Frank Zappa

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("Ben Watson interviews Frank Zappa", in Mojo magazine (ottobre 1993))
Frank Zappa
Frank Zappa in concerto (Norvegia, 1977)
Frank Zappa in concerto (Norvegia, 1977)
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Hard rock[1]
Rock progressivo[1]
Rock demenziale[1]
Rock sperimentale[1]
Art rock[1]
Musica sperimentale[1]
AOR[1]
Fusion[1]
Computer music[1]
Proto-punk[1]
Periodo di attività 1966 – 1993
Strumento Voce, chitarra, basso, tastiere, synclavier, batteria, percussioni
Album pubblicati 92
Sito web

Frank Vincent Zappa (Baltimora, 21 dicembre 1940Los Angeles, 4 dicembre 1993) è stato un compositore, chitarrista, cantante, arrangiatore, direttore d'orchestra, produttore discografico, regista, sceneggiatore, attore e produttore cinematografico statunitense. È considerato uno dei più grandi geni musicali del '900, capace di fondere tutti i generi a lui precedenti e contemporanei ottenendo un risultato insuperato.[2][3]

Per molto tempo lo stesso Zappa ha creduto che il suo vero nome fosse Francis (in alcuni dei suoi primi album è riportato il nome di Francis).

Definire il genere musicale di Zappa è quasi impossibile, ma si può affermare che fosse coinvolto in ambiti musicali come rock, blues, jazz, fusion, avanguardia, musica classica, satira e cabaret.[4][5]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Baltimora, nel Maryland, il 21 dicembre 1940 figlio di Francesco Zappa (soprannominato Francis), un perito industriale italiano nativo di Partinico (in provincia di Palermo) e di Rose Marie Zappa (nata Colimore), statunitense di origini francesi ed italiane.

Nel gennaio del 1951 la famiglia Zappa si trasferì a Miami, in Florida, perché Francis lì aveva trovato lavoro nel settore della Difesa. Il clima più mite di questo stato aiutò il piccolo Frank a guarire da asma, sinusiti e raffreddori a cui era spesso soggetto. A quattordici anni Frank ricevette come regalo dalla madre il suo primo strumento: un rullante. A causa del lavoro del padre la famiglia Zappa traslocò molto spesso: dopo Monterey si trasferì a Pomona, quindi a El Cajon e poi ancora a San Diego. Nel 1956 nuovamente si spostarono nella piccola cittadina di Lancaster.

L'educazione ricevuta da ragazzo risentì molto della cultura del padre, tuttavia Frank dimostrò da piccolo un immediato disgusto verso la gastronomia italiana e in età adulta verso il cattolicesimo, come ampiamente dimostrato dai testi delle sue canzoni. Per rendersi conto del clima di tensione che si era instaurato con suo padre, basti pensare che quando Frank andò a convivere con Kay Sherman, Francis vietò agli altri figli di andarlo a trovare fin quando la coppia non si fosse sposata regolarmente (1960). Nel giugno del 1958 Zappa si diplomò alla Antelope Valley High School pur avendo conseguito un voto finale inferiore alla sufficienza. L'anno successivo Frank, ormai completamente preso dalla musica, decise di andare a vivere da solo dopo un tentativo del padre di convincerlo a iscriversi all'università.

Nel 1963 Frank Zappa cominciò a vivere in uno studio di registrazione che aveva preso in affitto e che chiamò Studio Z. Lorraine Belcher era la sua nuova compagna e convivente. In quel periodo viveva insieme con lui anche Jim Sherwood che si occupava del cibo: pane, burro di arachidi e del purè rimediato presso un vicino centro di donatori del sangue erano gli unici alimenti che potevano permettersi. La passione di Frank per la cinematografia portò un giornale locale, l'Ontario Daily Report, a ritenere che nel suo studio si girassero pellicole porno.Un sergente di polizia in incognito chiese allora a Frank di procurargli una registrazione audio per cento dollari, cosa che Frank realizzò mettendo insieme un nastro contenente mezz’ora di gemiti e sospiri della sua ragazza. Al momento della consegna del nastro Frank e Lorraine vennero arrestati.

