Campionato mondiale di calcio 2010

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai alla navigazione Vai alla ricerca
Coppa del Mondo FIFA 2010
  • FIFA Sokker-Wêreldbekertoernooi in 2010
  • 2010 FIFA World Cup
  • Mohope wa lefatse wa FIFA 2010
  • Mogopo wa Lefase wa FIFA wa 2010
  • 2010 FIFuRoni da Futboll
  • iNdebe Yomhlaba Ye-FIFA ka-2010
Logo della competizione
Logo della competizione
Competizione Campionato mondiale di calcio
Sport Calcio
Edizione 19ª
Organizzatore FIFA
Date 11 giugno - 11 luglio 2010
Luogo Bandiera del Sudafrica Sudafrica
(9 città)
Partecipanti 32 (204 alle qualificazioni)
Impianto/i 10 stadi
Risultati
Vincitore Bandiera della Spagna Spagna
(1º titolo)
Secondo Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi
Terzo Bandiera della Germania Germania
Quarto Bandiera dell'Uruguay Uruguay
Statistiche
Miglior giocatore Bandiera dell'Uruguay Diego Forlán[1]
Miglior marcatore Bandiera dell'Uruguay Diego Forlán
Bandiera della Germania Thomas Müller
Bandiera dei Paesi Bassi Wesley Sneijder
Bandiera della Spagna David Villa (5)
Miglior portiere Bandiera della Spagna Iker Casillas[2]
Incontri disputati 64
Gol segnati 145 (2,27 per incontro)
Pubblico 3 178 856
(49 670 per incontro)
La Spagna trionfante al Soccer City Stadium con la coppa del mondo
Cronologia della competizione

Il campionato mondiale di calcio 2010 o Coppa del Mondo FIFA 2010 (in afrikaans: FIFA Sokker-Wêreldbekertoernooi in 2010, in inglese: 2010 FIFA World Cup, in sesotho: Mohope wa lefatse wa FIFA 2010, in sotho del nord: Mogopo wa Lefase wa FIFA wa 2010, in xhosa: 2010 FIFuRoni da Futboll, in zulu: iNdebe Yomhlaba Ye-FIFA ka-2010), noto anche come Sudafrica 2010, è stata la diciannovesima edizione della massima competizione per le rappresentative di calcio (squadre comunemente chiamate "nazionali") maschili maggiori delle federazioni sportive affiliate alla FIFA.

Si svolse in Sudafrica dall'11 giugno all'11 luglio 2010.[3] Nel 2004 la FIFA scelse la nazione sudafricana, al posto di Egitto e Marocco, per diventare il primo paese africano ad ospitare la fase finale di un campionato mondiale di calcio.[4] Le partite sono state giocate in dieci stadi su nove città ospitanti in tutto il paese,[5] con la prima gara e la finale disputatesi al Soccer City Stadium nella più grande città del Sudafrica, Johannesburg.[6][7]

L'Italia, campione in carica, fu eliminata al primo turno dopo aver perso 2-3 contro la Slovacchia.[8][9] Nelle prime due gare, gli azzurri avevano raccolto solo 2 punti contro il Paraguay e la Nuova Zelanda.[10][11] La nazione ospitante del Sudafrica terminò il proprio cammino nella fase a gironi dopo un pareggio, una sconfitta e una vittoria: si trattò della prima volta nella storia della competizione che i padroni di casa venivano eliminati nella prima fase.[12]

Per la prima volta la Spagna si aggiudicò il Mondiale, battendo per 1-0 i Paesi Bassi in finale dopo i tempi supplementari.[13][14][15] Dopo aver perso la prima gara contro la Svizzera, la Spagna vinse tutte le sei gare seguenti subendo solo un gol nella terza gara del girone contro il Cile.[13] La Roja è diventata l'ottava nazione a vincere il torneo e la prima europea a vincere un mondiale ospitato al di fuori del proprio continente: tutti i precedenti campionati mondiali tenutisi fuori dall'Europa erano stati vinti da nazioni sudamericane. È anche la prima nazionale dal 1978 a vincere un mondiale dopo aver perso una partita nella fase a gironi. Come risultato della loro vittoria, la Spagna ha rappresentato il mondo nella FIFA Confederations Cup 2013.

L'inno ufficiale del campionato fu la canzone Waka Waka di Shakira.[16]

Assegnazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 2004, la FIFA assegna l'organizzazione del torneo al Sudafrica[17]: per la prima volta questa manifestazione è stata ospitata da un Paese africano. La decisione è giunta dopo che la FIFA aveva stabilito di assegnare l'evento, a partire dall'edizione del 2010, a rotazione tra le varie confederazioni (politica che è stata poi abbandonata nel mese di ottobre 2007, una volta scelto il Brasile come nazione organizzatrice del campionato mondiale del 2014) e a seguito del fatto che il primo continente selezionato il 7 luglio 2001 era stato proprio l'Africa.

A fine maggio 2015, dopo l'apertura della maxi inchiesta sulla FIFA da parte dell'FBI, Danny Jordaan, l'organizzatore di questa edizione dei Mondiali, confessa che l'assegnazione al Sudafrica fu pagata 10 milioni di euro.[18] Il 7 giugno nuove indiscrezioni e prove riportano di come l'assegnazione, vinta inizialmente dal Marocco con due voti di scarto, fu poi pilotata, dietro pagamento di laute tangenti, per lo svolgimento della manifestazione in Sudafrica.[19][20][21]

Problemi organizzativi[modifica | modifica wikitesto]

Kgalema Motlanthe, presidente del Sudafrica dal 25 settembre 2008 al 9 maggio 2009.

Fin dal momento della scelta del Sudafrica come sede della fase finale erano sorti molti dubbi circa l'effettiva capacità di questa nazione (o di qualunque altro Stato africano) di organizzare una manifestazione di tale portata, dubbi che erano successivamente acuiti a causa della lentezza con la quale stavano procedendo i lavori di costruzione degli stadi[22].

Inoltre l'esplosione di violenze xenofobe in Sudafrica avrebbe potuto mettere in pericolo l'organizzazione stessa del Mondiale[23][24].

In merito a tutta la questione, il presidente della FIFA Joseph Blatter si era detto molto fiducioso nonostante tutto, anche se aveva di converso dichiarato che se, per motivi estremamente gravi, le tempistiche stabilite non fossero state rispettate (o in qualunque altro caso di emergenza), sarebbe stata la Germania la prima scelta per ospitare l'evento.

Vi sarebbero state anche altre nazioni in regola per poter ospitare eventualmente il torneo, tra le quali gli Stati Uniti d'America, il Messico, l'Inghilterra, il Giappone, la Spagna e l'Australia[25], ma, considerando il poco tempo rimasto per affidare la competizione a una nuova nazione, sembrava che l'ipotesi più accreditata in caso di forfait del Sudafrica potesse essere quella di rigiocare il Mondiale in Germania, grazie all'esperienza e alle infrastrutture dell'edizione 2006 (considerato dallo stesso Blatter come il migliore campionato mondiale mai organizzato[26]).

In ogni caso, Blatter aveva fatto altresì capire, in una sua dichiarazione del 15 settembre 2008, che questa possibilità era estremamente remota: [...] il piano B è il Sudafrica, il piano C è il Sudafrica[27].

Il 26 settembre seguente il neo-presidente della Sudafrica Kgalema Motlanthe aveva nuovamente rassicurato la FIFA, ribadendo il pieno sostegno politico e governativo alla manifestazione.

L'accelerazione dei lavori conseguente e la buona riuscita della FIFA Confederations Cup 2009 avevano finito poi per dissipare ogni residuale perplessità.

Sicurezza[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzatore Danny Jordaan ha respinto le preoccupazioni che si erano create dopo l'attacco alla nazionale del Togo, che hanno avuto luogo in Angola nel gennaio 2010; questo evento non ha avuto alcuna rilevanza per le disposizioni di sicurezza per la Coppa del Mondo.[28] Ci sono state anche segnalazioni di furti contro i visitatori del paese per i Mondiali. I turisti provenienti da Cina, Portogallo, Spagna, Corea del Sud, Giappone e Colombia erano diventati vittime della criminalità.[29] Il 19 giugno, dopo la partita tra Inghilterra e Algeria, un fan è riuscito a superare il personale di sicurezza FIFA nominato allo stadio Green Point ed accedere allo spogliatoio dell'Inghilterra, poco dopo che i principi William e Harry avevano lasciato la stanza. Il trasgressore è stato poi rilasciato prima che potesse essere consegnato alla Polizia. La FA inglese ha presentato una denuncia formale con la FIFA e ha chiesto che la sicurezza sia aumentata.[30]

Reinsediamenti e sfratti[modifica | modifica wikitesto]

La polizia pattuglia Blikkiesdorp, una soluzione per gli sfrattati.

Come per molti eventi sportivi in tutto il mondo,[31] anche la Coppa del Mondo 2010 è stata collegata agli sfratti,[32][33][34][35][36], che in molti sostengono possa essere un modo per abbellire la città, impressionare i turisti in visita e nascondere i senzatetto. Il 14 maggio 2009 Abahlali baseMjondolo, il movimento degli abitanti delle baraccopoli, ha portato in tribunale il Governo Provinciale del KwaZulu-Natal affinché lo Slums Act[37] fosse dichiarato incostituzionale,[38] ma ha perso la causa.[39] Il 14 maggio 2009 il caso è stato portato in appello alla Corte Costituzionale. Secondo Abahlali la sezione 16 dello Slums Act (che obbligava proprietari terrieri e municipalità a sgomberare gli occupanti irregolari) era incoerente con il diritto alla casa stabilito nella Costituzione.[40][41][42]

Un'altra controversia di primo piano per i preparativi dei mondiali era il progetto di edilizia abitativa N2 Gateway a Città del Capo, che prevede di rimuovere oltre 20.000 residenti dalla zona periferica di Joe Slovo, lungo la trafficata superstrada N2 e costruire appartamenti in affitto e abitazioni in tempo per la competizione iridata.[43] Le organizzazioni internazionali per i diritti umani e la Campagna Anti-Sfratto hanno pubblicamente criticato le condizioni in Blikkiesdorp dicendo che il campo è stato utilizzato per ospitare famiglie povere sfrattate.[36][44][45][46] Tuttavia alcuni hanno sostenuto che gli sfratti sono ordinariamente comuni in Sudafrica.[47]

Formula[modifica | modifica wikitesto]

La formula conferma quella in vigore da quando, in occasione dell'edizione francese del 1998, la fase finale del campionato mondiale di calcio è stata portata a 32 squadre e prevede, dunque, la formazione di otto gironi all'italiana (chiamati "gruppi") con partite di sola andata, ciascuno composto da quattro squadre e sorteggiati sulla base della classifica mondiale della FIFA di ottobre 2009 e di criteri geografici.

Per determinare la posizione in classifica delle squadre in ogni gruppo saranno presi in considerazione, nell'ordine, i seguenti criteri[48]:

  1. maggiore numero di punti;
  2. migliore differenza reti;
  3. maggiore numero di reti segnate.

