Questa è una voce in vetrina. Clicca qui per maggiori informazioni

Black Sabbath

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Black Sabbath (disambigua).
Black Sabbath
Black Sabbath (1970).png
I quattro componenti storici della band, nel 1970: Geezer Butler, Tony Iommi, Bill Ward, Ozzy Osbourne.
Paese d'origine Regno Unito Regno Unito
(Aston, Birmingham, Inghilterra)
Genere Heavy metal[1]
Hard rock[2][3]
Doom metal[1]
Periodo di attività 1968-2006
2011-2017
Etichetta Vertigo Records
Warner Bros.
Sanctuary
Castle
I.R.S.
EMI
Reprise
Epic
Fontana
Album pubblicati 31
Studio 19
Live 6
Raccolte 5 + 1 cofanetto
Sito web
Black Sabbath (Logo).png
« I Black Sabbath sono i Beatles dell'heavy metal[4] »
(Dave Navarro)

I Black Sabbath sono stati un gruppo musicale heavy metal britannico, formatosi a Birmingham nel 1968.[5] La formazione "storica" era costituita da Ozzy Osbourne (voce), Tony Iommi (chitarra), Geezer Butler (basso) e Bill Ward (batteria), rimasta invariata dal 1969 al 1978. In seguito, ci furono numerosi cambi nell'organico della band e Iommi rimase l'unico componente originale.

I Black Sabbath sono stati tra i primi gruppi heavy metal della storia[6][7] ed hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo del genere[8][9]. Dal 1970 al 2010 hanno venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo.[10] Contribuirono in modo determinante anche alla nascita di alcuni sottogeneri heavy, in particolar modo il doom metal[11] e lo stoner rock.[12] Nel 2003 furono 85esimi nella lista dei 100 migliori artisti secondo Rolling Stone;[4] 3 dei loro album sono stati citati nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone: Master of Reality (al 300º posto),[13] Black Sabbath (241º posto)[14] e Paranoid (131º posto)[15] e nel 2006 sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.[16]

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al debutto (1966-1970)[modifica | modifica wikitesto]

Il primo embrione dei Black Sabbath vide la luce nel 1966 ad Aston, un paese vicino Birmingham, in Inghilterra, quando il chitarrista Anthony "Tony" Iommi e il batterista William "Bill" Ward (entrambi provenienti dai "Mithology")[17] trovarono in un negozio di dischi l'annuncio di un cantante che cercava membri per fondare una band ("Ozzy Zig cerca gruppo. Possiede amplificazione propria."). Ozzy Zig era John "Ozzy" Osbourne, un acerrimo rivale di Iommi ai tempi della scuola.[18] Iommi e Ward si recarono a casa di Ozzy e decisero di formare un complesso musicale.[19] Osbourne portò nel gruppo altri due musicisti che avevano suonato assieme a lui nel gruppo "Rare Breed": i chitarristi Terence "Geezer" Butler e Jimmy Phillips.[20]

In seguito Butler prese il ruolo di bassista, e fu assoldato anche il sassofonista Alan "Aker" Clarke. Il gruppo scelse inizialmente il nome "Polka Tulk Blues Band", accorciato poi in "Polka Tulk", e iniziò a costruirsi un repertorio, prevalentemente blues[21]. Clarke e Phillips uscirono dal gruppo e gli altri decisero di cambiare nome in "Earth". La formazione si esibì in vari locali suonando cover di Jimi Hendrix, Blue Cheer, Beatles e Cream,[20][21] e incise il primo demo nel 1968, che ebbe un discreto successo nel giro dei pub inglesi e permise al gruppo di farsi un nome anche in Germania, grazie all'intraprendenza del manager Jim Simpson.

Dopo un breve periodo, il nome della band fu cambiato perché esisteva un altro gruppo che si chiamava "Earth".[22] Il nome nuovo venne da un'idea di Butler, grande appassionato dei romanzi di magia nera e horror di Dennis Wheatley, che conosceva un film di Mario Bava chiamato I tre volti della paura del 1963;[23] nella versione inglese il titolo era Black Sabbath ("sabba nero"), e scrisse una canzone che ne riprendeva il titolo. Questo divenne il nuovo nome del gruppo.[17]

I Black Sabbath nel 1973.

Al nuovo nome si accompagnò una transizione dal blues ad un sound prima con elementi di folk europeo, poi con toni sempre più forti e cupi, fino a una soluzione inedita per la quale i Sabbath divvenero famosi e annoverati, da molti critici, come i pionieri dell'heavy metal assieme ai Led Zeppelin.[24] La prima casa discografica per cui i Sabbath firmarono fu la Fontana Records; in seguito approdarono all'appena nata Vertigo. Con questa etichetta il 13 febbraio del 1970 uscì l'album di debutto della band, intitolato semplicemente Black Sabbath.

Il periodo "classico" (1970-1972)[modifica | modifica wikitesto]

Black Sabbath ebbe un grande successo (n.8 nelle classifiche di vendite inglesi)[25] dovuto, in gran parte, alla presenza di composizioni storiche della band come Black Sabbath, The Wizard e N.I.B.. Il disco presentava tratti originali e diversi dal panorama rock di quei tempi, sia per la musica che per i testi. I loro coevi Deep Purple e Led Zeppelin, altre formazioni influenti per il metal, praticavano un sound più melodico e aperto anche a rock 'n' roll e blues.[21] La musica dei Black Sabbath, pur con caratteristiche simili, presentava sonorità più pesanti e oscure, con riferimenti al demonio e all'occulto.[26] Nella canzone Black Sabbath Tony Iommi utilizza la "Triade del Diavolo" (un giro fondato sull'intervallo di tre toni, tritono appunto, SOL - REb), un intervallo musicale fortemente dissonante e disorientante, proibito nel Medioevo perché la Chiesa cattolica pensava che avrebbe evocato il demonio.[27]

Sebbene cenni di questo tipo si potessero trovare anche nei lavori di altri gruppi dell'epoca, come i Led Zeppelin o i Beatles, i Sabbath si spinsero oltre, sia per l'insistenza su questi argomenti che per il modo diretto in cui erano affrontati, tant'è che questi divennero, in seguito, alcuni degli stereotipi che caratterizzeranno il metal. Questo tipo di testi portò alla band numerose critiche, accuse di satanismo ed occultismo e in generale la disapprovazione di molta parte dell'opinione pubblica del tempo.[26] Queste contestazioni, tuttavia, contribuirono al fascino che la band esercitava sul suo vasto pubblico di giovani.

Il successivo Paranoid rappresenta tuttora il maggior successo commerciale del gruppo (n.1 nella classifica inglese, con quattro dischi di platino e uno d'oro all'attivo)[28] ed è considerato di essenziale importanza per la nascita dell'heavy metal.[21] Il lavoro conquistò milioni di fans in tutto il mondo, grazie a Paranoid, Iron Man, Electric Funeral e War Pigs. Con questo lavoro il gruppo mostrò di andare oltre l'immagine "nera" che lo accompagnava, componendo brani con argomenti più maturi, come War Pigs, critica dei politici responsabili degli orrori della guerra, o Iron Man che ha un testo fantascientifico.

