The Jean Genie

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The Jean Genie
Screenshot The Jean Genie.JPG
David Bowie e Cyrinda Foxe nel videoclip di The Jean Genie diretto da Mick Rock.
Artista David Bowie
Tipo album Singolo
Pubblicazione 24 novembre 1972
Durata 4 min : 02 s
Album di provenienza Aladdin Sane
Genere Rock
Glam rock
Blues rock
Etichetta RCA
Produttore David Bowie, Ken Scott
Registrazione RCA Studios, New York
Formati 7"
Note Lato B: Ziggy Stardust
David Bowie - cronologia
Singolo precedente
(1972)
Singolo successivo
(1973)
(EN)

« He's outrageous, he screams and he bawls,
Jean Genie let yourself go! »

(IT)

« È oltraggioso, grida e schiamazza,
Jean Genie lasciati andare! »

The Jean Genie è una canzone scritta da David Bowie e pubblicata il 24 novembre 1972 come singolo, con Ziggy Stardust come lato B. Estratti rispettivamente da Aladdin Sane del 1973 e The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, pubblicato l'anno prima, entrambi i brani sono tra i più famosi del cantante inglese e sono stati oggetto di citazione in diverse occasioni. The Jean Genie è menzionata nel film biografico del 2007 Control di Anton Corbijn (sulla vita del leader dei Joy Division, Ian Curtis), nella serie televisiva Life on Mars e nel suo spin-off Ashes to Ashes (l'ispettore capo Gene Hunt fa spesso riferimento a se stesso come a The "Gene" Genie). I Simple Minds hanno inoltre affermato in più di un'occasione di aver preso il nome da un verso tratto dal testo di Bowie ("He's so simple-minded he can't drive his module", "È così sprovveduto che non riesce a guidare il suo modulo").[1] Ziggy Stardust, piazzata alla 277a posizione nella lista delle 500 migliori canzoni di tutti i tempi stilata dalla rivista Rolling Stone,[2] è citata nel film Lo spaccacuori del 2007, in un episodio della sitcom Father Ted e in uno della serie Beavis and Butt-head.

La versione italiana del 45 giri, uscita un paio di mesi più tardi, aveva Hang On to Yourself come lato B e riportava sulla copertina la dicitura "N. 1 in Inghilterra", anche se in realtà in patria si era dovuto fermare alla seconda posizione.[3]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. The Jean Genie (Bowie) - 4:02
  2. Ziggy Stardust (Bowie) - 3:13

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« He sits like a man
but he smiles like a reptile... »

(IT)

« Siede come un uomo
ma sorride come un rettile... »

The Jean Genie fu la prima traccia di Aladdin Sane ad allinearsi ai blocchi di partenza. Scritta durante le prime date della tournée di Bowie negli Stati Uniti del 1972, ne fu inciso un demo presso gli impianti della RCA di Nashville a fine settembre e fu completata negli studi newyorkesi della casa discografica pochi giorni dopo.[4] La canzone vide la luce come Busin', da un'improvvisata jam session sull'autobus Greyhound affittato per il trasferimento tra i due primi concerti del tour, da Cleveland a Memphis, quando Mick Ronson cominciò a strimpellare un riff in stile Bo Diddley sulla sua Les Paul.[4]

Classico brano glam rock, The Jean Genie venne riconosciuto da Bowie sin dall'inizio come un brano dedicato a Iggy Pop e nel 1996 il cantante la descrisse come «focalizzata su Iggy, un personaggio tipo-Iggy che fosse pienamente credibile. Non era realmente Iggy...».[5] In seguito definì il protagonista «un sottoproletario bianco, una specie di ragazzo da camping per roulotte». Per quanto riguarda il più volte suggerito riferimento allo scrittore francese Jean Genet, Bowie non ha mai ammesso che fosse intenzionale anche se nel 1973 dichiarò: «Era molto, molto inconscio, ma penso che probabilmente ci fosse... Un paio d'anni fa Lindsay Kemp realizzò la più fantastica messa in scena di Nostra Signora dei Fiori e quello spettacolo mi è sempre rimasto in mente». Nel libro del 2005 Moonage Daydream, ha affermato meno ambiguamente: «Il titolo, naturalmente, era un goffo gioco di parole su Jean Genet». Parlando più specificamente della registrazione, Bowie aggiunse che voleva ottenere con l'armonica a bocca lo stesso sound del primo album degli Stones: «Non mi ci avvicinai nemmeno, ma riuscii a ricreare almeno in parte il feeling che cercavo, quell'atmosfera da anni sessanta».[6]