Nel caso in cui, dopo aver applicato quanto sopra, due o più nazionali si trovassero ancora in parità, verranno utilizzati, sempre nell'ordine, gli ulteriori parametri qui di seguito:

  1. maggiore numero di punti negli scontri diretti tra le squadre interessate (classifica avulsa);
  2. migliore differenza reti negli scontri diretti tra le squadre interessate (classifica avulsa);
  3. maggiore numero di reti segnate negli scontri diretti tra le squadre interessate (classifica avulsa);
  4. sorteggio effettuato dal comitato FIFA.

Le prime due nazionali classificate di ogni raggruppamento accedono alla fase a eliminazione diretta che consiste in un tabellone di quattro turni (ottavi di finale, quarti di finale, semifinali e finali) ad accoppiamenti interamente prestabiliti e con incontri basati su partite uniche ed eventuali tempi supplementari e tiri di rigore in caso di persistenza della parità tra le due contendenti.

Sanzioni disciplinari[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne le sanzioni disciplinari, le eventuali ammonizioni accumulate durante il torneo sono state azzerate dopo i quarti di finale (e non al termine della fase a gironi, come avveniva invece nelle passate edizioni), in maniera che nelle semifinali non ci potessero essere calciatori diffidati.

Pertanto un giocatore poteva essere squalificato per le finali solo nel caso in cui avesse ricevuto un'espulsione in semifinale.[49]

Mascotte[modifica | modifica wikitesto]

Mascotte ufficiale della manifestazione è Zakumi.

Stadi[modifica | modifica wikitesto]

L'altitudine di alcuni stadi ha influenzato le prestazioni dei giocatori,[50] anche se il capo medico della Fifa ha minimizzato questa considerazione.[51]

Johannesburg Città del Capo Durban
Soccer City Stadium Ellis Park Stadium Green Point Stadium Moses Mabhida Stadium
26°14′05.27″S 27°58′56.47″E / 26.234797°S 27.982353°E-26.234797; 27.982353 (Soccer City) 26°11′51.07″S 28°03′38.76″E / 26.197519°S 28.060767°E-26.197519; 28.060767 (Ellis Park Stadium) 33°54′12.46″S 18°24′40.15″E / 33.903461°S 18.411153°E-33.903461; 18.411153 (Cape Town Stadium) 29°49′46″S 31°01′49″E / 29.829444°S 31.030278°E-29.829444; 31.030278 (Moses Mabhida Stadium)
Altitudine: 1753 m s.l.m. Altitudine: 1753 m s.l.m. Altitudine: m s.l.m. Altitudine: m s.l.m.
Capienza: 88460 Capienza: 55686 Capienza: 64100 Capienza: 62760
Pretoria Port Elizabeth
Stadio Loftus Versfeld Nelson Mandela Bay Stadium
25°45′12″S 28°13′22″E / 25.753333°S 28.222778°E-25.753333; 28.222778 (Stadio Loftus Versfeld) 33°56′16″S 25°35′56″E / 33.937778°S 25.598889°E-33.937778; 25.598889 (Nelson Mandela Bay Stadium)
Altitudine: 1214 m s.l.m. Altitudine: m s.l.m.
Capienza: 42858 Capienza: 42486
Polokwane Mbombela Bloemfontein Rustenburg
Peter Mokaba Stadium Mbombela Stadium Free State Stadium Royal Bafokeng Stadium
23°55′28.88″S 29°28′07.55″E / 23.924689°S 29.468765°E-23.924689; 29.468765 (Peter Mokaba Stadium) 25°27′42.19″S 30°55′46.88″E / 25.46172°S 30.929689°E-25.46172; 30.929689 (Mbombela Stadium) 29°07′02.25″S 26°12′31.85″E / 29.117292°S 26.208847°E-29.117292; 26.208847 (Free State Stadium) 25°34′42.96″S 27°09′38.52″E / 25.5786°S 27.1607°E-25.5786; 27.1607 (Royal Bafokeng Stadium)
Altitudine: 1310 m s.l.m. Altitudine: 660 m s.l.m. Altitudine: 1400 m s.l.m. Altitudine: 1500 m s.l.m.
Capienza: 41733 Capienza: 40929 Capienza: 40911 Capienza: 38646

Squadre partecipanti[modifica | modifica wikitesto]

Pr. Squadra Data di qualificazione certa Confederazione Partecipante in quanto Partecipazioni precedenti al torneo
1 Bandiera del Sudafrica Sudafrica 15 maggio 2004 CAF Rappresentativa della nazione organizzatrice della fase finale 2 (1998, 2002)
2 Bandiera del Giappone Giappone 6 giugno 2009 AFC 2ª classificata nel gruppo 1 della fase finale di qualificazione 3 (1998, 2002, 2006)
3 Bandiera dell'Australia Australia 6 giugno 2009 AFC 1ª classificata nel gruppo 1 della fase finale di qualificazione 2 (1974, 2006)
4 Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud 6 giugno 2009 AFC 1ª classificata nel gruppo 2 della fase finale di qualificazione 7 (1954, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
5 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 6 giugno 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 9 di qualificazione 8 (1934, 1938, 1974, 1978, 1990, 1994, 1998, 2006)
6 Bandiera della Corea del Nord Corea del Nord 17 giugno 2009 AFC 2ª classificata nel gruppo 2 della fase finale di qualificazione 1 (1966)
7 Bandiera del Brasile Brasile 5 settembre 2009 CONMEBOL 1ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 18 (1930, 1934, 1938, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
8 Bandiera del Ghana Ghana 6 settembre 2009 CAF 1ª classificata nel gruppo D della fase finale di qualificazione 1 (2006)
9 Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 9 settembre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 6 di qualificazione 12 (1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1982, 1986, 1990, 1998, 2002, 2006)
10 Bandiera della Spagna Spagna 9 settembre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 5 di qualificazione 12 (1934, 1950, 1962, 1966, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
11 Bandiera del Paraguay Paraguay 9 settembre 2009 CONMEBOL 3ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 7 (1930, 1950, 1958, 1986, 1998, 2002, 2006)
12 Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio 10 ottobre 2009 CAF 1ª classificata nel gruppo E della fase finale di qualificazione 1 (2006)
13 Bandiera della Germania Germania 10 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 4 di qualificazione 16 (1934, 1938, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)[52]
14 Bandiera della Danimarca Danimarca 10 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 1 di qualificazione 3 (1986, 1998, 2002)
15 Bandiera della Serbia Serbia 10 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 7 di qualificazione 2 (1998, 2006)[53]
16 Bandiera dell'Italia Italia 10 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 8 di qualificazione 16 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
17 Bandiera del Cile Cile 10 ottobre 2009 CONMEBOL 2ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 7 (1930, 1950, 1962, 1966, 1974, 1982, 1998)
18 Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 10 ottobre 2009 CONCACAF 1ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 8 (1930, 1934, 1950, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
19 Bandiera del Messico Messico 10 ottobre 2009 CONCACAF 2ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 13 (1930, 1950, 1954, 1958, 1962, 1966, 1970, 1978, 1986, 1994, 1998, 2002, 2006)
20 Bandiera della Svizzera Svizzera 14 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 2 di qualificazione 8 (1934, 1938, 1950, 1954, 1962, 1966, 1994, 2006)
21 Bandiera della Slovacchia Slovacchia 14 ottobre 2009 UEFA 1ª classificata nel gruppo 3 di qualificazione
22 Bandiera dell'Argentina Argentina 14 ottobre 2009 CONMEBOL 4ª classificata nel gruppo unico di qualificazione 14 (1930, 1934, 1958, 1962, 1966, 1974, 1978, 1982, 1986, 1990, 1994, 1998, 2002, 2006)
23 Bandiera dell'Honduras Honduras 14 ottobre 2009 CONCACAF 3ª classificata nel gruppo unico della fase finale di qualificazione 1 (1982)
24 Bandiera della Nuova Zelanda Nuova Zelanda 14 novembre 2009 OFC Vincitrice dello spareggio di qualificazione AFC-OFC 1 (1982)
25 Bandiera della Nigeria Nigeria 14 novembre 2009 CAF 1ª classificata nel gruppo B della fase finale di qualificazione 3 (1994, 1998, 2002)
26 Bandiera del Camerun Camerun 14 novembre 2009 CAF 1ª classificata nel gruppo A della fase finale di qualificazione 5 (1982, 1990, 1994, 1998, 2002)
27 Bandiera dell'Algeria Algeria 18 novembre 2009 CAF 1ª classificata nel gruppo C della fase finale di qualificazione 2 (1982, 1986)
28 Bandiera della Francia Francia 18 novembre 2009 UEFA Vincitrice del primo spareggio di qualificazione 12 (1930, 1934, 1938, 1954, 1958, 1966, 1978, 1982, 1986, 1998, 2002, 2006)
29 Bandiera del Portogallo Portogallo 18 novembre 2009 UEFA Vincitrice del secondo spareggio di qualificazione 4 (1966, 1986, 2002, 2006)
30 Bandiera della Grecia Grecia 18 novembre 2009 UEFA Vincitrice del terzo spareggio di qualificazione 1 (1994)
31 Bandiera della Slovenia Slovenia 18 novembre 2009 UEFA Vincitrice del quarto spareggio di qualificazione 1 (2002)
32 Bandiera dell'Uruguay Uruguay 18 novembre 2009 CONMEBOL Vincitrice dello spareggio di qualificazione CONCACAF-CONMEBOL 10 (1930, 1950, 1954, 1962, 1966, 1970, 1974, 1986, 1990, 2002)

Nota bene: nella sezione "partecipazioni precedenti al torneo", le date in grassetto indicano che la nazione ha vinto quella edizione del torneo, mentre le date in corsivo indicano la nazione ospitante.

La vittoria dell'Uruguay nei playoff interzona ha completato l'elenco delle 31 squadre qualificate alla fase finale del mondiale che si sono aggiunte al Sudafrica, ammesso di diritto in quanto paese organizzatore della manifestazione.

C'è una sola squadra (la Slovacchia) al debutto in una fase finale del campionato mondiale.

Come già successe nel 2002, anche in questa edizione sono presenti tutte le sette nazionali che hanno vinto almeno una volta il titolo iridato (ossia Uruguay, Italia, Germania, Brasile, Inghilterra, Argentina e Francia).

Qualificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Jabulani, il pallone ufficiale dei Mondiali prodotto dall'Adidas[54] è stato criticato in particolare dai portieri: si espressero negativamente Gianluigi Buffon[55] Júlio César[56] e Casillas.[57]
Lo stesso argomento in dettaglio: Qualificazioni al campionato mondiale di calcio 2010.

Il campionato mondiale di calcio del 2010 ha messo a disposizione 32 posti per altrettante selezioni nazionali, compresa quella del Sudafrica Paese organizzatore, qualificato di diritto.

Le altre 31 squadre che hanno avuto accesso al torneo sono state selezionate tramite eliminatorie su base confederale.

Ben 204 nazionali sulle 208 complessivamente aderenti alla FIFA si sono iscritte alle qualificazioni, superando così il precedente primato di 199 squadre che risaliva all'edizione del 2002.

Da evidenziare l'esordio del Montenegro come compagine indipendente da quella della Serbia e la prima apparizione dell'Australia in qualità di membro della confederazione asiatica (AFC).