Nel 1971 i Black Sabbath pubblicarono un terzo album di notevole successo, Master of Reality, l'album più oscuro ed introspettivo della band. Assieme ai precedenti Black Sabbath e Paranoid, è considerato fondamentale per la nascita del doom metal e sludge metal.[13] Oltre ai brani del classico stile sabbathiano (Children of the Grave e After Forever), Master of Reality è noto, soprattutto, per i suoi stilemi "sinistri" (Sweet Leaf, Lord of This World, Solitude e Into the Void), base per questo genere portato in auge da Saint Vitus e Candlemass.

Il disco presentava una particolare innovazione. Iommi suona con la chitarra accordata in Do diesis (un tono e mezzo più bassa dell'accordatura tradizionale), come Butler con il basso. Questo cambiamento, su dichiarazione del chitarrista, fu adottuato per adattarsi allo stile vocale di Ozzy e per dare un suono più pesante alla loro musica (successivamente, a partire dall'album Heaven and Hell, la chitarra ed il basso furono accordati in Re diesis).[29] Sebbene Jimi Hendrix e altri avessero già adottato tale pratica in passato, i Black Sabbath furono tra i primi a fare uso del cosiddetto "downtuning", pratica che divenne quasi uno standard per numerosi gruppi rock e heavy metal.[29]

Sperimentazioni (1972-1976)[modifica | modifica wikitesto]

Il seguente Black Sabbath, Vol. 4 del 1972 mostrò le prime delle varie modifiche nel sound della formazione, per via di una evidente contaminazione di rock progressivo. Uno dei punti di forza è la ballad Changes, nel quale Osbourne canta accompagnato da pianoforte e archi.[21] Il brano è un esempio di come le sonorità della formazione si stessero evolvendo, ma pezzi come Tomorrow's Dream, Snowblind e Supernaut mostrano ancora il loro lato musicale più pesante.

Nel 1973 pubblicarono Sabbath Bloody Sabbath, album caratterizzato da atmosfere progressive rock ancor più nette. Ciò si deve anche alla presenza di Rick Wakeman degli Yes che compariva alle tastiere, come membro esterno. Fra i brani più evidentemente "progressive" si possono citare Spiral Architect e A National Acrobat ma non mancava comunque il "classico" sound della formazione con Sabbath Bloody Sabbath e Killing Yourself to Live. Il disco divenne platino[30] e si confermò un altro grande successo e un punto importante della loro carriera artistica.

In questo periodo ci furono una serie di sbandamenti per la band. Tutti i membri ebbero seri problemi di dipendenza da droghe, in particolare Osbourne e Ward, i quali, su ammissione del cantante, fecero uso di LSD tutti i giorni per due anni.[31] Un cambiamento di etichetta (da Vertigo a WWA) fece slittare l'uscita del nuovo album, Sabotage,[21] pubblicato solamente nel 1975. Dal punto di vista musicale, Sabotage è uno degli album più variegati del gruppo, alternando pezzi heavy metal come Hole In The Sky e Symptom Of The Universe a sperimentazioni originali e spiazzanti, ad esempio i cori in stile russo di Supertzar e le sonorità pop rock di Am I Going Insane (Radio).

Il declino e l'addio di Osbourne (1976-1979)[modifica | modifica wikitesto]

« Nessuno di noi pensava più alla musica. Ricordo che ogni singolo giorno ero fatto o ubriaco.[32] »
(Ozzy Osbourne, parlando dei Black Sabbath durante il periodo '76-78)

L'album successivo, Technical Ecstasy del 1976, fu oggetto di accese discussioni da parte dei loro sostenitori, per via di un sound più duttile e per la presenza di musica d'orchestra e sintetizzatori. Per quanto alcuni considerino positivamente il disco come molto ambizioso e innovativo,[33] esso contribuì a disilludere i fan dello stile iniziale del gruppo.

Nel 1977, al termine del tour di Technical Ecstasy, Osbourne abbandonò il gruppo, a seguito di tristi vicissitudini personali dovute alla morte del padre, oltre ai problemi derivati dalla sua dipendenza da alcool e droghe ormai inarrestabile. I restanti membri del gruppo arrivarono a provare per pochi mesi con il cantante Dave Walker (ex Fleetwood Mac e Savoy Brown), con cui iniziarono a lavorare a nuove canzoni, prima del momentaneo rientro di Osbourne alla voce nel 1978 con l'album Never Say Die!.

Questo lavoro ricalca la scia del precedente, con suoni elettronici e sperimentali (Don Airey suonò le tastiere nel disco), lontani da quelli più massicci e sulfurei di Paranoid e Master of Reality. In ogni caso, la risposta del pubblico fu negativa e certi lo giudicarono come uno dei peggiori della formazione di Birmingham,[34] con la sola title-track Never Say Die a godere di una buona popolarità tra i loro fans, sebbene oggi molti critici e fan lo abbiano rivalutato, considerandolo un album raffinato e ispirato.[33][35]

Nel 1979, a causa di conflitti irreversibili con gli altri membri della band, Osbourne venne licenziato per la sua tendenza ad abusare con gli stupefacenti e l'alcool.[36] Dopo l'uscita definitiva di Osbourne, i Black Sabbath non presentarono più una formazione salda, raggiungendo molte volte il punto di instabilità e assoldando vari musicisti nel corso della loro seguente carriera.

I Black Sabbath con Ronnie James Dio (1980-1982)[modifica | modifica wikitesto]

L'addio di Osbourne, tuttavia, preoccupò i Black Sabbath, dato che Ozzy contribuì molto alla realizzazione delle canzoni e, soprattutto, fu un ottimo intrattenitore del pubblico durante le performance dal vivo, quindi trovare un degno rimpiazzo fu un'impresa ardua. Dopo la sua uscita, fu contattato Ronnie James Dio, ex cantante di Elf e Rainbow.

Il primo album con Dio, Heaven and Hell, fu un eccellente successo, diventando disco di platino[37] e permettendo al gruppo di risalire la china e in fatto di vendite costituì il miglior risultato della band dal 1975, con Neon Knights, Heaven and Hell e Die Young che divennero altri pezzi significativi della loro discografia. L'album fu anche caratterizzato dall'ingresso di Geoff Nicholls alle tastiere. Benché non sempre riconosciuto come membro ufficiale del gruppo, e costretto a suonare nel backstage dei concerti per "motivi estetici" (caso non isolato nel panorama del metal), Nicholls ebbe da allora un'indiscutibile influenza sul gruppo, anche a livello compositivo.

Il tour del disco si dimostrò molto seguito, merito anche del carisma del nuovo cantante, nonché delle sue ottime doti vocali. Sempre durante quel tour, Bill Ward dovette abbandonare per motivi personali (i suoi genitori morirono uno dopo l'altro in un breve lasso di tempo, cosa che peggiorò i già notevoli problemi di Ward con l'alcool)[38] e venne sostituito da Vinny Appice (fratello di Carmine, famoso batterista di Vanilla Fudge, Rod Stewart e King Kobra).

