio già citato, si prenda il componente in alto al sinogramma .

Nella versione calligrafica, si traccia una ㄱ sinuosa a cui si aggiunge l'ultimo tratto \ .

Altrimenti si parte dalla sbarra orizzontale per poi tracciare i due svolazzi in due movimenti.

Le sillabe "DI" e "DY(+la vocale del dittongo)" scritte come ...ㄷ이 e simili (con una risillabazione in mezzo, vedi avanti) si pronunciano /d͡ʑi/ e /d͡ʑj.../ per un fenomeno di palatalizzazione. Quindi, bisogna prestare attenzione all'ortografia.

Infine, nella pronuncia sudcoreana, la N nel cluster NJ può sentirsi assimilata in una "gn" di gnomo.

/t͈͡ɕ͈/ oppure /t͈͡s͈/ jj CC di acciaio. In Nordcorea è ZZ di razzo, sorda (/t͈͡s͈/).

Questo raddoppio preconfezionato non appare mai a fine sillaba in una parola coreana.

Se la parola a inizio frase inizia con JJ, si pronuncia scempio.

Nella pronuncia sudcoreana, vale l'assimilazione anche nel caso NJJ.

Nella grafia curata, si accostano due ㅈ, mentre in versione calligrafica e poco curata si traccia una sbarra orizzontale a cui si appendono quattro svolazzi.

-/d͡ʑʱ/- oppure -/d͡zʱ/-;

/t͡ɕ-/-

oppure

/t͡sʰ/-;

-/t̚/

ch; -t C di cielo, palatalizzata e con aspirazione sorda. In Nordcorea, è Z di zanzara con aspirazione. A fine sillaba è "-t" con stop dentale. Nella pronuncia sudcoreana, vale l'assimilazione anche nel caso NCH

In alcuni font, il tratto orizzontale sopra la lettera che si disegna per primo si trasforma in un trattino verticale o sbilenco.

Le sillabe "THI" e "THY(+la vocale del dittongo)" scritte come ㅌ이 (ex. 같이) si pronunciano /t͡ɕʰi/ e /t͡ɕʰj.../ per lo stesso fenomeno.

/s/- e -/z/-;

/ɕ/i/j- e -/ʑ/i/j-;

-/t̚/

s; -t S di sole. Davanti alla vocale "i" o ad un qualunque dittongo che inizia per semivocale /j/, è una SC di sciare fortemente palatalizzata, per lo stesso fenomeno. La romanizzazione è comunque sempre e solo una, anche quando la consonante può sentirsi sonora in mezzo alla parola. Ma in Nordcorea la "S" non è colpita da palatizzazione in questo contesto.

A fine sillaba, nonostante "s" sia un suono sibilante senza alcun contatto tra organi, diventa "-t" con stop dentale.

/s͈/;

/ɕ͈/i/j;

-/t̚/

ss; -t SS di asso, sempre e solo sorda e abbastanza enfatica. Davanti a "i" o dittonghi che iniziano per /j/, è SC di sciare o è il verso "Sssssh!!!" lungo per richiamare il silenzio, per lo stesso fenomeno. La romanizzazione non varia. In più, anche la versione doppia è palatalizzata: la punta della lingua va tenuta in una posizione simile a "gn" di gnomo nel pronunciare il suono. In Nordcorea invece la "SS" non è colpita dalla palatalizzazione davanti a /j/.

A fine sillaba diventa "-t" con stop dentale: è la seconda lettera doppia preconfezionata che può apparire a fine sillaba oltre a .

Tutte le consonanti che si pronunciano a contatto o vicine ai denti subiscono tutte la stessa sorte perché diventano stop dentali senza rilascio di suono.

Se è contenuta all'inizio della prima parola della frase, si può pronunciare tensificata.

- - -; -/ŋ/ - - - ; -ng

(se succeduta da vocale, "ng-")

Se la sillaba coreana inizia con una vocale, questo cerchio che si disegna in senso antiorario sta ad indicare l'assenza di consonante. Quindi, a inizio sillaba, non ha alcun valore dal punto di vista fonetico e non si trascrive.

Se si trova a fine sillaba, indica la NG di vanga. È un unico suono, quindi per ricavarlo bisogna eliminare la /g/ dalla parola "vanga". In altre parole, si può pensare come NG dell'inglese "king".

Quando è ad inizio sillaba, se la sillaba precedente finisce in consonante, questa si sposta al posto di , quindi la parola si risillaba e la cadenza resta regolare. Se poi questa consonante in fondo alla prima sillaba è "-r-", si presti attenzione alla pronuncia ricordando che a inizio sillaba non ha valore fonetico. In alcuni font, il cerchio può avere un minuscolo trattino (verticale o obliquo in base al font) attaccato sopra.

Per distinguere suono unico "NG" dalla sequenza "N'G" (due suoni di fila), in romanizzazione si usa un trattino dopo le due lettere nel primo caso (quindi ㅇ NG-): il trattino segna la presenza di ㅇ alla fine della sillaba e all'inizio di quella successiva. A livello fonetico, chiaramente indica che la prima in pronuncia finisce in /ŋ/ e l'altra parte direttamente con la vocale. La soluzione "N'G" con apostrofo, sebbene possa sembrare comoda, appartiene alla vecchia romanizzazione.

Per fare un esempio concreto, il nome dell'alfabeto (Hangeul) non ha trattini in latinizzazione perché si scrive 한글 e non

*항을 (*Hang-eul).

/h/ oppure /ɦ/;

/x/ oppure /ɣ/;

/ç/ oppure /ʝ/

h H dell'inglese "have", che nella parlata molto rapida e poco curata si sente poco. È una fricativa glottidale se seguita da /a, ʌ, ɛ, e/, tuttavia se seguita da /ɯ/ il dorso della lingua è più vicino alla zona velare, quindi l'aspirazione viene plasmata e modellata dalla lingua come /x/; il suono è cioè simile ad una "c" di cane ma senza contatto tra organi. Se poi la vocale che segue è /i/ o /j/, la punta della lingua sarà automaticamente attratta verso gli alveoli, senza ovviamente toccarli. Quindi il suono si modella come /ç/. Se invece la vocale che segue è /o, u, w/ le labbra, arrotondate, s'avvicinano senza toccarsi, si ha dunque /ɸʷ/. La "w" scritta come apice sta ad indicare che le labbra si protendono in avanti. Per sentire bene la sottile differenza con /x/, è sufficiente ripetere più volte di fila "ho-ho-ho-ho-ho-ho" e subito dopo "hi-hi-hi-hi-hi-hi" (/ç/) alla massima velocità possibile. Questo fenomeno è riscontrabile pure con le aspirate, ma la consonante quando è seguita da /o, u, w/ s'aspira semplicemente, senza assimilazioni: si confronti l'aspirazione di "ka-ku-ka-ku-ka-ku" con quella di "ke-ki-ke-ki-ke-ki". Più in generale, se in mezzo a suoni sonori, è normale sentire la "h" sonora: invece di /h, x, ç, ɸʷ/, si può sentire /ɦ, ɣ, ʝ, β/. Quando due coppie di suoni sono interscambiabili, il fenomeno tale per cui non c'è distinzione nel significato si dice "allofonia".

Questa lettera si trova a fine sillaba in casi più unici che rari.

Si traccia per primo il trattino in alto (che in alcuni font appare orizzontale), dopodiché la sbarra orizzontale e infine il cerchiolino in senso antiorario.

Dall'alfabeto coreano sono esclusi suoni come ad esempio /f/ sordo e /v/ sonoro, ragion per cui nel traslitterare nomi stranieri e prestiti si ripiega su altre lettere dal suono simile e si effettuano degli adattamenti in dei punti in apparenza ostici. Per la precisione:

  • la /f/ viene sostituita dalla ㅍ aspirata (esempio: 코피 caffè);
  • la /v/ viene sostituita dalla ㅂ (esempio: 발렌티나 Valentina);
  • la /l/ intervocalica viene preservata con un raddoppio ㄹㄹ (altrimenti nella lettura diventerebbe /ɾ/ monovibrante sonora: rivedi esempio precedente);
  • la /r/ polivibrante geminata intervocalica (ex RR di carro) viene sostituita con una semplice /ɾ/ monvibrante (Esempio: 폭스 테리어 Fox Terrier);
  • la "r" inglese senza contatto tra punta della lingua e il palato (/ɹ/ retroflessa sonora) non viene traslitterata se si utilizza come punto di partenza la pronuncia britannica standard (Received Pronunciation/Oxbridge English/Queen English), in cui di fatto tende a non sentirsi in molti contesti (esempio: 서버 server).
  • la /ʃ/ (SC di sciare sorda e non palatalizzata) viene creata con la vocale successiva avente il trattino in più (e quindi il suono /j/ in sé) pure se l'effetto finale è molto palatalizzato (esempio: 샴페인 champagne);
  • il suono /ɲ/ (GN di gnomo) viene sostituito con una semplice ㄴ (rivedi esempio precedente);
  • la /k/ sorda a inizio parola o dentro la parola viene preservata con la ㅋ aspirata (altrimenti, all'interno della frase, si sentiranno solo /g/ sonore. Rivedi l'esempio "caffè");
  • la /p/ sorda a inizio parola o al suo interno per gli stessi motivi viene preservata sostituendola con la ㅍaspirata (altrimenti sarebbe diventata /b/ sonora. Esempio: 페넬로페 Penelope; poi si tenga ancora in mente l'esempio "caffè");
  • la /t͡ʃ/ sorda viene per gli stessi motivi preservata con la traslitterazione ㅊ aspirata, pure se molto palatalizzata (altrimenti c'è il rischio che si pronunci /d͡ʑ/ sonora. Esempio: 찰스 Charles);
  • la /t/ sorda per gli stessi motivi viene preservata con la traslitterazione ㅌ aspirata (altrimenti in contesto sonoro rischia di sonorizzarsi in /d/. Rivedere l'esempio "Valentina")
  • la /t͡s/ e /d͡z/ può essere resa con il medesimo suono appena esposto in versione aspirata o meno, pure se è fortemente palatalizzato (e quindi in Sudcorea non suoni esattamente come una /t͡s/ e /d͡z/. Esempio: 잠비아 Zambia, 산타 크루즈 Santa Cruz);
  • il cluster "rl" si traslittera "를 ㄹ" (ex. Berlusconi 베를루스코니);
  • la /z/ (Z di zero sonora e senza contatto tra punta della lingua e alveoli), tipica ad esempio di alcune lingue mediorientali, si sostituisce con ㅈ sonora (Esempio: 바자르 Bāzār). Ovviamente gli eventuali allungamenti vocalici presenti nella parola originale non vengono considerati;
  • gli eventuali suoni aspirati presenti nella lingua di partenza possono non essere presi in considerazione. Per esempio, "Ghāndi" ha la /d/ sonora con un'aspirazione sonora: il suo nome in sanscrito (गांधी) si pronuncia /ɡaːnd̪ʱi:/ ma in coreano si traslittera 간디.
  • molti suoni mediorientali vengono semplificati perché ad esempio i nomi di città sono trasposti attraverso lo spelling semplificato, per esempio quello inglese. Sei di questi suoni sono la /q/, la /tˤ/, la /ðˤ/, la /ħ/, lo stacco glottale /ʔ/ e la 'Ayin /ʕ/, presenti in arabo. Il primo è una C di cane sorda ma pronunciata non con il dorso della lingua sul palato, ma con la radice della lingua a contatto con il palato morbido/velo palatino. Il secondo è una T di tavolo sorda e in più faringalizzata: nel pronunciarla, bisogna avvicinare la radice della lingua alla parete della faringe, come se ci si stesse soffocando con la lingua. Il terzo è una D di that, sonora e interdentale (cioè con la punta posizionata in mezzo alle due arcate dentarie senza che le tocchi) e in più faringalizzata. Il quarto è una aspirazione sorda /h/ faringalizzata e molto gutturale. Il quinto, detto anche "colpo di glottide", è molto simile ad un lieve colpetto di tosse. La 'Ayn infine è la versione sonora di /ħ/. Ebbene, i nomi "Qatar", "Abū Dhabī", "muhammad", "Corano" e "Oman" in pronuncia araba sono /qatˤar/, /ʔabu: ðˤabi:/, /muħɑmmad/, /qurʔɑ:n/ e /ʕuma:n/ ma si traslitterano 카타르, 아부 다비, 무함마드,꾸란 e 오만, perdendo le faringalizzazioni, gli allungamenti vocalici e il suono interdentale in più diventa occlusivo;
  • la /θ/ sorda inglese (T di think interdentale) si può semplificare in /s/ (Esempio: 싱크 탱크 think tank);
  • la /ʒ/ francese (G di giorno sonora e senza contatto tra lingua e palato) si sostituisce con ㅈ sonora, un suono simile pure se c'è il contatto tra organi (Esempio: 시라노 데 베르제 락 Cyrano de Bergerac);
  • la /ʁ/ francese (R di carro sonora e pronunciata con la radice della lingua vicino all'ugola, fatta vibrare) viene sostituita con la /ɾ/ monovibrante sonora (rivedi esempio precedente);
  • la /ʎ/ palatale (GL di aglio) si sostituisce con la semivocale /j/ (Esempio: 바스티유 Bastiglia/Bastille);
  • se ci sono cluster consonantici troppo ardui, si spezzettano ricorrendo alla vocale ㅡ (esempio: 카를로 Carlo);
  • se c'è un cluster vocalico che in prima posizione coinvolge la semivocale /j/, se la divisione in sillabe permette la fusione allora si usano le vocali aventi un trattino in più (Esempio: 마야 Maya);
  • se invece non la permette, la /j/ e la seconda vocale si separano (esempio: 마리아 Maria);
  • se c'è un cluster consonantico con la /ɾ/ in prima posizione, si usa la ㄹ fatta precedere da una ㅡ nella sillaba precedente, in modo non farla suonare /l/ (esempio: 마르코 Marco);
  • se una parola straniera finisce con una consonante, per riempire il buco dato dall'assenza di vocale talvolta si usa la vocale ㅡ (esempio: 핀란드 Finlandia). In quest'ultimo esempio non avviene il sandhi consonantico tra nasali (vedi avanti) per preservare la pronuncia originale. Lo stesso fenomeno tale per cui salta il sandhi è avvenuto anche in "Valentina". Si tenga poi a mente l'esempio "Santa Cruz", che presenta in fondo la vocale ㅡ, e "Bāzār";
  • il suono /x/ sordo viene traslitterato con 흐 (esempio: 바흐 Bach) e la vocale /y/ arrotondata con ㅟ (Esempio: 브뤼셀 Brüxelles);
  • infine, da tutti gli esempi emerge come si tendono a preferire le vocali chiuse alle controparti aperte nel traslitterare: ㅗ/ㅛ e ㅔ/ㅖ chiuse sono più usate di ㅓ/ㅕ e ㅐ/ㅒ aperte.


Caratteri obsoleti e pronuncia delle vocali in Coreano Medio[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni caratteri dell'alfabeto Hangeul erano usati più o meno di rado nei testi antichi del Coreano Medio (o Coreano Medievale) in larga misura per trascrivere dei suoni degli hanja al tempo del cinese medio, per poi cadere in disuso. Alcuni di questi caratteri potevano combinarsi in cluster, anch'essi caduti in disuso. Sempre in passato, erano possibili anche combinazioni vocaliche oggi in disuso, perlopiù per trascrivere la pronuncia degli hanja. Alcuni esempi di cluster antichi usati nel Coreano Medio e oggi in disuso sono ㅳ (assimilatosi poi in ㄸ), ㅶ e ㅾ (assimilatisi in ㅉ), ㅺ (assimilatosi in ㄲ), ㅻ (assimilatasi in ㅥ cioè ㄴ raddoppiata), ㅼ (sempre in posizione iniziale e assimilatasi in ㄸ), ᄱ (assimilatasi in ᄂᄆ) e (assimilatosi in ㅉ). Nel Coreano Medio, potevano trovarsi cluster formati da tre membri, oggi tutti in disuso. Almeno una parte di questi caratteri è visibile nei testi, specialmente nella trascrizione degli hanja, e hanno un'utilità se si vuole leggere un testo in Coreano Medio, si studia la pronuncia antica del coreano o dei sinogrammi a partire dalla trascrizione coreana o se si fa uno studio piuttosto approfondito della pronuncia di un sinogramma da una lingua all'altra per capire le mutazioni a partire dal Cinese Medio, includendo lingue come il giapponese e il vietnamita e i dialetti cinese come il cantonese. Si ricorda che il primo testo a usare l'hangeul (inventato nel 1443) è lo 訓民正音 (훈민정음, Hunminjeongeum), pubblicato dal re Sejong il Grande il 9 ottobre 1446 e messo in coppia con il 訓民正音解例 (훈민정음 해례, Hunminjeongeum Haerye), che in sei capitoli spiega come si pronunciano i suoni e si combinano le lettere. A questo, è seguita la pubblicazione di numerose opere incentrate sui commenti a opere buddiste, di cui si conservano ancora le copie, e dei primi dizionari di sinogrammi con la pronuncia sino-coreana e/o la pronuncia traslitterata il più fedelmente possibile a quella del cinese medio. Un simile discorso si può fare pure col giapponese, se si considerano i dizionari antichi di kanji.

Carattere Trascrizione

IPA

Descrizione e commenti
/ʔ/ Il suono è uno stacco glottale/colpo di glottide (noto in inglese come "glottal stop") ed equivale grossomodo a un colpetto di tosse. Il pallino è la consonante ㅇ rimpicciolita. Questo suono poteva trovarsi a inizio sillaba (e sporadicamente alla fine), poteva combinarsi in dei cluster e oggi è caduto. Dall'aggiunta di un tratto in alto che indica l'aspirazione, deriva l'aspirazione /h/ ㅎ, che si plasma in base alla vocale successiva.
/ɾ/ Il suono è una "r" monovibrante e sonora, come nella parola "arare". Il pallino è la consonante ㅇ rimpicciolita, che indica una lenizione.
/β/ B di balena, ma senza il contatto tra labbra, come avviene nello spagnolo moderno. Il pallino è la consonante sorda ㅇ rimpicciolita, che indica una lenizione. Oggi il suono è sparito perché sparito perché è mutato in /w/ già durante il Coreano Medio. Si trova rarissimamente nella trascrizione di parole straniere per indicare il suono /v/.
/f/ oppure /fʰ/ F di finale, accompagnata da un'eventuale enfasi, e si trova rarissimamente nella trascrizione di parole straniere per indicare il suono /f/. Il pallino è la consonante ㅇ rimpicciolita, che indica una lenizione.
/z/ Z di zanzara, sonora e senza contatto tra organi. In alternativa, si può pensare come una S di sole ma sonora invece che sorda. Poteva combinarsi in dei cluster, come ㅬ /lz/ e ㅨ /nz/. Oggi questo suono è caduto nella pronuncia degli hanja (lessico coreano) e, nelle parole coreane e in dei dialetti, si può trovare sostituito con una ㅅ . Nonostante la sua apparenza, non deriva da una modifica di ㅅ. A questo suono si era assimilato il cluster arcaico ᅅ.
/ɱ/- oppure, se

a fine sillaba, -/w/

Il suono è, se a inizio sillaba, una N di anfora, con gli incisivi dell'arcata superiore a contatto con il labbro inferiore per un fenomeno di assimilazione. Se a fine sillaba, è una semivocale alta e arrotondata -/w/, come nell'esclamazione colloquiale "Uau!" oppure "Wow!", e veniva usata nella trascrizione degli hanja. Il pallino è la consonante ㅇ rimpicciolita, che indica una lenizione: infatti la bocca deve rilassare le labbra per aprirle e trasformare dunque la -/m/ in una -/w/.
/ɳ/- N di nave retroflessa/cacuminale, tale per cui la lingua è piegata all'indietro, come se si arrotolasse lungo il palato. Era usata solo per trascrivere questo suono nella pronuncia originale degli hanja in Cinese Medio.
/ɣ/-, /hh/- G di galera, ma senza contatto tra organi (o, se si pensa come una "h" raddoppiata, è un'aspirazione lunga) e si ritrovava sempre prima di ㅕ.
/s/ S di sole. Deriva da una ㅅ con una gamba allungata.
/ts/ Z di zero, sorda.
/tsʰ/ Z di zero, sorda e con aspirazione.
/z/ Z di zanzara, sonora e senza contatto tra organi, come ㅿ.
/dz/ Z di zanzara, sonora.
/ɕ/ S di sole, palatalizzata.
/tɕ/ C di cielo, palatalizzata, distinta da Z di zanzara, sorda.
/tɕʰ/ C di cielo, palatalizzata e aspirata.
/ʑ/ S di sole, sonora e palatalizzata. Si può pensare come una ㅿ palatalizzata o come una G di gelato senza contatto tra organi e palatalizzata.
/dʑ/ G di gelato, palatalizzata e distinta da Z di zanzara, sonora.
-/ŋ/, sempre a fine sillaba Anticamente, c'era una differenza tra le lettere ㆁ e ㅇ. La prima indicava a prescindere il suono -/ŋ/ a fine sillaba e poteva combinarsi in dei cluster (ex. ㆃ e ㆂ), mentre la versione senza trattino non aveva nessun valore fonetico e si usava a inizio sillaba per indicare la mancanza di consonante iniziale. In alcuni testi antichissimi si poteva usare anche a fine sillaba per indicare l'assenza totale di consonanti a fine sillaba. Questo secondo uso è diventato ridondante e la differenza tra le due lettere, molto simili tra loro, è caduta ed è rimasta solo ㅇ, mentre la prima è caduta in disuso. Oggi, per indicare che la sillaba finisce senza consonanti, non si scrive nessuna consonante, mentre ㅇ se presente a fine sillaba indica il suono -/ŋ/, mentre a inizio sillaba segnala l'assenza di iniziali, come già noto.
  • La vocale ㅓ probabilmente si pronunciava */ɤ/ (labbra non arrotondate), mentre oggi, pur tenendo ancora le labbra non arrotondate, è aperta /ʌ/.
  • Alcuni suoni vocalici in origine erano dittonghi o altri avevano una pronuncia letterale (ciò è riconoscibile anche dalla grafia): ㅚ oy */oi̯/, ㅐay */ai̯/, ㅔey */ɤi̯/, ㅙ way, */oai̯/, ㅞ wey */wɤi̯/, ㅒ yay */jai̯/, ㅖyey */jɤi̯/. Quindi, nella lettura di questi gruppi vocalici, l’hangeul va visto pezzo per pezzo e letto con la pronuncia letterale. Il trattino sotto la "i" disambigua che è semivocale che fa parte di un dittongo o trittongo (altrimenti, nella trascrizione IPA vecchia, si può usare -"j"). La ricostruzione IPA qui offerta è quella che permette di conservare l'armonia vocalica. Un'altra ricostruzione di Lee Ki-Moon (1971) cambia la pronuncia di due lettere e tutti i cluster vocalici che ne derivano, ㅡ */ɨ/ e ㅓ */ə/, tale per cui la pronuncia è più vicina al Primo Cinese Medio. Esistevano molti altri cluster vocalici elaborati dallo studioso Sin Sik-ju per trascrivere la pronuncia del Cinese Medio, ma oggi sono in disuso in coreano. In svariati casi, la lettura non seguiva la scrittura (mentre per tutti quelli ancora in uso, vale il principio contrario).
  • Esisteva una vocale presente anche nell’inglese moderno e rappresentata da un punto, , oggi pronunciata /ɒ/ (vocale posteriore aperta arrotondata, è la versione ancora più aperta di /ɔ/). Questa vocale, la arae-a, è ancora presente nel Jeju, la lingua dell’omonima provincia sudcoreana, Jeju 濟州 (un’isola a sud della Sudcorea). La pronuncia arcaica tuttavia era probabilmnte */ʌ/ (labbra non arrotondate) e romanizzazione, ingannevole, è “ə” (una romanizzazione alternativa fa uso della chiocciola, @).
  • La vocale , la arae-a, aveva pure la sua versione dittongo che assomiglia a un punto esclamativo,ᆝ */jʌ/, che si scriveva accanto alla consonante. Esisteva pure la combinazione ㆎ */ʌi̯/.


Uso della tastiera Microsoft Old Hangul per il Coreano Medievale[modifica | modifica wikitesto]

Dai testi antichi (dal 1446 circa in poi), si ricavano delle pronunce antiche piuttosto utili che in Coreano Moderno sono mutate e che, sia con che senza l'ausilio dei caratteri obsoleti nell'hangeul, in svariati casi riflettono meglio la pronuncia del Primo Cinese Medio (un fenomeno simile avviene anche in giapponese) e in parte del cinese moderno. Si elencano qui sotto alcune trasformazioni, che sbrogliano e disambiguano delle apparenti irregolarità e mancate corrispondenze nella pronuncia.

In generale, la grafia antica, compresa di lettere arcaiche, si chiama "Old Hangeul", 옛한글, di cui esistono degli strumenti di input (입력기) e metodi di input (입력 방법) in tastiere impostabili appositamente nelle impostazioni. Uno dei modi migliori per scrivere le sillabe in Coreano Medio/Coreano Medievale è usare la tastiera Microsoft Old Hangul (si scarica, nelle opzioni "lingua", la tastiera in coreano e, tra i metodi di input nelle opzioni, si aggiunge Microsoft Old Hangul). La tastiera, in qualunque lingua, è visualizzabile su schermo e utilizzabile con il mouse se si attiva la "tastiera virtuale", tale per cui chi non conosce la posizione dei tasti può comunque scrivere. Se la tastiera non lascia scrivere su piattaforme come Wikipedia, si può scrivere su Word o simili e fare copia-incolla. Con la tastiera Microsoft Old Hangul si possono scrivere cluster complessi e le lettere obsolete ᄝᅠ, ᅗᅠ, ᅀᅠ, ᅌᅠ, ᅙᅠ, ᅟᆞ ᅘᅠ.

  • Per digitare ᄝᅠ, bisogna digitare ᄆᅠ/m/ e subito dopo ᄋᅠ. Si può scrivere sia a inizio che a fine sillaba, e.g. 가ᇢ ("gau").
  • Per digitare ᅗᅠ, bisogna digitare ᄑᅠe subito dopo ᄋᅠ.
  • Per digitare ᄫᅠ, bisogna premere ᄇᅠe subito dopo ᄋᅠ.
  • Per digitare ᄛᅠ, bisogna premere ᄅᅠe subito dopo ᄋᅠ.
  • Per digitare ᅀᅠ, bisogna premere il tasto Shift e digitare ᄆᅠ.
  • Per digitare ᅌᅠ, bisogna premere il tasto Shift e digitare ᄋᅠ(notare la somiglianza grafica, siccome aiuta nella digitazione).
  • Per digitare ᅙᅠ, bisogna premere il tasto Shift e digitare ᄒᅠ.
  • Per digitare ᅟᆞ, bisogna premere il tasto Shift e digitareᅟᅡ.
  • Per digitare ᅘᅠ, bisogna premere due volte di fila ᄒᅠ.
  • Per digitare ᄔᅠ, bisogna premere due volte di fila ᄂᅠ.
  • Tutte le altre consonanti arcaiche (e.g. ᄼᅠ) si ottengono premendo Shift e digitando ᄏᅠ ᄐᅠ ᄎᅠ ᄑᅠ ᅟᅲ ᅟᅮ , che sono in fila in basso. Per esempio, ᄼᅠsi ottiene da ᄏᅠ.
  • Per ottenere la loro versione raddoppiata, bisogna dapprima digitare il singolo carattere, dopodiché riattivare nuovamente lo Shift e ri-digitare il carattere: applicando due volte di fila scrittura di ᄼᅠda ᄏᅠ, si ottiene ᄽᅠ.
  • Sempre premendo Shift, si possono digitare i cluster doppi come ad esempio ᄈᅠe altri suoni vocalici comeᅟᅤ .

Per digitare 〮, che indica il tono decrescente (去声) in Primo Cinese Medio e un'intonazione acuta in Primo Coreano Medio, bisogna digitare “302E” (attenzione alla maiuscola), evidenziare la scritta e premere alt+x. La soluzione deriva dal codice Unicode del diacritico, U+302E, HANGUL SINGLE DOT TONE MARK. In alternativa, si usa il “MIDDLE DOT” ·, che però è un surrogato siccome il primo è invece pensato apposta per il coreano. Il middle dot ha codice U+00B7. Per digitare 〯, che indica il tono crescente “shang3” (上声) in Coreano Medio e Primo Cinese Medio, bisogna alla stessa maniera digitare 302F (U+302F, HANGUL DOUBLE DOT TONE MARK).

  • Se si preme Shift sulla tastiera su Windows 10, sulla tastiera compaiono le lettere arcaiche, cosa che non accade su Windows 8.1 e Windows 7 (ragion per cui le informazioni riportate sono utili per chi lavora, per esempio, con Windows 8.1).
  • La tastiera virtuale può sparire o nascondersi se si preme la barra spaziatrice o un altro tasto sulla tastiera reale invece che su quella virtuale. Non è detto che, copincollando dagli inventari di sillabe online e simili, le sillabe siano visibili su Word e altre piattaforme online anche se si è scaricato il font. La tastiera Microsoft Old Hangul funziona a priori.

Luogo e modo di articolazione dei foni[modifica | modifica wikitesto]

Le consonanti coreane
Bilabiale Alveolare Post-
alveolare
Velare Glottidale
Nasale /m/ /n/ /ŋ/ (finale di sillaba)
Occlusiva
e
Affricata
semplice /p/ /t/ /t͡ɕ/ /k/
tesa /p͈/ /t͈/ /t͡ɕ͈/ /k͈/
aspirata /pʰ/ /tʰ/ /t͡ɕʰ/ /kʰ/
Fricativa semplice /s/ /h/
tesa /s͈/
Liquida /l/

Il simbolo dell'Alfabeto fonetico internazionale (IPA) <◌͈> (virgolette diritte posizionate sotto il simbolo, rappresentato qui da un cerchio "segnaposto") si può anche usare per denotare le consonanti doppie /p͈/, /t͈/, /k͈/, /t͡ɕ͈/, /s͈/. Il suo uso ufficiale nelle estensioni dell'alfabeto fonetico internazionale è per l'articolazione "forte", ma si usa nella letteratura per la voce cavernosa o cupa. Le consonanti coreani hanno anche elementi di voce rigida, ma non si sa ancora quanto questo sia tipico delle consonanti cavernose. Esse sono prodotte con una glottide parzialmente ristretta e con una pressione aggiuntiva subglottidale in aggiunta alle pareti tese del tratto vocale, all'abbassamento laringeo, o ad altre espansioni della laringe.

Triangolo vocalico[modifica | modifica wikitesto]

Le illustrazioni mostrano con precisione a che altezza si trova la lingua nel pronunciare le vocali. Nel punto in cui si trova la "i" (vocale chiusa) bisogna immaginare che ci sia l'arcata dentaria superiore e che la punta della lingua si trovi dove c'è il pallino nero.

