Effetto Larsen

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Effetto Larsen (info file)
Jimi Hendrix, qui ritratto durante un concerto del 1967, fu uno dei primi chitarristi a padroneggiare l'effetto Larsen con la chitarra elettrica.
Lou Reed utilizzò ampiamente i feedback, sia durante la militanza nei The Velvet Underground che nella sua carriera da solista, tanto da pubblicare nel 1975 un album strumentale composto interamente da feedback e distorsioni chitarristiche ininterrotte, Metal Machine Music.

L'effetto Larsen (dal nome del fisico Søren Absalon Larsen che per primo ne scoprì il principio), detto anche feedback acustico, o più prosaicamente ritorno, è il tipico fischio stridente che si sviluppa quando i suoni emessi da un altoparlante ritornano ad essere captati con sufficiente "potenza di innesco" da un microfono (che può essere anche un pick-up di un qualsiasi strumento musicale elettrico, come una chitarra o un basso) e da questo rimandato al medesimo altoparlante, in un circuito chiuso.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'effetto si innesca solitamente quando il microfono è troppo vicino all'altoparlante a cui è collegato o il guadagno del sistema è troppo elevato, e per questo il microfono capta il segnale emesso da quest'ultimo, a seconda delle condizioni dell'ambiente (distanza altoparlante-microfono, risonanze della stanza) una frequenza va a sommarsi ed è in fase con il segnale che già è presente e quindi viene amplificata e riprodotta a sua volta con ampiezza via via crescente, virtualmente illimitata, se non fosse che l'amplificatore a un certo punto va in overdrive. Un microfono è un apparato di trasduzione fonoelettrica come la puntina di un giradischi. Anche la puntina, tecnicamente detta fonorilevatore, può ritrasmettere all'impianto acustico il suono riprodotto dal medesimo[1].

La puntina è sensibile a tutta la forbice uditiva (20Hz-20KHz) ma in questo caso le frequenze che possono determinare l'innesco difficilmente superano i 500 Hz. Quest'ultimo tipo di innesco, che ha un andamento più costante nella relazione potenza/tempo, è più difficile da rilevare per l'orecchio umano e viene provocato dall'azione meccanica che le onde sonore esercitano sul supporto del giradischi e sul giradischi stesso. Per le caratteristiche fisiche delle onde sonore, l'innesco causato da una puntina può raggiungere potenze di un'entità tale da danneggiare i diffusori acustici preposti all'amplificazione dei bassi molto più facilmente dell'innesco causato da un microfono a membrana o piezoelettrico (pick-up), che è decisamente più fastidioso e veicolando meno energia rischia di danneggiare i diffusori acustici preposti all'amplificazione delle medie e alte frequenze[2].

Il problema si presenta soprattutto in situazioni live, dove è normale avere altoparlanti nello stesso ambiente in cui è presente il relativo microfono e spesso è più difficile curare l'acustica ambientale.[3] Altra situazione frequente è la telefonata dell'ascoltatore in diretta radio, con il volume del suo ricevitore radio troppo alto e che quindi rientra nel microfono del telefono.

La comparsa dell'effetto Larsen si può minimizzare utilizzando microfoni direzionali, cambiando opportunamente la posizione e la direzione del microfono o dell'altoparlante nello spazio o utilizzando un equalizzatore (solitamente grafico o parametrico) per agire sulle frequenze di innesco in maniera selettiva attenuando così le frequenze corrispondenti alle eventuali risonanze del sistema (microfono + diffusore + ambiente).

In alcuni casi si possono usare processori di dinamica con funzione di gate, spesso associata a funzioni di compressione ed espansione. Con l'utilizzo del processore di dinamica la dinamica dei suoni captati dal microfono viene compressa (i suoni più forti attenuati e quelli più lievi potenziati) oppure espansa (i suoni che sono inferiori ad un certo valore in dB vengono eliminati - funzione cioè di gate, ossia "porta che taglia fuori i suoni indesiderati", ovviamente considerando "indesiderato" tutto ciò che è sotto a un certo livello). Con un noise gate si evita di avere in funzione contemporaneamente più microfoni e quindi di andare a sommare più contributi di rumore di fondo che poi potrebbero trovarsi in fase e innescare, ma c'è il rischio che nel momento in cui il gate "accende" il microfono (perché qualcuno ha iniziato a parlarvi e il microfono deve essere usato) l'innesco avvenga improvvisamente per via dell'aumento di guadagno totale del sistema dovuto all'accensione di un microfono in più. Dove è possibile (sale conferenze o similari) questo effetto viene evitato con mixer automatici che tengono acceso un solo microfono alla volta.

Un altro sistema, utilizzato spesso in sale conferenze e chiese, è quello di inserire nella catena di amplificazione una macchina che produce un impercettibile "vibrato" spostando leggermente di frequenza alternativamente verso l'alto e verso il basso tutto lo spettro di frequenze che viene processato, impedendo così che un segnale prodotto dall'altoparlante possa ritrovarsi a rientrare nel microfono con la stessa frequenza e fase. Questo sistema generalmente è accettabile ovviamente solo per il parlato e non per l'amplificazione della musica.

Talvolta, specialmente nell'ambito del rock d'avanguardia o di generi musicali sperimentali, l'effetto Larsen è volutamente ricercato. I primi a sperimentarlo furono chitarristi blues come Willie Johnson e Johnny Watson, pionieri della distorsione. Uno dei primi utilizzi nella musica pop è stato attribuito ai Beatles, all'inizio del singolo I Feel Fine.[senza fonte] Anche i chitarristi Pete Townshend e Dave Davies utilizzarono tale effetto in diverse canzoni dei loro rispettivi gruppi Who e Kinks. Il chitarrista jazz/fusion Gabor Szabo, mediante l'impiego di una chitarra acustica su cui era montato un pickup magnetico collegato ad un amplificatore per chitarra elettrica, poté incorporare nel proprio fraseggio strumentale un uso virtuosistico del feedback, che suscitava rivolgendo la tavola armonica della chitarra verso l'amplificatore, e modulava in altezza a piacimento; altri personaggi come Lou Reed e Jimi Hendrix o gruppi come i Monks e i Jefferson Airplane iniziarono poi a "governare" i feedback della propria chitarra elettrica, influenzando gli effetti ipnotici e onirici ottenuti da gruppi noise quali i Sonic Youth.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]