Blackstar (singolo)

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Blackstar
Bowie Blackstar music video still.png
Screenshot tratto dal video del brano
ArtistaDavid Bowie
Tipo albumSingolo
Pubblicazione19 novembre 2015
Durata9:57
Album di provenienzaBlackstar
GenereArt rock
Jazz d'avanguardia
Musica sperimentale
EtichettaISO, Columbia
ProduttoreDavid Bowie, Tony Visconti
RegistrazioneThe Magic Shop e Human Worldwide, New York (New York)
Formati12", download digitale, CD
David Bowie - cronologia
Singolo successivo
(2015)

Blackstar (reso graficamente come ★)[1] è un singolo del cantautore britannico David Bowie, il primo estratto dall'album omonimo e pubblicato il 19 novembre 2015.

Blackstar raggiunse la posizione numero 70 in classifica in Francia, la 78 negli Stati Uniti d'America, la 31 in Italia e la 61 nella britannica Official Singles Chart (dove si era fermata alla 129 prima del decesso di Bowie).

Ai Grammy Awards 2017 il brano ha trionfato nelle categorie Miglior canzone rock e Miglior interpretazione rock.[2]

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Originariamente la durata della traccia era di oltre undici minuti, ma Bowie e Visconti decisero di accorciarla a 9:57, rendendola comunque il secondo brano più lungo nella carriera di Bowie dopo Station to Station. Ciò venne fatto quando i due scoprirono che iTunes non rendeva disponibili brani della durata superiore ai dieci minuti. Inoltre, Bowie non voleva confondere gli ascoltatori pubblicando due versioni differenti del brano su singolo e album.[3] Blackstar è un brano art rock con influenze jazz e progressive.[1] Possiede una ritmica drum and bass, una melodia tonale basata su due note ispirata ai canti gregoriani e caratteristici cambi di tempo.[4] Nella sezione mediana, la composizione passa da uno stile acid house a un assolo di sassofono a un ritmo blueseggiante.[5]

Il sassofonista Donny McCaslin disse che Bowie gli aveva confessato come i riferimenti alle esecuzioni ed alla "candela solitaria" nel testo della canzone fossero un riferimento all'ISIS, ma un portavoce di Bowie ha smentito il tutto.[6][7]

Pubblicazione[modifica | modifica wikitesto]

Blackstar è stato pubblicato il 19 novembre 2015 in formato download digitale.[8] Oltre ad essere la title-track dell'omonimo album, il singolo è stato impiegato come sigla di testa della serie televisiva The Last Panthers.[9]

L'8 gennaio 2017 il singolo è stato reso disponibile anche in formato 12" esclusivamente in Giappone.[10]

Video musicale[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di Blackstar, girato nel settembre 2015 presso uno studio di Brooklyn,[11] è un surreale filmato della durata di dieci minuti diretto da Johan Renck (regista di The Last Panthers). Il video mostra una donna con la coda che scopre il corpo di un astronauta morto e porta il teschio incastonato di gioielli in un'antica città extraterrestre. Lo scheletro dell'astronauta fluttua nello spazio fino a cadere in un buco nero, mentre un gruppo di donne in cerchio esegue un rituale con il teschio posto al centro della città spaziale.[12]

Le riprese del video furono occasione di grande collaborazione tra il regista e Bowie, che fornì consigli ed idee per la realizzazione del filmato. Entrambi vollero lasciare il significato volutamente oscuro, in modo da lasciarlo alla libera interpretazione degli spettatori (per esempio Renck si rifiutò di confermare che l'astronauta morto fosse il celebre "Maggiore Tom" di Space Oddity), offrendo però numerosi indizi riguardo ad esso, menzionando le opere dell'occultista Aleister Crowley come una delle fonti discusse. Fu Bowie a volere che la donna nel video avesse la coda, spiegando solo che "è qualcosa di sessuale". Renck accennò al fatto che Bowie potrebbe aver avuto intenzione di riflettere sulla propria mortalità nel concepire il video, ma disse che l'immagine degli spaventapasseri in croce non era da intendersi come un simbolo messianico. Inoltre, Renck affermò che Bowie interpreta tre distinti personaggi nel video: l'introverso, tormentato, personaggio cieco con dei bottoni al posto degli occhi; l'appariscente imbroglione della sezione mediana; e il prete che regge in mano il libro contraddistinto dalla stella nera in copertina.[12]

La coreografia, soprattutto quella relativa ai tre ballerini nella scena della soffitta, prese spunto da vari media, incluso un cartone animato di Braccio di ferro ideato da Max Fleischer. Renck raccontò: «[Bowie] mi mandò questo vecchio filmato di Braccio di ferro preso da YouTube e disse: "guarda quei tizi". Quando un personaggio non è attivo, quando non fa nulla in questi cartoni, viene creato con due o tre frames in loop continuo che fanno sembrare che se ne stia semplicemente lì fermo, tremolante. Era tipico in quell'epoca dell'animazione e stop-motion, si faceva così per far sembrare viva qualcosa di inerte. Così, se volevamo provare a fare una cosa del genere nella danza, dovevamo farlo in quel modo».[13]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Testi e musiche di David Bowie.

