I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America
| I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America | |
|---|---|
| Stato | |
| Tipo legge | Legge costituzionale |
| Legislatura | 1º Congresso degli Stati Uniti d'America |
| Proponente | James Madison, membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti dalla Virginia |
| Promulgazione | 15 dicembre 1791 |
| Testo | |
| (EN) Amendment I, in The Bill of Rights: A Transcription, National Archives. URL consultato il 21 gennaio 2023. | |
Il I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America garantisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e di stampa, il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti.
Esso, inoltre, proibisce al Congresso degli Stati Uniti d'America di "fare alcuna legge per il riconoscimento di qualsiasi religione". Fu approvato nel 1789 e ratificato con altri 12 emendamenti nel 1791. Sebbene il primo emendamento proibisca solo che vengano abrogati da leggi fatte dal Congresso i diritti sopra menzionati, le corti lo hanno interpretato come applicabile più propriamente. Poiché il primo comma nel corpo della costituzione è riservato a tutti i legislatori del congresso, le corti hanno stabilito che i termini del primo emendamento si estendono a tutti i campi dell'ambito giudiziale e quindi le limitazioni del primo emendamento sono estese anche agli stati.
Testo
[modifica | modifica wikitesto]«Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o della stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.»
Istituzione della religione
[modifica | modifica wikitesto]
È la norma del primo emendamento che proibisce ai governi federali e statali di istituire una religione ufficiale o di favorire o sfavorire un punto di vista religioso rispetto a un altro.
Originariamente, il primo emendamento trovava applicazione solo presso il governo federale. Un certo numero di stati effettivamente aveva chiese istituzionalizzate. Quando il primo emendamento fu ratificato alcune di queste restarono tali fino all'inizio del diciannovesimo secolo.
Successivamente con la sentenza Everson contro provveditorato scolastico (1947) la clausola istitutiva venne incorporata (e fatta applicare contro gli stati). Comunque questo non avvenne fino alla metà del ventesimo secolo, quando la Corte suprema degli Stati Uniti d'America iniziò ad interpretare la clausola istitutiva e le clausole di libera professione in una maniera tale da proibire la diffusione di una o un'altra religione da parte degli stati.
In Provveditorato del distretto scolastico della cittadina di Kiryas Joel contro Grumet, 512 U.S. 687 (1994), il giudice David Souter in rappresentanza della maggioranza concluse che "il governo non può far prevalere una religione su un'altra e neppure l'irreligione sulla religione"
Separazionisti
[modifica | modifica wikitesto]Everson usò la metafora del muro, per la separazione tra Stato e Chiesa, traendola dalla corrispondenza di Thomas Jefferson. La separazione era ormai stata istituita da molto nelle decisioni della Corte Suprema, ad iniziare con Reynolds contro Stati Uniti del 1879 quando la Corte esaminò la storia dell'inizio della Repubblica per decidere se limitare le libertà dei Mormoni riguardo alla poligamia. Il presidente della Corte Morrison Waite, che si consultò con lo storico George Bancroft, contestò in una certa misura Memoria e rimostranza contro le valutazioni religiose di James Madison, autore della bozza del primo emendamento; Madison usò come metafora una "grande barriera".
Il giudice Hugo Black adottò le parole di Jefferson in nome della Corte e concluse che "il governo deve essere neutrale tra religioni e non-religioni: non può promuovere, sostenere o sovvenzionare una religione o delle istituzioni religiose." La corte lo ha affermato spesso a maggioranza ma mai con votazione unanime. Warren Nord in "Does God Make a Difference?" ha caratterizzato la tendenza generale dei dissensi come una lettura più debole del primo emendamento; I dissensi tendono ad essere "meno preoccupati circa i pericoli del riconoscimento e meno preoccupati di proteggere i diritti del libero esercizio, in particolare delle minoranze religiose".
