Stefano Bollani

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Stefano Bollani
Stefano-Bollani-ph-ValentinaCenni 2.jpg
Nazionalità Italia Italia
Genere Jazz
Periodo di attività 1987 – in attività
Strumento pianoforte
Album pubblicati 44
Studio 31
Live 10
Colonne sonore 2
Raccolte 1
Sito web

Stefano Bollani (Milano, 5 dicembre 1972[1]) è un compositore, pianista e cantante italiano di musica jazz.

Vanta collaborazioni con musicisti come Gato Barbieri, Chick Corea, Bill Frisell, Sol Gabetta, Richard Galliano, Egberto Gismonti, Lee Konitz, Bobby McFerrin, Pat Metheny, Caetano Veloso, Phil Woods, Hector Zazou e un lungo sodalizio con il trombettista Enrico Rava, insieme al quale ha inciso più di quindici dischi. Si è inoltre esibito con numerose orchestre sinfoniche (Filarmonica della Scala, Santa Cecilia di Roma, Gewandhaus di Lipsia, Concertgebouw di Amsterdam, Orchestre de Paris, Toronto Symphony Orchestra tra le altre) e con direttori come Riccardo Chailly, Daniel Harding, Kristjan Järvi, Zubin Mehta, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano. Numerose le sue esibizioni con artisti del pop-rock italiano e le sue partecipazioni in campo radiofonico e televisivo, dove ha più volte ricoperto il ruolo di conduttore. Ha all’attivo 44 album (31 in studio), oltre a una lunga lista di collaborazioni discografiche.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Cresciuto a Firenze, studia pianoforte dall’età di 6 anni e già a 15 anni inizia a esibirsi in modo professionale. Contemporaneamente studia con Luca Flores, Mauro Grossi e Franco D’Andrea[2] e nel 1993 si diploma al Conservatorio Luigi Cherubini sotto la guida del maestro Antonio Caggiula. Dopo una breve esperienza come turnista nel mondo del pop con Raf e Jovanotti[3] e la militanza nel gruppo pop-rock La Forma, che comprendeva anche Irene Grandi e Marco Parente,[4] a partire dalla metà degli anni Novanta si afferma in ambito jazz.

Fondamentale è l’incontro con Enrico Rava, che lo chiama al suo fianco nel 1996.[5] Insieme a lui tiene centinaia di concerti in tutto il mondo e incide più di quindici dischi, a partire da Certi angoli segreti (1998), Rava Plays Rava e Shades of Chet (1999). Inizia inoltre a suonare regolarmente con alcuni dei più importanti jazzisti italiani: Paolo Fresu, Roberto Gatto ed Enzo Pietropaoli.

Nel 1998, insieme al cantautore Massimo Altomare, incide il suo primo album, Gnòsi delle fànfole, su testi di Fosco Maraini. Nello stesso anno partecipa a TenderLee for Chet – la prima delle sue numerose esperienze discografiche con il sassofonista statunitense Lee Konitz – e vince il premio della rivista Musica Jazz come miglior nuovo talento.[6] L’anno seguente Bollani pubblica due nuovi dischi: Mambo italiano, realizzato insieme a uno dei suoi partner più fidati, il contrabbassista Ares Tavolazzi; e L’orchestra del Titanic, con la formazione omonima che, accanto a Bollani, comprende Antonello Salis, Riccardo Onori, Raffaello Pareti e Walter Paoli. Insieme ai Solisti dell’Orchestra della Toscana, prende inoltre parte a Passatori, album del fisarmonicista francese Richard Galliano.

