Perito industriale

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Il Perito Industriale (abbreviato Per.Ind.) è un professionista operante nell'ambito delle proprie competenze e specializzazioni, nei settori ingegneristici industriale, terziario e civile, la cui figura professionale è regolamentata dalla normativa italiana.

Secondo la legge L.89/16, il titolo di Perito Industriale spetta a coloro che siano in possesso della laurea di cui all'articolo 55, comma 1, del regolamento di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, N.328. Il Perito Industriale svolge una professione di tipo intellettuale (Art.2229 c.c.) regolamentata all'interno dell'Unione Europea (Direttiva 2001/19/CE - recepita con D. Lgs. 8 luglio 2003, n. 277 - pubbl. in Gazz. Uff. n. 239 del 14 ottobre 2003 – S.O. n. 161).

Per poter accedere agli esami di Stato per l'abilitazione professionale di Perito Industriale, l'art. 55, comma 2, lett. d), D.P.R. cit., è necessario conseguire la laurea in una delle seguenti classi:

Classe 4 (“Scienze dell'architettura e dell'ingegneria civile”);

Classe 7 (“Urbanistica e scienze della pianificazione territoriali ed ambientale”);

Classe 8 (“Ingegneria civile e ambientale”) (SEZIONE EDILIZIA);

Classe 9 (“Ingegneria dell'informazione”) (SEZIONE ELETTRONICA E TELECOMUNICAZIONI);

Classe 10 (“Ingegneria industriale”) (SEZIONI: ELETTROTECNICA ED AUTOMAZIONE; COSTRUZIONI AERONAUTICHE; CRONOMETRIA; INDUSTRIA CARTARIA; INDUSTRIE CEREALICOLE; INDUSTRIA NAVALMECCANICA; INDUSTRIA OTTICA; MATERIE PLASTICHE, MECCANICA; METALLURGIA; TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE PRODUZIONE DEI TESSILI; TESSILE CON SPECIALIZZAZIONE CONFEZIONE INDUSTRIALE; TERMOTECNICA;

Classe 16 (“Scienze della terra”) (SEZIONE INDUSTRIE MINERARIE);

Classe 20 (“Scienze e tecnologie agrarie, agroalimentari e forestali”) (SEZIONE TECNOLOGIE ALIMENTARI);

Classe 21 (“Scienze e tecnologie chimiche”) (SEZIONI: CHIMICA CONCIARIA; CHIMICO; CHIMICA NUCLEARE; INDUSTRIA TINTORIA);

Classe 23 (“Scienze e tecnologie delle arti figurative, della musica, dello spettacolo e della moda”) (SEZIONI: ARTI FOTOGRAFICHE; ARTI GRAFICHE);

Classe 25 (“Scienze e tecnologie fisiche”) (SEZIONI: ENERGIA NUCLEARE; FISICA INDUSTRIALE);

Classe 26 (“Scienze e tecnologie informatiche”) (SEZIONE INFORMATICA);

Classe 42 (“Disegno industriale”) (SEZIONE DISEGNO DI TESSUTI).

La preparazione del Perito Industriale nell'ambito delle materie ingegneristiche può associarsi ad una specializzazione in un particolare settore dell'industria. Il Perito Industriale, nell'ambito delle proprie competenze, può svolgere funzioni di coordinamento, direttive, esecutive, progettazione[1] e collaudo, oltre a specifiche abilitazioni aggiuntive previste dalla legge.

La professione di Perito Industriale è riservata agli iscritti all'Ordine tenuto dai vari Collegi provinciali, che fanno capo al Consiglio Nazionale, presso il Ministero di Grazia e Giustizia.

In ogni Provincia (ad eccezione di alcune di quelle istituite dopo il 1992) vi è un Collegio provinciale dei Periti Industriali. Il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali (CNPI) ha sede a Roma.

Il Perito Industriale trova impiego anche come professionista dipendente iscritto all'albo in molte realtà lavorative, nel privato, nel pubblico impiego (ospedali, comuni, ecc. sempre più moderni e strutturati in uffici tecnici o dipartimenti di area tecnica, suddivisi in unità operative) e nelle forze armate (Aeronautica Militare - Genio aeronautico). Il Perito Industriale nell'ambito del pubblico impiego è un professionista dipendente (codice degli appalti pubblici d.lgs.163/2006 art.90 comma 4 e successive modifiche).

Nella libera professione e come professionista dipendente iscritto all'albo è tenuto a rispettare il codice deontologico.