I fonemi vocalici brevi del coreano I fonemi vocalici lunghi del coreano
Le vocali fondamentali del coreano. Si noti come il cerchio a inizio sillaba in questo caso non ha valore fonetico

Sandhi consonantico: regole di lettura[modifica | modifica wikitesto]

  • La prima regola estremamente generale riguarda la risillabazione: come già accennato, se una sillaba finisce per consonante e in quella successiva c'è la consonante senza valore fonetico , la consonante nella lettura si trasferisce al posto della consonante muta. Si presti attenzione al caso di una doppia : poiché la seconda è senza valore fonetico, la lettura di tutto il cluster sarà sempre /ŋ/ singola. Questa combinazione, per evitare confusione, si romanizza come "ng-" (si noti il trattino dopo il segno). Esempi: 악아 앆아 앜아 압아 앞아 앚아 앛아 앋아 앝아 앗아 았아 암아 안아 알아 앟아 앙아 . Si noti inoltre come le sillabe hanno una piccolissima spaziatura tra loro, siano compatte all'interno e abbiano tutte le stesse dimensioni a prescindere. È quindi molto comodo iniziare a scriverle su un quaderno a quadretti grossi.
  • La seconda regola consiste nel tramutare le consonanti non nasali (M, N, -NG) e non laterali (L/-R-) esclusa la -H in consonanti senza rilascio di suono quando appaiono a fine sillaba e sono seguite da un'altra consonante (tranne , in cui ci si limita a risillabare) o da nulla. In base alla posizione della lingua, come già accennato, esistono tre tipi di stop, importanti da sentire e differenziare nella pronuncia curata perché non sono allofoni. Essi sono lo stop in zona velare k̚ , dentale t̚ (idem con le sibilanti e con "-J") e bilabiale p̚. Dall'esistenza di questi stop senza rilascio, deriva gran parte di tutte le regole di sandhi: questo stop interagisce con la seconda consonante, condizionandola o facendosi in parte condizionare. Tutti i casi ed esempi presi in esame sono formati da due sillabe affiancate. Esempi: 악 앆 앜 압 앞 앚 앛 앋 앝 앗 았 .
  • La palatalizzazione delle consonanti /, / e di fronte alla vocale "i" o ai dittonghi che iniziano per semivocale "y" è già stata illustrata (si ricorda che con la sequenza delle due occlusive dentali avviene solo in caso di risillabazione e non in casi come 디, 띠, 티 ecc, ex. 같이). Questo mutamento avviene a prescindere che siano in versione aspirata o raddoppiata. Più in generale, tutte le consonanti aspirate seguite da "I" e "Y" (K, P, CH=T) hanno l'aspirazione colpita da palatalizzazione davanti a quei due suoni e la "S" singola e doppia in Corea del Nord non sono colpite. Un simile fenomeno avviene pure in altre lingue, pure con altre consonanti: si pensi alla parola italiana "coccio". La "i" attira a sé la consonante perché è una vocale alta anteriore (diversamente da "o", che è posteriore e più bassa).
  • Il raddoppio perfetto avviene quando una consonante a fine sillaba diversa da -H è seguita, in seconda sillaba, da sé stessa. Avviene un raddoppio/geminazione/tensificazione senza che la lingua cambi la posizione nella bocca, come nelle parole ecco, atto, acciaio, tappo, somma, nanna, palla (il suono /rr/ in coreano non esiste). La doppia "ss" ottenibile senza cluster "preconfezionato" ㅆ non esiste perché la prima delle due si riduce ad uno stop dentale. Con l'eccezione delle nasali e laterali, tutti i raddoppi sono sordi; ad esempio, non esiste /bb/ di "abbaiare". Si romanizzano con un trattino in mezzo alle due consonanti (ex. "...k-k...", "p-p", "t-t", ecc.) per non confonderli con i raddoppi preconfezionati nell'alfabeto ("kk", "pp", "tt", come indicato nella traslitterazione in tabella). I raddoppi perfetti derivati dal sandhi sono una ricostruzione artificiale e la grafia in hangeul e romanizzazione non va confusa. La combinazione [-H H-] non esiste. Esempi: 악가 앚자 앋다 암마 안나 알라 . Sebbene la grafia non lo faccia intendere subito, in pronuncia anche 앚다, 앗다 e 았다 sono raddoppi perfetti dal punto di vista fonetico perché i tre stop sono tutti in zona dentale e si legano con la /t/ successiva. Si ricorda per l'ultima volta che i raddoppi preconfezionati ㄲ e ㅆ possono apparire a fine sillaba e, senza ㅇ nella sillaba successiva, danno ovviamente luogo a raddoppi e grosse mutazioni che si stanno spiegando.
  • La semplificazione è una regola che in realtà è direttamente collegata al raddoppio perfetto, è molto intuitiva e riguarda perlopiù l'aspetto cognitivo della scrittura, non la fonetica. Quando c'è uno stop a fine sillaba e all'inizio della seconda sillaba c'è la medesima lettera ma raddoppiata, si può pensare come singola: la lettura della tensificazione non cambia. Un altro caso è poi dato da -KK, l'unica lettera doppia occlusiva possibile a fine sillaba: se compare in situazioni di raddoppio perfetto, la lettura del cluster si può pensare in modo semplificato. Per analogia, è come semplificare una frazione ai minimi termini (4/8=2/4=1/2). La "semplificazione" come concetto in senso molto lato, si può virtualmente estendere a tutto il sandhi consonantico: la grafia si può immaginare come semplificata (es. 악아 si può ripensare come 아가). Esempi: 앆가 악까 앆까 (ex. si possono semplificare cognitivamente come 악가 e infatti si pronuncia tale), 앋따 앚짜 압빠 .
  • Il raddoppio "misto" avviene se una consonante non nasale, non laterale e diversa da -H è seguita da un'altra della stessa categoria ma non completamente identica. La prima diventa uno stop, mentre la seconda si ritarda come esecuzione a causa dello stop, quindi si tensifica. Quindi avviene il raddoppio, ma con la lingua che cambia posizione dopo lo stop. Ad un orecchio poco sensibile alle consonanti senza rilascio di suono, sembrerà di sentire un raddoppio perfetto. Lo stop non si può sentire se al secondo membro c'è S- o SS-: l'inizio del suono sibilante, che comunque si raddoppia, annulla il silenzio dello stop (negli esempi, i cluster di questo tipo sono evidenziati in grassetto). Il cluster [-S(S) S(S)-] è a prescindere misto. Esempi: 악바 악파 악빠 앆바 앆파 앆빠 앜바 앜파 악사 악싸 앆사 앆싸 앜사 앜싸 앗사 앗싸 았사 았싸 앗바 앗파 앗빠 앗가 앗카 앗까 압다 압타 압따 압가 압카 압까 압자 압차 압짜 압다 압타 압따 압사 압싸 앋가 앋카 앋까 앋바 앋파 앋빠 앋사 앋싸 앚바 앚파 앚빠 앚가 앚카 앚까 앚사 앚싸 . Bisogna ricordarsi della palatalizzazione del suono sibilante "s" anche in cluster come 악씨 e 압샤 .
  • La sonorizzazione dello stop avviene se uno stop è seguito da una consonante nasale o laterale. Il luogo di articolazione non muta, quindi p̚ diventa /m/, tutte le t̚ diventano /n/, k̚ diventa /ŋ/. Questi cambiamenti sono segnalati anche in romanizzazione (es. tutte le combinazioni "-t n-" diventano "-dn-"), tuttavia quest'ultima rischia di diventare fuorviante perché non rispecchia l'ortografia in han'geul ma la pronuncia. Quindi, in casi di dubbi di pronuncia e ortografia, un buon dizionario è molto utile. Se, dopo lo stop sonorizzato si trova la [L-], vedi avanti ("mutazione di L-"). Esempi: 악나 앜나 앆나 앚나 앛나 앋나 앝나 압나 앞나 앗나 았나 .
  • L'aspirazione avviene se una consonante a fine sillaba è seguita da una H- all'inizio della seconda. Tutti gli stop si trasformano in consonanti aspirate (e lo sbuffo d'aria al momenti del rilascio è proprio rappresentato dalla H-). In romanizzazione, non cambia nulla. Se la H- è dopo un suono nasale (-M, -N), nella parlata veloce, colloquiale e meno curata si tende a togliere l'aspirazione. Il gruppo [-L H-] viene nella quasi totalità dei casi semplificato in /ɾ/. Esempi: 악하 앜하 앆하 압하 앞하 앚하 앛하 앋하 앝하 앗하 았하 .
  • L'aspirazione posticipata, che è rarissima, avviene se la prima sillaba finisce in -H e la seconda inizia per una qualunque consonante non nasale e non laterale. La -H pertanto si sublima per diventare tutt'uno con la consonante successiva. Detto in altre parole, se si nota l'aspirazione -H a fine sillaba bisogna pensare di gonfiare i polmoni o le guance per poi rilasciare l'aria accumulata appena si esegue il secondo suono. In romanizzazione va segnalata, quindi si toglie la -h e si scrive la consonante successiva come aspirata. Si ricorda che se c'è si limita a risillabare. In questa regola sono presenti due eccezioni con due cluster: [-H N-] 앟나 che si tensifica in /nn/ e si romanizza "nn" e [-H S-] singola 앟사 che si tensifica in /ss/ (è come se l'aspirazione facesse da propulsore a questo suono sibilato) e si romanizza "hs". Tutte le altre combinazioni possibili non esistono, incluso [-H aspirata-] e [-H KK-]. Esempi: 앟가 핳바 앟자 앟다 앟나 앟사 .
  • L'assimilazione del cluster [-L N-] rende la pronuncia /ll/, che è la terza geminazione ottenuta da un cluster irregolare. Cambia anche in romanizzazione. La scrittura appare come, ad esempio, 알나 .
  • In cluster con suono nasale (-NG, -M, -N) seguito da L-, avviene la mutazione di L- in una /n/ (in Nordcorea invece diventa /ɾ/). Ciò avviene sia in cluster già scritti con lettere nasali che con cluster di questo genere ma ottenuti "artificialmente" con la sonorizzazione dello stop: se, dopo lo stop (sonorizzato) c'è [L-] avviene quindi una doppia trasformazione, un doppio sandhi. La romanizzazione segnale il sandhi, quindi L- si trasforma in N-. Si noti infine che dalle coppie [-T L-], [-TH L-] e [-S(S) N-] scaturiscono le ultime geminazioni irregolari, /nn/ ([-TT L-] ovviamente non esiste perché -KK (romanizzato in "k") è l'unico raddoppio di tipo occlusivo possibile a fine sillaba). Esempi: 앙라 악라 앜라 앆라 암라 압라 앞라 안라 앋라 앝라 앚라 앛라 앗라 았라 . L'eccezione è il nome della dinastia coreana "Silla", che si pronuncia in questo modo nonostante sia scritta come 신라 新羅 . La seconda eccezione è il nome del protagonista maschile del celebre poema per pansori "Chunhyangga" (춘향가 春香歌), che si chiama e pronuncia Yi Mongryong (이몽룡) a prescindere.
  • In generale, le regole di romanizzazione con il sandhi possono cadere nelle traslitterazioni di nomi propri in quanto molto usati e conosciuti. Anche la pronuncia varia, come si è visto nella sezione delle parole straniere.

Cluster doppi a fine sillaba[modifica | modifica wikitesto]

Nel caso in cui si presentino, ci sono 11 micro-cluster doppi a fine sillaba. Oltre la metà hanno il suono /l/ come primo membro: ㄳ ㅄ ㄵ ㄶ ㄺ ㄽ ㄾ ㅀ ㄼ ㄿ ㄻ . Un esempio casuale è 앖 . In base a cosa segue, ci sono due possibilità di pronuncia:

  • Se sono seguiti da ㅇ allora seguono la regola della risillabazione. Quindi 앖아 si può pensare come 압사 perché si pronuncia come tale. Si ricorda che nella parlata veloce e poco curata la -h dopo una nasale può cadere.
  • Se non sono seguiti da nulla, ㄻ si pronuncia /-m/, la ㅎ al secondo membro cade (quindi ㅀ si pronuncia /-l/ e ㄶ si pronuncia /-n/), anche la ㅅ al secondo membro cade (ㄳ è uno stop in zona velare, ㅄ è uno stop in zona bilabiale e ㄽ è una semplice /l/ come anche ㄿ /l/) e ㄵ si pronuncia /-n/. L'ultimo, ㄾ, si pronuncia /l/.
  • Se sono seguiti da una consonante, il secondo membro del micro-cluster è colpito dal sandhi col primo membro della prossima. A sua volta il suono consonantico che si ottiene si può immaginare virtualmente come l'inizio della seconda sillaba. In quanto consonante, è colpito dal sandhi con quello che era il primo membro del micro-cluster. Quindi 않다 si può pensare come 안타 perché si legge come tale. Altri esempi sono 앖나 (압나 → 암나) 않사 (안싸) 않나 (안나) 앑다 (알따) 앑타 (알타) 앖가 (압까) (con più stop di fila, si sente solo il primo). Ma se il micro-cluster è tra quelli che subiscono la riduzione completa nella regola sopra, tutto il micro-cluster già in partenza si pensa come uno stop che è colpito dal sandhi con l'inizio della seconda sillaba. Chiaramente, se seguiti da nasale, gli stop si sonorizzano; se seguiti da aspirazione, si aspirano; ecc. Esempi: 앍다 (악다) 앍나 (악나 앙나) 앏나 (압나 암나) 앏마 (압마 암마) 앏하 (압하 아파).

Per semplificare, la pronuncia del micro-cluster a fine sillaba se seguito da una consonante diversa da ㅇ o da nulla si elenca in tabella (per il sandhi completo con una qualunque consonante, si faccia riferimento agli esempi al punto sopra per capire come funzionano):

micro-cluster che iniziano

per occlusiva o /n/-

microcluster che iniziano per /l/-
-k̚ -p̚ -n -n -k̚ -l -l -l -p̚ -p̚ -m

Ordine delle consonanti e vocali e nome delle consonanti[modifica | modifica wikitesto]

Nei dizionari cartacei sudcoreani, l'ordine delle lettere è il seguente:

Ordine delle consonanti e vocali e nome delle consonanti
기역 쌍기역 니은 디귿 쌍디귿 리을 미음 비읍 쌍비읍 시옷 쌍시옷 이응 지읒 쌍지읒 치읓 키읔 티읕 피읖 히읗

Nel punto in cui si vede la ㅇ, sono elencate le parole che iniziano per sola vocale in base all'ordine della seconda riga in basso. L'hangeul, in base alla sequenza iniziale di lettere, viene detto anche "Kanadara". In generale, i cluster doppi preconfezionati sono elencati appena dopo la versione singola, mentre tutta la sequenza di aspirate è messa in fondo, appena prima della "H-", che chiude i dizionari. Le vocali in cima all'elenco sono tutte aperte. Nella sezione centrale, sono ordinati tutti gli incontri vocalici con la "O-/W-" in prima posizione. In chiusura ci sono ㅡ, ㅢ e ㅣ. Le sillabe aventi consonanti all'ultimo membro sono ordinate in modo molto simile a quello delle consonanti al primo membro. Riguardo ai nomi, tutte le doppie hanno davanti al loro nome in versione singola la sillaba 쌍, che in hanja (vedi avanti) si scrive 雙 e rappresenta due uccelli dalla coda corta sopra una mano destra aperta. Nel cinese moderno, il carattere è stato semplificato in 双, che raffigura due mani destre aperte l'una a fianco all'altra. Tutte le consonanti all'inizio del loro nome hanno il loro stesso suono (seguito da una "i") e in più lo presentano anche alla fine. Chiaramente, se è una consonante non nasale e non è la "H", è uno stop senza rilascio di suono. Nella seconda sillaba, spesso è scritta la ㅡ . La ㄹ si pronuncia /ɾiɯl/ e il nome della ㅇ in prima posizione chiaramente ha una semplice /i/ perché è sempre sorda a inizio sillaba: è un "inizio-zero" ("zero-onset").

Punteggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Il coreano utilizza il cerchio 。 come punto fermo, idem il giapponese e il cinese. Tuttavia nei quotidiani e siti web coreani spesso si trova anche il punto . . Quando c'è un elenco o una lista di oggetti, in tutte queste lingue non si usa la virgola tipica ma 、che è la "virgola a goccia". In alternativa alla virgola a goccia, si può usare il punto mediano · . Per citare titoli di libri e opere, in Sudcorea si usano le virgolette " " oppure 『 』, cioè una specie di doppia parentesi quadra vuota all'interno. Quest'ultima è facilmente reperibile nella scrittura verticale. In Nordcorea invece si usano le virgolette a forma di doppio spuntone dette "guillemet", cioè 《》. Il tildo tra due numeri o orari (〜) sta ad indicare un intervallo numerico o temporale, come nel giapponese. Se a fine parola e dopo una vocale, la allunga per dare alla parola un tono di esclamazione e/o un effetto comico. In generale, la punteggiatura è un'importazione occidentale perché in passato non esisteva: ad esempio, i punti fermi si capivano dalle lettura di intere porzioni di frase e i punti di domanda erano impliciti in presenza delle particelle interrogative. Riguardo invece ai numeri, sebbene esistano gli hanja per rappresentarli (1, 2, 3, 4, 5: 一,二,三,四,五 ; 6, 7, 8, 9, 10: 六, 七, 八, 九, 十 ; 0 零), si utilizzano le cifre arabe moderne. In cinese invece si usano sia gli hanzi che le cifre arabe ma, per evitare falsificazioni (ex. 一 十), in ambito economico si utilizza la versione tradizionale e più arcaica dei sinogrammi.

Parentesi sugli hanja, i radicali Kangxi e i sinogrammi in Giappone e Vietnam[modifica | modifica wikitesto]

Per capire il funzionamento degli hanja (漢字), apparentemente molto intricati, è sufficiente spiegare in breve l'origine e il funzionamento funzionamento dei sinogrammi: gli hanja, insieme ai kanji giapponesi e ai chu nom vietnamiti, sono difatti prestiti ortografici cinesi. Se si conosce la pronuncia e il significato, è molto facile passare a scrivere da una lingua all'altra, il lavoro di memorizzazione delle parole viene snellito e i prestiti cinesi sono molto semplici da imparare se si fa un lavoro di collegamento attraverso la somiglianza in pronuncia e/o la scrittura.

I sinogrammi sono nati in Cina per effettuare le scapulomanzie: i caratteri si incidevano su dei gusci di tartaruga o su delle scapole di bue che, in un secondo momento, venivano messe sul fuoco a bruciare. Le crepe che si venivano a formare colpivano alcuni caratteri. In base al loro andamento, si faceva quindi una previsione su un evento futuro, come ad esempio una battuta di caccia. I primi caratteri erano poche centinaia di pittogrammi, cioè dei disegnini stilizzati di un oggetto, per esempio piante ed animali.

Con lo sviluppo della Cina e dell'apparato burocratico sotto il periodo imperiale (dinastia Qin 秦朝 e Han 汉朝), il numero dei caratteri è lievitato ad alcune migliaia. Per evitare di produrre in continuazione pittogrammi, si escogitarono due strategie. La prima, che riguarda nel complesso pochi caratteri, consiste nello scrivere due parole dalla stessa pronuncia con un unico pittogramma. Ad esempio, "Wan" significava sia "scorpione" che "diecimila"; il sinogramma usato per entrambe le parole, data l'identica pronuncia, è 万, il disegno stilizzato di uno scorpione, che in origine era 萬 con le chele, il carapace, le zampe e una codina. Oggi il primo significato è caduto in disuso. Anche il carattere 来 (versione tradizionale 來), che oggi significa "venire", era il pittogramma di una spiga di grano e aveva questo significato, poi spostato per assonanza.

La seconda strategia, con cui è formato il 90% dei caratteri cinesi, consiste nell'affiancare un pittogramma che si riferisce al significato o all'ambito del vocabolo e, a fianco al suddetto pittogramma, affiancare un carattere preesistente che ha solo la pronuncia simile o identica al vocabolo di cui si sta formando il carattere. In parole povere, si affianca un "radicale" (in cinese, "bùshǒu" 部首; in coreano, "busu" 부수; in giapponese, "bushu" ブシュ; in vietnamita "Bộ thủ") ad una "chiave di lettura". Prendendo un esempio dal cinese moderno, il pittogramma 金 (Jīn) significa "oro, metallo" rappresenta degli strati di terra con due minerali all'interno, mentre il pittogramma 高 (Gāo), anticamente scritto 髙, significa "alto" ed è il disegno stilizzato di una torre. Ebbene, per formare il carattere "Gǎo" (piccone), è stato affiancato il radicale del metallo al pittogramma "Gāo". Il risultato finale è 镐 .

Quindi, i sinogrammi sono classificabili in base al radicale e consistono in larga parte in una mescolanza di unità minime, i "mattoncini" della scrittura, che per una buona resa estetica hanno un ordine di scrittura dei tratti (ex. prima il componente a sinistra, poi quello a destra; prima il componente in alto, poi quello in basso; prima il componente esterno, poi quello incassato all'interno; se ci sono tratti incrociati, prima si scrive il tratto orizzontale e poi quello verticale; ecc.).

Sebbene esistano più liste di componenti base, lo standard per gli hanzi, hanja, kanji e chu nom è una tavola di 214 radicali pubblicata per la prima volta nel Dizionario Kangxi (康熙字典) del 1716, nel periodo Qīng. Questo sistema dei radicali in realtà era già usato da Xu Shen (许慎) nel suo celebre Shuowen Jiezi (说文解字), ma dagli originali 540 è stato ridotto a 214 da Mei Yingzuo nel 1615. Sebbene il numero standard sia 214, alcuni sono in disuso. Il nome del celebre dizionario del periodo Qing ha battezzato questi mattoncini della scrittura, detti radicali Kangxi.

Con l'ausilio dei radicali, i sinogrammi possono essere ordinati all'interno dei dizionari. Tutti i caratteri che hanno un radicale in comune sono classificati insieme. A sua volta, tutti i radicali sono classificati per numero di tratti crescente. Per trovare un carattere sconosciuto nel dizionario bisogna individuare il radicale, contare il numero dei tratti, trovarlo nel dizionario e infine reperire il sinogramma contando il numero dei tratti della chiave di lettura: tutti i caratteri aventi lo stesso radicale infatti sono a loro volta classificati per numero di tratti della chiave di lettura crescenti. Degli esempi di caratteri aventi tutti il radicale-pittogramma "Bambù" (竹) in alto sono 笋 (germoglio di bambù), 笙 (uno strumento a fiato cinese fatto con canne di bambù), 筷 (le bacchette cinesi per mangiare, fatte in metallo o legno), 箱 (valigia), 箩 (un cestino in bambù), 笼 (un altro cestino in bambù), 算 (un abaco con i listelli in bambù manipolati da due mani in basso, che indica il concetto di "calcolare"), 筝 (uno strumento a corde pizzicate cinese, sostenuto da un cavalletto) e 竿 (un palo in bambù).

Se gli hanja sono tutti appartenenti ad un'unica parola, si leggono con la lettura cinese. un carattere corrisponde ad una sola sillaba. Se un hanja è da leggere in isolamento o è usato in isolamento, si legge con la pronuncia coreana, più lunga. Ad esempio, 歌 significa "canzone" (radicale 欠, che raffigura uno sbuffo d'aria) e in isolamento si pronuncia "Norae". La parola "cantante" si scrive 歌手 e si pronuncia mettendo in sequenza la pronuncia cinese degli hanja. Il risultato finale è Gasu. Viceversa, Gasu si scrive 歌手 (lett. "lavoratore-addetto-mestierante della canzone"). Se ipoteticamente si dovesse leggere un testo scritto quasi completamente con gli hanja, per raggrupparli nel modo corretto è necessario leggere tutto di fila e con un campo visivo allargato, per evitare di leggerli isolati uno ad uno. È anche utile conoscere le parole, in modo tale da riconoscere subito sia il raggruppamento sia la pronuncia. Conoscendo un solo carattere, è possibile imparare sin da subito un pezzo di parola in cui è presente quel carattere: 歌 è presente in altri vocaboli come 歌詞 가사 (parole/testo della canzone), 流行歌 유행가 (canzone popolare), 歌曲 가곡 ("canzone" in versione bisillabica. Le parole polisillabiche sono estremamente utili perché una sillaba da sola, come "Ga", può avere parecchi significati; ciò si abbatte pure sulla grafia. "Ga" può essere 可 家 加 價: "possibile, famiglia/lavoratore, aggiungere, prezzo").

A sua volta "Su" 手 ("mano/lavoratore", pittogramma del palmo aperto di una mano) si ritrova in 鼓手 고수 (batterista, lett. lavoratore-addetto-mestierante della batteria; il primo carattere è il pittogramma di un tamburo a sinistra con due sostegni e una grossa mano che stringe un battente). Quindi, i caratteri e sillabe si rimescolano nelle parole. È interessante poi notare come con due sillabe si possono creare dei vocaboli in forma di perifrasi. Stessa cosa si può dire delle dimensioni delle sillabe, anch'esse molto comode da tracciare su un quaderno a quadretti grossi.

Nei testi antichi non solo si trovano delle consonanti in più oggi obsolete per rendere la pronuncia, ma si trovano anche due diacritici che, a sinistra del carattere, ne indicano la modulazione tonale (i toni sono poi spariti con la fine del "Coreano Medio" o "Coreano Medievale"): 상성 (上聲, 〯) è un paio di punti che indicano il tono "shang3", cioè un'intonazione crescente (dal registro basso si sale verso il registro acuto), mentre 거성 (去聲, 〮) è un singolo punto che indica il tono discendente. In assenza di punti, si specifica che il tono è piano/piatto (평성, 平聲). In presenza di uno stop senza rilascio udibile di suono, la vocale è sfuggita e interrotta dallo stop. Questo tipo di modulazione si dice "tono entrante" (입성, 入聲). Queste quattro categorie, shang3, qu4, ping2 e ru4, derivano dal Primo Cinese Medio. In Primo Cinese Medio, il tono crescente deriva dalla caduta di un antico colpo di glottide/stacco glottale a fine sillaba in Old Chinese, mentre il tono discendente deriva dalla lenizione e caduta di una *-s a fine sillaba.

Mentre nella Cina maoista i sinogrammi più usati e/o complessi da scrivere sono stati semplificati, in Giappone e Corea hanno avuto una diversa evoluzione. In generale, a parte i sinogrammi che sono identici tra le varie lingue o differiscono solo per il font, in generale somigliano molto di più alla versione "vecchia" dei sinogrammi, detta "caratteri tradizionali" e tuttora in uso a Taiwan.

In secondo luogo, i coreani, giapponesi e vietnamiti hanno inventato alcuni caratteri autoctoni per descrivere oggetti o entità appartenenti prettamente alla loro cultura. Gli hanja autoctoni si chiamano "Gukja", cioè "caratteri nazionali" (國字). I kanji autoctoni si dicono invece "Kokuji". I chu nom invece sono in totale disuso e talvolta il significato dei caratteri non combacia con quello cinese. Per esempio, il carattere "ba" 吧, atono, in cinese è una particella che, tra i vari usi, indica l'invito enfatico (si può immaginare come "..., c'mon!"). In vietnamita indicava invece la congiunzione coordinante "e", che si pronuncia "va" con intonazione intermedia (non grave, non acuta, non ascendente, non discendente: il vietnamita, esattamente come il cinese e i suoi dialetti e anche il thailandese e lo yoruba, è una lingua tonale). In vietnamita, peraltro, di solito non si usavano sinogrammi come 和、跟、与 e 及 per indicare la congiunzione coordinante, come invece avviene in cinese. Quindi il set di caratteri usati subisce variazioni, non è monolitico e non ha un utilizzo assolutamente fisso nelle varie lingue. Gli stessi caratteri nazionali e le rielaborazioni, che sono aggiunte al set preconfezionato creato dai cinesi, ne sono una prova.

Per finire, la pronuncia in taluni casi è estremamente simile tra le lingue, mentre in altre è completamente diversa non solo per l'evoluzione linguistica, ma anche perché i caratteri sono stati introdotti in Corea e Giappone durante l'ultima fase dell'Old Chinese (cinese arcaico), che aveva una pronuncia diversa dal Middle Chinese (cinese medio) e Putonghua. Quindi riflettono una pronuncia che oggi non c'è più, ma che è stata ricostruita con il metodo comparativo. Ad esempio, il numero "due" 二 in cinese si scrive "èr" e si pronuncia grossomodo /ʌɹ/, mentre in giapponese si legge "ni" se si prende la lettura cinese/non in isolamento ("on'yomi"). La pronuncia giapponese può apparire illogica se non si sa che in cinese medio, in notazione Baxter, si pronunciava *nyi /ɲi/ (l'asterisco indica che la pronuncia, ricostruita, non è attestata a differenza di lingue ben documentate come il latino). Quindi si pronunciava "gni" di "bagni", molto simile al giapponese "ni". Siccome in coreano nessuna parola può iniziare per N, la pronuncia e grafia è stata ridotta in "i". Le differenze di pronuncia più illogiche diventano quindi logiche se si consultano le tavole di trascrizione della pronuncia ricostruita in cinese arcaico e cinese medio.

Per digitare gli hanja e, in generale tutto l'hangeul, è sufficiente avere il font supportato su cellulare o una tastiera coreana o selezionare la tastiera in coreano dalle impostazioni del computer. La tastiera su schermo (o "tastiera virtuale") si può far apparire sullo schermo dalle opzioni, in modo tale da digitare cliccando sullo schermo col mouse. Per trasformare una sillaba da hangeul ad hanja, bisogna scriverla e poi cliccare sul tasto "hanja" (한자) accanto al tasto Windows. Comparirà una lista di hanja da cui si estrapolerà quello che interessa con un clic. Accanto ad ogni hanja c'è un numero: se imparato, la ricerca dell'hanja è più rapida. La lista funge pure da dizionario perché accanto al sinogramma c'è la lettura coreana in isolamento e cinese legata, che insieme costituiscono il nome del carattere.

La parola "hanja" (漢字, cinese moderno "hànzì" 汉字) contiene i caratteri 漢 e 字 . Il primo si usa per indicare l'importante dinastia cinese degli Han, che furono i successori della prima dinastia imperiale cinese, i Qin. Sotto gli Han, i sinogrammi iniziarono ad assumere all'incirca la forma tradizionale con cui sono noti oggi (se si osservano le stampe del periodo Sui, Tang e Song, i caratteri tradizionali sono ben riconoscibili). La parola "Hàn" indicava a sua volta il fiume Han, che scorreva lentamente a causa del fango. A sinistra si può infatti riconoscere il radicale Kangxi delle tre gocce d'acqua, che classificano molti altri caratteri come ad esempio il fiume e il mare, 河 e 海. A destra è presente il pittogramma di un uomo legato a un palo mentre viene bruciato, per indicare il concetto di "difficile" legato alla lentezza con cui scorrevano le acque del fiume. La dinastia Han si può quindi immaginare come la "Dinastia del fiume lento".

Il secondo sinogramma indica il "carattere scritto" e raffigura un bambino in fasce sotto un tetto: la scrittura preserva la conoscenza nella stessa misura con cui la propria discendenza si preserva mettendo sotto al riparo di un tetto familiare i figli. Siccome nella Repubblica Popolare Cinese i sinogrammi sono stati semplificati nella seconda metà del '900 (e in misura minore in Giappone), gli hanja sono pressoché identici ai kanji giapponesi e ai caratteri tradizionali cinesi, ancora in uso in alcune chinatown all'estero, Taiwan, Macao e Hong Kong.

Mentre in Corea del Nord gli studenti entrano in contatto con 3000 hanja durante l'istruzione obbligatoria, in Corea del Sud entrano in contatto con 1800 hanja basilari suddivisi tra scuola media e scuola superiore, in base a una lista ufficiale del 1972 aggiornata in modo marginale nel 2000.

Allungamento vocalico in coreano[modifica | modifica wikitesto]

In coreano esiste un allungamento vocalico, tale per cui in alcune sillabe (sia in isolamento che dentro alcuni vocaboli) si pronunciano con la vocale leggermente lunga invece che breve. Questo fenomeno è presente sia in vocaboli sino-coreani che coreani nativi, ma non è presente nei prestiti in Konglish/Korenglish, cioè gran parte dei 외:래어 外來語 (il vocabolo stesso presenta un allungamento vocalico). L'allungamento è facoltativo e oggi, in particolare nella parlata dei giovani, non si utilizza. Viene segnalato nei buoni dizionari (cartacei e online) con due punti dopo la sillaba in hangeul avente la vocale lunga (장모음 長母音) o, per esempio, con un tratto orizzontale sopra la sillaba scritta in hangeul. L'allungamento vocalico può aiutare a riconoscere una sillaba rispetto a un'altra omofona, sia che siano entrambe appartenenti ai prestiti sino-coreani, sia che siano entrambe di vocaboli coreani, sia che siano una sino-coreana e l'altra nativa coreana. Per esempio, 일 se pronunciata breve significa sia "sole/giorno" che "uno" (日, 一, sino-coreani), ma se pronunciata facoltativamente lunga, 일: significa "lavoro" (nativa coreana, rappresentabile facoltativamente con l'hanja 事 in isolamento/non in composti): sia l'hanja che la pronuncia aiutano in partenza a sbrogliare il significato. Un altro esempio è 안, che pronunciato breve può significare "tranquillità/sicurezza" e "costa" (安, 岸 in vocaboli sino-coreani) ma che, se pronunciato lungo (안:), significa "occhio" e "piano/progetto" (眼, 案 in vocaboli sino-coreani). Il terzo esempio è 두, che se pronunciato lungo (두:) significa "due" nei numerali coreani, mentre nel vocabolo 두다, "mettere/piazzare; aggiungere" (verbo nativo coreano, che infatti non finisce in "-hada"; non si scrive in hanja ma, in base al significato dato dai dizionari, si avvicina a 置 e 措), non ha allungamenti. Il quarto è 네, che se pronunciato breve significa "tu" (nativo coreno) e se pronunciato lungo (네:) significa "quattro" (nativo coreano). Gli allungamenti sono presenti in ogni tipo di sillaba (sia chiusa che aperta, cioè senza e con consonanti a fine sillaba). Tuttavia, le consonanti (perlomeno negli hanja più diffusi) non devono essere degli stop senza rilascio udibile di suono (-p, -t, -k), ma possono essere le nasali -m, -n, -ng. Il fatto che due sinogrammi abbiano il comune la chiave di lettura o abbiano una certa intonazione in cinese moderno non vuol dire che condividano l'allugamento vocalico: esso si impara a memoria. Lo stesso discorso vale per un vocabolo avente una versione coreana e sino-coreana: esiste solo qualche sporadica corrispondenza nei numerali, che già presentano in partenza delle eccezioni (e.g. il numero due e quattro hanno in entrambe le versioni l'allungamento, ma il numero tre e dieci in cinese non ce l'hanno e in coreano sì; il numero cinque in cinese ce l'ha e in coreano no).

L'allungamento vocalico, se usato, non si pronuncia di default a prescindere dalla posizione, ma ha delle regole tale per cui esiste una casistica in cui viene fatto cadere (perlomeno nelle parole sino-coreane). La casistica è ricostruibile osservando la pronuncia sbrogliata nei dizionari e comprensiva di allungamento vocalico laddove resta:

  • cade a fine vocabolo;
  • cade prima di un qualunque suffisso (verbale, aggettivale, avverbiale e sillabe sino-coreane usate come suffisso) se la radice ha due o più sillabe. Se è solo una, resta;
  • non si possono avere due allungamenti vocalici di fila: se la parola ha, per esempio, tre sillabe e le prime due hanno l'allungamento, nella seconda cade;
  • se una sillaba sino-coreana in isolamento avente l'allungamento vocalico si può usare come affisso (prefisso o suffisso), essa perde l'allungamento vocalico (come sufffisso, è scontato: appare a fine parola).
  • se una sillaba avente allungamento si raddoppia, solo la prima lo conserva (anche questo è un caso di caduta scontata, siccome la seconda è a fine vocabolo).

In due hanja diffusi, 점 (點) e 사 (社), ha un comportamento a tratti irregolare: in dei casi in cui può apparire, non appare. infine, l'allungamento vocalico nel dialetto di Gyeongsan, prestigioso siccome conserva delle caratteristiche del Coreano Medio (e.g. */z/ > /s/ laddove in coreano moderno cade), assume un contorno/intonazione ascendente. L'allungamento vocalico si sarebbe formato dai rimasugli del sistema tonale del Coreano Medio, caduto grossomodo quando il Tardo Coreano Medio stava volgendo al termine e stava lasciando lo spazio al Primo Coreano Moderno.

Lista di busu[modifica | modifica wikitesto]

I radicali degli hanja coreani (busu 部首), detti anche radicali Kangxi o bushou (cinese) o bou6sau2 (dialetto cantonese) o bushu (giapponese) o bộ thủ (vietnamita), sono ordinati per numero di tratti crescente. Sono tutti presenti, anche se alcuni sono caduti in disuso. La pronuncia in hangeul riflette quella cinese, senza che il carattere sia preso in isolamento. Alcuni possono apparire da soli e sviluppare nuovi significati, altri sono rigorosamente legati. La descrizione è basata sui sinogrammi, da cui derivano. Alcune peculiarità di cultura cinese possono aiutare a disambiguare gli utilizzi e i significati che si porta dietro il carattere: gli hanja, essendo in larga parte cinesi, vanno capiti anche in base alla cultura di origine. Inoltre, oltre metà del vocabolario coreano è composto dai cosiddetti "prestiti sino-coreani". Le peculiarità storiche e arcaiche sono quelle più importanti perché i primi documenti con i pittogrammi, cioè i primissimi sinogrammi, sono i gusci di tartaruga e le scapole di bue del periodo Shang (1600-1046 a.C.), in cui si parlava l'Old Chinese, di cui esistono alcune ricostruzioni (e.g. Baxter-Sagart, 2014). Sono quindi nati in epoche remote, in cui il pensiero, le abitudini, il sistema socio-politico e il progresso tecnico erano diversi da quelli moderni.

Radicale Numero

di tratti

Hangeul

(pronuncia cinese)

Nome del radicale, descrizione e varianti, utilizzo se slegato
1 Il tratto orizzontale, il numero uno, il dito indice. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kāngxi per errore. Si traccia sempre da sinistra a destra. Se riferito al numero "uno", rappresenta un listello di abaco in bambù messo in orizzontale: si riferisce al numero uno come al concetto di numero stesso. I cinesi indicano il numero uno con l'indice ma, se enunciano gli elementi di una lista, possono partire a contare dal mignolo, alla maniera degli inglesi.

Con il significato di "uno", si può scrivere nelle frasi.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale. Nei fatti, svariati caratteri vengono sistematizzati con questo e altri radicali aggiunti per errore, come ad esempio 丁, che in realtà rappresenta un chiodo.

Questi tratti minimi, insieme a tanti altri tratti basilari, sono i movimenti base effettuati con oggetti per scrivere per disegnare i sinogrammi. Il "numero uno" è semplicemente il suo nome e il significato nel suo utilizzo pratico da solo, ma in ogni carattere e pittogramma ha un suo significato. Per esempio, in 大 rappresenta le mani distese di un uomo con le gambe divaricate, mentre in 丁 rappresenta la capocchia oggi molto stilizzata del chiodo.

1 Il tratto verticale, il bastone. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kāngxi per errore. Rappresenta un ramo sfrondato messo in verticale. Poi il significato è passato ad indicare il bastone. Xu Shen invece gli dà la definizione di "collegare in alto e in basso", "上下[貫]通也", e aggiunge che era invariabile in ogni carattere in cui compariva, "凡丨之屬皆从丨". Si traccia sempre dall'alto verso il basso. Appare sempre legato.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il punto, la goccia, la fiammella. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kāngxi per errore. Il suo significato può variare parecchio in base al carattere e può presentare leggere variazioni nell'angolazione. Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale. Se non si considera come tratto ma come parola dotata di senso, sarebbe la versione più arcaica del carattere che oggi si scrive e che indicava un candelabro con una fiammella in cima, 主 zhu3. Il secondo significato vero e proprio è quello di versione antica di quello che ogi è il 句号, il punto fermo a fine frase: prima di diventare un cerchiolino 。si scriveva 丶.