Gli anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Le collaborazioni non si limitano però nell’ambito del jazz, come testimonia Abbassa la tua radio (2000), disco-concerto a cui partecipano musicisti che hanno incrociato più volte il loro percorso artistico con Bollani: Barbara Casini, Irene Grandi, Elio, Marco Parente, Peppe Servillo, oltre a Enrico Rava e Roberto Gatto. Lo stile eclettico e votato all’improvvisazione di Bollani lo porta a cimentarsi con i progetti più disparati: nel 2002 lavora come produttore artistico al disco di Bobo Rondelli Disperati, intellettuali, ubriaconi, vincendo anche il Premio Ciampi per gli arrangiamenti;[7] nel 2004 registra Cantata dei pastori immobili, libro-cd e spettacolo per quattro voci su testi di David Riondino;[8] suona poi con gruppi come Banda Osiris e la Bandabardò, lavora a colonne sonore di Riz Ortolani e Giovanni Nuti, affianca protagonisti storici della musica italiana come Massimo Ranieri. Nel 2007 si esibirà anche al Festival di Sanremo, come ospite nella serata del giovedì, accompagnando al piano Johnny Dorelli nel brano Meglio così (tornerà come ospite a Sanremo nell’edizione 2013, duettando con Caetano Veloso).

Non si ferma, intanto, il sodalizio con Enrico Rava. Insieme a lui Bollani firma, tra gli altri, gli album Montréal Diary/B (2001), Tati (2005), The Third Man (2007) e New York Days (2009) e partecipa a dischi e tournée internazionali che lo vedono suonare con musicisti come Gianni Basso, Gianluca Petrella, John Abercrombie, Jeff Ballard, Larry Grenadier, Paul Motian, Mark Turner, Phil Woods, Gato Barbieri[9] e Pat Metheny.[10] Di prestigio anche gli incontri, del 2003, con la cantante russa Sajncho Namčylak (Who Stole the Sky?) e con Hector Zazou, che lo chiama a suonare in Strong Currents (tra gli altri ospiti dell’album anche Laurie Anderson, Jane Birkin e Ryuichi Sakamoto).[11]

Tra il 2002 e il 2006, Bollani incide quattro dischi per l’etichetta francese Label Bleu. Inaugura la serie Les Fleures bleues (2002), ispirato all’omonimo romanzo di Raymond Queneau e inciso con Scott Colley e Clarence Penn. Segue, nel 2003, Småt Småt, disco che viene segnalato dalla rivista inglese Mojo come uno dei migliori dell’anno[12] e che contribuisce anche alla conquista del Premio Carosone. Nel 2004 – anno che culmina con il New Star Award, premio della rivista giapponese Swing journal assegnato per la prima volta a un musicista non statunitense[13] – esce Concertone, il primo disco registrato da Bollani con un’orchestra sinfonica: l’Orchestra della Toscana diretta da Paolo Silvestri; sulle musiche del disco il coreografo Mauro Bigonzetti realizza anche un balletto per lo Stuttgart Ballet.[14] Chiude la serie I visionari (2006), album realizzato con la band omonima formata da Mirko Guerrini, Nico Gori, Ferruccio Spinetti e Cristiano Calcagnile, con le partecipazioni speciali di Mark Feldman, Paolo Fresu e Petra Magoni (al tempo moglie di Bollani).

Contemporaneamente l’etichetta Venus Japan pubblica quattro dischi dello “Stefano Bollani Trio”, formazione con Ares Tavolazzi al contrabbasso e Walter Paoli alla batteria: Black and Tan Fantasy (2002), Volare (2002), Falando de amor (2003), Ma l’amore no (2004) e I’m in the Mood for Love (2007). In parallelo Bollani avvia un’intensa collaborazione con il contrabbassista Jesper Bodilsen e il batterista Morten Lund, insieme a cui formerà il “Danish Trio”. In tre anni escono, per l’etichetta Stunt, Mi ritorni in mente (2003), Close to You (2004, con la cantante danese Katrine Madsen) e Gleda: Songs from Scandinavia (2005); seguirà nel 2009, per ECM, Stone in the Water.