L’accusa di associazione per delinquere per la produzione di materiale pornografico cadde per entrambi, ma a Frank toccò scontare una settimana nel carcere di San Bernardino per un'infrazione minore. Nel 1965 Frank propose a una band di nome Soul Giants di suonare le sue composizioni. Il gruppo che nacque da questo sodalizio si trasferì a Hollywood dove prese in affitto un cottage per le prove della band. A quei tempi Frank lavorava come commesso in un negozio di dischi e sognava di suonare sullo Strip, il lungo pezzo di Sunset Boulevard a Los Angeles.

Quello stesso anno la MGM Verve offrì un contratto al gruppo, che nel frattempo aveva deciso di chiamarsi The Mothers. Questo nome non ha un'origine precisa, qualcuno ha voluto attribuirla al fatto che nacque nei giorni immediatamente successivi alla festa della mamma, ma non è sicuro. È certo invece che questo nome imbarazzasse la MGM. Infatti la parola “Mothers” sembrava l'abbreviazione di "motherfucker", parolaccia con la quale si è soliti indicare, nell'ambiente musicale, il tipo dannatamente bravo a suonare il suo strumento[senza fonte]. La casa discografica impose al gruppo il nome "Mothers of Invention". In quel periodo Frank vive a Laurel Canyon, ospite di Pamela Zarubica (in arte la Suzy Creamcheese di Freak Out!). Fu Pamela a presentargli Gail Sloatman, sua futura moglie. Anni dopo Gail disse a proposito di quell'incontro, che si era innamorata di una delle creature più sporche che avesse mai incontrato. Alla scarsa igiene personale faceva da contraltare la sua ferma riluttanza all'uso di droghe. Se qualcuno dei suoi musicisti mostrava dipendenza da droghe o erba durante o prima di un concerto o durante la lavorazione d'un disco, Zappa lo buttava fuori dalla band.

Formazione e attività musicale[modifica | modifica sorgente]

In concerto ad Amburgo (1971)

Impressionato dalle composizioni e soprattutto dalla concezione ritmica di Edgard Varèse, ma anche dai grandi bluesmen, Zappa passerà con disinvoltura dal rock al R&B, dalla "canzonetta" alla colonna sonora per cartoon immaginari, fino a esperimenti di stampo barocco eseguiti al synclavier, con rielaborazioni di brani del violoncellista e compositore milanese di fine Settecento Francesco Zappa, e ancora rivisitazioni di musica classica e riletture delle proprie musiche affidate a grandi orchestre come la London Symphony Orchestra e l'Ensemble Modern. Diversi anche i richiami alle sue origini italiane, in pezzi come Tengo 'na minchia tanta (pubblicata nel doppio CD Uncle Meat nonché eseguita nell'omonimo film dall'italiano Massimo Bassoli), Questi cazzi di piccione (pezzo strumentale di musica contemporanea da The Yellow Shark) e Dio fa (pezzo realizzato al Synclavier e pubblicato sull'album postumo Civilization Phaze III).

Poliedrico e geniale chitarrista, divenne noto in tutto il mondo con il suo gruppo, The Mothers of Invention, nel 1966, grazie all'incisione del concept album Freak Out!: il disco fece scalpore non solo perché era uno dei primi doppi album della storia del rock (dopo Blonde on Blonde di Bob Dylan), ma anche per i testi e la parodia dissacrante del rock degli anni sessanta. L'importanza epocale di Freak Out! è testimoniata anche dal fatto che Paul McCartney ha spesso dichiarato che l'opera dei Mothers of Invention è stata di fondamentale influenza nel concepimento e nella stesura dell'album dei Beatles Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. In seguito Zappa intraprese la carriera solista sfornando più di 60 produzioni eterogenee, sempre pregne di un forte senso dello humour (con testi dichiaratamente misogini e volgari), scagliato contro l'ordine costituito, l'industria della musica e i politici («Scrivo brutta musica perché l'America è brutta», dichiarò). La sua verve ironica e dissacrante fu sempre apprezzata, ma inizialmente in maniera superficiale; non mancarono anche apparizioni televisive, tra le quali anche alcune al Saturday Night Live.


Nella sua intensa carriera ha collaborato con diversi musicisti (di cui alcuni apprezzati solisti) appartenenti ai generi più diversi, spesso contribuendo al loro successo: i rocker Captain Beefheart e Alice Cooper, il tastierista jazz George Duke, i chitarristi Steve Vai, Warren Cuccurullo, Adrian Belew e Mike Keneally, il violinista Jean-Luc Ponty, il compositore new age Patrick O'Hearn, i batteristi Terry Bozzio, Vinnie Colaiuta e Chad Wackerman.