Può raffigurare:

gocce d'acqua, di alcol, di pioggia, acqua fangosa o altri liquidi ancora (氵,酒,雨 / 雷 / 漏 / 雲,泥), striature di ghiaccio (冫,冬 anche se in origine il carattere era una corda con un nodo alle due estremità, oggi 终), fiammelle (火,灬,炎,烦,赤,光,主), una pinna di pesce ritratto in verticale (魚), macchie nere su un vetro create da un fuoco (黑), corna di bue-cervo-capra (牛, 告, 鹿, 羊, 羔, mentre in 丽 si raffigurano le due corna di un cervo e in 龙 il corno di un drago), aromi nel vino di miglio sacrificale (鬯), un occhio e la cresta/ciuffo di un pennuto (鸟, 鸡, 鹅, 乌, 鸽, 岛), chicchi di riso (米), chicchi di grano conservati in un granaio dal doppio muro (墙), un piede 止 stilizzatosi in cima al carattere (前), il sostegno di un grosso tamburo o calderone o gruppo di tamburi o una coppa (壴, 鬲, 乐, 豆), un manico (亠), una coda (兔, 犬), i denti di un felino (豸), granelli di sale (鹵), zampe di un uccello, un cavallo, un topolino e una gazza (鳥, 馬, 鼠; nel caso della gazza, 寫 / 写 , il carattere oggi significa "scrivere" perché, se la gazza ruba oggetti e li mette al sicuro nel suo nido, scrivere significa mettere al sicuro i pensieri sulla carta, da dove non possono sfuggire), capezzoli femminili (母), un tratto che semplifica all'osso un incrocio a T inquadrato dall'altro (辶 < 辵, con 彳 in alto e 止 in basso), due tratti per indicare una conchiglia aperta in passato usata come moneta (貝), una biforcazione (丫), minerali sottoterra (金), filamenti di seta ( 糹), un virgulto (瓜, 先, 生 che si ritrova stilizzato in alto in 青), crepe su un guscio divinatorio di tartaruga messo sul fuoco (卜), le arterie di un cuore (心, 忄), un tratto che disegna un naso in visione frontale (自), due persone che dibattono (办, in origine 辦), radici di un albero con una casetta sopra (余, presente pure in 茶), due canne di bambù stilizzate (笛, 笙, 竿, 箩, 筐, 管, 笠, 箱), la cima di una torre (高/髙 e 京), la cima di una capanna o casetta (向, 家, 官, 字 e 六 oggi diventato il numero sei e 定, la cui parte inferiore in origine era 正), la testa di un uomo (立),un superiore offeso da una persona di livello inferiore (辛, dove i due tratti in cima originariamente erano 上), un tratto per disegnare un bozzolo di baco da seta (厶) o un oggetto che viene diviso (公, 小, 少, 尖) o l'anta di una porta a un battente solo (户, che in alcune grafie arcaiche appare come un tratto orizzontale) o una falce di luna (夕,多,名,夜) o il tratto che disegna la bocca di una caverna da cui esce un uomo in alto (去) o un verme/serpente (虫 da non confondere con la parte alta di 贵, che rappresenta un paio di mani simili a 臼) o un pezzo di cinabro rosso dentro l'ingresso quadrato e visto dall'alto di una cava (丹, che si ritrova stilizzato nella parte bassa di 青), un bastone (父), un tratto su una mano per indicare il divieto (尤), una ramificazione di un ceppo con sopra un cartello (弋), una punta di lancia fissata in cima ad una scure (戈, 我, 找; in 贱, 钱 e 线 c'erano in origine due 戈 l'uno sull'altro), una goccia di sangue che trabocca da un vaso (血), un frammento di giada o ambra (玉, 国), il tetto spiovente di una casa (尚,常 in cui la parte inferiore rappresenta un vessillo che ondeggia incessantemente nel vento), parole che escono dalla bocca (说,兑), un uomo in un nascondiglio (亡), un tratto che disegna il guinzaglio legato al collo di un cane (发), piume (习, 羽, 飞, 美 in cui raffigura le piume di pavone su un copricapo), artigli o una mano che sradica un vegetale (菜), due cardini oppure dei trattini per raffigurare una enorme porta (京, la cui parte alta come già visto è una contrazione di 高, "torre"), dei tratti per disegnare una barca (舟, il cui tratto in alto raffigura il remo anteriore), una rete con una conchiglia al suo interno (买; in 卖 la parte superiore è una semplificazione di 出), un'anta/battente di una porta originariamente a due battenti (门, semplificazione di 門), uno schizzo d'acqua (永), una linea per indicare l'eccesso, poi stilizzatasi in un punto (太), la testa di una donna incinta (身), un raggio di sole che indica il colore bianco e il candore (白, che in origine raffigurava complessivamente una fiammella), fiocchi di neve insieme a una scopa (雪), chicchi di grandine (雹), due persone sotto un ombrello (伞), un puntino per disegnare un carattere semplificato (义, semplificazione di 義), delle persone accalcate (佥), un tratto orizzontale che indica una bocca aperta (今, oggi stilizzatosi in un punto in svariate calligrafie), le orecchie di un qualunque animale domestico (兽), due mani di soldato che reggono un'ascia (兵), un tratto che disegna un coltello per marchiare i prigionieri (亲 nel sinogramma 新), i piedi di un orso (熊, la cui chiave di lettura 能 significa "orso" ma in passato era il pittogramma di un orso in piedi, simbolo di forza e capacità), le teste di due persone l'una di fianco all'altra (并,並,竝), la coda di una rondine mentre plana (燕, dove 口 indica il corpo, 北 le ali e 廿 il becco), due pietre montate su un bastone a forma di Y usato come arma (单, semplificazione di 單), due fiammelle di un candelabro dal lungo manico retto in mano (對, oggi 对), due frecce con le punte verso il basso inserite in un contenitore ovale (晋), una mano su un cesto di riso (稻, il cui radicale del miglio in origine era una bandiera nella parte alta del sinogramma per indicare il vento in cui si battono i chicchi), la doppia anta di una porta sbarrata da due pali legati (关, semplificazione di 關), una mano che trascina un elefante da lavoro di cui si vedono le quattro zampe (爲, oggi 为), gocce d'acqua che colano da un mestolo dal lungo manico (必), dei tratti per disegnare i piedi di una persona inquadrata dall'alto e seduta con un vaso sacrificale d'argilla (登, che in origine aveva nella parte inferiore le due mani), la cima di un altare sacrificale costituito da una tavola sorretta da tre pali di legno (帝), due mani che sostengono un rotolo di listelli di bambù rilegati (典), la cima di una giara di vino sacrificale messa su un tavolo (奠), una mano con un oggetto fragile dentro (叉, che in passato indicava il concetto di fare errori), la chiusura in basso di un sacco (東/东, che in origine indicava un sacco chiuso da due estremità), il concetto di "movimento/allontanamento/caduta libera" sopra una bestia selvatica (㒸, che riprende il pittogramma del maiale), dei tratti che disegnano un telaio\rastrelliera con della seta intrecciata sopra (尔, in origine 爾), un oggetto dentro un piatto (凡), una mano di soldato che cattura un uomo (孚), due uova disegnate nel sinogramma "incastro a tenone e mortasa; alba" (卵: le galline fanno le uova al mattino), il tratto che disegna dall'alto la strada che porta a una veranda (良), il corpo di un bambino disegnato a testa in giù (育, capovolgimento di 子), un virgulto che sbuca in un campo o giardino (甫, che in origine era 田), due mani che reggono un oggetto quadrato (共), l'ingresso di una valle (谷), la testa di un maiale messo in verticale (亥), una freccia in una borsa (函), una punta di freccia (矢; 侯, in origine 矦), la forma panciuta di una caraffa o teiera (壶), due coppie di mani che reggono un oggetto (兴), il sostegno di un contenitore di cibo con una persona affamata e inginocchiata vicino ad esso (即, in più in 既 gira la testa perché è sazia), un pezzo di carne messo su un altare sacrificale a tre gambe da una mano (祭), due persone di fianco a un uomo di grosse dimensioni (夹, in origine 夾), un uomo chino che si specchia in una bacinella d'acqua (监, in cui i due tratti verticali sono una stilizzazione dell'occhio chino e rigonfio 臣) ecc...

In uno degli esempi più complessi, 学 ("studiare"), i punti sono usati per semplificare la versione tradizionale, 學 . Il carattere originale indica due mani che manipolano i listelli in bambù di un abaco.

Il punto appare sempre legato.

丿 1 Il tratto ricurvo a sinistra. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. In generale, in base al font e alla posizione nel carattere, questi tratti fondamentali possono subire lievi alterazioni, come in 少 . Appare sempre legato.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il tratto ricurvo a destra, la seconda posizione, il secondo ramo celeste, il falcetto. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. Secondo Xu Shen (Shuowen Jiezi 说文解字), è un germoglio che emerge con difficoltà dalla terra. Le varianti del tratto ricurvo sono 乚 ⺄ 乛 e quella che appare nel carattere 九 . Inoltre il tratto piegato 乛 in taluni caratteri appare più volte di fila, come in 乃 . Può apparire nelle parole cinesi è significa "secondo" (è una grafia fissa e alternativa di scrivere gli ordinali nel cinese di registro elevato) o "secondo Tronco Celeste". I 10 Tronchi Celesti, sono un antico modo cinese di suddividere il tempo. Fanno parte del calendario lunare tradizionale e si combinano con i 12 rami terrestri per formare cicli di 60 anni.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

1 Il gancio, l'uncino, il tratto uncinato. Sebbene sia uno dei tratti più basilari della scrittura cinese, è stato inserito tra i radicali del dizionario Kangxi per errore. È una linea dritta scritta con un tratto più morbido, con l'uso dei pennelli con la peluria di animale. Poi il tratto è evoluto in un uncino. sempre legato. Oggi il gancio e l'amo si indicano con 钩, derivato dal carattere arcaico 勾.

Tecnicamente, nessun carattere sarebbe classificabile sotto questo radicale.

2 Il numero due, duale, doppio, secondo. Si scrive raddoppiando il numero "uno", che quindi è due listelli di abaco in bambù messi in orizzontale. Può apparire da solo. I numeri "uno, due, tre" sono 一, 二, 三 e anticamente il numero quattro, oggi 四, era scritto 亖 .

Appare come chiave di lettura nel carattere 仁, che indica la "benevolenza, umanità" (cioè "un uomo che vale due"). È uno dei concetti cardine del Confucianesimo, la filosofia che elaborò Confucio (孔夫子). Per creare degli uomini perbene che si dibattono per una società giusta (che nella sanguinosa epoca in cui visse mancava), la benevolenza verso il prossimo e la pietà filiale verso i superiori e l'obbedienza degli inferiori erano fondamentali. Sebbene ciò sia uno dei pilastri portanti del suo pensiero, in realtà è molto più ampio e complesso.

2 Il coperchio. È un coperchio che col tempo si è appiattito di forma. Nella fase finale si è aggiunto il pomello in alto. È un radicale sempre legato. Compare ad esempio nel carattere 亩 per indicare il mu, un'antica misura per il terreno.

In alcuni caratteri è un falso amico di 衣 perché quest'ultimo indica il vestito. Semplicemente, il carattere 衣 si è "aperto" in due per poter ospitare un secondo componente al suo interno. Un esempio è il carattere 壤 che indica il terriccio/la terra/il terreno o il carattere 衮, che indica il vestito di grosse dimensioni usato dai nobili (公) durante i sacrifici.

ll carattere che indica il terriccio è presente nel nome della capitale della Nordcorea, Pyeongyang (平壤).

2 L'uomo, la persona. Il pittogramma sulle ossa sacrificali Shang e i vasi di bronzo Zhou raffigura un uomo in posizione laterale e con un braccio alzato. Poi la rappresentazione passa a frontale e si mettono in evidenza le gambe divaricate, segno di fierezza e autorità. A fianco del carattere si scrive 亻e si chiama "l'Uomo a lato". Può apparire anche sopra la chiave di lettura come 𠆢 e si trova raddoppiato solo in 从. Si può usare da solo.
2 Entrare. È una forma a freccia orientata verso l'alto (se è la stilizzazione di un oggetto, probabilmente è la punta in metallo di una freccia o di un coltello o un altro attrezzo in metallo appuntito). La punta era allungata e, nella stilizzazione, si è incurvata. Indicava il concetto generico di entrare o il concetto di penetrare in un oggetto con la lama. Si può trovare da solo e significa anche "unirsi/congiungersi a" (ex. un'organizzazione).

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

2 Il numero otto, la divisione. Il primo significato è quello attuale. È inoltre curioso notare come in numero otto si indichi chiudendo la mano a pugno e sollevando pollice e indice. Questa forma ricorda il radicale quando è posto in alto ad alcuni caratteri: 丷. Anticamente indicava il numero otto, ma questo modo di rappresentarlo è in disuso. In alto ad altri caratteri appare invece invariato, ex. 分. Curiosamente, anche quello che oggi è il numero sette, 七, in passato significava "tagliare" e infatti si ritrova nel carattere 切, che ha questo significato.
2 La campagna, lo spiazzo, il deserto, lo spazio vuoto. È uno spazio aperto, delimitato con due linee verticali e una orizzontale in mezzo. Nella versione attuale, ha solo due tratti. In alcuni caratteri con la chiave di lettura incassata si apre leggermente (ex. 周). Indicava la periferia di una città. Non si usa da solo.
2 Coprire. È un oggetto morbido, forse un asciugamano con cui i contadini cinesi si coprivano il capo, che pende da due parti. la forma arcuata del radicale si è poi squadrata e appiattita. È sempre legato.

Un famoso carattere in cui appare è 写, anche se in origine era il disegno di una gazza sotto un tetto.

Il carattere che discende direttamente dal radicale è 幎, poi mutato e corrotto in 冪 mi4 (semplificato: 幂), "coprire con un panno" (chiave di lettura in scrittura arcaica 冥 ming2, che indica il concetto di oscurità).

2 Le due gocce d'acqua, il ghiaccio. È una superficie di acqua ghiacciata, con due crepe o venature o, molto più probabilmente, sono due pezzi sporgenti di ghiaccio. Erano due 人 l'una sull'altra, poi stilizzate in due trattini. È sempre legato.
2 Il tavolino. È una tavola con due gambe molto corte. Inizialmente il pittogramma aveva le forme molto sinuose, poi si è squadrato. I tavolini in principio erano mobili per lavorare, poi sono diventati dei pezzi di arredamento lussuosi e decorati nelle case degli abbienti, spesso usati per poggiarci piante, bonsai e servizi da tè (茶, scoperto in Cina ed esportato in India, Giappone, Inghilterra, America...) o usati come scrivania.

Nel cinese moderno si può usare da solo con il significato di "alcuni, un po' di; quanti?" riferito a modeste quantità.

Il tavolo invece si indica con il carattere 桌.

Il carattere 凡 è un falso amico perché il pittogramma raffigura un piatto con un oggetto al suo interno. Anche 风 è un falso amico perché è una vela gonfiata dal vento.

2 La buca. È il disegno frontale di un largo buco nel terreno. Inizialmente era tondeggiante, poi si è squadrato.

Un esempio di utilizzo è il carattere 凶 , che stava a indicare una trappola (una buca nel terreno con dentro una croce per rimarcare un buco o per indicare degli oggetti dentro, come ad esempio le rocce sul fondo) e oggi indica il concetto di "sfortunato; terribile". Dal carattere, deriva "kǎn" 坎, che mantiene la prima pronuncia e il significato. La pronuncia alternativa in cinese "Qiǎn" invece, nonostante la scrittura identica, significava "aprire la bocca".

2 Il coltello, la spada, la lama. È sia un utensile da lavoro sia una spada. In generale, le armi da lancio (frecce, giavellotti...) e da contatto (spade, asce...) erano molto importanti prima dell'utilizzo della polvere da sparo durante la dinastia Song. Quest'ultima, scoperta in Cina da alcuni alchimisti nel IX° secolo, fu impiegata per costruire delle bombe e, più avanti, le prime pistole. Durante il periodo di guerra delle "Primavere e Autunni" inoltre si era sviluppato un filone letterario composto da trattati di strategia militare. L'opera più famosa della "Scuola degli Strategici", molto letta in Cina e applicata a tutti i settori della vita incluso il marketing, è "L'Arte della Guerra" di Sūnzi, detta anche "I 36 Stratagemmi". Oggi il radicale sta pure a indicare l'omonima posata. Il disegno, molto generico, raffigura un manico con la lama un po' ricurva. Il radicale, se compare a destra della chiave di lettura, si disegna [--刂], stilizzato, e si chiama "il coltello a lato". Un esempio è il carattere 别 ("separare, allontanarsi"), che rappresenta un osso e un coltello che separa la carne dall'osso. Se in alto, si schiaccia diventando ⺈ ma nel carattere 危, che indica il pericolo, raffigura un uomo piegato mentre si sporge da un precipizio e in 鱼 disegna il muso del pesce. Una versione calligrafica, anomala e molto rara del coltello a lato si trova nel carattere 师 (semplificazione di 𠂤, forse un cumulo di terra per indicare un accampamento/fortino, in 師), 班 (in cui per davvero indica una lama), 辨 e 狮.
2 력, 역 La forza, la potenza, l'energia. Rappresenta un grosso muscolo legato all'osso da un nervo. Secondo altre interpretazioni, è un uomo ricurvo che, sotto sforzo, infila una zappa nel terreno. Con meno probabilità, è un braccio steso che si sforza, mostrando il bicipite rigonfio.
2 Abbracciare, avvolgere. Raffigura un uomo che si piega su sé stesso per abbracciare un oggetto. Nel carattere 包, che oggi indica la borsa, era una placenta chiusa intorno a un feto. Questo significato si è conservato nel carattere 胞 .
2 Il cucchiaio, il mestolo, il pugnale, la daga. È un cucchiaio dal manico ricurvo e con la testa ricurva visibile in alto. Gli altri due significati più arcaici hanno in comune coi primi due il concetto di manico e impugnatura.

匕、匙、北、比 (se immaginato come falso amico)

2 Il contenitore. Il carattere indica un contenitore non meglio precisato inquadrato di lato. Xu Shen poi aggiunge che 𠥓 è lo stesso contenitore ma scritto con un diverso stile, lo Zhouwen 籀文, detto anche 大篆 Daxiang, "Grande Sigillo", usato durante la Dinastia Zhou e le Primavere e Autunni. Per la precisione, scrive "𠥓,籒文匚
2 Nascondere. Rappresenta un qualcosa, apparentemente un contenitore (inizialmente disegnato come una sorta di baule con la forma di una grossa L, visibile per esempio nella versione arcaica di 亡, ovvero 亾, tale per cui gli mancava un lato) che serviva a nascondere un oggetto o una persona.
2 Il numero dieci. È una linea verticale con un punto in mezzo, evoluto poi in una linea orizzontale, che sta ad indicare il concetto di "limite": il 10 è il massimo numero indicabile con le mani. Nella comunicazione non verbale, il numero dieci si indica accostando i due indici fino a formare una croce.
2 La divinazione, la profezia. Rappresenta una crepa orizzontale che si unisce ad una crepa verticale su un osso di bue o un guscio di tartaruga. È un riferimento alle scapulomanzie, grazie a cui sono nati i primissimi pittogrammi. In cima ad altri caratteri, si schiaccia diventando⺊ (ex. 卡). Si può usare da solo con il significato di "scegliere" ma è formale e si riferisce indirettamente all'atto di compiere una scelta dopo avere compiuto una divinazione per orientarsi meglio. Un modo di scegliere simile nella cultura cinese è usato dal Fengshui, che si basa sulla credenza che una casa costruita in un certo posto e in un certo modo può dare disturbo o no all'armonia cosmica (geomanzia).
2 Il sigillo, l'autorità. Rappresenta un uomo inginocchiato. Ha più varianti nei caratteri: col tratto finale ripiegato ⺋ o con la riga verticale allungata, ex. 报 o compresso in basso comeㄗ ex. 爷爷 (il "nonno", colui che ha l'autorità sul padre di famiglia in quanto quest'ultimo è meno anziano; in realtà i due caratteri mostrati sono il frutto di una semplificazione).

In caratteri come 服 e 报 è un falso amico perché indica uno schiavo in ginocchio ritratto di profilo mentre è tenuto inginocchiato da una mano destra in basso.

2 Il dirupo, il burrone, la rupe, il pendìo. È un dirupo visto di lato. Si può usare anche da solo e significa "fabbrica". In alcuni caratteri si può trovare con il primo tratto in alto incurvato, ⺁.
2 Privato. È il pittogramma di un baco da seta che sta per rinchiudersi in un bozzolo, prima a forma di "U" e poi diventato squadrato. Nel carattere 私, che conserva il significato originale, sta ad indicare il grano esente dalle tasse, ad uso "personale". Questo stesso carattere è molto usato in giapponese, si legge "watashi" e significa "io" in tono piuttosto formale.
2 Mano destra, la ripetizione, di nuovo. È la mano destra stilizzata, aperta per afferrare un oggetto. Si può usare da solo come avverbio, "nuovamente".
3 La bocca, il foro, l'apertura. Raffigurava una bocca spalancata in un sorriso, vista frontalmente. Poi si è squadrata. Si può usare da solo e indica in cinese una vasta gamma di significati ("bocca, foro, taglio, strappo, buco, apertura, entrata, tasca, classificatore per pozzi, membri della famiglia, maiali, coltelli, boccate d'aria e fumo, morsi di cane...") e, come radicale, si usa anche in molti suoni onomatopeici.

Nel carattere 吕 è un falso amico perché rappresenta due vertebre l'una sull'altra. In 品 può indicare sia una matassa di bocche che urlano al mercato per indicare i prodotti sia, secondo un'altra interpretazione, tre ciotole oggi squadrate e inquadrate dall'alto.

3 Il recinto, la recinzione, il confine, circondare. È un recinto visto dall'alto. In origine non appariva perfettamente squadrato. Questo carattere è anche la versione arcaica di 圍 > 围, che indica il concetto di "circondare", in cui all'interno si trova la chiave di lettura 韋 wei2, anch'essa derivata dal recinto: indica un recinto circondato da quattro piedi (oggi due) per indicare il concetto di fare la guardia a un posto circondato. Questa chiave poi, se usata in isolamento, ha cambiato significato e ha iniziato a indicare la pelle conciata, ma il carattere 圍 conserva parte del suo significato originale. Forse da questa chiave di lettura deriva pure il carattere 衛, un incrocio di strade raffigurato dall'alto con questa chiave e che significa proprio "fare la guardia". La semplificazione 卫 rende il carattere irriconoscibile.
3 La terra, il suolo, la polvere. Rappresentava un cumulo di terra dalla forma vagamente ovale e sopra il terreno 一 . Oggi appare estremamente stilizzato e difficilmente riconoscibile. Si può usare da solo.

Nel carattere 去 è un falso amico perché e la stilizzazione di un uomo mentre esce dalla bocca di una caverna.

3 L'intellettuale, lo studioso, il letterato, il burocrate, l'ufficiale, il soldato, l'esperto/lo specialista. Indicava in origine il soldato, siccome è un pittogramma vagamente simile a 斤, 戉 e 戈, coè un'ascia con la lama rivolta verso il basso (in 戉 e 戈, come anche in 我, è messa in piedi). Il tratto orizzontale indica l'impugnatura. Oggi indica anche la "guardia del corpo", un pezzo negli scacchi cinesi. Il significato originale resta nella parola 士兵, "soldato".
3 Seguire. è un paio di gambe, oggi stilizzate come 𠂊, seguite da qualcosa o qualcuno dietro di loro, ㇏.
3 Il piede in basso. È la stilizzazione poco riconoscibile di un piede, il cui aspetto in origine assomigliava a 𡕒 ma ribaltato simmetricamente rispetto a un ipotetico asse verticale. Si trova solitamente in basso al carattere (tranne in 各) ed è facilmente confondibile con 攴 stilizzato.
3 La sera. È una luna incompleta, con una parte nell'ombra. La luna, in principio una falce chiusa, nella versione attuale appare una forma aperta: il puntino all'interno e il tratto lungo in basso erano incollati.

Un esempio è la coppia di caratteri 夗 / 宛, che indicano un corpo sdraiato in un momento temporale databile verso sera. Indicano entrambi il concetto di "curvo, piegato". In passato 月 e 夕 non erano differenziati.

3 La grandezza. È un uomo con le braccia stese e le gambe divaricate. Sta ad indicare quindi "grosse dimensioni", una grossa estensione nello spazio, vastità, larghezza, enormità. In parecchi caratteri non significa "grande", ma è il disegno di un uomo. Semplicemente, invece di 人 si è preferita la grafia 大. Un esempio è il carattere 天, che è un uomo con la testa prima quadrata e poi assottigliata in una linea orizzontale per indicare il cielo, tutto ciò che sta sopra la testa di un uomo.

In 莫 è un falso amico perché è la stilizzazione di un paio di ciuffi d'erba, presenti anche in alto al carattere.

3 녀, 여 La donna. Rappresentava una donna col capo chino e le mani nascoste nelle ampie maniche, segno di sottomissione nella Cina antica. Poi è diventata un ritratto di profilo mentre è inginocchiata. La donna era generalmente considerata un angelo del focolare nell'antica Cina, solo le donne d'élite potevano ricevere un'educazione e di rado potevano muoversi fuori di casa se i loro piedi erano stati fasciati sin da piccoli. La pratica delle fasciature ai piedi ("piedi loto d'oro") ne riduceva le dimensioni incurvando l'osso. Venivano considerati attraenti. Sono stati vietato dalla Costituzione nel 1949, dopo che Mao Zedong sconfisse i nazionalisti e fondò la Repubblica Popolare Cinese (中华人民共和国). Nonostante il basso status, le donne erano molto rispettate e nella storia della letteratura sono esistite delle donne scrittrici, come Li Qingzhao, poetessa Song, e Gu Tai Qing, scrittrice del periodo pre-moderno. Paradossalmente, la prima scrittrice donna di cui si ha notizia, Ban Zhao, scrisse nel periodo Han un galateo confuciano per donne. Tra tutti gli imperatori, si contano due note imperatrici: Wu Zetian e la reggente Cixi, che ebbe di fatto tutto il potere nelle sue mani durante gli ultimi decenni dell'impero Qing, nel fine '800. Le donne in storiografia erano accusate svariate volte di corrompere un sovrano e decretare la deposizione o rovina di una dinastia. Ad esempio, un famoso aneddoto parla di come la concubina Yang Guifei "corruppe" l'imperatore e mecenate Xuanzong, della dinastia Tang, o di come Mo Xi corruppe Jie, l'ultimo imperatore della dinastia Xià, o di come Daji corruppe Di Xin, l'ultimo imperatore Shang. Il radicale si può usare da solo per indicare una persona di sesso femminile (con gli animali si usa 母).
3 Il figlio, il bambino, il neonato, il primo ramo terrestre. Rappresentava frontalmente un bambino molto piccolo con la testa più grossa del resto del corpo e gli arti piccoli in posizione aperta (in delle varianti antiche, aveva pure un ciuffetto di capelli sulla testa stilizzati come falso amico 巛, tale per cui era 㜽). Poi si è girato per 3/4 di profilo (nella grafia moderna, ciò non è visibile) ed è stato rappresentato con le gambe in fasce. Il carattere, se a lato del carattere, si stringe: 孩 . Da solo, significa "uomo, bambino" ed è il suffisso per le parole di molti oggetti, ex. 椅子 (sedia). In tal caso, cade il terzo tono e diventa tono neutro. È anche il primo ramo terrestre.

Il carattere è molto simile a 了, che indica un bambino a cui sono state fasciate anche le braccia.

Un celebre sinogramma in cui compare il bambino è 字, che indica in generale i caratteri scritti. Questi ultimi preservano un messaggio o un patrimonio culturale nella stessa misura in cui la propria stirpe si preserva mettendo il bambino al riparo sotto il tetto familiare. Un altro e 存, esistere, che è il seme nel terreno da cui partono radici e virgulto (才) con accanto il bambino neonato. La stilizzazione di 才 si ritrova anche nel celebre carattere 在, "trovarsi".

3 Il tetto. È il ritratto frontale di una capanna, poi rimpicciolita. Il tetto inizialmente aveva due spioventi, poi si è ridotto ad una forma quadrata. In pochi caratteri rimane la versione più arcaica, che incassa gran parte della chiave di lettura, ex. 向
3 Il pollice cinese, lo cùn, la misura, piccolo, corto. Rappresenta una mano con un trattino sul polso, dove si sentono i battiti. Indica, più precisamente, la piccola distanza tra la mano e il punto del polso da tastare. Da qui, il significato è passato a "pollice/cùn", un'antica unità di misura cinese pari a 3,33 centimetri.

Nel sinogramma 寺, che indica un ufficio del governo imperiale o un tempio religioso, indica una mano (寸) che tira un germoglio (poi stilizzatosi in 土, falso amico di "terra"). Il significato originale si conserva nel sinogramma 持.

Inoltre 寸 si trova pure nel carattere 得, che significa "ottenere": raffigura un passo in direzione di un oggetto che si profila nel proprio orizzonte visivo (旦) e si afferra con la mano. La prima versione del carattere aveva una mano a sinistra che afferra un oggetto prezioso indicato da una conchiglia aperta a destra. Poi la conchiglia si è chiusa (貝) e c'è stata la sostituzione del radicale e la mano è stata messa sotto la conchiglia.

In molti altri caratteri 寸 è sempre una mano stilizzata a pollice cinese, infatti oltre al carattere 得 e 寺 è anche presente in 射 per indicare una mano pronta a scoccare una freccia e in 尊 per indicare due mani (oggi una) che reggono un'anfora di vino con due tratti in più in alto. In 守 invece indica una mano con un'arma in mano e in 專 / 专 indica una mano che gira e rotea un fuso.

3 Piccolo. Secondo Xu Shen, è un tratto che divide a metà due parti, che richiamano il numero otto 八, usato anche nel carattere che indica la divisione/parte 分. È quindi un modo per indicare metà di una piccola quantità o "metà di metà". Secondo un'altra interpretazione, è simile a 少 perché è una stilizzazione di alcuni granelli di sabbia. In cima al carattere si ribalta e comprime in ⺌ tranne nel carattere 少, che in origine era dei trattini che indicavano la sabbia (oggi 沙). Si può usare da solo e, nel cinese moderno, è anche un vezzeggiativo davanti ai nomi propri.
3 Lo zoppo. È un uomo zoppo simile a 大 ma con una gamba deforme. Molti dei caratteri in cui è presente sono errori nati dal dizionario Kangxi. Le sue varianti sono 尣, 兀 e quella con una gamba allungata, ex. 沈.
3 Il cadavere, il corpo disteso. È un uomo seduto e disegnato di profilo (il tratto orizzontale in basso è la coscia stesa su una superficie, mentre la gamba dal ginocchio in giù è il tratto sinuoso a sinistra); il primo tratto orizzontale in alto indica le braccia tese in avanti e la testa è sparita.

Il carattere usato dallo Zhuyīn per trascrivere la sillaba "shi" è una versione arcaica di questo radicale, 𡰣 .

Nel sinogramma 屋, 漏, 居 è un falso amico perché è una forma semplificata di 户 e indica una porta ad un battente, che a sua volta rimanda ad una stanza. In 层 rimanda in generale al concetto di edificio. In altri caratteri sta a indicare le parti basse, per esempio nel sinogramma che indica la coda 尾, le feci 屎, le urine 尿 e il fondoschiena 屁.

3 철, 초, 좌 Il germoglio. È una pianta che germoglia. Questo pittogramma forma il carattere 出, che significa "uscire" e lo classifica nei dizionari, ma in realtà 出 è il disegno stilizzato di un piede 止 mentre esce da una caverna 凵.

Un carattere vagamente simile è 屯 , un germoglio che spunta dal terreno (linea orizzontale) con radice ramificata poi squadratasi. La pronuncia 철 indica il radicale, la pronuncia 초 si riferisce al verbo "germogliare" scritto con questo antico carattere e la pronuncia 좌 significa "mano sinistra", 𠂇, reperibile in caratteri come 有, 布 e 友 e che in coreano antico si scriveva anche 屮.

3 La montagna. È la visione frontale di tre montagne stilizzate. Inizialmente erano tre triangoli affiancati, poi le forme si sono assottigliate. Le montagne erano luogo di rituali al Cielo nell'antica Cina e luoghi di culto aperti ai pellegrini di ogni tipo, incluso l'imperatore. In cima alle montagne si potevano pure costruire templi e tempietti votivi. Si può usare da solo.
3 Il fiume, il ruscello. È l'acqua di un ruscello che scorre. Le onde erano di forma sinuosa, poi si sono squadrate. Si può trovare anche scritto come 巜 oppure 川. La prima delle due forme alternative si ritrova in 俞, il pittogramma di una canoa, in cui si riconosce 舟 stilizzato in 月 e 巜 stilizzato in un coltello per indicare o il remo o proprio i flutti di un fiume.

La seconda si ritrova sia da sola sia nel carattere 州 per indicare le dune sul letto di un fiume.

3 Il lavoro. Il pittogramma rappresenta la squadra di un carpentiere. In una delle versioni più arcaiche si potevano vedere anche tre linee parallele tracciate. Si poteva pure vedere una parte rotonda in basso, usata per disegnare i cerchi. Una seconda interpretazione vuole che sia un attrezzo che pesta il terreno, facendo dei solchi o buchi. Si può trovare da solo.

La squadra, retta da una persona 大 (poi sparita) e una mano stilizzatasi in 口, si ritrova anche nella versione originale del carattere 巨. Questo carattere oggi significa "enorme", ma il significato originale resta nel carattere 矩 ju3.

Anche il carattere 壬 deriva da una squadra al quale si è aggiunto un punto in mezzo (oggi allungato in una linea orizzontale) per indicare il fatto che viene tenuta in mano.

3 Personale/proprio, la corda di seta. Raffigura una corda di seta sinuosa (e oggi squadrata) per legare gli oggetti o annodata in dei punti per fare calcoli, come se fosse un abaco. Questo significato arcaico resterebbe ancora nel carattere 纪.. È anche il sesto ramo celeste del calendario lunare cinese. Il significato di "se stesso" deriva da un prestito fonetico. Non bisogna confonderlo con 已 ("già" in cinese) e con 巳 si4, che è il pittogramma di un feto ed è anche il sesto Ramo Terrestre.

In 改 è un bambino inginocchiato oggi stilizzato in 己 (la testa 子 e riconoscibile in alto) con accanto una mano che sorregge un bastone. Questo carattere indica il concetto di cambiare/correggere con il riferimento esplicito al punire i figli o incutergli il senso di autorità. Nella primissima versione del carattere c'erano poi dei trattini minuscoli vicino alla testa del bambino per indicare forse le lacrime.

Nel carattere 配 invece rappresenta un uomo inginocchiato che mescola il vino dentro un'anfora e questo era il suo significato originale. Quindi, negli ultimi due caratteri, è un falso amico.

3 La tovaglia, il fazzoletto, la salvietta. Raffigura il tipico fazzoletto usato dai contadini cinesi per vari scopi. È appeso a un sostegno. È anche un riferimento al vestiario dell'imperatore: quest'ultimo, in segno di rispetto e pietà filiale verso gli antenati, indossava la sua tunica legata in vita.
3 Il pestello, lo scudo, l'aridità, l'essiccazione, il tronco/fare. Raffigura un pestello con una parte biforcuta in cima all'impugnatura (che oggi appare appiattita) che percuote in un mortaio e forse, come prestito fonetico, indica pure uno scudo che protegge il soldato nella stessa misura in cui il cibo si conserva e protegge da germi e muffe con l'essiccazione. In alternativa, indica questo concetto perché a causa della sua pronuncia si è preso per semplificare 乾 gan1, che indica l'aridità e secchezza. In più, come prestito fonetico, si usa in cinese moderno per semplificare due caratteri: il primo già visto è 乾 gan1, mentre il secondo è 幹 gan4, "tronco/ossatura/fare" (sia nel senso di fare/svolgere un'azione, sia nel senso osceno di farsi qualcuno. La chiave di lettura 倝 gan4 in entrambi, tale per cui la disposizione dei componenti è fuorviante). Pertanto, il carattere può essere confusionario, ma i suoi significati sono riconoscibili nei vari vocaboli in cui compare come carattere, e.g. 骨干 "ossatura" e 饼干 "biscotto" in cinese.
3 Sottile, tenero. Sono due bozzoli ovali (poi diventati due forme triangolari aperte) legati tra loro da un filo sottilissimo, non visibile nella primissima versione del carattere e sparito in quella attuale. Secondo Xu Shen, significava "piccolo, sottile". Dal raddoppio del pendaglio di bozzoli di baco da seta derivano caratteri come 丝 e 兹.
广 3 L'ampiezza, il riparo, la copertura. È una casa col tetto spiovente e senza il muro anteriore. In parole povere, è una tettoia per riparare utensili, carri e viveri. Si pensi per esempio al carattere 库, che oggi indica il box/garage. Il muro spiovente si è poi assottigliato ad un tratto orizzontale in alto.
3 La struttura, l'avanzata, la corda spiegazzata. È sia una corda sinuosa e oggi disegnata squadrata e spiegazzata, in origine scritta come ㄋ e poi 乃 oppure 廴. Quest'ultima versione è diventata il radicale Kangxi, reperibile in caratteri come 建. Anche il carattere 己 era una corda.
3 Le mani giunte, insieme. Sono due mani che si uniscono. Nella zona in alto di alcuni caratteri si trova con entrambi i tratti verticali, ex. 昔, in cui però è un falso amico siccome raffigura dei flutti d'acqua.
3 La balestra, il ceppo col cartello. Raffigura un ceppo con una ramificazione in alto e, in mezzo, un cartello con una scritta. Ha iniziato poi a indicare come prestito una balestra con i dardi attaccati con un filo. Una volta scoccato il dardo, si recupera con facilità tirando il filo. Era un'arma molto usata nei momenti di caccia in luoghi impervi. Indica anche il concetto di sostituire e rappresentare, 代替 e 代表, forse in riferimento ai dardi sostituiti dopo che si usuravano .
3 L'arco. È un arco con impugnatura ricurva, messo di profilo. Il filo teso oggi non viene disegnato. Ritorna anche nel carattere 夷, che rappresenta un uomo 大 con un arco e indicava i "barbari".