Cruciale nella carriera dell’artista è la pubblicazione di Piano solo nel 2006: la rivista Musica Jazz lo premia come disco dell’anno e nomina Bollani musicista italiano dell’anno[15] (riconoscimento che otterrà anche nel 2010). Particolarmente significativo è anche il 2007, anno in cui si mette alla prova nel repertorio classico, insieme alla Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino diretta da Jan Latham-Koenig, registrando il Concert champêtre, Les Animaux modèles e le Improvvisazioni 13 e 15 di Francis Poulenc. Pochi mesi dopo esce BollaniCarioca, disco di grande successo internazionale realizzato insieme a importanti artisti brasiliani (dalla tournée verranno poi ricavati anche il dvd e il Blu-ray Disc Carioca Live, editi da Ermitage e prodotti da Gianni Salvioni).[16] A dicembre 2007, Bollani suona un pianoforte a coda in una favela di Rio de Janeiro: un’impresa riuscita in precedenza solo ad Antônio Carlos Jobim.[17] Nello stesso anno vince l’Hans Koller European Jazz Prize come migliore musicista europeo del 2007[18] e viene inserito dalla rivista americana All About Jazz nell’elenco dei cinque più importanti musicisti dell’anno insieme a Dave Brubeck, Ornette Coleman, Charles Mingus e Sonny Rollins.[19]

In questo periodo proseguono le incursioni nel mondo della canzone italiana (con omaggi discografici a Luigi Tenco e Sergio Bardotti, e partecipazioni ad album di Samuele Bersani, Claudio Baglioni e, più tardi, Daniele Silvestri e Fabio Concato). La collaborazione più rilevante del periodo è però quella avviata nel 2009 con uno dei più grandi pianisti della storia del jazz, Chick Corea, insieme a cui Bollani propone un duo pianistico senza precedenti in varie città d'Italia e a Umbria Jazz Winter 2010. Da questo concerto verrà poi ricavato anche l’album live Orvieto.

Dal 2010 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

Stefano Bollani al piano nel 2014

Il 2010, anno in cui il Berklee College of Music assegna a Bollani la laurea honoris causa,[20] si segnala per un nuovo grande successo discografico. Il 14 settembre 2010, per l’etichetta di musica classica Decca Records, esce Rhapsody in BlueConcerto in F. Inciso con la Gewandhausorchester di Lipsia diretta da Riccardo Chailly, il cd contiene tre lavori del compositore statunitense George Gershwin: Rapsodia in blu (nella versione per pianoforte e jazz band ideata da Paul Whiteman), il Concerto in fa per pianoforte e orchestra e le Rialto Ripples. Il cd entra direttamente all’ottavo posto della classifica pop: in assoluto, è la prima volta in Italia che un disco di classica entra nella top ten. Il cd di Bollani e Chailly rimane in classifica per 32 settimane, per 3 settimane figura anche nella top ten e con più di 70.000 copie vendute vince il Disco di Platino.

Nel 2012 la coppia Bollani-Chailly con la Gewandhausorchester pubblica Sounds of the 30s, cd che vede l’esecuzione di grandi classici degli anni trenta: il Concerto per pianoforte e orchestra in sol maggiore di Maurice Ravel; il Tango di Igor' Stravinskij; il Tango di Kurt Weill, da L’opera da tre soldi; Surabaya Johnny dello stesso Weill, dalla commedia musicale Happy End; la suite Le mille e una notte di Victor de Sabata. Il programma del disco è anticipato, il 3 settembre 2011, da un’esibizione live nella Augustusplatz di Lipsia, con un pubblico di oltre 20.000 persone.

Sempre insieme a Chailly, Bollani si esibisce anche con l’Orchestre de Paris (alla Salle Pleyel) e con la Filarmonica della Scala (prima a teatro e poi in una Piazza del Duomo gremita).[21] Dal concerto milanese del 21 aprile 2012, trasmesso in diretta nei cinema di quasi 20 Paesi,[22] nasce anche il dvd Live at La Scala (2013) che comprende composizioni di George Gershwin (Catfish Row, Un americano a Parigi, Concerto in fa, Rialto Ripples) e brani di Scott Joplin (Maple Leaf Rag) e Joseph Kosma (Autumn Leaves).