In patria il singolo balzò al secondo posto il 9 gennaio 1973, diventando il più grosso successo ottenuto da Bowie fino ad allora, e rimase in classifica per 13 settimane.[7] In questo periodo il riff di chitarra di The Jean Genie era già stato replicato in Block Buster! dei Sweet[8] i quali, grazie al clamoroso successo ottenuto, scalzarono Long Haired Lover from Liverpool di Jimmy Osmond dalla prima posizione e la mantennero per cinque settimane. Gli eventi di quel periodo diedero origine a interpretazioni controverse, anche se Nicky Chinn, coautore di Block Buster!, in seguito continuò a sostenere che si trattava di un'assoluta coincidenza:[8] «Siccome Bowie era più à la page degli Sweet, si tendeva a dedurre che noi avessimo copiato da Bowie...». In realtà il riff aveva avuto già i suoi antecedenti nella versione di I'm a Man di Bo Diddley realizzata dagli Yardbirds e, analogamente, in alcuni classici stile Delta blues scritti da loro stessi come Over Under Sideways Down. Negli Stati Uniti il 45 giri non andò oltre la 71a posizione in classifica[9] (superando comunque Block Buster! che si fermò alla 73a) e nel resto del mondo ebbe fortuna variabile: 37o posto in Germania, 42o in Australia e 38o in Italia.[10] Ottenne un formidabile successo in Giappone ma fu bandito in Rhodesia, dove le autorità lo considerarono "indesiderabile".[8]

Altre uscite[modifica | modifica wikitesto]

Oltre che nel Regno Unito, nel novembre 1972 The Jean Genie uscì su 45 giri anche in Francia e Jugoslavia (con Hang On to Yourself come lato B).[11] Il mese successivo fu pubblicato in Spagna e nel gennaio 1973 in Italia, con lo stesso lato B. Nei primi mesi del 1973 uscì anche in Israele (con la copertina disegnata da George Underwood), Giappone (con John, I'm Only Dancing come lato B), Australia e Germania.[11] In Portogallo e nei Paesi Bassi fu pubblicato, rispettivamente, nel novembre 1973 e nel novembre 1980 (in quest'ultimo caso con Space Oddity come lato B).[11] Nel giugno 1983 è stato infine ripubblicato nel Regno Unito[11] ed è stato distribuito dalla RCA anche su picture disc nella serie Life Time.[12] La canzone è inoltre presente nelle seguenti compilation:

La traccia presente in Aladdin Sane è una versione remixata del singolo, mentre la versione originale è inclusa nel bonus disc dell'edizione uscita nel 2003 per il 30o anniversario dell'album.

Live[modifica | modifica wikitesto]

Di sicuro una delle canzoni più eseguite dal vivo dell'intero repertorio di Bowie, The Jean Genie ricevette il battesimo dal vivo a Chicago il 7 ottobre 1972 ed ha fatto parte delle scalette di quasi tutti i tour, fatta eccezione per l'Outside Tour (1995-96) e l''...hours' Tour (1999). Il 19 ottobre 1973 ne fu effettuata una concisa registrazione dal vivo al Marquee Club di Londra in occasione del 1980 Floor Show, trasmesso dalla NBC. Per questa versione, Ken Scott effettuò un particolare mixaggio della voce di Bowie, in modo da ottenere un effetto di vicinanza al microfono che le attribuisse un timbro glam nello stile di Marc Bolan o di Brian Connolly dei Sweet. Il successivo 3 luglio, in occasione del concerto finale dell'Aladdin Sane Tour, Jeff Beck si unì agli Spiders from Mars per eseguire il brano (anche se questa versione non è stata inclusa né nel video Ziggy Stardust and the Spiders from Mars né nella sua colonna sonora ed è rintracciabile solo su bootleg). Nel corso degli anni la canzone è servita da base per diversi esperimenti dal vivo e l'inserimento di altri standard rock 'n' roll all'interno dei prolungati break di chitarra è diventato una tradizione rispettata ad ogni concerto. Durante l'esibizione con Jeff Beck, The Jean Genie si trasformò in Love Me Do dei Beatles, con tanto di Bowie all'armonica a bocca e il duetto Beck/Ronson scivolò anche brevemente in Over Under Sideways Down degli Yardbirds. Per gli spettacoli del Diamond Dogs Tour la canzone ricevette un arrangiamento più lento, in stile cabaret, al quale fu aggiunto occasionalmente l'intermezzo Love Me Do durante il Philly Dogs Tour estivo. Nei concerti dello Station to Station Tour il brano veniva usato come ultimo bis, spesso dilatato a dismisura tra improvvisazioni di chitarra e falsi finali. Durante la prima metà del Serious Moonlight Tour la canzone dava il via all'apertura del sipario, quando Bowie passeggiava sul palco canticchiando i primi versi prima di passare a Star (The Jean Genie veniva poi eseguita interamente come bis). Durante il Glass Spider Tour, Peter Frampton e Carlos Alomar ingaggiavano un epico duetto di chitarre che comprendeva una citazione di Satisfaction dei Rolling Stones, mentre per il Sound + Vision Tour la canzone sconfinava in Gloria dei Them e occasionalmente in Maria di West Side Story. Nell'ottobre 1996 Bowie ne presentò una inconsueta versione acustica ai concerti di beneficenza per la Bridge School, mentre in occasione del concerto per il suo cinquantesimo compleanno duettò con Billy Corgan degli Smashing Pumpkins in un'esecuzione più convenzionale. Durante l'Earthling Tour la canzone presentava una prima strofa dal lento andamento blues, di solito incrementata da alcuni passaggi di una selezione sempre rinnovata di vecchi standard blues, prima di accelerare il ritmo e passare al ritornello.