Il Perito Industriale all'estero[modifica | modifica wikitesto]

A livello europeo, la professione di Perito Industriale abilitato è inserita nella categoria professionale "Industrial Engineer" Qualification level: PS3 - Diploma of post-secondary level (3-4 years) , Art. 11 d (vale a dire 3- 4 anni di scolarizzazione post -secondaria, Bachelor standard) così come riportato nel "Regulated Professions Database"[2] della Commissione europea. Tale qualifica professionale si riferisce al Perito Industriale abilitato all'esercizio della professione.

La corretta traduzione generica del titolo in inglese, da usare a livello internazionale, è Industrial Engineer.

Inoltre, con riferimento alle varie specializzazioni, le denominazioni in inglese ufficialmente riconosciute ed autorizzate dalla Commissione europea sono:

Etimologia del Perito Industriale[modifica | modifica wikitesto]

Il termine "Perito" deriva dal latino peritus, (esperto, dotto, scienziato) e sta ad indicare chi possiede una approfondita e particolare conoscenza su determinati argomenti.

Il termine "industriale" deriva dal latino indùstria da indùstrius, nel significato di sistema preposto alla produzione di beni materiali e servizi su larga scala, ed è caratterizzato dall'uso generalizzato di macchine.

La definizione di "Perito Industriale" indica pertanto un esperto nella produzione di beni materiali e servizi[senza fonte] su larga scala.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La figura di Perito Industriale compare in Italia per la prima volta con la legge de riordinamento dell'istruzione professionale del 1912[3] che menziona il "diploma di Perito Industriale", rilasciato dalle scuole di terzo grado di carattere industriale e che permette l'iscrizione all'albo dei periti tecnici dei tribunali[4].

La professione nasce nel 1923 con la "Legge per la tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti", con la quale si istituiscono gli albi provinciali per i periti agrimensori (geometri) e per le altre categorie dei periti tecnici (periti industriali)[5]. L'albo speciale venne istituito nel 1929 con il regio decreto "Regolamento per la professione di Perito Industriale[1].

Nel 1931, la legge per il "Riordinamento dell'istruzione media tecnica"[6] precisa gli indirizzi specializzati della sezione industriale del corso superiore dell'istituto tecnico (meccanici elettricisti, minerari, tessili e tintori, edili, chimici, radiotecnici) e le materie insegnate comuni a tutte le specializzazioni (italiano, storia, lingua straniera, matematica, meccanica, macchine, chimica, scienze naturali, geografia, fisica, elementi di diritto industriale, disegno e religione), oltre alle materie specifiche delle diverse specializzazioni:

  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "meccanici elettricisti": elettrotecnica, tecnologia meccanica;
  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "minerari": geometria descrittiva, disegno relativo, mineralogia, topografia, costruzioni, elettrotecnica, arte mineraria, preparazione meccanica dei minerali, igiene, pronto soccorso;
  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "tessili e tintori": chimica analitica, chimica tessile, chimica tintoria, apprettatura, disegno ornamentale tessile, tecnologia del telaio meccanico e delle macchine di preparazione, composizione, analisi, disegno e fabbricazione dei tessuti, filatura, elettrotecnica;
  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "edili": impianto ed organizzazione del cantiere e tecnologia delle costruzioni, resistenza dei materiali, costruzioni edili stradali ed idrauliche, disegno di costruzioni, disegno di proiezioni e forme architettoniche, topografia e disegno relativo, estimo, elettrotecnica;
  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "chimici": fisico-chimica, elettrochimica, analisi chimica generale, analisi tecniche, chimica industriale e tintoria, impianti chimici, disegno relativo;
  • nella sezione ad indirizzo specializzato per "radiotecnici": tecnologia meccanica, elettrotecnica, telegrafia, telefonia, strumenti ed esercitazioni di misura, misure radio-elettriche, radiotecnica generale, montaggio di apparecchi radiotecnici, legislazione a norme per la radiotecnica.

Le specializzazioni previste nel triennio erano le seguenti[7]:

Il titolo di "Perito Industriale" si otteneva precedentemente[8] al completamento della scuola secondaria superiore d'indirizzo tecnico industriale (ITI) statale, paritario o legalmente riconosciuto secondo la Legge 2 febbraio 1990, n.17. Oggi il titolo professionale di Perito Industriale si ottiene dopo il superamento dell'esame di stato previo requisito la laurea triennale (in determinate discipline ingegneristiche classi di laurea) comprensiva di un tirocinio di sei mesi e l'iscrizione all'albo professionale.