Mentre si susseguono i concerti con orchestre sinfoniche – dirette tra gli altri da Daniel Harding, Kristjan Järvi, Zubin Mehta, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano – viene registrato anche Big Band!, album con la NDR Bigband di Amburgo diretta dal sassofonista norvegese Geir Lysne (2011; Echo Jazz-Preis 2013). In seguito, dopo aver preso parte alle registrazioni dell'album Respiro del cantautore Joe Barbieri (con il quale esegue il brano Un regno da disfare), escono Irene Grandi & Stefano Bollani (2012) e O que serà (2013), disco che comprende registrazioni dal vivo dell’anno precedente con il musicista brasiliano Hamilton de Holanda.[13] Nel 2014 è la volta di Sheik Yer Zappa, tributo – registrato dal vivo nel 2011 – alla musica di Frank Zappa, che Bollani definisce così: “Un rocker che prendeva in giro con sarcasmo il mondo del quale faceva parte, canzonandone gli stereotipi e agendo in modo diametralmente opposto a quello dei suoi colleghi”.[23] Sempre nel 2014, riprendono le pubblicazioni con il Danish Trio ed esce Joy in Spite of Everything, album impreziosito dalla presenza di Mark Turner e Bill Frisell e premiato da Musica Jazz come miglior disco dell’anno.[24] Il 26 settembre arriva un altro importante riconoscimento internazionale, con l’assegnazione a Bollani del JTI Trier Jazz Award.[25]

Nel settembre 2015 il pianista partecipa all’iniziativa di Musica Jazz in ricordo di Sergio Endrigo nel decennale della scomparsa,[26] interpretando insieme a David Riondino un medley di canzoni di Endrigo nella raccolta Momenti di jazz.[27] Nello stesso mese esce Arrivano gli alieni, disco in cui si cimenta per la prima volta come cantautore, seguito nel 2016 dall’album in solo Live from Mars (allegato al settimanale L’Espresso e al quotidiano la Repubblica) e dal nuovo progetto Napoli Trip: accompagnato da Daniele Sepe, Nico Gori, Manu Katché e Jan Bang, e affiancato da ospiti come Arve Henriksen, Audun Kleive e Hamilton de Holanda, Bollani rende omaggio a uno dei suoi amori di sempre, la musica napoletana.[28] Sempre nel 2016 partecipa al disco di Hamilton de Holanda Samba de chico e, nel brano Vai trabalhar vagabundo, suona anche con Chico Buarque.[29]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Per la radio, Bollani è stato ideatore e conduttore, con David Riondino e Mirko Guerrini, della trasmissione Il Dottor Djembè. Via dal solito tam tam, in onda su Radio Rai 3 dal 2006 al 2012. Dal programma sono nati anche il libro Lo zibaldone del Dottor Djembè (2008), lo speciale tv Buonasera Dottor Djembè (Rai 3, 2010) e il cd Il Dottor Djembe live (2012), che vede la partecipazioni di ospiti come Fabrizio Bentivoglio, Paolo Benvegnù, Enrico Dindo, Patrizio Fariselli e Gianluigi Trovesi.

Nel settembre 2008 ha firmato tutte le sigle del palinsesto di Radio Rai 3,[30] molte delle quali ancora in onda (fra le altre, le sigle di GR3 e Onda verde).

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

L’importante è avere un piano

In televisione è stato ospite fisso di Renzo Arbore nel programma Meno siamo meglio stiamo (Rai 1, 2005) e poi ideatore, autore e conduttore delle due edizioni di Sostiene Bollani (Rai 3, 2011 e 2013), programma con cui, insieme a Caterina Guzzanti, porta la musica jazz sul piccolo schermo. Il 1º dicembre 2011, sul quotidiano Metro, il critico Mariano Sabatini ha commentato: “Dai tempi di Alessandro Baricco e L’amore è un dardo, Stefano Bollani è forse l’unico vero nuovo personaggio che la tv abbia proposto”.

Il progetto più recente in tv è L’importante è avere un piano (Rai 1, 2016): sette appuntamenti in seconda serata su Rai1 con ospiti, improvvisazioni e musica dal vivo.

Progetti teatrali[modifica | modifica wikitesto]

A teatro ha lavorato sia in scena che come autore delle musiche. Tra le produzioni di maggior successo si ricorda Guarda che luna! (2001, diventato poi un dvd), spettacolo in cui si è esibito con Gianmaria Testa, Banda Osiris, Enrico Rava, Enzo Pietropaoli e Piero Ponzo. Come autore delle musiche, ha lavorato più volte con Lella Costa (Alice. Una meraviglia di paese, Amleto e Ragazze) e con i registi Giorgio Gallione e Cristina Pezzoli.