Zappa morì a causa di un cancro alla prostata il 4 dicembre 1993. Negli ultimi tempi della sua vita, già gravemente malato, dimostrò di non aver perso la sua vena polemica annunciando, come già fatto qualche decennio addietro, di volersi candidare alla presidenza degli Stati Uniti, in aperto dissenso con la politica dell'ex presidente Reagan e con quella di George H. W. Bush con questo slogan: «Potrei mai far peggio di Ronald Reagan?»

La sua sterminata produzione musicale è ancora in parte sconosciuta: attualmente il suo patrimonio artistico è gestito dalla seconda moglie (Gail Zappa) e dai figli (fra cui Dweezil) che stanno pubblicando alcuni album e DVD postumi.

Stile musicale[modifica | modifica sorgente]

I tratti distintivi del volto di Zappa (1977)

Zappa fu perennemente in bilico tra il rock il jazz, il teatro dell'assurdo e la ricerca musicale più avanzata; passando e ripassando all'infinito sulle molteplici linee di congiunzione di tutti i generi musicali, egli trasmette la sensazione di una purissima anarchia musicale non scevra da influssi classici e romantici. È di fatto riconosciuto come uno dei maggiori compositori contemporanei[6]. Autodidatta, potenziato da una creatività ipernormale e da una simpatica smania di protagonismo, preparatissimo e terribilmente serio sul piano professionale. I suoi testi sono spesso Dada e Stakanovisti. In realtà il suo progetto musicale (che lui definiva il "Progetto/Oggetto") consisteva nel dedicarsi al proselitismo fra i fricchettoni e i lunatici, per poi proporre la sua musica seria e complicata dissimulata dietro una facciata rock sardonica e parodistica, e condita con testi permeati di cinico e sbeffeggiante realismo, anche a costo di essere perseguitato per anni da luoghi comuni e leggende metropolitane.

Assistendo a un suo concerto, specialmente dal 1980 in poi, quando l'espressione del suo progetto aveva raggiunto la piena maturità, non poteva lasciare indifferenti la sua "figura", sempre più simile, nelle movenze, a quella di un burattino; vero mimo, con il naso molto prominente si muoveva tra la musica dirigendola e raffigurandola, mimica e teatralità erano perfettamente fuse con musica e scenografia, ne scaturiva lo spettacolo che con l'insieme dei musicisti – valenti esecutori, ma non solo – si costituivano parte integrante del pensiero musicistico di Zappa in maniera straordinariamente spontanea. Tra i numerosissimi aneddoti e vere e proprie "scene" presentate prima, durante e dopo i suoi concerti, di grande impatto fu l'idea/scena che mise in atto a Pistoia l'8 luglio 1982: fece installare un megaschermo (mezzo non molto diffuso all'epoca) sul quale – in contemporanea al suo concerto – veniva proiettata la partita Germania Ovest-Francia dei mondiali di calcio; prima di cominciare a suonare disse semplicemente e con pesante slang americano: «Chi non capisce un tubo della musica che faccio può tranquillamente guardarsi le partite... così non ha buttato i soldi del biglietto».

I suoi principali riferimenti musicali erano Igor Stravinskij, Edgar Varèse, Olivier Messiaen e, prima che fosse di moda, la world music; era attratto dal Canto a tenore sardo, dalla musica classica indiana in stile dhrupad, Ravi Shankar, la musica bulgara. Per lui la distinzione tra "musica pop" e "musica seria" non aveva alcun significato («All'idea che il compositore crede di aver attinto qualche cosa di artistico corrisponde il fatto che quella musica non offre gran che a chi ascolta. Io ho un altro atteggiamento: anche se la maggior parte della gente non ama quello che faccio, quelli a cui piace si divertono; non la consumano perché è arte, ma perché ci provano gusto» disse in un'intervista[senza fonte]). Lo si potrebbe da questo punto di vista descrivere come uno dei primi compositori postmoderni.