Nel sinogramma 弗, un raro modo per indicare la negazione o trascrivere nomi stranieri, è un falso amico. Infatti rappresenta una corda che lega due pali uniti e fatti convergere: non c'è più divergenza.

3 Il grugno, il muso del maiale. È il ritratto del grugno del suino, che si diceva avesse un senso dell'olfatto eccezionale. Infatti ha anche un terzo significato figurato di "ricercare". Si può trovare come 彑 ma il carattere 互, "reciprocamente", è un falso amico: rappresenta due corde che si annodano sullo stesso palo o qualcosa di simile inquadrato dall'alto che indicano la reciprocità.

Molti altri sinogrammi contengono questo componente, ma si tratta di falsi amici perché, per esempio, in 雪 rappresenta una mano che reggeva una scopa (oggi sparita) che raccoglie la neve che cade, in 帚 una mano che regge una scopa, in 争 rappresenta un oggetto tenuto in mano (彐) e conteso (力, originariamente 爪 per indicare le unghie di un'altra mano), in 妇 e 慧 rappresenta nuovamente una scopa e in 刍 è una mano che regge un ciuffo d'erba strappato per indicare la paglia per nutrire gli animali.

Nel radicale 聿 indica poi una mano che regge un pennello per scrivere e in 事 indica, secondo la versione sui gusci di tartaruga (jiaguwen 甲骨文), è uguale a 吏. Per la precisione, è un bastone che indica autorità 卜 (poi scritto come 屮 e oggi stilizzato in 十 in alto) con sotto una bocca schiacciata che dà ordini 口 e sotto la mano che regge il bastone. Indicava la posizione di ufficiale o, secondo Xu Shen, il proprio mestiere in generale. Oggi indica le faccende.

Nella parte alta di 急 rappresenta invece una mano che stringe un ciuffo d'erba per indicare la paglia per nutrire gli animali e in 兼 raffigura una mano che regge due piantine di grano (秝 li4). Quindi, se non è una scopa, in molti casi rappresenta una mano stilizzata a grugno.

Infine, nel carattere 绿 per indicare il colore verde raffigura l'argano di un pozzo, con un rimando all'acqua stagnante di colore verde e alla seta tinteggiata, mentre nel carattere 康 è una rete stilizzata che raccoglie il grano battuto con un bastone (simile al correggiato, visibile in alto) e lo separa dalla paglia, visibile in basso.

3 La barba, l'ornamento. Indica un ciuffo di capelli.
3 Il doppio uomo, passeggiare, camminare lentamente, il passo col piede sinistro. È la parte a sinistra del carattere che disegna un incrocio stradale a croce dall'alto, 行. Quindi, 彳 raffigura un pezzo di questo incrocio, che dunque assomiglia a un incrocio a T. Da solo, compare solo nel verbo formale 彳亍, "passeggiare".
4 Il cuore, la mente, la sensazione. Rappresenta un cuore visto frontalmente. La versione di fianco al carattere si comprime in una forma vagamente simile a 屮 e conserva il solo tratto discendente 忄ed è chiamata "Il cuore a lato". Una terza variante rara in basso al carattere è ⺗, che per esempio si vede nel carattere 添 e 恭. Si può usare da solo e significa anche "il centro/cuore (di qualcosa)". Il cuore nella mentalità cinese era l'origine dell'intelligenza e pensieri, quindi vuol dire anche "mente". Nella medicina tradizionale cinese il cuore era dominato dal fuoco, uno dei cinque elementi; il respiro era originato dal cuore, l'espirazione dal naso e le emozioni dai reni.
4 L'alabarda. È una lancia/alabarda messa in piedi con il manico verticale, oggi indicato con un lungo tratto sinuoso e, in versione più complessa, è stilizzata anche con il carattere 我.

Un disegno simile si trova in altri componenti non classificati tra i radicali come 戉, che indica un'ascia.

4 La porta ad un battente, l'uscio, la famiglia. Raffigura una semplice porta, che in alcuni font si può scrivere 户 . In alcuni caratteri appare in una delle sue versioni più arcaiche, 戶 (ex. 所). Si può usare da solo anche col significato di "famiglia".
4 La mano. Raffigura una mano aperta vista frontalmente. Il carattere a lato si scrive 扌ma nel carattere 拜 si trova con una grafia più arcaica. Si può trovare da solo ed è anche il suffisso per alcuni mestieri (ex. 歌手 cantante), per indicare "il manovale, il mestierante".
4 Il ramo, sostenere. È una mano destra che sorregge un ramo staccato da un albero.
4 Battere, bussare. È una mano che impugna un bastoncino per punire o fare rumore. In molti caratteri oggi si ritrova stilizzato nella componente a destra di caratteri come 改 e 教 e indica l'autorità ma si conserva nel carattere 敲 che indica l'atto di bussare.
4 La letteratura, il carattere, la civiltà, il tatuaggio. All'inizio indicava solo un cumulo di righe e linee intrecciate; poi ha assunto il significato di "carattere", cioè un insieme di tratti. In base ad una seconda interpretazione, il pittogramma raffigura un uomo con un tatuaggio sul torace a forma di V rovesciata, poi trasformatasi in due parentesi con un punto in mezzo e poi sparito.

Si può usare da solo e, in fondo ad alcune parole, indica una disciplina (ex. 天文 astronomia, "la letteratura celeste").

4 Il mestolo, il dou/dieci mestoli. È un mestolo con il numero "dieci" stilizzato in basso. Nelle versioni successive si è spostato più a lato e il mestolo (shao), una forma arcuata, si è ridotta a due punti. Si può usare da solo e indica il "dou", un'antica unità di misura cinese, equivalente a dieci shao. Si può usare da solo come unità di misura e in più, per un errore degli scribi, è passato anche a significare "pugno" ("dòu").
4 L'ascia, il jin, la libbra. È un'ascia, ma sta anche a rappresentare gli antichi pesi per la bilancia, che erano a forma di lama di ascia tondeggiante. Da qui, si passa al significato moderno di "mezzo chilo", un'antica unità di misura cinese tuttora usata.
4 Il quadrato, il luogo, la direzione, onesto, la punta del coltello. È un coltello 刀 con un tratto orizzontale 一 sull'impugnatura (che in questo carattere si scrive ancora) e indica la punta del coltello (in seguito, il conceto di lama si iniziò a indicare con 芒 in base al suo significato arcaico, Oggi si indica con 尖). Seconda un'altra interpretazione di Xu Shen, sono le prue di due barche messe insieme e legate tra loro ("方,併船也。象两舟总头形"). Si può usare da solo e indica anche la potenza al quadrato di un numero in matematica, oppure è classificatore per oggetti quadrati e per metri quadri di qualcosa. ma ha anche molti altri significati. Il carattere comunque è piuttosto problematico perché si presta ad altre interpretazioni, come ad esempio quella di un coltello con la lama puntata verso il basso vagamente simile a 才 poi stilizzatosi, oppure quella di un criminale con le mani e testa (il punto in alto) intrappolate in una tavola di legno orizzontale. In basso si vedrebbero le gambe.
4 Non avere, senza, sbagliato. In alcuni font appare come 旡 . Si può usare da solo e, in alcune parole precise o nel linguaggio formale/classico, significa "non avere, non esserci". Sostituisce la versione tradizionale, che si scrive 無 e rappresenta una donna 大, stilizzata in mezzo al carattere, con nelle mani due rami intenta a eseguire una danza rituale. Successivamente le sono stati aggiunti i piedi in basso (舞). Quindi i puntini in basso sono un falso amico del fuoco, esattamente come in dei caratteri che raffigurano animali come 熊: lì rappresenta delle zampe. Il significato di negazione deriva da un prestito fonetico.
4 Il sole, il giorno. È un sole stilizzato, con un trattino in mezzo ㄖ che poi si è evoluto in un punto e infine in una linea orizzontale. Per ragioni pratiche, la forma circolare è diventata squadrata. Si può usare da solo e indica anche la giornata in cinese. È anche presente nel nome "Giappone" (日本, "da cui si origina il sole", in giapponese "Nihon" o "Nippon"). Durante il Maoismo, era un simbolo per indicare Mao Zedong, "il Sole dell'Avvenire". Oggi il sole si indica col carattere 阳, reperibile anche nel concetto di Yin e Yang (阴阳).

Nel sinogramma 易 , "facile", è un falso amico perché raffigura la testa di un camaleonte, che si camuffa con facilità. Questo carattere indica anche il concetto di mutamento, presente in parole come 易经 e 贸易.

A sua volta, la parte in basso di 易 in isolamento è 勿, un modo arcaico di dire "no" in frasi imperative e rappresenta un coltello con tre linee oggi sinuose che indicano gocce di veleno su un coltello pronto a uccidere. Secondo altre interpretazioni, sono gocce di sangue o, siccome compare in una variante arcaica di 利 (mietere il grano), potrebbero anche essere grano falciato.

Anche in 曼 è un falso amico perché indica una mano che, insieme ad un'altra mano, apre le palpebre di un occhio. Il significato originale era "aprire", poi ha iniziato a indicare una persona di indole pigra (oggi 慢) e il concetto di lentezza (oggi 漫).

4 Dire, parlare, chiamare. Era una bocca sorridente 口 dalla quale usciva uno sbuffo d'aria. Boi le forme si sono squadrate e lo sbuffo d'aria si è ridotto ad una riga orizzontale nella bocca. Si può usare da solo ma risulta troppo formale. Una tipica espressione presa dagli antichi trattati filosofici cinesi in cui compare è 子曰, "il maestro dice".
4 La luna, il mese. È una luna crescente, dagli influssi benefici. Nella filosofia cinese, la luna ha i connotati opposti allo Yang, principio maschile, positivo e attivo. In alcuni caratteri, quando non è radicale, si comprime, ex. 前. Si può usare da solo e significa anche "mese".

In numerosi caratteri è un riferimento alla carne e non alla luna, oppure è una stilizzazione (ad esempio in 俞, la canoa, è la stilizzazione di 舟, una barca). Nel sinogramma 然 , che in origine stava a indicare la carne di cane cotta sul fuoco (oggi la desinenza di alcuni aggettivi e svariati avverbi), indica proprio la carne, come anche in 察, la cui parte bassa indica un altare sacrificale a tre gambe su cui una mano mette un pezzo di carne.

4 L'albero, il legno. È un albero che spunta dal terreno, con due radici. I due rami in alto si sono aperti in un tratto verticale. Si può usare da solo, anche se è formale.

Un carattere lontanamente simile al radicale dell'albero è 才, che indica un seme da cui crescono due radici e un virgulto in alto che spunta dalla terra (il tratto orizzontale).

Un altro carattere estremamente simile è 本 , che in origine indicava la radice. Si riconosce la forma di un albero con un tratto orizzontale (un origine un punto spesso) che indica e rimarca una delle tre radici stilizzate.

4 Lo sbuffo d'aria, lo sbadiglio, essere debitore, essere esausto. È un uomo spossato 人 che respira affannosamente. Per un errore degli scribi o frose come prestito fonetico, gli è stato aggiunto il significato di "debito", qualcosa che grava su una persona.
4 Fermarsi. Rappresenta l'ombra di un piede sul terreno. la forma del piede 足 è abbastanza riconoscibile.
4 알, 대 La cattiveria, la malvagità, la sfortuna, la morte, la polvere, essere fatto a pezzi. Sono i frammenti di uno scheletro umano. In alcuni caratteri si trova modificato nella parte superiore, più simile alla penultima versione prima di quella attuale: 歺. Un carattere identico si trova nel sinogramma 餐 e indicherebbe le ossa di alcuni animali cucinati.
4 L'alabarda. È un'antica alabarda/lancia di bambù o legno (poi diventata ricurva e oggi stilizzata come 几 e quindi difficilmente riconoscibile) tenuta in una mano.
4 La donna dietro le sbarre, non, negativo, inutilità, fermare. È una donna inginocchiata 女 disegnata nelle ossa oracolari come 母 (due seni con i capezzoli stilizzati e messi in verticale) e poi scritta come 毋 a partire dalle versioni nei vasi in bronzo (i due punti che indicano i capezzoli sono stati modificati in un tratto orizzontale). Indica dunque una donna che è stata fermata o sottoposta a un divieto. Xu Shen indica che il carattere indicava proprio il concetto di fermarsi (per divieti o simili). Un carattere molto simile è , che rappresentava una mano con un trattino su un dito proprio per indicare in origine il concetto di divieto. Successivamente 毋 ha assunto anche il significato di "inutile" ed è anche diventato un antico avverbio di negazione per l'imperativo.
4 Il confronto, la copia, il modello. Raffigura due uomini l'uno di fianco all'altro che si misurano e confrontano. Si può trovare da solo.
4 Il pelo, piccolo, scarso, grezzo. È la rappresentazione di un ciuffetto di peli.
4 Il clan. È un bastone con in cima un ghirigoro, effigie di un drago, e significava "titolo di un clan aristocratico". Il carattere, l'effigie di un clan, è molto rielaborato rispetto all originale ma è riconoscibile il palo, trasformatosi in un tratto sinuoso in basso a sinistra). Oltre a questa interpretazione base, ne esistono altre, ma questa di fatto è quella che si avvicina di più ai significati arcaici e a un onorifico ancora usato in coreano per indicare un "signore".
4 Il vapore, il soffio vitale/energia vitale, l'aria, il respiro. In principio erano tre tratti sinuosi. Poi sotto si è inserito il radicale del fuoco, sostituito con il radicale del riso. Il vapore è quindi la nuvoletta che appare quando si bolle il riso. Nella versione cinese semplificata, è stato tolto il riso: 气. Il terzo significato rimanda al concetto di "Qì", cioè di "soffio vitale di un oggetto", il manifestarsi e sprigionarsi della sua esistenza. Esaurito il Qi, l'oggetto finisce di esistere e torna nel ciclo continuo della natura/realtà, che è un susseguirsi di cicli di creazione e distruzione, un alternarsi di due polarità (Yin-Yang). Questi concetti, appartenenti alla "Scuola Yin-Yang", sono citati anche nel Dàodéjīng di Lǎozi, il testo fondante del Daoismo. Il concetto di squilibrio tra Yin e Yang è stato anche utilizzato per descrivere le malattie nella medicina tradizionale cinese. Il sinogramma si usa pure col significato di "stile, comportamento, arrabbiarsi". Una versione con meno tratti di 气 compare nel carattere 吃, che oggi significa mangiare. In questo preciso contesto, il componente 乞 indica poca aria che esce dalla bocca. Il carattere 吃 infatti in origine significava "balbettare".
4 L'acqua, il liquido, la distesa d'acqua. È un rivolo d'acqua che scorre verso il basso. Nelle versioni successive sono stati aggiunti a lato del rivolo degli spruzzi e mulinelli, che poi si sono semplificati nei tratti laterali. In alcuni caratteri appare come 氺 o con il gancio modificato in alto, come nel sinogramma 永 . A lato si stilizza in 氵e si chiama "Tre gocce d'acqua". Si può usare da solo e in generale può indicare fiumi, laghi e mari. Nel carattere 康 è un falso amico perché stilizza la paglia battuta e sgranata mentre cade per terra.
4 Il fuoco. È una fiamma che guizza in alto, con due scintille ai lati. La versione a lato si comprime, ex. 炸, mentre la versione in basso alla chiave di lettura si comprime e stilizza, mutando il nome in "le quattro gocce in basso" 灬 , ma una versione non stilizzata appare nel carattere 灸, che indica la moxibustione (tecnica inventata in Cina). Si può usare da solo e, nella medicina tradizionale cinese, indica anche '"la febbre, la calura interna". Infine, può indicare anche "le munizioni" e "la rabbia".
4 L'artiglio, l'unghia. È la zampa di un volatile con le dita stese o una mano aperta e poggiata sul palmo. Nella versione finale, le dita sono rivolte verso il basso perché il carattere si è ruotato. In alto alla chiave di lettura, appare stilizzato in 爫.
4 Il padre. Era una mano stilizzata con tre dita che reggeva un bastone per punire o impartire ordini (segno di autorità paterna nella Cina arcaica), o forse impugnava una scure, che rimanda alla sfera lavorativa pesante che all'epoca era perlopiù maschile. Rimanda anche al concetto di sostentamento economico, dato dal maschio. Si usa anche da solo, ma è semi-formale.
4 L'impronta. Raffigura un animale selvatico o bestia da soma che lascia un'impronta sul terreno inquadrata dall'alto. Il significato resta nel carattere 蹂 rou2. Una variante è 厹, in cui 九 jiu3 è la chiave di lettura.
4 Intrecciare, la linea del trigramma. È un gruppetto di fili intrecciati. Descrive anche le linee che compongono i trigrammi, usati per la divinazione durante le achilleomanzie.
4 Il letto, la striscia di bambù. Indica un letto stilizzato e messo in verticale, che forma il carattere tradizionale che indica il letto, 牀. Si ritrova con una stilizzazione nei caratteri che indicano la malattia, come lo stesso 病, e con una stilizzazione molto simile nel carattere semplificato che indica il letto, 床. Con una seconda pronuncia, "Pán", significa anche "striscia di bambù". A lato del carattere è stato stilizzato come 丬. Delle due pronunce, "pán" indica propriamente il radicale, mentre "qiáng" indica le strisce di bambù tagliate.
4 La tavola. È il radicale dell'albero 木 dimezzato verticalmente e stilizzato per indicare il concetto di legno tagliato per essere trasformato in tavole sottili. Oggi in cinese indica pure la scaglia, la fetta di medicinale o carne o legno e bambù ecc. (e.g. 药片, 肉片, 木片, 竹片...).
4 Il dente, la zanna, l'avorio. Sono due canini che si chiudono su una preda (il tratto orizzontale in mezzo). La loro forma sinuosa poi si è squadrata. Si può usare da solo.
4 Il bue. È la testa di un bue inquadrata di fronte, con due corna (oggi uno riconoscibile nel tratto obliquo in alto), due orecchie orizzontali e il muso lungo. Era un simbolo della primavera e dell'agricoltura e fa parte dello zodiaco cinese. In agricoltura era usato come bestia da traino a partire dal periodo delle "Primavere e Autunni". A fianco di una chiave di lettura appare come 牜e in alto si comprime, ex. 告. Si può usare da solo. Si ritrova anche nel carattere 半 per indicare una testa di bue che viene divisa a metà. A sua volta questo carattere ritorna in 胖 per indicare una stazza enorme.
4 Il cane. È un cane inizialmente ritratto di profilo, con le zampe anteriori alzate, che riceve a bocca aperta il padrone. Poi la visione si è spostata a 3/4. È simbolo di fedeltà e, nelle statue, è assimilato al leone ed è segno di protezione. È anche uno degli animali dello zodiaco cinese. Ogni anno in Cina ha un suo animale simbolico e si crede che chi nasca sotto quel particolare segno zodiacale abbia certe caratteristiche positive e negative di comportamento. Se il radicale appare di fianco alla chiave di lettura, si comprime in 犭.
5 Il mistero, il colore nero, oscuro, profondo. Sono due bozzoli al riparo, al buio. Avevano in principio una forma ovale, poi è mutata in due triangoli aperti. In base ad una seconda interpretazione, è una matassa che viene tinta. Il significato più arcaico è "verde", poi passò a "nero" e, per contiguità di senso, "oscuro, misterioso".

(王, 玊)

5

(왕; 숙,옥)

La giada, la gemma, l'ambra. Sono tre pezzi di giada rotondi legati ad una cordicella. Le forme rotonde nella versione finale si sono ridotte a tratti orizzontali. La giada era simbolo di potere politico e imperiale, ricchezza ed era anche portafortuna alla stregua del colore rosso 红, che si ritrova pure sulla bandiera cinese. È molto dura da scalfire, quindi durevole. Era molto usata per fabbricare gioielli, oggetti rituali come lo Cong 琮 e sculture. I tasselli di giada venivano pure cuciti insieme per realizzare i vestiti funerari dei nobili deceduti. Questi ultimi venivano seppelliti insieme a questo vestito, simile ad un involucro. Nel cinese, esiste un lessico vastissimo sulla giada, sulle sue tipologie (ex. giada dura o "giadeite" vs giada tenera o "nefrite"...), sui suoi difetti e pregi...Se si toglie il punto dal carattere si ottiene 王 ("Wáng", cantonese "Wong", coreano 왕 ) e significa Il sovrano, il re. È anche uno dei nomi più diffusi in Cina insieme a Li 李, Zhāng 张, Liú 刘 e Chén 陈. Si usava anche per scrivere il sinogramma che indica una nazione, 囯, poi diventato 国 nel cinese contemporaneo. Un carattere obsoleto talvolta reperito affianco al radicale è 玊 (숙, 옥), che indica un pezzo di giada con un difetto.
5 L'anguria, la zucca, il melone. È una zucca che pende da un ramo pendente che la circonda. Il tratto in mezzo stilizza l'anguria. Siccome tutte le piante elencate fanno parte della famiglia delle cucurbitacee, il nome può essere pensato e generalizzato come "la cucurbitacea". Si può usare da solo.
5 La tegola di terracotta. È una tegola semi-cilindrica di terracotta, con delle striature in mezzo (oggi se ne vede una stilizzata come un punto). Xu Shen disambigua che è già stata cotta, sennò sarebbe stata indicata con 坯 pei1 (pronuncia più conservativa), pi1 perché ancora da cuocere. Le tegole, per uso decorativo o meno, hanno una forma semicilindrica, tondeggiante. Forse la loro forma nella scrittura arcaica deriva da un pezzo di canna di bambù sezionata. In taluni contesti il radicale della tegola rimanda alla terracotta, il materiale delle prime tegole predinastiche. In ultima analisi, sta ad indicare in generale i materiali di costruzione. Se usato da solo, in più è la trascrizione in cinese di "watt".
5 Il sapore dolce, la dolcezza, la gradevolezza. È una bocca sorridente (oggi squadrata) con un trattino orizzontale dentro per indicare un oggetto dolce infilato dentro oppure il fatto che il concetto di dolcezza è legato al senso del guesto e quindi alla lingua.
5 Nascere, crescere, vivere, produrre. Raffigura una pianta che emerge dal terreno con una fogliolina. Si può trovare da solo e ha una vasta gamma di altri significati, come "accendere (un fuoco), crudo, grezzo...".
5 Usare, utilizzare, il vaso di bronzo. In origine rappresentava un vaso di bronzo con tre sostegni.
5 La risaia, il campo coltivato. È la visione dall'alto di una risaia, con degli argini di terra per camminare e arginare l'acqua. Gli argini dividono il campo in 4 sezioni. Nelle versioni arcaiche, in ogni sezione c'era una piantina di riso, poi eliminata nella versione attuale.
5 필, 소 Il rotolo di stoffa. È un carattere derivato da una stilizzazione di 足 zu2, un piede con sopra una forma rotonda che indica tutta la gamba o il ginocchio. La versione a lato, rarissima, è ⺪. Il carattere veniva usato in passato come variante di 匹, il classificatore per i cavalli, anche se erano due caratteri diversi. A volte veniva usato pure come variante di 正. Il significato di "rotolo di stoffa" deriva dalla stoffa usata per fabbricare le calzature o annodata sulle gambe e piedi in caso una persona era talmente povera da non potersi permettere gli stivali.

Nei caratteri 是 e 定, è un falso amico perché in realtà era presente proprio il carattere 正, mentre nel carattere 楚 era presente 足. La pronuncia del radicale è 소 ma, se si intende il carattere come una variante di 匹, si pronuncia 필.

5 La malattia, il letto del malato. È un uomo sdraiato su un letto (disegnato come 爿). Inizialmente il letto era a sinistra ed era messo in verticale, poi l'uomo è stato tolto, è stato aggiunto un tratto orizzontale con un punto al letto e le gambe del letto si sono stilizzate. È sempre legato. Il letto assomiglia a quello stilizzato in cima al carattere 床 chuang2, che indica proprio il letto (广 è falso amico).
5 Le gambe divaricate, la salita/ascensione. Raffigura due piedi in direzione opposta. Da qui deriva anche il significato di "separare". Le versioni più arcaiche avevano al centro anche uno sgabello su cui salire, montare a cavallo, ecc.

Nel carattere 登 è un falso amico perché indica due piedi inquadrati dall'alto con sotto un vaso sacrificale 豆 tenuto in mano.

5 Il colore bianco, l'inutilità. È il sole (prima tondo, poi squadrato) mentre, all'alba, emette il primo raggio di luce in alto. È simbolo di purezza e chiarore ma anche di pallore dato dalla malattia, di morte, di lutto, di ipocrisia e doppiogiochismo. In Cina ci veste di bianco durante i funerali e tuttora nei momenti di lutto si regalano fiori bianchi. Nell'Opera di Pechino (京剧) i personaggi meschini hanno il volto dipinto di bianco. Nei matrimoni in stile occidentale ci si veste di bianco, altrimenti si usano costumi tradizionali rossi. Si può usare da solo e sta anche a significare "invano, inutilmente" o "gratis, a sbafo".
5 La pelle, la buccia. È una mano destra che, con un coltello (tratto verticale), apre il corpo di un animale (tratto verticale sinuoso poi squadratosi) per scuoiarlo. In alcune parole, si trova una versione meno evoluta rispetto alla forma attuale, 叚. Si può usare da solo e significa anche "buccia, pelle di un frutto".
5 L'anfora, il vaso, il recipiente, il calice. È il disegno frontale di un vaso per contenere cibi o di una sorta di calice con sostegno in basso e due sostegni ai lati, poi spariti. Nella stilizzazione, la forma a calice sparisce e resta perlopiù il sostegno stilizzato. I primi vasi cinesi, risalenti all'8000 a.C., erano in terracotta. Anche il famoso esercito di guerrieri nella tomba di Qinshi Huangdi a Xi'an è realizzato in terracotta. Tuttavia dei cocci in ceramica risalgono a millenni prima. Ma i vasi più famosi al mondo sono quelli in porcellana con decorazioni commerciati all'estero e risalenti alla dinastia Ming. Sono riconoscibili dalla loro tipica colorazione bianca e blu. In 盘, che oggi indica in cinese indica il piatto o un oggetto piatto, rende parte del significato originale siccome anticamente indicava un recipiente rotondo (una conca/catino/bacinella) e con sostegno per lavarsi (forse serviva anche per le abluzioni, cioè i bagni rituali).

La pronuncia antica del carattere è "mǐng", ritenuta in coreano.

5 L'occhio. È un occhio visto frontalmente. Inizialmente era tondeggiante e messo in orizzontale, poi è stato girato in verticale e le forme esterne e della pupilla si sono semplificate squadrandosi. Inoltre, se fosse rimasto in verticale, si sarebbe potuto confondere con il numero "quattro" 四 .
5 La lancia. È una lunga lancia (secondo Xu Shen, era lunga due zhang 丈) con un cerchiolino/anellino incastonato all'asta usato per legare la lancia con un pezzo di corda al proprio corpo. Si poteva Il tratto verticale indica l'asta, i due tratti in cima indicano la punta e il tratto orizzontale deriva dall'anellino.
5 La freccia, l'azione irrevocabile. È una punta di freccia con l'asta e, in basso, la coda piumata divisa in due. Il tratto orizzontale al centro raffigura forse un corpo trafitto. In senso figurato, assume il secondo significato.
5 La pietra. In principio aveva tre massi rotondi che precipitavano da una parete rocciosa a sinistra. Poi il masso è diventato uno e le tutte le forme si sono squadrate.
5 La manifestazione, la venerazione. Rappresenta un altare sacrificale a tre gambe. La versione a componenti affiancati è 礻quindi la prima riga in alto diventa un punto e due tratti più in basso si fondono. Al Cielo e agli astri si offrivano sacrifici e preghiere perché si credeva che influenzassero la vita degli uomini.

Questo carattere si ritrova anche in 察 e sopra di esso viene posto da una mano un pezzo di carne (月).

5 Il cerale. È una piantina con la piga piegata per il carico dei chicchi, due foglie poi evolute in un tratto orizzontale e due radici.
5 La caverna, l'antro, la grotta, la spelonca. Nelle ossa oracolari, è la visione frontale di una caverna dalle pareti oblique, in cui alcune persone potevano accamparsi. Il punto in alto è un'aggiunta succesiva, tale per cui l'ingresso assomiglia al tetto di una casa stilizzata in altri caratteri, e risale alle versioni nei vasi in bronzo Shang e Zhou. Già nell'epoca Yangshao (5000-3000 a.C.) i cinesi vivevano nelle caverne scavate nell'argilla (e, in base agli altri fatti scoperti sugli Yangshao, fabbricavano gli attrezzi con la punta in pietra levigata o osso, praticavano già la sericoltura, l'allevamento, coltivavano miglio e riso e producevano vasellame decorato, inclusi i primi tripodi 鼎 ding3 non ancora in metallo, fabbricati senza il tornio). Oggi il carattere si riferisce anche all'agopuntura cinese, forse in riferimento ai buchi creati dagli aghi su parti molto precise del corpo.

Un celebre carattere in cui compare è 穿 che significa "penetrare; indossare".

5 립, 입 L'uomo in piedi. Raffigura la visione frontale di un uomo con le braccia aperte e le gambe divaricate. Si può usare da solo anche con altri significati, come "fondare, immediatamente".

In alcuni caratteri, come 妾, è un falso amico perché indica un coltello sospeso sopra la testa. A sua volta rimanda al concetto di schiavitù e, alla lontana, ricorda la storiella greca della spada di Damocle.

6 Il bambù. Sono due ciuffi di foglie rivolti verso il basso, in cima a due canne ritte. Le foglie in questione poi si sono stilizzate. È un simbolo di forza e longevità (è sempreverde e resiste al freddo) insieme al pruno (梅) e al pino (松), è un tipico soggetto nelle pitture di paesaggi ed è il cibo prediletto del panda (熊猫). Si usava per costruire armi, pennelli, dadi, bacchette per mangiare, strumenti musicali, utensili per cucinare, ceste, telai per le reti, canne da pesca, abachi, mulini ad acqua, impianti di irrigazione (le canne di bambù sono vuote all'interno), edifici, il cilindro dei petardi (da cui sporgeva la miccia), il treppiede su cui poggiare i petardi quando si dava fuoco alla miccia, listelli su cui scrivere, i tipici cappelli a punta (Lì, 笠) decorabili con calligrafie, oggetti d'arredamento come sedie e tavolini, preparati medicinali... In alto al carattere, le righe verticali si comprimono, così diventa ⺮. Si può usare da solo.
6 Il riso. In principio erano alcuni puntini che indicavano i chicchi di riso, poi il radicale si è mutato in una piantina con due radici e due chicchi. Si riferisce al riso colto dallo stelo e sgusciato, senza più il filamento verticale in alto (arista) e gli involucri gialli (glumelle), ancora crudo. Si può usare da solo e traslittera anche la parola "metro".
6 멱, 실, 사 La seta, il filo. È il disegno di due bozzoli l'uno sull'altro, con dei fili che si intrecciano in basso. Inizialmente i bozzoli erano ovali, poi sono diventati degli spuntoni. A fianco ai caratteri appare come 糹, mentre la versione cinese semplificata o calligrafica è 纟. Il radicale rimanda all'attività cinese della coltivazione dei bachi da seta per ottenere il pregiato tessuto, commerciato attraverso la celeberrima "Via della Seta". È un riferimento anche alla scrittura perché, prima dell'invenzione della carta durante la dinastia Han, si scriveva su listelli di bambù e sulla seta o incidendo dei caratteri sui vasi di bronzo o sulla pietra.
6 La giara. È la visione frontale di un recipiente in terracotta col coperchio. Inizialmente si usava per conservare cibo o vino di cereali fermentati; poi i buddisti, entrati in Cina tra la dinastia Han e il Medioevo cinese ("Periodo dei 3 Regni e 6 Dinastie"), ne fecero un oggetto di culto, usandolo come urna funeraria. Oggi indica una classe di percussioni fatte in terracotta.
6 La rete. È un telaio con quattro fili intrecciati all'interno. La forma esteriore somiglia molto al radicale del recinto. Se in alto alla chiave di lettura, si comprime e semplifica in 罓 e ⺳ (ex. 罕) e 罒. Un esempio con questa grafia è il carattere 罗, che indica una rete per catturare gli uccelli. Si può usare da solo e in più ha assunto in cinese il significato di "web, Internet, la Rete".
6 La capra, la pecora, l'ariete. È un ariete ritratto frontalmente: ha due corna ricurve (nella forma finale sono due punti), orecchie ritte (tratto orizzontale in mezzo) e il muso lungo (tratto verticale). In cima al carattere, la linea verticale si sposta per ospitare la chiave di lettura: ⺶. In altri sinogrammi, si limita a comprimersi: ⺷. Si può usare da solo.

Nel carattere 美 è un falso amico perché indica un sontuoso copricapo decorato con corna o piume di pavone.

6 Le piume. Sono due ali affiancati, che nella forma finale hanno assunto la forma squadrata.
6 L'anziano, il vecchio. È un uomo con una lunga ciocca di capelli bianchi che si regge su un bastone in basso, in origine un tratto verticale. Se è sopra una chiave di lettura, il bastone sparisce: 耂. Si può usare da solo e, come vezzeggiativo rivolto agli uomini, significa "vecchio (mio)!"
6 La barba. Secondo Xu Shen, rappresenta una barba attaccata al mento, appena sotto la bocca chiusa, rappresentata oggi dalla linea orizzontale. Il significato originale resta nel carattere 耏 er2 e 髵 er2.
6 L'aratro, l'erpice. È un pezzo di legno con la parte in basso biforcuta per arare e smuovere la terra (somiglia a 木) con una mano accanto 彐, di cui si vedono ancora tre dita stilizzate come 三. L'attrezzo può essere trainato da uomini o animali, legati con una briglia. Oggi indica pure il rastrello, in cui compare come radicale: 耙.
6 L'orecchio. È un padiglione auricolare visto frontalmente. Poi le forme sinuose si sono squadrate.
6 Il pennello. È una mano stilizzata che regge verticalmente un pennello con dei peli/setole in basso, che si sono poi aperte in dei tratti orizzontali. Inizialmente, si scriveva con un semplice pennello di bambù intinto nell'inchiostro, che consisteva in una miscela di colla e fuliggine. Successivamente al pennello fu aggiunto un cappuccio in cuoio per migliorare la resa grafica dei caratteri. Infine, si aggiunsero i peli. Il pennello è uno degli elementi fondamentali della calligrafia, un'antica arte praticata anche in Cina, insieme al cubetto di inchiostro, alla pietra per levigarlo, alla scodella per raccogliere l'inchiostro liquido e alla carta di riso. In base a come viene pressato il pennello, i tratti possono uscire più o meno spessi e svolazzanti. In base a quanta acqua si aggiunge all'inchiostro, la grafia esce con tutte le lettere collegate ("grafia a filo d'erba"). La calligrafia veniva applicata anche alle poesie, disegnate sullo sfondo di illustrazioni di paesaggi; lo stile calligrafico rendeva lo stato d'animo del poeta. La stessa calligrafia riguarda l'evoluzione dei sinogrammi, divisa in base alle semplificazioni e stili di scrittura (ex. Caratteri sui gusci di tartaruga Shang, Iscrizioni sui vasi di bronzo Zhou, Stile del Sigillo, Stile Regolare...). È interessante notare come il famoso "nero di china" si chiami così dal nome antico della Cina: "Regno di Qin", la prima dinastia imperiale cinese che prese il potere nel 221 a.C., dopo secoli di guerre tra feudi indipendenti ("Primavere e Autunni, Stati Combattenti") e fu deposta alcuni anni dopo dagli Han. Il carattere in cima ad una chiave di lettura diventa ⺻ mentre all'interno talvolta è 肀. Il carattere si può trovare da solo nel cinese classico, in cui serve da introduttore ad un intero discorso. Come chiave di lettura, si trova tuttora nei caratteri 律 per indicare la legge e 建 per indicare un edificio/struttura.
6 La carne, la polpa. È un pezzo di carne con delle striature in alto, forse per indicare i tendini. Oggi in versione semplificata è identico a 月. Le prime versioni del pittogramma peraltro vi assomigliano.
6 Il ministro. Indica un occhio messo in piedi/in verticale che guarda verso il basso. Si è stilizzato in modo diverso da 目 perché l'occhio in versione 臣 ha la parte centrale rigonfia, forse per indicare una persona col volto chino in segno di ubbidienza e sottomissione. Quando ci si china, a causa del dirottamento ematico si accumula del sangue in testa e negli occhi, che si sentono leggermente duri e rigonfi. Quest'occhio chino ritorna nella versione tradizionale del carattere 监. 臣 si può usare da solo e, come forma di saluto formale, significa "servitore!" (Lett. "sono Vostro servo").
6 Se stesso. Indica un naso stilizzato e inquadrato frontalmente. Nella medicina tradizionale cinese si credeva che i feti iniziassero a svilupparsi a partire dal naso. Inoltre i cinesi e i giapponesi, per indicare sé stessi, puntano il dito sul naso.
6 Raggiungere. Secondo Xu Shen, rappresenta un uccello che vola in picchiata verso il suono per afferrare col becco (visibile in alto) una preda. In cinese sii può trovare anche da solo con il significato di "fino a..." ma è formale.