Download digitale, CD promozionale
  1. Blackstar – 9:57
12"
  • Lato A
  1. Blackstar (Album Version) – 9:57
  • Lato B
  1. Lazarus (Radio Edit) – 4:05
  2. I Can't Give Everything Away (Radio Edit) – 4:25

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Musicisti
Produzione

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2015/16) Posizione
massima
Austria[14] 69
Belgio (Fiandre)[14] 84
Belgio (Vallonia)[14] 37
Canada[15] 53
Francia[14] 45
Germania[14] 97
Giappone[16] 55
Irlanda[17] 62
Italia[14] 31
Paesi Bassi[14] 44
Regno Unito[18] 61
Regno Unito (download)[19] 60
Scozia[20] 62
Stati Uniti[21] 78
Stati Uniti (rock)[22] 13
Stati Uniti (rock streaming)[23] 13
Svezia[14] 50
Svizzera[14] 20
Ungheria[24] 16

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Alex Young, David Bowie premieres new single "★" along with an epic short film — watch, Consequence of Sound, 19 novembre 2015. URL consultato il 21 novembre 2015.
  2. ^ (EN) Nominees And Winners – GRAMMY.com, National Academy of Recording Arts and Sciences. URL consultato il 13 febbraio 2016.
  3. ^ (EN) Andy Greene, The Inside Story of David Bowie's Stunning New Album, Blackstar, Rolling Stone, 23 novembre 2015. URL consultato il 24 novembre 2015.
  4. ^ (EN) Neil McCormick, David Bowie's new song, Blackstar, review: 'Major Tom is dead. Bowie lives', The Daily Telegraph, 20 novembre 2015. URL consultato il 28 novembre 2015.
  5. ^ (EN) Alexis Petridis, David Bowie's Blackstar video: a gift of sound and vision or all-time low?, The Guardian, 20 novembre 2015. URL consultato il 28 novembre 2015.
  6. ^ (EN) Alistair McGeorge, David Bowie denies claims his new song Blackstar was 'inspired by ISIS', Daily Mirror, 25 novembre 2015. URL consultato il 12 gennaio 2016.
  7. ^ (EN) Alexis Petridis, David Bowie's Blackstar album: 'An unexpected left turn that deepens the mystery' – first-listen review, The Guardian, 18 dicembre 2015. URL consultato l'11 gennaio 2016.
  8. ^ https://www.amazon.com/gp/product/B0184MM29W/
  9. ^ (EN) David Bowie: 7 Things We Already Know About His 2016 Album 'Blackstar', New Musical Express. URL consultato il 26 ottobre 2015.
  10. ^ (EN) DAVID BOWIE is exclusive Japanese ★ 12", David Bowie, 15 dicembre 2016. URL consultato il 3 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2017).
  11. ^ (EN) David Bowie's last days: an 18-month burst of creativity, The Guardian, 15 gennaio 2016. URL consultato il 15 gennaio 2016.
  12. ^ a b (EN) Justin Joffe, BEHIND "BLACKSTAR": AN INTERVIEW WITH JOHAN RENCK, THE DIRECTOR OF DAVID BOWIE'S TEN-MINUTE SHORT FILM, Noisey, 19 novembre 2015. URL consultato il 24 novembre 2015.
  13. ^ (EN) Melody Lau, Johan Renck, director of David Bowie's 'Blackstar' video, calls collaborative process 'a dream', CBC Music, 23 novembre 2015.
  14. ^ a b c d e f g h i (NL) David Bowie - ★ [Blackstar], Ultratop. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  15. ^ (EN) David Bowie - Chart history (Billboard Canadian Hot 100), Billboard. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  16. ^ (EN) David Bowie - Chart history (Japan Hot 100), Billboard. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  17. ^ (EN) TOP 100 SINGLES, WEEK ENDING 14 January 2016, GFK Chart-Track. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  18. ^ (EN) Official Singles Chart Top 100: 15 January 2016 - 21 January 2016, Official Charts Company. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  19. ^ (EN) Official Singles Downloads Chart Top 100: 27 November 2015 - 03 December 2015, Official Charts Company. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  20. ^ (EN) Official Scottish Singles Chart Top 100: 27 November 2015 - 03 December 2015, Official Charts Company. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  21. ^ (EN) David Bowie - Chart history (The Hot 100), Billboard. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  22. ^ (EN) David Bowie - Chart history (Hot Rock Songs), Billboard. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  23. ^ (EN) David Bowie - Chart history (Rock Streaming Songs), Billboard. URL consultato il 24 febbraio 2016.
  24. ^ (HU) Single (track) Top 40 lista, Hivatalos magyar slágerlisták. URL consultato il 24 febbraio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]