Prima di suonare la chitarra Zappa si cimentò con la batteria, e non a caso i suoi gruppi ebbero sempre batteristi eccellenti. La ritmica delle sue composizioni è sempre stata molto complessa: un esempio è The Black Page brano scritto appositamente per Terry Bozzio, secondo Zappa l'unico in grado di eseguirlo (a causa della sua estrema complessità ritmica o "densità statistica", rappresentate da una "pagina nera" di note). Il successore di Bozzio, Vinnie Colaiuta, eseguì il brano suonandolo a memoria durante l'audizione.
Zappa dichiarò che concepiva la musica come "decorazione del tempo", una creazione barocca da costruire con le proprie mani, divertente e libera da schemi prestabiliti, basata sull'atonalità e sul ritmo (poliritmie, tempi dispari, addirittura ritmi irrazionali e casuali).
Rappresentativa di questa visione è la fin troppo citata frase:

(EN)
« Information is not knowledge / Knowledge is not wisdom / Wisdom is not truth / Truth is not beauty / Beauty is not love / Love is not music / MUSIC IS THE BEST. »
(IT)
« L'informazione non è conoscenza / La conoscenza non è saggezza / La saggezza non è verità / La verità non è bellezza / La bellezza non è amore / L'amore non è musica / LA MUSICA È IL MEGLIO. »
(da Packard Goose in Joe's garage)

in cui Zappa trasforma il senso della poesia Ode su un'urna greca di John Keats integrandola con una poesia di Thomas Stearns Eliot.

Zappa assieme a Ike Willis nel 1980

Per tutta la carriera fu ossessionato dalla difficoltà di esecuzione dei suoi brani, chiedendo sempre il massimo ai suoi musicisti, al punto da definirsi "un tizio che scrive musica che non riesce a fare eseguire"; a metà degli anni ottanta la cosa lo spinse a utilizzare il Synclavier per eseguire le sue composizioni in modo assolutamente perfetto. Solo a fine carriera si disse abbastanza soddisfatto dell'esperienza con l'Ensemble Modern.

La sua eredità più facilmente apprezzabile è la sua infinita sperimentazione strumentale, sia dei suoni sia della tecnica chitarristica. Ma il suo lascito più vero e importante sono le sue composizioni, complesse e raffinate.

Uno dei maggiori estimatori di Zappa è stato Pierre Boulez che ha anche diretto alcune sue opere e, in un articolo postumo sulla rivista Musician, ha affermato: «Come musicista era una figura eccezionale perché apparteneva a due mondi: quello della musica rock e quello della musica classica. Ed entrambe le tipologie del suo lavoro gli sopravviveranno.»[7].

Come prefazione alla propria autobiografia Zappa scrisse: «In genere un'autobiografia è opera di qualcuno che considera la propria vita fonte di incredibile interesse. Io non lo penso della mia ma sono tali e tanti i volumi stupidi che trattano di me, che ho creduto opportuno ci fosse almeno un libro serio sul mio conto.»

Zappa e il P.M.R.C.[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Parents Music Resource Center.
L'audizione di Frank Zappa contro il PMRC

Negli anni ottanta, Zappa si distinse per la sua opposizione alla censura musicale. Divenne noto il suo diverbio con il P.M.R.C. (Parents Music Resource Center), l'associazione genitoriale di Tipper Gore che sottoponeva a severi controlli il contenuto di determinati prodotti discografici che, secondo i dettami dell'associazione, avrebbero potuto offendere il buon costume.

Il 19 settembre 1985 Zappa, assieme ad altri artisti come Dee Snider e John Denver, fu convocato per tenere un'audizione presso il Senato degli Stati Uniti. La seduta fu un grande evento mediatico: durò cinque ore, ci furono trentacinque canali televisivi collegati e cinquanta fotografi, oltre a giornalisti e spettatori.[8]

Il discorso dell'artista fu molto pungente e polemico. In premessa, Zappa si appellò al primo emendamento della Costituzione americana che tutela la libertà di espressione. Tra i tanti punti esposti contro l'associazione di Tipper Gore, egli dichiarò che il P.M.R.C. «lede le libertà civili dei cittadini adulti» e che in questa maniera «avrebbe causato l'intasamento dei tribunali per gli anni a venire». Nell'intento di denunciare con sarcasmo il velleitarismo e l'enormità di quanto proponeva il P.M.R.C. in materia di controlli, con riguardo alla richiesta censoria l'artista paragonò l'associazione a chi «si propone di eliminare la forfora tramite la decapitazione».[9]

Anche i dischi di Zappa non furono esenti da controlli, come accadde a Jazz from Hell. L'album, nonostante l'assenza di testi osceni (in quanto strumentale), ricevette la nota etichetta Parental Advisory a causa del brano G-Spot Tornado, in cui fu letto il riferimento al punto G della vagina, anche se alcuni ritengono che l'avviso venne inserito a causa di una ritorsione contro l'artista, che durante l'audizione al Senato aveva sbeffeggiato la Gore e le altre fondatrici del P.M.R.C.[10]

