Mardin

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Mardin
comune
ܡܶܪܕܺܝܢ (aramaico)
ماردين (arabo)
Mardin – Veduta
Dati amministrativi
Stato Turchia Turchia
Regione Anatolia Sud Orientale
Provincia Mardin
Distretto Mardin
Sindaco Süleyman Yıldız
Territorio
Coordinate 37°19′00″N 40°44′16″E / 37.316667°N 40.737778°E37.316667; 40.737778 (Mardin)Coordinate: 37°19′00″N 40°44′16″E / 37.316667°N 40.737778°E37.316667; 40.737778 (Mardin)
Superficie 8,891 km²
Abitanti 86,948 (2012)
Densità 9,78 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 47xxx
Prefisso +90(0)482
Fuso orario UTC+2
Targa 47
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Turchia
Mardin
Mardin – Mappa
Sito istituzionale

Mardin (aramaico ܡܶܪܕܺܝܢ, Merdīn, arabo ماردين, Mārdīn) è una città del sud-est della Turchia, capitale della omonima provincia.

È nota per la sua architettura araba e per la sua posizione strategica. La sua altitudine, infatti (1083 metri s.l.m.), le consente di dominare la sottostante regione dai suoi contrafforti rocciosi. A meridione della provincia di Mardin si apre il territorio siriano[1].

La sua popolazione, di 86.948 persone, è assai eterogenea, contando turchi, arabi e curdi[2].

Mardin è un vocabolo aramaico che significa "fortezza".

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime popolazioni a insediarsi nell'area furono cristiani assiri, che vi giunsero nel III secolo. Fino al XVIII secolo la religione predominante a Mardin rimase quella cristiano-assira. Così afferma Simo Parpola:[3]

« Dal terzo secolo in poi gli Assiri si convertirono al cristianesimo in numero sempre maggiore, anche se la religione assira continuò ad esistere. Per esempio ad Harran persistette almeno fino al X secolo; a Mardin fino al XVIII secolo. »

Mardin rimase cristiana durante il dominio islamico califfale, tra il VII e il XII secolo e anche durante il periodo artuqide (dinastia turca che governò l'Anatolia orientale e la Mesopotamia settentrionale tra il XII e il XIV secolo.

La regione artuqide di Mardin cadde in mano mongola nel 1394, anche se i Mongoli non governarono mai direttamente l'area. Mardin fu più tardi dominata dal Sultanato turco degli Ak Koyunlu («Quelli del Montone Bianco»).
La madrasa Kasımiye fu edificata da Sultan Kasım, figlio del Sultano degli Ak Koyunlu, Cihangir, tra il 1457 e il 1502.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Mardin, Turkey, dal sito planetware.com
  2. ^ Encyclopaedia of the Orient - Mardin
  3. ^ "Assyrian Identity in Ancient Times and Today", Journal of Assyrian Academic Studies (consultabile in formato PDF [1]).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Jean-Baptiste Tavernier, (1692), Les six voyages, I:187
  • Carsten Niebuhr, (1778), Reisebeschreibung, Copenhagen, II:391-398
  • Albert Socin, (1904), Der Arabische Dialekt von Mōsul und Märdīn, Leipzig.
  • Pietro della Valle, (1843), Viaggi, Brighton, I:515
  • Hugo Makas, (1926), Kurdische Texte im Kurmanji-Dialekte aus der Gegend von Mardin, Pietroburgo/Leningrado.
  • Hasan Shumaysani, (1987), Madinat Mardin min al-fath al-'arabi ila sanat 1515, Beirut, 'Ālam al-kutub.
  • Otto Jastrow, (1969), "Arabische Textproben aus Mardin und Asex", in Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft (ZDMG) 119, pp. 29-59.
  • Otto Jastrow, (1992), "Lehrbuch der Turoyo-Sprache" in Semitica Viva – Series Didactica, Wiesbaden, Otto Harrassowitz.
  • Hans-Jürgen Sasse, (1971), Linguistische Analyse des Arabischen Dialekts der Mhallamīye in der Provinz Mardin (Südossttürkei), Berlin.
  • Lemma «Mārdīn» in "The Encyclopaedia of Islam" (Vladimir Minorsky), Leiden, E. J. Brill, 1991.
  • Rosie Ayliffe et al, (2000) The Rough Guide to Turkey, London, Rough Guides.
  • Michaela Wittich, (2001), Der arabische Dialekt von Azex, Wiesbaden, O. Harrassowitz.
  • George Grigore, (2007), L'arabe parlé à Mardin. Monographie d'un parler arabe périphérique, Bucarest, Editura Universitatii din Bucuresti, ISBN (13) 978-973-737-249-9 [2]

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