Goryeo

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Goryeo
Goryeo – BandieraGoryeo - Stemma
Koryo map.png
Dati amministrativi
Nome completoRegno di Goryeo
Nome ufficiale高麗國
Lingue parlatecoreano medio
CapitaleGaegyeong
(919-1232; 1270-1390; 1391-1392)

Ganghwa
(1232-1270)

Namgyeong
(1390-1391)
Dipendente daImpero mongolo (1270-1356)
Politica
Forma di governoMonarchia
Nascita15 giugno 918 con Taejo
Fine17 luglio 1392 con Gongyang
Territorio e popolazione
Bacino geograficoCorea
Religione e società
Religioni preminentiBuddismo coreano, confucianesimo coreano, taoismo coreano, sciamanesimo coreano
Evoluzione storica
Preceduto daSilla unificato
Baekje posteriore
Taebong
Balhae
Succeduto daJoseon
Ora parte diCorea del Nord Corea del Nord
Corea del Sud Corea del Sud

Goryeo (고려?, 高麗?, KoryŏMR) fu un regno coreano fondato nel 918 da re Taejo, che unificò i Tre regni posteriori nel 936 e governò la maggior parte della penisola coreana finché non fu sostituito da Joseon nel 1392. Goryeo espanse i confini della Corea a Wonsan nel nord-est (936–943), al fiume Yalu (993) e infine a quasi tutta la penisola (1374). Dal suo nome deriva l'esonimo "Corea"[1].

Due dei prodotti più famosi di questo periodo furono le ceramiche celadon e i Tripitaka Koreana, le sacre scritture buddhiste (Tripiṭaka) incise su 80.000 tavolette di legno conservate al tempio Haein. Il più antico libro stampato a caratteri mobili sopravvissuto, il Jikji, fu stampato nel 1377[2].

Nel 668, Silla conquistò Baekje e Goguryeo stringendo un'alleanza con la Cina della dinastia Tang, ma, per la fine del nono secolo, si ritrovò a vacillare, poiché i suoi sovrani erano privi di fantasia e pressati dal potere di potenti uomini di stato. Molti ladri e fuorilegge iniziarono ad agitarsi, e nel 900 Gyeon Hwon si ribellò al controllo di Silla nella regione del Jeolla, creando il Baekje posteriore; l'anno seguente, anche Gung Ye si ribellò nelle regioni settentrionali, dando vita al Taebong (Goguryeo posteriore). Il figlio di un signorotto locale, Wang Geon, diventò un generale di quest'ultimo regno.

Taebong cadde nel 918 quando Wang Geon si ribellò e uccise Gung Ye, venendo incoronato Taejo di Goryeo a giugno dello stesso anno. Silla fu sopraffatto da Goryeo e Baekje, e si arrese al primo nel 935. Nel 936, anche Baekje si arrese e, in seguito, un'unica dinastia governò Goryeo ininterrottamente per 474 anni, anche se il governo fu controllato dai capi del regime militare tra il 1170 e il 1270.

Entro la fine del XIII secolo, dopo quasi trent'anni di guerra contro i Mongoli della dinastia Yuan, Goryeo perse la maggior parte del suo potere, ma mantenne un controllo nominale. Anche se re Gongmin riuscì a liberare il suo paese dalla dominazione Yuan a metà del secolo successivo, il generale Yi Seonggye si ribellò e rovesciò re Gongyang nel 1392, incoronandosi Taejo di Joseon. Gongyang fu ucciso nel 1394.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Goryeo (고려?, 高麗?) deriva da Goguryeo (고구려?, 高句麗?), uno dei Tre regni di Corea, che Goryeo considerava suo predecessore[3][4][5][6]. Goguryeo cambiò inoltre nome in Goryeo durante il regno di Jangsu nel quinto secolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Retroscena e fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Scultura raffigurante Wang Geon, fondatore di Goryeo.

Silla, che aveva unificato i Tre regni di Corea nel 668, si indebolì e perse il controllo sui signori locali verso la fine del nono secolo. Il paese entrò in un periodo di guerra civile e ribellioni guidate da Gung Ye, Gi Hwon, Yang Gil e Gyeon Hwon. Gung Ye fondò Taebong, mentre Gyeon Hwon Baekje posteriore. Insieme a Silla unificato, ormai al tramonto, sono noti come Tre regni posteriori.