Frank Zappa nella cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

  • Il brano dei Deep Purple, Smoke on the Water (1972) fa esplicito riferimento a un fatto realmente accaduto a Frank Zappa: durante un concerto al Festival del Jazz di Montreux, in Svizzera, un proiettile luminoso sparato da qualcuno con una pistola lanciarazzi provocò l'incendio di tutto l'edificio che ospitava Zappa e le "Mothers" (Frank Zappa & the Mothers were at the best place around / But some stupid with a flare gun burnt the place to the ground).[11]
  • L'album Awake della band prog metal Dream Theater è stato dedicato alla memoria di Zappa dal batterista Mike Portnoy, suo grande fan.[12]
  • È collocato al 22º posto nella lista dei migliori chitarristi di tutti i tempi secondo la rivista Rolling Stone[13].
  • È citato nel singolo dei Ramones Censorshit insieme a Ozzy Osbourne. Vengono descritti come persone che non accettano compromessi e che dicono quello che pensano.
  • Ha ispirato la figura del detective Zappa protagonista del romanzo di Matteo Lunardini "I fantasmi dell'Arena".
  • Ebbe un ruolo rilevante in una puntata del telefilm Miami Vice.
  • Matt Groening, creatore dei Simpson, si dichiara grande appassionato e fan di Zappa: espliciti riferimenti al musicista e ai suoi testi possono essere ritrovati sia nella serie citata sia nella striscia Life in Hell.
  • I membri del gruppo Elio e le Storie Tese hanno dichiarato in diverse occasioni che Frank Zappa era e rimane il loro principale ispiratore e modello musicale.
  • George Harrison cita Frank Zappa nella canzone Blood From a Clone.
  • Caparezza ha più volte affermato che il suo stile musicale e il suo look riprendono quello di Zappa, che egli considera suo maestro. Un suo demo del 1999 ripreso dall'album ?! porta il nome di Zappa in onore del musicista di Baltimora. Zappa è inoltre citato nella canzone La Rivoluzione del Sessintutto, che a un certo punto recita: «Dio si chiama Zappa Frank Vincent».
  • Quando Zappa morì, Alice Cooper dichiarò: «Tutti quelli che erano considerati geni (da Brian May ai Beatles), consideravano lui IL GENIO».
  • In alcuni suoi pezzi Zappa utilizza strumenti etnici. In Chunga's Revenge utilizza la kalimba, un lamellofono africano. In numerosi brani degli anni novanta utilizza anche il glockenspiel e in Sant'Alfonzo's Pancake Breakfast utilizza una marimba per l'introduzione.
  • Federico Salvatore lo cita nella sua canzone Azz...
  • Il protagonista del videogioco Killer Is Dead, ideato da suda 51, si chiama Mondo Zappa probabilmente in riferimento a Frank Zappa.
  • Sono intitolati a Frank Zappa:
  • Dal 1990 si svolge ogni anno a Bad Doberan in Germania il festival musicale Zappanale, dedicato a Frank.[16]

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album realizzati da Zappa[modifica | modifica sorgente]

Album postumi (realizzati dallo Zappa Family Trust)[modifica | modifica sorgente]

Bootlegs autorizzati[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Lavori correlati[modifica | modifica sorgente]

Antologie[modifica | modifica sorgente]

Selezione di esecuzioni della musica di Zappa[modifica | modifica sorgente]

Filmografia - videografia[modifica | modifica sorgente]