A cominciare con la stessa decisione di Everson, che permise ai provveditorati delle scuole del New Jersey di pagare il trasporto alle scuole parrocchiali, la Corte ha utilizzato vari testi per determinare quando nel muro di separazione si è creata una breccia. La decisione Everson fu la prova che il riconoscimento esisteva quando ad una religione veniva fornito aiuto ma che il trasporto era giustificabile perché il vantaggio che ne traevano i bambini era più importante.
Nei casi della preghiera nelle scuole all'inizio del 1960. (Engel contro Vitale and Abington School District contro Schempp) l'aiuto sembrava irrilevante; La Corte si espresse sulla base che un'azione legittima serviva un proposito secolare ma fondamentalmente non era un sostegno alla religione.
Nella Commissione Walz contro Tax, la Corte stabilì che un'azione legittima non poteva imbrigliare il governo con la religione; in Lemon contro Kurtzman, questi punti si combinarono dichiarando che un'azione non costituiva riconoscimento ; il suo effetto principale o primario non è di proporre o di inibire la religione; e non incoraggia un eccessivo coinvolgimento del governo con la religione;
In Lemon contro Kurtzman, questi punti si combinarono dichiarando che un'azione non significasse riconoscimento se lo statuto aveva un intento secolare il suo effetto primario o principale non propone né inibisce la religione; e non incoraggia un eccessivo coinvolgimento dello stato con la religione.
Questa prova Lemon è stata criticata da giudici e studiosi di legge, ma rimane comunque il principale strumento mediante il quale la Corte impone la di Riconoscimento In Agostini Felton, il punto di coinvolgimento della prova Lemon .
Gli Accomodazionisti
[modifica | modifica wikitesto]Gli Accomodazionisti, d'altra parte, interpretarono la Clausola di Riconoscimento come l'impossibilità da parte del Congresso o di ogni Stato di dichiarare una religione ufficiale o di preferirne una all'altra, ma supposto che le leggi non devono essere spogliate della moralità e della storia per essere dichiarate costituzionali. Il risultato è che si applica Lemon solo selettivamente considerando l'affermazione del giudice Douglas in Zorach contro Clauson, "siamo un popolo religioso le cui istituzioni presuppongono un Essere Superiore" 343 U.S. 306 (1952). Quindi per molti conservatori, la Clausola di Riconoscimento impedisce unicamente lo stabilirsi di una chiesa di stato, non di riconoscere pubblicamente Dio né "portare avanti politiche che incoraggiano credenze generali che non favoriscano una particolare setta e che siano consistenti con gli obiettivi secolari del governo.
Libero esercizio della Religione
[modifica | modifica wikitesto]In Sherbert contro Verner, 374 U.S. 398 (1963), la Corte Suprema ha richiesto che gli stati debbono adeguarsi allo standard di "scrutinio severo" quando si rifiuta di accettare condotte motivate dalla religione. Questo significava che un governo aveva bisogno di possedere un "interesse primario" riguardo a tale rifiuto. Il caso riguardava Adele Sherbert, alla quale è stato negato il sussidio di disoccupazione dallo stato del South Carolina, perché si è rifiutata di lavorare il sabato, cosa che era proibita alla fede Avventista del settimo giorno. In Wisconsin contro Yoder 406 U.S. 205 (1972), la Corte stabilì che una legge che "opprime indebitamente la pratica di una religione" senza un interesse primario, anche se può sembrare "all'apparenza insignificante" sarebbe comunque incostituzionale. La necessità di un interesse primario è stata evidenziata in Employment Division contro Smith, 494 U.S. 872 (1990), che stabilì che un tale interesse non fosse richiesto nella Clausola del Libero Esercizio riguardo ad una legge che non ha come obiettivo una particolare pratica religiosa.
In Church of Lukumi Babalu Aye contro City of Hialeah, 508 U.S. 520 (1993), la Corte Suprema stabilì che la città di Hialeah aveva emesso un'ordinanza che vietava sacrifici rituali, una pratica che è centrale per il culto della Santeria, mentre stabiliva delle eccezioni per alcune pratiche quali il sacrificio Kosher. Siccome l'ordinanza non era "applicabile universalmente", la Corte stabilì che era necessario avere un interesse primario, il che non era presente quindi fu dichiarata incostituzionale.