Secondo un'altra interpretazione più probabile, sarebbe una freccia messa la punta verso il basso che colpisce la superficie di un obiettivo o il terreno 一 (la punta si e stilizzata in 土 , mentre in alto è ancora visibile la decorazione).

6 Il mortaio, il buco. Raffigura la cavità di un mortaio. Anticamente si fabbricava scavando un buco in terra. Poi lo si ottenne scavando un tronco o la pietra. Infine si ottenne con la metallurgia. Nelle prime versioni del pittogramma, c'erano alcuni puntini poi evoluti in trattini all'interno del buco, forse degli oggetti pestati. Nella versione attuale, i trattini si sono fusi con le righe verticali del carattere.
6 La lingua. Rappresenta una bocca spalancata dalla quale esce verso l'alto una lingua biforcuta per indicare la lingua di un animale (per la precisione, è stata usata la lingua di un rettile).
6 L'opposizione, l'errore, i piedi in direzione opposta. È il pittogramma di due piedi in direzione opposta che si possono trovare per esempio in basso al carattere 舞. Il componente a destra rappresenta un piede che si ritrova in altri caratteri come 降 .
6 La barca. È una lunga barca inquadrata dall'alto, con la poppa aperta, il remo anteriore aggiunto successivamente. Una barca compare come falso amico 月 in caratteri come 前 e 愉.Per rimanere in tema di navigazione, furono i cinesi ad inventare la bussola. Nell'epoca Han era utilizzata per divinare e l'ago era immerso nell'acqua. Solo nel periodo Song fu usata in navigazione. Nel periodo Yuan, sotto i mongoli, si costruì la prima bussola simile a quella moderna, anche se fu poco usato fino all'epoca Qīng.
6 Il limite, deciso. Raffigura un grosso occhio stilizzato 目 che si volta indietro, nel senso opposto del movimento delle gambe.
6 Il colore, la passione, l'amore, la parvenza, il fascino femminile, l'amore, lo scenario. Rappresenta un uomo e un sigillo. In base ad una seconda interpretazione, rappresenta un uomo e una donna. La forma attuale del pittogramma differisce parecchio dall'originale. Ad ogni modo, il significato deriva dal fatto che, come il timbro riproduce e dà forma alla forma incisa sul timbro quando usato, il colore del viso riproduce e dà forma alle passioni e sentimenti. Ha una vasta gamma di significati, inclusa un'ultima più recente, "pornografia": i romanzi erotici in Cina sono chiamati "romanzi gialli".
6 L'erba. Sono due germogli affiancati. Oggi in tutti i caratteri si trova scritto in alto, con una grafia molto stilizzata: 艹 , detto "L'erba in alto". Un carattere in cui è presente è 蓝, che indica il colore blu, ottenuto dalla fermentazione delle foglie di indaco (il significato originale).
6 La tigre. È una tigre piena di striature, ritta sulle zampe posteriori, stilizzate in basso come 几 e poi perse. Rappresenta il coraggio, i soldati e il potere dei magistrati. Era raffigurata sugli scudi, sulle porte delle città, negli ordini per spostare le truppe, in opere d'arte, nei ricami e fa parte dello zodiaco cinese.
6 L'insetto senza zampe. Raffigura forse un cobra ritto oppure la visione dall'alto di un lombrico che striscia. Nella versione attuale, alcuni tratti curvi in alto si sono uniti formando un rettangolo e, più in generale, i tratti sinuosi si sono tutti squadrati. Si usa per classificare insetti ma anche il serpente 蛇 (rettile) e il verme 蠕虫 (anellide), secondo l'antica tassonomia cinese.
6 Il sangue. È una goccia sopra un vaso inquadrato frontalmente. È un riferimento ai sacrifici di animali per ingraziarsi gli spiriti degli antenati, che si credeva influenzassero la vita terrena. Erano anche fatti per prevedere il futuro (ex. l'esito di matrimoni, viaggi, affari, annate, ecc). Durante i rituali, il sangue si faceva colare nei vasi e si spargeva per terra.
6 Viaggiare, gli affari. Il pittogramma all'inizio raffigurava un incrocio stradale visto dall'alto, poi si è trasformato in un passo col piede sinistro e destro. Il secondo significato è connesso alle attività di vendita che si tenevano nelle strade affollate.
6 Il vestito. È una tunica con maniche larghe e la parte inferiore che ondeggia. Se accanto alla chiave di lettura, si scrive 衤: due tratti in alto si fondono in calligrafia. Si può usare da solo.
6 Il coperchio. Un'edizione commentata dello Shuowen Jiezi di Xu Shen spiega il carattere come "覆也。从冂上下覆之。下字賸": indica cioè che significava "coperchio, coprire" ed è un disegno simile a 冂 incastrato con se stesso scritto sottosopra. La parte in basso indicava 賸 > 剩, cioè qualcosa di "extra, superfluo e rimanente" (forse dei resti di cibo coperti con un qualche tipo di coperchio).

Per errore, il dizionario Kangxi classifica "ovest" 西 sotto il radicale del coperchio: in realtà deriva dal pittogramma di un uccello nel nido. In cima alla chiave di lettura si comprime in 覀.

7 La percezione, la vista. Rappresenta un occhio 目 sopra due gambe 儿. In cinese semplificato appare come 见. Si può usare da solo.
7 L'angolo, il corno. È un corno bovino, pieno di striature, e parti zigrinate indicate dai tratti orizzontali. Il tratto verticale è stato aggiunto nella versione finale. In base ad una seconda interpretazione, è il radicale di "forza (in alto)" sopra quello di "carne" 月. Se la seconda interpretazione è corretta, la versione attuale è abbastanza simile al pittogramma. Si può usare da solo e sta ad indicare il centesimo di yuan.
7 La parola. Raffigura una lingua biforcuta 舌 poi stilizzatasi in tanti trattini mentre esce dalla bocca per articolare delle parole. Ha una sfumatura quindi dispregiativa. Il carattere accanto alla chiave di lettura appare come 訁e in cinese semplificato appare come 讠. Può apparire da solo, ma è formale.

Nel sinogramma del cinese moderno 狱 è un falso amico, perché raffigura una persona circondata da due cani da guardia.

7 La valle. Indica un'apertura tra due monti. che ad un certo punto si allarga e diventa una valle pianeggiante o una strada con un'ampia uscita, indicata dalla bocca in basso. Agli albori della scrittura, la bocca come al solito era sorridente, poi si è squadrata.
7 Il fagiolo, il pisello, la soia, il legume, la coppa in legno. In origine era la raffigurazione di una coppa in legno rotonda con un piedistallo in basso. Per ricreare l'immagine e dare un'idea delle sue forme, è stato usato il disegno di un baccello. Oggi sta ad indicare i legumi. Si usa nel carattere 登 deng1, che indica il concetto di salire/ascendere (ma il vaso era in terracotta e non in legno).
7 Il maiale, il porco. È un maiale messo in verticale e ritratto di profilo, ritto sulle zampe, con la testa (tratto orizzontale) e il grugno ben in evidenza, le zampe e la coda (stilizzata con due tratti a destra). È l'ultimo segno dello zodiaco cinese, ha la pessima fama di essere un animale pigro, sporco, stupido e ingordo ma era una fonte di sostentamento molto importante per i contadini, infatti compare nel carattere 家 (famiglia). Inoltre è uno dei protagonisti del celeberrimo romanzo "Il Viaggio in Occidente" (西游记) di Luo Guanzhong, del periodo Ming.
7 치, 태 Il gatto, la volpe domestica, il felino. È un gatto con il dorso inarcato, ritto sulle zampe posteriori e la testa con due dentini all'interno. Nella prima versione del pittogramma, cercava di afferrare un topolino, poi sparito. Il gatto era usato nelle srisaie per acchiappare i topi o allontanarli dalle coltivazioni di bachi da seta. È detto anche "volpe domestica".
7 La conchiglia. È un ritratto, con prospettiva dall'alto, di un guscio striato e due tratti in basso per indicare che la conchiglia è aperta. Lo storico Sima Qian, vissuto sotto la dinastia Han, racconta che in Cina prima del periodo delle "Primavere e Autunni" si usavano le conchiglie delle lumache di mare come moneta, insieme a coltelli, gusci di tartaruga e stoffe. Le monete, spesso coniate in bronzo, rame e ferro, apparvero durante i secoli di guerra e avevano una forma allungata per imitare la forma allungata di alcune conchiglie marine. Altre ancora erano rotonde e avevano un foro quadrato in centro per legarle insieme. Durante il Rinascimento cinese (dinastia Tang e Song) si inventò la cartamoneta per sostituire le collane di monete quando il pagamento era eccessivo: in caso contrario, sarebbe stato necessario portarsi dietro troppe monete di metallo o pesanti collane. La cartamoneta era stampata con il metodo ad impressione con lastre di legno, come se fossero timbri: la stampa ad impressione esisteva già nella dinastia Han ma si sviluppò solo durante i Song e raggiunse un primo apice di diffusione sotto i Ming. In generale, tasse e tributi si pagavano negli uffici appositi non solo con denaro, ma anche con stoffe pregiate come la seta. Questi tributi venivano pagati anche dagli stati vassalli, cioè sotto la protezione dell'imperatore cinese (ex. penisola coreana, Vietnam). Il carattere semplificato è 贝 e si può usare da solo.
7 Il colore rosso, la nudità, svestito. È un uomo in piedi (disegnato come 土) davanti al fuoco, disegnato in basso e poi stilizzatosi.
7 Camminare, marciare, percorrere. Il pittogramma originale ha un uomo che muove le braccia. Poi nel corso dei secoli è cambiato e si è aggiunta una porzione di piede in basso scritto come 止 o in modo simile a 疋 . La parte in alto del carattere è ciò che rimane dell'uomo, che si è stilizzato e si è proteso in avanti per dare il senso di movimento. Si può usare da solo.
7 Il piede. È un piede ritratto di lato, con la gamba e in ginocchio rotondo in alto (quindi, in teoria, sarebbe la gamba). A lato, compare compresso, come nel carattere 路 . Si può usare da solo, ma è considerato formale.
7 Il corpo, la donna incinta. Originariamente indicava una donna in gravidanza messa di profilo e con una braccio alzato. Ora indica in generale il corpo, la salute e la durata della vita. Si può usare da solo.
7 차, 거 Il carro. È un carro visto dal'alto, con il corpo centrale e due ruote collegate all'asse verticale. si pronuncia 거 nelle parole 停車場 정거장 "parcheggio" e 自轉車 자전거 "bicicletta". Nel cinese moderno si incontra semplificato in 车. Si può usare da solo.
7 L'amarezza, l'ottavo ramo celeste. È un coltello usato per marchiare i prigionieri messo in verticale, con l'impugnatura in alto. Compare con una leggera modifica nel carattere 新 (una variante arcaica del carattere, vicina all'originale, è 𤗔. La differenza di grafia ha portato a un'interpretazione alternativa e lontana dalle prime versioni del carattere, tale per cui il componente a sinistra è un ramo di nocciolo, abbastanza flessibile per essere usato per fustigare qualcuno). 辛, come prestito fonetico, anche l'ottavo Tronco Celeste.
7 Il tempo, il periodo, l'alba. Si tratta di un oggetto per tagliare l'erba e le piante nel periodo di maggese messo in piedi, con impugnatura verticale e una larga conchiglia aguzza (cioè 蜃 shen4) o una pietra affilata usata come lama. La stilizzazione lo ha reso completamente irriconoscibile. Come prestito fonetico, è anche il quinto Ramo Terrestre, che indica il mattino presto, da cui forse deriva il concetto di "alba", oggi indicato con 晨 chen2.
7 Il cammino. Raffigura la parte a sinistra di 行, cioè un incrocio a T inquadrato dall'alto, 彳, con sotto il piede 止 per indicare il movimento lungo una strada o tragitto. La versione in cinese semplificato è 辶 e in alcuni font ha due punti invece di uno.
7 La città. È un recinto 囗 che rimanda ad un agglomerato di case, con in basso una persona inginocchiata stilizzata come 巴 per indicare un posto in cui vivono in pianta stabile molte persone. Nelle versioni arcaiche, in basso era presente il radicale del sigillo, riferimento all'autorità politica e imperiale sulle città, governate dalla nobiltà e successivamente dai burocrati che avevano superato gli esami imperiali. La versione semplificata è [-- 阝].
7 L'anfora, il vino, l'alcool, il decimo ramo terrestre. È il disegno di un'anfora panciuta con la bocca stretta, delle anse e il fondo rastremato. Si usava per conservare il vino e l'acqua fiumana. Indica anche il decimo ramo terrestre del calendario lunare.
7 리, 이 Il villaggio, l'interno, la fodera. Rappresentava il posto in cui si vive, rappresentato come un campo o risaia inquadrato dall'alto e, sotto, un cumulo di terra. Si può trovare da solo, con gli altri due significati. Il carattere per indicare la fodera era ben riconoscibile prima della semplificazione, siccome era scritto 裡.
7 Il metallo, l'oro. In origine indicava il metallo in generale e sono due minerali a cui successivamente si è aggiunto un componente in mezzo, forse 王 (i pezzi di giada legati a uno spago) o più probabilmente 土, la stilizzazione estrema di una fornace per metalli o, secondo Xu Shen, un riferimento al terreno (ma parla di "strati di terreno" quando la terra, in origine, era un cumulo di terra sopra il suolo e non il disegno di strati). In cima si nota 亼, cioè una bocca spalancata per parlare, da cui deriva 今 jin1 e usata stando a Xu Shen per indicare la pronuncia, che di fatto è identica sia ora che in passato (cioè quando all'incirca era "kim"). La derivazione del carattere quindi è leggermente incerta.

. La versione a lato si comprime in 釒e in Cina è oggi semplificata, ex. 钱. In Cina poi si usa molto per classificare i composti chimici nella tavola periodica.

7 Maggiore, lungo, la crescita, i capelli lunghi. Sono i capelli lunghi di una persona, di cui si vedono le gambe in basso. Poiché la crescita dei capelli è segno del trascorre del tempo e quindi dell'età, indica anche il concetto di "crescere". La versione semplificata in Cina è 长 e in altri caratteri si trova come 镸 .

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

7 La porta a due battenti. Rappresenta la visione frontale di una tipica porta contadina, con due battenti in alto e uno spazio in basso per fare circolare l'aria e gli animali. La versione semplificata in uno in Cina è 门.
8 La collina, il tumulo. È un pendìo con una scalinata in salita e una foresta in cima stilizzata come tre alberi. In principio i tre alberi erano tre pallini affiancati, poi si sono semplificati in due rettangoli l'uno sull'altro. Le tre righe l'una sull'altra che rappresentavano le scale poi sono diventate una croce. La forma ricurva del pendìo si è fusa accanto ai due rettangoli. Il carattere è stato ulteriormente semplificato in [阝--].
8 이, 대,

례, 예

Afferrare, la sottomissione. Raffigura una mano che regge una coda pelosa di animale. Rimanda ai sacrifici fatti dall'imperatore durante la dinastia Zhou: gli animali sacrificali venivano trascinati per la coda e uccisi per chiedere favori al Cielo e agli antenati. Gli animali, tenuti per la coda, non potevano fuggire: erano sottomessi. Si credeva che gli spiriti influenzassero la vita terrena e che l'imperatore, una figura divina, aveva il mandato di governare dato dal Cielo. In caso di carestie, terremoti, alluvioni e assunzione di atteggiamenti troppo lascivi, si credeva che l'imperatore perdesse il mandato celeste e poteva essere deposto. Come seconda interpretazione, raffigura una mano che regge una coda di peli d'animale e capelli di schiavo che viene sacrificata.

La pronuncia 례, 예 è un riferimento allo schiavo e al "clerical script" usato in cinese (隶书 Li4shu1), mentre 대 indica l'atto di afferrare. Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Però si trova come componente in basso in 康 ma è un falso amico perché rappresenta una rete su cui si raccoglie il grano separato dalla spiga con un bastone simile al correggiato. In basso sono visibili dei tratti che indicano la paglia che cade per terra, oltre la rete.

8 Il figlio. Rappresenta un neonato a gattoni con una grossa testa inquadrata frontalmente. Aveva due codini, poi persi, le delle linee spezzate che stanno ad indicare le fontanelle che non si sono ancora chiuse. Nel cinese semplificato e in alcuni caratteri si trova come 儿 (es. 元) e sta a significare "gambe". A fine parola, nel cinese mandarino viene riciclato per indicare la èrhuà, cioè la -r rotica /ɽ/ come quella inglese.
8 L'uccello con la coda corta. È un uccello ritratto da dietro, con il becco e la testa in alto, un'ala a lato e la coda corta, oggi diventata il tratto verticale di 人 a lato.
8 La pioggia. Sono delle gocce di acqua che scendono da un'enorme nuvola in cielo, prima sinuosa e poi squadrata. Si può usare da solo. Sopra la chiave di lettura, si comprime, ex. 雪.
8 Il colore verde, il colore azzurro, il colore nero. Ha una vasta gamma di significati, ma per indicare il colore nero si può usare 黑, per indicare il blu-azzurro 蓝 e per il verde 绿. Sono dei germogli che sono verdi perché stanno ancora crescendo. Alcuni germogli in alto si sono semplificati in dei tratti orizzontali. In alcuni font e/o in Cina si scrive come 青. Ha poi molti altri significati, come ad esempio "giovane" (riferimento in senso lato alla giovinezza dei germogli), "lussureggiante" e "primavera".
8 채, 변 Marcare, raccogliere, scegliere.

Nel carattere 菜, che indica in generale le verdure, la parte in basso indica una piantina sradicata dal terreno da una mano, di cui sono indicate le unghie.

Il carattere non va confuso con 番, l'impronta di un animale selvatico: in alto c'è la zampa con l'artiglio e in basso c'è impronta, oggi squadrata in 田. in origine significava "zampa di bestia selvatica", il tratto verticale dei due componenti era fuso e il primissimo tratto obliquo in alto era assente.

釆 era usato anche da solo per indicare "distinguere" (da cui si origina 변), poi e stato sostituito con 辨 e a volte era un errore di grafia perché si scambiava con 采 . 釆 si trova in 释、番、悉、釉 e non va confuso nemmeno con il riso e il grano, 米 e 禾.

8 Non essere, sbagliato. È il pittogramma di due ali d'uccello spiegate mentre vola. Si può usare slegato e, nel linguaggio formale o in alcune parole, significa "non essere".
9 La faccia, il volto, la superficie. È un volto frontale stilizzato e incorniciato, in cui spicca il naso 自. Si può anche usare da solo e in più indica il concetto di "rispetto": in Cina e in Giappone, "perdere la faccia" è un modo colloquiale per dire come la persona colpita abbia perso la sua reputazione, la sua "faccia" (cinese "Mian", giapponese "Menboku"). In più, se una persona perde la faccia, anche le altre entità che rappresenta o di cui fa parte (ex. azienda, familiari) perdono la faccia perché il singolo, nella filosofia confuciana, è un microcosmo che fa parte di un macrocosmo e il suo operato ha ripercussioni su di esso.
9 Il cuoio non conciato, il pellame, l'ufficiale degradato. È una pelle di pecora stesa, rappresentata dalle due linee orizzontali del radicale, , con due mani ai lati che la raschiano per conciarla. Le mani oggi sono evolute nel rettangolo in mezzo. Indica pure un ufficiale "scuoiato" dei suoi beni e del suo grado. Si usa molto in oggetti fatti in cuoio: selle, bersagli per allenarsi, briglie... e si usa anche nella parola 革命, che oggi indica la "rivoluzione", un cambio di pelle/situazione e anticamente indicava lo stesso fenomeno ma riferito in particolare alla deposizione di un imperatore se si credeva che quest'ultimo avesse perso il mandato celeste.
9 Il cuoio conciato, la sorveglianza, la guardia, circondare. Come già accennato, indicava il concetto di fare la guardia, sorvegliare e circondare: è una zona recintata in mezzo con, ai quattro lati, quattro piedi per indicare il concetto di circondare e sorvegliare (nella versione odierna resta un piede in alto e un piede in basso). La versione semplificata è 韦 e si usava come chiave di lettura nel carattere semplificato 围. Oggi indica il cuoio conciato come prestito fonetico. 韦 si trova nel carattere 违 per indicare la disobbedienza. Xu Shen ha fornito un'interpretazione forse errata siccome ha indicato il recinto in mezzo come mera chiave di lettura indicante la pronuncia e non ha parlato delle versioni più arcaiche: i due piedi (in realtà in origine non erano due, ma quattro) in due parti opposte del carattere secondo lui indicava il concetto di "schiena contro schiena".
9 Il suono. È una bocca dalla quale, in basso, spunta una lingua in movimento, con un punto disegnato sopra. Poi le forme si sono squadrate e il punto è diventato una linea orizzontale. Il carattere in origine era molto simile a 言. Si può usare da solo.
9 Il porro, lo scalogno, l'aglio. Sono due piantine di aglio cinese che spuntano dal terreno e le foglie rivolte verso l'alto ("lanceolate"). Si può usare da solo, ma è estremamente formale.
9 혈, 엽 La testa, la pagina. È una testa vista frontalmente, con un ciuffo di capelli e un naso 自 frontale e il collo. Il naso, a causa della punto di vista frontale, appare appiattito. Infatti il carattere è stato poi riciclato per indicare la foglia, piatta come il naso in questione. Nel cinese semplificato si trova come 页 . Si può usare da solo e significa "foglia, pagina". La pronuncia "엽" invece si riferisce all'etimologia "testa".
9 Il vento. In principio dentro al contorno c'erano un sole, un tratto orizzontale sopra di lui che indicava il concetto di movimento e, sotto, il radicale dell'ampiezza. Poi il pittogramma è mutato in un insetto: nel pensiero antico cinese, i venti con il loro influsso creavano gli insetti. La forma semplificata è una vela (stilizzata con una cucitura in mezzo) gonfiata dal vento, 风, Si può usare da solo.
9 Il volo. Sono due ali aperte di una gru dal collo ricurvo mentre si stacca dal suolo. I puntini sono le piume. La versione cinese semplificata è 飞 e si può usare da sola.
9 Il cibo. Rappresenta un contenitore di cibo aperto, con in cima la stilizzazione del coperchio e in basso il sostegno. La forma a lato si disegna 飠e in Cina è semplificata come 饣.
9 La testa, il capo. Raffigura una testa stilizzata, con un ciuffo di capelli e un naso 自. Sta a significare anche "capo" nel senso di "leader". Si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Si trova però nel carattere 道 per indicare il concetto di "via/strada" anche nel senso metaforico del termine, come per esempio lo usa Laozi nel Daodejing, testo che ha fondato il Daoismo.

Si trova anche nel nome cinese di Seul (서울), 首尔.

9 Il profumo, la fragranza. È il miglio, rappresentato dal radicale del miglio, mentre fermenta e produce un buon odore, come indica il radicale della dolcezza in basso. Oggi quest'ultimo si è semplificato. Si può usare da solo.
10 Il cavallo. È un cavallo ritratto di profilo con un enorme occhio. Nella forma finale, conserva dei tratti del muso, della criniera (tratti orizzontali), dell'occhio (tratto verticale), del dorso e le 4 zampe in basso. Fa parte dello zodiaco cinese. La versione semplificata in Cina è 马.
10 Le ossa, lo scheletro. Il pittogramma in origine raffigurava alcuni tratti di uno scheletro, non è specificato di chi o cosa; più avanti è stata aggiunta in basso la carne stilizzata 月. Le ossa si usavano sia per fabbricare tessere di domino che per effettuare le scapulomanzie.
10 La torre, l'altezza. È il pittogramma di una torre costruita sopra un palazzo. La torre rende il concetto di "altezza". La penultima versione del radicale è 髙.
10 I capelli. È un viso rappresentato frontalmente, con uno scorcio di naso 自 e il collo e una lunga ciocca di capelli a lato.
10 두, 투, 각 Il combattimento, il litigio. Sono due uomini di profilo che combattono o hanno un'accesa discussione. Nella versione attuale (斗) restano due linee verticali per rappresentare i loro busti e i tratti del viso stilizzati. Per rimanere in tema, i famosi stili di lotta Taijiquan e Shaolinquan (太极拳, 少林拳) sono cinesi. Dalla pronuncia 두, ci si ricollega al significato alternativo "mestolo" (dòu), che è un'antica unità di misura cinese.
10 Il vino di miglio sacrificale. È un vaso con del vino mescolato e fatto fermentare con miglio nero (秬黍 ju4shu3, 黑黍 hei1shu3) e aromi, rappresentati come dei puntini. Successivamente è stato aggiunto sotto un mestolo, usato per versarlo nelle coppe. Durante le libagioni si spargeva per terra per sacrificarlo al Cielo o agli antenati.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

10 격, 력, 역 Il calderone, la marmitta. È un grosso recipiente di terracotta prima e di bronzo successivamente, con dei sostegni. Si poneva direttamente sul fuoco. Si usava pure in cerimonie ed era esposto nei templi e nelle tombe. Le tre gambe, per facilitare la dissipazione del calore e quindi la cottura, erano vuote all'interno. Nella parte superiore del carattere c'è il coperchio senza pomello. La forma del calderone si è stilizzata in una bocca scollata dal coperchio e dalle gambe, che si sono stilizzate in due punti. La pronuncia 력, 역 indica il calderone, mentre 격 indica il concetto di "separare" (oggi scritto 隔 ge2) ed era variante di caratteri come lo stesso 隔 e 膈 ge2, il diaframma.

Uno dei rarissimi caratteri in cui si usa è 融 , che oggi sta a indicare la finanza.

10 Fantasma, demone, spirito, spaventapasseri. È una forma umana che vola via da un corpo. Accanto ad essa c'è un vortice d'aria stilizzato e creato dal suo movimento. Secondo altre interpretazioni, in realtà è la coda del demone. Una seconda interpretazione vuole che il pittogramma sia in realtà uno spaventapasseri inserito in un campo 田 , visibile in alto. Si può usare da solo. Nel pensiero cinese arcaico, si credeva che gli spiriti degli antenati influenzassero le faccende terrene. Nella letteratura classica, i fantasmi e demoni pullulavano le novelle popolari e gli aneddoti su soggetti fantastici, fenomeni curiosi e apparizioni misteriose, gli Zhiguai e i Chuanqi. Gli spiriti erano presenti anche nelle medesime novelle a tema buddista: quest'ultimo entrò in letteratura quando la religione si diffuse e si ritrova pure nei romanzi lunghi più celebri come "Il Sogno della Camera Rossa", "I Briganti" e "Il Viaggio in Occidente" e in alcune poesie Tang e Song. Il buddismo in Cina poi si frammentò in più scuole. Una di queste, il "Buddismo Chan" fu esportato in Giappone, dove diventò "Buddismo Zen".
11 Il pesce. È un pesce prima ritratto dall'alto e poi in piedi e di profilo, con le pinne sul dorso e ventre (poi perse), la testa in alto, il corpo con le squame e la coda divisa in due stilizzata con dei puntini. È simbolo di ricchezza, serenità e armonia coniugale (insieme alle anatre mandarine) e fedeltà matrimoniale. In Cina si trova semplificato come 鱼.
11 조, 도 L'uccello dalla coda lunga. È un uccello ritratto di lato, con un becco (poi diventato un ciuffetto sulla testa), un occhio stilizzato, un'ala spalancata e le due zampe stilizzate in basso. È ritratto in molti dipinti e, tra tutti i volatili, la fenice rappresenta l'imperatrice e le anatre mandarine rappresentano una coppia di amanti perfetti. Quest'ultima immagine molto usata nei romanzi popolari cinesi del periodo Qing ha dato nel Novecento (periodo della letteratura moderna cinese) il nome al filone della narrativa popolare, chiamata in segno di disprezzo "Genere delle anatre mandarine e delle farfalle" (in realtà si chiamava 小说, cioè "piccole chiacchiere"). La versione semplificata in Cina è 鸟. Il carattere in più è stato ribaltato rispetto ad un ipotetico asse verticale.
11 로, 노 Il sale, il salgemma. È un contenitore con un manico e dei granelli di sale. Durante l'occupazione tartara (dinastia Yuan) il sale veniva usato anche come moneta. La versione cinese semplificata è 卤 e si può usare da sola, anche se è formale.
鹿 11 록, 녹 Il cervo. È un cervo di profilo, con testa, un occhio stilizzato 目 ribaltato in orizzontale, le corna (nella versione finale, ne resta uno) e due zampe. È molto usato nella medicina tradizionale cinese, è simbolo di vigore e di lunga vita. È importante pure per i monaci tibetani, insieme alla coda di yak.
11 Il frumento. Raffigura il grano che matura. In alto ci sono le piantine cariche e piegate dall peso dei chicchi, in basso c'è l'icona del movimento. La versione attuale è piuttosto diversa da quella originale. La versione semplificata è 麦.
11 La canapa, l'oppio, il lino. Sono due fasce di steli, messi sotto un riparo ad essiccare. Le fibre di canapa erano state usate e coltivate per millenni fabbricare carta, corde e tessuti, inclusi i sudari funerari. Era anche usata nella medicina tradizionale cinese come sostanza euforica o anestetico, e i suoi semi venivano mangiati dai contadini.
12 Il colore giallo. Raffigura un uomo in piedi con un grosso medaglione di giada semicircolare e decorato sulla pancia. Quest'ultimo significato resta nel carattere 璜. Il giallo era anche colore imperiale, era molto usato nelle decorazioni sontuose ed è usato nei vestiti di alcuni monaci buddisti ma, in altri contesti, rimanda ai concetti di "pornografico", "inquinamento spirituale" e "depravazione".

L'idea di giallo fa venire in mente anche il löss, un fango giallo e fertile depositato a terra dal Fiume Giallo, intorno al quale si sviluppò la civiltà cinese agli albori.

Il carattere non va confuso con 寅, che raffigura un tetto sotto al quale c'è una freccia con punta (appiattitasi in un tratto orizzontale) decorazione che ha colpito un bersaglio e due mani (stilizzate nella linea orizzontale nel bersaglio 口) che la afferrano.

12 Il miglio. È un cereale dal quale gocciola l'acqua. Il fatto che goccioli mostra come le foglie siano appiccicose e impermeabili. Le gocce di acqua si sono poi mutate nel radicale dell'acqua. Il miglio è stato l'alimento base dei cinesi fino alla dinastia Han, poco dopo l'inizio del periodo imperiale, quando fu sostituito con il riso. Si usa tuttora non solo nei piatti ma anche nel vino di riso fermentato.
12 Il colore nero. In origine 黒, secondo l'interpretazione errata di Xu Shen è un una canna fumaria con sotto un focolare, rimasto in basso come quattro gocce. In realtà è una persona (oggi 土) con la faccia tatuata di nero secondo una della Cinque Punizioni durante la Dinastia Han, dalle sembianze di 田 .

Il colore nero viene spesso usato in parole che si riferiscono ad atti di "illegalità" e simili (ex. 黑钱 soldi in nero, soldi sporchi) o a cose "oscure, segrete, sinistre". Nell'Opera di Pechino, i personaggi con la faccia nera sono di alto rango.

12 Il ricamo. È una foglia con, nella parte inferiore del carattere, una stoffa traforata per ricamarci le foglie.
13 민, 맹 La rana, il rospo, il batrace, il girino. Era una rana vista dall'alto, con la testa, 4 zampe e la coda piegata. Poi passò a rappresentare un girino, con le branchie e la coda. È presente in alcune leggende cinesi, si usava come ingrediente nella medicina tradizionale cinese e popolava le risaie. I contadini le catturavano per poi mangiarle in quanto non potevano permettersi spesso la carne. Veniva chiamata "il pollo della risaia". In Cina oggi si usa la versione semplificata 黾. La pronuncia del radicale è 맹, ma se il carattere si intende con il significato di "perserverare", si pronuncia 민.
14 Il tripode. È un recipiente di bronzo (gli Yangshao lo producevano in terracotta) inquadrato di fronte con le maniglie e tre gambe, usato per cucinare. In tempi successivi, si utilizzò per offrire sacrifici.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 Il tamburo. È una mano destra che impugna una bacchetta o bastoncino dalla punta grossa e picchia un tamburo con un sostegno sotto. I primi tamburi cinesi erano in terracotta e pelle ed erano usati in battaglia o per segnare l'ora, insieme alle torri campanarie.
14 Il topo. È un topo con la testa e vibrisse/baffi (parte alta del carattere), il corpo panciuto, le zampe e una lunga coda (il tratto ricurvo a destra più esterno). È il primo animale dello zodiaco cinese. È segno di timidezza, meschinità, furbizia ma pure operosità. Si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 Il naso. È un naso visto frontalmente e arricchito di tratti per distinguerlo da 自 quando fu usato per indicare il concetto di se stessi e non di naso. L'aggiunta in questione è la chiave di lettura bi4 畀, il pittogramma di una freccia con la punta verso l'alto (Xu Shen interpreta erroneamente 丌 come un piedistallo). 鼻 si può usare da solo.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

14 L'uguaglianza. Sono tre spighe di grano affiancate e perfettamente uguali. In principio erano solo tre linee verticali con tre ovali disegnati sopra, poi gli ovali sono diventati dei rombi e la linea verticale della piantina in mezzo è aumentata di altezza. Poi quest'ultima si è stilizzata (con lo zoom sul radicale, si nota ancora un rombo tagliato a metà), le altre due piantine si sono stilizzate in alto e sotto sono comparsi due tratti orizzontali. La versione finale quindi è più complessa di quella di partenza. La versione semplificata in Cina è 齐.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale. Si usa come chiave di lettura nel carattere 济 che, nella celebre parola 经济, indica l'economia.

