Equalizzazione

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Equalizzatore grafico stereo, 15 bande per canale
Dettaglio del pannello di un equalizzatore professionale.

Nel campo del trattamento dei segnali audio il termine equalizzazione indica l'operazione di livellamento delle varie parti dello spettro di frequenze che compongono un segnale audio.

Equalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'equalizzazione è una tecnica di trattamento dei segnali audio e rappresenta il procedimento di filtraggio a cui è sottoposto un segnale audio per variarne il contenuto timbrico e si effettua con un apparecchio detto equalizzatore, che può essere di vari tipi e modi, sia analogici che digitali.

I cambi di applicazione dell'equalizzazione sono molteplici :

- correzione timbrica durante la ripresa di uno strumento musicale o di una voce

- correzione durante la fase di post produzione della timbrica di segnali registrati

- eliminazione / riduzione di frusci, rumori ricorrenti

- creazione di suoni strani o comunque innovativi o simulati ( simulazione di una telefonata in uno spettacolo )

- correzione timbrica generale durante le operazioni di mastering

- correzione dell'acustica di un locale dove si riproduca musica con un impianto di sonorizzazione ( room acoustic compensation o anche detta "linearizazione " )

Tipi di equalizzatori[modifica | modifica wikitesto]

A seconda della topologia di progettazione, gli equalizzatori si dividono essenzialmente in equalizzatori grafici ed equalizzatori parametrici.

Gli equalizzatori grafici dividono l'intero spettro musicale in più porzioni e l'utente può regolare per mezzo dei regolatori a cursore il livello di quella determinata porzione, che corrisponderà ad esempio ai bassi, oppure medio bassi, ecc ecc.

Il numero di tali porzioni e le frequenza centrali di ogni porzione dipendono dall'applicazione d'uso : un semplice amplificatore da hifi possiede un equalizzatore a 2 bande ( porzioni ) ovvero bassi ed acuti.

Un apparecchio più evoluto possiede anche una terza banda ( medi ) o addirittura 5 bande ( bassi - medio massi - medi - medio acuti - acuti ) o ancora 7 bande, che prende il nome di equalizzatore "a ottava" essendo le frequenze centrali di ogni banda il doppio della precedente, come appunto le ottave musicali.

Gli apparecchi destinati all'uso professionale arrivano ad avere 31 bande di regolazione e sono detti "a terzi d'ottava" poiché ogni cursore copre appunto 1/3 di ogni ottava, da 20 Hz a 20.000 Hz con passi minimi ( esempio 16 Hz - 20 - 25 31 40 50 63 80 100 120 150 e sono particolarmente adatti nelle operazioni di mastering e di correzione dell'acustica dell'impianto audio installato.

Gli equalizzatori parametrici sono invece degli apparecchi decisamente più complicati da utilizzare, ma in grado di permettere al fonico esperto grandi possibilità di correzioni senza effettuare troppi danni, essendo utilizzati particolarmente nelle riprese dei suoni in spettacoli dal vivo, dove gli errori e le pesanti correzioni timbriche vanno evitate.

Un equalizzatore parametrico è in media dotato nei mixer analogici di 4 filtri invece di 7, 15 o ancora 31 come nei tipi grafici, ma ognuno di questi filtri può essere regolato nei suoi parametri, da cui il nome. Oltre al livello della banda di frequenza interessata, è possibile "sintonizzare" il filtro su una determinata frequenza di intervento ed è inoltre possibile regolare l'ampiezza di tale porzione, detta "Q". Tali possibilità di regolazione consente al fonico di intervenire in maniera chirurgica su risonanze, inneschi e quant'altro, senza influenzare pesantemente il segnale audio come avverrebbe ad esempio con un equalizzatore grafico a poche bande. Va detto poi che nella maggior parte dei Mixer (consolle) professionali la sezione filtri incorpora sia almeno 4 equalizzatori parametrici, che due grafici ( bassi e acuti ) detti shelving, atti a velocizzare le operazioni, oltre alla presenza di filtri passa alto regolabili ( utili a diminuire i rumori dei calpestii sul palco ) . L'arrivo della tecnologia digitale di qualità nel campo dei mixer audio professionali ha esteso la possibilità di avere ancora più filtri ed addirittura di configurarli in una data maniera, richiamabile a piacere.