Convocazioni[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Convocazioni per il campionato mondiale di calcio 2010.
L'infortunio che ha costretto il tedesco Michael Ballack a saltare il mondiale

Nella lista dei 23 dell'Honduras, figurano ben 3 fratelli Jerry, Johnny e Wilson Palacios; questo è un inedito nella storia delle convocazioni ai mondiali.[58] Insolitamente, la Germania e il Ghana, sorteggiate nello stesso girone, hanno 2 fratelli contrapposti nelle due nazionali: Jérôme Boateng nella Germania e Kevin Prince Boateng con gli africani. Curioso e senza precedenti, è stato anche il caso nelle convocazioni, del calciatore nordcoreano Kim Myong-Won: anche se attaccante di ruolo,[59] viene inserito nella rosa della nazionale nordcoreana per la rassegna come terzo portiere, essendo obbligatorio per regolamento indicare tre portieri a disposizione.[60] Il 3 giugno 2010, un comunicato della FIFA chiarisce che il giocatore non potrà essere schierato come giocatore di movimento, essendo stato iscritto alla competizione come portiere.[61]

Tra le principali defezioni del Mondiale 2010, si segnalano quelle del capitano dei tedeschi Michael Ballack, David Beckham,[62] Michael Essien, capitano della nazionale ghanese,[63] Santiago Cazorla, Rio Ferdinand, Nani, Karim Benzema,[64] Fabio Grosso, Giuseppe Rossi,[65] Ronaldinho e Adriano.

Arbitri[modifica | modifica wikitesto]

Qui di seguito è riportato l'elenco delle ventinove terne ufficialmente selezionate, divise per confederazione di appartenenza.

La lista, originariamente pubblicata il 5 febbraio 2010[66], è stata modificata il 27 maggio successivo in virtù dell'esclusione (a causa del non superamento dei test obbligatori da parte dei rispettivi assistenti) delle terne capitanate dal paraguaiano Carlos Amarilla e dall'algerino Mohamed Benouza e della conseguente convocazione di una terna sostitutiva guidata dall'uruguaiano Martín Emilio Vázquez[67].

AFC

CAF

CONCACAF

CONMEBOL

OFC

UEFA

Riassunto del torneo[modifica | modifica wikitesto]

Fase a gironi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

La tifoseria di casa durante la partita inaugurale fra Sudafrica e Messico.

La fase finale dei Mondiali ha inizio l'11 giugno 2010 al Soccer City Stadium di Johannesburg, dove nella partita inaugurale i padroni di casa del Sudafrica affrontano il Messico.[68] Gli africani passano per primi in vantaggio al 55' grazie alla rete di Siphiwe Tshabalala, che sugli sviluppi di un contropiede insacca la sfera sotto l'incrocio con un potente sinistro. Verso il finire della gara, i Tricolores trovano il pareggio con il gol del definitivo 1-1 realizzato dal capitano Rafael Márquez al 79' che beffa il portiere Itumeleng Khune. I Bafanas giocano meglio, andando più vicini alla vittoria, ma l'occasione da rete più clamorosa porta la firma di Katlego Mphela, che all'84' semina i difensori avversari e si presenta solo davanti al portiere Óscar Pérez, ma il suo sinistro ad incrociare si stampa sul palo. La partita perde entusiasmo e si chiude sull'1-1.[69]

Nell'altra partita, giocatasi a Città del Capo, Uruguay e Francia, finalista di Germania 2006, in una gara priva di emozioni chiudono il risultato a reti inviolate (0-0).[70] Nel secondo turno, l'Uruguay travolge il Sudafrica per 3-0, trascinato da Diego Forlán: l'attaccante dell'Atlético Madrid spegne le velleità dei padroni di casa prima al 23' con un destro dalla distanza (complice la deviazione di Aaron Mokoena) e poi dal dischetto al 75' trafigge Khune, espulso in seguito ad un intervento irregolare su Luis Suárez, dal quale scaturisce il raddoppio della Celeste. Ad arrotondare il risultato è infine il colpo di testa di Álvaro Pereira al 90', che porta l'Uruguay al primo posto del Girone A. Il 17 giugno a Polokwane, contro ogni pronostico, il Messico stende la Francia 2-0. La squadra di Raymond Domenech delude ampiamente, e ad approfittarne è Javier Hernández, che al 64' dribbla freddamente Hugo Lloris e, a porta sguarnita, realizza la rete dell'1-0. Il vantaggio è però viziato dalla posizione di fuorigioco dell'attaccante del Manchester United, non segnalato dal giudice di gara. Al 75' vi è da segnalare un'ingenuità di Éric Abidal, che stende in area Pablo Barrera; nessun dubbio per l'arbitro Al Ghamdi, che indica il dischetto, poi trasformato da Cuauhtémoc Blanco nel 2-0 finale. Si tratta della prima storica vittoria per il Messico contro i Bleus.[71] Nell'ultima partita, l'Uruguay si qualifica sconfiggendo il Messico 1-0, rete di Luis Suárez 2 minuti prima della fine del primo tempo. Nell'altra sfida, al Sudafrica serve una vittoria di tre a zero, per riequilibrare la differenza reti. All'inizio sembra riuscirci, portandosi sul 2-0, quando al 70' Florent Malouda segna la rete del 2-1, risultato che elimina entrambe le nazionali dal torneo.[12] Per la prima volta nella storia dei mondiali, la nazionale organizzatrice del torneo viene eliminata al primo turno.[12]

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

L'Argentina festeggia dopo un gol segnato nel 4-1 alla Corea del Sud.

La prima partita del Gruppo B vede fronteggiarsi Grecia e Corea del Sud, la quale trova subito la rete del vantaggio, scaturita da un destro al volo del difensore Lee Jung-Soo al 7' su calcio piazzato. L'improvviso 1-0 costringe gli ellenici a scoprirsi, facilitando gli avversari, che sfiorano più volte il raddoppio. Al 15' l'arbitro Michael Hester non vede un fallo netto da rigore di Vasilīs Torosidīs su Lee Chung-Yong, mentre al 28' Park Chu-Young ha la possibilità di raddoppiare, ma viene fermato dalla parata di Alexandros Tzorvas.
Al 52', Loukas Vyntra perde un pallone banale a centrocampo, innescando Park Ji-sung che, con una meravigliosa azione personale, si invola verso la porta, salta due uomini e batte Tzorvas in uscita, firmando il definitivo 2-0.[72]

Nell'altra gara, Argentina-Nigeria, la prima e unica rete arriva 6' dopo il fischio d'inizio, su colpo di testa di Gabriel Heinze al limite dell'area di rigore in seguito ad un calcio d'angolo.[73] Nella gara contro la Corea del Sud il vantaggio per la squadra di Maradona arriva al 16' grazie ad una sfortunata deviazione di Park Chu-young su punizione di Ángel Di María. L'Argentina allarga le distanze con Gonzalo Higuaín al 32', al quale segue la rete dell'1-2 di Lee Chung-yong, agevolata da un errore di Martín Demichelis. Dopo un ottimo inizio da parte dei coreani ad inizio ripresa, l'Albiceleste dilaga nel finale ancora con Higuaín. L'attaccante del Real Madrid trova al 76' prima il tap-in vincente sulla respinta del portiere al tiro di Lionel Messi, e all'80' chiude i conti sfruttando un cross da sinistra, realizzando la sua prima tripletta in Nazionale.[74]

L'altra partita, Grecia-Nigeria, si conclude sul 2-1, avanti i nigeriani al 16' con Kalu Uche, ma riescono a farsi rimontare due reti dagli ellenici che vanno a segno al 44' e al 71', i primi gol mondiali in assoluto.[75] L'ultima giornata decide le qualificazioni: la Corea del Sud rischia pareggiando 2-2 con la Nigeria, mentre l'Argentina sconfigge 2-0 la compagine greca, salvando così la Corea del Sud.[76]

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

Donovan con una sua rete contro l'Algeria, trascina gli Stati Uniti agli ottavi di finale.

L'Inghilterra debutta contro i rivali degli Stati Uniti, passando in vantaggio con Gerrard: sul finire del primo tempo, Dempsey trova il definitivo pari con un tiro da fuori area che coglie impreparato il portiere Green.[77] Nell'altro incontro, l'Algeria costringe la Slovenia sullo 0-0 per 80 minuti: a sbloccare l'equilibrio, e decidere la gara, è un gol del capitano Koren.[78] Gli slavi sfidano poi la squadra "a stelle e strisce" portandosi sul 2-0, prima di venire ripresi: finisce 2-2, con un punto per parte.[79] Termina in parità, ma senza reti, anche la gara tra inglesi e nordafricani.[80]

Gli ultimi due incontri sono così decisivi per stabilire la classifica: l'Inghilterra si assicura il passaggio agli ottavi battendo di misura la Slovenia[81], mentre gli americani passano dalla possibile eliminazione al primo posto nel gruppo piegando le "Volpi del deserto" con un gol di Donovan in pieno recupero.[82]

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Il Ghana vince la prima gara del suo girone contro la Serbia grazie ad un calcio di rigore di Gyan Asamoah.

Alla partita d'esordio la Serbia deve affrontare il Ghana. La partita la risolve Asamoah Gyan all'85' su calcio di rigore. L'altra partita vede schierarsi contro la Germania e l'Australia che viene risolta con un pirotecnico 4-0 ai danni della compagine oceaniana.[83][84] Per la Germania vanno a segno quattro attaccanti; all'8' Podolski, al 26' Klose, al 67' Muller e al 70' chiude i conti Cacau. La seconda giornata vede la Germania crollare a sorpresa con la Serbia, vittoriosa per 1-0, che diventa la grande favorita per la qualificazione al turno successivo. La rete decisiva è di Milan Jovanovic al 38'; alcuni errori dell'arbitro hanno però deciso l'incontro come l'espulsione eccessiva a Klose.

La Germania sbaglierà in seguito il gol del pareggio fallendo il rigore con Lukas Podolski; l'Australia blocca il Ghana per 1-1, reti di Holman per l'Australia e di Gyan su rigore per il Ghana, rispettivamente all'11' e al 25'. Il rigore è scaturito in seguito al tocco di braccio, sulla linea di porta, di Harry Kewell che è stato espulso dall'arbitro Rosetti.[85][86] Nella giornata finale, la Germania regola il Ghana con un gran gol di Mesut Özil, mentre l'Australia vince 2-1 con la Serbia con reti di Holman e di Cahill, mentre per i balcanici segna Pantelic. La Germania si conferma, come da pronostico, al primo posto del girone con 6 punti, frutto di due vittorie e una sconfitta. La deludente nazionale serba esce così dal mondiale, non riuscendo a sfruttare la vittoria contro i tedeschi. Per Ghana e Australia i punti sono uguali, ma la differenza reti premia la compagine africana che si qualifica per il secondo mondiale di fila agli ottavi di finale.

Gruppo E[modifica | modifica wikitesto]

Calcio di punizione di Sneijder, in Camerun-Paesi Bassi, ultima gara del girone E.

Alla prima partita i Paesi Bassi affrontano la Danimarca. Gli orange giocano bene e vengono premiati: un'autorete di Daniel Agger al 46' e un gol di Dirk Kuijt all'85' bastano per sconfiggere l'avversario.[87] Il Giappone batte a sorpresa il Camerun di Samuel Eto'o 1-0, rete di Keisuke Honda al 39'. Nella seconda giornata, l'Olanda stende il Giappone con una rete di Wesley Sneijder,[88] mentre il Camerun esce matematicamente perdendo 2-1 con la compagine danese dopo essere andato in vantaggio al 10' con il bomber Eto'o, per essere raggiunto con Bendtner al 33' e superato con Rommedahl al 61'.