Fu durante questo tour che Dio rese celebre il gesto delle corna, in seguito adottato come una sorta di "segno di riconoscimento" dagli amanti dell'heavy metal. Tuttavia, la paternità di questo gesto è oggetto di discussione dato che è stata anche rivendicata da Gene Simmons dei KISS.[39] Tuttavia, i critici, e lo stesso James Dio, sostengono che questo non è stato introdotto in musica da Simmons, ma da John Lennon dei The Beatles nel 1967.[39] Infatti la foto promozionale del film animato Yellow Submarine mostra John Lennon nell'intento di fare questo cenno. Esso è anche visibile nella copertina del lungometraggio, ove Lennon fa le corna a Paul McCartney.[39] Al di là di ciò, Dio disse che questo segno manuale lo imparò da sua nonna, la quale ne faceva uso per scongiurare il malocchio.[40]

Tornando all'attività artistica della band, Iommi e soci, con l'apporto di Appice, partorirono dalle loro menti un successivo album, Mob Rules nel 1981, anch'esso un successo che confermò il nuovo stile acquisito dai Sabbath grazie all'apporto sia tecnico che compositivo di Dio. La titletrack dell'album fu scelta per la colonna sonora del film Heavy Metal.

L'uscita e la rapida diffusione del bootleg Live at Last (registrato dai Sabbath con Ozzy in un tour del 1973) e soprattutto di Speak of the Devil, primo disco dal vivo solista di Ozzy, il quale contiene tutti i più famosi brani dei Sabbath dell'era Osbourne, convinsero il gruppo a rispondere con un live "ufficiale". Live Evil (1982) raccoglie gran parte dei brani più celebri del gruppo (da Black Sabbath a Mob Rules). Questa pubblicazione tuttavia portò nuovi problemi: Iommi e Dio diedero vita ad accese discussioni per quanto riguarda il mixaggio sonoro, poiché il leader dei Black Sabbath accusò il cantante di essersi recato in studio nelle ore notturne per alzare il volume della sua voce e lo definì un "piccolo Hitler".[41] Tutto questo innescò una serie di litigi che convinsero il cantante ad abbandonare la band, portando con sé Appice.

"Black Purple" (1983-1984)[modifica | modifica wikitesto]

Ian Gillan nel 1983, anno in cui si unì ai Black Sabbath.

L'uscita di Appice e Dio generò ancora instabilità nell'organico. Per il ruolo di batterista fu contattato Cozy Powell, ma la risposta fu negativa perché già impegnato con i Whitesnake (tuttavia Powell tornò nel 1987 per incidere Headless Cross nel 1988).[42] Questa lacuna fu colmata dal rientro di Bill Ward, ma trovare un nuovo cantante fu più arduo. Nicky Moore dei Samson e John Sloman dei Lone Star furono bocciati.[42] Iommi desiderava avere David Coverdale dei Whitesnake ma il cantante si rifiutò.[42]

Iommi e Butler si orientarono verso Ian Gillan, da tempo uscito dai Deep Purple e libero da impegni musicali per problemi con la voce.[43] Il contatto tra le due parti è descritto da un aneddoto: Gillan ricevette una telefonata da Iommi, che gli chiese di incontrarlo per una chiacchierata. Si videro nel pub "The Bear" a Woodstock[43] e finirono con l'ubriacarsi. Il giorno dopo Gillan si risvegliò confuso, e ricevette una telefonata dal suo manager, Phil Banfield, che gli disse di incontrarsi con i Black Sabbath per discutere con loro avendo lui accettato l'offerta di diventare il nuovo cantante. Gillan non ricordava nulla di tutto ciò.[43]

Assoldato Gillan come vocalist, fu possibile realizzare Born Again (1983); l'album, un buon successo, si piazzò al 4º posto nelle classifiche inglesi.[44] Questo lavoro, come quelli del periodo di Ozzy, suscitò le proteste dei baciapile dell'associazione di censura P.M.R.C. e Trashed fu accusato di istigazione all'alcool e inserito in una lista (chiamata "The Filthy Fifteen") emessa dall'associazione per indicare i 15 brani considerati da loro più scandalosi.[45] Gillan rispose alle accuse dicendo che il brano parlava di quando, guidando l'auto di Bill Ward ubriaco perso fuori dallo studio di registrazione, l'aveva distrutta finendo in un canale e rischiando la vita.[46]

Il sodalizio tra Gillan e i Black Sabbath fu soprannominato da molte testate giornalistiche "Black Purple", fusione di Black Sabbath e Deep Purple.[47] Fu intrapreso il tour ma Ward si ritirò di nuovo e rimpiazzato da Bev Bevan, ex Electric Light Orchestra. Al termine, Gillan tornò nei Deep Purple, in quel momento freschi di riunione.

Instabilità e controversie (1984-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Con l'uscita di Gillan riprese la ricerca di un nuovo cantante. Spencer Proffer, nuovo produttore della band, contattò Ron Keel (ex Steeler e Keel) per un'audizione ma fu scartato. La band, su ammissione di Keel, desiderava il ritorno di Ozzy.[48]

Nuovo cantante ufficiale del gruppo divenne infine David Donato, il quale militò per circa 6 mesi con i Black Sabbath ma non arrivò a incidere alcun album: fu inaspettatamente e misteriosamente licenziato. Si disse per un'intervista "orribile" rilasciata sulla rivista Kerrang! ma fu tutto smentito. Altri sostenevano che Donato se ne fosse andato dopo aver litigato con il management della band. Iommi preferì tacere.[49]

Tra le rare testimonianze dei Black Sabbath con Donato vi è No Way Out, una versione iniziale di The Shining (contenuto in The Eternal Idol, pubblicato nel 1987)[50]. Donato nel 1986 fondò una hair metal band chiamata White Tiger, assieme all'ex chitarrista dei KISS Mark St. John.[51]

Anche Geezer Butler, dopo una lunga militanza, abbandonò, formando i "Geezer Butler Band", che non incisero alcun album. La formazione originaria dei Black Sabbath tornò, momentaneamente, sul palco in occasione del Live Aid nel 1985, organizzato da Bob Geldof e Midge Ure, assieme a Elton John, Queen, David Bowie, The Who, Madonna e U2. Iommi, rimasto l'unico membro originario del gruppo, decise di fermare momentaneamente i Black Sabbath in favore di un progetto solista assieme a Nicholls. Reclutati il bassista Dave Spitz e il batterista Eric Singer, il chitarrista incise un disco da solista ingaggiando vari cantanti come Rob Halford, Glenn Hughes e Ronnie James Dio ma si accorse della difficoltà di impiegare più voci in un album. Dopo aver provato un pezzo con Hughes, Iommi decise di assumerlo per cantare tutti i brani.[52]

Così fu pubblicato Seventh Star nel 1986, che inizialmente dovette uscire a nome di Iommi ma in seguito fu pubblicato, per motivi contrattuali con la casa discografica, sotto il nome Black Sabbath featuring Tony Iommi.[53] Questo album marcò ancor di più la svolta iniziata con Ronnie James Dio, con le tastiere elemento fondamentale per il nuovo corso stilistico. Tuttavia, rispetto al precedente Born Again, Seventh Star ebbe uno scarso successo di vendite. Inoltre i crediti del lavoro furono oggetto di discussione tra Iommi e Jeff Fenholt,[54] un cantante che militò nei Black Sabbath per circa sette mesi, prima dell'arrivo di Hughes, il quale sostenne di aver partecipato alla composizione dei brani del disco. Fenholt, infatti, incise una demo con la band, "Star of India" nel 1985,[55] ed i pezzi qui contenuti fanno parte della tracklist di Seventh Star.