Collocazione dell'equalizzatore[modifica | modifica wikitesto]

All'interno di una sequenza di effetti e processori di segnale, dove l'input è costituito da un segnale da amplificare (es. microfono, chitarra, basso...) e l'output è costituito dal cosiddetto "finale di potenza" che alimenta il segnale elaborato e lo passa alle casse acustiche, l'equalizzatore viene tipicamente posto nella parte finale della catena, in modo che il suono possa essere - appunto - opportunamente regolato sulla base della timbrica e dell'acustica "di ritorno", cioè dell'effettiva sensazione acustica di chi ascolta. Nei sistemi di amplificazione compatti, l'equalizzazione è una regolazione posta sull'amplificatore stesso. Ciò non toglie che l'equalizzatore possa essere utilizzato, all'interno della catena di effetti e processori di segnale, anche in altre posizioni, per ottenere una pre-elaborazione del segnale di ingresso e riuscire così ad amplificare o ridurre frequenze che saranno poi elaborate da altri processori di effetti.

Filtri[modifica | modifica wikitesto]

Un dispositivo equalizzatore classico ha lo scopo di compensare le variazioni della risposta all'impulso del canale, in modo che tutto il sistema, compreso l'equalizzatore stesso, possa comportarsi come un filtro di Nyquist. In pratica è un filtro digitale, quindi è costituito da un filtro digitale e da un sistema che tramite un opportuno algoritmo (ad esempio LMS - least mean square) aggiusta i coefficienti del filtro sulla base della sequenza di training.

Il procedimento è attuato mediante appositi filtri equalizzatori che modificano la forma d'onda risultante della funzione di trasferimento del sistema.
Una particolare equalizzazione standardizzata definita curva RIAA, è utilizzata da decenni nella procedura di incisione dei dischi in vinile, viene impiegata al solo scopo di ovviare all'impossibilità di poter trasferire nel solco del disco, tutto il range dinamico di un brano musicale; questa equalizzazione comprime il livello delle frequenze basse ed espande il livello di quelle alte, la stessa equalizzazione con parametri invertiti viene usata durante la riproduzione del brano; in tal modo, questa doppia equalizzazione permette di ascoltare il brano audio originale senza alcuna alterazione, il circuito elettrico, relativamente semplice è costituito da una rete di resistori e condensatori.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

I circuiti che costituiscono un equalizzatore possono essere molto semplici, come appunto il circuito RIAA di riproduzione o quelli in dotazione agli Hi-fi ed apparecchi portatili, altri più complessi, sono in dotazione alle apparecchiature utilizzate negli studi di registrazione e mastering. Molto sofisticati sono gli equalizzatori d'ambiente, progettati unicamente per aiutare a linearizzare al meglio la risposta in frequenza di un ambiente destinato all'ascolto della musica; si interviene sugli elementi di arredo e dislocando in punti appropriati, elementi fissi in materiale fonoassorbente, dedicati ad attenuare di una certa misura determinate frequenze, una volta equalizzato l'ambiente, l'apparecchio non si usa più, il suo funzionamento consiste nel generare un segnale audio, il quale inizia dalla frequenza udibile più bassa e sale linearmente fino alla più alta; contemporaneamente, tramite un microfono campione posizionato nel punto di ascolto, analizza il segnale restituito dal microfono, fornendo graficamente su un display, la risposta in frequenza dell'ambiente, ripetendo la prova più volte dopo aver variato la dislocazione degli elementi di arredo, si giunge infine ad ottenete per successive approssimazioni, la migliore risposta dell'ambiente.

Equalizzazione dei ritardi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito delle reti di telecomunicazioni il termine equalizzatore è usato per identificare un particolare componente hardware, utilizzato in ricezione all'interno dei dispositivi di rete interni o nei terminali, per equalizzare ovvero eliminare il ritardo variabile che pacchetti IP, trasportati secondo la classica commutazione di pacchetto, subiscono nel transito sulla rete di trasporto quando a questo flusso di dati è associata una comunicazione sensibile ai ritardi e alla variabilità del ritardi di propagazione come ad esempio le comunicazioni real-time (es. fonia) specie in reti integrate nei servizi. Tipicamente si tratta di buffer di ricezione che vengono riempiti dai pacchetti in arrivo e che subiscono la successiva ritrasmissione ad un tasso di emissione costante. Questo tipo di equalizzazione è presente ad esempio nella tecnologia VOIP e nello streaming audio-video.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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