Versioni live di The Jean Genie si trovano in Live Santa Monica '72 (presente anche nel bonus disc allegato all'edizione di Aladdin Sane uscita nel 2003 per il 30o anniversario), in David Live e nel DVD Glass Spider del 1988. Tantissimi sono soprattutto i live non ufficiali, tra cui:

Titolo Tour Sede concerto Data concerto Note
Ziggy TV
fuori dai tour
dicembre 1972 Versione eseguita a Top of the Pops.
Ziggy's Invasion of America Ziggy Stardust Tour Cleveland, Entertainment Arena 25 novembre 1972
Suicide Attack Aladdin Sane Tour Tokyo, Shibuya Public Hall 20 aprile 1973
Last Beat Londra, Hammersmith Odeon 3 luglio 1973 Medley con Love Me Do eseguito con Jeff Beck alla chitarra.
1980 Floor Show fuori dai tour Londra, Marquee Club 18 agosto 1973 Versione dell'omonimo show, rintracciabile anche in versione DVD.
A Portrait In Flesh Diamond Dogs Tour Los Angeles, Universal Amphitheatre 5 settembre 1974
Plastic Soul Philly Dogs Tour Boston, Music Hall 15 novembre 1974
Cocaine Adds Life Station to Station Tour Rotterdam, Sport Paleis Ahoy 13 maggio 1976
Live In Bremen '78
fuori dai tour
30 maggio 1978 Versione eseguita a Musikladen Extra della tv tedesca.
Another Stage Stage Tour Göteborg, Scandinavium 4 giugno 1978
The Duke and the Hawk Serious Moonlight Tour Dallas, Las Colinas 27 aprile 1983 Prove del tour con Stevie Ray Vaughan alla chitarra.
Goodbye Europe Glass Spider Tour Torino, Stadio Comunale 18 luglio 1987
Italian Toilet Sound + Vision Tour Roma, Palazzo dello Sport 17 aprile 1990
TVC 1990 Tokyo Dome 16 maggio 1990 DVD con lo show trasmesso dalla tv giapponese.
Almost Grown Milton Keynes Bowl 5 agosto 1990 Concerto diffuso alla radio dalla BBC.
The Power to Charme Lisbona, Alvalade Stadium 14 settembre 1990 Concerto trasmesso dalla tv portoghese.
The Benefit 1996 fuori dai tour Mountain View, Shoreline Amphitheatre 19/20 ottobre 1996 Due versioni, eseguite nelle due date del Bridge School Benefit.
Save the Children New York, Madison Square Garden 9 gennaio 1997 Duetto con Billy Corgan al concerto per il 50o compleanno di Bowie.
The Unreleased Stuff
fuori dai tour
8 aprile 1997 Versione eseguita a 99X Radio di Atlanta.
Dancing on Angels Earthling Tour Parigi/Nantes 14/16 giugno 1997 Due versioni, eseguite al Parco dei Principi di Parigi e a La Trocadiere di Nantes.
Dead Dame Walking Pistoia, Duomo 2 luglio 1997
Quicklive Port Chester, Capitol Theatre 14 ottobre 1997 Versione del concerto trasmesso da MTV all'interno del programma Live at 10 Spot.
Radio City Music Hall New York, Radio City Music Hall 15 ottobre 1997 Medley con il classico blues Baby What You Want Me to Do.
Still Hunky Dory 'hours...' Tour New York, Roseland Ballroom 19 giugno 2000
MSG 2003 Reality Tour New York, Madison Square Garden 15 dicembre 2003