Nell'ultima giornata, il Camerun chiude il suo mondiale senza punti perdendo 2-1 con l'Olanda, reti di Robin van Persie e di Klaas-Jan Huntelaar per gli orange e Samuel Eto'o su rigore per i camerunesi.[89] La Danimarca viene eliminata dal Giappone che la batte per 3-1 grazie alle due reti su punizione di Honda al 17' e di Endō al 30'. Per gli asiatici dopodiché è l'attaccante Okazaki che all'87' segna il terzo gol, dopo che all'81' Jon Dahl Tomasson aveva segnato per la Danimarca ribattendo una respinta del portiere nipponico Kawashima su un rigore da lui stesso tirato.

Gruppo F[modifica | modifica wikitesto]

Una visuale di Ellis Park, teatro della clamorosa eliminazione dei campioni del mondo in carica dell'Italia ad opera dell'esordiente Slovacchia.

L'Italia campione del mondo in carica affronta il Paraguay nella prima partita del girone. Finisce 1-1: dopo il vantaggio paraguaiano al 39' con Antolín Alcaraz, risponde l'Italia al 63' con Daniele De Rossi, anche a causa di una deviazione avversaria e di un'incertezza del portiere paraguayano.[90][91] Nell'altra partita, la Nuova Zelanda si salva per un soffio, infatti dopo il vantaggio della Slovacchia al 50' con Róbert Vittek, i neozelandesi segnano in pieno recupero al 93' con Winston Reid il gol del pari. Nella seconda giornata, l'Italia soffre poiché la Nuova Zelanda segna al 7' con Shane Smeltz, a cui l'Italia risponderà al 29' con Vincenzo Iaquinta su rigore.[92] Intanto, Slovacchia-Paraguay termina con il risultato netto di 0-2, con gol di Vera al 27' e di Riveros all'86'.

Nell'ultima giornata, l'Italia compie il disastro: perde 3-2 con la Slovacchia in una partita dominata dagli esordienti ai Mondiali, che si portano sul 2-0 (doppietta di Vittek); poi l'Italia riesce a segnare con Antonio Di Natale ma la Slovacchia risponde dopo pochi minuti con il 3-1 di Kamil Kopúnek. Nel finale Fabio Quagliarella (che sul 2-1 aveva subito l'annullamento di una rete per fuorigioco) accorcia lo svantaggio.[93] Il Paraguay e la Nuova Zelanda pareggiano 0-0: passano quindi paraguaiani e slovacchi mentre italiani e neozelandesi sono eliminati.

Gruppo G[modifica | modifica wikitesto]

Il Brasile contro la Corea del Nord, gara terminata 2-1 per i verdeoro.

La prima partita vede schierarsi contro Costa d'Avorio e Portogallo, che non si fanno male e finisce 0-0. In serata la Corea del Nord, che partiva sfavorita, tiene testa al Brasile per tutto il primo tempo, ma nel secondo tempo prima Maicon al 55' e poi Elano al 72' portano la Seleçao sul 2-0, vantaggio dimezzato dalla rete di Ji Yun-Nam all'89'. Nella seconda giornata, il Brasile sconfigge anche la Costa d'Avorio 3-1, con una doppietta di Luis Fabiano e un gol di Elano, mentre per gli africani segna Didier Drogba al 79'. Il Portogallo sommerge di gol la Corea sconfiggendola 7-0. Nella giornata finale, il Portogallo e il Brasile pareggiano 0-0 garantendosi entrambi il passaggio del turno, mentre la Corea perde nuovamente, sconfitta dalla Costa d'Avorio per 3-0.

Gruppo H[modifica | modifica wikitesto]

La prima grande sorpresa del mondiale avviene a Durban, quando i campioni d'Europa in carica perdono 1-0 contro la Svizzera.

La prima partita del gruppo H vede contro la Spagna campione d'Europa in carica e la Svizzera. La vittoria va inaspettatamente agli elvetici, con un gol di Gelson Fernandes.[94][95] Nell'altra partita, il Cile batte l'Honduras sempre per 1-0, con una rete dell'attaccante Jean Beausejour. Nella seconda giornata, il Cile continua a vincere, sconfiggendo la Svizzera per 1-0, rete di Mark González al 75',[96] mentre la Spagna regola l'Honduras 2-0, grazie a una doppietta di David Villa.[97] Nel turno finale il Cile perde 2-1 con la Spagna,[98] dando così alla Svizzera la possibilità di qualificarsi in caso di vittoria con l'Honduras, ma gli elvetici non vanno oltre un pareggio a reti inviolate, venendo eliminati dal mondiale con tanti rimpianti. Passa invece il Cile, che si qualifica secondo dietro alle Furie Rosse.

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Messi e Márquez a colloquio con l'arbitro Rosetti durante l'ottavo Argentina contro Messico.

Gli ottavi abbinano Uruguay-Corea del Sud, Stati Uniti-Ghana, Paesi Bassi-Slovacchia, Brasile-Cile, Argentina-Messico, Germania-Inghilterra, Paraguay-Giappone e Spagna-Portogallo. Il primo ottavo è molto combattuto e l'Uruguay lo conclude solo all'80' quando Suarez segna il gol del 2-1 finale (lui aveva già segnato il gol dell'1-0, mentre per la Corea aveva segnato Lee Chung-Yong). Nel secondo si conclude ai supplementari, infatti i regolamentari si sono conclusi sul 1-1 (rete di Kevin-Prince Boateng al 5' e Donovan al 62' su rigore), il Ghana si aggiudica la partita perché il solito Gyan segna al 93'. Olanda-Slovacchia si conclude rapidamente, gli orange segnano due reti e il gol su rigore di Vittek al 94' serve solo ad accorciare le distanze. Stessa storia per Brasile-Cile: i verde-oro dominano la partita e vincono 3-0. Argentina-Messico si conclude sul 3-1, platensi che raggiungono il 3-0 e Hernandez segna al 75' l'inutile gol della bandiera messicano.

Germania-Inghilterra, invece, è famosa per il clamoroso errore arbitrale del direttore di gioco Jorge Larrionda che nel primo tempo, con l'Inghilterra in rimonta dal 2-0 (reti di Miroslav Klose al 20' e Lukas Podolski al 32' per i tedeschi e Matthew Upson al 37' per i leoni inglesi) non convalida il gol netto di Frank Lampard con il pallone che, dopo aver battuto sulla traversa e oltre la linea di porta, torna in campo. Nel secondo tempo, con gli inglesi sbilanciati ancora a caccia del pareggio Thomas Müller si scatena e segna una doppietta, risultato finale: 4-1 per la compagine tedesca. Giappone-Paraguay si conclude addirittura ai rigori e l'errore del terzino destro giapponese Komano è decisivo per l'eliminazione degli asiatici. Nel derby iberico che chiude gli ottavi ci pensa Villa a concludere la partita con un gol in leggero fuorigioco; nel primo tempo non venne sanzionato un fallo in area di rigore su Fernando Torres.

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Punizione di Forlán nella gara contro il Ghana, vinta dai sudamericani ai calci di rigore.

I quarti hanno nel loro repertorio delle sfide davvero interessanti tra cui Paesi Bassi-Brasile e Germania-Argentina. Il primo quarto vede di fronte il big match Olanda-Brasile. Al 10' Robinho porta in vantaggio i Verdeoro, raccogliendo il passaggio verticale di Felipe Melo che pesca l'attaccante in una voragine difensiva arancione e di prima intenzione scocca il destro dell'1-0. Brasile in vantaggio. Ma nel secondo tempo, sorpresa, Sneijder segna prima al 53' poi al 68', ribaltando il risultato. Il primo gol arriva su un innocuo cross dalla destra di Sneijder, con Felipe Melo che si scontra con Júlio César e tocca la palla nella sua porta. Il secondo gol dell'Olanda avviene su azione d'angolo. Corner tagliato dalla destra di Robben, sponda di testa di Kuyt, e Sneijder, abbandonato da Felipe Melo, di testa trova il 2-1. Il Brasile è così clamorosamente eliminato, mentre l'Olanda approda in semifinale.

Per il secondo quarto si sfidano Uruguay e Ghana, che è arrivato per la prima volta tra le prime otto. Al 47' Muntari recupera palla a centrocampo, se la porta sul sinistro e da 35 metri calcia a tutta potenza, beffando Muslera. Otto minuti dopo Forlán calcia forte una punizione dalla sinistra l'effetto è a uscire, il portiere non ci arriva e il risultato torna in parità. Si va allora ai tempi supplementari, quando la partita si infiamma e diventa incredibile: negli ultimi minuti prima dei rigori, su corner Mensah colpisce di testa, Muslera esce a vuoto e la palla viene respinta dalla porta da Suarez, che la prende con le mani; l'arbitro espelle l'attaccante e concede calcio di rigore al 120' per il Ghana, che potrebbe scrivere la storia per le africane, ma il cannoniere dei ghanesi Gyan calcia potente e centrale ed il pallone colpisce la traversa. Alla lotteria dei rigori Mensah sbaglia e sembra condannare la sua squadra, ma l'errore di Pereira riporta la parità; il Ghana però fallisce ancora con Adiyiah e il risultato è 3-2 per la Celeste: il gol di Abreu, fatto con un "cucchiaio", porta l'Uruguay in semifinale dopo 40 anni (l'ultima volta fu a Messico '70).

Il gol di Müller nella partita vinta per 4-0 ai quarti di finale contro l'Argentina.

L'Argentina di Maradona, nel terzo quarto, viene travolta dalla Germania per 4-0; questo è stato il quarto di finale con più titoli mondiali in campo, tre per i tedeschi, due per gli argentini. In vantaggio con Muller già al 3' su distrazione della difesa dell'Argentina, la squadra tedesca ha chiuso i conti nella ripresa con le altre reti di Klose al 23' e di Friedrich al 29', dopo ottime azioni corali dei teutonici. Il quarto gol, ancora di Klose, al 44', al volo su azione di contropiede, è la ciliegina sulla torta per i panzer. Spagna-Paraguay sembra una partita facile per le Furie Rosse, ma i biancorossi si difendono bene chiudendo tutti gli spazi. Nel secondo tempo cambia la gara: Piqué fa fallo da rigore su Cardozo, ma lo stesso attaccante si fa parare il tiro da Casillas. Un minuto dopo, sul ribaltamento di fronte, calcio di rigore per la Spagna e trasformazione affidata a Xabi Alonso: il centrocampista segna, ma l'arbitro fa ripetere; al secondo tentativo il portiere Villar respinge il tiro. Si rimane sullo 0-0 fino a 7 minuti dalla fine, quando Villa segna il gol dell'1-0 finale, raccogliendo il pallone sul palo, dopo un tiro di Pedro. La Spagna è così, per la prima volta nella sua Storia, in semifinale.

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso in campo di Uruguay e Paesi Bassi, gara che vedrà gli oranje approdare in finale.