Wang Geon, che in seguito divenne re Taejo di Goryeo, si unì a Taebong come generale, ma in seguito rovesciò Gung Ye e nel 918 fondò lo stato di Goryeo, che si considerava successore di Goguryeo, in quanto Wang Geon fece risalire la propria stirpe a una famiglia nobile di Goguryeo[7][8].

Goryeo adottò una politica amichevole nei confronti di Silla e ostile nei confronti di Baekje, ma, nel 927, fu sconfitto da Baekje presso Taegu e re Taejo perse i suoi migliori sostenitori nella battaglia. Per tre anni, Baekje dominò i Tre regni posteriori, ma, dopo una sconfitta ad Andong nel 930, perse il suo potere.

L'era dei Tre regni posteriori terminò quando Goryeo annetté Silla nel 935 e sconfisse Baekje posteriore nel 936. Taejo spostò la capitale alla sua città natale, Gaegyeong, e governò la penisola coreana come primo sovrano di Goryeo; sposò anche una figlia della famiglia reale di Silla e permise alla maggior parte della nobiltà di conservare le proprie terre. Governò il regno per sette anni prima che il principe ereditario salisse al trono in seguito alla sua morte e la successione non fu contestata.

Nel 937, un anno dopo l'unificazione dei Tre regni posteriori, gran parte della classe dominante di Balhae e il suo ultimo principe ereditario, Dae Gwang-hyeon, fuggirono a Goryeo. Il principe fu accolto con calore nella famiglia reale, unificando i due regni successori di Goguryeo.

Struttura politica[modifica | modifica wikitesto]

La terminologia usata nella corte di Goryeo non era quella di un regno, ma di un impero. La capitale, Gaegyeong (개경?, 開京?), veniva chiamata "capitale imperiale" (황도?, 皇都?, hwangdoLR) e il palazzo "palazzo imperiale" (황성?, 皇城?, hwangseongLR). La nazione aveva anche più capitali contemporaneamente: Gaegyeong era la capitale principale, mentre Seogyeong, Namgyeong e Donggyeong erano le capitali secondarie. L'uso di questo sistema e l'utilizzo del carattere gyeong (?, ?) nei nomi delle capitali implica che Goryeo funzionasse internamente come impero.

I sovrani di Goryeo usavano i titoli di "imperatore" (황제?, 皇帝?, hwangjeLR) e "imperatore del mare orientale" (해동천자?, 海東天子?, haedongcheonjaLR). Postumamente, non furono consacrati come imperatori, ma con il titolo di "grande re" (대왕?, 大王?, dae-wangLR) tramandato da Goguryeo, e che continuò a essere usato fino alla fine di Joseon. Venivano inoltre usati nomi templari, atipici di un regno. Altri termini come "maestà imperiale" (성상?, 聖上?, seongsangLR), "imperatrice" (황후?, 皇后?, hwanghuLR), "principe ereditario imperiale" (태자?, 太子?, taejaLR), "imperatrice vedova" (태후?, 太后?, taehuLR) e "ordinanza imperiale" (詔 oppure 勅) suggeriscono che Goryeo avesse adottato il sistema di titoli di un impero.

Le dinastie cinesi Song e Liao tollerarono le pretese e le pratiche imperialiste di Goryeo, mentre, dopo l'invasione mongola, furono proibite e i sovrani di Goryeo da Wonjong furono costretti a inserire il carattere "jung" (?, ?), che significa "leale", nei loro nomi postumi, fino al regno di Gongmin. Con la diminuzione del potere mongolo, i sovrani non furono più costretti a inserire il carattere "jung", ma era comunque loro impedito di tornare a usare i nomi templari.

Un'immagine del palazzo di Goryeo.

Per rafforzare il potere del governo centrale, il quarto sovrano Gwangjong emanò diverse leggi, tra le quali una per emancipare gli schiavi nel 958 e un'altra per creare un nuovo esame di Stato per l'assunzione dei funzionari pubblici. Per affermare il potere a livello internazionale, proclamò anche Goryeo un impero indipendente da qualunque altra nazione del tempo.