Nel 1993, il Congresso approvò il Religious Freedom Restoration Act (RFRA), che mirava a ripristinare il requisito dell'interesse primario applicato in Sherbert e Yoder. In City of Boerne contro Flores, 521 U.S. 507 (1997), la Corte abbatté quegli elementi giuridici dell'atto che forzavano lo Stato e i governi locali a fornire protezioni che eccedevano quelle richieste dal primo emendamento sulla base che mentre il Congresso avrebbe potuto imporre l'interpretazione della Corte Suprema di un diritto costituzionale, il Congresso non poteva non imporre la sua propria interpretazione agli stati e alle municipalità.
Secondo la decisione della corte in Gonzales contro UDV, 546 U.S. 418 (2006), RFRA resta applicabile alle leggi federali quindi queste leggi devono ancora possedere un "interesse primario".
Libertà di parola
[modifica | modifica wikitesto]L'emendamento vieta al Congresso di emanare leggi che limitino la libertà di parola o di stampa. Nel tempo, la Corte Suprema ha sviluppato una giurisprudenza molto ampia, rendendo la protezione statunitense tra le più forti al mondo.[1]
Dottrine principali della Corte Suprema
[modifica | modifica wikitesto]- Clear and Present Danger Test: la parola può essere limitata se crea un pericolo chiaro e immediato (Schenck v. United States, 1919).
- Brandenburg Test: dal 1969 (Brandenburg v. Ohio), la parola è limitabile solo se incita ad azioni illegali imminenti e probabili.
- Symbolic Speech: atti simbolici come il bruciare la bandiera sono protetti (Texas v. Johnson, 1989).
- Prior Restraint: in generale, la censura preventiva è vietata (Near v. Minnesota, 1931).
- Obscenity: non protetta, secondo il Miller test (Miller v. California, 1973).
- Diffamazione: i media sono protetti salvo «actual malice» nei casi che coinvolgono personaggi pubblici (New York Times Co. v. Sullivan, 1964).
- Commercial Speech: inizialmente esclusa, oggi parzialmente tutelata.
- Hate Speech: generalmente protetta, salvo minacce dirette o incitamento imminente.
Eccezioni principali
[modifica | modifica wikitesto]Non sono protette dal Primo Emendamento:
- True threats (minacce reali e credibili).
- Incitamento a violenza imminente[2].
- Oscenità.
- Diffamazione.
- Parole strettamente legate ad attività criminali (es. frode, insider trading).
- Pornografia minorile.
L'ipotesi che il materiale che inneggia alla violenza, o che illustra atti di violenza, sia protetto dal primo emendamento è stata invocata, nella dottrina giuridica statunitense[3]. La legge vigente, in materia di oscenità, registra un'attenta giurisprudenza da parte della Suprema Corte, con una definizione di oscenità variabile, che applica uno standard diverso per il materiale finalizzato alla gioventù, e la definizione di indecenza, che permette per regolamento federale di materiale trasmesso sui mass media.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Schauer, Frederick. Free Speech: A Philosophical Enquiry, Cambridge University Press, 1982.
- ↑ Per Shayan Sardarizadeh & Kayleen Devlin, What is Antifa and why is President Trump targeting it?, BBC news, 22 settembre 2025 la designazione presidenziale di un gruppo come major terrorist organisation non può prevalere sul diritto di associazione, ricompreso nel Primo emendamento, in quanto non ammonta di per sé a dimostrazione dell'incitamento alla violenza.
- ↑ Kevin W. Saunders, Violence As Obscenity: Limiting the Media’s First Amendment Protection, 0822317583, 9780822317586 Duke University Press 1996.
Altri progetti
[modifica | modifica wikitesto]
Wikiquote contiene citazioni di o su I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America
Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su I emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Eugene Volokh, First Amendment, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 179830264 · LCCN (EN) n81096440 · GND (DE) 4443922-2 · BNF (FR) cb124146139 (data) · J9U (EN, HE) 987007604011205171 |
|---|