Nella stagione teatrale 2015/2016, ha portato in scena lo spettacolo La regina Dada, scritto, interpretato e diretto insieme alla sua compagna Valentina Cenni.[31]

Progetti editoriali[modifica | modifica wikitesto]

Ha al suo attivo diversi libri. Tra questi L’America di Renato Carosone (2004), il romanzo La sindrome di Brontolo (2006),[32] e i più recenti Parliamo di musica (2013)[33] e Il monello, il guru, l’alchimista e altre storie di musicisti (2015),[34] due viaggi nella storia della musica scritti con Alberto Riva.

Nel 2005, in veste di autore/recensore ha contribuito alla nascita della rivista Giudizio Universale.[35]

A Bollani è ispirato il personaggio dei fumetti Disney Paperefano Bolletta, musicista amico di Paperino, che compare per la prima volta nella storia Paperino e il segreto del tenore smemorato sul numero 2808 di Topolino (22 settembre 2009),[36] e torna poi in Paperinik e le note criminali (n. 2860, 21 settembre 2010)[37] e Paperinik e il mistero del falso che è vero (n. 3092, 25 febbraio 2015).[38] Alle tre storie e al personaggio sono dedicate anche le copertine dei rispettivi numeri di Topolino.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi principali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1998 – Miglior nuovo talento (rivista Musica Jazz)
  • 2003Premio Carosone
  • 2004 – New Star Award (premio della rivista giapponese Swing Journal ai talenti emergenti stranieri)
  • 2005Tati disco dell’anno (Académie du jazz)
  • 2006 – Musicista italiano dell’anno (Musica Jazz)
  • 2006Piano solo disco dell’anno (Musica Jazz)
  • 2007 – Hans Koller European Jazz Prize
  • 2007 – Musicista dell’anno (rivista americana All About Jazz)
  • 2007The Third Man disco dell’anno (riviste All About Jazz e Musica Jazz)
  • 2009 – Paul Acket Award (North Sea Jazz Festival)
  • 2010 – Capri Global Artist Award
  • 2010 – Musicista dell’anno (Musica Jazz)
  • 2011 – Premio Fiorentini nel mondo
  • 2011 – Los Angeles Excellence Award per la cultura italiana nel mondo
  • 2012 – Premio Milano per la musica
  • 2013 – Echo Jazz-Preis a Big Band! (disco dell’anno nella categoria "Big Band”)
  • 2014 – JTI Trier Jazz Award
  • 2014Joy in Spite of Everything disco dell’anno (Musica Jazz)

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana
— 30 dicembre 2016[39]
Laurea honoris causa in musica jazz - nastrino per uniforme ordinaria Laurea honoris causa in musica jazz
— Berklee College of Music, 15 luglio 2010 [20]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Stefano Bollani.

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

  • 2013The Platinum Collection – Universal

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992Summertime in Jazz (brani Ti ricordo ancora; Baciami piccina; Averti tra le braccia) – Splasc(h) Records
  • 1992Classique et divertissement (Suite di Bolling) – Materiali Sonori
  • 2002Come fiori nel mare (brano Se potessi, amore mio) – Lilium
  • 2004Premio Carosone 2003 (brano Pianofortissimo) – il manifesto
  • 2004Sette veli intorno al re (brano Tino, Pino e Barbalunga) – Sony
  • 2004The Letter: An Unconventional Italian Guide to King Crimson (brano Frame by Frame) – Mellow Records
  • 2007Piano, solo – colonna sonora (brani Autumn Leaves, Tempus Fugit, The Entertainer, con Enzo Pietropaoli, Roberto Gatto; Angela) – CAM
  • 2008Bardóci. Inediti e rarità di Sergio Bardotti (brani Il bene mio; Ti voglio dire addio, con Massimo Ranieri) – I dischi del Club Tenco
  • 2008Canzoni per loro. Adotta un disegno for Emergency (brano Asuda) – Radiofandango
  • 2008JazzFriends for Emergency (brano Do You Know What It Means to Miss New Orleans?) – Philology
  • 2008Pan Brumisti. Quelle piccole cose (brano Gli argonauti) – I dischi del Club Tenco
  • 2008Top Jazz 2007 (brani Sun Bay, con Enrico Rava; Gagongo) – Musica Jazz
  • 2009Lampi 07/08 (brani Monza, Monza; Mi chiamo Giovanni Sebastiano) – Lampi
  • 2009Luigi Tenco. Inediti (brano No no no) – I dischi del Club Tenco
  • 2011Wind Music Awards 2011 (brano Rialto Ripples, con Riccardo Chailly) – Columbia
  • 2012Capo Verde terra d’amore, vol. 3 (brano Sodade) – Egea Music
  • 2015Nottedoro. Ninnananne da tutto il mondo Almendra Music
  • 2015 – Sergio Endrigo e interpreti vari, Momenti di jazz (brano Endrigo Medley, con David Riondino e Quartetto Euphoria) – I dischi del Club Tenco