Il quinto sovrano, Gyeongjong, lanciò una riforma della proprietà terriera chiamata jeonsigwa (전시과?, 田柴科?), mentre il sesto, Seongjong, nominò i funzionari delle aree locali, ai quali prima succedevano i signori. Tra il 993 e il 1019, la guerra con i Kitai devastò il confine settentrionale.

Giunti al regno dell'undicesimo sovrano, Munjong, il governo centrale ottenne l'autorità completa e pieno potere sui signori locali. Munjong e i re successivi enfatizzarono l'importanza del controllo civile della milizia.

Invasione dei Kitai e spedizione dei manciù[modifica | modifica wikitesto]

I manciù nella regione del fiume Yalu erano tributari di Goryeo dal regno di Wang Geon, che aveva chiesto il loro aiuto durante le guerre dei Tre regni posteriori, ma i manciù giurarono fedeltà alternativamente a Liao e Goryeo più volte, approfittando della tensione tra le due nazioni; rappresentando una minaccia potenziale alla sicurezza del confine settentrionale di Goryeo, i manciù offrivano tributi alla corte aspettandosi in cambio doni sontuosi[9]. Secondo il Goryeosa, nel 918 le terre circostanti l'antica capitale di Pyongyang, in rovina da molto tempo, erano usate dai barbari stranieri per cacciare e razziare occasionalmente i confini di Goryeo; di conseguenza, Wang Geon ordinò ai suoi sudditi di ripopolare la città e mandò presto suo cugino Wang Sik-ryeom a difenderla.

Nel 993, il Liao dei Kitai invase il confine nord-ovest di Goryeo con un esercito che il comandante di Liao affermò contasse 800.000 uomini[10][11]. Dopo un momento di stallo[10], il diplomatico di Goryeo Seo Hui raggiunse un accordo tramite un negoziato. Stando ai termini concordati, Goryeo accettava di interrompere l'alleanza con la Cina della dinastia Song, di adottare il calendario di Liao e diventarne uno stato tributario[10][12][13][14][15][16]. Seo Hui negoziò e ottenne il permesso di Liao di annettere la terra tra il confini di Liao e di Goryeo fino al fiume Yalu, allora occupato dalle problematiche tribù manciù, dicendo che in passato quella terra apparteneva a Goguryeo, predecessore di Goryeo[5][10][15]. Con il negoziato, Liao si ritirò, ma Goryeo continuò il dialogo con la dinastia Song[14], avendo rafforzato le sue difese costruendo una fortezza nei territori settentrionali appena ottenuti[10].

Nel 1009, il generale Gang Jo di Goryeo guidò un colpo di stato contro re Mokjong, uccidendolo e instaurando un governo militare[17]. Liao attaccò quindi il regno l'anno seguente con 400.000 soldati, affermando di voler vendicare la morte di Mokjong[13][17]. Gang Jo bloccò il primo attacco, ma fu sconfitto al secondo e giustiziato[10][11]. Re Hyeonjong di Goryeo fu costretto a scappare temporaneamente a Naju, mentre la capitale fu saccheggiata e bruciata dai Kitai[11][12][13][16]. Incapaci di stabilire un punto d'appoggio e temendo un contrattacco da parte degli eserciti coreani riuniti, i Kitai infine si ritirarono[16]. In seguito, il re di Goryeo domandò la pace, ma l'imperatore di Liao chiese che venisse di persona e cedesse delle aree chiave lungo il confine; la corte di Goryeo rifiutò le pretese, portando a un decennio di ostilità tra le due nazioni, durante il quale entrambe fortificarono i confini in preparazione alla guerra[10]. Liao attaccò Goryeo nel 1015, 1016 e 1017, ma i risultati non furono decisivi[10].