Nella fase iniziale del tour del 1986 Hughes abbandonò la band per seri problemi alla voce dopo aver ricevuto un pugno alla gola dal manager del gruppo, Don Arden durante una lite, e fu sostituito da Ray Gillen. Nel frattempo la carriera solista di Osbourne andava a gonfie vele (aveva già pubblicato classici dell'heavy metal come Blizzard of Ozz e Diary of a Madman) e la crescente fama del cantante stava per oscurare sempre più quella della sua band di un tempo.

L'arrivo di Tony Martin (1986-1990)[modifica | modifica wikitesto]

La preparazione dell'album successivo (The Eternal Idol), vide la ricomparsa, come percussionista, del batterista Bev Bevan e si aggiunse come bassista Bob Daisley (che suonò anche con Ozzy Osbourne). Nel bel mezzo delle registrazioni, Gillen uscì dai Black Sabbath. Gillen fu sostituito da Tony Martin e fu quest'ultimo a cantare (su brani originariamente scritti per Gillen) nell'album The Eternal Idol, anche se tra i collezionisti è possibile trovare la versione originale cantata da Gillen. L'incontro tra il neocantante e Iommi avvenne tramite il manager di Martin, ex compagno di scuola del leader dei Black Sabbath.[56]

Martin fu molto apprezzato, le sue doti canore vennero comparate, da molti, a quelle di Ronnie James Dio e partecipò attivamente alla stesura dei pezzi. L'album presenta alcuni riferimenti al passato (l'omonima Eternal Idol rimembra le sonorità oscure di Master of Reality), conservando lo stile adottato negli ultimi anni (il grande apporto di tastiere). Anche questo album, sebbene molti lo considerino di buon livello, non ebbe il successo sperato.

Dopo l'uscita dell'album, la band si trovò di nuovo alla deriva e scossa da una serie di defezioni; Iommi, Martin e Nicholls dovettero reclutare un nuovo bassista, (Jo Burt), e un nuovo batterista, (Terry Chimes dei Clash), per il breve tour promozionale, che ebbe luogo nel 1987, quasi esclusivamente con date europee.

Nonostante questi continui cambi, la band iniziò a stabilizzarsi attorno alle figure di Iommi (ormai unico membro originario), Martin e Nicholls, ai quali si aggiunse poi (sostituendo Chimes) l'eclettico batterista Cozy Powell (il quale ricevette già un'offerta da Iommi dopo l'uscita di Appice, ma in quel momento non accettò).[42] Con l'aggiunta di Laurence Cottle al basso, i Sabbath pubblicarono Headless Cross (1989), album che riscosse un buon successo, maggiore rispetto a quello di Seventh Star e The Eternal Idol. Dalla title track dell'album venne tratto un video che venne mandato in onda per un certo periodo su MTV.

Nel 1990 (ancora una volta con un nuovo bassista: Neil Murray dei Whitesnake, il quale già suonò nel tour di Headless Cross), i Sabbath consolidarono questa "rinascita" con un altro album, Tyr, che vendette abbastanza bene e a cui seguì un tour molto seguito nello stesso anno.

Riunioni (1992-2005)[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante i buoni risultati conseguiti con Headless Cross e Tyr, nel 1992 Iommi decise di riunire la formazione dei primi anni ottanta (quella di Mob Rules) con Geezer Butler, Ronnie James Dio e Vinny Appice. L'album che ne scaturì, Dehumanizer (1992), fu un lavoro dal sound molto ruvido e che portò un ottimo successo di pubblico e critica. La band preparò un tour di grande successo, che culminò con una memorabile apparizione per il festival metal Monsters of Rock, eseguita all'aeroporto di Reggio Emilia il 12 settembre.[57]

In quel periodo Osbourne annunciò l'intenzione di ritirarsi dalla musica facendo un tour (in seguito cambiò idea, organizzando un altro tour chiamato Retirement Sucks) e chiese al suo ex gruppo di aprire le ultime due date a Costa Mesa in California del 14 e 15 novembre. Dio non fu d'accordo perché si era vociferata una reunion della formazione originale e, quindi, finì per abbandonare di nuovo, anche perché il suo contratto scadeva il 13 novembre. Dio, tuttavia, sostenne che la vera ragione della sua uscita furono le continue divergenze con Iommi, come ai tempi di Heaven and Hell e Mob Rules.[58] Per completare la tournée, Iommi chiamò all'ultimo minuto Rob Halford dei Judas Priest.

I Black Sabbath durante la grande reunion del 16 dicembre 1999.

L'uscita di Dio convinse anche Appice a ritirarsi. Con l'uscita di questi ultimi due, i Black Sabbath riacquisirono Tony Martin e Geoff Nicholls e, col nuovo batterista Bobby Rondinelli, incisero Cross Purposes, accompagnato da Cross Purposes Live, un cofanetto di CD e video, pubblicato nel 1994 e, attualmente, fuori catalogo. Quando Rondinelli abbandonò il gruppo fu sostituito, a sorpresa, dal batterista della formazione originale, Bill Ward, che subentrò in tempo per suonare le ultime 4 date del tour in Sud America.

Ancora una volta Ward e Butler abbandonarono, e per il 1995 tornò a raggrupparsi la formazione di Tyr, con Powell e Murray, che incise Forbidden, il quale non ricevette buoni pareri da pubblico e critica. Il rapper Ice-T venne ospitato alla voce nel brano Illusion of Power. La relativa tournée vide Powell partecipare solamente alle date americane del tour mentre per quelle europee al suo posto suonò Rondinelli. Nel 1996, la Castle Records pubblicò, in versione rimasterizzata, alcuni pezzi della band da Born Again fino a Forbidden, nonché una raccolta dal titolo The Sabbath Stones.

Nel 1996 i Black Sabbath vengono nominati per la Rock and Roll Hall of Fame del 1997, ma perdono assieme a Solomon Burke, The Dominoes, Lynyrd Skynyrd, Mamas & Papas, The Meters, The Moonglows, Gene Pitney, Lloyd Price e The Stooges in favore di Bee Gees, Buffalo Springfield, Crosby, Stills & Nash, Jackson 5, Joni Mitchell, Parliament-Funkadelic e The Rascals.

Nel 1997 Ozzy Osbourne diede vita al suo fortunato festival, l'Ozzfest. Nell'ultima parte dello show, Butler e Iommi (e in seguito anche Ward) apparivano sul palco per suonare alcuni pezzi classici dei Sabbath. La formazione originale, così reincontratasi sotto lo "stendardo di Ozzy", incise nel 1998 un album doppio, Reunion, composto esclusivamente da brani dell'era Osbourne in versione live, ma su cui comparivano anche due canzoni nuove in studio. Nel 2000, la band venne premiata con un grammy della categoria "Best Metal Performance", grazie al brano Iron Man.[59] Nel 1998 vengono nominati per la Rock and Roll Hall of Fame del 1999, ma perdono assieme a The Flamingos, Darlene Love, Solomon Burke, The Moonglows, Steely Dan, Gene Pitney e Richie Valens in favore di Billy Joel, Curtis Mayfield, Paul McCartney, Del Shannon, Dusty Springfield, Bruce Springsteen e The Staple Singers. Nel 2000 ricevono una nuova nomination per l'edizione del 2000, ma perdono assieme a Aerosmith, Solomon Burke, The O'Jays, Queen, Lou Reed e Steely Dan in favore di Eric Clapton, Earth, Wind and Fire, Lovin' Spoonful, The Moonglows, Bonnie Raitt e James Taylor. L'anno successivo vengono nominati per l'edizione del 2001, ma perdono assieme a AC/DC, Brenda Lee, Lynyrd Skynyrd, New York Dolls, Lou Reed, Bob Seger e Patti Smith.

