Dogville

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Dogville
Dogville.JPG
La cittadina di Dogville in una delle prime immagini del film
Titolo originaleDogville
Lingua originaleInglese
Paese di produzioneDanimarca, Svezia, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Finlandia, Germania, Stati Uniti d'America, Regno Unito, Giappone
Anno2003
Durata171 min (versione cinematografica italiana 138 min)
Generedrammatico
RegiaLars von Trier
SoggettoLars von Trier
SceneggiaturaLars von Trier
ProduttorePeter Aalbæk Jensen, Vibeke Windeløv, Zentropa
FotografiaAnthony Dod Mantle
MontaggioMolly Marlene Stensgård
MusicheAntonio Vivaldi ("Cum dederit" da Nisi Dominus, RV 608)
ScenografiaSimone Grau
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Dogville è un film del 2003 scritto e diretto da Lars von Trier presentato in concorso al 56º Festival di Cannes.[1]

È stato seguito nel 2005 da Manderlay.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Dogville è un piccolo villaggio sulle Montagne Rocciose, costruito vicino a una miniera d'argento abbandonata e abitato da una quindicina di persone, tutte amichevoli e con difetti lievi e tutto sommato perdonabili. Uno dei cittadini è Tom Edison Jr., aspirante scrittore che cerca di convincere i cittadini del villaggio, lungo periodiche riunioni, ad aderire alla sua visione di "riarmamento morale" (anche se appare chiaro che lo scopo del ragazzo è quella di succedere al padre medico come leader morale e spirituale del villaggio). Tom è anche il primo a incontrare Grace Mulligan, una giovane ragazza che sta fuggendo da alcuni gangster. Quando questi arrivano al villaggio, Tom fa nascondere la ragazza nella miniera e poi nega di averla vista.

Al meeting periodico suggerisce alla comunità di accogliere la fuggitiva, ottenendo sulle prime una reazione piuttosto fredda. Si raggiunge comunque un accordo: Grace rimarrà nel paesino per due settimane, impegnandosi a guadagnare la fiducia dei cittadini e a dimostrare di essere una brava persona. La ragazza si offre, su suggerimento di Tom, di rendersi utile alla comunità facendo dei piccoli lavoretti o aiutando i membri della comunità a compierli. In questo modo Grace inizia a guadagnare il rispetto dei concittadini e anche una piccola somma di denaro, che la ragazza usa per comprare (una per volta) una serie di sette statuine di porcellana dal negozio del paese. Al termine delle due settimane, la comunità vota convintamente perché resti.

Dopo qualche tempo la polizia arriva nel paese e affigge un manifesto pubblico con il nome e il volto di Grace, invitando chiunque abbia notizie a contattare le autorità. La comunità si divide fra chi vorrebbe collaborare con la polizia e chi invece vorrebbe far finta di nulla per proteggere la ragazza: alla fine si decide di non contattare la polizia, anche se la decisione scatena qualche malumore. Le cose comunque sembrano continuare ad andare bene fino alle celebrazioni del 4 luglio, quando Tom e Grace rivelano l'uno all'altra i propri sentimenti e l'intera comunità riconosce a Grace il merito di aver reso Dogville un posto migliore.

Poco dopo le celebrazioni, però, la polizia torna nel paese e affigge un nuovo manifesto: Grace adesso è ricercata per aver preso parte a una rapina in banca. I cittadini di Dogville sono unanimi nel considerare Grace innocente, anche perché, al momento della presunta rapina, la ragazza era impegnata nei suoi soliti lavoretti. Tom, tuttavia, suggerisce che d'ora in poi Grace accetti di lavorare di più e farsi pagare di meno, per compensare la comunità del "rischio" di ospitare non più una semplice "fuggitiva", ma una ricercata. Grace accetta queste nuove condizioni suo malgrado, soprattutto per non far dispiacere a Tom.

L'aumento del carico lavorativo porta Grace a compiere sempre più errori per la stanchezza, mentre i cittadini iniziano a essere irritati del fatto di non poter contare più come prima sull'aiuto della ragazza, sfogando su di lei questa irritazione. Inoltre, la ragazza inizia a essere anche oggetto di avance sessuali e molestie da parte degli uomini e di atti di ostilità sempre più marcati da parte delle donne. Perfino il figlio di 10 anni di Chuck e Vera, Jason, costringe di fatto Grace a sculacciarlo, facendo leva sulla posizione "difficile" della donna. Le molestie e le angherie si intensificano, fino a giungere ai ripetuti stupri della ragazza da parte di Chuck, che avvengono nel frutteto dietro la casa dell'uomo.

La sera stessa Grace confessa tutto a Tom e il ragazzo idea un piano per farla fuggire. Il giorno dopo Vera chiede spiegazioni a Grace riguardo alla sua sculacciata a Jason e Liz, la padrona del negozio, coglie l'occasione per insinuare che fra lei e Tom ci sia più di una semplice relazione pudica. Quella sera stessa Grace viene nuovamente messa sotto processo, stavolta venendo accusata di aver sedotto il marito di Vera, Chuck. La ragazza cerca di difendersi e ricorda tutte le volte in cui l'ha aiutata, ma invano: Vera decide di vendicarsi distruggendo una per una le statuette di porcellana comprate dalla ragazza, aggiungendo che si fermerà solo se Grace sarà in grado di non piangere. Al rompersi della prima statuetta, la ragazza crolla in un pianto a dirotto - il primo da quando è arrivata a Dogville - che si fermerà solo molto dopo che le altre donne hanno abbandonato la sua baracca.