Albo professionale[modifica | modifica wikitesto]

Per essere iscritto nell'albo dei Periti Industriali secondo la Legge 89/16 art.2 comma 1 è necessario:

  • essere cittadino italiano o di uno stato membro dell'Unione europea, ovvero italiano non appartenente alla Repubblica, oppure cittadino di uno Stato con il quale esista trattamento di reciprocità;
  • godere il pieno esercizio dei diritti civili;
  • essere di ineccepibile condotta morale;
  • avere la residenza anagrafica nella circoscrizione del collegio presso il quale l'iscrizione è richiesta;
  • essere in possesso della laurea di cui all'articolo 55, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 5 giugno 2001, n.328;
  • avere conseguito l'abilitazione professionale.

L'abilitazione all'esercizio della libera professione è subordinata al superamento di un apposito esame di Stato,disciplinato dalle norme della legge 8 dicembre 1956, n.1378, e successive modifiche.

Il titolo professionale di Perito Industriale si ottiene dopo il superamento dell'esame di stato previo requisito la laurea (in determinate discipline ingegneristiche classi di laurea) comprensiva di un tirocinio di sei mesi e l'iscrizione all'albo.

Competenze professionali[modifica | modifica wikitesto]

Spettano ai Periti Industriali, per ciascuno nel limiti delle rispettive specialità di meccanico, elettrotecnico, edile, tessile, chimico, minerario, navale ed altre analoghe, le funzioni esecutive per i lavori alle medesime inerenti. Possono inoltre essere adempiute:

  • dai Periti Industriali di qualsiasi specialità, per ciascuno entro i limiti delle medesime, mansioni direttive nel funzionamento industriale delle aziende pertinenti alle specialità stesse;
  • dai Periti Industriali con specializzazione in edilizia, anche la progettazione e direzione di modeste costruzioni civili, senza pregiudizio di quanto è disposto da speciali norme legislative nonché la misura, contabilità e liquidazione dei lavori di costruzione;
  • dai Periti Industriali con specializzazione navale, anche la progettazione e direzione di quelle costruzioni navali alle quali sono abilitati dal titolo in base a cui conseguirono l'iscrizione nell'albo dei Periti Industriali;
  • ai Periti Industriali con le specializzazioni in meccanica, elettrotecnica ed affini, la progettazione, la direzione e l'estimo delle costruzioni di quelle semplici macchine ed installazioni meccaniche o elettriche le quali non richiedono la conoscenza del calcolo infinitesimale.

Norme legislative e direttive dell'Ordine professionale del Consiglio Nazionale dei Periti Industriali[modifica | modifica wikitesto]

  • Regio decreto 11 febbraio 1929, n. 275 - Regolamento per la professione di perito industriale
  • Legge 25 aprile 1938, n. 897 - Norme sulla obbligatorietà dell'iscrizione negli albi professionali e sulle funzioni relative alla custodia degli albi
  • Legge 23 novembre 1939, n. 1815 - Disciplina giuridica degli studi di assistenza e di consulenza
  • Decreto legislativo luogotenenziale 23 novembre 1944, n. 382 - Norme sui Consigli degli ordini e collegi e sulle Commissioni interne professionali
  • Decreto ministeriale 1º ottobre 1948 - Approvazione del regolamento per la trattazione dei ricorsi dinanzi al Consiglio Nazionale dei Periti Industriali
  • Legge 10 giugno 1978, n. 292 - Esazione dei contributi per il funzionamento dei consigli degli ordini e dei collegi professionali
  • Legge 2 febbraio 1990, n.17 - Modifiche all'ordinamento professionale dei Periti Industriali
  • Decreto ministeriale 29 dicembre 1991, n.445 - Regolamento per lo svolgimento degli esami di Stato per l'abilitazione all'esercizio della libera professione di perito industriale
  • Delibera del Consiglio nazionale dei periti industriali (CNPI) del 24 maggio 1990, ai sensi dell'art. 2 comma 5 della legge 2 febbraio 1990, n. 17 - Direttiva per la disciplina delle modalità di iscrizione e di svolgimento del praticantato, nonché sulla tenuta dei relativi registri
  • Delibera del CNPI del 24 maggio 1990, ai sensi dell'art. 2 comma 5 della legge 2 febbraio 1990, n. 17 attualmente aggiornata con delibera del 2 febbraio 1996 n.122/18 - Direttiva per la disciplina delle modalità di iscrizione e di svolgimento del praticantato, nonché sulla tenuta dei relativi registri
  • Delibera del CNPI del 24 maggio 1995 - Norme di deontologia professionale dei Periti Industriali
  • Decreto ministeriale 29 dicembre 2000, n.447 - Regolamento concernente integrazione al Decreto del Ministro della Pubblica Istruzione 29 dicembre 1991, n.445
  • Decreto del Presidente della Repubblica del 5 giugno 2001, n. 328 - Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l'ammissione all'esame di Stato e delle relative prove per l'esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti
  • Delibera del CNPI del 23 novembre 2005, n. 183/18 - Profili dei Periti Informatici
  • Legge 24 marzo 2012, n. 27 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, recante disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività
  • D.L. C3822a Università e Ricerca modifiche recanti la Legge 17/90. Testo coordinato della L.17/90 con la L.89/16 - Modifiche all'ordinamento professionale dei Periti Industriali.

