Le onde del destino

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Le onde del destino
LeOndeDelDestino.JPG
Una scena del film
Titolo originale Breaking the Waves
Lingua originale Inglese
Paese di produzione Danimarca, Svezia, Francia, Paesi Bassi, Norvegia
Anno 1996
Durata 159 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere drammatico
Regia Lars von Trier
Sceneggiatura Lars von Trier, Peter Asmussen, David Pirie
Produttore Peter Aalbæk Jensen, Vibeke Windeløv
Produttore esecutivo Lars Jönsson
Casa di produzione Zentropa Entertainments
Distribuzione (Italia) Lucky Red
Fotografia Robby Müller
Montaggio Anders Refn
Effetti speciali Lars Andersen
Musiche Joachim Holbek
Scenografia Karl Júlíusson
Costumi Manon Rasmussen
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Le onde del destino (Breaking the Waves) è un film del 1996 diretto dal regista danese Lars von Trier. La pellicola rivelò al grande pubblico il talento del regista (che vinse il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes)[1] e della protagonista Emily Watson (che ottenne una nomination agli Oscar come migliore attrice). Insieme a Idioti e Dancer in the Dark, Le onde del destino costituisce la Trilogia del cuore d'oro, una trilogia cinematografica interamente firmata da Lars von Trier, costituita da film i cui protagonisti vanno incontro a un doloroso destino a causa della loro bontà e del loro altruismo.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le onde del destino racconta la storia di Bess McNeill, una graziosa ragazza scozzese con una storia di problemi psicologici. Bess è religiosa e pura di cuore, ma estremamente semplice e infantile nelle sue convinzioni. Durante le sue frequenti visite in chiesa, ella prega Dio e porta avanti conversazioni con lui utilizzando la propria voce, convinta che Egli le risponda attraverso la sua bocca. Quando decide di sposare Jan, un operaio della piattaforma petrolifera ateo, ella va incontro alla disapprovazione della comunità a cui appartiene, fortemente condizionata dalla religione cristiana di stampo calvinista.

Bess ha difficoltà a vivere senza Jan quando lui è costretto a partire sulla piattaforma petrolifera. Jan fa telefonate occasionali a Bess, durante le quali i due esprimono il loro amore e i loro desideri sessuali. Bess, in preda alla solitudine, prega per il ritorno immediato di Jan. Il giorno dopo, Jan è gravemente ferito in un incidente industriale e viene riportato sulla terraferma. Bess si convince che la sua preghiera sia stata la ragione per cui si è verificato l'incidente, ritenendo che Dio l'abbia punita per il suo egoismo nel chiedere che lui trascurasse il suo lavoro e tornasse da lei. Non più in grado di soddisfarla sessualmente e mentalmente provato dalla paralisi, Jan impone a Bess di trovare un amante. Inizialmente Bess è inorridita dalla richiesta, ma diventa sempre più propensa ad assecondare Jan, quando questi tenta il suicidio.

Jan continua a esortare Bess a trovare un amante e raccontargli i dettagli dei loro incontri, affermando che sarà come se loro due fossero insieme e che ciò rivitalizzerà il suo spirito. Anche se sua cognata Dodo, che lavora come infermiera nello stesso ospedale dove è ricoverato Jan, cerca di convincerla che nulla renderà possibile il suo recupero, Bess comincia a ritenere che sia nella volontà di Dio che ella segua i suggerimenti del marito. Bess si getta sul medico di Jan, ma quando lui la respinge, lei inizia a vestirsi come una prostituta e si concede a diversi uomini, subendo umiliazioni sempre più crudeli. L'intero villaggio è scandalizzato da questi fatti e Bess viene espulsa dalla comunità.

Dodo e il medico di Jan concordano che l'unico modo per tenere al sicuro Bess da se stessa e dal marito sia farla rinchiudere in una casa di cura per un certo periodo e riescono a convincere Jan a firmare la conferma del ricovero. È allora che Bess decide di fare quello che pensa sia l'ultimo sacrificio per Jan: si dirige in una nave in disuso abitata da malviventi e si fa stuprare fino alla morte. Su insistenza del medico di Jan, i sacerdoti del villaggio concedono a Bess un rito funebre, ma durante la cerimonia proclamano che Bess brucerà all'Inferno. Dodo interrompe la cerimonia dicendo ai preti che nessuno di loro ha il diritto di giudicare Bess. Nel frattempo la bara si rivela essere vuota. La salma di Bess è infatti stata portata via da Jan, il quale è miracolosamente guarito e, straziato dal dolore, consegna il corpo di Bess al mare. Un altro miracolo accade: dal cielo giunge un suono di campane.

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 1996, festival-cannes.fr. URL consultato il 2 luglio 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN299546415 · GND: (DE4536857-0
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