Dopo quest'ultimo affronto, Grace e Tom decidono che è arrivato il momento di mettere in atto il piano di fuga: Tom ruba dei soldi al padre e li usa per corrompere Ben, il camionista, perché faccia salire la ragazza sul suo furgoncino di nascosto e la faccia scappare. Tuttavia, una volta intascati i soldi, Ben prima stupra Grace e poi la riporta a Dogville, dove viene ulteriormente accusata di aver rubato denaro al padre di Tom. Nonostante sappia che non è vero, il ragazzo non rivela di essere stato lui a rubare quei soldi, perché ritiene sia l'unico modo per poter continuare ad aiutarla senza dare troppo nell'occhio. Grace diventa così definitivamente la schiava del paesino, costretta a portare una catena al collo e a subire ripetutamente abusi e violenze sessuali, oltre a essere umiliata perfino dai ragazzini, che suonano le campane ogni volta che viene stuprata.

Tutto questo ha termine una notte, quando durante un'assemblea Grace, su suggerimento di Tom, prende la parola e riferisce con calma tutti gli abusi che ha subito da ciascun concittadino. Mentre il ragazzo riaccompagna Grace nella sua baracca, gli altri paesani sono scioccati dall'essersi sentiti rinfacciare la verità e decidono di espellerla dal paese. Tom sceglie di schierarsi con Grace e, mentre le comunica la sua decisione, tenta un approccio sessuale, ma viene respinto. Tom si arrabbia e Grace gli chiede se, per caso, ha pensato di prenderla con la forza, aggiungendo che, se volesse, potrebbe fare come tutti gli altri e usarle violenza. Il ragazzo inizialmente respinge queste accuse, ma poco dopo è costretto ad ammettere che Grace ha ragione. Distrutto dal dubbio, Tom decide di allontanare da sé Grace per impedirle di rovinarle la sua carriera come scrittore e filosofo, chiamando personalmente i gangster perché vengano a riprendersi la ragazza.

L'arrivo dei malavitosi è salutato da Tom e da un comitato spontaneo di compaesani. Gli scagnozzi, indignati, liberano Grace dalle sue catene: è solo allora che si scopre che Grace è la figlia del boss, scappata perché disgustata dalle azioni criminali del padre. Genitore e figlia recuperano nella Cadillac del boss il discorso che li ha portati a litigare e il padre ne approfitta per rigirarle l'accusa di arroganza, che la figlia gli fece prima di scappare: secondo lui è proprio l'atteggiamento di lei, volto sempre a giustificare le azioni malvagie altrui, a essere arrogante, quasi come se lei non ritenesse gli altri esseri umani capaci di poter rispettare gli alti standard morali che lei stessa si impone. Al termine della discussione, il boss offre una scelta a sua figlia: tornare a casa con lui e magari diventare la sua succeditrice o rimanere a Dogville.

Grace sul momento rifiuta di tornare a casa, ma il padre le concede ancora qualche minuto per poterci ripensare. La ragazza è così costretta ad ammettere a sé stessa che non avrebbe mai perdonato o anche solo giustificato neanche una delle azioni che ha subito, se a compierle fosse stata lei. Poco dopo questa realizzazione, un impaurito Tom, che ha capito che i gangster sono una potenziale minaccia per la sicurezza del paesino, chiede scusa a Grace per averla manipolata e usata, ma cerca comunque di giustificare razionalmente le sue azioni. Di fronte a questo Grace rifiuta le giustificazioni e risponde che «se c'è un paese senza il quale il mondo vivrebbe meglio, è proprio Dogville».

Così facendo, la donna accetta il suo destino come figlia del boss e ordina la distruzione completa del paese e l'uccisione di tutti i suoi abitanti. La ragazza ne approfitta anche per vendicarsi di Vera, ordinando che le vengano uccisi i figli davanti ai suoi occhi, con la condizione che sarebbero stati risparmiati solo se fosse stata in grado di non piangere. Mentre i malavitosi uccidono brutalmente gli abitanti di Dogville e la radono al suolo, Tom tenta un ultimo, disperato approccio per ingraziarsi Grace e salvarsi la vita, ma la ragazza lo uccide personalmente con un colpo di revolver. Al termine del massacro si sente solo Moses, il cane del paese, abbaiare dai resti di una casa: uno dei gangster sta per ucciderlo, ma Grace gli ordina di risparmiarlo perché «è solo arrabbiato perché una volta gli ho tolto un osso di bocca».

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • In tutto il mondo è uscita una versione da 178 minuti.
  • Nicole Kidman affermò d'essere uscita dalle riprese "molto turbata", dichiarando che non avrebbe più girato con von Trier.[2]
  • Nel luglio 2011, in seguito agli attentati di Oslo e Utoya, il regista danese Lars von Trier si è detto "disgustato" dall'idea che Dogville sia tra uno dei film preferiti dal responsabile del massacro, l'estremista di destra norvegese Anders Breivik.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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