Il videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Il videoclip di The Jean Genie (incluso in The Video Collection e in Best of Bowie) fu girato da Mick Rock il 28 ottobre a San Francisco, il secondo diretto dal fotografo dopo quello di John, I'm Only Dancing.[13] Stando a quanto dichiarato da Mick Rock, venne girato in un giorno con sole 350 sterline, più o meno come quelli successivi di Space Oddity (1972) e Life on Mars? (1973).[13] Il video comprende frammenti di esibizioni live intervallati da scene degli Spiders from Mars che posano in un albergo (dall'appropriato nome Mars Hotel), mentre Bowie esamina una danzatrice bionda come un regista cinematografico, attraverso un obiettivo simulato intrecciando le dita. «A riguardarlo adesso ha un'aria vagamente beatlesiana...», commentò lo stesso Bowie nel 1986, « [...] era piuttosto innovativo a livello di scenografia. Volevamo ottenere un look molto grafico, bianco, quasi tipo Vogue, grandi facce, grandi porzioni di facce, occhi su abbaglianti fondali bianchi da inserire in un'ambientazione appropriata». La modella che danzava nel video è Cyrinda Foxe, impiegata della MainMan, attrice per Andy Warhol e "amica" del cantante inglese in quel periodo.[13] In seguito avrebbe sposato David Johansen dei New York Dolls e, successivamente, Steven Tyler degli Aerosmith.

Cover[modifica | modifica wikitesto]

The Jean Genie ha dato luogo a una discreta quantità di cover, tra cui quelle di:

  • Van Halen, in '77 + Live del 1994
  • Fernando, in Crash Course for the Ravers del 1996
  • Die Lady Di, in Ashes to Ashes del 1998
  • Beverly Jo Scott e Arno, all'interno del medley Jean Baltazaarrr (con La Fille de Père Noël) in Amnesty for Eve del 1999
  • Children of the Revolution, in IV del 2000
  • Praga Kahn, in Glittering 2000 del 2000
  • Enuff Z'Nuff, in 10 del 2000
  • Cybernauts, in Cybernauts Live del 2000
  • Galactic Achievement Society, in Sound + Vision - The Electronic Tribute to David Bowie del 2002
  • The Dandy Warhols, nella compilation Come on Feel the Dandy Warhols del 2004
  • Enrico Ruggeri, in Punk prima di te del 2004
  • Paul Young, in Rock Swings del 2006
  • Paco Volume, in BowieMania: Mania, une collection obsessionelle de Beatrice Ardisson del 2007
  • Jeff Beck, in Session Man, Vol 4 del 2007
  • Middlearth, in Short and Snappy del 2010
  • Debbie Juvenile, in Oddities - A Tribute to David Bowie del 2010

Il lato B[modifica | modifica wikitesto]

(EN)

« Making love with his ego
Ziggy sucked up into his mind
like a leper messiah
when the kids had killed the man
I had to break up the band. »

(IT)

« Facendo l’amore col suo ego
Ziggy fu risucchiato nella sua mente
come un messia lebbroso
quando i ragazzi l’hanno ucciso
ho dovuto sciogliere il gruppo. »

Registrata ai Trident Studios nel novembre 1971, Ziggy Stardust è la nona traccia dell'album The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, di cui rappresenta forse il nodo centrale dal punto di vista narrativo. Il testo ricco di allusioni descrive l'ascesa e la caduta della superstar fantascientifica protagonista della storia, cavalcando una delle più famose melodie rock eseguite dalla chitarra di Mick Ronson. Alcuni indizi, rintracciabili anche nella prima parte dell'album, sembrerebbero identificare Ziggy con Marc Bolan, già oggetto di ispirazione per Bowie in altre canzoni come Holy Holy, Hang On to Yourself e Lady Stardust, ma ci sono accenni anche a Jimi Hendrix:

(EN)

« He played it left hand,
but made it too far... »

(IT)

« Suonava con la mano sinistra,
ma andò troppo in là... »

(EN)

« Ziggy played for time,
jiving us that we were voodoo... »

(IT)

« Ziggy suonava per guadagnare tempo,
dicendoci che eravamo il voodoo... »