Sembrò che la formazione storica dovesse tornare unita per l'incisione di un nuovo album, ma non finì così. La preparazione di un nuovo lavoro discografico venne iniziata nel 2001, dopo che il gruppo si esibì all'Ozzfest dello stesso anno,[60] ma, probabilmente a causa di vincoli imposti dai contratti di Osbourne nella sua attività solista, non vi fu alcun seguito. Nello stesso anno vengono nominati per la Rock and Roll Hall of Fame del 2002, ma perdono assieme a AC/DC, Jackson Browne, The Chantels, The Dells, The "5" Royales, Lynyrd Skynyrd, Gram Parsons, The Sex Pistols e Patti Smith in favore di Isaac Hayes, Brenda Lee, Tom Petty and The Heartbreakers, Gene Pitney, The Ramones e Talking Heads. Nel 2002 vengono nominati per l'edizione 2003, ma perdono assieme a ABBA, Chic, The Dells, Kraftwerk, Lynyrd Skynyrd, MC5, The Sex Pistols, Patti Smith Group e Steve Winwood in favore di AC/DC, The Clash, The Attractions, The Police e Righteous Brothers. Nel 2003 vengono nominati per l'edizione 2004 assieme a John Mellencamp, The Sex Pistols, Lynyrd Skynyrd, Gram Parsons, The Stooges, The "5" Royales e Patti Smith in favore di George Harrison, Prince, The Traffic, Jackson Browne, The Dells, Bob Seger e ZZ Top. Nel 2004 i Sabbath hanno suonato in un nuovo tour Ozzfest (con Adam Wakeman, figlio di Rick, alle tastiere, in sostituzione di Geoff Nicholls), celebrando il loro 35º anniversario, ed anche il 2005 li ha visti partecipare al carrozzone itinerante, in aggiunta ad alcune date in Europa.

Heaven & Hell[modifica | modifica wikitesto]

Gli Heaven & Hell dal vivo

Il 13 marzo del 2006 i Black Sabbath vengono introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame assieme a Blondie, Miles Davis, Lynyrd Skynyrd e The Sex Pistols.[16] Vennero introdotti dai Metallica, che suonarono anche due pezzi della formazione di Iommi (Hole in the Sky e Iron Man).

Quando sembrava che oramai la formazione fosse arrivata al suo definitivo declino e al ritiro dalle scene musicali, nell'ottobre 2006 venne annunciato un tour estivo nei principali festival heavy metal europei con la formazione dell'album Heaven and Hell: Dio, Iommi, Butler e Ward.

Tony Iommi nel 2009

Paradossalmente, il loro nome per questa tournée fu proprio Heaven & Hell. Nel novembre 2006 Ward abbandonò il progetto perché dichiarò, in maniera molto vaga, che ci fossero speculazioni sul nuovo nome del gruppo[61] e venne sostituito da Vinny Appice. Il 3 aprile 2007, il gruppo ha pubblicato Black Sabbath: The Dio Years, compilation di brani composti con Dio e contenente anche pezzi inediti.

Il 28 aprile 2009 viene pubblicato The Devil You Know, il primo album in studio degli Heaven & Hell, gruppo formato dai vecchi membri dei Black Sabbath.

La morte di Ronnie James Dio (2010)[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 maggio 2010 arriva la notizia della scomparsa di Ronnie James Dio, dopo cinque mesi di lotta al cancro allo stomaco. Queste le parole della moglie Wendy:[62]

« Oggi ho il cuore infranto, Ronnie si è spento alle 7.45 di domenica 16 maggio. Tantissimi amici e membri della nostra famiglia hanno potuto dargli l'ultimo addio in privato prima che se ne andasse in pace.

Ronnie sapeva quanto tutti lo amassero. Siamo tutti molto riconoscenti per l'amore e il sostegno che ci avete dato tutti. Vi preghiamo di concederci qualche giorno di privacy, per essere in grado di sopportare questa enorme perdita. Vi preghiamo di ricordare che lui vi amava tutti, e la sua musica vivrà per sempre. »

(Wendy Dio)

Tutto il mondo del rock in generale si è stretto alla famiglia del leggendario cantante esprimendo il proprio sgomento non appena appresa la notizia. Queste le parole di Ozzy Osbourne:[63]

« Sono molto triste nell'apprendere della scomparsa di Ronnie James Dio... Il metal ha senza dubbio perso una delle più grandi voci di sempre. Il mio cuore è vicino alla sua famiglia e ai suoi tantissimi fan. »
(Ozzy Osbourne)

A volerlo ricordare anche quello che fu di fatto il suo storico scopritore, Ritchie Blackmore, che lo lanciò nei Rainbow dopo la sua carriera negli Elf:[64]

« Ronnie aveva una voce unica e fantastica. Il mondo del rock'n'roll ne sentirà tristemente la mancanza. »
(Ritchie Blackmore)

Queste le parole di un altro storico compagno di band di Ronnie, ovvero Tony Iommi:[64]

« Ieri 16 maggio 2010 il mio caro, caro amico Ronnie James Dio si è spento alle 7.45 del mattino, ora di Los Angeles [16.45 ora italiana, ndr] . Sono rimasto totalmente scioccato perché non riuscivo a credere che fosse vero, che Ronnie se ne fosse andato. Ronnie era una delle persone più gentili che io abbia mai conosciuto, abbiamo vissuto dei momenti fantastici insieme. Ronnie amava quello che faceva, fare musica e dare tutto sul palco. Amava i suoi fan. Era un uomo generoso e metteva tutto se stesso per aiutare gli altri. Posso dire sinceramente che è stato un vero onore suonare al suo fianco per tutti questi anni. La sua musica vivrà per sempre. Il mio pensiero va a Wendy che è stata al fianco di Ronnie fino alla fine; lui la amava tanto. L'uomo con la voce magica è ora una stella tra le stelle. È stato un vero professionista. Mi mancherai tanto, Ronnie, mio grande amico. Riposa in pace. »
(Tony Iommi)

Riunione con Ozzy Osbourne, 13 e tour finale (2011-2017)[modifica | modifica wikitesto]

Logo della grande reunion dell'11 novembre 2011.