Nel 1018, Liao mise insieme un esercito di 100.000 uomini per invadere Goryeo. In preparazione, il generale Gang Gam-chan ordinò che un torrente ad est di Heunghwajin venisse arginato. Quando i Kitai attraversarono il fiume Yalu, Gang Gam-chan aprì la diga e attaccò di sorpresa il nemico con 12.000 soldati a cavallo, infliggendo perdite ingenti e impedendo la ritirata[10]. Le truppe dei Kitai perseverarono e si diressero verso la capitale, ma incontrarono una forte resistenza e attacchi costanti, e furono quindi costrette a ritirarsi a nord[10]. Gang Gam-chan e i suoi aspettarono a Gwiju e li circondarono, annientandone la maggior parte[10]. Appena poche migliaia di soldati di Liao sopravvissero dopo la battaglia di Gwiju[10].

Il generale Yun Gwan (1040-1111) e il suo esercito.

Nella tarda estate del 1019, Liao radunò un altro grande esercito[10], ma entrambe le parti riconobbero la difficoltà di ottenere una vittoria decisiva: re Hyeonjong mandò quindi una missione tributaria a Liao nel 1020 e l'imperatore Shengzong lo perdonò[10]. In seguito, i rapporti tributari tra Goryeo e Liao ripresero[10], e Goryeo interruppe le sue relazioni con la dinastia Song[14]. Tra i due stati non ci furono più conflitti[10], e Goryeo non temette più Liao[9]. A partire dal 1030, Goryeo riprese contatti non ufficiali con i Song e ricevette centinaia di navi mercantili all'anno[9]; tuttavia, la corte Song vedeva la nazione estera con preoccupazione[9], e inoltre Goryeo era considerato l'unico Paese non conquistato da Liao, che si credeva lo temesse[9].

Dopo le vittorie contro Liao, Goryeo sperimentò un'età d'oro che durò un secolo, durante il quale ci furono grandi avanzamenti nella pittura e nella stampa, fu promosso l'apprendimento e dispensate conoscenze di filosofia, letteratura, religione e scienza; per il 1100, si contavano dodici università dalle quali uscivano studiosi e scienziati famosi[17][18]. Nel 1087, fu completata la prima versione del Tripitaka Koreana dopo molti anni di lavoro.

Tradizionalmente, i manciù a nord di Goryeo avevano reso omaggio ai suoi sovrani e chiamato Goryeo "paese genitore"[4][9][19], ma, in seguito alla sconfitta di Liao nel 1018, la tribù Wanyan di Heishui Mohe unificò le altre e aumentò la propria forza

Nel 1107, il generale Yun Gwan guidò il Byeolmuban, un esercito di nuova formazione composto da circa 17.000 uomini, ad attaccare i manciù, che, dopo diversi anni, furono sconfitti e si arresero. Per segnare la vittoria, il generale Yun costruì nove fortezze lungo il confine nordorientale; tuttavia, nel 1108 il nuovo re, Yejong, gli ordinò di ritirarsi e, a causa di manipolazioni e intrighi da parte delle fazioni di opposizione, fu licenziato dal suo incarico. L'opposizione combatté per assicurare che le nuove fortezze venissero consegnate ai manciù.

Durante il regno del capo manciù Wuyashu tra il 1103 e il 1113, il confine delle due nazioni rimase stabile e le forze coreane si ritirarono dai territori manciù, riconoscendole il controllo sulla regione contesa[10][20].

Per difendersi dagli attacchi di manciù e Kitai, nel 1033-1034 Goryeo costruì una lunga muraglia al confine[21][22][23][24].

Lotte di potere[modifica | modifica wikitesto]

La casata Yi di Inju aveva dato in sposa le sue donne ai sovrani dai tempi di Munjong fino al diciassettesimo re, Injong, guadagnando alla fine più potere de re stesso e portando al colpo di stato di Yi Ja-gyeom nel 1126. Il colpo di stato fallì, ma il potere del monarca ne risultò indebolito e ci fu una guerra civile tra la nobiltà[25].

Nel 1135, il monaco Myocheong argomentò a favore dello spostamento della capitale a Seogyeong[25], e questa proposta divise i nobili. La fazione guidata da Myocheong era a favore per espandere il regno in Manciuria, mentre l'altra, guidata da Kim Bu-sik voleva mantenere le cose come stavano. Myocheong non riuscì a convincere il re e si ribellò, creando lo stato di Daebang, ma fu poi ucciso[25].