La criptica osservazione "he was the nazz" propone invece altre possibili interpretazioni. "Nazz" era il nome del gruppo garage rock che a metà anni sessanta accompagnava Todd Rundgren (oltre allo pseudonimo che adottò Alice Cooper per il singolo Wonder Who's Lovin' Her Now), mentre altre fonti hanno suggerito che l'abbreviazione potrebbe stare sia per Nazareno che per nazista. Quest'ultima interpretazione potrebbe oltretutto combaciare con le implicazioni totalitarie dell'album e con il discusso apprezzamento per Adolf Hitler, che in seguito Bowie avrebbe definito «una delle prime rockstar».[14]

La definizione di "leper messiah" ("messia lebbroso") potrebbe riferirsi al cantante britannico Vince Taylor (come confermò Bowie nel gennaio 1976 su Rolling Stone),[15] mentre il verso "came on so loaded man, well hung and snow white tan", ("diventò un uomo importante, ben messo e con la tintarella bianco neve") sembra evocare la sessualità esasperata da un animale da palcoscenico come Iggy Pop. In realtà, come suggerito da Nicholas Pegg in The Complete David Bowie, "came on so loaded man" può essere tradotto anche come "comparve un tipo incredibilmente fatto", il che potrebbe essere un accenno a Lou Reed oltre che a Loaded, album dei Velvet Underground uscito nel 1970. Analogamente, la frase "Ziggy sucked up into his mind" ("Ziggy fu risucchiato nella sua mente") riprende il verso in stile Lou Reed di Queen Bitch "your laughter is sucked in their brains" ("la tua risata è risucchiata dai loro cervelli"). Riguardo al verso "making love with his ego" ("facendo l'amore col proprio ego"), la lista dei possibili riferimenti comprende soprattutto Jim Morrison e Mick Jagger ma tutti i potenziali riferimenti falliscono nel tentativo di attribuire contorni precisi al personaggio di Ziggy Stardust, che forse incarna semplicemente un coacervo di archetipi rock.[15]

Il nome Stardust era stato ispirato da Legendary Stardust Cowboy, artista texano considerato l'inventore del genere Psychobilly,[16] mentre i citati Weird and Gilly sarebbero in realtà Trevor Bolder e Mick Woodmansey.[15] Come ha rivelato Bowie nell'estate 1993, in un'intervista a Les Inrockuptibles, il nome Gilly deriva da un incontro che il cantante fece diversi anni prima: «Era una banda di motociclisti alla quale io sognavo di appartenere... Partivano tutti insieme per andare a ballare all'Orpington... Il loro capo si chiamava John Gill, che poi è diventato Gilly, uno dei nomi che ho utilizzato per i personaggi della canzone Ziggy Stardust».[17]

Altre uscite[modifica | modifica wikitesto]

Ziggy Stardust si trova nelle seguenti raccolte:

Nonostante la sua posizione cruciale nella carriera di Bowie e le sue continue apparizioni nelle raccolte, il brano è stato pubblicato come lato A di un 45 giri solo in versione live nel 1994, per promuovere l'uscita dell'album Santa Monica '72. Un'altra versione dal vivo del 1978 è apparsa su Stage e sul singolo Breaking Glass che lo accompagnava. Nella ristampa Rykodisc di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, uscita nel 1990, si trova un demo acustico registrato nel 1971 con Bowie che suona piano e chitarra.[15]

Live[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 1972, Bowie e gli Spiders eseguirono Ziggy Stardust nelle sessioni BBC trasmesse il 28 gennaio, il 7 febbraio e il 23 maggio (le ultime due incluse in Bowie at the Beeb). È stata proposta durante lo Ziggy Stardust Tour (1972), l'Aladdin Sane Tour (1973), lo Stage Tour (1978), il Sound+Vision Tour (1990), l'Heathen Tour (2002) e il Reality Tour (2003/2004). Nel corso del Serious Moonlight Tour del 1983, alla fine di Star Bowie ha occasionalmente aggiunto il verso "Ziggy played guitar!". Tra gli album in cui si trovano versioni dal vivo, Live Santa Monica '72, Ziggy Stardust: The Motion Picture, Stage e A Reality Tour (anche nel DVD). Tra i live non ufficiali:

Il videoclip[modifica | modifica wikitesto]