Le due semifinali mettono di fronte Uruguay-Paesi Bassi e Germania-Spagna. Nella prima semifinale, disputata il 6 luglio 2010 allo stadio di Città del Capo, i Paesi Bassi vincono la partita 3–2, qualificandosi così per la finale per la prima volta dai mondiali del 1978.[99] I sudamericani adottano una posizione difensiva all'inizio della partita, ma riescono a tenere gli avversari a zero reti solo per 18 minuti, fin quando il capitano olandese Giovanni van Bronckhorst riesce a segnare da 35 metri nell'angolo in alto a destra della porta. Tuttavia, i Paesi Bassi non sono in grado di capitalizzare il proprio vantaggio, poiché Diego Forlán pareggia al 41 '(1–1) quando il suo tiro da 25 metri colpito esattamente al centro della porta è stato valutato male dal portiere Maarten Stekelenburg che lo ha mancato di pochi millimetri. I Paesi Bassi ritornano in vantaggio nella ripresa, quando un passaggio di Rafael van der Vaart raggiunge Wesley Sneijder che trafigge Fernando Muslera che si è tuffato e lo ha mancato di pochi centimetri. Tre minuti dopo, Kuyt incrocia per Robben, che segna di testa per il 3-1. I Paesi Bassi si spaventano nel finale quando Maxi Pereira, che ha fallito un rigore contro il Ghana, sigla un calcio di punizione nei minuti di recupero; tuttavia, la partita finisce 3–2 nonostante i disperati tentativi uruguaiani di pareggiare.[100] Dopo la partita, l'allenatore dell'Uruguay Óscar Tabárez si è detto orgoglioso del fatto che la sua squadra ha raggiunto le semifinali.[101]

Nell'altra semifinale, la Spagna trionfa 1-0 contro la Germania, in una sorta di riedizione della finale dell'Europeo di due anni prima. Si tratta della prima volta che le Furie Rosse arrivavano in finale ai mondiali, mentre per il secondo campionato del mondo consecutivo la Germania perde in semifinale, dopo la sconfitta casalinga contro l'Italia quattro anni prima.[102] La Spagna ha la maggior parte del possesso palla per tutta la partita, con la Germania che adotta una struttura difensiva serrata. I teutonici creano occasioni in contropiede, ma anche la Spagna va vicina al gol in numerose occasioni in ogni tempo. La partita rimane bloccata sullo 0-0 fino al 73', quando alla Spagna viene assegnato un corner. Il corner, battuto da Xavi, è stato raccolto da Carles Puyol, che ha colpito di testa la palla in rete. Successivamente, la Spagna difende il vantaggio e ottiene la vittoria.[103]

Finale per il terzo posto[modifica | modifica wikitesto]

La finalina per il terzo e quarto posto si gioca tra Uruguay e Germania il 10 luglio 2010 al Nelson Mandela Bay Stadium di Port Elizabeth e vede vincere i teutonici per 3-2. La Germania prima passa in vantaggio con Müller poi subisce le reti di Edinson Cavani e Forlán; nel secondo tempo Marcell Jansen e Sami Khedira ribaltano il punteggio sul definitivo 3-2, l'Uruguay ha l'occasione di pareggiare con una punizione di Forlán all'ultimo minuto, ma il pallone si ferma sulla traversa. Si tratta dell'ottava coppa del mondo consecutiva in cui squadre europee arrivano terze ed è anche la seconda volta di fila che la Germania conquista la medaglia di bronzo.

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2010.
Paesi Bassi e Spagna schierate prima dell'inizio

Al Soccer City di Johannesburg, Spagna e Paesi Bassi si affrontano per la Coppa in una finale inedita: entrambe le squadre non hanno mai vinto un mondiale ma, mentre gli Oranje hanno già disputato due finali, per le Furie Rosse si tratta invece della prima volta. L'incontro non si sblocca – le occasioni migliori capitano sui piedi di Arjen Robben, che non le capitalizza, grazie anche alle parate di Iker Casillas – e finisce nel corso dei supplementari quando la Spagna, in superiorità numerica per l'espulsione di John Heitinga, trova la rete dell'1-0 con Andrés Iniesta (che poi omaggia Dani Jarque) al 116imo minuto.

Gli iberici così si laureano per la prima volta nella loro storia campioni del mondo;[13][14][15] inoltre, la Spagna è la prima nazione europea a vincere un mondiale non disputato nel Vecchio Continente. Nei precedenti mondiali tenutisi fuori dall'Europa a vincere erano state nazioni sudamericane. Si tratta anche la prima nazionale dal 1978 a trionfare ad un campionato mondiale dopo aver perso una partita nella fase a gironi. Come risultato della loro vittoria, la Roja ottiene la possibilità di partecipare alla FIFA Confederations Cup 2013.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Commons
Commons

Su Commons trovi tutte le formazioni delle squadre nei vari incontri.

Wikinotizie
Wikinotizie

Su Wikinotizie trovi tutte le cronache dei vari incontri.

Fase a gironi[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo A[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera dell'Uruguay Uruguay 7 3 2 1 0 4 0 +4
2. Bandiera del Messico Messico 4 3 1 1 1 3 2 +1
3. Bandiera del Sudafrica Sudafrica 4 3 1 1 1 3 5 -2
4. Bandiera della Francia Francia 1 3 0 1 2 1 4 -3
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Johannesburg
11 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 1
Sudafrica Bandiera del Sudafrica1 – 1
referto
Bandiera del Messico MessicoFNB Stadium (84 490 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uzbekistan Irmatov

Città del Capo
11 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 2
Uruguay Bandiera dell'Uruguay0 – 0
referto
Bandiera della Francia FranciaGreen Point Stadium (64 100 spett.)
Arbitro: Bandiera del Giappone Nishimura

Tshwane / Pretoria
16 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 17
Sudafrica Bandiera del Sudafrica0 – 3
referto
Bandiera dell'Uruguay UruguayStadio Loftus Versfeld (42 658 spett.)
Arbitro: Bandiera della Svizzera Busacca

Polokwane
17 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 18
Francia Bandiera della Francia0 – 2
referto
Bandiera del Messico MessicoPeter Mokaba Stadium (35 370 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Arabia Saudita Al Ghamdi

Rustenburg
22 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 33
Messico Bandiera del Messico0 – 1
referto
Bandiera dell'Uruguay UruguayRoyal Bafokeng Stadium (33 425 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Ungheria Kassai

Mangaung / Bloemfontein
22 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 34
Francia Bandiera della Francia1 – 2
referto
Bandiera del Sudafrica SudafricaFree State Stadium (39 415 spett.)
Arbitro: Bandiera della Colombia Ruiz

Gruppo B[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera dell'Argentina Argentina 9 3 3 0 0 7 1 +6
2. Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud 4 3 1 1 1 5 6 -1
3. Bandiera della Grecia Grecia 3 3 1 0 2 2 5 -3
4. Bandiera della Nigeria Nigeria 1 3 0 1 2 3 5 -2
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Port Elizabeth
12 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 4
Corea del Sud Bandiera della Corea del Sud2 – 0
referto
Bandiera della Grecia GreciaNelson Mandela Bay Stadium (31 513 spett.)
Arbitro: Bandiera della Nuova Zelanda Hester

Johannesburg
12 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 3
Argentina Bandiera dell'Argentina1 – 0
referto
Bandiera della Nigeria NigeriaEllis Park Stadium (55 686 spett.)
Arbitro: Bandiera della Germania Stark

Johannesburg
17 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 20
Argentina Bandiera dell'Argentina4 – 1
referto
Bandiera della Corea del Sud Corea del SudFNB Stadium (82 174 spett.)
Arbitro: Bandiera del Belgio De Bleeckere

Mangaung / Bloemfontein
17 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 19
Grecia Bandiera della Grecia2 – 1
referto
Bandiera della Nigeria NigeriaFree State Stadium (31 593 spett.)
Arbitro: Bandiera della Colombia Ruiz

Durban
22 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 35
Nigeria Bandiera della Nigeria2 – 2
referto
Bandiera della Corea del Sud Corea del SudMoses Mabhida Stadium (61 874 spett.)
Arbitro: Bandiera del Portogallo Benquerença

Polokwane
22 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 36
Grecia Bandiera della Grecia0 – 2
referto
Bandiera dell'Argentina ArgentinaPeter Mokaba Stadium (38 891 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uzbekistan Irmatov

Gruppo C[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 5 3 1 2 0 4 3 +1
2. Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 5 3 1 2 0 2 1 +1
3. Bandiera della Slovenia Slovenia 4 3 1 1 1 3 3 0
4. Bandiera dell'Algeria Algeria 1 3 0 1 2 0 2 -2
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Rustenburg
12 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 5
Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra1 – 1
referto
Bandiera degli Stati Uniti Stati UnitiRoyal Bafokeng Stadium (38 646 spett.)
Arbitro: Bandiera del Brasile Simon

Polokwane
13 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 6
Algeria Bandiera dell'Algeria0 – 1
referto
Bandiera della Slovenia SloveniaPeter Mokaba Stadium (30 325 spett.)
Arbitro: Bandiera del Guatemala Batres

Johannesburg
18 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 22
Slovenia Bandiera della Slovenia2 – 2
referto
Bandiera degli Stati Uniti Stati UnitiEllis Park Stadium (45 573 spett.)
Arbitro: Bandiera del Mali Coulibaly

Città del Capo
18 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 23
Inghilterra Bandiera dell'Inghilterra0 – 0
referto
Bandiera dell'Algeria AlgeriaGreen Point Stadium (64 100 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uzbekistan Irmatov

Port Elizabeth
23 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 37
Slovenia Bandiera della Slovenia0 – 1
referto
Bandiera dell'Inghilterra InghilterraNelson Mandela Bay Stadium (36 893 spett.)
Arbitro: Bandiera della Germania Stark

Pretoria
23 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 38
Stati Uniti Bandiera degli Stati Uniti1 – 0
referto
Bandiera dell'Algeria AlgeriaStadio Loftus Versfeld (35 827 spett.)
Arbitro: Bandiera del Belgio De Bleeckere

Gruppo D[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera della Germania Germania 6 3 2 0 1 5 1 +4
2. Bandiera del Ghana Ghana 4 3 1 1 1 2 2 0
3. Bandiera dell'Australia Australia 4 3 1 1 1 3 6 -3
4. Bandiera della Serbia Serbia 3 3 1 0 2 2 3 -1
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Tshwane / Pretoria
13 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 8
Serbia Bandiera della Serbia0 – 1
referto
Bandiera del Ghana GhanaStadio Loftus Versfeld (38 833 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Argentina Baldassi

Durban
13 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 7
Germania Bandiera della Germania4 – 0
referto
Bandiera dell'Australia AustraliaMoses Mabhida Stadium (62 660 spett.)
Arbitro: Bandiera del Messico Rodríguez

Port Elizabeth
18 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 21
Germania Bandiera della Germania0 – 1
referto
Bandiera della Serbia SerbiaNelson Mandela Bay Stadium (38 294 spett.)
Arbitro: Bandiera della Spagna Undiano Mallenco

Rustenburg
19 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 24
Ghana Bandiera del Ghana1 – 1
referto
Bandiera dell'Australia AustraliaRoyal Bafokeng Stadium (34 812 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Italia Rosetti