Regime militare[modifica | modifica wikitesto]

Anche se Goryeo era stato fondato dai militari, la loro autorità era in declino. Nel 1014 ci fu un colpo di stato, ma gli effetti non durarono a lungo, e l'unico risultato fu rendere i generali insoddisfatti della supremazia dei funzionari civili[26].

Inoltre, sotto il regno di re Uijong, agli ufficiali militari fu proibito di entrare nel consiglio di sicurezza e, persino nei momenti di emergenza, non poteva assumere il comando[26]. Dopo il caos politico, Uijong iniziò a viaggiare per i templi locali e a studiare i sutra, quasi sempre accompagnato da un gran numero di funzionari. Gli ufficiali erano in gran parte ignorati, e venivano persino utilizzati per costruire templi e stagni artificiali[26].

Nel 1170, un gruppo di ufficiali guidato da Jeong Jung-bu, Yi Ui-bang e Yi Go lanciò un colpo di stato di successo, facendo cominciare il periodo del governo militare[27]. Re Uijong fu esiliato e re Myeongjong fu incoronato, ma il potere effettivo era in mano a un gruppo di generali che usava una guardia scelta nota come Tobang per controllare il trono. Nel 1179, il giovane generale Gyeong Dae-seung salì al potere e cercò di riportare il pieno potere nelle mani del re, liberandosi della corruzione statale[28]; tuttavia, morì nel 1183 e fu seguito da Yi Ui-min, che aveva un retroterra da schiavo[28]. La sua sfrenata corruzione e crudeltà portarono a un colpo di stato del generale Choe Chung-heon[26], che lo assassinò e assunse il potere supremo nel 1197[27]. Per i 61 anni seguenti, la famiglia Choe governò da dittatrice militare, mantenendo i re come monarchi fantoccio[5]; Choe Chung-heon fu a sua volta succeduto dal figlio Choe U[29], dal nipote Choe Hang e dal bisnipote Choe Ui[30].

Quando assunse il controllo, Choe Chung-heon tolse re Myeongjong dal trono e lo sostituì con re Sinjong[26]. La differenza rispetto ai governi militari precedenti fu il coinvolgimento attivo di studiosi, in particolare il primo ministro Yi Gyu-bo, uno scolaro-funzionario confuciano[5].

Dopo la morte di Sinjong, Choe mise sul trono il figlio, che divenne re Huijong, che tentò una rivolta, fallita, sette anni dopo e fu rimpiazzato dall'arrendevole re Gojong[26].

Anche se la famiglia Choe instaurò uomini forti e leali, le continue invasioni mongole devastarono l'intera nazione, portando a un indebolimento nella capacità difensiva e al tramonto del potere del regime militare[26].

Invasioni mongole e dominio di Yuan[modifica | modifica wikitesto]

In fuga dai mongoli, nel 1216 i Kitai invasero Goryeo e ne sconfissero l'esercito più volte, giungendo persino ai cancelli della capitale e razziando il sud, ma furono sconfitti dal generale Kim Chwi-ryeo, che li spinse nuovamente a nord nella provincia di Pyongan[31][32], dove nel 1219 i sopravvissuti furono uccisi da un'alleanza tra Goryeo e i mongoli[4][13]. Questi ultimi invasero poi Goryeo nel 1231 guidati da Ögedei Khan, e la corte reale si spostò sull'isola Ganghwa, nella baia di Gyeonggi, nel 1232. Il sovrano militare del tempo, Choe U, volle combattere; Goryeo resistette per circa trent'anni, ma alla fine chiese la pace nel 1259.

Nel frattempo, i mongoli attuarono sei diverse campagne (negli anni 1231, 1232, 1235, 1238, 1247 e 1253) che devastarono le province di Gyeongsang e Jeolla[33]. Tra il 1253 e il 1258, il generale Jalairtai Qorchi del condottiero Möngke Khan invase quattro volte la Corea, mietendo moltissime vittime. Nonostante la resistenza civile e le diverse vittorie riportate, Goryeo non fu in grado di sopportare le invasioni, che causarono devastazione, perdita di vite umane e carestia. Nel 1236, Gojong ordinò di rifare i Tripitaka Koreana, andati distrutti nell'invasione del 1232, e ci vollero quindici anni per inciderli su 81.000 blocchi di legno.