La versione dal vivo di Ziggy Stardust pubblicata come 45 giri nel 1994 per promuovere l'album Santa Monica '72, era accompagnata da un videoclip montato con sequenze riprese durante il concerto del 21 giugno 1972 alla Civic Hall di Dunstable (con l'audio preso dal concerto di Santa Monica del 20 ottobre).[18] Il video, dedicato alla memoria di Mick Ronson,[18] offriva suggestive immagini di uno dei primi allestimenti degli spettacoli di Ziggy Stardust e venne trasmesso per la prima ed unica volta nel programma Chart Show di ITV il 16 aprile, dopodiché fu disponibile solo nel box set in edizione limitata di Santa Monica '72.[18]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

La cover più famosa di Ziggy Stardust è forse quella dei Bauhaus, gruppo dark goth che pubblicò il brano come 45 giri nel settembre 1982 raggiungendo il 15o posto in classifica il mese successivo. Nel 1997, Joe Elliott dei Def Leppard ha guidato gli Spiders from Mars nell'esecuzione che appare sull'album The Mick Ronson Memorial Concert e l'anno successivo Gail Ann Dorsey, bassista di Bowie dal 1995, durante la sua tournée con le Indigo Girls ha eseguito Ziggy Stardust in ogni concerto. Il tastierista dei Guns N' Roses Dizzy Reed ne ha suonato una versione strumentale come "intro" a Street of Dreams durante il Chinese Democracy Tour. Tra gli altri che hanno eseguito cover della canzone:

  • Exploding Boy, in New Generation del 1992
  • Def Leppard, in versione acustica come lato B del singolo Slang del 1996
  • White Buffalo, in Come Again del 1997
  • The Moog Cookbook, in Ye Olde Space Bande del 1997
  • Gourds, nell'EP Gogitchyershinebox del 1998
  • Grade, in Such Is Progress del 1998
  • Stun Gun, in Goth Oddity 2000 del 2000
  • Cybernauts, in Cybernauts Live del 2000
  • Nuit d'Óctobre, in The Dark Side of David Bowie del 2000
  • Heredeiros Da Crus, in Recambios Tucho del 2000 (parodia intitolata Sipri Starlux)
  • Dogooder, in Sound + Vision - The Electronic Tribute to David Bowie del 2002
  • Seu Jorge, in The Life Aquatic Studio Sessions del 2005
  • Balzac, in Deep Blue: Chaos from Darkism II del 2006
  • AFI, dal vivo in diverse occasioni tra cui Live Earth del 7 luglio 2007
  • Thursday Night Collective, in Hero: The Main Man Records Tribute to David Bowie del 2007
  • Andrew Jackson Jihad, nell'EP Operation Stackola del 2009
  • Techno Cowboy, in The Ziggy Stardust Omnichord Album del 2009
  • Ariana Delawari, in We Were So Turned On del 2010
  • Of Montreal, in diverse occasioni dal vivo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Simple Minds, simpleminds.org. URL consultato il 7 settembre 2011.
  2. ^ Rolling Stone, acclaimedmusic.net. URL consultato il 7 settembre 2011.
  3. ^ Singolo italiano, velvetgoldmine.it. URL consultato il 7 settembre 2011.
  4. ^ a b Registrazione, 5years.com. URL consultato il 7 settembre 2011.
  5. ^ Iggy Pop, 5years.com. URL consultato il 7 settembre 2011.
  6. ^ Bowie, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  7. ^ Classifiche, theofficialcharts.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  8. ^ a b c Block Buster!, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  9. ^ Classifica USA, teenagewildlife.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  10. ^ Classifica italiana, hitparadeitalia.it. URL consultato il 10 settembre 2011.
  11. ^ a b c d Uscite 45 giri, algonet.se. URL consultato il 18 settembre 2011.
  12. ^ Uscite 45 giri, teenagewildlife.com. URL consultato il 18 settembre 2011.
  13. ^ a b c Videoclip The Jean Genie, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  14. ^ Citazione, thinkexist.com. URL consultato il 7 ottobre 2011.
  15. ^ a b c d Rolling Stone 1976, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  16. ^ Legendary Stardust Cowboy, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.
  17. ^ Les Inrockuptibles 1993, velvetgoldmine.it. URL consultato il 10 settembre 2011.
  18. ^ a b c Videoclip Ziggy Stardust, 5years.com. URL consultato il 10 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicholas Pegg, The Complete David Bowie, Roma, Arcana, 2002.
  • David Buckley, Strange Fascination - David Bowie: The Definitive Story, Londra, Virgin Books, 2001.
  • Roy Carr Charles Shaar Murray, Bowie: An Illustrated Record, Medford, Plexus Publishing, 1996.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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