15 Il dente. Raffigurava una bocca spalancata messa in verticale, con due arcate di denti. Poi è stata girata in orizzontale e ha conservato 4 denti, poi stilizzati. Nel cinese semplificato appare come 齿 . Si può usare da solo, tuttavia per indicare i denti si preferisce 牙.
16 룡, 용 Il drago. È un drago con quelle che sembrano le corna in alto 立, il muso lungo con la bocca 月 e il corpo sinuoso a fianco. È simbolo dell'imperatore e fa parte dello zodiaco cinese. Sebbene per tradizione sia sordo, è una bestia molto potente. In Cina si usa la versione semplificata 龙. In molti caratteri vietnamiti (i chu nom, sostituiti nel Novecento dall'alfabeto latino importato dai missionari) si scrive 竜 ed è presente come chiave di lettura. Si può immaginare come una stilizzazione del componente a sinistra di 龍, cioè le corna (o simili) e il muso.
16 귀,

구,

La tartaruga. È inizialmente una tartaruga vista dall'alto, con una croce per indicare il carapace striato, la testa, 4 zampe e la coda. Poi il pittogramma è stato girato in verticale e il ritratto è stato eseguito di profilo. Si notano bene la coda, il carapace striato, due zampe e la testa. È simbolo di perseveranza ma pura di infedeltà femminile. Simbolizza il nord ma pure tutto l'universo: secondo uno dei miti cosmogonici cinesi, la terraferma si trova sui loro carapaci, che emergono dal mare. Il secondo mito più noto è quello del dio Pangǔ che rompe un uovo: l'albume è l'universo e il tuorlo è la Terra. Pangu è la prima delle tante figure leggendarie che si trovano nelle opere storiografiche che parlano della Cina delle origini. Dopo di essi sono venuti i primi sovrani saggi, i "Giusti" o "Santi", rappresentati come esempi da seguire dai primi filosofi cinesi vissuti sotto il primo periodo di guerra, le "Primavere e Autunni" (Confucio, Lǎozi...). Quando il re Yu passò il posto a suo figlio Qi, nacque la prima dinastia cinese: la dinastia Xi‘, succeduta dagli Shāng e Zhōu. Il guscio della tartaruga era inciso con i caratteri e bruciato per le scapulomanzie, che sono il contesto in cui nacquero i primi pittogrammi. Rappresenta pure il letargo. La versione semplificata in Cina è 龟: perde il corpo e le zampe. In alto c'è un coltello come falso amico, presente anche in un altro animale: 鱼, il pesce. La pronuncia che indica la tartaruga è "귀", la seconda indica Kucha (oggi Aksos), nello Xinjiang, mentre la terza indica "screpolarsi, seccarsi" riferito alla pelle.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.

17 Il flauto di Pan. Rappresenta un flauto di bambù con le canne allineate e rilegate da una fascia orizzontale. Le tre bocche in alto stanno ad indicare i fori. Il tratto orizzontale più in alto sta pure ad indicare l'assemblaggio delle canne. La musica si suonava in funzione di intrattenimento e aveva anche una funzione politica, rituale e di accompagnamento delle recite teatrali (Kunqu 昆曲, Zaju 杂居, Jingju 京剧...), divise in 300 stili diversificati in base al dialetto usato e al tipo di musica usata. Nelle fasi di intrattenimento, alla musica si poteva unire il testo, di solito una poesia popolare a tema amoroso (ex. gli Cí 词 del Rinascimento cinese e i Qǔ 曲 nati sotto l'occupazione mongola, cioè la dinastia Yuan), composta da scrittori che in passato erano burocrati falliti e oggi sono famosi volti della letteratura cinese. Un tipico strumento usato era la Pipa 琵琶, il liuto cinese. Nella strumentistica tradizionale cinese, gli strumenti si dividevano in otto classi, tutte distinte dal materiale di costruzione. Le note non si segnavano con la notazione occidentale, inventata da Guido d'Arezzo, ma con i sinogrammi. Si può usare da solo, ma è estremamente formale.

Oggi non si usano caratteri aventi questo radicale.


Evoluzione della lingua e prestiti diffusi in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Il coreano è oggi una lingua unitaria, che non presenta (eccetto i vari dialetti) varietà regionali, ma nell'antichità quest'unitarietà non esisteva. Si suppone che le lingue da cui il coreano si sarebbe sviluppato si siano suddivise all'inizio della nostra era nel gruppo delle lingue Buyeo 부여 (夫艅) nel nord e delle lingue Han 한 (韓) nel sud. Fonti cinesi del III secolo lo confermano.

Forme arcaiche: lingue delle tribù Buyeo[modifica | modifica wikitesto]

Dal gruppo Buyeo si è sviluppata la lingua dell'Impero di Goguryeo (고구려 高句麗; I secolo d.C. fino al 668 d.C.). La lingua di Goguryeo è l'unica documentata delle lingue del gruppo Buyeo. Dall'analisi del lessico presente si desume che sia una lingua vicina al gruppo tunguso dalle caratteristiche tipicamente altaiche. La lingua di Goguryeo presenta sorprendenti somiglianze con il coreano medio da un lato e con il giapponese arcaico dall'altro. Così per esempio avremo in Goguryeo *tan, *tuan e in giapponese arcaico tani (valle); in Goguryeo *usaxam e in giapponese antico usagi (coniglio). In base a queste ed altre coincidenze (come nei numeri) si sostiene in parte l'ipotesi di parentela tra il coreano e il giapponese tramite il Goguryeo come lingua ponte. Contemporaneamente il Goguryeo può essere considerato la prova dell'appartenenza del coreano alle lingue altaiche.

Forme arcaiche: Lingue delle tribù Han[modifica | modifica wikitesto]

Dalle lingue delle tribù Han si è sviluppata la lingua di Baekje (백제 百濟, regno crollato nel 660 d.C). I frammenti rimasti oggi della lingua di Baekje dimostrano che questa è molto vicina al coreano medio e alla lingua del regno di Silla (신라 新羅) sia nel lessico che nella morfologia.

Unificazione sotto il regno di Silla: il coreano antico[modifica | modifica wikitesto]

Quando il regno di Silla (신라 新羅) sottomise nel VII secolo gli altri regni coreani e raggiunse l'egemonia sulla regione, non solo cancellò le lingue precedenti, ma unificò per la prima volta le tribù coreane anche politicamente. Questo processo, che non è considerato a sufficienza nell'evoluzione della lingua coreana, può essere paragonato da un punto di vista storico all'egemonia del latino, una lingua parlata in origine da un popolo di pastori nei dintorni della futura città di Roma, che si impose su tutto il territorio italiano dopo che Roma conquistò queste terre. In sostanza si può parlare di una lingua coreana comune solo a partire dal periodo del regno di Silla.

Ed è proprio la lingua di Silla del periodo dei tre regni ed in seguito, quella di Silla Unificato (668-934 d.C.), a costituire il coreano antico (Old Korean), fase che la cronologia linguistica fa terminare con l'avvento della dinastia Joseon, successore nel 1392 della dinastia Goryeo. Quest'ultima è stata per circa un secolo vassalla del Khan mongolo perché la Cina, tra XIII e XIV secolo, era stata interamente occupata nel 1279 dai mongoli della dinastia Yuan, rovesciata nel 1368 dalla dinastia Ming. Sulla lingua di Silla numerose sono state le inferenze, in particolare alla luce di alcune fonti che riporterebbero come questa lingua fosse dissimile da quella parlata a Baekje e Goguryeo, popolazioni, almeno secondo i rispettivi miti di fondazione, entrambe derivanti da un ramo dei Puyo settentrionali e che quindi avrebbero una matrice linguistica comune. Ma altre fonti notano come il regno di Silla non abbia incontrato nessuna difficoltà linguistica nel processo di unione dei tre regni; o meglio, una disparità è notata in maniera più evidente nei riguardi della lingua di Goguryeo ma non in quella dello Stato di Baekje. Una risposta può essere trovata nel fatto che la popolazione di Baekje parlasse in realtà una lingua diversa da quella dell'élite al potere, avendo quindi alla base, un'origine, quella del popolo, comune a Silla (entrambi altri non erano che un'evoluzione dei tre stati Han nel meridione coreano) mentre ai vertici dello Stato, una matrice tutta settentrionale, secondo il mito di fondazione appunto, derivante dal ramo dei Puyo. La lingua di Silla ci permane se non grazie quasi esclusivamente ai componimenti Hyang-ga riportati nel Samguk yusa del monaco Ir'yon (1285). Il trapezio vocalico del coreano antico è composto di 7 vocali: un'anteriore la [i], tre centrali ([ɨ], [ə] ed [æ]) e tre posteriori ([u], [ɔ] e [a]-posteriore centrale-). Da ricordare che il coreano antico non aveva ancora sviluppato la serie delle consonanti geminate/tensificate (es. ㅆ,ㄸ, etc.), mentre erano già presenti le aspirate. Esisteva una distinzione fonologica tra gli allofoni del coreano moderno [l] e [ɾ] e molto probabilmente le consonanti finali di sillaba erano "rilasciate", a differenza del coreano contemporaneo. Per quanto riguarda la morfologia, il coreano antico, già presentava una forma di armonia vocalica, nonché alcuni marcatori come /i/ per il soggetto (/ka/ sarà introdotto solo nel XVI secolo) e congiunzioni come -/ko/ e -/myɔ/ "e"/"e poi". La scrittura era e resterà fino al 1443/1446 di tipo ideografico.

Primo coreano medio e Tardo coreano medio[modifica | modifica wikitesto]

Lo sviluppo del coreano medio iniziò circa nel X secolo. Fino all'introduzione dell'alfabeto coreano nel XV secolo, i documenti linguistici sono solo frammentari e contenuti nell'allora comune scrittura cinese. Verso la fine del XVI secolo, all'epoca dell'occupazione poi respinta dai Ming di Toyotomi Hideyoshi (1592), si possono notare tuttavia cambiamenti fonologici e morfologici, che erano stati raggiunti nel XVII secolo all'epoca dell'Impero di Joseon. Nel Coreano medio è nato anche il fenomeno sopracitato dell'intonazione vocalica crescente per distinguere due possibili significati di un'identica parola, che esiste ancora in alcuni dialetti.

Nel 1905, tutta la penisola coreana fu strappata dal Giappone imperialista alla decadente dinastia Qing, l'ultima dinastia imperiale della Cina, succeduta ai Ming nel 1644. La Corea, fino a quel momento, era stata uno stato vassallo della Cina: in cambio di contributi, era stata protetta dall'imperatore da minacce esterne, come il tentativo di invasione giapponese. L'isola rimase occupata fino al 1910, quando fu decretata l'annessione forzata dopo l'assassinio di un principe giapponese e l'ultimo imperatore coreano, Sunjong, fu deposto. Due anni dopo, l'ultimo imperatore cinese si dimise e l'impero finì.

L'annessione della Corea durò fino alla resa incondizionata del Giappone nel 1945, al termine della Seconda Guerra Mondiale. Durante tutto questo periodo, i giapponesi imposero il loro idioma come lingua nazionale nel tentativo di assimilarli linguisticamente.

Primo coreano moderno e coreano contemporaneo[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia recente ci sono state evoluzioni differenti divise da una politica linguistica, causate dalla divisione del paese avvenuta nel 1948. Nella Corea del Sud la lingua standard si basa nella pronuncia e nell'ortografia sul dialetto della capitale Seul, nella Corea del Nord la lingua standard è il dialetto di Pyongyang. Le differenze esistenti tra i dialetti coreani sono tuttavia marginali, tanto che il coreano viene capito bene da tutti i coreani (eccezion fatta per i dialetti parlati sull'isola di Jeju). La lunga divisione della Corea ha tuttavia portato ad uno sviluppo diverso tra Nord e Sud. Nel lessico della Corea del Sud sono entrati numerosi prestiti dall'inglese americano, come ad esempio 뉴스 (Nyuseu), notiziario. In Corea del Nord invece si tenta di esprimere concetti nuovi tramite la derivazione di parole nuove che siano "coreane pure". Rifugiati della Corea del Nord apprendono a fatica nella fase iniziale molte parole inglesi a loro sconosciute.

Prestiti in coreano e Konglish/Korenglish[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alle parole "puramente coreane" una buona parte di lessico coreano (dal 40 fino al 60%) consta di prestiti stranieri che sono stati presi nel corso della storia dal cinese. Ragioni per questo numero eccezionalmente alto di parole sino-coreane sono i frequenti contatti che la Corea ha curato nel corso di tutta la sua storia nei confronti della sua "grande sorella" cinese, così come la filosofia del confucianesimo, elevata in Corea al rango di religione di Stato. In tempi più recenti sono stati presi prestiti dall'inglese particolarmente in Corea del Sud e adattati alla fonologia coreana (per esempio 컴퓨터 Keompyuteo per "computer").

Scomparsi quasi del tutto sono invece i prestiti dal giapponese. Invece del giapponese 벤토 bento, ancora utilizzato ai primi del XX secolo all'epoca del colonialismo giapponese, il cibo mangiato al giorno d'oggi in lattina si chiama con una parola puramente coreana: 도시락 dosirak. La ragione della scomparsa di prestiti giapponesi è il ricordo doloroso del tempo dell'occupazione giapponese della Corea che queste parole richiamano alla mente.

Rari, ma presenti, sono prestiti dal tedesco. Con 호프 hopeu (adattamento secondo la fonologia coreana della parola tedesca "Hof" = corte, cortile), si usa caratterizzare in Corea una bettola in cui si servono bevande e in particolar modo birra, secondo lo stile occidentale. 아르바이트 areubaiteu (da "Arbeit", lavoro) significa, come anche il giapponese arubaito, lavoro interinale, saltuario, mentre con 닥스훈트 dakseuhunteu (da "Dachshund") si definisce il bassotto.

La tabella sottostante raccoglie alcuni prestiti piuttosto diffusi in coreano, da cui si può anche vedere l'adattamento e fare dei paragoni con i wasei-eigo giapponesi. Per la precisione, l'equivalente coreano del Japanglish viene detto Konglish 콩글리시 o Korenglish ("prestito" si dice 외래어 外來語). Per la precisione, i vocaboli sono presi dalla lista di 6000 parole diffuse nel TOPIK, diffusa nel 2006 dall'Istituto Nazionale di Lingua Coreana 국립국어원 國立國語院. A tutti i vocaboli stranieri diffusi nel TOPIK si aggiunge la traduzione di tutti i vocaboli stranieri presenti nei primi quattro livelli del JLPT giapponese. Questi vocaboli aggiunti extra sono segnalati con il simbolo + e si distinguono da quelli del TOPIK (L) e da ulteriori vocaboli perlopiù inglesi random (++) ma molto diffusi nel mondo.

Vocabolo Origine Traduzione Lista?

Extra?

액세서리 accessory accessorio L
아프리카 Africa Africa L
에어컨 air cond(itioner) condizionatore L
앨범 album album L
알코올 alcohol alcol L
알루미늄 aluminium alluminio L
아나운서 announcer anunciatore L
아파트 apartment appartamento L
아시아 Asia Asia L
아스팔트 asphalt asfalto L
배드민턴 badminton badminton L
볼펜 ball pen penna a sfera L
바나나 banana banana L
bar bar L
벨트 belt cintura L
벤치 bench panca L
블라우스 blouse blusa L
보너스 bonus bonus L
볼링 bowling bowling L
박스 box scatola di cartone L
브랜드 brand brand/marchio L
빌딩 building edificio L
버스 bus bus, autobus L
버터 butter burro L
버튼 button bottone L
카메라 camera fotocamera, macchina fotografica L
캠페인 campaign campagna (pubblicitaria, militare) L
캠퍼스 campus camous, città studi L
캐나다 Canada Canada L
카드 card card/carta, tessera L
가톨릭 Catholic cattolico L
시디롬 CD-ROM CD-ROM L
시멘트 cement cemento L
센터 center centro (inteso come edificio) L
센티미터 centimeter centimetro L
챔피언 champion campione L
채널 channel canale L
캐릭터 character personaggio L
치즈 cheese formaggio L
초콜릿 chocolate cioccolato L
크리스마스 Christmas Natale L
서클 circle cerchio L
클래식 classic classico L
클럽 club club L
코치 coach allenatore, coach L
코드 code codice L
커피 coffee caffè L
콜라 cola cola L
컬러 colour colore L
코미디 comedy commedia L
콤플렉스 complex complesso L
컴퓨터 computer computer L
콘서트 concert concerto L
컨디션 condition condizione L
코너 corner angolo L
코스모스 cosmos cosmo L
코스 course corso L
코트 court corte L
크림 cream crema L
cup tazza; coppa L
종이컵 -cup

(종이 carta)

bicchiere di carta L
카레 curry curry L
커튼 curtain tenda L
dam diga L
데이트 date appuntamento romantico L
디자인 design design L
디자이너 designer designer L
다이어트 diet dieta L
디스크

(+플로피 디스크)

(+하드 디스크)

disk

(+flopy disk)

(+hard disk)

disco (vertebre)

(+disco floppy)

(+disco rigido)

L
달러 dollar dollaro L
드라마 drama dramma teatrale L
엘리베이터 elevator ascensore L
에너지 energy energia L
엔진 engine motore L
유럽 Europe Europa L
팩시밀리 facsimile facsimile L
패션 fashion moda, fashion L
팩스 fax fax L
파일 file file L
필름 film film L
포크 fork forchetta L
프랑스 France Francia L
게임 game gioco L
가스 gas gas L
goal goal (calcio) L
골프 (+골프장) golf (+golf 場) golf (+campo da golf) L
그램 gram grammo L
그래픽 graphic grafico L
그룹 group gruppo L
가이드 guide guida L
기타 guitar chitarra L
(chewing) gum gomma (da masticare),

chewing gum

L
ham prosciutto L
햄버거 hamburger hamburger/panino L
핸드폰 hand phone cellulare; smartphone L
핸드백 handbag borsa a tracolla L
하드웨어 hardware hardware L
헬기 helicopter 機 elicottero L
홈페이지 homepage homepage L
호텔 hotel hotel L
유머 humor umore L
아이스크림 ice-cream gelato L
아이디어 idea idea L
이미지 image immagine L
인터넷 internet internet L
인터뷰 interview intervista L
재즈 jazz jazz L
조깅 jogging jogging, corsa lenta L
주스 juice succo L
잠바 jumper maglione L
케첩 ketchup ketchup, salsa al pomodoro L
킬로(그램) kilo(gram) chilo(grammo) L
킬로미터 kilometer chilometro L
키스 kiss bacio L
레이저 laser laser L
리그 league lega L
레저 leisure tempo libero L
레몬 lemon limone L
렌즈 lens lente (a contatto; di fotocamera) L
라이터 lighter accendino L
라인 line linea L
리터 liter litro L
런던 London Londra L
메일 mail mail L
매너 manner maniere/galateo L
마라톤 marathon maratona L
마크 mark indicatore/marca L
매스컴 mass communication comunicazione di massa L
마사지 massage massaggio L
미디어 media i media L
미팅 meeting incontro, meeting L
메모 memo memo L
메뉴 menu menù L
메시지 message messaggio L
미터 meter metro L
마이크 mike/mic(rophone) microfono L
밀리미터 millimeter millimetro L
미니 mini mini L
미스 Miss Miss..., Signora... L
미사일 missile missile L
모델 model modello/modella L
모니터 monitor monitor, schermo del computer L
넥타이 necktie cravatta L
뉴욕 New York New York, Nuova York L
뉴스 news news, notizia L
노트 note appunto; Note (in nomi di cellulari) L
오피스텔 officetel officetel (un edificio coreano) L
올림픽 Olympic Olimpiadi L
원피스 one-piece vestito elegante da donna,

One-Piece

L
온라인 online online L
오페라 opera opera teatrale L
오렌지 orange arancia L
오븐 oven forno L
pack maschera (trucco che si tira) L
페인트 paint vernice L
fan; pan fan; ventola; padella L
팬티 panti(es) mutande da donna L
파리 Paris Parigi L
파티 party festa, party L
피시 PC pc, computer L
피디

(+프로듀서)

PD Public Domain; producer;

People's Democracy

L
퍼센트 percent percento L
피아노 piano piano(forte) L
플라스틱 plastic plastica L
포인트 point punto L
팝송 pop song canzone pop L
포스터 poster poster; cartello pubblicitario L
프린터 printer stampante L
프로 pro(fessional) professionista, "pro" L
프로(그램) pro(gram) programma (informatico) L
라켓 racket racchetta L
라디오 radio radio L
리듬 rhythm ritmo L
라이벌 rival rivale, avversario L
로봇 robot robot L
로봇 rotary mezzo a rotaia L
라운드 round round L
러시아 Russia Russia L
샌드위치 sandwich sandwich, panino L
소스 sauce salsa L
소시지 sausage salsiccia L
시나리오 scenario scenario L
스케줄 schedule programma, tabella di marcia L
시즌 season stagione (sportiva e televisiva) L
세미나 seminar seminario L
시리즈 series serie L
서비스 service servizio L
세트 set set L
섹시하다 (to be) sexy essere sexy L
쇼핑 shopping shopping, compere L
show show, spettacolo L
샤워 shower doccia L
스케이트 (보드) skate(board) skate(board) L
스키 (+스키장) ski (+ski 場) sci (+campo da sci) L
소파 sofa divano L
소프트웨어 software software L
스포츠 sports sport L
스타 star stella, divo/diva;

"Star" (e.g. StarCraft)

L
스트레스 stress stress L
스튜디오 studio studio (fotografico e televisivo) L
스타일 style stile L
슈퍼마켓 supermarket supermercato, supermarket L
스웨터 sweater maglione L
스위치 switch interruttore L
시스템 system sistema L
테이블 table tavolo L
탤런트 talent talento L
테이프 tape nastro (audio o adesivo) L
택시 taxi taxi, tassì L
team team/squadra L
텔레비전 television televisione L
테니스 tennis tennis L
터미널 terminal terminal (degli autobus) L
테러 terror terrore L
테스트 test test L
텍스트 text testo L
토마토 tomato pomodoro L
ton tonnellata L
트럭 truck camion L
티셔츠 t-shirt t-shirt, maglietta L
터널 tunnel tunnel L
티브이 TV tv, televisione L
타입 type tipo L
비디오 video video L
비닐

(>비닐봉지)

vinyl

(>vinyl 封紙)

gruppo vinilico

(>sacchetto di plastica)

L
바이올린 violin violino L
바이러스 virus virus L
비타민 vitamin vitamina L
웨이터 waiter cameriere L
와이셔츠 white shirts camicia bianca L
와인 wine vino +
월드컵 World Cup World Cup, Coppa del Mondo +
코트 coat cappotto +
셔츠 shirt maglietta +
스커트 skirt gonna +
제로 zero zero +
페이지 page pagina +
pen penna +
포켓 pocket tasca +
모텔 motel motel +
레코드 record registrazione +
레스토랑 restaurant ristorante +
알코올 alcohol alcol +
파트 타임 part-time part-time, non a tempo pieno +
에스컬레이터 escalator scala mobile +
오토바이 motorbike motocicletta +
커튼 curtain tenda +
가스 gas gas +
가솔린 gasoline/petrol stazione di benzina

(!!! gas station: 주유소, 注油所)

+
케이크 cake torta +
콘서트 concert concerto (di musica moderna) +
샐러드 salad insalata +
샌들 sandal sandalo +
jam marmellata +
턱시도 tuxedo smoking, tuxedo +
스크린 screen schermo +
스테이크 steak bistecca +
스테레오 stereo stereo +
레지스터 register registro (del processore) +
위스키 whisky, whiskey whisky, whiskey (U.S.) +
에너지 energy energia +
캠프 camp camp (per bambini) +
크림 cream crema +
goal goal (calcio) +
제트기 jet 機 jet +
주스 juice succo +
수프 soup zuppa +
스키 ski sci +
세트 set set +
타이프라이터 typewriter macchina da scrivere +
타월 towel tovaglia +
손 타월 hand towel asciugamano +
댄스 dance danza +
데모 demo demo, dimostrazione +
텐트 tent tenda +
텐트 top sega/top (non significa "cima") +
드라이브 drive; Drive la guida; (Google) Drive +
드레스 dress vestito elegante da donna +
노크 knock bussare +
파이프 pipe tubo +
버그 bug bug +
트레일러 trailer/caravan rimorchio +
피크닉 picnic picnic +
pin spillo +
브레이크 brake freno +
벨트 belt cintura +
보트 boat barca a motore +
메모 memo(randum) memorandum +
요트 yacht yacht +
라켓 racket racchetta +
로켓 locket; rocket armadietto; razzo +
악센트 accent accento (fonetica, parlata, musica) +
웨이트리스 waitress cameriera +
에티켓 etiquette etichetta/galateo (dal francese) +
엔진 오일 engine oil olio lubrificante (per motori) +
오케스트라 orchestra orchestra +
오토메이션 automation automazione +
오토메이션 organ organo (strumento) +
카세트 테이프 cassette tape musicassetta +
커버 cover cover (musica; del cellulare) +
칼로리 calorie caloria +
gang gang/banda +
코스 course percorso +
코스 cook; Cook la cucina; Cook +
콩쿠르 concours contest, concorso

(tipicamente di musica classica)

+
콘크리트 concrete cemento +
사이렌 siren sirena/allarme +
샐러리맨 salary man impiegato +
셔터 shutter imposta; serranda +
스카프 scarf foulard (non è la sciarpa) +
스타트 start inizio +
스튜어디스 stewardess hostess +
스타킹 stockings calze femminili +
스피커 speaker speaker/cassa stereo +
스마트 smart smart +
슬라이드 slide slide, diapositiva +
더블 double doppio +
dam diga +
tip mancia +
chip chip +
테마 theme (ted. Thema) tema/topic +
테니스 코트 tennis court campo da tennis +
나일론 nylon nylon +
목걸이 necklace collana +
버킷 bucket secchio +
밸런스 balance bilancia (anche metaforica) +
팬티 panti(es) mutande da donna +
밴드 band band, complesso musicale +
핸들 handle manopola +
후라이 팬 fry pan padella per friggere +
브러시 brush spazzola +
플라스틱 plastic plastica +
플랫폼 platform piattaforma (informatica) +
브로치 brooch spilla +
펜치 pinchers/pliers pinze +
마이너스 minus meno +
마스크 mask mascherina (sanitaria) +
머플러 muffler sciarpa +
마라톤 mansion magione/palazzo +
모터 motor motore +
모노레일 monorail monorotaia +
러시아워 rush hour ora di punta +
리본 ribbon nastro (per regali o capelli) +
레벨 level livello (di videogioco) +
로마자 표기

(로마字 表記)

romanization romanizzazione, latinizzazione +
로비 lobby loggia/lounge; lobby +
원피스 드레스 one-piece dress vestito elegante da donna +
:물 인터넷

(事物 인터넷)

internet of things Internet delle Cose, IoT ++
웹 사이트 website sito web, sito internet ++
스마트 폰 smartphone smartphone ++
프로세서 processor processore ++
서버 server server ++
블록 체인 blockchain blockchain ++
비트 코인 bitcoin bitcoin ++
레이저 laser laser ++
휴대용 컴퓨터

(携帶用 컴퓨터)

portable computer computer portatile ++
데스크탑 desktop desktop ++
모니터 monitor monitor, schermo (tv, pc) ++
스크린 screen schermo per proiettore ++
프린터 opp. 인쇄기 printer stampante ++
키보드 keyboard tastiera (del computer)

(!!! 건반 tastiera musicale)

++
이어폰 earphones cuffie ++
블루투스 bluetooth bluetooth ++
핫스팟 hot-spot hot-spot ++
마이크로 칩 microchip microchip ++
트랜지스터 transistor transistor ++
안티 바이러스 antivirus antivirus ++
바이러스 virus virus (informatico e biologico) ++
소셜 네트워크 social network social network ++
로그인 login login ++
로그 아웃 logout logout ++
홈 뱅킹 homebanking home banking ++
스트리밍 streaming streaming ++
게임 플레이 gameplay gameplay ++
다운로드 download download ++
업로드 upload upload ++
클라우드 플랫폼 cloud platform piattaforma cloud ++
블로그 blog blog ++
서비스 service servizio ++
채널 channel canale ++
매스 미디어 mass media mass media ++
윈도우 10 Windows 10 Windows 10 ++
안드로이드 Android Android ++
애플 아이 패드 Apple iPad Apple iPad ++
아마존 프라임 Amazon Prime Amazon Prime ++
구글 크롬 Google Chrome Google Chrome ++
위키 백과 Wikipedia Wikipedia ++
맥도날드 McDonald McDonald ++
페이스 북 Facebook Facebook ++
트위터 Twitter Twitter ++
피아트 Fiat Fiat ++
디즈니 랜드 Disneyland Disneyland ++
스타 벅스 Starbucks Starbucks ++
코카콜라 라이트 Coca-Cola Light Coca-Cola Light ++
마이크로 소프트 팀 Microsoft Teams Microsoft Teams ++
소니 Sony Sony ++
알리바바 Alibaba Alibaba ++
이베이 eBay eBay ++
Zoom; zoom Zoom; zoom ++
틱톡 Tik Tok Tik Tok ++
플레이 스테이션 5 Playstation 5 Playstation 5 ++
게임 패드; 조이패드;

조이스틱

gamepad; joypad;

joystick

gamepad; joypad; joystick ++
드론 drone drone ++
스캐너 scanner scanner ++
메트로놈 metronome metronomo ++
스쿠터 scooter scooter, motorino ++
쿼드 quad quad, moto a quattro ruote ++
택시 taxi taxi, tassì ++
이메일 email email, posta elettronica ++
킬로바이트 kilobyte kilobyte ++
메가 바이트 megabyte megabyte ++
기가 바이트 gigabyte gigabyte ++
테라 바이트 terabyte terabyte ++
스마트 시티 smart city smart city, città intelligente ++
싱크 탱크 think tank think tank, pensatoio ++
스트리트 street street/strada ++
단백질 protein proteina ++
팬케이크 pancake frittella, pancake ++
소프트웨어 software software ++
하드웨어 hardware hardware ++
테니스 tennis tennis ++
비치 발리 beach volley pallanuoto, beach volley ++
골프 golf golf ++
하키 hockey hockey ++
럭비 rugby rugby ++
배드민턴 badminton badminton ++
박스 box scatola, pacco ++
비키니 bikini bikini ++
레깅스 leggings leggings ++
사우나 sauna sauna ++
요가 yoga yoga ++
칵테일 cocktail cocktail, aperitivo ++
치즈 케잌 cheesecake cheesecake, torta al formaggio,

dolce al formaggio

++
자두 케이크 plumcake plumcake ++
요거트 yogurt yogurt ++
피자 pizza pizza ++
스파게티 spaghetti spaghetti ++
마피아 Mafia Mafia ++
판도로 pandoro pandoro ++
만돌린 mandolin mandolino ++
폴렌타 죽 polenta polenta ++
카 놀리 cannolo cannolo ++
아란 치니 arancini arancine ++
리조토 opp. 리조또 risotto risotto ++
페스토 소스 pesto sauce salsa al pesto ++
라자냐 lasagna lasagna ++
브루스케타 bruschetta bruschetta ++
티라미수 tiramisu tiamisù ++
카푸치노 cappuccino cappuccino ++
에스프레소 마끼아또 espresso macchiato espresso macchiato ++
피쉬 앤 칩스 fish&chips fish&chips ++
샌드위치 sandwich sandwich, panino ++
카나페 canapé tartina, canapé ++
핫도그 hot-dog hot-dog ++
햄버거 hamburger hamburger, panino ++
토마토 tomato pomodoro ++
머스타드 mustard senape, mostarda ++
마요네즈 mayonnaise maionese ++
파파야 papaya papaya ++
아나나스 ananas ananas ++
바나나 banana banana ++
아보카도 avocado avocado ++
cookie cookie (U.S.) biscotto ++
초콜릿 chocolate cioccolato ++
초콜릿 케이크 chocolate cake torta al cioccolato ++
콘플레이크 corn flakes corn flakes, fiocchi di mais ++
소시지 sausage salsiccia ++
매거진 magazine rivista, magazine ++
아메리카 America

(!!! U.S.A.= 미국)

America ++
라틴 아메리카 Latin America America Latina ++
오세아니아 Oceania Oceania ++
프랑스 France Francia ++
스페인 Spain Spagna ++
포르투갈 Portugal Portogallo ++
잉글랜드 opp. 영국 England Inghilterra ++
노르웨이 Norway Norvegia ++
오스트리아 Austria Austria ++
폴란드 Poland Polonia ++
브라질 Brazil Brasile ++
멕시코 Mexico Messico ++
아르헨티나 Argentina Argentina ++
캐나다 Canada Canada ++
우크라이나 Ukraine Ucraina ++
인도 India India ++
파키스탄 Pakistan Pakistan ++
인도네시아 Indonesia Indonesia ++
남아프리카

(南아프리카)

South Africa Sudafrica ++
사우디 아라비아 Saudi Arabia Arabia Saudita ++
이란 Iran Iran ++
이스라엘 Israel Israele ++
오스트레일리아 Australia Australia ++
뉴질랜드 New Zealand Nuova Zelanda ++
유로 euro euro ++
이탈리아 Italia Italia ++
로마 Roma Roma ++
베니스 Venice Venezia ++
피렌체 Firenze Firenze ++
밀라노 Milano Milano ++
코딩 coding coding, programmazione ++
애니메이션 animation animazione ++
티켓 ticket biglietto, ticket ++
슈퍼마켓 supermarket supermercato, supermarket ++
프랜차이즈 franchise franchise ++
마케팅 marketing marketing ++
매니저 manager manager ++
쇼크 opp. 충격 shock shock, chock ++
레이스 퀸 race queen/umbrella girl modella promozionale ++
부츠 boots stivali ++
하이힐 high heels scarpe coi tacchi alti ++
샌들 sandals sandali ++
발레 아파트 ballet flats ballerine ++
라텍스 latex lattice ++
나일론 nylon nylon ++
알로에 aloe aloe ++
rock rock ++
재즈 jazz jazz ++
레게 reggae reggae ++
펑크 punk punk ++
메탈 metal metal ++
테크노 techno techno ++
pop pop ++
케이팝, K 팝 K-pop K-pop ++
제이팝, J 팝 J-pop J-pop ++
V 팝 V-pop V-pop ++
C 팝 C-pop C-pop ++
하우스 house; house ("casa") house; casa ++
랩, 힙합 rap, hip-hop rap, hip-hop ++
칠 아웃 chillout ambient; chillout ++
카 섹스 car sex sesso in auto, car sex ++
섹시한 가게 sexy shop sexy shop ++
페티시즘 (sexual) fetishism feticismo ++
게이 프라이드 gay pride gay pride ++
레즈비언 lesbian lesbica ++
드래그 퀸 drag queen drag queen, transessuale ++

Cenni di grammatica moderna e parti del discorso in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Come già detto sopra, il coreano è una lingua agglutinante. Altre peculiarità del coreano sono le rigide regole della morfologia verbale e dei suffissi onorifici. Sia il verbo che il sostantivo possono essere marcati morfologicamente all'interno di una frase a seconda degli atti linguistici utilizzati e dal valore topologico. Per i verbi questo si concretizza essenzialmente con prefissi, suffissi e infissi, nei sostantivi con posposizioni.

Parti del discorso in coreano[modifica | modifica wikitesto]

In coreano, può capitare di vedere indicata una parola con una sillaba che, in modo molto rapido, indica la sua parte del discorso (e.g. deittico, nome, classificatore...) o tipologia di vocabolo. Nella tabella sottostante, si indicano tutte le sillabe in questione e la parte di discorso in coreano (韓國語品詞, 한국어 품사) che intendono indicare. Nell'ultima colonna ci sono degli esempi estratti dai 6000 vocaboli più diffusi nel TOPIK (2006). In generale, in coreano lo studio e discussione sulle parti del discorso sono iniziati durante l'Illuminismo Coreano (1896 circa-1910) e molte discussioni si sono trascinate fino agli anni '70, periodo in cui è iniziato a sorgere uno standard per la classificazione.

Sillaba Hanja Parte del discorso

(coreano)

Parte del discorso

(traduzione)

Esempi
감동사, 感動詞;

감탄사, 感歎詞

Interiezione,

esclamazione

네, 예 (sì)

아니 (no)

오 (oh!)

음 (mh?)

그래 (ok!)

世上에, 세상에 ("oh, cielo!")

安寧, 안녕 ("buongiorno!")

(告?)

(高[麗]?)