Video[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007Guarda che luna! (con Gianmaria Testa, Banda Osiris, Enrico Rava, Enzo Pietropaoli, Piero Ponzo) – Radiofandango
  • 2009Carioca Live – Ermitage
  • 2009Stefano Bollani: A Portrait in Blue (documentario di Michele Francesco Schiavon) Harvey Film
  • 2009Stefano Bollani / Banda Osiris: Primo piano – Ducale
  • 2013Bollani / Chailly Live at la Scala – Universal
  • 2013Sostiene Bollani (triplo dvd) – Rai

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Audiolibri e libri-cd[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia | Stefano Bollani Official website, stefanobollani.com. URL consultato il 25 luglio 2014.
  2. ^ Jazzitalia - Articoli: Intervista a Stefano Bollani, su www.jazzitalia.net. URL consultato il 22 marzo 2017.
  3. ^ Stefano Bollani (Sette – novembre 2016), vittoriozincone.it. URL consultato il 22 marzo 2017.
  4. ^ Rockol.com s.r.l., √ Irene Grandi & Stefano Bollani: 'Un disco tra amici, fatto di nascosto', in Rockol. URL consultato il 25 marzo 2017.
  5. ^ “Sostiene Bollani”. E la musica va in tv, su LaStampa.it. URL consultato il 22 marzo 2017.
  6. ^ La parola a… Stefano Bollani - Living Corriere, in Living, 16 novembre 2012. URL consultato il 19 marzo 2017.
  7. ^ Rockol.com, √ Comunicato Stampa: Bobo Rondelli al Premio Tenco e al Premio Ciampi, in Rockol. URL consultato il 22 marzo 2017.
  8. ^ La cantata dei pastori immobili, in Stefano Bollani Official website. URL consultato il 22 marzo 2017.
  9. ^ Jazz Nights, Gato Barbieri e Enrico Rava Band - Umbria Jazz 2001, in Rai 5. URL consultato il 23 marzo 2017.
  10. ^ sigmundgroid, Pat Metheny with E. Rava Quartet - Theme for Jessica - S. Anna Arresi 2001, 08 gennaio 2010. URL consultato il 23 marzo 2017.
  11. ^ altremusiche.it: Hector Zazou, "Strong Currents", su www.altremusiche.it. URL consultato il 23 marzo 2017.
  12. ^ Notizia da repubblica.it
  13. ^ a b Notizia pubblicata sul curriculum dell'artista stampato nel programma di sala relativo ai concerti del 9-13-14 giugno 2012 presso l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, p. 27.
  14. ^ Stuttgarter Ballett - Kommunikation & Marketing, Stuttgart Ballet - Mixed Repertory Evening: Body Language³, su www.stuttgart-ballet.de. URL consultato il 25 marzo 2017.
  15. ^ Rai Tre - Personaggio - Stefano Bollani, su www.rai.it. URL consultato il 22 marzo 2017.
  16. ^ Stefano Bollani – Carioca Live (Blu-ray), su mipiaceiljazz.blogspot.it. URL consultato il 23 marzo 2017.
  17. ^ La Favela di Bollani, in Excite. URL consultato il 22 marzo 2017.
  18. ^ (EN) European Jazzprice 2007, hanskollerpreis.at. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  19. ^ All About Jazz, All About Jazz-New York Best of 2007, su www.allaboutjazz.com. URL consultato il 22 marzo 2017.
  20. ^ a b (EN) Honorary Degree Recipients | Berklee College of Music, su www.berklee.edu. URL consultato il 23 marzo 2017.