Johannesburg
23 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 39
Ghana Bandiera del Ghana0 – 1
referto
Bandiera della Germania GermaniaFNB Stadium (83 391 spett.)
Arbitro: Bandiera del Brasile Simon

Mbombela
23 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 40
Australia Bandiera dell'Australia2 – 1
referto
Bandiera della Serbia SerbiaMbombela Stadium (37 836 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uruguay Larrionda

Gruppo E[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 9 3 3 0 0 5 1 +4
2. Bandiera del Giappone Giappone 6 3 2 0 1 4 2 +2
3. Bandiera della Danimarca Danimarca 3 3 1 0 2 3 6 -3
4. Bandiera del Camerun Camerun 0 3 0 0 3 2 5 -3
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Johannesburg
14 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 9
Paesi Bassi Bandiera dei Paesi Bassi2 – 0
referto
Bandiera della Danimarca DanimarcaFNB Stadium (83 465 spett.)
Arbitro: Bandiera della Francia Lannoy

Bloemfontein
14 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 10
Giappone Bandiera del Giappone1 – 0
referto
Bandiera del Camerun CamerunFree State Stadium (30 620 spett.)
Arbitro: Bandiera del Portogallo Benquerença

Durban
19 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 25
Paesi Bassi Bandiera dei Paesi Bassi1 – 0
referto
Bandiera del Giappone GiapponeMoses Mabhida Stadium (62 010 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Argentina Baldassi

Pretoria
19 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 26
Camerun Bandiera del Camerun1 – 2
referto
Bandiera della Danimarca DanimarcaStadio Loftus Versfeld (38 074 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uruguay Larrionda

Rustenburg
24 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 43
Danimarca Bandiera della Danimarca1 – 3
referto
Bandiera del Giappone GiapponeRoyal Bafokeng Stadium (27 967 spett.)
Arbitro: Bandiera del Sudafrica Damon

Città del Capo
24 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 44
Camerun Bandiera del Camerun1 – 2
referto
Bandiera dei Paesi Bassi Paesi BassiGreen Point Stadium (63 093 spett.)
Arbitro: Bandiera del Cile Pozo

Gruppo F[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera del Paraguay Paraguay 5 3 1 2 0 3 1 +2
2. Bandiera della Slovacchia Slovacchia 4 3 1 1 1 4 5 -1
3. Bandiera della Nuova Zelanda Nuova Zelanda 3 3 0 3 0 2 2 0
4. Bandiera dell'Italia Italia 2 3 0 2 1 4 5 -1
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Città del Capo
14 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 11
Italia Bandiera dell'Italia1 – 1
referto
Bandiera del Paraguay ParaguayGreen Point Stadium (62 869 spett.)
Arbitro: Bandiera del Messico Archundia

Rustenburg
15 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 12
Nuova Zelanda Bandiera della Nuova Zelanda1 – 1
referto
Bandiera della Slovacchia SlovacchiaRoyal Bafokeng Stadium (23 871 spett.)
Arbitro: Bandiera del Sudafrica Damon

Bloemfontein
20 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 27
Slovacchia Bandiera della Slovacchia0 – 2
referto
Bandiera del Paraguay ParaguayFree State Stadium (26 643 spett.)
Arbitro: Bandiera delle Seychelles Maillet

Mbombela
20 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 28
Italia Bandiera dell'Italia1 – 1
referto
Bandiera della Nuova Zelanda Nuova ZelandaMbombela Stadium (38 229 spett.)
Arbitro: Bandiera del Guatemala Batres

Johannesburg
24 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 41
Slovacchia Bandiera della Slovacchia3 – 2
referto
Bandiera dell'Italia ItaliaEllis Park Stadium (53 412 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Inghilterra Webb

Polokwane
24 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 42
Paraguay Bandiera del Paraguay0 – 0
referto
Bandiera della Nuova Zelanda Nuova ZelandaPeter Mokaba Stadium (34 850 spett.)
Arbitro: Bandiera del Giappone Nishimura

Gruppo G[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera del Brasile Brasile 7 3 2 1 0 5 2 +3
2. Bandiera del Portogallo Portogallo 5 3 1 2 0 7 0 +7
3. Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'Avorio 4 3 1 1 1 4 3 +1
4. Bandiera della Corea del Nord Corea del Nord 0 3 0 0 3 1 12 -11
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Nelson Mandela Bay / Port Elizabeth
15 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 13
Costa d'Avorio Bandiera della Costa d'Avorio0 – 0
referto
Bandiera del Portogallo PortogalloNelson Mandela Bay Stadium (37 034 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uruguay Larrionda

Johannesburg
15 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 14
Brasile Bandiera del Brasile2 – 1
referto
Bandiera della Corea del Nord Corea del NordEllis Park Stadium (54 331 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Ungheria Kassai

Johannesburg
20 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 29
Brasile Bandiera del Brasile3 – 1
referto
Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'AvorioFNB Stadium (84 455 spett.)
Arbitro: Bandiera della Francia Lannoy

Città del Capo
21 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 30
Portogallo Bandiera del Portogallo7 – 0
referto
Bandiera della Corea del Nord Corea del NordGreen Point Stadium (63 644 spett.)
Arbitro: Bandiera del Cile Pozo

Durban
25 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 45
Portogallo Bandiera del Portogallo0 – 0
referto
Bandiera del Brasile BrasileMoses Mabhida Stadium (62 712 spett.)
Arbitro: Bandiera del Messico Archundia

Mbombela
25 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 46
Corea del Nord Bandiera della Corea del Nord0 – 3
referto
Bandiera della Costa d'Avorio Costa d'AvorioMbombela Stadium (34 763 spett.)
Arbitro: Bandiera della Spagna Undiano Mallenco

Gruppo H[modifica | modifica wikitesto]

Classifica[modifica | modifica wikitesto]
Pos. Squadra Pt G V N P GF GS DR
1. Bandiera della Spagna Spagna 6 3 2 0 1 4 2 +2
2. Bandiera del Cile Cile 6 3 2 0 1 3 2 +1
3. Bandiera della Svizzera Svizzera 4 3 1 1 1 1 1 0
4. Bandiera dell'Honduras Honduras 1 3 0 1 2 0 3 -3
Incontri[modifica | modifica wikitesto]
Mbombela
16 giugno 2010, ore 13:30 UTC+2
Incontro 15
Honduras Bandiera dell'Honduras0 – 1
referto
Bandiera del Cile CileMbombela Stadium (32 664 spett.)
Arbitro: Bandiera delle Seychelles Maillet

Durban
16 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 16
Spagna Bandiera della Spagna0 – 1
referto
Bandiera della Svizzera SvizzeraMoses Mabhida Stadium (62 453 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Inghilterra Webb

Port Elizabeth
21 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 31
Cile Bandiera del Cile1 – 0
referto
Bandiera della Svizzera SvizzeraNelson Mandela Bay Stadium (34 872 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Arabia Saudita Al Ghamdi

Johannesburg
21 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 32
Spagna Bandiera della Spagna2 – 0
referto
Bandiera dell'Honduras HondurasEllis Park Stadium (54 386 spett.)
Arbitro: Bandiera del Giappone Nishimura

Pretoria
25 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 47
Cile Bandiera del Cile1 – 2
referto
Bandiera della Spagna SpagnaStadio Loftus Versfeld (41 958 spett.)
Arbitro: Bandiera del Messico Rodríguez

Bloemfontein
25 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 48
Svizzera Bandiera della Svizzera0 – 0
referto
Bandiera dell'Honduras HondurasFree State Stadium (28 042 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Argentina Baldassi

Fase a eliminazione diretta[modifica | modifica wikitesto]

Tabellone[modifica | modifica wikitesto]

Ottavi di finale Quarti di finale Semifinali Finale
1A Bandiera dell'Uruguay Uruguay 2
2B Bandiera della Corea del Sud Corea del Sud 1 Bandiera dell'Uruguay Uruguay (dtr) 1 (4)
1C Bandiera degli Stati Uniti Stati Uniti 1 Bandiera del Ghana Ghana 1 (2)
2D Bandiera del Ghana Ghana 2 Bandiera dell'Uruguay Uruguay 2
1E Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 2 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 3
2F Bandiera della Slovacchia Slovacchia 1 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 2
1G Bandiera del Brasile Brasile 3 Bandiera del Brasile Brasile 1
2H Bandiera del Cile Cile 0 Bandiera dei Paesi Bassi Paesi Bassi 0
1B Bandiera dell'Argentina Argentina 3 Bandiera della Spagna Spagna (dts) 1
2A Bandiera del Messico Messico 1 Bandiera dell'Argentina Argentina 0
1D Bandiera della Germania Germania 4 Bandiera della Germania Germania 4
2C Bandiera dell'Inghilterra Inghilterra 1 Bandiera della Germania Germania 0 Finale 3º posto
1F Bandiera del Paraguay Paraguay (dtr) 0 (5) Bandiera della Spagna Spagna 1
2E Bandiera del Giappone Giappone 0 (3) Bandiera del Paraguay Paraguay 0 Bandiera dell'Uruguay Uruguay 2
1H Bandiera della Spagna Spagna 1 Bandiera della Spagna Spagna 1 Bandiera della Germania Germania 3
2G Bandiera del Portogallo Portogallo 0

Ottavi di finale[modifica | modifica wikitesto]

Port Elizabeth
26 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 49
Uruguay Bandiera dell'Uruguay2 – 1
referto
Bandiera della Corea del Sud Corea del SudNelson Mandela Bay Stadium (30 597 spett.)
Arbitro: Bandiera della Germania Stark

Rustenburg
26 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 50
Stati Uniti Bandiera degli Stati Uniti1 – 2
(d.t.s.)
referto
Bandiera del Ghana GhanaRoyal Bafokeng Stadium (34 976 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Ungheria Kassai

Bloemfontein
27 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 51
Germania Bandiera della Germania4 – 1
referto
Bandiera dell'Inghilterra InghilterraFree State Stadium (40 510 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uruguay Larrionda

Johannesburg
27 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 52
Argentina Bandiera dell'Argentina3 – 1
referto
Bandiera del Messico MessicoFNB Stadium (84 377 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Italia Rosetti

Durban
28 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 53
Paesi Bassi Bandiera dei Paesi Bassi2 – 1
referto
Bandiera della Slovacchia SlovacchiaMoses Mabhida Stadium (61 962 spett.)
Arbitro: Bandiera della Spagna Undiano Mallenco

Johannesburg
28 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 54
Brasile Bandiera del Brasile3 – 0
referto
Bandiera del Cile CileEllis Park Stadium (54 096 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Inghilterra Webb

Pretoria
29 giugno 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 55
Paraguay Bandiera del Paraguay0 – 0
(d.t.s.)
referto
Bandiera del Giappone GiapponeStadio Loftus Versfeld (36 742 spett.)
Arbitro: Bandiera del Belgio De Bleeckere

Città del Capo
29 giugno 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 56
Spagna Bandiera della Spagna1 – 0
referto
Bandiera del Portogallo PortogalloGreen Point Stadium (62 955 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Argentina Baldassi

Quarti di finale[modifica | modifica wikitesto]

Port Elizabeth
2 luglio 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 57
Paesi Bassi Bandiera dei Paesi Bassi2 – 1
referto
Bandiera del Brasile BrasileNelson Mandela Bay Stadium (40 186 spett.)
Arbitro: Bandiera del Giappone Nishimura