Nel marzo 1258, il dittatore Choe Ui fu assassinato da Kim Jun, ponendo fine al regime militare, e gli studiosi che avevano insistito sulla pace con la Mongolia guadagnarono potere. Goryeo non era mai stato conquistato dai mongoli, ma, esausto dopo decenni di combattimenti, mandò il principe ereditario Wang Jeon alla capitale di Yuan per giurare alleanza; Kublai Khan accettò e gli diede una delle sue figlie in sposa[18]. Khubilai, diventato khan dei mongoli e imperatore della Cina nel 1260, non impose un governo diretto su Goryeo: alla dinastia fu permesso di sopravvivere e i matrimoni con i mongoli furono incoraggiati, anche con la famiglia imperiale. Alcuni ufficiali militari che si rifiutarono di arrendersi diedero vita alla rivolta di Sambyeolcho e resistettero nelle isole a sud della costa coreana[34].

Dopo il 1270, Goryeo diventò uno stato cliente semi autonomo di Yuan. I mongoli e Goryeo strinsero legami matrimoniali, e il regno coreano fu vassallo di Yuan per circa ottant'anni, mentre i suoi re sposarono principesse mongole, diventando generi della famiglia imperiale[18]; l'ultima imperatrice di Yuan fu una principessa coreana[35]. I re di Goryeo avevano uno status sociale molto elevato, come altre famiglie importanti di Mardin, gli Uiguri e i mongoli (Oirati, Ongirrat e Ikeres)[3][33]. Si sostiene che uno dei sovrani di Goryeo fosse il nipote che Kublai Khan amava di più.

Goryeo sopravvisse sotto il dominio di Yuan finché re Gongmin non cominciò a respingere le guarnigioni mongole nel 1350, arrivando nel 1356 a riconquistare tutti i territori settentrionali andati perduti.

Ultima riforma e caduta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1341, dieci anni prima di salire al trono di Goryeo, re Gongmin fu mandato a Yuan, dove trascorse molti anni come prigioniero e sposò una principessa mongola, che sarebbe poi diventata la regina Noguk. A metà del quattordicesimo secolo, tuttavia, la dinastia Yuan iniziò a crollare, finendo per essere rimpiazzata dalla dinastia Ming nel 1368. Gongmin iniziò quindi delle riforme volte a rimuovere dal governo di Goryeo le influenze mongole, allontanando per prima cosa tutti gli aristocratici e i funzionari militari pro-mongoli dalle loro posizioni. Yuan aveva poi annesso le province settentrionali di Goryeo dopo le invasioni, incorporandole nel proprio impero come prefetture di Ssangseong e Dongnyeong. L'esercito di Goryeo le riconquistò in parte grazie alla diserzione di Yi Ja-chun, un ufficiale coreano minore in servizio a Ssangseong, e di suo figlio Yi Seong-gye.

Dopo la morte di sua moglie Noguk nel 1365, Gongmin cadde in depressione, disinteressandosi alla politica e affidandone le redini al monaco buddhista Sin Don. Tuttavia, sei anni dopo il monaco perse la sua posizione e, nel 1374, Gongmin fu ucciso da Choe Man-saeng e altri uomini.

Durante questo periodo tumultuoso, Goryeo aveva conquistato momentaneamente Liaoyang nel 1356, respinto due grandi invasioni dei Turbanti Rossi nel 1359 e 1360, e sconfitto nel 1364 l'ultimo tentativo di Yuan di dominare Goryeo grazie al generale Choe Yeong. Durante gli anni Ottanta del 1300, Goryeo concentrò la sua attenzione sulla minaccia dei Wokou e usò l'artiglieria navale creata da Choe Mu-seon per annientare centinaia di navi pirata. Nel 1388, re U, figlio di Gongmin e una sua concubina, elaborò una campagna insieme al generale Choe Yeong per invadere Liaoning. Mise il generale Yi Seong-gye a capo della spedizione, ma l'uomo si fermò al confine e si ribellò. Gli ultimi tre sovrani di Goryeo furono messi a morte, e Yi Seong-gye usurpò il trono, fondando Joseon nel 1392 e diventandone il primo re, Taejo.