(地名, 지명) Toponimo

(anche adattati

alla lingua coreana)

아프리카, Africa

유럽, Europa (<Europe)

아시아, Asia

러시아, Russia

캐나다, Canada

프랑스, Francia (<France)

뉴욕, New York/Nuova York

파리, Parigi (<Paris)

런던, Londra (<London)

中國, 중국;北京, 북경

韓國, 한국;大田, 대전

釜山, 부산;光州, 광주

韓半島, 한반도

南美, 남미;美國, 미국

英國, 영국;日本, 일본

北韓, 북한;平壤, 평양

高句麗, 고구려

新羅, 신라

관형사, 冠形詞 Determinante,

pre-nome,

aggettivo non

coniugato

某, 모

各, 각

全, 전 (e.g. 전국민)

單, 단

數十, 수십 ("decine")

대명사, 代名詞 Pronome 그, 이

거, 그거, 이거

것, 그것, 이것

곳, 그곳, 이곳

그女 [~其女], 그녀

當身, 당신

自己, 자기

我, 나 (pronuncia coreana)

爾, 너 (pronuncia coreana)

圈, 우리 (pronuncia coreana)

동사, 動詞 Verbo 依하다, 의하다

交換하다, 교환하다

使用하다, 사:용하다

使用되다, 사:용되다

保護하다, 보호하다

保護되다, 보호되다

包含하다, 포함하다

包含되다, 포함되다

[tipicamente finiscono

con i suffissi verbali

다, 하다, 되다, 해지다,

리다, 우다]

명사,

名詞

Nome 커피, coffee

크리스마스, Christmas

피시, PC

티셔츠, T-shirts

헬기, helicopter 機

재즈, jazz

미스, Miss

스트레스, stress

티브이, TV

一月, 일월 ("gennaio")

學校, 학교; 企業, 기업

事件, 사건;事情, 사정

作品, 작품;出口, 출구

北部, 북부;同期, 동기

哲學, 철학;地方, 지방

地下鐵, 지하철

土曜日, 토요일

中國語, 중국어

小說家, 소설가

小說, 소설; 山, 산

文化, 문화;自然, 자연

自由, 자유;大氣, 大氣

? ? (suffisso verbale?) 가다;가지다

나다;놓다

두다;말다

못하다;보다

싶다;않다

있다;오다

주다;하다

내다;드리다

부사, 副詞 Avverbio 安寧히, 안녕히

仔細히, 자세히

偶然히, 우연히

當然히, 당연히

主로, 주로

別로, 별로

意外, 의외로

來日, 내일

每年, 매년

現在, 현재

不變化品詞

불변화품사

Parte invariabile

del discorso

그래서

그래도

어때

어째서

수사, 動詞 Numerale

(!!! numero= 숫자)

一, 일; 하나 e 한 (coreano)

二, 이:; 둘 e 두

三, 삼; 셋 e 세

四, 사:; 넷 e 네 (arcaico: 亖)

五, 오:; 다섯

수분류사, 數分類詞 Classificatore [*] dollar, 달러

kilogram, 킬로그램

kilometer, 킬로미터

liter, 리터

percent, 퍼센트

個, 개

名, 명

位, 위

件, 건

次, 차

番, 번

형용사, 形容詞 Aggettivo 不可能하다, 불가:능하다

不安하다, 불안하다

不必要하다, 불필요하다

安寧하다, 안녕하다

强하다, 강하다

感謝하다, 감:사하다

有名하다, 유:명하다

巨大하다, 거:대하다

重要하다, 중요하다

(a volte 部, 부 può essere un'abbreviazione di 部首, "Radicale Kangxi". A margine, si aggiunge che 助詞, 조사 indica la particella e che 접속사, 接續詞 indica la congiunzione. Molte di queste categorie sono ulteriormente suddivisibili, anche per descrivere elementi presenti in altre lingue, e.g. "nome comune, di persona, toponimo, verbo ausiliare, proposizione..."). [*] Forse l'abbreviazione deriva dall'espressione 單位性存名詞, 단위성 존명사.

Pronomi personali in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante sono indicati i pronomi personali principali in coreano. Quelli che hanno un hanja con pronuncia nativa coreana o sino-coreana corrispondente sono affiancati dall'hanja. Una breve spiegazione disambigua delle modalità d'uso generiche.

Pronome Traduzione Glossa
저 (彼, 伊),

나 (我, 吾, 予, 余, 朕, 卬, 咱),

자기 (自己)

io 저 è umile (cioè chi lo usa si schernisce di fronte a un superiore);

나 ha un tono informale e la sillaba forse è imparentata con l'Old Japanese 己 "na";

자기 è usato tra coniugi.

L'hanja 卬 in cinese è oggi usato solo in dialetto.

咱 in origine significava "io", oggi in dialetto o cinese colloquiale significa "noi".

너 (爾, 儞, 汝, 儂),

자네,

그대 (그代?),

당신 (當身)

tu L'hanja 儂 oggi è usato nel dialetto shanghainese.

La sillaba corrisponde alla pronuncia coreana dell'hanja 其.

L'hanja 汝 너 forse ha la pronuncia imparentata con l'Old Japanese 汝 "na".

너 e 자네 hanno un tono informale;

그대 è formale e si trova pure in documenti scritti;

il quarto, 당신, è usato pure tra coniugi ed è a prescindere cortese.

그,

그녀 (femminile, 그女),

:하 (貴下)

lui/egli, lei/ella Il secondo è per rivolgersi alle donne.

Il terzo viene usato dalle macchinette elettroniche per rivolgersi all'utente/cliente.

저희(들:) (彼들, 伊들),

우리(들:) (伲들, 圈들)

noi La sillaba 들 corrisponde alla pronuncia coreana dell'hanja 㐦, cioè un gukja composto da 擧 e 乙,

oppure al carattere 們, largamente usato nel cinese moderno. Ha l'allungamento vocalico.

In origine, forse era la trascrizione del kanji giapponese 達 (だち dachi), che rendeva il plurale ed era

già stato preso in prestito durante l'Old Japanese (Primo Cinese Medio: *dat).

In coreano, esiste un hanja che si pronuncia 희 e, curiosamente, contiene un concetto che rimanda

alla pluralità: esso è 囍, "doppia felicità", un raddoppio di 喜.

저희(들) è la versione umile.

너희(들) (爾희들, 儞희들, 汝희들, 儂희들),

너네(들) (爾네들, 儞네들, 汝네들, 儂네들),

자네들,

그대들 (그代들?),

당신들 (當身들)

voi - - -
그들,

그녀들 (femminile)

loro/essi Il secondo è usato solo per rivolgersi alle donne.

Per gli oggetti, si usano le deissi, e.g. "questa cosa, quella cosa". Per dare del "Lei", si può usare un surrogato di terza persona formato con la professione della persona (o un generico "先生" 선생) seguito eventualmente dal suffisso onorifico "nim" 님, che corrisponde all'hanja 恁, 您. Come terza persona, si può evitare di usare ogni volta il pronome personale siccome si può sostituire con il nome della persona di cui si parla ripetuto più volte o con il suo titolo lavorativo.

Numerali in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Con alcuni classificatori, si utilizza a prescindere la pronuncia nativa coreana. La doppia pronuncia è una caratteristica in comune con i numeri in giapponese. Alcuni numeri in sinogrammi hanno poi delle versioni complesse, tale per cui sono difficili da falsificare (per esempio, 一 "uno" può essere trasformato in 千 "mille").

Numero Traduzione Hangeul

(sino-coreano)

Hangeul

(coreano)

zero, 0 영;

제로 (Konglish)

- - -
一 (壹) uno, 1 하나 e 한
二 (貳) due, 2 : : e 두:
tre, 3 : e 세:
四 (arc.: 亖) quattro, 4 : : e 네:
cinque, 5 : 다섯
sei, 6 여섯
sette, 7 일곱
八 (arc.: 丷) otto, 8 여덟
nove, 9 아홉
dieci, 10 :
cento, 100
mille, 1000 즈믄
diecimila, 10.000 : 드먼 e 골
cento milioni,

100.000.000

- - -
un biliardo

(mille miliardi)

1.000.000.000.000

- - -

Il numero due si indica con 二 e con il carattere 两. In cinese, quest'ultimo indica il numero due come quantità e non come concetto astratto, e.g. quando si declama il proprio numero di telefono, quando si indica il due del mese, il mese di febbraio o quando si fanno addizioni. in coreano invece significa "entrambi, tutti e due" ed è un determinante (quindi si trova sempre prima della parola a cui si riferisce), e.g. "entrambi i fianchi" 양: 옆구리; si usa pure nel nome della provincia settentrionale di 兩江道, Yanggang-do, e in delle espressioni sino-coreane, e.g. 兩極化하다 양:극화하다, "polarizzare". 两 si pronuncia 량:, 양:, 냥: in base alla posizione nella parola e da questo carattere in cinese colloquiale deriva 俩 (coreano 량, 양), che significa sempre "due" come quantità e si usa senza classificatore e nei pronomi personali 咱俩 e 他们俩 o 她们俩. In coreano non è utilizzato.

Il "paio" in parole sino-coreane e come classificatore ("<N> paia di...") si indica con 쌍 雙, presente pure nel nome delle lettere doppie nell'hangeul.

Classificatori in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante, tutti i classificatori sino-coreani del TOPIK (2006) sono indicati insieme all'hanja e a una spiegazione che dà delle indicazioni generiche sulla modalità d'uso. Con alcuni classificatori, si usano necessariamente i numeri coreani o sino-coreani. In alcuni classificatori in fondo, la differenza non è indicata.

Classificatore

(sino-coreano)

Hanja Oggetto/i a cui si riferisce Tipo di numerale
個, 箇 È il classificatore più generico; in cinese moderno è molto diffuso (semplificato, è 个).

Per esempio, conta il numero di caramelle, frutti, biscotti, palloni, pietre, zaini, penne e coltelli

(può sostituire il classificatore coreano 자루, usato di solito con le ultime tre parole).

Non sostituisce mai classificatori usatissimi in coreano e non indica mai le persone: per loro si

usa 명, che peraltro è uno di quelli più usati (e dunque non sostituibile).

Coreano
개국 個國 Numero di Paesi (e.g. tre Paesi) (in cinese si usa 个) Coreano
개소 個所 Numeo di posti/luoghi (e.g. due posti, almeno tre posti, circa quattro posti, alcuni posti)

(in cinese si usa 个)

Coreano
Numero di faccende/affari, incidenti, documenti, casi (in cinese in più indica il numero di vestiti/abiti) Coreano
Numero di lezioni totali (numerali coreani);

numero della lezione (e.g. "lezione 12") (numeri sino-coreani)

Coreano;

sino-coreano

Numero di libri (o rotoli, se sono libri arcaici) (in cinese si usa 本) Coreano
Numero di automobili, aeroplani, macchinari vari, strumenti musicali (e.g. pianoforti 피아노)... Coreano
Numero di edifici (in cinese si può usare pure 个 e, se ci si riferisce nello specifico a una scuola o

un ospedale, 所; altre volte, al posto di 个 si può trovare 座)

Coreano
Numero di pagine/fogli (anche manoscritti) e foto (anche per la carta d'identità ecc.)

(in cinese indica il numero di medaglie)

Coreano
Numero di persone (in cinese, si limita a indicare gli studenti in una parlata abbastanza formale) Coreano
: Numero di spari di pistola o cannone; numero di volte che si colpisce qualcuno o qualcosa

con un pugno o una mazza; numero di volte che si scatta una fotografia; numero di volte

che si emette un peto (放 in cinese significa "lasciare, rilasciare")

Coreano
Numero di bicchieri/drink (contenenti una bevanda solitamente alcolica) (in cinese, non c'è distinzione) Coreano
Indica la frequenza o sequenza di un'azione ("sequence/frequency of a task"):

"(ri)fare qualcosa <N> volte", "la prima/seconda cosa da fare", "il primo/secondo posto in cui ci si reca" ecc.

Coreano
번째 番째 È la versione bisillabica di 番. Coreano
Indica la frequenza della presa del turno a Go e Janggi Coreano
Numero di poesie o canzoni; numero di animali (e.g. polli, anatre, uccelli, pesci coem le carpe, scarafaggi...)

(in cinese, non si usa pure con animali)

Coreano
Indica l'ora (e.g. le sei dei pomeriggio) Coreano
시간 時間 Numero di ore (e.g. sei ore) (in cinese si usa 个) Coreano
Numero di fogli, lastre di vetro, assi di legno e altri oggetti piatti (come tovaglie e calendari da muro) Coreano
Numero di pillole medicinali Coreano
Numero di navi, anche da guerra (in cinese si semplifica come 只 e indica pure i cani) Coreano
Numero di documenti e certificati, lettere e telefonate (fatte e ricevute) Coreano
Numero di libri e generi scritti (e.g. romanzi, articoli, saggi, editoriali...), film, opere teatrali (anche musical);

parti di libro (e.g. cinque storie in un libro) e parti di un capitolo (e.g. capitolo 5, parte 3)

Coreano
Numero di cavalli e altri capi di bestiame (e.g. mucche) Coreano
필지 筆地 Numero di risaie e campi e terre/lotti di terra (e.g. su cui coltivare o edificare) Coreano
Numero di proiettili, frecce e granate Coreano
Numero di cadaveri (assassinati, morti in incidenti e pandemie...) Coreano
개년 個年 Numero di anni Sino-coreano
개월 個月 Indica un totale di mesi (e.g. due mesi) Sino-coreano
: Numero di revisioni di un'opera (cioè le volte in cui si legge per correggerla ecc.) Sino-coreano
Indica l'anno (e.g. 2020年) Sino-coreano
: 校時 Numero di periodi scolastici/didattici Sino-coreano
Indica la decina di minuti

(e.g. due o tre bun= 20 o 30 minuti; 6 bun= 60 minuti/un'ora; 9 bun= un'ora e mezza)

(in cinese indica semplicemente il numero di minuti, e.g. 2分= 2 minuti)

Sino-coreano
Numero di posti a sedere Sino-coreano
: Numero di mandati (da persona che ha incarichi ufficiali e/o governativi) Sino-coreano
Numero di vittorie in giochi/competizioni/gare sportive Sino-coreano
Numero di stanze (anche negli hotel) Sino-coreano
Indica i won, la valuta coreana, il cui simbolo ampiamente usato è ₩, vagamente simile a € (euro) e ¥ (yuan)

(in cinese, indica gli oggetti rotondi, come le uova)

Sino-coreano
Indica il mese (e.g. 一月 gennaio, 二月 febbraio) Sino-coreano
Indica il ranking/posto (in cinese, è la versione cortese di 个 per indicare una o più persone) Sino-coreano
Indica il numero del mese, cioè il giorno (e.g. 二日 il giorno 2) Sino-coreano
Indica l'articolo in una legge, codice o Costituzione (in più, in cinese si usa per il numero di pesci) Sino-coreano
주기 周忌,

週忌

Numeri di anniversari (dalla morte di qualcuno) Sino-coreano
주일 週日 Numero di settimane Sino-coreano
Numero di pubblicazione di una rivista/magazine; numero di album musicali Sino-coreano
Numero di secondi Sino-coreano
Numero di pollici; numero di gradi (in parentela) Sino-coreano
학년 學年 Indica l'anno scolastico (e.g. "anno 1, anno 2"), senza che serva il numero ordinale (in cinese si indica

con 年级 e anche in cinese non prende il prefisso dei numeri ordinali, 第)

Sino-coreano
: 戶 (户) Numero di case (in cinese si usa 个) Sino-coreano
Numero di volte (anche in cinese, ma è colloquiale); numero di edizioni (di festival, seminari ecc.)

(in cinese si usa 届, che indica pure le sessioni)

Sino-coreano
Indica la luminosità in candele Sino-coreano
Indica il numero ordinale in una serie; ha pure altri utilizzi -
Numero di carretti di... (contenenti oggetti ma pure persone) -
Numero di giornali e riviste, libri e documenti (in cinese si usa per il numero di film) -
Numero di carrozze/compartimenti in una metropolitana o treno (aventi passeggeri o ristoranti, motori ecc.)

(in cinese si usa per il numero di veicoli, come le automobili e camion)

-
Numero di scatolette/bustine/pacchetti (di cartone o plastica) di qualcosa (e.g. dolci, medicine)

e buste contenenti lettere

-
Numero di rotoli di tessuto -
: Indica la sequenza di pubblicazione di riviste -
Indica i gruppi organizzati di persone -
세: Conta gli anni d'età -
Indica la distanza in "li", un'unità tradizionale cinese -
: Indica il livello/grado/ranking -
Numero di canzoni o pezzi/composizioni musicali (è sia nome che classificatore) -
甁 (瓶) Numero di bottiglie (e.g. di acqua, soda 飮料水 음:료수, birra, cola, soju...) -
Numero di bicchieri/calici/tazze/tazzine di... (bevande alcoliche e analcoliche, e.g. soju, vino, latte, tè, cola...) -
Indica il piano di un edificio (e.g. "piano 1, piano 2..."), senza che serva il numero ordinale -
Numero di secchi/barili o scatolette/pacchi di cartone/secchielli per alimenti di...

(acqua, liquore, cibo in scatola, pop-corn, gelato...)

-
Numero di paia di calze (inclusi i beoseon, i calzini tradizionali coreani);

numero di hanbok 한:복 韓服 (i vestiti tradizionali coreani, che nel caso dei maschi erano spesso abbinati

a un cappello molto celebre nella Corea dei Joseon, il gat 갓 冠 o heungnip 흑립 黑笠.

L'hanbok si può immaginare alla lontana come la controparte del kimono giapponese in Corea)

-
Numero di dozzine (in cinese colloquiale, "da2" è pure usato, anche se considerato dialettale) -

Svariati classificatori e quasi-classificatori presenti nel cinese moderno non sono usati come classificatori in coreano. Tra essi si contano 冊, 口, 場, 本, 家, 根, 届 (arcaico 屆), 幅, 碗, 粒, 頂, 架, 座, 把, 輪, 片, 頭, 束, 雙, 門, 筐, 笼, 篓. Come già indicato, l'uso dei classificatori può avere delle discrepanze tra cinese e coreano. In coreano poi ci sono classificatori nativi coreani. Quanto al numero utilizzato, non solo bisogna fare attenzione a che tipo di numerale un classificatore prende, ma anche alla necessità o meno di usare il numero ordinale quando in un'altra lingua (e.g. inglese e italiano) si usa il numero ordinale.

Alcuni classificatori appartengono al Konglish/sono prestiti inglesi e compaiono nei classificatori più diffusi nel TOPIK (2006):

Classificatore

(Konglish)

Origine Significato TOPIK?

Extra?

그램 gram grammo L
달러 dollar dollaro L
리터 liter litro L
미터 meter metro L
밀리미터 millimeter millimetro L
센티미터 centimeter centimetro L
킬로(그램) kilo(gram) chilo(grammo) L
킬로미터 kilometer chilometro L
ton tonnellata L
퍼센트 percent percento, % L
킬로바이트 kilobyte kilobyte, KB +
메가바이트 megabyte megabyte, MB +
기가바이트 gigabyte gigabyte, GB +
테라바이트 terabyte terabyte, TB +
메가픽셀 megapixel megapixel +
마이크로미터 micrometer micrometro +
나노미터 nanometer nanometro +
시간당 킬로미터 kilomteters

per hour

chilometri orari +
밀리리터 milliliter millilitri +
유로 euro euro +

Verbi in coreano[modifica | modifica wikitesto]

I verbi coreani si dividono in due gruppi principali: verbi d'azione, che descrivono attività in corso di svolgimento (먹다 meogda mangiare, 감사하다 gamsa hada ringraziare) e verbi di qualità, che caratterizzano proprietà o condizioni e quindi anche la funzione dell'aggettivo che in italiano spesso segue (싸다 ssada essere economico, 까맣다 ggamahda essere nero). Una posizione particolare è assunta dal verbo "이다 ida", che corrisponde al verbo essere in italiano e che funge quindi da copula.

Il verbo coreano si compone nella sua forma all'infinito di una radice e dell'affisso "다" -da. Dalla radice si costruisce la forma composta (detta anche radice estesa), la base per ulteriori forme verbali soggette ad espansione, come la forma del passato.

Esempio per il verbo 먹다 meogda (mangiare):

meog Radice verbale
먹다 meogda Forma dell'infinito composta da radice + 다 -da
먹어 meogeo Forma verbale composta da radice + 어 eo
먹었다 meogeossda Forma del passato sviluppata dalla forma verbale composta + forma del passato ㅆ ss + desinenza dell´infinito 다 -da: "aver mangiato"

Verbi in -hada e -doeda[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante sono indicati i verbi nel TOPIK (2006) in -hada e -doeda, che sono i suffissi verbali più diffusi e produttivi in coreano. Il primo, se usato in isolamento, significa "fare", mentre il secondo nella quasi totalità dei casi forma la diatesi passiva. Gran parte delle radici seguite da -hada sono parole sino-coreane, tale per cui si possono scrivere con gli hanja e leggere/comprendere/studiare a partire dagli hanja. Quando una sillaba avente allungamento vocalico compare prima del suffisso (verbale o anche di altro tipo), perde l'allungamento vocalico se la radice è bisillabica (o contiene ancora più sillabe). L'allungamento vocalico, pure se non è obbligatorio da pronunciare, permette di distinguere sillabe identiche. Non ci sono legami tra l'allungamento vocalico e la presenza di chiave di lettura in altri caratteri. Per esempio, 安 è presente come chiave di lettura in 案, ma il primo non ha l'allungamento vocalico, mentre il secondo sì.

Verbo

(hanja)

Hangeul Significato Suffisso

verbale

感謝하다 :사하다 Apprezzare (gentilezze) 하다
鑑賞하다 감상하다 Supervisionare 하다
減少되다 :소되다 Essere ridotto 되다
減少하다 :소하다 Diminuire, ridurre 하다
强要하다 :요하다 Forzare 하다
講義하다 :의하다 Insegnare 하다
强調하다 강조하다 Enfatizzare, ribadire 하다
强化하다 강화하다 Rinforzare 하다
開發되다 개발되다 Essere sfruttato, essere sviluppato 되다
開發하다 개발하다 Sfruttare, sviluppare 하다
開放되다 개방되다 Essere aperto (porte, Paesi...) 되다
開放하다 개방하다 Aprire (porte, Paesi...) 하다
改善되다 :선되다 Essere migliorato 되다
改善하다 :선하다 Migliorare 하다
拒否하다 :부하다 Rifiutare, negare 하다
拒絶하다 :절하다 Rifiutare, negare 하다
建設되다 :설되다 Essere costruito, essere fondato 되다
建設하다 :설하다 Costruire, fondare 하다
缺席하다 결석하다 Essere assente a, non presenziare a 하다
決心하다 결심하다 Decidersi, prendere una scelta 하다
決定되다 결정되다 Essere stabilito/fissato 되다
決定하다 결정하다 Stabilire/fissare 하다
結婚하다 결혼하다 Sposare 하다
警告하다 :고하다 Avvisare (di un pericolo) 하다
經營하다 경영하다 Gestire (un business/compagnia) 하다
經驗하다 경험하다 Fare esperieza di... 하다
計算하다 :산하다 Calcolare, stimare, pagare 하다
繼續되다 :속되다 Continuare (anche cose interrotte) 되다
繼續하다 :속하다 Continuare (anche cose interrotte) 하다
計劃하다 :획하다 Pianificare 하다
考慮하다 고려하다 Riflettere/ponderare con cura 하다
苦悶하다 고민하다 Soffrire (per una preoccupazione) 하다
苦生하다 고생하다 Avere/patire difficoltà 하다
固執하다 고집하다 Persistere 하다
公開하다 공개하다 Rivelare/rendere pubblico 하다
攻擊하다 :격하다 Attaccare 하다
工夫하다 공부하다 Studiare 하다
公演되다 공연되다 Essere performato/fatto/messo in scena (musica, danza, teatro) 되다
公演하다 공연하다 Fare/performare/mettere in scena

(musica, danza, teatro)

하다
共通되다 :통되다 Essere comune/diffuso 되다
關係되다 관계되다 Essere in relazione con... 되다
關聯되다,

關連되다

관련되다 Avere una relazione con, essere relazionato con...

(tra due persone o fenomeni)

되다
關聯하다 관련하다 Avere una relazione con,

essere relazionato con...

(tra due persone o fenomeni)

하다
管理하다 관리하다 Gestire 하다
觀察하다 관찰하다 Osservare con attenzione 하다
關하다 관하다 Riguardare... (un topic) 하다
交換하다 교환하다 Scambiare 하다
區別되다 구별되다 Essere diverso/distinto da... 되다
區別하다 구별하다 Distinguere 하다
區分되다 구분되다 Essere diviso 되다
區分하다 구분하다 Categorizzare/dividere 하다
構成되다 구성되다 Essere formato/composto da... 되다
構成하다 구성하다 Organizzare; comporre (lavori letterari ecc.) 하다
拘束되다 구속되다 Essere imprigionato; essere ristretta

(libertà di azione o pensiero)

되다
拘束하다 구속하다 Imprigionare; restringere

(libertà di azione o pensiero)

하다
購入하다 구입하다 Comprare, acquistare 하다
求하다 구하다 Cercare (oggetti; aiuto), calcolare 하다
救하다 :하다 Salvare; aiutare (i poveri) 하다
勸하다 :하다 Raccomandare (di fare qualcosa) 하다
歸家하다 :가하다 Andare a casa, rincasare 하다
歸國하다 :국하다 Tornare al proprio Paese, rimpatriare 하다
克服하다 극복하다 Superare (difficoltà) 하다
根據하다 근거하다 Basarsi su... 하다
勤務하다 :무하다 Lavorare 하다
禁止되다 :지되다 Essere proibito, essere vietato 되다
禁止하다 :지하다 Proibire, vietare 하다
禁하다 :하다 Proibire, vietare; reprimere (un sentimento) 하다
急增하다 급증하다 Incrementare/aumentare rapidamente 하다
記念하다,

紀念하다

기념하다 Commemorare/ricordare 하다
期待되다 기대되다 Essere aspettato

(qualcosa che sarebbe accaduto)

되다
期待하다 기대하다 Aspettarsi (qualcosa che accadrà) 하다
祈禱하다 기도하다 Pregare 하다
記錄되다 기록되다 Essere documentato (fatto degno di nota) 되다
記錄하다 기록하다 Documentare (fatti degni di nota) 하다
記述하다 기술하다 Descrivere 하다
記憶되다 기억되다 Essere ricordato (記憶하다: ricordare) 되다
寄與하다 기억하다 - - - 하다
基礎하다 기초하다 Basarsi su... 하다
緊張되다 긴장되다 Essere nervoso/teso 되다
緊張하다 긴장하다 Essere nervoso/teso; sforzare i muscoli 하다
納得하다 납득하다 Capire/comprendere 하다
努力하다 노력하다 Sforzarsi 하다
錄音하다 녹음하다 Registrare (suoni) 하다
論議하다 논의하다 Discutere, dibattere 하다
論하다 논하다 Commentare 하다
擔當하다 담당하다 Prendersi la responsabilità 하다
答하다 답하다 Rispondere (anche al telefono); reagire 하다
當하다 당하다 Subire (dolore, umiliazioni); vincere; raggiungere; gestire;

essere uguale a...

하다
唐慌하다,

唐惶하다

당황하다 Essere imbarazzato 하다
待機하다 :기하다 Aspettare 하다
對答하다 :답하다 Rispondere 하다
對備하다 :비하다 Preparare, prepararsi; essere pronto 하다
代身하다 :신하다 Sostituire, rimpiazzare 하다
對應하다 :응하다 Reagire; corrispondere a... 하다
待接하다 :접하다 Trattare 하다
對處하다 :처하다 Gestire (una situazione) 하다
代表하다 :표하다 Rappresentare (anche aziende ecc.) 하다
對하다 :하다 Affrontare; considerare come avversario;

apprezzare (opere d'arte ecc.)

하다
對話하다 :화하다 Conversare 하다
到達하다 :달하다 Raggiungere (anche cose astratte) 하다
到着하다 :착하다 Raggiungere/arrivare 하다
獨立하다 독립하다 Essere indipendente (anche Paesi) 하다
同意하다 동의하다 Essere d'accordo; approvare 하다
登錄하다 등록하다 Registrarsi 하다
登場하다 등장하다 Apparire (sul palco, in un romanzo, ecc.) 하다
滿足하다 만족하다 Essere soddisfatto 하다
亡하다 망하다 Essere distrutto; insulto 하다
免하다 :하다 Evitare (anche cose astratte) 하다
摸索하다 모색하다 Cercare (soluzioni) 하다
募集하다 모집하다 Reclutare, raccogliere 하다
描寫하다 :사하다 Descrivere; ritrarre 하다
無視하다 무시하다 Guardare con sufficienza, negligere/non curarsi di... 하다
問題되다 문제되다 - - - 되다
反對하다 :대하다 Opporsi, fare obiezione a... 하다
反復되다 :복되다 Essere ripetuto/rifatto 되다
反復하다 :복하다 Ripetere/rifare 하다
反省하다 :성하다 Riflettere su (errori passati) 하다
反映하다 :영하다 Riflettere (luce; in senso lato) 하다
反하다 :하다 Andare contro; essere opposto a; essere incantato;

essere attratto

하다
發見되다 발견되다 Essere scoperto/riportato alla luce 되다
發見하다 발견하다 Scoprire/riportare alla luce 하다
發達되다 발달되다 Essere sviluppato;

essere cresciuto (personalmente)

되다
發達하다 발달하다 Sviluppare; crescere (personalmente) 하다
發生하다 발생하다 Accadere 하다
發音하다 발음하다 Pronunciare 하다
發展되다 발전되다 Essere sviluppato 되다
發展하다 발전하다 Sviluppare; progredire 하다
發表되다 발표되다 Essere pubblicato/rilasciato 되다
發表하다 발표하다 Pubblicare/rilasciare, rendere noto 하다
發揮하다 발휘하다 Mostrare, esibire (capacità) 하다
訪問하다 :문하다 Visitare (conoscenti ecc.) 하다
放送하다 :송하다 Trasmettere 하다
防止하다 방지하다 Prevenire 하다
妨害하다 방해하다 Interrompere/disturbare 하다
飜譯하다 번역하다 Tradurre 하다
變하다 :하다 Cambiare, modificare, alterare 하다
變化되다 :화되다 Essere modificato/cambiato/alterato 되다
變化하다 :화하다 Cambiare, modificare, alterare 하다
報告하다 :고하다 Riportare, fare rapporto 하다
保管하다 :관하다 Conservare 하다
報道되다 :도되다 Essere riportato 되다
報道하다 :도하다 Riportare (informazioni), fare rapporto 하다
補完하다 :완하다 Rattoppare (imperfezioni), colmare (lacune) 하다
保障되다 :장되다 Essere garantito/assicurato 되다
保障하다 :장하다 Garantire/assicurare 하다
保存하다 :존하다 Preservare/conservare 하다
補充하다 :충하다 Fare da supplemento, colmare 하다
保護되다 :호되다 Essere protetto/salvaguardato 되다
保護하다 :호하다 Proteggere/salvaguardare 하다
複寫하다 복사하다 Copiare (anche con il copincolla) 하다
復習하다 복습하다 Ripassare 하다
奉仕하다 :사하다 Fare da volontario 하다
負擔하다 :담하다 Addossarsi (responsabilità) 하다
否定하다 :정하다 Negare 하다
付託하다 :탁하다 Chiedere (a qualcuno di fare qualcosa) 하다
分離되다 분리되다 Essere separato/diviso 되다
分離하다 분리하다 Separare/dividere 하다
分析하다 분석하다 Analizzare 하다
分布하다 분포하다 Essere diffuso/sparso 하다
不拘하다 불구하다 Ignorare, trascurare 하다
比較하다 :교하다 Comparare, paragonare 하다
批判하다 :판하다 Criticare 하다
比하다 :하다 Comparare; essere comparato a... 하다
謝過하다 :과하다 Scusarsi 하다
死亡하다 :망하다 Morire; essere ucciso 하다
使用되다 :용되다 Essere utilizzato/usato; essere impiegato 되다
使用하다 :용하다 Utilizzare/usare; impiegare (come lavoratore) 하다
想像하다 :상하다 Immaginare 하다
象徵하다 상징하다 Simbolizzare 하다
傷하다 상하다 Essere ferito; essere smunto; essere danneggiato;

marcire

하다
生産되다 생산되다 Essere prodotto, fabbricato 되다
生産하다 생산하다 Produrre, fabbricare 하다
生活하다 생활하다 Vivere 하다
署名하다 :명하다 Firmare 하다
膳物하다 :물하다 Regalare 하다
宣言하다 선언하다 Affermare con chiarezza; proclamare/annunciare 하다
選定하다 :정하다 Scegliere/selezionare 하다
選擇하다 :택하다 Scegliere 하다
選好하다 :호하다 Preferire 하다
說得하다 설득하다 Persuadere 하다
設立하다 설립하다 Fondare/stabilire 하다
說明되다 설명되다 Essere spiegato 되다
說明하다 설명하다 Spiegare 하다
設置되다 설치되다 Essere installato (oggetti e istituzioni) 되다
設置하다 설치하다 Installare 하다
成功하다 성공하다 Avere successo, ottenere il successo 하다
成立되다 성립되다 Essere completato (task); essere stabilita (relazione) 되다
成立하다 성립하다 Completare (task); stabilire (relazione) 하다
成熟하다 성숙하다 Essere maturo (frutta; tempi); essere abituato a... 하다
成長하다 성장하다 Crescere (come corpo e/o persona; anche animali) 하다
紹介되다 소개되다 Essere presentato/introdotto (persone e topic); mediare 되다
紹介하다 소개하다 Presentare/introdurre (persone e topic);mediare 하다
消費하다 소비하다 Consumare/spendere (prodotti, tempo, energie...) 하다
所要되다 :요되다 Essere richiesto/necessario 되다
所有하다 :유하다 Possedere 하다
消化하다 소유하다 - - - 하다
屬하다 속하다 Appartenere a... 하다
修理하다 수리하다 Aggiustare/riparare 하다
輸入되다 수입되다 Essere importato (prodotti, tratti culturali...) 되다
輸入하다 수입하다 Importare (prodotti, tratti culturali...) 하다
蒐集하다,

收集하다

수집하다 Raccogliere/mettere insieme, accumulare 하다
輸出하다 수출하다 Esportare 하다
遂行하다 수행하다 Eseguire 하다
勝利하다 승리하다 Vincere 하다
試圖하다 :도하다 Provare/tentare 하다
始作되다 :작되다 Iniziare/cominciare (qualcosa; un evento "incomincia") 되다
始作하다 :작하다 Iniziare/cominciare (qualcosa; un evento "incomincia") 하다
食事하다 식사하다 Mangiare 하다
申告하다 신고하다 Dichiarare/fare rapporto/informare (a persone altolocate) 하다
申請하다 실례하다 - - - 하다
失禮하다 실례하다 Rompere l'etichetta, fare il maleducato 하다
失望하다 실망하다 Perdere la speranza, essere deluso 하다
失手하다 실수하다 Fare/commettere un errore, sbagliare; commettere uno sgarbo 하다
實施되다 실시되다 Essere attuato/implementato/eseguito 되다
實施하다 실시하다 Attuare/implementare/eseguire 하다
實踐하다 실천하다 Mettere in pratica/attuare 하다
失敗하다 실패하다 Perdere/fallire 하다
實現되다 실현되다 Diventare realtà (sogni, piani...) 되다
實現하다 실현하다 Realizzare (sogni, piani...) 하다
案內하다 :내하다 Fare conoscere; condurre/guidare (in posti sconosciuti) 하다
安心하다 안심하다 Stare bene 하다
安定되다 안정되다 Essere stabile 되다
約束하다 약속하다 Promettere 하다
讓步하다 :보하다 Concedere, offrire; cambiare opinione (e seguire quella

di un'altra persona)

하다
旅行하다 여행하다 Viaggiare 하다
連結되다 연결되다 Essere connesso/in relazione 되다
連結하다 연결하다 Connettere/mettere in relazione 하다
硏究하다 :구하다 Ricercare (e.g. mentre si fa il PhD) 하다
延期되다 연기되다 Essere ritardato (spostare di data/orario) 되다
延期하다 연기하다 Ritardare, posporre/spostare 하다
連絡하다,

聯絡하다

연락하다 Notificare/comunicare; contattare; connettere (due posti) 하다
聯想하다 연상하다 Fare collegamenti/associazioni 하다
練習하다,

演習하다

:습하다 Fare pratica/esercitarsi 하다
演出하다 :출하다 Produrre (film, spettacoli...); dirigere (grandi eventi, meeting...) 하다
熱中하다 열중하다 Essere assorbito in/essere preso da... 하다
念慮하다 :려하다 Essere preoccupato 하다
豫告하다 :고하다 Notificare in anticipo 하다
豫買하다 :매하다 Comprare in anticipo 하다
豫防하다 :방하다 Prevenire 하다
豫想되다 :상되다 Essere previsto, aspettarsi 되다
豫想하다 :상하다 Prevedere 하다
豫習하다 :습하다 Preparare (materie d'esame e simili) 하다
豫約하다 :약하다 Prenotare 하다
豫定되다 :정되다 Essere pianificato 되다
豫測하다 :측하다 Predire, prevedere 하다
汚染되다 :염되다 Essere inquinato, essere corrotto 되다
完成되다 완성되다 Essere completato/finito 되다
完成하다 완성하다 Completare/finire 하다
外面하다 :면하다 Ignorare; guardare in un'altra direzione 하다
外出하다 :출하다 Uscire (di casa, dal posto di lavoro...) 하다
要求되다 요구되다 Essere richiesto 되다
要求하다 요구하다 Richiedere 하다
料理하다 요리하다 Cucinare; "cucinare"/manipolare qualcuno (slang) 하다
要約하다 요약하다 Riassumere 하다
要請하다 요청하다 Richiedere (a qualcuno di fare qualcosa) 하다
辱하다 욕하다 Insultare 하다
容恕하다 용서하다 Perdonare 하다
優勝하다 우승하다 Vincere (in una competizione) 하다
運動하다 :동하다 Fare esercizio fisico/ginnastica 하다
運營하다 :영하다 Gestire (business, gruppi...) 하다
運轉하다 :전하다 Maneggiare (un macchinario); guidare (l'automobile) 하다
願하다 :하다 Sperare 하다
慰勞하다 위로하다 Consolare, confortare 하다
違反하다 위반하다 Violare, contravvenire, infrangere (leggi, regole) 하다V
位置하다 위치하다 Trovarsi, essere situato in/a... 하다
爲하다 위하다 Fare (per qualcuno), fare un favore a..., avere una buona

considerazione di...

