Ricky Gardiner

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Ricky Gardiner
NazionalitàScozia Scozia
GenereRock
Art rock
Musica d'ambiente
Rock elettronico
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1969 – in attività
Strumentochitarra
Gruppi e artisti correlatiBeggars Opera
David Bowie
Iggy Pop

Richard "Ricky" Gardiner (Edimburgo, 1948) è un chitarrista e compositore scozzese, noto principalmente per la sua collaborazione di fine anni settanta con David Bowie e Iggy Pop.

Cenni biografici[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Edimburgo, Gardiner frequentò prima la Craigmount School, e successivamente l'Eastwood School di Glasgow. Nel 1962 entrò a far parte dei Vostoks, sua prima band studentesca. Poi si unì ai Kingbees and the System, dove incontrò i musicisti con i quali avrebbe in seguito formato i Beggars Opera nel 1969. In qualità di membro della band, tra il 1970 e il 1975 pubblica sei album di progressive rock.

Successivamente arrivarono le prime collaborazioni di prestigio con David Bowie e Iggy Pop. Per Bowie suonò la chitarra solista sull'album Low del 1977.[1] Con Pop lavorò a Lust for Life dello stesso anno. Il disco include The Passenger, una delle canzoni più famose di Iggy Pop,[2] per la quale Gardiner compose la musica.[3]

Gardiner dichiara di essere affetto da "elettrosensibilità", che crede di aver contratto tramite l'esposizione ripetuta ad alti livelli di radiazioni emesse da computer e campi magnetici.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Con Beggars Opera
  • 1970 - Act One
  • 1971 - Waters of Change
  • 1972 - Pathfinder
  • 1973 - Get Your Dog off Me!
  • 1974 - Sagittary
  • 1975 - Beggars Can't Be Choosers
Con Iggy Pop
  • 1977 - Lust for Life
  • 1978 - TV Eye (live)
  • 2016 - Post Pop Depression
Con David Bowie
  • 1977 - Low

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Susie Goldring, David Bowie - Low, su Classic Pop/Rock Review, BBC, 18 aprile 2007. URL consultato il 5 gennaio 2009.
  2. ^ Roy Carr e Murray, Charles Shaar, Bowie: An Illustrated Record, New York / Londra, Avon / Eel Pie Publishing, 1981, p. 118, ISBN 0-380-77966-8, OCLC 7862636.
  3. ^ David Buckley, Strange fascination: David Bowie: the definitive story, Londra, Virgin Books, 1999, p. 318, ISBN 978-1-85227-784-0, OCLC 43757665.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN264262518