Nell'agosto del 2011 il chitarrista dei Black Sabbath, Tony Iommi, ha confermato al Birmingham Mail che la line-up originale del gruppo si è riunita e stava attualmente provando per un tour e un nuovo album in studio. Iommi e Ozzy Osbourne hanno composto nuovo materiale a giugno e contavano di pubblicare il disco per l'anno successivo. «Non vediamo l'ora e penso che ciò che stiamo preparando sia davvero valido» ha dichiarato Iommi; «è un ritorno alle origini».[65] Successivamente però, sul suo sito, lo stesso Iommi aveva smentito di avere reso queste dichiarazioni, dicendosi dispiaciuto per un caso di cattiva informazione giornalistica nato da alcune sue affermazioni decontestualizzate e distorte.[66][67] L'11 novembre successivo, durante una conferenza stampa convocata al Whisky a Go Go di West Hollywood, la band comunicava la volontà di riunirsi con la formazione originale in vista del 2012 per un tour mondiale e l'incisione di un album, il primo con Osbourne alla voce dopo 33 anni,[68] pubblicato a distanza di 18 anni dall'ultimo album Forbidden (1995), con Tony Martin alla voce. Per quanto riguarda il tour, la band ha intrapreso alcuni concerti tra i mesi di maggio e giugno del 2012.

I Black Sabbath durante il tour di 13 in Brasile.

Il 3 febbraio 2012 Bill Ward si è separato dal gruppo.[69] Il 17 febbraio 2012 i Black Sabbath dovettero annullare le date del tour europeo a causa di un linfoma precedentemente diagnosticato a Tony Iommi. I Black Sabbath terranno comunque tre concerti, tra i quali l'esibizione al Download Festival il 10 giugno. Al posto di Ward dietro le pelli si è seduto l'attuale batterista della band di Ozzy, Tommy Clufetos. Per non deludere i fan Ozzy Osbourne si esibirà nelle date precedentemente confermate con il nome di "Ozzy and Friends" seguito da vari ospiti quali ad esempio Geezer Butler, Zakk Wylde e Slash. Nessun cambiamento fu riportato per le registrazioni del nuovo album, che continuavano senza problemi.[70] Il 13 gennaio 2013, tramite il profilo Twitter ufficiale della band, viene annunciato 13, il diciannovesimo album discografico del gruppo, pubblicato a giugno.[71] dello stesso anno

Il 19 aprile la band ha pubblicato il primo singolo estratto dal nuovo album, intitolato God Is Dead?.[72] L'album 13, si è rivelato un successo straordinario e ha raggiunto la prima posizione nelle classifiche di vendita in Regno Unito,[73] e per la prima volta anche su Billboard 200 negli Stati Uniti d'America;[74] lo stesso Ozzy Osbourne si è detto sconvolto dal successo del disco, dichiarando «Fantastico, sinceramente non ho mai pensato che il disco sarebbe stato un successo. [...] Noi non componiamo canzoni da tre o quattro minuti, noi suoniamo fino a quando non ci fanno smettere».[75]

Il disco fu supportato da un tour musicale di grandi proporzioni, iniziato nel 2012 e conclusosi nel 2014; anno durante il quale i Black Sabbath vinsero il secondo grammy award per "Best Metal Performance" grazie al brano God Is Dead?.[59][76]

Il 30 settembre 2015 la band annuncia il suo tour mondiale d'addio "The End" con Ozzy Osbourne, Tony Iommi e Geezer Butler in formazione. Il tour non vede la partecipazione di Bill Ward e la batteria è suonata da Tommy Clufetos. Il tour ha avuto inizio il 20 gennaio 2016 e ha visto come unica tappa italiana l'Arena di Verona il 13 giugno 2016.[77] In coincidenza della data di inizio del tour viene pubblicato un album dal titolo The End, venduto solamente ai concerti tenuti dal gruppo. Il 4 febbraio 2017 hanno tenuto l'ultimo concerto nella città natale dei membri fondatori del gruppo (escluso il batterista Bill Ward) e dove si formarono quasi cinquant'anni prima nel 1968 alla Genting Arena di Birmingham[78].

Eredità musicale[modifica | modifica wikitesto]

Chitarra firmata Black Sabbath esposta all'Hard Rock Cafe di Copenaghen.
« A mio parere, i Black Sabbath sono coloro che hanno dato vita a ciò che siamo soliti considerare heavy metal, e non c'è una band in giro oggi che non sia influenzata, in una qualsivoglia misura, dal gruppo di Tony Iommi.[79] »
(Peter Steele, leader dei Type O Negative)

I Black Sabbath hanno avuto un enorme impatto sulle generazioni successive. A loro sono riconosciute influenze dirette ed indirette su diversi generi musicali: heavy metal, thrash metal, stoner rock, grunge e doom metal.

Heavy metal[modifica | modifica wikitesto]

Pur essendo caratterizzato da molteplici sottogeneri, il movimento heavy metal fu influenzato da loro. Quanto a chitarre distorte, band come Judas Priest,[80] Iron Maiden,[81] Venom,[82] Electric Wizard,[83] Opeth,[84] Saxon, Samson, Angel Witch, Demon, Fear Factory[85] e Type O Negative,[79] giusto per citarne alcune, sono loro fortemente debitrici.

Doom metal[modifica | modifica wikitesto]

Insieme ai meno conosciuti Pentagram, altro gruppo musicale nato negli anni settanta, i Sabbath sono inoltre considerati padrini del doom metal, sottogenere dell'heavy metal caratterizzato da melodie cupe e ritmiche lente.[1] In realtà, i Black Sabbath sono anche artefici di pezzi caratterizzati da ritmi serrati (come Paranoid). Tuttavia, brani lenti come l'omonimo o anche Iron Man, fino a passare per l'intero album Master of Reality, hanno palesemente influenzato band come Saint Vitus, Cathedral, Candlemass, Anathema, My Dying Bride, Paradise Lost e Sleep.[13]

Stoner rock[modifica | modifica wikitesto]

Il quartetto è stato significativo anche per la genesi dello stoner rock, nato all'inizio degli anni novanta, anch'esso ricco di ritmi lenti e chitarre con accordature basse, ma caratterizzato dalla commistione di rock psichedelico, acid rock, heavy metal classico, doom metal e blues-rock. Tra i gruppi del genere che si sono ispirati ai Black Sabbath, vanno certamente citati i Kyuss, Unida, Slo Burn, Hermano, Fu Manchu, Karma to Burn, Master of Reality, Monster Magnet, Nebula, Orange Goblin e Sleep. Taluni ritengono che i Black Sabbath siano anche tra gli ispiratori del movimento grunge.[86]

Altri sottogeneri del metal[modifica | modifica wikitesto]

Moltissime bands hanno dichiarato che i Black Sabbath sono stati tra i loro principali ispiratori: tra questi, vanno citati almeno Megadeth, Celtic Frost,[87] Pantera, Slayer,[88] Anthrax,[89] Deftones, Slipknot, System of a Down,[90] Opeth,[84] Bathory,[91], Fear Factory,[85] Disturbed,[92] e Biohazard.[93] Non sono esenti i Metallica, naturalmente, che hanno asserito come tutto sia cominciato dai Black Sabbath, "senza i quali noi non saremmo qui oggi".[94]

Nel 1994, John Christ, chitarrista dei Danzig, ammise che il brano della sua band, Her Black Wings (dall'album Danzig II: Lucifuge), contiene un riff di Zero the Hero.[95] L'attore Jack Black è un grande ammiratore dei Black Sabbath[96] ed in particolare di Ronnie James Dio, al punto che, in seno alla sua band Tenacious D, ha composto un brano che porta il nome del cantante, Dio, in onore di Ronnie James Dio.

