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Skiffle

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Skiffle
Origini stilistichecountry
blues
musica folk
jazz
Origini culturaliStati Uniti
Strumenti tipiciwashboard - jug - bidofono - kazoo - chitarra
Generi derivati
Musica beat - British blues - British rock - Folk revival britannico

Lo skiffle è un genere musicale nato negli Stati Uniti dalla commistione di jazz, folk e blues. Divenne popolare negli anni Venti per poi essere oggetto di un revival nel Regno Unito negli anni Cinquanta. Tra gli artisti skiffle figurano Lonnie Donegan, i Vipers Skiffle Group, Ken Colyer e Chas McDevitt.[1]

Lo skiffle attinge a una serie di generi musicali sviluppatisi tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del secolo succesivo, quali blues, jazz, folk e ragtime.[2] Lo stile ha la particolarità di essere eseguito sfruttando, oltre a veri e propri strumenti musicali quali la chitarra acustica, il banjo, il violino e, talvolta, il mandolino e l'armonica, anche oggetti di uso comune, soprattutto assi da lavare, che fungono da percussioni, e i jug (grosse bottiglie sulle quali si soffia), usati per creare le linee di basso.[1]

Durante gli anni Cinquanta, nel corso del revival britannico, i jug vennero in parte soppiantati dai bidofoni, ovvero rudimentali cordofoni ricavati da scope e scatole per il tè,[1] e si assistette a un'evoluzione stilistica, con le nuove formazioni inglesi che iniziarono ad adottare arrangiamenti di musica leggera e ritmi dixieland.[3]

Il genere prese forma negli Stati Uniti nella prima metà del XX secolo. La voce «skiffle» è originaria degli Stati Uniti e risale agli anni Venti. Nacque per definire uno stile eseguito da braccianti afroamericani che lavoravano nei campi di cotone e che desideravano allietare una festa con una qualche forma di musica; ma che, essendo molto poveri, non potevano permettersi attrezzature adeguate alle loro esigenze e dovevano ricorrere a strumenti di fortuna, spesso arnesi di uso domestico come pentole, brocche, assi per lavare, pezzi di tubature in metallo e pettini.[2][4]

Revival britannico

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Lonnie Donegan nel 1956

Nel Regno Unito lo skiffle prese piede negli anni Cinquanta, specialmente tra il 1956 e la fine del 1957.[1] I gruppi skiffle, perlopiù amatoriali e composti da giovani e giovanissimi,[3] suonavano principalmente i successi rock 'n' roll del momento (come Johnny B. Goode e Long Tall Sally, fra gli altri) e anche ballate popolari locali (come Maggie Mae).[senza fonte]

Il maggiore artista del genere, Lonnie Donegan, soprannominato «il re dello skiffle»,[5] fece conoscere lo skiffle alle masse grazie al singolo Rock Island Line, pubblicato alla fine del 1955, che riuscì a vendere tre milioni di copie e raggiunse la posizione numero 8 della classifica britannica e la top 10 statunitense.[1] Donegan continuò a incidere successi da classifica negli anni seguenti.[1]

Pur non ottenendo la stessa fortuna di Donegan, altri gruppi e artisti che meritano una menzione sono i Vipers, Chas McDevitt, Alexis Korner e Tommy Steele.[1] Sono inoltre da ricordare i Quarrymen, primo nucleo dei Beatles. Fondati dal sedicenne John Lennon, furono attivi dal 1956 al 1959.[6] Il loro nome è un riferimento alla Quarry Bank High School, istituto superiore di Liverpool frequentato da Lennon.[7] Il maggiore successo legato allo skiffle fu In the Summertime dei Mungo Jerry, pubblicato nel 1970, quando il genere non era ormai più di moda.[3]

Impatto culturale

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Lo skiffle ebbe un ruolo importante nelle prime esperienze musicali di alcuni artisti che in seguito divennero protagonisti di successo nel jazz, nel pop, nel blues, nel folk e nel rock. È stato spesso considerato un trampolino di lancio fondamentale verso il secondo revival folk britannico, il boom del blues britannico e la British Invasion della popular music americana.[8]

Tra gli artisti che furono in qualche modo ispirati dal genere figurano gli Who, gli Hollies, i Kinks, i Moody Blues, i Searchers e i Procol Harum.[1]

  1. 1 2 3 4 5 6 7 8 (EN) Paul Du Noyer, Music, Ted Smart, 2003, pp. 22-23.
  2. 1 2 (EN) skiffle, su britannica.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  3. 1 2 3 Il beat, su scaruffi.com. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  4. Davies, p. 53.
  5. Cesare Rizzi, Lonnie Donegan, in Enciclopedia Rock anni '50 (quinto volume), Arcana, 2002.
  6. Hunter Davies, The Beatles – The Classic Updated, W. W. Norton & Co., 2009, p. 54.
  7. (EN) beatlesliverpoolandmore.com, https://www.beatlesliverpoolandmore.com/beatles/john-lennon-from-quarry-bank-to-quarrymen. URL consultato il 6 febbraio 2026.
  8. (EN) M. Brocken, The British folk revival, 1944–2002, Ashgate, 2003, pp. 69–80.
  • Hunter Davies, The Quarrymen, Roma, Arcana, 2002, ISBN 88-7966-238-4. (The Quarrymen, Omnibus Press, London 2001)

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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