Queen Bitch

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Queen Bitch
Artista David Bowie
Genere Glam rock
Pubblicazione
Incisione Hunky Dory
Data 17 dicembre 1971[1]
Etichetta RCA Records
Durata 3 min : 18 s
Hunky Dory – tracce
Precedente
(EN)

« She's so swishy in her satin and tat,
in her frock coat and bipperty-bopperty hat,
oh God, I could do better than that. »

(IT)

« Lei è così effemminata in raso e pizzo,
con la sua redingote e il cappello bipperty-bopperty,
oh Dio, io potrei fare meglio di così. »

Queen Bitch è un brano musicale dell'artista inglese David Bowie, decima traccia di Hunky Dory, quarto album in studio pubblicato il 17 dicembre 1971. Nel 1974 è stato pubblicato su 45 giri come lato B di Rebel Rebel e di 1984 (quest'ultimo uscito solo negli USA e in Nuova Zelanda). Il brano, un omaggio a Lou Reed come ha dichiarato lo stesso Bowie nel 1978 su Melody Maker,[2] si trova al secondo posto (dopo Hot Love dei T. Rex) nella classifica delle 20 migliori canzoni glam rock del quotidiano inglese The Guardian.[3]

Il brano[modifica | modifica wikitesto]

« Un cocktail pansessuale, un urlo di tradimento e gelosia proveniente da un'oltretomba gay. »
(Bill Wyman, New York Magazine, 2013[4])
«Ho scritto solo una canzone simile alle sue ed era Queen Bitch... l'ho scritta appositamente per Lou.»(David Bowie, 1978)[2]

Ultimo dei tributi che compongono la seconda parte di Hunky Dory, dedicati alle influenze statunitensi di Bowie, Queen Bitch è l'unica traccia dell'album senza il pianoforte di Rick Wakeman ed è forse quella che più rivela gli orientamenti futuri del cantante inglese. Si tratta di un vivace pastiche del materiale dei The Velvet Underground dominato dalla chitarra elettrica di Mick Ronson, in cui il semiparlato di Bowie prende spunto direttamente dallo stile aspro e quasi totalmente privo d'intonazione di Lou Reed.[5] In definitiva si tratta di un omaggio all'influenza esercitata sul modo di comporre di Bowie da brani come I'm Waiting for the Man e White Light/White Heat, come rivelano anche le note di copertina di Hunky Dory: "Some V.U. White Light returned with thanks" ("Un po' di Luce Bianca Velvet Underground restituita con tante grazie").

Anche il testo deve molto alla poesia urbana di Lou Reed e alle immagini di strada evocate dall'artista newyorkese, un ritratto di seduzione e tradimento condito con il gergo omosessuale del Greenwich Village (il termine "Queen" viene qui usato nel significato slang di "omosessuale") e filtrato con la sensibilità dandy di David Bowie.[5][6]

(EN)

« I'm up on the eleventh floor and I'm watching the cruisers below,
my heart's in the basement, my weekend's at an all time low,
he's down on the street and he's trying hard to pull sister Flo... »

(IT)

« Sono su all'undicesimo piano a guardare gli adescatori di sotto,
il mio cuore è in cantina, il mio fine settimana è una depressione totale,
lui è giù in strada e cerca faticosamente di rimorchiare sorella Flo... »

Nel testo si possono trovare velati riferimenti anche ad altre icone del periodo come l'accenno a Sister Ray dei Velvet Underground ma anche un'allusione (allora più immediata di adesso) a Flo & Eddie, già fondatori dei Turtles ed ex membri dei Mothers of Invention di Frank Zappa, che in quel periodo fornivano le voci di accompagnamento ai T. Rex di Marc Bolan.[5]

Dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Queen Bitch era uno dei brani prediletti da Bowie durante le sessioni BBC dei primi anni settanta. Fece il suo esordio in quella del 3 giugno 1971, ancor prima che uscisse Hunky Dory, alla quale seguirono quelle dell'11 e 18 gennaio 1972 (quest'ultima presente in Bowie at the Beeb). La versione eseguita l'8 febbraio dello stesso anno nel programma televisivo di BBC Two The Old Grey Whistle Test si trova nel DVD Best of Bowie del 2002. In ogni caso Queen Bitch non è mai stata un vero e proprio classico dal vivo e dopo lo Ziggy Stardust Tour del 1972 è stata proposta solo nello Station to Station Tour del 1976, nel Sound+Vision Tour del 1990 e nell'Earthling Tour del 1997. Il 9 gennaio 1997, durante il concerto per il suo cinquantesimo compleanno, Bowie ha eseguito la canzone in un duetto proprio con Lou Reed mentre nel settembre 2005 è stata ripresa durante un'apparizione del cantante ad un concerto degli Arcade Fire a New York.[7]

Nelle raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Queen Bitch non è inclusa in nessuna delle compilation di greatest hits di David Bowie e l'unico album live ufficiale in cui si trova, oltre a Bowie at the Beeb, è Live Santa Monica '72 del 2008, mentre la versione eseguita il 23 marzo 1976 al Nassau Coliseum, durante lo Station to Station Tour, si trova nell'album "semi-ufficiale" RarestOneBowie e nel bonus disc incluso nella riedizione del 2010 di Station to Station. Sono invece numerosi i bootleg che testimoniano varie esecuzioni dal vivo, tra cui:

Queen Bitch si trova inoltre nella colonna sonora dei film Run Fatboy Run del 2007, Milk del 2008 e Il maledetto United del 2009.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Cover[modifica | modifica wikitesto]

Queen Bitch è stata oggetto di cover da parte di parecchi artisti, tra cui:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 10a traccia dell'album Hunky Dory
  2. ^ a b David Bowie, 1978, www.xoomer.virgilio.it. URL consultato il 4 luglio 2015.
  3. ^ The Guardian, www.exploringdavidbowie.wordpress.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  4. ^ Bill Wyman, New York Magazine 2013, www.exploringdavidbowie.wordpress.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  5. ^ a b c Nicholas Pegg, David Bowie. L'enciclopedia, Arcana, 2002, pp. 158-159, ISBN 88-7966-270-8.
  6. ^ Queen Bitch, www.bowiesongs.wordpress.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  7. ^ David Bowie e gli Arcade Fire, www.davidbowie.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  8. ^ Cover Elf Power, www.youtube.com. URL consultato il 4 luglio 2015.
  9. ^ Cover The Tragically Hip, www.youtube.com. URL consultato il 4 luglio 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

rock Portale Rock: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di rock