Johannesburg
2 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 58
Uruguay Bandiera dell'Uruguay1 – 1
(d.t.s.)
referto
Bandiera del Ghana GhanaFNB Stadium (84 017 spett.)
Arbitro: Bandiera del Portogallo Benquerença

Città del Capo
3 luglio 2010, ore 16:00 UTC+2
Incontro 59
Argentina Bandiera dell'Argentina0 – 4
referto
Bandiera della Germania GermaniaGreen Point Stadium (64 100 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uzbekistan Irmatov

Johannesburg
3 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 60
Paraguay Bandiera del Paraguay0 – 1
referto
Bandiera della Spagna SpagnaEllis Park Stadium (55 359 spett.)
Arbitro: Bandiera del Guatemala Batres

Semifinali[modifica | modifica wikitesto]

Città del Capo
6 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 61
Uruguay Bandiera dell'Uruguay2 – 3
referto
Bandiera dei Paesi Bassi Paesi BassiCape Town Stadium (62479 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Uzbekistan Ermatov

Durban
7 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 62
Germania Bandiera della Germania0 – 1
referto
Bandiera della Spagna SpagnaMoses Mabhida Stadium (60 960 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Ungheria Kassai

Finale per il terzo posto[modifica | modifica wikitesto]

Port Elizabeth
10 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 63
Uruguay Bandiera dell'Uruguay2 – 3
referto
Bandiera della Germania GermaniaNelson Mandela Bay Stadium (36 254 spett.)
Arbitro: Bandiera del Messico Archundia

Finale[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Finale del campionato mondiale di calcio 2010.
Johannesburg
11 luglio 2010, ore 20:30 UTC+2
Incontro 64
Paesi Bassi Bandiera dei Paesi Bassi0 – 1
(d.t.s.)
referto
Bandiera della Spagna SpagnaFNB Stadium (84 490 spett.)
Arbitro: Bandiera dell'Inghilterra Webb

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica marcatori[modifica | modifica wikitesto]

5 reti
4 reti
3 reti
2 reti
1 rete
Autoreti

Record[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Suárez con Forlan, miglior giocatore di Sudafrica 2010.

La sera della finale per il 1º posto, conclusa la partita, la FIFA ha reso noti i premi assegnati ai calciatori[104].

[105] Miglior marcatore (Scarpa d'oro) Miglior giocatore (Pallone d'oro) Miglior portiere (Guanto d'oro) Miglior giovane Premio FIFA Fair Play
Oro Bandiera della Germania Thomas Müller (5) Bandiera dell'Uruguay Diego Forlán Bandiera della Spagna Iker Casillas Bandiera della Germania Thomas Müller Bandiera della Spagna Spagna
Argento Bandiera della Spagna David Villa (5) Bandiera dei Paesi Bassi Wesley Sneijder Non assegnato Non assegnato Non assegnato
Bronzo Bandiera dei Paesi Bassi Wesley Sneijder (5) Bandiera della Spagna David Villa Non assegnato Non assegnato Non assegnato
Portiere Difensori Centrocampisti Attaccanti

Bandiera della Spagna Iker Casillas

Bandiera della Germania Philipp Lahm
Bandiera del Brasile Maicon
Bandiera della Spagna Carles Puyol
Bandiera della Spagna Sergio Ramos

Bandiera della Spagna Andrés Iniesta
Bandiera della Germania Bastian Schweinsteiger
Bandiera dei Paesi Bassi Wesley Sneijder
Bandiera della Spagna Xavi

Bandiera dell'Uruguay Diego Forlán
Bandiera della Spagna David Villa

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Paul "predice" la nazionale vincitrice dei mondiali.

Un elemento distintivo di questo mondiale è stato il polpo Paul: era un polpo comune che viveva nell'acquario Oberhausen, in Germania, e che ha conosciuto una certa notorietà internazionale in occasione dei Mondiali di calcio del 2010 quando fu utilizzato per tentare di "predire" i risultati delle partite di calcio in cui era coinvolta la Germania.[107] Ad esse si aggiunse anche quella della finale non disputata dalla Germania; le "previsioni" in quell'occasione si rivelarono tutte corrette.

A Mondiale concluso, i suoi proprietari e la direzione dell'acquario hanno annunciato che non si sarebbero più formulate "previsioni" da parte dell'animale, sancendo di fatto il "pensionamento" di Paul.[108] Il quotidiano tedesco Handelsblatt gli ha dedicato anche un editoriale dal titolo "Trionfo per il polpo".[109]