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Formazione dei Black Sabbath.

Formazione principale

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia dei Black Sabbath.

Cover incise da altri gruppi[modifica | modifica wikitesto]

Omaggi e tributi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 1987, i Butthole Surfers incisero Sweat Loaf (il titolo è una variante di Sweet Leaf) per il loro album Locust Abortion Technician.
  • Nel 2002, l'ex bassista delle Hole e Smashing Pumpkins, Melissa Auf der Maur, formò una tribute band dei Black Sabbath chiamata Hand of Doom, titolo di un brano di Paranoid.
  • Il film documentario del 1984 This Is Spinal Tap contiene vari riferimenti al gruppo di Birmingham. Ad esempio, la scenografia di Stonehenge presente nella pellicola era ispirata alla coreografia usata dai Black Sabbath durante il Born Again Tour.
  • Give it Away dei Red Hot Chili Peppers contiene nella parte finale il riff principale di Sweet Leaf.
  • Lo stesso riff appare nella canzone Busted in Baylor County sull'album Put the "O" Back in Country di Shooter Jennings.
  • Nel 1991, Marilyn Manson incise Sam Son of Man, reinterpretazione di Iron Man, col testo leggermente modificato.
  • Come tributo al gruppo di Birmingham, gli Anno Mundi hanno inserito in Dwarf Planet (nell'album Cloister Graveyard In The Snow del 2011), il primo verso del brano Black Sabbath (What is this that stands before me?).
  • Il 28 ottobre 2013 fu inaugurata ad Hollywood una sala dell'orrore dedicata ai Black Sabbath, sonorizzata da Paranoid, Electric Funeral e Heaven and Hell.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Black Sabbath, su AllMusic, All Media Network.
  2. ^ Tommaso Franci, Black Sabbath. Le messe nere dell'hard-rock, OndaRock.it. URL consultato il 13 aprile 2012.
  3. ^ Piero Scaruffi, A History of Rock Music: 1951-2000 - Hard rock, iUniverse, 2003, p. 105, ISBN 0-595-29565-7.
  4. ^ a b 100 Greatest Artists: Black Sabbath, su Rolling Stone, 2003. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2010).
  5. ^ Joe Siegler, Black Sabbath Timeline, black-sabbath.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  6. ^ Ian Christe, Sound of the Beast, Allison & Busby, pg. 2, ISBN 0-7490-8351-4.
  7. ^ Chris Ingham, The Book of Metal, Thunder's Mouth Press, pg. 1, ISBN 978-1-56025-419-5.
  8. ^ About Black Sabbath, vh1.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  9. ^ On the Role of Clothing Styles In The Development of Metal - Part I, metalstorm.ee, 7 maggio 2005. URL consultato il 20 settembre 2016.
  10. ^ Ozzy Osbourne, myvillage.co.uk, 2003. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 27 dicembre 2003).
  11. ^ Explore: Doom Metal, su AllMusic. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2010).
  12. ^ A Beginner’s Guide To Doom And Stoner Rock, daily.redbullmusicacademy.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  13. ^ a b c Black Sabbath, 'Master of Reality', rollingstone.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2012).
  14. ^ Black Sabbath - Black Sabbath, rollingstone.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 maggio 2012).
  15. ^ Black Sabbath, 'Paranoid', rollingstone.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2012).
  16. ^ a b Black Sabbath, rockhall.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  17. ^ a b Bill Ward of Black Sabbath, classicrockrevisited.com, aprile 2003. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2004).
  18. ^ Ozzy Osbourne, xtrememusician.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  19. ^ 'Greatest metal guitarist' tells all, Tony Iommi on Sabbath's 'Black Box' and early years, cnn.com, 27 aprile 2004. URL consultato il 20 settembre 2016.
  20. ^ a b In the beginning..., sabbathlive.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2004).
  21. ^ a b c d e f Luca Signorelli, Metallus - Il libro dell'Heavy Metal, Giunti, 2001, p. 31 - 32, ISBN 978-88-09-02230-0.
  22. ^ Black Sabbath, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 6 dicembre 2010).
  23. ^ Tony Iommi Interview, modernguitars.com, 5 novembre 2005. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 27 novembre 2005).
  24. ^ Heavy metal, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 febbraio 2011).
  25. ^ Black Sabbath, rockhall.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 22 aprile 2007).
  26. ^ a b That Time BLACK SABBATH Was Stalked By The Occult in The 70s, metalinjection.net, 19 agosto 2015. URL consultato il 20 settembre 2016.
  27. ^ Mclver, Joel, Black Sabbath, Tsunami Edizioni, 2009, p. 51, ISBN 978-88-96131-09-1.
  28. ^ BLACK SABBATH - PARANOID - January 31, 1995, riaa.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  29. ^ a b Get Down: A Brief History of Tuning Down, gibson.com, 15 settembre 2011. URL consultato il 20 settembre 2016.
  30. ^ BLACK SABBATH - SABBATH, BLOODY SABBATH - October 13, 1986, riaa.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  31. ^ David Gans, Ozzy Osbourne interview, levity.com, 10 gennaio 1982. URL consultato il 20 settembre 2016.
  32. ^ Ozzy Osbourne, rockol.it, 1° gennaio 1998. URL consultato il 20 settembre 2016.
  33. ^ a b Martin Popoff, The Collector's Guide to Heavy Metal, Volume 1: The Seventies, Collector's Guide Publishing Inc., p. 47-48, ISBN 1-894959-02-7.
  34. ^ (EN) Never Say Die!, su AllMusic, All Media Network.
  35. ^ Never Say Die!, su Rockedintorni.it. URL consultato il 20 settembre 2016.
  36. ^ SABBATH BLOODY SABBATH, rockdetector.com, 6 aprile 2007. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2007).
  37. ^ BLACK SABBATH - HEAVEN AND HELL - May 13, 1986, riaa.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  38. ^ Thirsty : February 2010 : Interview with Bill Ward of Black Sabbath, staythirstymedia.com, febbraio 2010. URL consultato il 20 settembre 2016.
  39. ^ a b c RONNIE JAMES DIO And GENE SIMMONS Didn't Invent 'Devil's Horns' — JOHN LENNON Did, roadrunnerrecords.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2005).
  40. ^ Ronnie James Dio, metal-rules.com, 9 marzo 2001. URL consultato il 20 settembre 2016.
  41. ^ Ronnie James Dio dead at 67, abc.net.au, 18 maggio 2010. URL consultato il 20 settembre 2016.
  42. ^ a b c d Black Sabbath UK (1983), rockdetector.com, 18 gennaio 2004. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 marzo 2004).
  43. ^ a b c Spinal Henge, black-sabbath.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2011).
  44. ^ Born Again, the album, home.swipnet.se. URL consultato il 20 settembre 2016.
  45. ^ The PMRC Filthy Fifteen, nndb.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  46. ^ IAN GILLAN - Artist Interviews, rockdetector.com, 13 agosto 2005. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'11 dicembre 2005).