  21. ^ Gian Mario Benzing, Bollani e Chailly con la Filarmonica della Scala Grande musica e folla in piazza Duomo, in Corriere della Sera Milano. URL consultato il 23 marzo 2017.
  22. ^ L’omaggio a Gershwin arriva alla Scala e nei cinema, in Everyeye.it. URL consultato il 23 marzo 2017.
  23. ^ Stefano Bollani: «Ho shakerato Frank Zappa», mentelocale.it
  24. ^ Musica - Top Jazz 2014, premiati Bollani e D’Andrea. URL consultato il 26 marzo 2017.
  25. ^ Jazzitalia - News: Assegnato a Stefano Bollani il JTI Trier Jazz Award 2014, su www.jazzitalia.net. URL consultato il 26 marzo 2017.
  26. ^ http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/momenti-di-jazz/
  27. ^ http://www.notespillate.com/2015/09/03/momenti-di-jazz-e-tanti-amici-per-ricordare-sergio-endrigoper-celebrare-la-figura-di-sergio-endrigo-nel-decennale-della-sua-scomparsa-avvenuta-il-7-settembre-2005-viene-pubblicato-il-disco/
  28. ^ Stefano Bollani suona la Napoli che piace a lui, su Il Fatto Quotidiano, 04 giugno 2016. URL consultato il 23 marzo 2017.
  29. ^ (BR) Hamilton de Holanda lança disco em tributo ao samba e a Chico Buarque | Hamilton de Holanda Blog, su www.hamiltondeholanda.com. URL consultato il 23 marzo 2017.
  30. ^ A Radio Rai cambia tutto, tutte le novità, una per una. | Archivio Sicilia Informazioni, su archivio.siciliainformazioni.com. URL consultato il 23 marzo 2017.
  31. ^ Stefano Bollani e Valentina Cenniprotagonisti surreali e dadaisti, in Corriere della Sera. URL consultato il 25 marzo 2017.
  32. ^ Annamaria Paradiso, Il settimo nano che nessuno ricorda mai, in Corriere della Sera, 5 settembre 2006. URL consultato il 28 febbraio 2012.
  33. ^ Stefano Bollani parla di musica, insegna e si fa capire, in Il Sole 24 ORE. URL consultato il 23 marzo 2017.
  34. ^ Stefano Bollani, l'ultimo libro è un viaggio condiviso con i suoi ascoltatori, su Il Fatto Quotidiano, 30 dicembre 2015. URL consultato il 23 marzo 2017.
  35. ^ Aspettavate il Giudizio Universale?. URL consultato il 18 aprile 2017.
  36. ^ (EN) I.N.D.U.C.K.S., su coa.inducks.org. URL consultato l'08 maggio 2017.
  37. ^ (EN) I.N.D.U.C.K.S., su coa.inducks.org. URL consultato l'08 maggio 2017.
  38. ^ Topolino, su www.topolino.it. URL consultato il 23 marzo 2017.
  39. ^ [1]
  40. ^ Dodici gonfaloni d' argento la Toscana festeggia il lavoro - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 26 marzo 2017.
  41. ^ Straordinari. Eventi. per i 75 anni della. fuori abbonamento CAMERATA MUSICALE BARESE. in esclusiva regionale - PDF, su docplayer.it. URL consultato il 23 marzo 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valentina Farinaccio, Marco Sutera, Vincenzo Martorella, La sindrome di Bollani, Terni, Vanni, 2009, ISBN 978-8895115061.
  • Flavio Caprera, Dizionario del jazz italiano, Milano, Feltrinelli, 2014, ISBN 978-8807882883.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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