Paul è morto nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 2010 nello stesso Sea Life Center di Oberhausen, in Germania.[110][111]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adidas Golden Ball, su FIFA.com, Fédération Internationale de Football Association. URL consultato il 6 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 27 aprile 2015).
  2. ^ Adidas Golden Glove, su FIFA.com, Fédération Internationale de Football Association. URL consultato il 6 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2015).
  3. ^ 2010 FIFA World Cup South Africa, su fifa.com. URL consultato il 28 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 19 giugno 2020).
  4. ^ South Africa Is Named Host of 2010 World Cup, in The New York Times, 13 maggio 2018. URL consultato il 13 maggio 2018 (archiviato dall'url originale l'11 giugno 2020).
  5. ^ South Africa 2010 Stadiums, su Sa-venues.com. URL consultato il 5 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2017).
  6. ^ David Smith, Nelson Mandela gives World Cup a dream finale with a wave and a smile, in The Guardian, 11 luglio 2010, ISSN 0261-3077 (WC · ACNP). URL consultato il 5 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2021).
  7. ^ Soccer City Stadium, Johannesburg: World Cup 2010 stadium guide, in Daily Telegraph, 19 novembre 2009, ISSN 0307-1235 (WC · ACNP). URL consultato il 5 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 gennaio 2022).
  8. ^ Umiliati dalla Slovacchia Torniamo a casa. gazzetta.it
  9. ^ A CASA CON VERGOGNA. gazzetta.it
  10. ^ De Rossi agguanta il Paraguay L'Italia parte con un pari. gazzetta.it
  11. ^ L'Italia continua a deludere Solo 1-1 con la Nuova Zelanda. gazzetta.it
  12. ^ a b c Orgoglio Sudafrica La Francia chiude ultima, in repubblica.it, 22 giugno 2010. URL consultato il 6 aprile 2020.
  13. ^ a b c Spagna campione del mondo, su gazzetta.it.
  14. ^ a b Jonathan Stevenson, Netherlands 0–1 Spain, in BBC Sport, British Broadcasting Corporation, 11 luglio 2010. URL consultato l'11 luglio 2010 (archiviato l'11 luglio 2010).
  15. ^ a b James Dall, World domination for Spain, in Sky Sports, BSkyB, 11 luglio 2010. URL consultato l'11 luglio 2010 (archiviato il 12 luglio 2010).
  16. ^ (EN) FIFA.com, 2010 FIFA World Cup™ - News - Shakira and Freshlyground sing Official FIFA World Cup™ song - FIFA.com, su fifa.com. URL consultato l'8 gennaio 2021 (archiviato dall'url originale il 15 giugno 2018).
  17. ^ Al Sudafrica i mondiali di calcio del 2010, su swissinfo.ch.
  18. ^ Scandalo Fifa: Sudafrica ammette: abbiamo pagato 10 milioni., la Repubblica.
  19. ^ Fifa, spunta una registrazione segreta: «Mondiali 2010 vinti dal Marocco»., la Repubblica.
  20. ^ «I Mondiali del 2010 erano stati vinti dal Marocco, non dal Sudafrica»., Corriere della Sera.
  21. ^ Scandalo Fifa. «Il Marocco aveva vinto l'assegnazione dei mondiali 2010, non il Sudafrica»., Rai News.
  22. ^ Fulvio Bianchi, Blatter: no a Sudafrica 2010. Anzi, via libera. E adesso vuole abolire il pareggio..., su repubblica.it, la Repubblica.it, 2 maggio 2007. URL consultato il 6 giugno 2010.
  23. ^ Sudafrica: 42 vittime della violenza xenofoba, interviene l'esercito, su lastampa.it, 21 maggio 2008. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 giugno 2011).
  24. ^ Blatter e il piano B Sudafrica 2010, dubbi sul Mondiale, Corriere della Sera, 30 giugno 2008, p. 37. (testo).
  25. ^ "Sud Africa, Mondiale sicuro", su gazzetta.it, La Gazzetta dello Sport.it, 8 maggio 2007. URL consultato il 6 giugno 2010.
  26. ^ (EN) Blatter praises German World Cup as best ever, su news.webindia123.com, Webindia123.com, 28 giugno 2006. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  27. ^ (EN) Simangaliso Zwane, Blatter: 2010 Plan B and C is South Africa, su sa2010.gov.za, 15 settembre 2008. URL consultato il 6 giugno 2010.
  28. ^ World Cup boss Danny Jordaan allays security concerns, BBC Sport, 9 gennaio 2010. URL consultato il 9 gennaio 2010 (archiviato il 10 gennaio 2010).
  29. ^ Foreigners robbed in South Africa ahead of World Cup, su news.xinhuanet.com, Xinhua News, 11 giugno 2010. URL consultato il 13 giugno 2010 (archiviato il 12 giugno 2010).
  30. ^ Martin Evans, Gordon Rayner e Aislinn Laing, World Cup 2010: Police hunt angry fan who entered England dressing room, in The Daily Telegraph, London, Telegraph Media Group, 19 giugno 2010. URL consultato il 19 giugno 2010 (archiviato il 20 giugno 2010).
  31. ^ Hallmark Events and Evictions, Worldpress, 7 febbraio 2008. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  32. ^ David Smith, World Cup 2010: Football brings defining moment for South Africa, in The Guardian, UK, 12 giugno 2009. URL consultato il 5 giugno 2010.
  33. ^ Alan Cowell, World Cup Whose Meaning Goes Beyond Soccer, in New York Times, 28 dicembre 2009. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  34. ^ 'Economic cleansing' in BBC's World Cup backyard, Stewart Maclean, in The Independent, UK, 22 marzo 2010. URL consultato il 5 giugno 2010.
  35. ^ Mohammed Allie, South Africans fight eviction for World Cup car park, BBC News, 2 giugno 2010. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  36. ^ a b Christopher Worth, Kicked Out for the Cup?, in Newsweek, 4 giugno 2010. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  37. ^ Testo del Progetto di Legge sulle baraccopoli e altri documenti (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2012).
  38. ^ Shack dwellers take on Slums Act di Niren Tolsi, Mail & Guardian, 14 febbraio 2008.
  39. ^ Constitutional challenge to law on slums, di Ernest Mabuza, Business Day, 4 maggio 2009.
  40. ^ 'Three provinces protest against slum bill', di Bonile Ngqiyaza, The Star, 15 maggio 2009.
  41. ^ South Africa shanty town bill row, BBC, 15 maggio 2009.
  42. ^ Shack Dwellers Fight Demolition in S. Africa Court, One World, 15 maggio 2009, su us.oneworld.net. URL consultato il 26 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2011).
  43. ^ The Reverse Side of the Medal: About the 2010 FIFA World Cup and the Beautification of the N2 in Cape Town, in Urban Forum, Springer Link, 10 febbraio 2009. URL consultato il 1º dicembre 2011 (archiviato dall'url originale il 23 aprile 2020).
  44. ^ David Smith, Life in 'Tin Can Town' for the South Africans evicted ahead of World Cup, in The Guardian, Londra, 1º aprile 2010. URL consultato il 23 aprile 2010 (archiviato il 16 aprile 2010).
  45. ^ Centre on Housing Rights and Evictions ask City to reconsider Symphony Way's eviction to Blikkiesdorp, su pambazuka.org, Pambazuka News, 8 ottobre 2009. URL consultato il 1º dicembre 2011.
  46. ^ Courtney Brooks, Homeless S. Africans complain ahead of World Cup, in Fox News, Associated Press, 3 dicembre 2009. URL consultato il 25 giugno 2010.
  47. ^ (EN) Rukmini Shrinivasan, Soccer World Cup will not boost South Africa's economy, su timesofindia.indiatimes.com, The Times of India, 12 giugno 2010. URL consultato il 13 marzo 2016 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2013).
  48. ^ (EN) Regulations 2010 FIFA World Cup South Africa - Article 17.6. (PDF), su fifa.com, luglio 2007, p. 21. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2007).
  49. ^ (EN) Regulations on cautions and expulsions, su fifa.com, 18 giugno 2010. URL consultato il 22 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2010).
  50. ^ Jamie Jackson, World Cup 2010: England's altitude training will be tested against USA, in The Guardian, London, 7 giugno 2010. URL consultato il 13 giugno 2010 (archiviato il 10 giugno 2010).
  51. ^ Piers Edwards, Fifa medical chief downplays World Cup altitude effect, in BBC Sport, BBC, 23 febbraio 2010. URL consultato il 13 giugno 2010.
  52. ^ Fino al 1990 partecipante come Germania Ovest
  53. ^ Nel 1998 partecipante come Jugoslavia, mentre nel 2006 partecipante come Serbia e Montenegro
  54. ^ (EN) Jabulani: The official matchball, su fifa.com, 4 dicembre 2009. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 27 gennaio 2015).
  55. ^ Buffon sul Jabulani (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2010).
  56. ^ Julio Cesar chiama il Jabulani 'pallone da supermercato' (archiviato dall'url originale il 21 giugno 2010).
  57. ^ Sunday's World Cup 2010 Round Up, su news.bbc.co.uk. URL consultato il 20 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2010).
  58. ^ South Africa 2010 in numbers, in FIFA.com, FIFA, 13 luglio 2010. URL consultato il 18 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 luglio 2010).
  59. ^ (EN) Profilo di Kim Myong-Won su Sport Malaysia MSN.com [collegamento interrotto], su sport.malaysia.msn.com, 2 giugno 2010.
  60. ^ (EN) World Cup squads: The story of the stats, in stv.tv Scottish Television. URL consultato il 2 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 7 ottobre 2011).
  61. ^ (EN) World Cup 2010: Selection blow for North Korea and Kim Myong-Won, su telegraph.co.uk, 3 giugno 2010.
  62. ^ Beckham, stagione finita. È sicuro: salterà il Mondiale, su gazzetta.it, La Gazzetta dello Sport, 15 marzo 2010. URL consultato il 15 marzo 2010.
  63. ^ Essien k.o., niente Mondiale. È maledizione Chelsea, su gazzetta.it, La Gazzetta dello Sport, 27 maggio 2010. URL consultato il 27 gennaio 2014.
  64. ^ (EN) Nasri keen to right wrongs, in SkySports.com, 9 agosto 2010. URL consultato il 14 gennaio 2012.
  65. ^ Maurizio Nicita e Riccardo Pratesi, Lippi, due tagli azzurri. Tra i 28 non c'è Grosso, su Gazzetta.it, 18 maggio 2010.
  66. ^ (EN) 2010 FIFA World Cup South Africa; Referees with Assistant Referees (Trios) (PDF), su fifa.com, 5 febbraio 2010. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 21 luglio 2011).
  67. ^ (EN) Two referee trios will not officiate in South Africa following fitness tests, su fifa.com, 27 maggio 2010. URL consultato il 6 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2010).
  68. ^ Oliver Holt, South Africa 1-1 Mexico: The Daily Mirror match report, in Daily Mirror, Trinity Mirror, 11 giugno 2010. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 12 giugno 2010).
  69. ^ James Maasdorp, South Africa draws in pulsating WC opener, in ABC News, Australian Broadcasting Corporation, 12 giugno 2010. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato il 14 giugno 2010).
  70. ^ French held by Uruguay, in ABC News, Australian Broadcasting Corporation, 12 giugno 2010. URL consultato il 29 giugno 2010 (archiviato il 14 giugno 2010).
  71. ^ French Revolt leaves Raymond Domenech High and Dry, in The Guardian, 21 giugno 2010. URL consultato il 12 luglio 2014.
  72. ^ Pranav Soneji, South Korea 2–0 Greece, in BBC Sport, British Broadcasting Corporation, 12 giugno 2010. URL consultato l'8 agosto 2013.
  73. ^ Heinze hits home for Argentina, BBC Sport, 12 giugno 2010. URL consultato il 22 marzo 2011.
  74. ^ Pier Luigi Todisco, Vittoria all'Argentina. 4-1 alla Corea, su gazzetta.it, 17 giugno 2010.
  75. ^ Paul Fletcher, Greece 2–1 Nigeria, BBC Sport, 17 giugno 2010. URL consultato il 17 giugno 2010 (archiviato il 17 giugno 2010).
  76. ^ Marc Vesty, Nigeria 2–2 South Korea, BBC Sport, 22 giugno 2010. URL consultato il 30 giugno 2010 (archiviato il 26 giugno 2010).
  77. ^ L'Inghilterra pareggia con gli Usa, su temi.repubblica.it, 13 giugno 2010.
  78. ^ (EN) Phil Dawkes, Algeria 0-1 Slovenia, su news.bbc.co.uk, 13 giugno 2010.
  79. ^ Federico Sala, Bradley salva il papà Usa, pari in rimonta, su repubblica.it, 18 giugno 2010.
  80. ^ Diego Costa, L'Inghilterra delude ancora Solo pari con l'Algeria, su repubblica.it, 18 giugno 2010.
  81. ^ (EN) Paul Garbett, World Cup 2010: Jermain Defoe completes childhood dream with England winner, su telegraph.co.uk, 23 giugno 2010.
  82. ^ Jacopo Manfredi, Usa avanti di forza L'Algeria si inchina, su repubblica.it, 23 giugno 2010.
  83. ^ German lessons for stunned Socceroos, su fifa.com. URL consultato il 6 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 24 dicembre 2010).
  84. ^ Sam Lyon, Germany 4–0 Australia, in BBC Sport, British Broadcasting Corporation. URL consultato il 6 luglio 2011.
  85. ^ Ten-man Australia hold Ghana, su fifa.com. URL consultato il 6 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 12 novembre 2012).
  86. ^ Sam Sheringham, Ghana 1–1 Australia, in BBC Sport, British Broadcasting Corporation. URL consultato il 6 luglio 2011.
  87. ^ Netherlands-Denmark, su fifa.com, FIFA, 14 giugno 2010. URL consultato il 16 giugno 2010 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2010).
  88. ^ Cameroon knocked out as Denmark win puts Dutch into second round, CNN, 21 giugno 2010. URL consultato il 2 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2010).
  89. ^ Cameroon-Netherlands, su fifa.com, 24 giugno 2010. URL consultato il 23 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 27 giugno 2010).
  90. ^ De Rossi agguanta il Paraguay:L'Italia parte con un pari, su gazzetta.it, 14 giugno 2010.
  91. ^ Luigi Panella, Soffre l'Italia, la salva De Rossi, su repubblica.it, 14 giugno 2010.
  92. ^ Riccardo Pratesi, L'Italia continua a deludere Solo 1-1 con la Nuova Zelanda, su gazzetta.it, 20 giugno 2010.
  93. ^ Slovacchia-Italia 3-2: addio campioni del mondo..., su calcioita.com (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2011).
  94. ^ Sam Sheringham, Spain 0–1 Switzerland, su news.bbc.co.uk, BBC Sport. URL consultato il 29 giugno 2013.
  95. ^ Jacopo Manfredi, Spagna, che tonfo! La Svizzera fa il colpo, su la Repubblica, 16 giugno 2010. URL consultato il 19 settembre 2017.
  96. ^ Colin Young, WORLD CUP 2010: Chile 1 Switzerland 0: Behrami bitter as the Swiss choke on Chile, in Daily Mail, 22 giugno 2010. URL consultato il 21 maggio 2014.
  97. ^ Spain 2 – 0 Honduras – Villa at the double, su soccernet.espn.go.com, ESPN, 21 giugno 2010. URL consultato il 21 giugno 2010 (archiviato il 21 ottobre 2012).
  98. ^ Chile 1 – 2 Spain – Iniesta claims top spot for Spain, su soccernet.espn.go.com, ESPN, 25 giugno 2010. URL consultato il 25 giugno 2010 (archiviato il 21 ottobre 2012).
  99. ^ Bob Bensch, Netherlands Defeats Uruguay 3–2, Advances to World Cup Final, in Bloomberg L.P., 6 luglio 2010. URL consultato l'8 luglio 2010.
  100. ^ Chris Bevan, Uruguay 2–3 Netherlands, BBC Sport, 6 luglio 2010. URL consultato l'8 luglio 2010.
  101. ^ Skipper's stunning goal inspires Dutch surge into final, in The Australian, 8 luglio 2010. URL consultato l'8 luglio 2010.
  102. ^ Nancy Armour, Spain beats Germany 1–0 in World Cup semifinal, Associated Press, 8 luglio 2010. URL consultato il 9 luglio 2010.
  103. ^ Paul Fletcher, Germany 0–1 Spain, BBC Sport, 7 luglio 2010. URL consultato il 9 luglio 2010.
  104. ^ (EN) Awards, su fifa.com. URL consultato il 12 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 26 gennaio 2015).
  105. ^ "2010 FIFA World Cup South Africa - Awards", su fifa.com. URL consultato il 28 agosto 2020 (archiviato dall'url originale il 20 agosto 2020).
  106. ^ (EN) Spaniards dominate Dream Team, su fifa.com, 15 luglio 2010. URL consultato il 17 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 18 luglio 2010).
  107. ^ Zapatero: "Preoccupato per sorte del polpo Paul", su repubblica.it, 8 luglio 2010.
  108. ^ El pulpo Paul se jubiló invicto y morirá antes de la Eurocopa 2012, su cooperativa.cl. URL consultato il 12 luglio 2010.
  109. ^ Basta sfera di cristallo, Paul torna a fare il polpo. Ansa.it
  110. ^ È morto il polpo Paul l'indovino dei mondiali, in la Repubblica, 26 ottobre 2010. URL consultato il 26 ottobre 2010.
  111. ^ Lutto Mondiale: morto il polpo Paul. sportmediaset.mediaset.it

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Blatter e il piano B Sudafrica 2010, dubbi sul Mondiale, Corriere della Sera, 30 giugno 2008, p. 37. (testo).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN144977873 · LCCN (ENnb2012027246 · GND (DE16058789-X · J9U (ENHE987007402072305171 · WorldCat Identities (ENviaf-144977873
  Portale Calcio: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di calcio