Alcuni artisti legati a Zappa[modifica | modifica sorgente]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1983 il biologo italiano Ferdinando Boero scoprì una medusa e la chiamò Phialella zappai in onore di Frank Zappa[14][15]. Frank ricambiò la cortesia all'amico e per il concerto del 1988 a Genova adattò (“My name is Nando, I am a marine biologist...”) la canzone “Lonesome Cowboy Burt”, che nel 1992 pubblicò con il titolo “Lonesome Cowboy Nando” nel CD You Can't Do That on Stage Anymore, Vol. 6[17].
  • Il 28 novembre 2012 è stata intitolata un'aula musicale in onore di Frank Zappa, in una scuola elementare di Partinico, paese d'origine del padre del musicista. All'inaugurazione hanno partecipato la moglie e i figli, dei quali Dweezil che ha improvvisato dei brani con musicisti del luogo. Sempre a Partinico è stata anche intitolata una strada.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j (EN) Frank Zappa in Allmusic, All Media Network. URL consultato il 15 aprile 2014.
  2. ^ The History of Rock Music. Frank Zappa: biography, discography, reviews, links
  3. ^ [1]
  4. ^ http://www.ondarock.it/songwriter/frankzappa.htm
  5. ^ http://www.allmusic.com/artist/frank-zappa-mn0000138699/biography
  6. ^ Giovanna Marini intervistata su Franz Zappa (2003). URL consultato il 1º luglio 2011.
  7. ^ Isler, Scott et al. (febbraio, 1994), Frank Zappa, Musician Magazine
  8. ^ Barry Miles, Frank Zappa. La vita e la musica di un uomo «Absolutely Free», Kowalski Editore, 2006, p.403
  9. ^ (EN) Frank Zappa: Statement To Congress, September 19, 1985. URL consultato il 25 maggio 2010.
  10. ^ (EN) Parental Advisory. URL consultato il 26 maggio 2010.
  11. ^ E. Guaitamacchi, Rock files 500 storie che hanno fatto storia p. 138
  12. ^ Mike Portnoy. Note di copertina di Dream Theater, Awake, Atlantic Records, 4 ottobre 1994.
  13. ^ 100 Greatest Guitarists: Frank Zappa | Rolling Stone
  14. ^ a b Intervista di Nicola Stella – IL SECOLO XIX – 02/12/2003. URL consultato il 15 dicembre 2012.
  15. ^ a b  La Grande Nota di Frank Zappa - Intervista a Ferdinando Boero. Treccani.it. URL consultato in data 22 febbraio 2013.
  16. ^ (DE) (EN) Sito ufficiale dello Zappanale, zappanale.de
  17. ^ Una medusa di nome Zappa - All about jazz -March 26 - 2012. URL consultato il 15 dicembre 2012.

Bibliografia italiana[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia in lingua (parziale)[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Kevin Courrier, Dangerous Kitchen: The Subversive World of Zappa, (2003, ECW Press, ISBN 1-55022-447-6)
  • (ES) Manuel de la Fuente Soler, Frank Zappa en el infierno. El rock como movilización para la disidencia política (2006, Biblioteca Nueva)
  • (EN) Michel Delville - Andrew Norris, Frank Zappa, Captain Beefheart and the Secret History of Maximalism, (2005, Salt Publishing, ISBN 1-84471-059-9)
  • (EN) Kelly Fisher Lowe, The Words and Music of Frank Zappa, (2006, Praeger Publishers, ISBN 0-275-98779-5)
  • (EN) Billy James – Billy Preston, Necessity Is…: The Early Years of Frank Zappa and the Mothers of Invention, (2001, SAF Publishing, ISBN 0-946719-14-4)
  • (EN) Esther Leslie – Ben Watson (editors), Academy Zappa: Proceedings Of The First International Conference Of Esemplastic Zappology (ICE-Z), (2005, S a F Pub, ISBN 0-946719-79-9)
  • (EN) Barry Miles - Frank Zappa, Frank Zappa: In His Own Words, (1993, Omnibus Press, ISBN 0-7119-3100-3)
  • (EN) Barry Miles, Frank Zappa – A visual documentary, (1993, Omnibus Press, ISBN 0-7119-3099-6)
  • (EN) Greg Russo, Cosmik Debris: The Collected History and Improvisations of Frank Zappa, (1998, Crossfire Publications, ISBN 0-9648157-4-5)
  • (EN) David Walley, No Commercial Potential: The Saga Of Frank Zappa, (1972, Outerbridge & Lazard, ISBN 0-87690-076-7)
  • (EN) Ben Watson, Frank Zappa - The Negative Dialectics Of Poodle Play (1994, Quartet Books; ISBN 0-7043-0242-X)
  • (DE) Frank Wonneberg, Grand Zappa - Internationale Frank Zappa Discology (2010, Schwarzkopf & Schwarzkopf; ISBN 978-3-89602-581-4)
  • (EN) Frank Zappa, Them or us (The Book) (1984, Barfko Swill)
  • (FR) Revue Circuit Musiques Contemporaines Spécial Zappa http://www.revuecircuit.ca/collection/14_3.php

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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