Sovrani[modifica | modifica wikitesto]

  1. Taejo (918–943)
  2. Hyejong (943–945)
  3. Jeongjong (定宗) (945–949)
  4. Gwangjong (949–975)
  5. Gyeongjong (975–981)
  6. Seongjong (981–997)
  7. Mokjong (997–1009)
  8. Hyeonjong (1009–1031)
  9. Deokjong (1031–1034)
  10. Jeongjong (靖宗) (1034–1046)
  11. Munjong (1046–1083)
  12. Sunjong (1083)
  13. Seonjong (1083–1094)
  14. Heonjong (1094–1095)
  15. Sukjong (1095–1105)
  16. Yejong (1105–1122)
  17. Injong (1122–1146)
  18. Uijong (1146–1170)
  19. Myeongjong (1170–1197)
  20. Sinjong (1197–1204)
  21. Huijong (1204–1211)
  22. Gangjong (1211–1213)
  23. Gojong (1213–1259)
  24. Wonjong (1259–1269)
  25. Yeongjong (1269)
  26. Wonjong (1269–1274)
  27. Chungnyeol (1274–1308)
  28. Chungseon (1308–1313)
  29. Chungsuk (1313–1330, 1332–1339)
  30. Chunghye (1330–1332, 1339–1344)
  31. Chungmok (1344–1348)
  32. Chungjeong (1348–1351)
  33. Gongmin (1351–1374)
  34. U (1374–1388)
  35. Chang (1388–1389)
  36. Gongyang (1389–1392)

Relazioni estere[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del decimo secolo, i kitai cercarono di stringere rapporti con Goryeo in almeno due occasioni. Nel 942, il loro sovrano, Taizu, mandò un'ambasciata con cinquanta cammelli a Goryeo, ma re Taejo li rifiutò, cacciando gli inviati e facendo morire gli animali di fame.

Goryeo aveva intrattenuto rapporti con la maggior parte delle Cinque Dinastie[14] e dei regni meridionali della Cina. Nel 962, furono strette relazioni formali con la dinastia Song: i rapporti furono stretti, con molte ambasciate tra i due Stati, ma si sarebbero interrotti con il sorgere delle dinastie Liao e Jin.

Dopo circa 30 anni di pace, i Kitai invasero Goryeo. Dopo numerose compagne militari, nel 1020 si giunse a uno stato di pace[13]. Per circa un secolo, l'Estremo Oriente fu relativamente pacifico, e re Munjong rafforzò l'asse Liao-Song-Goryeo.

Nel 1102, emerse un'altra crisi con l'avvento dei manciù, che fondarono la dinastia Jin nel 1115. Dieci anni dopo, annientarono Liao, stato sovrano di Goryeo[13], e iniziarono a invadere Song. In risposta a questi cambiamenti, Goryeo si dichiarò stato tributario di Jin nel 1126[10][13], e così non fu mai invaso.

Le tensioni continuarono nel dodicesimo e tredicesimo secolo con le invasioni dei mongoli; dopo circa trent'anni di guerra, Goryeo giurò loro alleanza[33].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kyu Chull Kim, Rootless: A Chronicle of My Life Journey, in AuthorHouse, 8 marzo 2012, p. 128, ISBN 978-1-4685-5891-3. URL consultato il 19 settembre 2013.
  2. ^ (EN) Baegun hwasang chorok buljo jikji simche yojeol (vol.II), the second volume of "Anthology of Great Buddhist Priests' Zen Teachings", in Nazioni Unite. URL consultato il 14 luglio 2016.
  3. ^ a b (EN) Morris Rossabi, China Among Equals: The Middle Kingdom and Its Neighbors, 10th-14th Centuries, University of California Press, 20 maggio 1983, ISBN 9780520045620. URL consultato il 2 marzo 2018.
  4. ^ a b c (EN) Ki-baek Yi, A New History of Korea, Harvard University Press, 1984, ISBN 9780674615762. URL consultato il 2 marzo 2018.
  5. ^ a b c d (EN) Djun Kil Kim, The History of Korea, ABC-CLIO, 30 gennaio 2005, ISBN 9780313038532. URL consultato il 2 marzo 2018.
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