하다
誘發하다 유발하다 Cusare/provocare 하다
留意하다 유의하다 Fare attenzione a... 하다
維持되다 유지되다 Essere tenuta/mantenuta (una situazione così come è) 되다
維持하다 유지하다 Tenere/mantere (una situazione così come è) 하다
流行하다 유행하다 Scatenarsi (epidemie); essere popolare/di moda 하다
應答하다 :답하다 Rispondere 하다
議論하다 의논하다 Discutere 하다
意味하다 :미하다 Significare 하다
意識하다 :식하다 Essere conscio di... 하다
疑心하다 의심하다 Dubitare di..., non avere fiducia di... 하다
依存하다 의심하다 - - - 하다
依支하다 의지하다 Appoggiarsi a...; contare su... 하다
依하다 의하다 Basarsi su... 하다
移動하다 이동하다 Muovere/spostare 하다
移徙하다 이사하다 Traslocare 하다
利用되다 :용되다 Essere utilizzato/usato/sfruttato 되다
利用하다 :용하다 Utilizzare/usare/sfruttare 하다
理解되다 :해되다 Essere capito/compreso (argomenti; qualcuno) 되다
理解하다 :해하다 Capire/comprendere (argomenti; qualcuno) 하다
離婚하다 :혼하다 Divorziare 하다
人事하다 인사하다 Salutare; essere cortese e grato; presentarsi 하다
認識하다 인식하다 Riconoscere/essere consapevole di... 하다
認定되다 인정되다 Essere riconosciuto/accettato come vero 되다
認定하다 인정하다 Riconoscere/accettare come vero 하다
因하다 인하다 Essere causato da... 하다
一致하다 일치하다 Uniformare 하다
妊娠하다,

姙娠하다

:신하다 Essere incinta 하다
入力하다 입력하다 Inserire in input 하다
入社하다 입사하다 Entrare in un'azienda/company 하다
入院하다 입원하다 Essere ospedalizzato 하다
入學하다 입학하다 Iscriversi in una scuola 하다
刺戟하다 :극하다 Stimolare 하다
自殺하다 자살하다 Uccidersi, suicidarsi 하다
作成하다 작성하다 Riempire/compilare (un documento); compiere (gesta degne di nota) 하다
作用하다 작용하다 Funzionare 하다
適用되다 적용되다 Eseguire/applicare 되다
適用하다 적용하다 Eseguire/applicare 하다
適應하다 적응하다 Adattare 하다
展開되다 :개되다 Incominciare (un lavoro); espandere/spiegare; spiegare (dettagli) 되다
展開하다 :개하다 Spiegare; espandere/spiegare; condurre (un lavoro) 하다
專攻하다 전공하다 Specializzarsi in... 하다
傳達되다 전달되다 - - - 하다
傳達하다 전달하다 - - - 하다
展望하다 :달하다 - - - 하다
展示되다 :시되다 Essere esibito/in esibizione 되다
展示하다 :시하다 Esibire 하다
傳하다 전하다 Rimanere/tramandarsi; tramandare; passare di mano;

comunicare (notizie, pensieri...)

하다
電話하다 :화하다 Telefonare, chiamare (per telefono o cellulare) 하다
轉換하다 :환하다 Cambiare (solitamente la direzione) 하다
節約하다 절약하다 Risparmiare 하다
接近하다 접근하다 Avvicinarsi; approcciare (un partner) 하다
接하다 접하다 Incontrarsi con; apprendere (una notizia/informazione);

"diventare uno sciamano accogliendo un fantasma nella propria anima"

하다
整理되다 :리되다 Essere ordinato; essere rimosso; essere interrotta (relazione) 되다
整理하다 :리하다 Organizzare; categorizzare; rimuovere (il superfluo);

interrompere (una relazione); aggiornare/produrre

(la lista di movimenti bancari)

하다
定하다 :하다 Decidere; decidersi; stabilire 하다
除去하다 제거하다 Eliminare, sbarazzarsi di... 하다
提供하다 제공하다 Dare/offrire 하다
除隊하다 제대하다 Licenziarsi (finire la leva militare) 하다
提示되다 제시되다 Essere presentato (un piano); essere prodotto/presentato (prove) 되다
提示하다 제시하다 Presentare (un piano); produrre/presentare (prove) 하다
提案하다 제안하다 Suggerire/consigliare 하다
除外되다 제외되다 Essere escluso 되다
除外하다 제외하다 Escludere 되다
提議하다 제의하다 Suggerire/consigliare 하다
製作하다 :작하다 Produrre (solitamente oggetti d'arte) 하다
提出하다 제출하다 Esprimere (un'opinione), mostrare (documenti) 하다
制限되다 :한되다 Essere limitato 되다
制限하다 :한하다 Limitare, porre un limite 하다
調査하다 조사하다 Indagare/investigare 하다
操心하다 :심하다 Essere cauto 하다
調節하다 조절하다 Tenere sotto controllo/bilanciato 하다
調整하다 조정하다 Aggiustare 하다
調和되다 조화되다 Andare d'accordo con... 되다
尊敬하다 존경하다 Ammirare 하다
存在하다 존재하다 Esistere 하다
尊重하다 존중하다 Rispettare 하다
卒業하다 졸업하다 Laurearsi 하다
綜合하다 종합하다 Raccogliere/mettere insieme 하다
注文하다 :문하다 Ordinare (un prodotto); richiedere 하다
注意하다 :의하다 Fare attenzione; concentrarsi 하다
主張하다 주의하다 - - - 하다
:車하다 주차하다 Parcheggiare 하다
準備되다 :비되다 Essere preparato 되다
準備하다 :비하다 Preparare 하다
中斷되다 중단되다 Essere stoppato/sospeso/interrotto 되다
中斷하다 중단하다 Stoppare/sospendere/interrompere 하다
重要視하다 :요시하다 Considerare importante 하다
增加하다 증가하다 Aumentare/incrementare/crescere 하다
證明하다 증명하다 Dimostrare; verificare 하다
支給하다 지급하다 Pagare 하다
指導하다 지도하다 Guidare/istruire 하다
支配하다 지배하다 Governare/dominare (un gruppo) 하다
支拂하다 지불하다 Pagare, sborsare denaro 하다
持續되다 지속되다 Durare/continuare 되다
指示하다 지시하다 Indicare; comandare/ordinare 하다
支援하다 지원하다 Supportare/aiutare 하다
指摘되다 지적되다 Indicare; criticare 되다
指摘하다 지적하다 Indicare; criticare 하다
診斷하다 :단하다 Diagnosticare; esaminare 하다
進出하다 :출하다 Espandere 하다
進行되다 :행되다 Progredire (riferito al movimento o a cose che progrediscono) 되다
進行하다 :행하다 Progredire (riferito al movimento o a cose che progrediscono) 하다
質問하다 질문하다 Chiedere, fare una domanda 하다
斟酌하다 짐작하다 Stimare 하다
集中되다 집중되다 Essere concentrato/raccolto; essere concentrato su... 되다
集中하다 집중하다 Concentrare/raccogliere; contentrarsi su... 하다
錯覺하다 착각하다 Prendere un abbaglio 하다
贊成하다 :성하다 Appoggiare (idee, opinioni...) 하다
參加하다 참가하다 Partecipare a... 하다
參考하다 참고하다 Consultare, fare riferimento a (libri) 하다
參席하다 참석하다 Presenziare/partecipare a... 하다
參與하다 참석하다 Presenziare/partecipare a... 하다
創造하다 :조하다 Creare; inventare 하다
淸掃하다 청소하다 Pulire 하다
請하다 청하다 Chiedere (di fare qualcosa); invitare; provare a dormire 하다
體驗하다 체험하다 Fare esperienza di... (svolgendo qualcosa da solo) 하다
招待하다 초대하다 Invitare a (feste ecc.) 하다
招請하다 초청하다 invitare a (feste ecc.) 하다
追加되다 추가되다 Essere aggiunto 되다
追加하다 추가하다 Aggiungere 하다
推進하다 추진하다 Spingere in avanti; procedere in avanti (con progetti) 하다
推薦하다 추진하다 - - - 하다
祝賀하다 축하하다 Congratularsi con... 하다
出勤하다 출근하다 Andare al lavoro 하다
出發하다 출발하다 Andarsene da...; iniziare/incominciare 하다
出席하다 출석하다 Presenziare a..., essere presente a... 하다
出演하다 출연하다 Apparire (su palco, in film...) 하다
出現하다 출현하다 Apparire/comparire 하다
衝突하다 충돌하다 Collidere/impattare con/andare addosso a... 하다
取消하다 :소하다 Cancellare, annullare, revocare 하다
取하다 :하다 Prendere; assumere una posa; prendere a prestito 하다
醉하다 :하다 Essere ubriaco/sbronzo; essere intossicato;

essere affascinato/inebriato/ammaliato/incantato

하다
治療하다 치료하다 Curare/trattare (malattie, ferite...) 하다
漆하다 칠하다 Tingere/pitturare/dipingere 하다
稱讚하다 칭찬하다 Fare i complimenti a, congratularsi/complimentarsi con 하다
誕生하다 :생하다 Essere nato; essere fondato 하다
脫出하다 탈출하다 Scappare (da posti o situazioni) 하다
擇하다 택하다 Scegliere/selezionare 하다
討論하다 토론하다 Discutere/dibattere 하다
吐하다 :하다 Emettere (fiamme, gas, fumo...); gridare; vomitare 하다
通過하다 통과하다 Passare/attraversare; passare (esami); passare oltre (un punto in

cui ci si dovrebbe fermare); passare/essere approvato

하다
統一하다 :일하다 Unificare; standardizzare; concentrarsi su... 하다
通하다 통하다 Passare/circolare; fluire (acque, corrente elettrica); avere senso;

essere accettabile; essere noto come; portare a/"leads to" (un posto);

utilizzare come medium; durare; basarsi su; formare (una relazione);

essere comunicato

하다
退勤하다 :근하다 Ritornare dal lavoro 하다
退院하다 :원하다 Lasciare l'ospedale, essere dimesso 하다
破壞하다 :괴하다 Distruggere/devastare (anche cose astratte) 하다
把握하다 파악하다 Afferrare (il concetto, la situazione) 하다
判斷하다 파악하다 - - - 하다
販賣하다 파악하다 - - - 하다
販賣하다 판매하다 Vendere 하다
評價되다 :가되다 Essere stimato 되다
評價하다 :가하다 Stimare 하다
抛棄하다 :기하다 Arrendersi; rinunciare a... 하다
包含되다 포함되다 Essere incluso/contenuto/compreso 되다
包含하다 포함하다 Includere/contenere/comprendere 하다
表示하다 표시하다 Esprimere (sentimenti, opinioni...) 하다
表現되다 표현되다 Essere espresso/manifestato (pensieri e sentimenti, in vari modi) 되다
表現하다 표현하다 Esprimere/manifestare (pensieri e sentimenti, in vari modi) 하다
避하다 :하다 Evitare (cose spiacevoli; anche riferito a giorni che non portano fortuna

e alla pioggia e simili); nascondersi

하다
한盞하다 한잔하다 Farsi un bicchiere (di bevande non alcoliche) 하다
限定되다 한잔되다 - - - 하다
限定하다 한정하다 - - - 하다
限하다 :하다 Essere limitato/ristretto 하다
合格하다 합격하다 Passare (un test, un controllo/ispezione); essere eligibile/qualificato 하다
合하다 합하다 Combinare; essere adeguato; aggiungere/addizionare 하다
解決되다 :결되다 Essere risolto (un problema), essere completato (un task) 되다
解決되다 :결하다 Risolvere (un problema), completare (un task) 하다
該當되다 해당되다 Corrispondere a..., equivalere a... 되다
該當하다 해당하다 Corrispondere a..., equivalere a... 하다
解釋하다 :석하다 Interpretare 하다
解消하다 :소하다 Risolvere (problemi); dissolvere/sciogliere (gruppi, organizzazioni...) 하다
行動하다 행동하다 Agire 하다
行하다 행하다 Fare/performare (un task) 하다
向上되다 :상되다 Migliorare/fare progressi 되다
向하다 :하다 Essere orientato verso; puntare su (un obiettivo); procedere

verso (un obiettivo); orientare verso...

하다
許諾하다 허락하다 Approvare/accettare (richieste) 하다
許容되다 허용되다 Essere permesso/concesso 되다
許容하다 허용하다 Permettere/concedere 하다
形成되다 형성되다 Essere formato 되다
形成하다 형성하다 Formare 하다
擴大되다,

廓大되다

확대되다 Essere allargato, essere espanso/esteso 되다
擴大하다,

廓大하다

확대하다 Allargare, espandere/estendere 하다
確立하다 확립하다 Costruire/stabilire 하다
擴散되다 확산되다 Essere diffuso; essere sparpagliato 되다
確信하다 확신하다 Essere convinto/certo, credere fermamente 하다
確認되다 확인되다 Essere confermato/controllato e verificato 되다
確認하다 확인하다 Confermare/controllare e verificare 되다
歡迎하다 환영하다 Dare il benvenuto a... 하다
活動하다 활동하다 Muoversi; agire; fluire (e.g. lava dal vulcano) 하다
活用하다 활용하다 Usare/utilizzare; coniugare (in grammatica) 하다
回復되다,

恢復되다

회복되다 Essere guarito da...; essere restaurato 되다
回復하다,

恢復하다

회복하다 Guarire da...; restaurare 하다
:道하다 효도하다 Essere filiale, avere la pietas 하다
後悔하다 :회하다 Pentirsi 하다
興奮하다 흥분하다 Essere eccitato 하다
希望하다 희망하다 Sperare 하다
犧牲하다 희생하다 Sacrificare 하다

I verbi non sino-coreani che finiscono con "-hada" sono abbastanza rari; dai primi 600 vocaboli su 6000 TOPIK (2006) si estraggono 그리워하다, 기뻐하다, 노래하다, 괴로워하다, 구경하다, 걱정하다, 걱정되다, 같이하다, 달리하다, 다짐하다, 다하다, 되풀이되다, 되풀이하다, 두려워하다. Svariati verbi possono essere preceduti dall'avverbio cinese 再 재:, che significa "di nuovo, nuovamente". Il suo quasi-sinonimo nativo coreano è 되 (e.g. 세우다 costruire; 되세우다 ricostruire). Altre volte si può trovare 大 대ː, che all'incirca significa "in pompa magna; molto/largamente". Queste sillabe vengono dette "prefissi", che fanno parte della categoria generica degli "affissi" (접사, 接辭), cioè sillabe che si possono attaccare a una radice. Il contrario del prefisso è il "suffisso", che si attacca in fondo a radici per ottenere verbi, aggettivi, avverbi e altri nomi comuni. Per esempio, 家 가 indica il mestiere a partire da informazioni nella radice.

Sistema dei morfemi onorifici nel sistema verbale[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema coreano dei gradi di cortesia (onorativo) è piuttosto complesso. Il verbo coreano descrive attraverso forme diverse il contesto sociale della comunicazione. Per questo le forme di cortesia assumono una posizione determinante in base al rapporto tra il parlante e l'ascoltatore (p.e. onorativo I e onorativo II) oppure con il soggetto della frase (p.e. infisso onorativo -si-). Diversamente dal "lei" italiano, nella scelta della forma di cortesia non ha in principio molta importanza il rapporto di conoscenza tra interlocutori. Infatti anche il meno anziano di due fratelli può pretendere l'uso di forme di cortesia. Parallelamente ai cambiamenti nella struttura sociale si sta arrivando al livellamento e alla svalorizzazione delle forme di cortesia.

Una divisione dei registri del parlato non è regolata in maniera uniforme nella letteratura. Le diverse forme di cortesia possono essere in parte utilizzate di pari passo. I due registri del parlato importanti che si incontrano più di frequente nel parlato quotidiano sono l'onorifico I e l'onorifico II e corrispondono entrambi all'italiano "lei". In coreano, per esempio, devono essere sempre anteposti.

Onorifico I[modifica | modifica wikitesto]

Questa forma viene costruita tramite la forma verbale composta e il suffisso 요 -yo . In origine era usata soltanto nel dialetto di Seul principalmente da parlanti di sesso femminile, ma è ora estesa a tutta la Corea e ad entrambi i sessi. Viene utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di estranei di rango uguale o inferiore, ma non tra adulti in rapporto di amicizia.

Onorifico II[modifica | modifica wikitesto]

Questa forma viene costruita tramite la radice verbale e il suffisso ㅂ니다 / 습니다 -bnida / -seubnida (o ㅂ니까 / 습니까 -bnikka / -seubnikka nelle frasi interrogative). Viene tuttavia utilizzata nella maggior parte dei casi (ma non esclusivamente) nei confronti di anziani, di persone di rango sociale verosimilmente più alto o in occasioni formali, in particolar modo quando a più persone viene rivolta la parola. Anche gli annunciatori della televisione utilizzano questo livello linguistico.

Infisso onorifico -shi-[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte dei verbi possono essere dotati dell'infisso onorifico 시 -shi- in aggiunta alla forma onorifica. Questo infisso può per esempio comparire quando due interlocutori chiacchierano ad un registro linguistico inferiore, ma discutono di una persona di rango sociale maggiore non presente. Allo stesso modo si può costruire una forma particolarmente cortese.

Registro di cortesia nelle forme verbali composte[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di forme interlocutorie nelle forme verbali composte è sostanzialmente possibile e corrisponde dal punto di vista della cortesia ad un registro appena inferiore all'italiano "tu". Nei confronti di bambini piccoli, amici molto stretti e alcuni membri della famiglia è la norma, mentre non viene quasi mai impiegato nei confronti della maggior parte degli adulti, a meno che il parlante non intenda scatenare una lite.

Forme di saluto[modifica | modifica wikitesto]

In Corea, per esempio la comune forma di saluto deve essere anteposta alle diverse forme onorifiche.

안녕 annyeong accettabile solo tra amici stretti
안녕 하세요 annyeong haseyo Onorifico I + infisso onorifico: comune formula di saluto di cortesia normale. "Che lei possa avere pace!"
안녕 하십니까? annyeong hasimnikka? Onorifico II + Infisso onorifico: forma di saluto più cortese. "Lei ha pace, caro signore/cara signora?"

Avverbi in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Nella tabella sottostante, sono indicati tutti gli avverbi sino-coreani che finiscono in -hi e -ro. -Hi è il suffisso avverbiale più produttivo in coreano (non tutti gli avverbi devono finire con un suffisso avverbiale).

Avverbio

(hanja)

Hangeul Significato Suffisso

avverbiale

簡單히 간단히 In breve; con leggerezza; facilmente
艱辛히 간신히 Con molti sforzi
敢히 : Senza vergogna, impudentemente;

coraggiosamente

强力히 강력히 Con forza
空然히 공연히 Invano
宏壯히 굉장히 In modo eccellente; enormemente
極히 극히 Molto, estremamente
急激히 급격히 Rapidamente
急速히 급속히 Rapidamente
急히 급히 In fretta; urgentemente
多幸히 다행히 Fortunatamente
單純히 단순히 In modo semplice
當然히 당연히 Naturalmente
大體로 :체로 All'incirca; perlopiù
到底히 :저히 Per niente, affatto
別로 별로 Specialmente; particolarmente
分明히 분명히 Chiaramente; fermamente; sicuramente
相當히 상당히 Abbastanza
徐徐히 :서히 Gradualmente
所重히 :중히 Preziosamente
疏忽히 소홀히 In modo indifferente
率直히 솔직히 Onestamente
隨時로 수시로 Spesso
實로 실로 Realmente/davvero
實際로 실제로 In effetti
安寧히 안녕히 In pace
如前히 여전히 Come prima
熱心히 열심히 Con entusiasmo
永遠히 :원히 Per sempre, in eterno
完全히 완전히 Completamente
偶然히 우연히 Accidentalmente
意外로 :외로 Inaspettatamente
仔細히 자세히 Con precisione, in dettaglio
自然히 자연히 In modo naturale
適當히 적당히 In modo adeguato
絶對로 절대로 Mai
正말로 :말로 Davvero/veramente/per davvero
正確히 :확히 In modo accurato, con accuratezza
主로 주로 Di solito, solitamente
眞實로 진실로 Davvero/veramente/per davvero
至極히 지극히 Estremamente, molto
徹底히 철저히 Perfettamente
充分히 충분히 Abbastanza
特別히 특별히 Particolarmente, specialmente
特히 특히 Particolarmente, specialmente
便히 편히 Con comodità
確實히 확실히 Sicuramente
活潑히 활발히 Con vigore, in modo energico

Aggettivi in coreano[modifica | modifica wikitesto]

Gli aggettivi, se sono parole native coreane, finiscono tipicamente in 다 e raramente con altri suffissi, come 롭다 e 르다; se sono sino-coreani (e cioè hanno la radice cinese), finiscono in 하다 e, più sporadicamente, in 스럽다; altri suffissi ancora, come 롭다, 다르다 e 없다 (indica il concetto di "non avere..."), sono rari. Si elencano sotto gli aggettivi sino-coreani più diffusi in coreano con la versione in hanja.

Aggettivi

(hanja)

Hangeul Traduzione Suffisso

aggettivale

可能하다 :능하다 Possibile, fattibile 하다
簡單하다 간단하다 Semplice 하다
簡便하다 간편하다 Semplice e comodo 하다
感謝하다 :사하다 Grato 하다
强力하다 강력하다 Forte, potente; tenace;

molto probabile

하다
强烈하다 강력하다 - - - 하다
强하다 강하다 Forte, potente, resistente, intenso 하다
巨大하다 :대하다 Enorme, gigantesco 하다
健康하다 :강하다 In buona salute 하다
健全하다 :전하다 Sano/salutare 하다
乾燥하다 건조하다 Secco, disidratato, arido

(anche in senso lato)

하다
高級스럽다 고급스럽다 Di lusso, esclusivo, deluxe 스럽다
苦痛스럽다 고통스럽다 Doloroso 스럽다
困難하다 :란하다 Difficile/imbarazzante (situazione) 하다
宏壯하다 굉장하다 Gigantesco; meraviglioso, eccellente 하다
貴重하다 :중하다 Prezioso/di valore 하다
貴하다 :하다 Nobile; venerabile; raro; prezioso 하다
急하다 급하다 Urgente; impaziente; critico/serio;

rapido (ritmo, scorrere delle acque...)

하다
多樣하다 다양하다 Diversi l'uno dall'altro 하다
多情하다 다정하다 Amichevole, affettuoso 하다
單純하다 단순하다 Semplice e spartano; sempliciotto;

insignificante

하다
堂堂하다 단순하다 - - - 하다
當然하다 당연하다 Naturale e giustificabile 하다
獨特하다 독특하다 Unico (nella sua specie) 하다
毒하다 독하다 Velenoso; forte (sapore, odore);

freddo e distaccato; fermo/resiliente

하다
同一하다 동일하다 Identico/essere lo stesso 하다
滿足스럽다 만족스럽다 Soddisfatto 스럽다
滿足하다 만족하다 Soddisfatto 하다
明確하다 명확하다 Ovvio/chiaro 하다
無關心하다 무관심하다 Indifferente 하다
無理하다 무리하다 Impraticabile/fuori portata; irragionevole 하다
無事하다 무사하다 Intatto, sano e salvo 하다
無意味하다 무의미하다 Insignificante 하다
無責任하다 무책임하다 Irresponsabile 하다
未安하다 미안하다 Dispiaciuto; parola per scusarsi 하다
密接하다 밀접하다 Intimo; molto vicino 하다
複雜하다 복잡하다 Complesso; affollato; disordinato 하다
不足하다 부족하다 Insufficiente, inadeguato 하다
分明하다 분명하다 Chiaro/distinto, evidente 하다
奔走하다 분주하다 Impegnato, indaffarato, affaccendato 하다
不可能하다 불가능하다 Impossibile (niente allung. vocalico) 하다
不可避하다 불가피하다 Inevitabile (niente allung. vocalico) 하다
不過하다 불과하다 Essere soltanto... 하다
不利하다 불리하다 Svantaggioso 하다
不安하다 불안하다 Ansioso; insicuro 하다
不完全하다 불완전하다 Incompleto; imperfetto 하다
不便하다 불편하다 Sconveniente; scomodo; difficile (relazione) 하다
不平等하다 불평등하다 Ingiusto/sbilanciato 하다
不必要하다 불필요하다 Non necessario 하다
不幸하다 불행하다 Infelice, triste 하다
不確實하다 불확실하다 Non certo/sicuro 하다
些少하다 사소하다 Triviale/insignificante 하다
相當하다 상당하다 Rispettabile; considerevole; commisurato a... 하다
爽快하다 :쾌하다 Rinfrescante 하다
鮮明하다 선명하다 Chiaro/evidente 하다
誠實하다 성실하다 Sincero 하다
素朴하다 소박하다 Semplice/spoglio/disadorno 하다
所重하다 :중하다 Prezioso, di valore 하다
:傷하다 속상하다 Deluso 하다
率直하다 솔직하다 Onesto/franco 하다
純粹하다 순수하다 Puro; innocente 하다
純眞하다 순진하다 Innocente, ingenuo/naïve 하다
順하다 :하다 Docile/gentile; facile 하다
神奇하다 신기하다 Misterioso e affascinante 하다
新鮮하다 신선하다 Nuovo/originale; fresco (frutta, pesci...) 하다
迅速하다 :속하다 Veloce 하다
愼重하다 :중하다 Attento 하다
深刻하다 :각하다 Serio/grave 하다
甚하다 :하다 Serio/grave (livello); annoiato 하다
安寧하다 안녕하다 Calmo, in pace 하다
安全하다 안전하다 Sicuro 하다
冶하다 :하다 Erotico 하다
弱하다 약하다 Debole (corporatura, volontà, abilità), gracile 하다
語塞하다 :색하다 Imbarazzato; assurdo/illogico; strampalato 하다
抑鬱하다 억울하다 Frustrato 하다
嚴格하다 엄격하다 Stretto/rigoroso 하다
嚴肅하다 엄숙하다 Solenne 하다
如前하다 여전하다 Essere come prima 하다
軟하다 :하다 Soffice/tenero; chiaro (colore) 하다
永遠하다 :원하다 Eterno 하다
完璧하다 완벽하다 Perfetto 하다
完全하다 완전하다 Completo 하다
勇敢하다 :감하다 Coraggioso 하다
優秀하다 우수하다 Eccellente 하다
優雅하다 우아하다 Elegante, raffinato 하다
憂鬱하다 우울하다 Malinconico, essere giù di spirito/morale 하다
偉大하다 위대하다 Grande, enorme 하다
危險하다 위험하다 Pericoloso; rischioso 하다
有能하다 :능하다 Abile, capace, competente 하다
有利하다 :리하다 Favorevole, vantaggioso 하다
有名하다 :명하다 Famoso/popolare 하다
類似하다 :사하다 Simile 하다
隱隱하다 은은하다 Vago/indistinto; distante (suono); leggero

(odore, sapore)

하다
異常하다 :상하다 Strano, inusuale, anormale; sospettoso, dubbioso 하다
一定하다 일정하다 Uniforme; costante; regolare; un certo...

(orario, posto, tipo, modo, quantità...)

하다
仔細하다 자세하다 Dettagliato, particolareggiato 하다
自然스럽다 자연스럽다 Naturale; ragionevole/naturale 스럽다
適當하다 적당하다 Adeguato; accettabile 하다
適切하다 적절하다 Appropriato; giusto (e.g. il posto/momento giusto) 하다
適合하다 적합하다 Adeguato 하다
正直하다 :직하다 Onesto 하다
正確하다 :확하다 Accurato 하다
操心스럽다 :심스럽다 Cauto 스럽다
罪悚하다 :송하다 Dispiaciuto/pentito 하다
主要하다 주요하다 Principale 하다
重大하다 :대하다 Significante 하다
重要하다 :요하다 Importante 하다
眞實하다 진실하다 Onesto, sincero 하다
眞摯하다 진지하다 Serio 하다
津하다 진하다 Denso; scuro (colore); pesante (gusto, odore);

profondo/forte (emozione)

하다
猖披하다 창피하다 Imbarazzato 하다
徹底하다 철저하다 Completo e approfondito; perfetto 하다
焦燥하다 초조하다 Nervoso, ansioso 하다
村스럽다 :스럽다 villanesco/di uomo di campagna (insulto) 스럽다
充分하다 충분하다 Sufficiente, essere abbastanza 하다
親切하다 친절하다 Gentile; ospitale 하다
親하다 친하다 Caro (in senso di affetto) 하다
沈着하다 침착하다 Calmo, composto 하다
卓越하다 탁월하다 Eccellente/distinto 하다
透明하다 투명하다 Chiaro/trasparente; chiaro/comprensibile 하다
特別하다 특별하다 Speciale 하다
特異하다 특이하다 Inusuale/unico 하다
特定하다 특정하다 Specificicato/specifico 하다
便利하다 편리하다 Comodo da usare, maneggevole 하다
便安하다 편안하다 Comodo/rilassato 하다
便하다 편하다 Comodo/rilassato; Comodo da usare,

maneggevole

하다
平凡하다 평범하다 Ordinario/comune/usuale 하다
豊富하다 풍부하다 Pieno/abbondante/ricco di... 하다
疲困하다 피곤하다 Stanco, affaticato, esausto 하다
疲勞하다 피로하다 Stanco, affaticato, esausto 하다
必要하다 필요하다 Necessario 하다
閑暇하다 한가하다 Senza fretta, con comodo 하다
幸福하다 :복하다 Felice, contento, gioioso 하다
華麗하다 화려하다 Colorato/splendente; stravagante;

retorica/ornata (frase); distinto (come carriera)

하다
確實하다 확실하다 Certo/sicuro 하다
活潑하다 활발하다 Vivace; attivo 하다

Almeno un aggettivo in coreano deriva da una parola inglese: 세련되다 ("essere sexy"). Il suffisso -doeda è abbastanza raro negli aggettivi.

Sostantivi e particelle[modifica | modifica wikitesto]

I sostantivi coreani non hanno sostanzialmente né genere né numero né caso.

Tuttavia a seconda della necessità si può aggiungere una marca grammaticale corrispondente come posposizione. La tabella seguente mostra una lista delle possibili posposizioni. (Non pretende di essere in alcun modo completa.)

Con parola terminante in consonante Con parola terminante in vocale Utilizzo
-i -ga Nominativo
-eun -neun Tema della frase (può anche coincidere con il soggetto)
께서 께서 Nominativo Onorifico
Genitivo
에게 에게 Dativo (solo per persone)
한테 한테 Dativo (anche per animali)
Dativo Onorifico
Accusativo
Espansione locale (in concomitanza di verbi di movimento)
Stato in luogo
Tempo determinato
에서 에서 Stato in luogo (con attività e verbi di qualità)
에서 에서 Moto da luogo
부터 부터 Da (con tempo determinato)
까지 까지 Fino a (con espansioni locali e temporali)
Numerale
insieme a <qualcuno> (spesso in concomitanza di 함께)
으로 Direzione
으로 Mezzo
Plurale
Anche

Il genere viene determinato, a seconda delle necessità, da un prefisso:

남- (男) maschile
여- (女) femminile
수- maschile (con animali)

(in cinese si usa 公 o 雄)

암- femminile (con animali)

(in cinese si usa 母 o 雌)

I sostantivi possono anche essere omessi purché il tema e il rema dell'enunciato possano essere dedotti dal contesto. Una tipica frase coreana può così presentarsi anche completamente senza sostantivi.

Minoranze coreane in altri paesi[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio della Repubblica popolare cinese è presente una minoranza coreana (Joseonjok (조선족?, 朝鮮族?)), chiamata Chaoxianzu. Inoltre il coreano ha lo status di lingua ufficiale minoritaria riconosciuta ed è co-ufficiale nella prefettura autonoma coreana di Yanbian.
Nelle repubbliche dell'Asia centrale già facenti parte dell'Unione Sovietica vive una minoranza coreana denominata Koryeoin (고려인?, 高麗人?) o Goryeosaramdeul (고려사람들?, 高麗사람들?). Altre minoranze di rilievo al di fuori delle due entità statali coreane si trovano in Giappone e negli USA. Anche in Germania sono presenti gruppi rilevanti di coreani. In Argentina vivono 35.000 coreani, ma la comunità coreano-iberoamericana più rilevante è quella presente in Brasile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jae Jung Song, The Korean language: structure, use and context, Routledge, 2005, p. 15, ISBN 978-0-415-32802-9..
  2. ^ Lyle Campbell e Mauricio Mixco, Korean, A language isolate, in A Glossary of Historical Linguistics, University of Utah Press, 2007, pp. 7, 90–91.
    «most specialists... no longer believe that the... Altaic groups... are related […] Korean is often said to belong with the Altaic hypothesis, often also with Japanese, though this is not widely supported».
    .
  3. ^ David Dalby, The Register of the World's Languages and Speech Communities, Linguasphere Press, 1999–2000..
  4. ^ Nam-Kil Kim, Korean, in International Encyclopedia of Linguistics, vol. 2, 1992, pp. 282–86.
    «scholars have tried to establish genetic relationships between Korean and other languages and major language families, but with little success».
    .
  5. ^ András Róna-Tas, The Reconstruction of Proto-Turkic and the Genetic Question, in The Turkic Languages, Routledge, 1998, pp. 67–80.
    «[Ramstedt's comparisons of Korean and Altaic] have been heavily criticised in more recent studies, though the idea of a genetic relationship has not been totally abandoned».
    .
  6. ^ Claus Schönig, Turko-Mongolic Relations, in The Mongolic Languages, Routledge, 2003, pp. 403–19.
    «the 'Altaic' languages do not seem to share a common basic vocabulary of the type normally present in cases of genetic relationship».
    .

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • B. Lewin; T. Kim. Einführung in die koreanische Sprache. Heilbronn, 1974.
  • Lee, Ki-Moon. Geschichte der koreanischen Sprache. Wiesbaden, 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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