Ögödei

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Ögödei in una stampa del XIV secolo

Ögödei o Ögedei Khan (in mongolo: Өгөөдэй,Ôgôôdėj; in cinese: 窝阔台, Hànyǔ Pīnyīn: Wōkuòtá; anche Ogotai e Oktay) (11861241) è stato un condottiero mongolo. Ögodei era il terzo figlio di Genghis Khan e secondo Gran Khan dell'Impero Mongolo, o tartaro come era chiamato dagli europei al tempo delle invasioni mongole, che iniziarono negli anni '30 del XIII secolo proprio con Ögodei; i nemici dei Mongoli estendevano infatti all'intero impero il nome proprio (storpiato in modo spregiativo) di una delle tribù che furono a suo tempo unificate da Gengis Khan, i Tatari. La connotazione negativa del nome nel linguaggio comune dell'epoca era evidenziata dalla similitudine con il Tartaro, un oltretomba infernale della mitologia greca, che ben si adattava all'efferata violenza dell'espansione mongola.

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Ebbe sicuramente almeno 8 mogli ed 1 concubina:

In particolare con Töregene Khatun, Ogodei ebbe almeno 5 figli:

Altri suoi figli furono:

L'ascesa[modifica | modifica sorgente]

Come tutti i Gran Khan, Ögodei venne eletto ufficialmente dal Quriltai, l'assemblea dell'aristocrazia mongola: già de facto condottiero dell'Impero come volevano le ultime volonta' del padre, fu eletto nel 1229, dopo quasi due anni dalla morte di Gengis Khan con una reggenza ad interim di Tolui, e il suo potere proseguì fino al 1241, data della sua morte. Inizialmente il Kuriltai aveva deciso per il fratello Tolui ma poi venendo a conoscenza del testamento di Gengis Khan, accettò Ogodei.

A lui si deve la costruzione di un primo embrionale sistema burocratico dell'impero mongolo, la creazione dell'efficientissimo servizio postale mongolo (quello che permise a frate Giovanni da Pian del Carpine di percorrere immense distanze in pochissimo tempo) e il primo grande tentativo di invasione dell'Europa. Ogodei radunò un esercito di 150.000 uomini (15 tumen, cioè tenebre secondo l'unità di misura mongola) e con esso invase un'Europa divisa in numerosi regni e indebolita dal contrasto tra il Papato e il Sacro Romano Impero, divisioni che rendevano l'Europa un obiettivo molto debole e appetibile.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Ogodei, come tutti i figli di Gengis Khan, era alcolizzato e spesso ammalato per le conseguenze di questa piaga. I Mongoli comunque in breve tempo riuscirono ad arrivare dai paesi Baltici scendendo per la Polonia e la Boemia fino ai confini del Friuli, in Dalmazia ed odierna Albania, ma tutto a un tratto si fermarono e con la stessa velocità con cui erano arrivati scomparvero (seguendo una strada diversa rispetto a quella percorsa all'andata per motivi di superstizione - soprattutto frate Guglielmo di Rubruck ci parla della superstizione dei Mongoli. Anche nel viaggio di ritorno attraverso la Bulgaria mostrarono grande arte nella distruzione e nello sterminio). L'improvvisa ritirata fu dovuta alla notizia della morte di Ögodei che richiese la presenza di tutti i principi mongoli per presiedere al nuovo Quriltai che dopo un periodo ad interim della vedova Töregene Khatun (reggente dal 1241-1246) portò all'elezione di Güyük, figlio di Ögodei.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Gran Khan dell'Impero Mongolo Successore Flag of the Mongol Empire.svg
Gengis Khan 1229 - 1241 Güyük