  47. ^ Ian Gillan, intervistato da Rock Detector, deep-purple.it, 30 novembre 1999. URL consultato il 20 settembre 2016.
  48. ^ Band Personnel Timeline, black-sabbath.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 ottobre 2002).
  49. ^ The Black Sabbath Interviews Part 1, hem.bredband.net, marzo 1986. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2004).
  50. ^ Recording with Dave Donato surfaces, black-sabbath.com, 3 maggio 2006. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 gennaio 2009).
  51. ^ WHITE TIGER Rockdetector Biography, rockdetector.com, 30 settembre 2006. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2007).
  52. ^ Steven Rosen, The Story of Black Sabbath: Wheels of Confusion, Castle Communications, 1996, p. 123, ISBN 1-86074-149-5.
  53. ^ Seventh Star, black-sabbath.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  54. ^ Jeff Fenholt?, black-sabbath.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2001).
  55. ^ BLACK SABBATH (featuring Jeff Fenholt) - Star Of India (Seventh Star demo sessions 1985), kissfaq.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  56. ^ The Black Sabbath Interviews Part II, hem.bredband.net, 14 settembre 1989. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 29 novembre 2005).
  57. ^ Monsters of Rock Italy 1992 Setlists, setlist.fm. URL consultato il 20 settembre 2016.
  58. ^ May 1979-October 1982 and Early 1991-November 13th, 1992 and 2006-2007: Black Sabbath, dio.net. URL consultato il 20 settembre 2016.
  59. ^ a b Black Sabbath's Iron Man, henrydoktorski.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  60. ^ Black Sabbath To Headline 2001 Ozzfest, billboard.com, 6 febbraio 2001. URL consultato il 20 settembre 2016.
  61. ^ Bill Ward not participating in Heaven & Hell, billward.com, 26 novembre 2006. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 maggio 2007).
  62. ^ Ronnie James Dio Dead At 67, mtv.com, 16 maggio 2010. URL consultato il 20 settembre 2016.
  63. ^ Ozzy Osbourne Calls Ronnie James Dio One Of Metal's 'Greatest Voices', mtv.com, 18 maggio 2010. URL consultato il 20 settembre 2016.
  64. ^ a b Ronnie James Dio Remembered By Bandmates Tony Iommi, Ritchie Blackmore, Others, mtv.com, 17 maggio 2010. URL consultato il 20 settembre 2016.
  65. ^ (EN) Andy Coleman, Black Sabbath to reform with original line-up and new studio album, Birmingham Mail.net. URL consultato il 16 agosto 2011.
  66. ^ (EN) Black Sabbath Reunion Speculation, Tony Iommi Official Website. URL consultato il 24 agosto 2011.
  67. ^ (EN) BLACK SABBATH: Tony Iommi smentisce la reunion!, MetalItalia.com. URL consultato il 24 agosto 2011.
  68. ^ (EN) blabbermouth.net, BLACK SABBATH Reunion Press Conference: Video Footage Available - Nov. 11, 2011, roadrunnerrecords.com, 11 novembre 2011. URL consultato il 18 novembre 2011.
  69. ^ BLACK SABBATH: andiamo avanti senza Bill Ward, metalitalia.com, 3 febbraio 2012. URL consultato il 20 settembre 2016.
  70. ^ BLACK SABBATH: solo il Download per loro, metalitalia.com, 17 febbraio 2012. URL consultato il 20 settembre 2016.
  71. ^ BLACK SABBATH ‘13' DUE OUT JUNE 2013, blacksabbath.com, 13 gennaio 2013. URL consultato il 20 settembre 2016.
  72. ^ Black Sabbath, God Is Dead?, soundsblog.it, 19 aprile 2013. URL consultato il 20 settembre 2016.
  73. ^ Black Sabbath di nuovo in vetta dopo 43 anni, corriere.it, 17 giugno 2013. URL consultato il 20 settembre 2016.
  74. ^ Black Sabbath Earns First No. 1 Album on Billboard 200 Chart, billboard.com, 19 giugno 2013. URL consultato il 20 settembre 2016.
  75. ^ Ozzy Osbourne choccato dal successo di '13' dei Black Sabbath, rockol.it, 12 giugno 2013. URL consultato il 20 settembre 2016.
  76. ^ Black Sabbath Win Best Metal Performance Grammy Award, ozzy.com, 27 gennaio 2014. URL consultato il 20 settembre 2016.
  77. ^ L’ultimo viaggio dei Black Sabbath, rollingstone.it, 14 febbraio 2016. URL consultato il 20 settembre 2016.
  78. ^ Black Sabbath, ieri sera a Birmingham il concerto d'addio
  79. ^ a b "Goticismo apocalittico", Intervista a Pete Steele dei Type O Negative, stradanove.net, 28 ottobre 1999. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2000).
  80. ^ Judas Priest, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2012).
  81. ^ Iron Maiden, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2010).
  82. ^ Interview With Mantas, fortunecity.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 4 ottobre 1999).
  83. ^ Electric Wizard, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2010).
  84. ^ a b OPETH Pays Tribute To Classic Heavy Metal Artists - Sep. 10, 2007, roadrunnerrecords.com, 10 settembre 2007. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2007).
  85. ^ a b Ex-FEAR FACTORY Axeman DINO CAZARES Talks Guitars - May 22, 2007, roadrunnerrecords.com, 22 maggio 2007. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 2 giugno 2008).
  86. ^ Carden, Andrew, Q: Nirvana and the Story of Grunge, dicembre 2005, p. 34.
  87. ^ A Perfect Noise: Thomas Gabriel Fischer Of Triptykon Interviewed, thequietus.com, 8 agosto 2014. URL consultato il 20 settembre 2016.
  88. ^ Slayer, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2010).
  89. ^ Anthrax, allmusic.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2010).
  90. ^ Interview with System of a Down, nyrock.com, novembre 2000. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2001).
  91. ^ Interview: Quorthon, anus.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 15 dicembre 2006).
  92. ^ Disturbed, the interview, thescenela.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2003).
  93. ^ Biohazard, tartareandesire.com. URL consultato il 20 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 18 dicembre 2005).
  94. ^ Metallica Video Footage Of Black Sabbath Rock Hall Induction, Performance Posted Online, metalunderground.com. URL consultato il 20 settembre 2016.
  95. ^ DANZIG'S REPERTOIRE OF HEAVY HITS WILL HAVE YOU CRYING FOR YOUR MOTHER, misfitscentral.com, luglio 1994. URL consultato il 20 settembre 2016.
  96. ^ Jack Black: Interview, webwombat.com.au. URL consultato il 20 settembre 2016.
  97. ^ Melvins's Symptom of the Universe cover of Black Sabbath's Symptom of the Universe, whosampled.com. URL consultato il 20 settembre 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN134985347 · LCCN: (ENn88627930 · ISNI: (EN0000 0001 2369 4269 · GND: (DE1221289-1 · BNF: (FRcb139020040 (data) · NLA: (EN35985413
Wikimedaglia
Questa è una voce in vetrina, identificata come una delle migliori voci prodotte dalla comunità.
È stata riconosciuta come tale il giorno 14 maggio 2007 — vai alla segnalazione.
Naturalmente sono ben accetti suggerimenti e modifiche che migliorino ulteriormente il lavoro svolto.

Segnalazioni  ·  Criteri di ammissione  ·  Voci in vetrina in altre lingue  ·  Voci in vetrina in altre lingue senza equivalente su it.wiki