Oltre alle funzioni stabilite dall'articolo 16 del regio decreto legge n. 275 dell'11 febbraio 1929, spettano al perito industriale le funzioni attribuite dalle seguenti leggi:

  • Regio decreto n. 1368 del 1941 - Funzione di consulenti tecnici del giudice;
  • Legge n. 1220 del 4 novembre 1951 - Competenze per i frazionamenti catastali;
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 645 del 29 gennaio 1958 e circolare ministeriale n. 35 del 9 luglio 1968 - Funzioni di assistenza e rappresentanza in materia tributaria;
  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 1288 del 24 ottobre 1967 - Competenze per la progettazione degli impianti termici;
  • Decreto ministeriale del 27 agosto 1969 - Competenze per la progettazione e la direzione dei lavori riguardanti gli impianti e l'esercizio delle sciovie in servizio pubblico;
  • Legge n.373/34 del 1976 - Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici.
  • Decreto ministeriale del 25 marzo 1985 - Procedure e requisiti per l'autorizzazione e l'iscrizione dei professionisti negli elenchi del Ministero dell'interno di cui alla legge 7 dicembre 1984, n. 818.

Norme sulle tariffe professionali[modifica | modifica wikitesto]

  • Legge 12 marzo 1957, n. 146 - Tariffa professionale
  • Legge 7 marzo 1967, n. 118 - Modifiche alle tariffe professionali
  • Decreto ministeriale 30 ottobre 1969 - Approvazione delle tariffe professionali
  • Decreto ministeriale 6 luglio 1973 - Approvazione delle tariffe professionali
  • Decreto ministeriale 26 febbraio 1977 - Aggiornamento della tariffa degli onorari
  • Decreto ministeriale 15 gennaio 1981 - Aggiornamento della tariffa degli onorari
  • Decreto ministeriale 14 aprile 1987 - Approvazione delle tariffe professionali
  • Decreto ministeriale 28 febbraio 1994, n. 250 - Aggiornamento tariffa degli onorari
  • Decreto ministeriale 3 settembre 1997, n. 482 - Adeguamento dei compensi
  • Decreto del Ministero di Giustizia 4 aprile 2001
  • Delibera CNPI n. 185/18 del 23 novembre 2005 - Proposte per onorari a discrezione (operante nei collegi che lo hanno recepito)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Regio decreto n.275 dell'11 febbraio 1929.
  2. ^ Regulated Professions Database.
  3. ^ Legge n.854 del 14 luglio 1912, articolo 3.
  4. ^ # Ai licenziati delle RR. scuole di 3/A grado di carattere industriale è rilasciato il diploma di perito industriale;
    1. La licenza delle RR. scuole industriali di 3/A grado è titolo per l'iscrizione all'albo dei periti tecnici compilato dai tribunali.
    2. La licenza delle RR. scuole industriali di 3/A grado da diritto all'ammissione ai concorsi per il personale tecnico delle pubbliche amministrazioni, nei casi in cui sia richiesta la licenza della sezione fisico-matematica degli istituti tecnici.
  5. ^ Legge n.1395 del 24 giugno 1923, articolo 7, seconda parte: "Saranno pure formati in ogni provincia dalle autorità indicate all'articolo 11, albi speciali per i periti agrimensori (geometri) e per le altre categorie dei periti tecnici (perito industriale)".
  6. ^ Legge n.889 del 15 giugno 1931, pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 17 luglio 1931, art.9; art.12
  7. ^ MIUR - Scuola e famiglia - Ordini: corsi e indirizzi
  8. ^ Istruzione.it, Nuove normative diploma istituti tecnici (ZIP), istruzione.it, 29/01/2015.
    «Nuovo titolo ottenuto post diploma: DIPLOMATO DI ISTITUTO TECNICO SETTORE TECNOLOGICO».

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]